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Diritto commerciale Appunti scolastici Premium

Appunti presi nel corso delle lezioni, contengono il contenuto basato sulle slide e su tutto quanto detto a lezione. Sono comprese domande a crocette che sono capitate in esami scorsi e nel'esame di quest'anno. Appunti di diritto commerciale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Cotterli dell’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore, facoltà... Vedi di più

Esame di Diritto commerciale docente Prof. S. Cotterli

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ESTRATTO DOCUMENTO

• La tutela dell’ambiente e della salubrità

• La sicurezza del lavoro: l’imprenditore è responsabile se un dipende subisce un danno e non ha adottato tutte le

giuste norme sulla sicurezza.

• La qualità e sicurezza del prodotto

• La trasparenza

• N.B. Art.41 Costituzione: l’attività d’impresa è libera ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in

modo da recare danno a sicurezza, libertà e dignità umana.

LA RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA

L’impresa costituita in forma societaria poiché è una persona giuridica e oggi è soggetta anche a responsabilità penale.

• D.lgs. 231/2001: La responsabilità penale delle persone giuridiche

• Per i reati, commessi nel loro interesse, da soggetti apicali o sottoposti relativi a:

- Reati in materia informatica e societaria

- Abusi di mercato

- Omicidio colposo e lesioni grave colpose

• È esonerato l’ente che provi di avere adottato modelli organizzativi idonei a prevenire il reato.

LA RESPONSABILITA’ SOCIALE

È un concetto di responsabilità che si slega dalla responsabilità intesa in senso strettamente economico. È un concetto che non

ha a che fare con il pagamento di danni o risarcimenti ma ha a che fare con il comportamento generale dell’impresa e con la

sua immagine. La responsabilità sociale si lega al concetto di impresa etica che ha per oggetto una attività economica di

interesse pubblico, di attenzione al sociale come ad esempio le banche etiche, le quali investono in settori particolari, hanno

quindi uno sfondo di attenzione al valore sociale.

▪ “biglietto da visita”

▪ Intrinseci forti valori etici: le imprese etiche sono le imprese che hanno per oggetto un’attività che si rivolge al sociale,

al bene comune.

▪ Convenienza

▪ L’impresa etica: è un modo di svolgere l’attività d’impresa che tenga conto di aspetti etici importanti.

- Produzioni di beni e servizi nell’interesse specifico del benessere dell’uomo in un ramo di attività di alto valore

sociale.

- In quanto socialmente responsabile, cioè conforme a dati standard elevati (ad esempio codici etici,

convenzioni internazionali, ecc.)

• L’etica d’impresa: la stakeholder theory

- Qualsiasi individuo o categoria che influenzi il raggiungimento degli obiettivi dell’impresa o ne sia influenzato.

- L’interesse non è assistito da strumenti giuridici

Gli stakeholder sono tutti quelli che possono essere portatori di un interesse all’interno dell’attività d’impresa. L’impresa può

decidere di coinvolgere nella propria attività e nelle decisioni può coinvolgere gli stakeholder.

La responsabilità sociale dell’impresa ha ricevuto particolare attenzione nell’unione europea a partire dal 1993.

La responsabilità sociale d’impresa è un buon modo per iniziare la propria attività d’impresa e per ottenere finanziamenti.

LE SOCIETA’

COSTITUZIONE E SVILUPPO DELL’IMPRESA

Il discorso principale sulla responsabilità d’impresa è che tutte le responsabilità che abbiamo visto sono responsabilità che si

pongono a capo dell’impresa. Se scelgo un’impresa individuale tutte quelle responsabilità sono a capo del soggetto che esercita

l’attività dell’impresa individuale. Lo stesso vale anche per l’impresa familiare, coniugale.

Quando si sceglie di dividere le responsabilità con altri soggetti e in questo caso esercitando in comune una attività d’impresa si

costituisce una società. Se io voglio semplicemente dividere la responsabilità con altri soggetti senza grandissimi vincoli posso

costituire una società di persone. Se invece non intendo affatto dividere la mia responsabilità con altri soggetti ma voglio

esclusivamente limitare la mia responsabilità ad un determinato importo che io ritengo di poter conferire dell’esercizio della mia

attività di impresa allora io mi devo ricostituire nella società di capitali cioè nella forma di S.R.L., S.P.A. ed eventualmente della

società cooperativa.

Bisogna stabilire in quale settore l’impresa si colloca in quanto all’interno di ognuno di essi sono presenti norme speciali settoriali.

Si individua poi la forma: individuale o collettiva. La responsabilità personale è una responsabilità personale e si risponde con tutti i

beni presenti e futuri. Il nostro ordinamento favorisce le società a responsabilità limitata, esse godono di una serie di incentivi

soprattutto se possono essere individuate come innovative ma devono essere costituite nella forma di società di capitali. D’altra

parte posso anche avere l’esercizio di una attività dove la forma societaria più conveniente anche da un punto di vista delle

agevolazioni è la società semplice, la società di persone, questo per tutte le attività che possono rientrare nel settore agricolo. Forse

nel settore agricolo posso valutare invece di costituire la forma di società semplice ma in tutti i settori. Teniamo presente che le

società di persone rispetto alle società di capitali godono di una maggiore rilassatezza, libertà nella definizione anche se di fatto

anche la s.r.l. gode di una libertà significativa che si pone in mezzo alla s.p.a. e le società di persone.

