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Diritto commerciale 24.10.17

Fattispecie generale di imprenditore

Imprenditore (soggetto) e impresa (attività). Differenza tra ditta, impresa e azienda. Accanto all'imprenditore c'è il lavoratore subordinato e il lavoro autonomo. Imprenditore che gestisce un bar, camerieri (LS), commercialista (LA) | figura più complessa.

[Art. 2082]: "Imprenditore è chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi".

  • Attività: complesso di atti coordinati tra loro.
  • Economicità: si ha se l'attività è astrattamente idonea per generare ricavi almeno pari ai costi (attività che si auto mantiene → R ≥ C), non siano necessarie immissioni di ricchezza ulteriore perché l'attività vada avanti. NO lucratività (R>C).

Attività diseconomica: volontariato, mensa dei poveri. Attività non lucrativa ma economica (R=C): impresa di trasporti pubblici. Se un'attività in concreto non genera ricavi, questo non significa che non sia un'attività d'impresa.

Organizzazione: quando l'imprenditore oltre alle proprie energie lavorative utilizza capitale e il lavoro altrui. Non c'è solo la sua energia lavorativa. Spesso non è difficile da riconoscere. Si può avere impresa anche con solo capitale (impresa informatizzata) o solo lavoro altrui (rete di persone che fanno volantinaggio).

Cosa succede quando l'organizzazione non c'è? → implica la presenza di un lavoratore autonomo.

Agente immobiliare con agenzia → imprenditore (capitale e lavoro altrui). Agente immobiliare potrebbe anche operare in assenza di organizzazione; potrebbe avere una fitta rete di conoscenze.

Professionalità: regolarmente, regolarità dell'attività (NON continuità, locali stagionali). Regolarità agli occhi del terzo.

L'UNICO AFFARE: normalmente non dovrebbe essere imprenditore. Importante è l'impatto dell'unico affare e il suo grado di articolazione. (Tizio che costruisce un grattacielo una volta solamente, mette in moto una serie di contratti e debiti tali che molto probabilmente gli verrà riconosciuta la qualifica di imprenditore)

L'attività dev'essere svolta al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi: no attività di autoconsumo, per le sue personali esigenze. Non è configurabile l'impresa per conto proprio (costruisco delle villette a schiera e le intesto a ciascuno dei miei figli, realmente non è un'impresa, ovviamente servono degli elementi oggettivi).

Nella norma non c'è nessun riferimento che l'impresa sia resa pubblica e sia iscritta al registro delle imprese. La pubblicità dell'impresa appartiene alla disciplina e non alla fattispecie. Non si può per assenza di pubblicità dire che quello non è un imprenditore.

Disciplina

Statuto dell'imprenditore commerciale

Regole applicabili solo agli imprenditori commerciali. Sono imprenditori commerciali, tutti tranne gli imprenditori agricoli. È commerciale ogni impresa che non è agricola.

  • Pubblicità nel registro delle imprese [Art.2188]: "È istituito al registro delle imprese per le iscrizioni previste dalla legge", c'è un principio di tassatività, posso iscrivere solo quello che la legge mi chiede di scrivere. Il registro è pubblico, conoscibile a tutti.
  • Efficacia dell'iscrizione [Art.2193]: i fatti per i quali la legge prevede l'iscrizione, se non sono stati iscritti non possono essere opposti ai terzi, a meno che questi non provi che i terzi ne abbiano avuto conoscenza. → Opponibilità: quello che è iscritto può essere opposto a un terzo, un terzo ne deve tenere conto, non può ignorarne l'esistenza. Se un fatto è iscritto è conoscibile e quindi opponibile. Non è detto che lo conosca, ma questo non importa. Il terzo è indirettamente vincolato.
  • Non iscrizione: prevede la conoscenza, l'atto o il fatto che non è iscritto, bisogna provare che il terzo lo conosce. Provare la conoscenza vuol dire mandare una raccomandata con ric. Di ritorno o mandargli una pec.

Tenuta delle scritture contabili [Art.2214]: "L'imprenditore che esercita un'attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari."

