Diritto commerciale
19.02.2020
Il diritto commerciale si occupa dell’attività economica, è il diritto del business.
Le aree del diritto commerciale sono:
1.impresa, un aspetto molto importante dell’impresa sono i segni distintivi,
come marchi, invenzioni etc.
2.società, esistono quelle di persone e quelle di capitale, poi abbiamo anche
le società cooperative e quelle sociale, le quali svolgono attività di interesse
sociale ma secondo principi di economicità.
3.contratti, trattiamo le procedure concorsuali, ossia i fallimenti.
4.titoli di credito
5.procedure concorsuali
La maggior parte delle leggi sono nel Codice civile, ma non tutte, ci sono anche
regole speciali. La costituzione è la legge di riferimento e fissa i punti generali
del nostro vivere comune. L’unico articolo che si occupa della nostra disciplina
è il 41 della costituzione:1° comma, : l’iniziativa economica privata è libera
diritto di iniziare, svolgere e cessare l’attività. 2°comma: non può svolgersi in
contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla
libertà, alla dignità umana è il principio che regola l’attività d’impresa, la
burocrazia. Ad es. se voglio aprire un ristorante, devo avere tutti i permessi etc.
è la norma che dice che è vero che l’attività di impresa è libera, ma ha dei
limiti. 3°comma: la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché
l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a
fini sociali la limitazione all’attività di impresa può esserci ma può avvenire
solo per legge, legge di stato o regionale, a seconda dell’attività che si sta
svolgendo. Anche l’articolo 47 è importante, è un’altra norma che regola i diritti
dell’economia. 1°comma: la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte
le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito se ho
un’attività di impresa la devo finanziarie ma non posso farlo come mi pare.
Quando investo e prima ho risparmiato, devo avere delle garanzie, lo stato
deve incoraggiare, ma pure tutelare i risparmi. La banca è il primo interlocutore
di un’impresa. Io impresa devo capire quali sono gli elementi che possiedo che
possono attrarre la banca. L’esercizio del credito, ossia l’attività bancaria, è una
forma di attività economica. 2°comma: favorisce l'accesso del risparmio
popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al
diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del
Paese.
Articolo 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla
legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni
politiche, di condizioni personali e sociali principio di uguaglianza, ad es.
mettere sullo stesso piano tutti gli imprenditori. Se manca l’uguaglianza devo
intervenire per ristabilirla.
Articolo 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabile dell’uomo,
sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e
richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale in questo articolo si parla delle modalità che deve
assumere chi interviene in un rapporto economico. Nelle relazioni contrattuali
(io voglio vendere, tu comprare, ci mettiamo d’accordo poi si fa il contratto),
quindi l’articolo 2 che c’entra? C’è il principio di buona fede e correttezza, vuol
dire solidarietà economica, questo è il principio che governa tutte le
obbligazioni e trova il suo fondamento nell’articolo 2. La differenza tra l’articolo
2 della costituzione e il 1375 del Codice civile è che nel 2 la buona fede è
oggettiva, mentre nel 1375 è soggettiva.
Le esigenze alla base delle regole
- Tutela dei lavoratori, nel Codice civile sono rare le regole a tutela dei
lavoratori perché sono nelle leggi speciali.
- Tutela del credito/risparmio, tutte le regole che discutono la possibilità, per un,
impresa, di finanziarsi.
- Stabilità delle imprese, l’impresa è un valore per la comunità in generale
dunque è importante che essa sia stabile.
- Competizione economica corretta, evitare la competenza sleale
- Tutela dei terzi, è tra le motivazioni per la regolamentazione di coloro che
sono altri imprenditori (esterni) o clienti esterni all’attività di impresa.
- L’equilibrio nei rapporti economici
- La tutela del mercato
Articolo 2082: È imprenditore chi esercita professionalmente una attività
economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di
servizi si diventa imprenditori perché lo si vuole, ma io posso anche schivare
tutte queste cose e diventare imprenditore di fatto anche se comunque mi si
applicano le regole, TRANNE quelle a mio favore.
Requisiti che sottostanno alla qualifica di imprenditore:
Professionalità, l’attività deve essere abituale, non occasionale. Deve essere
rivolta al mercato e non ai privati. Per far sì che l’attività sia abituale deve
essere continuativa ma può essere anche stagionale, (anche se è stagionale
è comunque professionale, es. se io metto un banchetto e vendo libri per
365 gg o solo per 3 mesi è comunque attività professionale). Posso fare
l’imprenditore anche con un unico affare, ad es. io non sono un imprenditore
edile ma faccio la casa sul terreno di mia nonna, però mi metto in contatto
con terzi etc. e dunque sono un imprenditore perché i terzi devono essere
tutelati. È un imprenditore purché in questo unico affare compaiano tutta
una serie di soggetti che lo stato vuole tutelare. Se l’unico affare è privato
allora non si applicano le regole.