Bisogna pensare poi allo scopo: profit o non profit. Non profit non significa che vado a fare beneficienza, semplicemente non si

possono distribuire gli utili ma io posso essere remunerato per la mia attività. L’attività d’impresa non profit può essere esercitata

come associazione e in tutte le altre forme ma la più indicata è la forma cooperativa.

Bisogna poi pensare ai costi: Devo comprendere quali costi dovrò sostenere. Devo registrami nel registro delle imprese per prima

cosa, quindi sostengo dei costi per gli adempimenti burocratici. Devo poi capire cosa mi serve per iniziare l’attività, ovvero i fattori

produttivi (computer, magazzino, capannoni, uffici). Devo pensare ai costi che riguardano l’organizzazione dei fattori produttivi

impiegati e ai costi riguardanti la tecnologia e l’innovazione.

Infine stimo il budget di cui necessito. Bisogna quindi trovare le fonti di finanziamento. Posso rivolgermi alla banca, devo però avere

chiare una serie di questioni che riguardano il modus operandi delle banche. Posso anche rivolgermi a finanziamenti informali,

chiedendo finanziamenti a familiari, amici. Il microcredito è una forma di finanziamento interessante che si basa su altri presupposti

rispetto al credito normale in quanto non richiede nessun tipo di garanzia. Esiste anche il finanziamento di mercato come il

crowdfunding.

LE SOCIETA’

Le società sono i contenitori che l’ordinamento mette a disposizione per l’esercizio dell’attività d’impresa in forma collettiva. Nel

codice ci sono otto modelli organizzativi che possono essere divisi in due grandi gruppi con caratteristiche omogenee:

• Le società di persone

• Le società di capitali

Non esiste la possibilità di inventare altre forme di società, sono inammissibili le società atipiche. Nelle società posso introdurre

delle clausole atipiche non previste dalla legge a seconda di come ritengo sia meglio per me.

PROPRIETA’ E CONTROLLO

• Società di persone: il concetto di controllo è abbastanza sdrucciolevole, in quanto non hanno un capitale sociale

obbligatorio. Il controllo è solitamente esercitato dai soci che si dividono il controllo e la gestione della società.

Normalmente il socio qui è anche amministratore.

• Società di capitali: il controllo può essere di vario tipo

- Controllo assoluto: quando un unico socio ha il 50%+1 dei voti esercitabili in assemblea

- Controllo familiare: distribuito tra i familiari

- Controllo di coalizione: persone che si mettono insieme e controllo in modo assoluto

- Controllo di gruppo: grandi imprese all’interno di un gruppo

- “controllo” finanziario: io ti ho finanziato con dei contratti che contengono delle clausole in base alle quali io

prendo le decisioni e ti controllo

- Public companies: Sono le società ad azionariato diffuso quotate sui mercati

• Società cooperative: tutti i soci hanno uguale potere, una testa un voto è il principio delle società cooperative. Il potere di

decisione è uguale per tutti.

LA SOCIETA’ E’ UN CONTRATTO?

• Art.2247: con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività

economica, allo scopo di dividerne gli utili.

• Società individuali- atto unilaterale: Oggi ci sono società unipersonali in cui la società non è più un contratto ma un atto

unilaterale che devo fare di fronte al notaio. Escluse queste due ipotesi particolare per la s.r.l. e la s.p.a. in tutti gli altri casi

la società è un contratto e questo vale sia per le società di capitali che di persone.

IL CONTRATTO DI SOCIETA’ ART.2247

È un contratto associativo, non di scambio. Per cui:

1. le prestazioni richieste possono essere di diversa natura ed ammontare: non c’è il rapporto di scambio, con il contratto

associativo i soci si obbligano in modo diverso

2. è un contratto potenzialmente aperto: esistono però delle regole da seguire per l’entrata e l’uscita dalla società

3. nullità, annullabilità e risoluzioni sottostanno ad una disciplina speciale: seguono regole speciali a tutela dei terzi

I CONFERIMENTI: Art. 2247

La disciplina sui conferimenti rappresenta la partecipazione al rischio dell’attività d’impresa relativa nelle società di persone e

assoluta nelle società di capitali. Con il conferimento decido quale parte del mio patrimonio destino all’attività d’impresa. Posso

conferire un bene, il mio lavoro. Legato ai conferimenti è legato il concetto di patrimonio sociale e capitale sociale.

N.B. CAPITALE SOCIALE (domanda esame)

È un’entità numerica e rappresenta l’insieme dei conferimenti eseguiti o promessi dai soci nel momento in cui decidono di costituire

la società. Esprime il valore in denaro dei conferimenti quale risulta dalla valutazione compiuta nell’atto costitutivo.

La definizione è questa, perché io posso avere conferimenti in denaro e questo caso non necessita di una valutazione ma posso

conferire anche beni che necessitano di valutazione.

Il capitale sociale rappresenta l’insieme del valore espresso in denaro dei conferimenti effettuati nella società come risulta nell’atto

costitutivo. Questo valore è rigido, rimane immutato nel corso della vita della società. Il capitale sociale può cambiare se decido di

aumentarlo o si riduce a causa di perdite.

L’aumento del capitale sociale avviene con una modifica dell’atto costitutivo.

N.B. PATRIMONIO SOCIALE(domanda esame)

Il patrimonio sociale è l’insieme dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla società. Dal patrimonio sociale possiamo

distinguere il patrimonio netto. Inizialmente coincide con il capitale sociale ma poi varia e viene accertato periodicamente

(annualmente). Il patrimonio netto che risulta dal bilancio, quindi la differenza positiva che risulta tra attività e passività si chiama

attivo patrimoniale.