Perché è importante tenerle? Per ragione di tutela dei terzi e anche dell'imprenditore, sono strumenti di monitoraggio dell'impresa.

  • Libro giornale [Art.2216]: deve indicare giorno per giorno le operazioni dell'impresa. Criterio cronologico.
  • Libro degli inventari [Art.2217]: deve redigersi all'inizio dell'impresa e successivamente ogni anno. Deve contenere l'indicazione e la valutazione delle attività e passività dell'imprenditore e le attività e passività dell'imprenditore estranee all'impresa. L'inventario si chiude con il bilancio (appendice dell'inventario, costruito partendo dall'inventario).

Possibile soggezione a fallimento

Presuppone che ci sia un'impresa commerciale NON piccola e insolvente. Insolvenza: incapacità di un'impresa di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni (non paga o paga fuori termine o con strumenti non ordinari). Fallimento è una sanzione molto pesante, e con conseguenze sul patrimonio del soggetto. Il fatto di essere imprenditore dà peso alla 'minaccia: paga o ti dichiaro fallito'.

Disciplina degli ausiliari dell'imprenditore

Disciplina applicabile solo alle imprese commerciali.

Rappresentanza dell'imprenditore commerciale: agire in nome di un'altra persona. È un "pacchetto" che il legislatore regala all'imprenditore commerciale per creare più contratti possibili.

  • Institore: iscritto al registro delle imprese. Potere di rappresentanza molto alto. Alter ego dell'imprenditore. Compiere tutti gli atti pertinenti all'esercizio dell'impresa.
  • Procuratore: iscritto nel registro delle imprese. Ha poteri intermedi, che dipendono da quello che è iscritto. [Art.2206-07]: i poteri di questi due soggetti sono sottoposti alla pubblicità nel registro delle imprese. Le limitazioni non sono opponibili ai terzi se non sono iscritte, a meno che non si provi che i terzi li conoscevano.
  • Commesso: il titolare di una catena di supermercati, contestualmente riceve denaro dai commessi. Il 'cassiere' riscuote soldi di proprietà dell'imprenditore. Poteri rappresentativi più limitati.

Le regole di rappresentanza sono fissate dal codice, dipendono dall'organizzazione dell'impresa. Non trovo nulla nel registro delle imprese.

I professionisti intellettuali

Sono lavoratori autonomi normalmente, in merito ai quali bisogna distinguere a seconda che la professione sia:

  • Protetta: quelle per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in un albo, dopo aver superato un esame di stato. Comporta che il professionista sia sottoposto al potere di un organo rappresentativo di quei professionisti. (Avvocato, commercialista, geometra). A prescindere dalle modalità in cui esercita la professione, non è MAI un imprenditore. Per privilegio normativo sono esonerate dallo statuto dell'imprenditore, anche se hanno tutte le caratteristiche. Deroga prevista dal legislatore. Resta sempre lavoratore autonomo. Deroga intesa in senso stretto (studio medico no impresa, clinica privata sì impresa). Eccezione → Farmacista: professionista intellettuale protetto, ma per la sua particolarità è sicuramente un imprenditore (compravendita dei farmaci).
  • Non protetta: professioni dove il carattere intellettuale svolge un ruolo importante, per l'esercizio delle quali non è richiesto l'iscrizione all'albo ed esame di stato (esperto in comunicazione di impresa). Il fatto di essere lavoratore autonomo o imprenditore dipende dalla regola generale (organizzazione). Lo statuto dell'imprenditore commerciale si applica nel caso particolare del farmacista e ai professionisti che esercitano professioni non protette nella misura che siano riconoscibile l'esistenza di un'organizzazione.

Imprenditori non soggetti allo statuto dell'impresa commerciale

Piccolo imprenditore e l'imprenditore agricolo. Gli imprenditori possono non essere soggetti a statuto in base a un criterio dimensionale oppure in base a un criterio funzionale (tipo di attività esercitata).

