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Diritto commerciale

Introduzione

Diritto commerciale si occupa del rapporto fra privati. Rapporti fra privati che però riguardano rapporti plurilaterali, più privati o le cui conseguenze si riversano su più privati. Anche se materia a parte è sempre diritto civile (che però riguarda interessi di solo due parti). Contratto tipico commerciale è il contratto di società. Il contratto di società nasce per natura commerciale in quanto prevede più persone. Contratti una volta conclusi esercitano conseguenze su sempre più persone, in società il contratto è duraturo nel tempo e influenza anche gli organi della società. Si genera un traffico giuridico. Il traffico coinvolge persone anche non note e identificate.

I principi civili non si applicano per il diritto commerciale. Un contratto annullabile civilmente o viziato non ha gli stessi termini di prescrizione che avrebbe civilmente. I termini di annullabilità non esistono e la nullità è ridotta e si prescrive (3 anni) talvolta non si prescrive. Principio di esigenza di stabilità degli atti necessario nel diritto commerciale che cozza con il diritto civile. Prima del 1882 era ancora diritto civile, poi un po’ alla volta si è evoluto. 1942 con il secondo codice e le successive riforme, 2013 la più importante. Introduce delle norme sue proprie diverse dal civile.

I rapporti commerciali hanno la caratteristica del dinamismo, si è sviluppato come fenomeno di persone che per fare affari in fretta e con più persone quindi vengono meno i formalismi del civile. I rapporti sono facilitati e il formalismo viene meno. Tutto ciò viene meno grazie alla creazione di una fiducia reciproca facendo modo che queste persone si possano conoscere facilmente, per agevolare i rapporti il diritto commerciale si è inventato il bilancio (biglietto da visita che hanno le società per far verificare che esse sono persone serie, documento che registra il risultato che la società ha realizzato l’anno precedente). Altra creazione del Diritto commerciale è il Registro dell’imprese (registro dove il commerciante si deve iscrivere, gli associati dell’associazione e componenti degli organi). Ancora, Rappresentanza Commerciale (per semplificare fa sì che non serva la procura per derogare la vendita).

Imprenditori e diritto commerciale

Diritto Commerciale si applica solo ai commercianti. Coloro che nel tempo hanno iniziato a chiamarsi Imprenditori. Non c’è un esame e nemmeno una soglia di affari, si può diventare imprenditori quando, Art. 2082 c.c., “è Imprenditore chi esercita una attività economica professionalmente organizzata al fine di produzione o scambio di beni e servizi”, quando si inizia ad esercitare una attività rilevante per l’ordinamento, essa diventa interessante perché diventa pericolosa (poiché coinvolge più persone) e secondo è una società da tutelare e da agevolare. A loro quindi si applica il diritto commerciale. Ci sono norme che si assumono certi rischi e anche tante tutele, la disciplina mitiga il rischio dell’imprenditori ma ci sono anche parti negative per l’imprenditore. Allora gli si applica lo Statuto dell’Imprenditore (parti negative più parti positive).

Presupposti per essere imprenditori

  • Attività produttiva: Finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi. Si definisce in negativo in confronto alla attività di mero godimento (produzione per il godimento di beni da parte di un singolo) (Es. compravendita di titoli azionari). Crea ricchezza per soggetti ulteriori rispetto a chi ne beneficia.
  • Attività organizzata: Si deve creare una organizzazione dei fattori produttivi (lavoro altrui e capitale altrui). Lavoro altrui sono i dipendenti e il capitale è quello della banca. Appena c’è un minimo di etero-organizzazione dei fattori produttivi allora si rientra nell’Art. 2082.
  • Attività economica: Economico è diverso da lavorativo, non necessariamente quindi l’imprenditore vuole un profitto tipico delle società (Es. Onlus). L’attività economica ha come obiettivo il Pareggio di Bilancio (coprire i costi con i ricavi). Tutto ciò favorisce al traffico giuridico in quanto si viene a creare un Circuito di Contratti. In passato alcune attività non avevano scopo economico e quindi operavano in perdita ma invece ora non esistono più. Lo scopo economico serve a sottolineare la non necessità dello scopo di lucro.
  • Professionalità: Vuol dire che non deve essere un’attività occasionale ma abituale ma non implica che debba essere l’unica attività del soggetto. È professionale una attività unica che però è in sé complessa (Es. costruzione diga) e anche una attività che si svolge in una sera lo è (Es. Concerto).