Posso anche aver iniziato ad erodere il capitale sociale. Quando vado a determinare con il bilancio il mio patrimonio netto, il capitale

sociale lo iscrivo nelle passività perché mi segnala il fatto che è indisponibile, non è nella disposizione dei soci. Nel momento in cui

la differenza tra attività e passività risulta negativa si inizia ad erodere il capitale sociale e si va in perdita.

L’attivo patrimoniale ha funzione di garanzia nei confronti dei creditori, una garanzia generica che vale nei confronti di tutti i

creditori, una garanzia principale nelle società di persone perché i soci restano e sono illimitatamente responsabili, risponde prima

la società con il suo patrimonio e se non è sufficiente si intaccano le risorse dei soci.

La funzione del capitale sociale è diversa da quella del patrimonio anche se in via subordinata si affianca alla garanzia patrimoniale

nei confronti di terzi. Anche il capitale sociale ha funzione di garanzia e indica la bontà dell’idea imprenditoriale quando si va a

richiedere i finanziamenti. È la base per misurare i diritti sociali sia di tipo patrimoniale, gli utili, sia di tipo amministrativo, i diritti di

voto.

RAPPORTO CAPITALE PATRIMONIO

• Il capitale indica la frazione di patrimonio netto non distribuibile tra i soci, assoggettata a vincolo di stabile destinazione

all’attività sociale.

• È iscritto in bilancio tra le passività perché è indisponibile ai soci, ma non è una reale passività perché comunque

costituisce quanto i soci hanno conferito per svolgere l’attività economica.

LO SCOPO DELLA SOCIETA’

Lo scopo comporterà l’applicazione di discipline differenti:

• Società lucrative: Art.2247 Scopo di conseguire degli utili e scopo di dividerli tra i soci. Sono le società di persone e le società

di capitali. Concetto di contratto sociale: scopo lucrativo.

• Società mutualistiche: art.2511 ss. Procurare ai soci un vantaggio patrimoniale diretto. Ha anch’essa scopo economico e

opera con metodo economico. ( sono dentro alle società di capitali) esse hanno un capitale sociale, che può variare, non è

una cifra rigida, si chiamano anche società aperte o a capitale variabile. Chiunque può entrare in queste società e apportare

il loro conferimento e allo stesso modo possono uscire e sottrarre capitale sociale. Scopo mutualistico: può essere

prevalente ( delle cooperative pure) oppure non prevalente (le società possono avere anche in parte scopo di lucro).

Significa perseguire uno scopo di procurare ai soci un vantaggio economico che non è direttamente classificabile come

utile ma è comunque patrimoniale diretto.

• Società benefit: perseguono anche il beneficio comune. Essa decide di costituirsi per uno scopo sociale. Non benefico in

senso stretto, ma a vantaggio della comunità.

• Le società senza scopo di lucro : reinveste gli utili per scopi organizzativi.

CON RIFERIMENTO ALL’ATTIVITA’

• Società semplice: utilizzabile solo per attività non commerciale (art.2249). E’ una società che svolge solo attività agricola,

viceversa tutte le altre società sono deputate a qualunque tipo di attività commerciale o agricola.

• Tutte le altre possono esercitare attività commerciale o non commerciale, sono soggette ad iscrizione nel registro delle

imprese e sono pertanto dette società commerciali quindi tutte le società tranne la società semplice.

CON RIFERIMENTO ALLA PERSONALITA’ GIURIDICA

• Con riferimento alla personalità giuridica, le società di capitali e le cooperative

• Sono prive di personalità giuridica, le società di persone

Le società di persone sono prive di personalità giuridica, quelle di capitali sono dotate di personalità giuridica.

NELLE SOCIETA’ PRIVE DI PERSONALITA’ GIURIDICA

Avere personalità giuridica comporta una serie di oneri e responsabilità, nelle società prive di personalità giuridica:

• Non è prevista una organizzazione con la presenza di più organi. Nelle società di persone non esiste una vera e propria

organizzazione cooperativa (corporate governance), i quali sono gli organi che compongono questa “persona” che è

persona giuridica: organo di gestione e di controllo. Nelle società di persone tutto ciò non esiste, non c’è obbligo di

costituire tutti questi organi, ma se vogliamo possiamo. Nelle società di capitali invece ci sono dei paletti da rispettare. (

soprattutto nelle s.p.a.) dove è sempre obbligatorio che ci sia amministrazione, controllo e organizzazione.

• Il socio ha tendenzialmente un potere diretto di amministrazione. Nelle società di persone il socio è l’amministratore della

società secondo il codice civile perché la sua caratteristica principale è che è responsabile illimitatamente: quindi decide

lui. Però non è una regola obbligatoria, ci sono dei soci che non vogliono essere amministratori. È una regola derogabile

nello statuto. Quindi il socio la tendenzialmente l’amministrazione della società ma non necessariamente.

• Tuttavia è necessario il consenso di tutti i soci per le modifiche dell’atto costitutivo. Nonostante ci sia una certa informalità

è necessario il consenso di tutti i soci per la modifica dell’atto costitutivo. La società è un contratto quindi l’atto costitutivo

è il contratto in sé. Per cambiare questo contratto, secondo i principi del diritto privato, si devono incontrare le volontà di

tutti i partecipanti. L’atto costitutivo può comunque prevedere che si possa modificare a maggioranza e non all’unanimità,

quindi anche questa è una norma derogabile.