Piccoli imprenditori

Sono nel 99% dei casi imprenditori commerciali. Due opzioni:

  • [Art. 2083]: "Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio delle componenti della famiglia." Termine di paragone implicito (sul lavoro dei dipendenti e sul capitale o macchinario). Questa norma ora è in secondo piano. Si vedevano delle disparità di trattamento. La norma tutt'ora ci dice sulla base di quale regole si stabiliscono imprenditori. Nel dubbio è meglio essere classificato. Orafo, il capitale investito è prevalente sul suo lavoro anche se è da solo → imprenditore.
  • Ai fini pratici, un'impresa non tenuta a iscriversi al registro delle imprese ha interesse a iscriversi, e un'impresa non tenuta alla contabilità civilistica deve comunque tener conto di quella fiscale. Dal punto di vista teorico i primi due punti dello statuto dell'imprenditore commerciale non si applicano a imprese dove è riconoscibile questo carattere di prevalenza.

Art. 1, 2a comma della legge fallimentare: chi non è soggetto al fallimento. È collegata a precisi parametri. "Non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento gli imprenditori commerciali i quali dimostrino il possesso dei seguenti requisiti:

  • Aver avuto un attivo patrimoniale non superiore a 300'000
  • Aver realizzato ricavi lordi per non più di 200'000
  • Avere debiti per non più di 500'000

Un'impresa commerciale, che è al di sotto di questi 3 parametri, NON è soggetta a fallimento, a prescindere dalla sua forma giuridica (imp. individuale, soc. capitali). Ci sono imprese non proprio minime che non falliscono.

L'impresa famigliare

Qualcosa che non ha nulla a che vedere con la piccola impresa e nemmeno con l'impresa. Particolare fattispecie di lavoro famigliare.

Art. 230 bis: "Salvo che sia configurabile un diverso rapporto" → istituto residuale.

"Il famigliare che presta in modo continuativo nella famiglia o impresa famigliare ha diritto al mantenimento e partecipa agli utili dell'impresa, ai beni acquistati con essi, non che agli incrementi dell'azienda, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato."

Il famigliare non è legato da un rapporto di lavoro, di società o di associazione in partecipazione. Il famigliare aiuta l'imprenditore perché gli vuole bene e lo aiuta in modo continuativo. Le decisioni di straordinaria amministrazione devono essere presa a maggioranza dai famigliari. Quando le relazioni scoppiano, si pone il problema sia per l'imprenditore sia per i creditori dell'impresa. Diventano debiti che l'impresa non avrebbe mai pensato di accumulare.

Impresa agricola

Art. 2135:

  • 1a/2a comma: attività essenzialmente agricole.
  • 1a: è imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività:
    • Coltivazione del fondo
    • Selvicoltura
    • Allevamento di animali
    • Attività connesse
  • 2a: per coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali, si intendono determinate attività le attività dirette, alla cura e allo sviluppo del ciclo biologico o di una fase necessaria. Io legislatore dico a te interprete che quelle attività forse non sono commerciali, ma io le intendo agricolo. Non è necessario l'utilizzo del fondo, ma fondamentali sono cura e sviluppo. (Coltivazione in serra o allevamenti in batteria). Una volta l'agricoltore sconta anche il rischio meteorologico, ma ora non si può più dire. Solamente per le coltivazioni tradizionali.
  • 3a comma: attività agricole per connessione. "Si intendono attività connesse, le attività esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, ….... che abbiano d'oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo, del bosco o dall'allevamento di animali" → Connessione oggettiva. (Tizio che coltiva un fondo trasforma i prodotti del suo fondo, quest'attività è commerciale ma in questo caso diventa attività agricola. Rispetto delle attività di prevalenza.) "Attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione".

Commercializzazione: nella misura in cui ci sia un'attività a lato di quella agricola.

  • Vendita mediante un negozio aperto dall'imprenditore agricolo. C'è commercializzazione (connessione).
  • Vendita al mercato ortofrutticolo ai grossisti. NON c'è commercializzazione (connessa).
  • Vendita mediante un banchetto ai margini del campo. Potrebbe essere attività connessa.