Economicità, è business? È lo scopo di lucro? NOO!! Economicità non è
necessità di ottenere un guadagno, io posso essere imprenditore anche se
non ho l’obiettivo di arricchirmi. Economicità è se gestisco con metodo
economico, ossia tendo ad avere parità tra costi e ricavi. Con metodo
economico, ovviamente mi do uno stipendio ma poi il mio obiettivo non è
massimizzare i profitti, ma cerco un pareggio. Ad esempio le imprese sociali
e pubbliche. Ho bisogno però del METODO ECONOMICO, tendere al pareggio!
Organizzazione, il soggetto deve avere un minimo criterio di organizzativo,
dunque l’organizzazione è un elemento fondamentale se voglio avere attività
di impresa. In linea generale bisogna coordinare i fattori di produzione, ossia
lavoro e capitale. Ci sono imprese che usano molto capitale e poco lavoro
(gioielliere). Se non si è imprenditori, si è liberi professionisti come ad es. i
medici che però se sono tanti e si organizzano con anche infermieri e
formano una clinica a quel punto allora svolgono attività di impresa.
Attività di produzione o scambio, è imprenditore chi produce o un bene o un
servizio, ma anche chi è intermediario di questo bene o servizio. Anche
produrre qualcosa di nuovo, (un’attività di godimento non è un’attività
d’impresa. Ad es.: se ho appartamenti e prendo gli affitti, quella non è
un’attività d’impresa, se l’appartamento lo trasformo e offro un servizio di
bed and breakfast allora sto fornendo anche un servizio e sono un
imprenditore).
Attività illecita di impresa
Impresa illegale l’imprenditore che non si dichiara tale. L’attività economica
svolta è lecita, ma la modalità di svolgimento è illecita (vendo panini, ma non
ho la licenza).
Impresa illecita svolge attività illecita, con modalità illecita (vendo droga).
Impresa apparente, quando non c’è veramente una società.
Impresa occulta, non è definito chi sia il capo ad esempio.
Inizio e fine di una impresa principio di effettività l’impresa inizia quando
c’è l’inizio di un ciclo economico nei confronti dei terzi perché le regole vogliono
tutelare i terzi quindi finché non vengono coinvolti terzi ancora non c’è attività
di impresa. Si chiude con la dissoluzione dell’apparato aziendale e per chi era
impresa si chiude dopo un anno dalla cancellazione del registro delle imprese.
Categorie di imprenditori
•Riguardo al tipo di attività svolta:
-impresa commerciale, tutte quelle che non sono agricole(art.2195)
-impresa agricola (art. 2135)
•Riguardo alla dimensione
-piccola impresa (art. 2083)
-impresa medio/grande
-microimpresa
•Riguardo al soggetto
-imprese individuali, esercitata da 1 persona fisica alla quale è imputata tutta
l’attività di impresaresponsabilità patrimoniale, art. 2740:imprednitore
risponde delle proprie obbligazioni con il suo patrimonio presente e futuro.
-imprese collettive/societarie, sono le società di persone, non consentono di
togliere la responsabilità in capo a una persona fisica e spostarla sul
contenitore perché non c’è personalità giuridica, dunque non rispondono
personalmente delle obbligazioni assunte, ma risponde ciascun socio.
-imprese pubbliche
• Impresa familiare
• Impresa coniugale
• Impresa collettiva
Esempio domanda di esame in base all’articolo 41 della costituzione:
a. l’attività d’impresa è libera
b. l’attività di impresa è libera e non può essere in alcun modo limitata
c. l’attività di impresa è vietata senza il ricorrere di circostanze determinate
dalla stessa norma
d. l’attività di impresa è libera ma la legge può fissarne le regole nell’interesse
generale bene pubblico viene prima del bene dell’impresa singola.
Altro esempio l’imprenditore come definito nel c.c.:
a. è colui che esercita anche in modo non professionale, un’attività economica
organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi NO
perché l’imprenditore esegue in modo professionale!
b. è colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata al
fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi un’attività
economica è organizzata per coprire costi e ricavi, non ha come scopo trarre
profitti.
c. è colui che esercita professionalmente un attività di lucro, organizzata al fine
della produzione o dello scambio di beni o servizi
d. è colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata al
fine dello scambio di beni, mentre l'attività di produzione di beni e servizi
rientra nella diversa nozione di impresa industriale
Altro esempio il Codice civile definisce imprenditore:
a. chiunque eserciti un'attività economica anche occasionalmente
b. chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della
produzione o scambio di beni o servizi
c. chi presti il proprio lavoro intellettuale o manuale in un'impresa
d. chi eserciti un'attività professionale solo se organizzata con la partecipazione
dei propri familiari
Altro esempio l’economicità; in quali dei seguenti casi l’attività
esercitata può considerarsi economica ai fini della nozione generale di
imprenditore:
a. quando è condotta in modo da assicurare un' eccedenza dei ricavi sui costi
d'esercizio, permettendo all’imprenditore la realizzazione di un profitto
(perseguendo lo scopo di lucro)
b. quando è condotta in modo da assicurare quanto meno la copertura dei costi
con i ricavi
c. quando ha per oggetto beni o servizi suscettibili di valutazione economica,
mentre è irrilevante il rapporto tra costi e ricavi
d. quando i ricavi eccedono i costi di una percentuale che viene stabilita
annualmente dal ministero per le attività produttive, in relazione al tipo di
attività che forma oggetto dell’impresa.