• Ogni socio, avendo responsabilità illimitata, ha il potere di amministrazione e rappresentanza a prescindere dal

conferimento. Ci si può dividere le competenze. Sono questi i principi di base.

• Viene in rilievo la persona: la quota è intrasferibile senza l’unanimità. Ci sono delle società dove, al contrario, l’importanza

della persona è quasi nulla: le società per azioni o quotate. Viceversa nelle società di persone, la quota è sempre

intrasferibile se non sono tutti d’accordo, questa cosa può essere modificata nell’atto costitutivo. Sono società molto più

libere, lasciano spazio ai soggetti che si mettono insieme per svolgere quell’attività economica.

LE SOCIETA’ CON PERSONALITA’ GIURIDICA

▪ È prevista una inderogabile disciplina di corporate governance. Questo è un principio assoluto nelle società per azioni che

hanno tre modelli di corporate governance, i quali sono: (monistico, dualistico e tradizionale)

▪ Vige il principio maggioritario, in proporzione alla partecipazione al capitale sociale (per teste però nelle cooperative) I

diritti e i doveri possono essere completamente slegati dal capitale sociale nelle società di persone, viceversa nelle società

cooperative e per azioni i diritti sono proporzionali alle quote di partecipazione.

ES. Ad ogni testa un voto, ma ogni voto ha un peso diverso a seconda della relativa quota della persona

▪ Il singolo socio non ha un potere diretto di amministrazione e controllo, ma partecipa attraverso all’assemblea in base ad

un criterio capitalistico. Nella mente del legislatore è molto importante che la proprietà restasse disancorata dalla

amministrazione della società. La teoria economica spiega che è importante questa distinzione tra proprietà e gestione

perché separarle vorrebbe aiutare a scongiurare delle divergenze di interessi. La società fa in prima battuta il suo interesse

e in seconda battuta persegue l’interesse dei soci. La società nel momento in cui viene costituita diventa un soggetto terzo

rispetto ai soci con una propria responsabilità e un suo interesse distinto da quello dei soci. Un management che faccia

una gestione solo mirata al breve periodo, solo per dare gli utili ai soci comporta una gestione non efficiente. Quella più

efficiente infatti è quella che mira al lungo periodo: ottica di interesse della società. Deve evolversi e consolidarsi sul

mercato. Proprietà gestione e controllo quindi devono rimanere divise.

▪ La partecipazione è di norma liberamente trasferibile nelle società di capitali.

I SOGGETTI DI DIRITTO

Nelle società di persone c’è molto meno l’individuazione di una persona giuridica nella società stessa.

▪ Presente una forma di autonomia patrimoniale

▪ Art. 2266, 1c5 la società diviene titolare di diritti ed obbligazioni: centro di imputazione pur non avendo responsabilità

giuridica (società di persone)

▪ I beni sociali sono in proprietà della società

▪ Finché dura la società i creditori particolari del socio non possono rivalersi sul patrimonio della società

▪ Le obbligazioni sociali non sono obbligazioni personali dei soci, i quali ne sono responsabili a titolo di garanzia

▪ Imprenditore è la società, che fallisce

▪ Fallimento automatico dei soci illimitatamente responsabili, invece nelle società con personalità, in caso di fallimento è

solo la società stessa che fallisce

LA PERSONALITA’ GIURIDICA

▪ Le società con personalità giuridica sono per legge soggetti di diritto, formalmente distinti dai soci, in regime dunque di

completa e piena autonomia patrimoniale

▪ I beni conferiti divengono proprietà della società, titolare di un proprio patrimonio

- I creditori particolari del socio non possono soddisfarsi sul capitale sociale

- I creditori della società non possono soddisfarsi sul patrimonio personale del socio

CON RIFERIMENTO ALLA RESPONSABILITA’

▪ La società risponde con il proprio patrimonio più i soci personalmente ed illimitatamente

- Inderogabilmente per la s.n.c.

- Con possibilità di deroga per i soci non amministratori di s.s.

- Di regola nella s.a.s solo per gli accomandatari mentre gli accomandanti godono di responsabilità limitata

▪ Solo la società con il proprio patrimonio:

- S.p.a.

- S.r.l.

- Coop

LE SOCIETA’ DI PERSONE

Per essere costituita serve identificare l’oggetto sociale, il quale deve essere indicato nell’atto costitutivo e ha un valore di notevole

importanza. Che tipo di attività economica voglio esercitare? Che tipo di società posso utilizzare?

( quella semplice solo per le attività non commerciali). Se voglio esercitare una attività agricola ma voglio più formalità tra me ed i

miei soci posso usare una società in nome collettivo (s.n.c). E’ la società semplice (s.s.) che può essere utilizzata meramente per

attività agricola. Posso usare anche una società in accomandita semplice (s.a.s): con la possibilità di avere uno o più soci che non

ha/hanno una responsabilità illimitata ( è l’esempio del socio finanziatore). Questo soggetto non gestirà la società, è vietato, ma

può aiutarmi economicamente. Egli diventa socio quindi ha diritto agli utili ma nessun diritto di ingerenza della gestione della società

stessa. Nella società in nome collettivo (s.n.c) normalmente hanno anche l’amministrazione della società, cosa che si contrappone

completamente al socio accomandante. Possono solo controllare come sta andando. I soci “normali” invece hanno anche

l’amministrazione e la rappresentanza della società. Esistono 3 modelli, due per l’attività commerciale e tre per quella agricola. La

disciplina della società semplice si applica a tutte le società di persone poi ciascuna società di persona diversa dalla s.s. ha delle

caratteristiche diverse peculiari che le contraddistinguono.