L'attività connessa è un'attività commerciale, attratta al regime dell'impresa agricola in presenza di beni determinati. Agriturismo: "attività di recezione ed ospitalità come definite dalla legge" → ampia autonomia alle regioni. L'impresa agricola non è soggetta al fallimento, non è tenuta alle scritture civilistiche (ma spesso le terrà). L'impresa agricola e il registro delle imprese → è tenuta ad un'iscrizione speciale.

Azienda

[Art.2555]: complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. Organizzazione: Non conta che i beni siano dell'imprenditore o no. Io potrei essere imprenditore ma non è detto che i beni siano miei (affitto/leasing). Quello che conta è che io imprenditore organizzi questi beni.

È importante che l'imprenditore abbia la possibilità e disponibilità. Disciplina del trasferimento dell'azienda: il principio dell'organizzazione ci fa capire quando principio si applica. Si applicherà quando viene ceduto un complesso di beni per l'attività d'impresa.

Trasferimento "parcellizzato": Il dubbio può nascere se vengono conclusi una serie di contratti distinti, autonomi, diversi aventi ad oggetto i singoli beni.

Es. Tizio ha un bar con un dipendente, Caio è interessato al bar ma non al cameriere. Va bene dice Tizio, facciamo tanti contratti chiamandoli "vendita" "cessione di contratto", non chiamandoli trasferimento (mirando così a lasciare a casa il cameriere che sarebbe tutelato se ci fosse trasferimento).

Es. industria con 500 dipendenti, dove questi singoli contratti hanno ad oggetto, capannone, ufficio ecc.. In questo caso la società avrà un interesse più delicato, i sindacati in questo caso probabilmente faranno causa.

In questi casi si sta eludendo la legge. Un'operazione di questo tipo è equiparata al trasferimento d'azienda. La somma di questi contratti crea il trasferimento. Un giudice chiederebbe se c'è in realtà il trasferimento.

Trasferimento di un ramo dell'azienda: Tizio è proprietario di un'azienda che produce e distribuisce. In azienda ci sono quindi 2 rami, che sono entrambi un complesso di beni organizzati per l'esercizio dell'attività d'impresa.

Se Tizio vuole cedere il ramo di azienda della distribuzione, può essere venduto come ramo aziendale a un futuro imprenditore interessato. Non viene venduto a "pezzi", si trova già l'azienda completa. Chi acquista il ramo è imprenditore per conto proprio, non hanno rapporti tra di loro. Tipicamente: produzione, commercializzazione, distribuzione.

Disciplina del trasferimento

[Art.2556-2560] Forma del trasferimento disciplinata con riferimento a tutte le possibili variabili.

Forma disciplinata per quel che riguarda la validità alla prova e alla pubblicità del trasferimento si riferisce alle imprese soggette a registrazione "i contratti che hanno oggetto il trasferimento della proprietà devono essere provati per iscritto, salvo l'osservanza delle forme stabilite dalla legge..." atto scritto per quanto riguarda la prova → anche quando ho una quietanza scritta. Non è un contratto per iscritto.

Salva l'osservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono l'azienda o per particolari forme del contratto → rinvio dei beni e al contratto (immobili, trasferimento in forma scritta ha il requisito di validità) il trasferimento di un'azienda in forma orale è possibile.

"Particolare natura del contratto": il trasferimento è casualmente neutro, (donazione, richiede l'atto pubblico) pubblicità: i contratti in forma pubblica, devono essere depositati nel registro delle imprese. Presuppone un atto pubblico o una scrittura privata autenticata. Quasi sempre il trasferimento d'azienda viene fatto attraverso atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Se il contratto non è iscritto al RI, compravendita di azienda non ancora iscritta. Se la compravendita è stata fatta per iscritta è efficace tra le parti. La non iscrizione non incide sull'efficacia dell'atto di trasferimento.

Divieto di concorrenza

[Art.2557] Conseguenza legale del trasferimento d'azienda. Una conseguenza che vorrebbe essere aggirata dalle parti. "Chi vende l'azienda deve astenersi da 5 anni..."

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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AGiuli98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Butturini Paolo.
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