Altro esempioinizio dell’attività:
a. al compimento del primo atto da parte dell'imprenditore
b. dopo l'iscrizione dell'impresa nel registro delle imprese (può essere vero per
le società perché l’iscrizione ha valore costitutivo)
c. con l'inizio del ciclo economico nei confronti dei terzi, (bisogna tutelare i
terzi!!)
d. alla fine dell'organizzazione dell'attività da parte dell'imprenditore
20.02.2020
In sostanza ci sono 2 categorie di imprenditore:
-L’imprenditore agricolo
-l’imprenditore commerciale, tutti quelli non agricoli
L’IMPRENDITORE AGRICOLO
Il legislatore dà a questa categoria di imprenditori parecchie agevolazioni, sia il
legislatore nazionale che dell’UE, ho accesso a fondi dedicati, ho agevolazioni
fiscali, ho agevolazioni in tema di scritture contabili; ho dei privilegi il più
grande è che l’imprenditore agricolo non fallisce, anche se ha dei debiti. Inoltre
l’imprenditore agricolo non è obbligato alla tenuta delle scritture contabili e
accede a molti finanziamenti di vario tipo. Se non dimostro di essere
imprenditore agricolo, se non mi iscrivo nella sezione speciale, allora nessuna
delle leggi che mi tutelano sarà applicata. È l’imprenditore agricolo che deve
dimostrare al giudice di essere tale.
L’imprenditore agricolo è art 2135 c.c.: È imprenditore agricolo chi esercita
una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di
animali e attività connesse. Coltivazione del fondo= lavoro la terra, il fondo, ci
possono essere anche altre forme di coltivazione. Utilizzare le energie della
terra. Selvicoltura=coltivo i boschi, il legname oppure coltivo abeti da vendere
a Natale. Allevamento di animali= da mangiare, anche se allevo cani oppure se
allevo animali da pelliccia. L’imprenditore agricolo NON è solo il “contadino”.
Impresa agricola è anche l’agriturismo anche se difficilmente chi ha
l’agriturismo alleva o coltiva, a volte ha solo il ristorante, l’alloggio e basta,
eppure tendenzialmente è imprenditore agricolo. L’imprenditore agricolo che
esercita anche attività commerciale rimane comunque imprenditore agricolo,
coltivoraccolgovendo= imprenditore agricolo anche se faccio attività
commerciale. Raccogliere è vendere i prodotti della terra non è imprenditore
agricolo!
Attività agricola per connessione
Per avere attività agricola devo avere una connessione soggettiva ed oggettiva:
connessione soggettiva
- = identità tra chi esercita l’attività agricola
essenziale e quella connessa. Es. se io coltivo l’uva, raccolgo l’uva, faccio il
vino e lo vendo io esercito una attività agricola essenziale, cioè coltivare l’uva,
le altre 2 attività sono attività agricole per connessione anche se sono
commerciali. Ma se sono esercitate dal medesimo soggetto che è già
imprenditore agricolo, connessione soggettiva e oggettiva, allora le attività
commerciali sono anche agricole.
connessione oggettiva
- = significa che io nell’esercitare attività non agricole
uso PREVALENTMENTE il frutto dell’attività agricola essenziale. Es. se io ho un
ettaro di vigna, ci faccio poco vino, poi vado nella altre vigne e vendo il loro
vino in USA con funzione di intermediario io non sono più imprenditore agricolo
perché non vendo il vino del mio fondo. Se io ho un’enorme vigna e vendo
prevalentemente usando la mia uva allora sono imprenditore agricolo. Le
agevolazioni per gli imprenditori agricoli sono consistenti. Ci sono attività
agricole comunque connesse:
-Le attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione,
commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente da
un’attività agricola essenziale. La prevalenza è fondamentale per avere la
connessione oggettiva e restare un imprenditore agricolo.
-Le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione
prevalente di attrezzature o risorse normalmente impiegate nell’attività
agricola esercitata, comprese quelle di valorizzazione del territorio e del
patrimonio rurale e forestale e le attività agrituristiche. Prevalentemente devo
avere una connessione col fondo, con una attività agricola essenziale, ma
questa connessione c’è già quando io uso prevalentemente attrezzature o
risorse che di norma sono impiegate nell’attività agricola, perciò gli agriturismi
sono considerati imprese agricole (connesse con luogo ed attrezzature).
Sull’agriturismo c’è “favor legis”. La disciplina è regionale, un agriturismo di
Bari è diverso da uno di Torino. Anche l’agriturismo vuole connessione
soggettiva e oggettiva.
Peculiarità normative:
-Come tutte le imprese, anche quella agricola deve iscriversi nel registro delle
imprese, nella sezione speciale, con analoghi effetti. È una sezione speciale ma
ho gli stessi effetti di una imprese commerciale.
-L’imprenditore non è obbligato alla tenuta delle scritture contabili.
-L’imprenditore agricolo non è soggetto a procedure concorsuali e al fallimento,
ma può accedere ad accordi di ristrutturazione del debito e può avere
transazioni f
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