IL CONTRATTO E LA FORMA

Non si può creare una società di persone unipersonale.

• Il contratto non è soggetto a forme speciali (art.2251), tuttavia è necessaria la medesima forma richiesta per i conferimenti

(no nullità seguente).

In teoria si può costituire una società per via orale. La verità però è che non succede mai, si ha sempre la forma scritta.

Abbiamo infatti anche il più delle volte un atto costitutivo. Determinati conferimenti richiedono la forma scritta

obbligatoria, ciò riguarda i beni immobili. Ragione di questo è che devo iscrivere la mia società nel registro delle imprese.

La società semplice (s.s.) va nella sezione speciale che comporta le conseguenze della pubblicità legale. Se sono società in

nome collettivo (s.n.c.) o in accomandita semplice (s.a.s.) mi iscrivo nella sezione ordinaria. L’iscrizione non ha effetto

costitutivo, non mi serve perché la società venga ad esistenza ma serve per regolarizzare la mia attività. Per poter iscriverle

nella sezione ordinaria o speciale serve l’atto costitutivo scritto o atto pubblico o scrittura privata autenticata (mi rivolgo

al notaio).

CONTENUTO DEL CONTRATTO

• Società Semplice: non previsto, massima semplicità formale e sostanziale

• SNC: previsto un contenuto obbligatorio dell’atto costitutivo, necessario per l’iscrizione (art. 2295).

CONTENUTO DEL CONTRATTO ART.2295

1) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, il domicilio, la cittadinanza dei soci;

2) la ragione sociale;

3) i soci che hanno l'amministrazione e la rappresentanza della società; ( se non preciso i ruoli dei soci tutti hanno rappresentanza

e responsabilità della società con pari poteri, poiché non si misurano in base alla quota di partecipazione)

4) la sede della società e le eventuali sedi secondarie;

5) l’oggetto sociale; ( l’oggetto sociale è il tipo di attività economica che voglio esercitare. Come lo formalizzo? Devo trovare la

forma corretta per metterlo nell’atto costitutivo in quanto quello che è l’oggetto sociale limita i poteri dell’amministratore.

L’amministratore è colui che gestisce l’attività economica, ciò che l’esercizio in comune può e deve perseguire. L’oggetto sociale

indica e limita quello che poi potrò svolgere all’interno dell’attività. Più io sono preciso nella descrizione dell’oggetto sociale, più si

restringe la possibilità di gestione della società. Posso sempre cambiare l’atto costitutivo ma è un procedimento che impiega diverso

tempo. È necessario tenere l’oggetto sociale molto ampio. Se faccio qualcosa che non è indicato nell’atto costitutivo le conseguenze

sono gravi: atto “ultra vires” comporta che l’atto sia nullo. La nullità è il massimo della sanzione giuridica.

6) i conferimenti di ciascun socio, il valore ad essi attribuito e il modo di valutazione; ( bisogna pensare bene cosa conferire)

7) le prestazioni a cui sono obbligati i soci di opera; ( il socio è diverso dal dipendente. Il socio non ha uno stipendio, ha diritto

all’utile perché ha conferito una sua opera. Il socio amministratore anche non è dipendente ha sia diritto agli utili che diritto a

ricevere uno stipendio. Il dispiacere più grande del socio d’opera lo si può avere se succede qualcosa a livello di salute perché ha

diritto agli altri soci di escluderlo dalla società. Perché egli non ha più conferimento.

8) le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti e la quota di ciascun socio negli utili e nelle perdite; ( è fondamentale

nelle società di persone ,dove io non misuro i diritti in relazione al mio conferimento, bensì in relazione alla mia partecipazione agli

utili. Ci sono delle regole relative alla distribuzione dell’utile previste dal codice civile, questo non esclude che io possa stabilire delle

regole mie. Se queste però non vengono stabilite vengono applicate le regole del codice civile, le proporzioni possono essere non

uguali ma io devo iscrivere nell’atto costitutivo. Esiste il divieto del patto Leonino, regola assoluta che non può mai essere derogata:

è il divieto di indicare un socio che sia escluso completamente dagli utili o dalle perdite o escluso da entrambi. La responsabilità

limitata nelle società di persone è una regola assoluta. Se ho di patrimonio e di debiti, per di questi debiti io rispondo con il

patrimonio della società, mi avanza che sono perdite. Queste perdite sono debiti nei confronti dei terzi, i quali possono chiedere di

attingere risorse dal patrimonio personale dei singoli soci. Tutti rispondono per tutto, la responsabilità è solidale. C’è la possibilità

di dichiarare un socio NON illimitatamente responsabile.

ES. con la misura delle percentuale degli utili, ma è una cosa che resta nel contratto interno, non ha effetti esterni.

9) la durata della società. ( Non è obbligatorio ma se non indico nulla la durata diventa a tempo indeterminato soggetta a disciplina

diversa.