Per i fini dello statuto però sono necessari altri criteri. Uno dei quali è la Leicità. Ci sono pareri contrastanti su di essa su chi afferma che sia favore o meno. Due imprese possono essere:

  • Immorali: Violano più gravemente la legge, in modo più riprovevole. Effetto dell’impresa è sfavorevole. Sanzionate con una disciplina rigorosa senza vantaggi.
  • Illegali: Attività corretta ma non può operare per mancanza di autorizzazione legislativa. La sua dottrina comprende entrambe le parti dello statuto ma anche una sanzione amministrativa per mancanza di licenza.

Queste due imprese sono parificate. Requisito della Leicità è richiesto. Al professionista non è richiesto lo Statuto dell’impresa benché egli si possa riunire con altri. La caratteristica principale del professionista è infatti la riservatezza poco incline al bilancio e al registro. Non può godere di vantaggi quindi e secondo l’Art. 2338 c.c. il professionista non può godere dei vantaggi d’impresa tranne che lavori per essa (Es. medico in una clinica). L’avvocato invece per codice deontologico non può mai farlo. Questo perché l’imprenditore deve essere controllato nella sua attività mentre tale controllo per certe professioni (es. avvocato) è esercitato da altri organi (Es. ordine degli avvocati). Comunque per i professionisti d’impresa viene meno l’obbligo di trasparenza e il rapporto con il cliente resta fiduciario e diretto e gestito da norme deontologiche. Ci sono dei casi Borderline come ad esempio il farmacista, è considerato come un imprenditore e la sua professione non è riconosciuta intellettualmente.

Tipologie di imprenditore

  • Agricolo: Ha un trattamento di favore, non è obbligato a:
    • Scrittura Contabile
    • Bilancio
    • Fallimento

Tutto ciò per le caratteristiche intrinseche dell’attività. L’imprenditore agricolo non è obbligato alle scritture mal si coincidano. Il fallimento invece si limita a punire la cattiva gestione degli affari ma l’imprenditore agricolo può finire con un bilancio disastroso anche per cause esterne come l’evento atmosferico. L’imprenditore agricolo è quella persona che Coltiva il Fondo e Alleva Bestiame (occuparsi di un ciclo biologico animale o vegetale o anche solo parti di esso). Regolato dall’Art. 2135 c.c. Colui che coltiva il fondo però non vuol dire che è compresa anche la categoria di persone che operano con mezzi più industriali che agricoli (Es. Galline in Batteria). Anche però per coloro che operano in Maniera più Industriale però si applica la stessa disciplina che è favorevole e ciò accade per due motivi: favorire lo sviluppo, evitare lo spopolamento delle campagne. La disciplina si applica anche a chi svolge Attività Agricole Connesse, quindi a colui che trasforma i prodotti agricoli e che li vende (Es. colui che produce vino e produce uva non fallisce in quanto la sua uva è ricavata dal fondo, in questo modo si può essere imprenditore, commerciante e agricolo). Rientrano anche l’attività di agriturismo (albergo, commerciale ma usa i prodotti del suo fondo quindi è agricolo).

  • Commerciale: Deve tenere il bilancio e fallisce. Art. 2214 afferma che solo lui è attenuto a ciò mentre per la legge fallimentare si fa riferimento all’Art.1. Macrocategoria, tutto ciò che non è agricolo è commerciale. Nel tempo ciò è stato messo in dubbio perché c’è una norma speciale Art.2195 per imprenditore commerciale. Esso afferma che sono imprenditori commerciali coloro che hanno una attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi (Es. Fiat) ma è anche imprenditore chi ha attività di intermediazione di beni e servizi (Es. Rinascente) pure le attività di trasporto rientra, ma anche le attività bancarie/assicurative, infine rientra anche attività ausiliaria delle precedenti (Es. Marketing). Rientrano quindi qui quasi tutte le attività. I casi di impresa che produce beni o servizi su base non industriale (Es. imprese dello spettacolo, musicali) e le attività parabancarie non rientrerebbero nell’articolo (Es. imprese finanziarie ma non banche). Ma non c’è spazio dell’impresa civile (Dove rientrerebbero le due imprese citate prime) di fianco a quella commerciale, essa quindi non viene identificata. Si ritiene oggi che il 2195 si applica a tutte le imprese non agricole. Importante però sottolineare la presenza di imprese più piccole per cui nei loro confronti sarebbe troppo oneroso applicare tutto lo statuto. Art. 2083, al Piccolo Imprenditore si applica una disciplina speciale, non si applica il fallimento e il bilancio. Si è piccoli o grandi imprenditori sulla base fatturale, il piccolo imprenditore chi esercita il lavoro di impresa prevalentemente con il suo lavoro o quello della sua famiglia. La definizione di lavoro proprio o di prevalenza però è ancora grigia, essa viene data caso per caso. Il problema non si è posto per il bilancio ma per l’attività di fallimento. Art. 1 Legge Fallimentare è stata cambiata, introducendo delle soglie quantitative precise per identificare chi fallisce sia che sia piccolo sia che sia grande, i parametri sono:
  • Un attivo (proprietà di beni) superiore a 300.000€
  • Fatturato annuo di 200.000€
  • Debiti annui di 500.000€