PUBBLICAZIONE NEL REGISTRO DELLE IMPRESE ART.2296 CC

• L' atto costitutivo della società, con sottoscrizione autenticata dei contraenti, o una copia autentica di esso se la stipulazione è

avvenuta per atto pubblico, deve entro trenta giorni essere depositato per l’iscrizione, a cura degli amministratori, presso l'ufficio

del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. ( è un atto che fanno gli amministratori, è un obbligo per

esempio dell’amministratore, ma se lui non lo fa, è in capo dei soci. Tutta questa formalità in genere viene saltata perché se io formo

la società per atto pubblico, è il notaio stesso che ha l’obbligo di depositare l’atto nel registro delle imprese. Non è un elemento

costitutivo, a differenza per le società di capitali per le quali è un elemento costitutivo.

• Se gli amministratori non provvedono al deposito nel termine indicato nel comma precedente, ciascun socio può provvedervi a

spese della società, o far condannare gli amministratori ad eseguirlo.

• Se la stipulazione è avvenuta per atto pubblico, è obbligato ad eseguire il deposito anche il notaio.

LA MANCANZA DELL’ATTO SCRITTO

Può esserci una società non iscritta ma che è venuta ad esistenza: disciplina molto severa specialmente nei rapporti soci con i terzi.

• Società di fatto : La società di fatto si perfeziona per fatti concludenti. È regolata dalle norme della società semplice se l'attività

esercitata non è commerciale. È regolata dalle norme della collettiva irregolare se l'attività è commerciale. È esposta al fallimento

al pari di ogni imprenditore commerciale. Il fallimento della società determina automaticamente il fallimento di tutti i soci: dei soci

noti e dei soci occulti (la cui esistenza venga successivamente scoperta).

• Società occulta, cioè con l’espressa volontà dei soci di occultarne l’esistenza: qualcuno che è stato interdetto e che non può

esercitare l’attività economica e che quindi si serve di un prestanome. Questi aspetti riguardano prevalentemente le società di

capitali. La società occulta è costituita con l'espressa e concorde volontà dei soci di non rivelarne l'esistenza all'esterno: può essere

una società di fatto ma può anche risultare da un atto scritto tenuto ovviamente segreto dai soci. L'attività d'impresa è svolta per

conto della società ma senza spenderne il nome. La società esiste nei rapporti interni tra i soci ma non viene esteriorizzata (nei

rapporti esterni si presenta come impresa individuale di uno dei soci o anche di un terzo, che operano spendendo il proprio nome).

Lo scopo è quello di limitare la responsabilità nei confronti dei terzi al patrimonio (di regola modesto) del solo gestore; di evitare

cioè che la società e gli altri soci rispondano delle obbligazioni di impresa e siano esposti al fallimento. La recente riforma del diritto

fallimentare con il nuovo art. 147, 5° comma, dispone che qualora dopo la dichiarazione di fallimento di un imprenditore

individuale risulti che l'impresa è riferibile ad una società di cui il fallito è socio illimitatamente responsabile, si applica agli altri soci

illimitatamente responsabili la regola del fallimento del socio occulto. Sono considerati indici probatori di una società occulta: il

sistematico finanziamento di un imprenditore individuale, la partecipazione a trattative di affari con i fornitori, il compimento di atti

di gestione,…

Nel caso di socio occulto di società palese l'attività d'impresa è svolta in nome della società e ad essa è certamente imputabile in

tutti i suoi effetti

• Socio occulto

• Società apparente : capita spesso che il giudice si convinca che dietro un imprenditore individuale, insolvente o già fallito, ci sia

una società. Se però il giudice si rende però conto che gli indici probatori sono fragili può decretare (se è proprio convinto) la società

apparente. Una società, ancorché non esistente nei rapporti tra i presunti soci, deve tuttavia considerarsi esistente all'esterno

quando due o più persone operino in modo da ingenerare nei terzi la ragionevole opinione che essi agiscono come soci e quindi da

determinare in essi l'incolpevole affidamento circa l'esistenza della società (che è assoggettata a fallimento come una società

realmente esistente).

LA SNC IRREGOLARE

• Per assenza dell’atto costitutivo - società di fatto

• Per mancata iscrizione dell’atto costitutivo - società irregolare

- I rapporti fra la società ed i terzi sono in parte regolati dalla disciplina della società semplice (art. 2297)

La mancata esecuzione del deposito dell’atto costitutivo delle S.n.c. presso l’ufficio del registro delle imprese ne cagiona la natura

irregolare, con la conseguente applicazione delle regole proprie della società semplice. Questo vale per quanto attiene alla

responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci in ordine delle obbligazioni sociali, mentre questi non si possono giovare

dell’eventuale pattuizione dell’esenzione di responsabilità (possibile nella società semplice) per chi non abbia la gestione esterna

dei rapporti sociali. Fino a qui nulla di nuovo rispetto alle regole proprie della S.n.c. regolare. E’ tuttavia badando alla regola del

beneficio di escussione (art.2304 c.c.) che si scioglie l’elemento differenziale di spicco in materia di responsabilità patrimoniale dei

soci. Nella S.n.c. regolare i creditori sociali, anche quando la società è in liquidazione, non potrebbero pretendere il pagamento dai

singoli soci, se non in esito all’escussione del patrimonio sociale. Nel caso che ci occupa occorrerà fare applicazione della diversa

regola di cui all’art.2268 c.c., in base alla quale il socio compulsato dal creditore sociale deve indicare i beni sui quali costui possa

agevolmente soddisfare il proprio diritto.

I CONFERIMENTI (art.2253 c.c.)

Il socio è obbligato ad eseguire i conferimenti determinati nel contratto sociale. Se i conferimenti non sono determinati, si presume

che i soci siano obbligati a conferire, in parti eguali tra loro, quanto è necessario per il conseguimento dell’oggetto sociale.

Può essere conferita qualsiasi entità suscettibile di valutazione economica che serva per il conseguimento dell’oggetto sociale.

Pertanto può essere conferita qualsiasi prestazione di dare, di fare o di non fare.

Possono essere conferiti beni, crediti, servizi.

I conferimenti di beni possono essere:

▪ In proprietà: Valgono le regole della vendita – garanzia per evizione e per vizi – rischio di perdita fino al passaggio della

proprietà, che avviene con la stipulazione del contratto o successivamente con l’individuazione del bene.

▪ In godimento: il socio non può disporre del bene – il rischio di perdita resta a suo carico – ed avrà diritto di restituzione.

I conferimenti di crediti sono possibili, in tale caso il socio risponde dell’insolvenza del debitore ceduto.

I conferimenti di servizi sono effettuati dal socio d’opera, il quale non è un lavoratore subordinato e il suo compenso è rappresentato

dalla sua partecipazione agli utili. Gli altri soci possono escluderlo per sopravvenuta inidoneità a svolgere l’opera conferita.

GLI UTILI (art.2262)

Salvo patto contrario ogni socio ha il diritto di percepire la sua parte di utili dopo l’approvazione del rendiconto. (si tratta del bilancio

per le S.n.c.)

Gli utili non sono necessariamente proporzionali al conferimento. Vige massima libertà, tuttavia i criteri legali stabiliscono:

▪ Guadagni e perdite proporzionali ai conferimenti

▪ In assenza del valore dei conferimenti le parti si presumono uguali

▪ Se è prevista la misura degli utili, quella delle perdite di determina analogamente e viceversa.

E’ vietato il patto leonino, ovvero è nullo il patto con cui uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite.

(art.2265 c.c.)

LA DETERMINAZIONE DEGLI UTILI E DELLE PERDITE

▪ →

S.s. la determinazione avviene con l’approvazione del rendiconto, il quale viene predisposto dai soci amministratori

annualmente ( art.2262 c.c.)

▪ →

S.n.c. la determinazione avviene attraverso il bilancio di esercizio, approvato dalla maggioranza di tutti i soci.

Gli utili sono percepiti DOPO l’approvazione. Le perdite incidono direttamente sul valore della singola partecipazione riducendola.

Vige il divieto di distribuzione degli utili fino alla reintegrazione del capitale sociale ( art.2303 c.c.)

RESPONSABILITA’ DELLA SOCIETA’

La società risponde delle obbligazioni sociali con il proprio patrimonio sociale, il quale è la garanzia primaria per i terzi.

RESPONSABILITA’ DEI SOCI ( art. 2267 c.c.)

I soci hanno una responsabilità:

▪ Personale

▪ Illimitata

▪ Solidale ( è possibile l’azione di regresso )

▪ Sussidiaria ( beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale )

Sono possibili limitazioni della responsabilità dei soci nel caso della società semplice: in questo caso la responsabilità personale può

essere esclusa o limitata per i soci senza potere di rappresentanza con apposito patto sociale, opponibile ai terzi solo se portato a

loro conoscenza con mezzi idonei.

Nella S.n.c. la responsabilità personale è inderogabile.

LA SUSSIDIARIETA’ NELLA RESPONABILITA’ DEI SOCI

Come visto poco sopra i soci hanno responsabilità personale, illimitata, solidale e sussidiaria. Per quanto riguarda la sussidiarietà:

▪ S.s. e S.n.c. irregolare : il creditore può rivolgersi direttamente al socio, il quale deve lui chiedere la preventiva escussione

del patrimonio sociale indicando i beni su cui il creditore possa agevolmente soddisfarsi (art. 2268 c.c.)

▪ S.n.c. : il beneficio di escussione opera automaticamente ed i creditori non possono pretendere il pagamento dai soci se

non dopo l’escussione del patrimonio sociale, con azione esecutiva dunque (art. 2304 c.c.)

IL CREDITORE PERSONALE DEL SOCIO ( art. 2270 c.c.)

Non può rivalersi sul patrimonio della società ( autonomia patrimoniale ) , tuttavia:

a) Può soddisfare il suo credito sugli utili

b) Può compiere atti conservativi sulla quota

c) Nella S.s. può chiedere la liquidazione della quota se prova che gli altri beni sono insufficienti, e la quota deve essere

liquidata entro tre mesi dalla domanda. La richiesta è causa di esclusione.

d) Nella S.n.c., finché dura la società, non può chiedere la liquidazione della quota.

NUOVI SOCI E EX SOCI

La responsabilità è estesa ai nuovi soci.

La responsabilità degli ex soci:

▪ →

S.s. permane per gli atti anteriori ed è opponibile per quelli successivi solo se portata a conoscenza con mezzi idonei.

▪ →

S.n.c. cessa con lo scioglimento ma permane per obbligazioni anteriori allo scioglimento ( solo verso i terzi ), è soggetta

a pubblicità legale e dunque opponibile ai terzi.

L’AMMINISTRAZIONE ( art.2257 c.c.)

Salvo diversa pattuizione l’amministrazione della società spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri. Il principio può quindi

essere derogato dall’atto costitutivo, creando soci-amministratori e soci non amministratori.

I soci non amministratori hanno poteri di informazione e controllo. Hanno diritto di avere notizie sullo svolgimento degli affari sociali

( non è opponibile il segreto aziendale), diritto di consultare documenti e scritture contabili, diritto di avere un rendiconto almeno

una volta all’anno.