Se qualcuno supera uno di questi parametri allora è fallibile. Imprenditore deve calcolare in modo ciclico questi parametri così da evitare il fallimento.

Inizio/Fine dell’attività di impresa

Principio di effettività, si diventa imprenditori quando si pongono in essere i requisiti dell’Art. 2082. L’attività termina invece quando nel registro delle imprese si scrive che la sua attività è cessata, lo fa presumere. Art. 10 Legge Fallimentare, afferma infatti che imprenditore può fallire entro un anno dalla sua cancellazione del registro delle imprese, se egli continua a lavorare durante il periodo di cessazione attività sta alla controparte l’onere della prova e non a lui.

Statuto d’Impresa

Lo statuto d’impresa presenta degli aspetti onerosi e anche degli effetti positivi per le aziende. Essi sono onerosi: Registro, Bilancio e Fallimento. I positivi: Rappresentanza commerciale.

Registro d’Impresa

Onerosa dello Statuto. Necessario iscriversi al Registro delle imprese, è accessibile da chiunque dove vengono registrati i principali dati relativi all’imprenditore. Esso è nella Camera di Commercio di ogni Provincia, il Conservatore lo conserva (ormai è Telematico), egli lo utilizza/interpella sotto controllo del tribunale (un giudice delegato). Art. 2196 afferma quali sono questi dati:

  • Cognome, Nome, Luogo, Data di Nascita, Cittadinanza dell’imprenditore
  • Ditta
  • Oggetto dell’Impresa
  • Cognome e Nome degli institori e procuratori

Se impresa complessa serve il nome dei soci, le fusioni e le attività rilevanti dell’impresa. Gli Imprenditori Commerciali fanno parte della Sezione Ordinaria. Ci sono delle Sezioni Speciali nel registro delle imprese, esse sono sei:

  • Piccolo Imprenditore & Imprenditore Agricolo
  • Società tra Avvocati
  • Società che fanno parte di Gruppi
  • Imprese che operano nel Sociale (Es. Onlus)
  • Società Straniere operanti in Italia
  • Start Up

La sezione ordinaria rileva un effetto importante, Pubblicità Legale, che non rileva nelle sezioni speciali. Ci sono precisi effetti giuridici. Una volta che l’atto è nel registro allora è conosciuto e i terzi non possono invocare la propria ignoranza. Art. 2193 regola ciò. Se imprenditore si dimentica di segnare un fatto avvenuto può dimostrare che i terzi ne erano a conoscenza ma ha lui l’onere della prova. Pubblicità Notizia per le sezioni speciali ignoranza può essere fatta valere.

Scritture contabili

Onerosa dello Statuto. Grava solo sull’imprenditore commerciale. Le scritture sono tenute in funzione del Bilancio. Bilancio viene reso pubblico nel Registro delle Imprese. Ha funzione finale di far conoscere ai terzi la situazione economica-finanziaria di ogni impresa. Art. 2214 e seguenti enunciano quali sono le scritture.

Art. 2214, Libro Giornale (Su base quotidiana bisogna segnare le azioni, ricavi, costi acquisti, fatti dall’imprenditore, Contenuto esplicato nell’Art. 2216) (Solitamente tenuto dal commercialista) e il Libro degli Inventari (registra l’inventario che l’impresa fa ogni anno, di ciò che l’impresa ha e anche i suoi debiti, Art. 2217 deve contenere informazioni su attivi e passivi, esso poi si chiude con il bilancio) sono obbligatori per ogni imprenditore commerciale. Questi due libri vanno a costituire i due principali documenti Conto Economico (ricavi e costi, utile e perdita, deriva dal Libro Giornale) e Stato Patrimoniale (registra solo gli attivi e i passivi, deriva dal Libro degli Inventari) che servono per la creazione del Bilancio. Capacità Reddituale della società e Robustezza Patrimoniale di essa sono quindi pubblici, essendo nel bilancio, e ciò per i terzi è utile.

Sempre Art. 2214 afferma che le altre scritture contabili necessarie sono quelle richieste dalla natura e delle dimensioni della propria impresa. Libro Mastro (Libro giornale che va tenuto a riferimento a un singolo cliente o a una singola azione) è molto frequente. Prima Nota (bozze dell’attività redatte dal commercialista) è anch’essa molto diffusa. Art. 2215 bis consente di tenere questi libri in maniera Telematica. Cosa importante è che i libri contabili siano in ordine, essi devono essere Numerati, Art. 2215, e le scritture devono essere tenute Ordinate, senza spazi bianchi senza interlinee senza margine e senza cancellazione (se c’è deve essere visibile ciò che è stato cancellato), Art. 2219. I registri devono essere quindi numerati ma possono essere anche Bollati da un notaio, Art. 2218. Dopodiché le scritture devono essere tenute per 10 anni data l’ultima registrazione, Art. 2220. Chi non rispetta queste regole (tiene le scritture in modo irregolare o le ha falsificate e distrutte) ci sono delle sanzioni penali in caso di Bancarotta.

Elemento Auto-Organizzativo è centrale per l’esistenza delle scritture contabili. Un altro elemento è quello Probatorio. Le scritture possono essere utilizzate in giudizio con un certo effetto di prova. Esse possono essere sia favorevoli che sfavorevoli all’imprenditore. Un effetto positivo può essere che l’Imprenditore può riscuotere più velocemente i suoi crediti Decreto Ingiuntivo (rimedio basato sulle scritture contabili) che prevede che l’imprenditore può far vedere sulle scritture un credito dovuto a un giudice che provvederà a risarcire il debito dovuto. Art. 2710 le scritture contabili fanno prova sino a querela di falso, il giudice le deve prendere per buone in rapporti fra imprenditori. Art. 2709 afferma che anche i terzi possono utilizzare le scritture contabili contro l’imprenditore. In alcuni casi, Art. 2711, è richiesto che siano presentate tutte le scritture contabili.

Il fallimento

Onerosa dello Statuto. Inadempimento dei propri debiti porta al fallimento. Imprenditore matura i debiti allora viene sottoposto alla procedura di fallimento (Insolvenza). Il fallimento vuol dire che ciascun dei suoi creditori ha uno strumento cioè il diritto di presentare una Istanza di Fallimento. Ne basta sola una per far avviare una rilevazione totale economica della impresa. Se si scopriranno ulteriori debiti allora potrà esserci la sentenza di Fallimento. Curatore Fallimentare mandato dal tribunale prende il posto dell’imprenditore che tenta di coprire i debiti creati dall’imprenditore. Il curatore prenderà contratto con gli altri creditori, tramite le scritture contabili, e risolverà la situazione. Il fallimento a questo punto diventa una Azione Collettiva. Il curatore ricostruisce il passivo e costruire l’attivo. Egli può usare l’Azione Revocatoria con il quale si ricostruisce l’attivo, poi Azione Risarcitoria. Imprenditore può difendersi dalla Istanza di Fallimento, il tribunale può sentirlo prima della sentenza di fallimento (cercherà di difendersi sulla mancata fondatezza di insolvenza). Se imprenditore distrugge o fa scomparire i suoi beni allora sarà accusato di Bancarotta.

Rappresentanza commerciale

Parte positiva dello Statuto (registro, bilancio e fallimento sono gli effetti onerosi dello Statuto). Non serve la procura per gli imprenditori. Si facilita la vendita di atti per rappresentanza. Procura non necessaria. Ci si fida che la controparte abbia la procura, deroga l’Art. 1398. Imprenditore tende ad utilizzare i Rappresentanti.

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AliAmore di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Vicari Andrea.
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