Il socio non amministratore non può impartire direttive, può però chiedere la revoca dell’amministratore per giusta causa, può

recedere, può promuovere l’esclusione di uno degli altri soci, può opporsi alla modifica dell’atto costitutivo ( se prevista l’unanimità

), inoltre ha un ruolo in caso di conflitto tra amministratori.

L’amministrazione è disgiuntiva se non è disposto diversamente, ciò significa che l’amministrazione spetta ad ogni socio. Esiste il

diritto di opposizione degli altri amministratori, che paralizza il potere del singolo. Sul conflitto decidono tutti i soci, a maggioranza

secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili.

L’amministrazione congiuntiva ( art. 2258 c.c.) deve essere espressamente prevista. Richiede il consenso di tutti gli amministratori (

o della maggioranza dei soci secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili ). Sussiste un potere di azione individuale nel

pericolo di danno.

E’ possibile prevedere una assemblea nello Statuto ma valgono le decisioni dei soci per quanto riguarda: la modifica del contratto

sociale e tutte le decisioni inerenti all’amministrazione della società. La forma di raccolta delle decisioni è libera.

Gli amministratori vengono nominati direttamente nell’atto costitutivo. Per tale motivo la eventuale revoca o la modifica degli

amministratori deve essere presa all’unanimità. ( art.2252 c.c.)

La revoca dell’amministratore nominato con il contratto sociale non ha effetto se non ricorre la giusta causa. ( art.2259 c.c.).

La nomina può avvenire anche con atto separato. La revoca opera secondo le regole del mandato ( art.1726 c.c.), cioè è fatta da

tutti i mandanti (soci), dunque all’unanimità. Sempre rimane salvo il risarcimento del danno.

E’ ammissibile l’amministratore estraneo, cioè non socio, tranne che per la S.a.s. e non ha gli stessi poteri dell’amministratore socio.

La disciplina della revoca dell’amministratore nelle società di persone prevede tre possibili trattamenti giuridici:

• revoca dell’amministratore nominato nel contratto sociale,

• revoca dell’amministratore nominato con atto separato,

• revoca giudiziale.

La revoca per giusta causa può sempre essere richiesta giudizialmente da ciascun socio al tribunale. ( ART.2259 C.C)

I POTERI DEGLI AMMINISTRATORI

I poteri degli amministratori sono disciplinati dalle norme sul mandato (art.2260 c.c.)

• Il mandato comprende non solo gli atti per i quali è stato conferito, ma anche quelli che sono necessari al loro compimento.

• Il mandato generale (non comprende gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione, se non sono indicati

espressamente) non si applica.

Gli amministratori possono compiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale, atti di amministrazione ordinaria e straordinaria.

Sono esclusi gli atti che comportano modificazioni dell’atto costitutivo.

I DOVERI DEGLI AMMINISTRATORI

Gli amministratori hanno il dovere generale di amministrare la società.

Doveri specifici riguardano soprattutto la S.n.c:

- Dovere di tenere le scritture contabili e redigere il bilancio di esercizio

- Adempimenti relativi all’iscrizione nel registro delle imprese

- Sanzioni penali in caso di fallimento

LA RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI ( art. 2260 c.c.)

Il parametro per l’individuazione della responsabilità è la diligenza del mandatario; il mandatario è tenuto a eseguire il mandato con

la diligenza del buon padre di famiglia; ma se il mandato è gratuito, la responsabilità per colpa è valutata con minor rigore (

art.1710c.c.)

Sono responsabili solidalmente verso la società per l’adempimento degli obblighi imposti dalla legge e dal contratto sociale.

L’AZIONE DI RESPONSABILITA’

Può essere esperita nei confronti di tutti ( anche nel caso di amministrazione disgiuntiva ) e si prescrive in 5 anni. L’azione di

responsabilità spetta alla società ma anche ai singoli soci, amministratori ma anche soci non amministratori se il danno ha colpito

direttamente il loro patrimonio.

Gli amministratori hanno l’obbligo di risarcire i danni arrecati alla società o ai singoli soci, salvo che dimostrino di essere esenti da

colpa.

LA RAPPRESENTANZA (art.2266)

• Gli amministratori hanno la rappresentanza della società, cioè agiscono nei confronti dei terzi in nome della società, che

acquista cosi diritti e si assume obblighi.

• La rappresentanza è di tipo sostanziale e processuale: significa che gli amministratori oltre ad occuparsi dei rapporti

lavorativi con i terzi possono anche andare in giudizio sia come parte convenente sia come parte convenuta.

• Il modello che segue il potere di rappresentanza segue il sistema di amministrazione prescelto: se ho un’amministrazione

disgiuntiva avrò anche la rappresentanza disgiuntiva quindi ognuno degli amministratori può concludere un contratto e

sedere in tribunale. Se invece l’amministrazione è congiuntiva allora anche la rappresentanza sarà congiuntiva quindi per

prendere le decisioni è necessario che siano presenti tutti quanti gli amministratori.

LE LIMITAZIONI AL POTERE DI RAPPRESENTANZA

E’ possibile limitare la rappresentanza che la legge conferisce agli amministratori ma non è cosi banale, in quanto la legge disciplina

le ipotesi in cui i soci decidano di limitare ad uno o più amministratori il potere di rappresentanza. Le regole su tale potere sono

molto più rigide nelle società di capitali dove è quasi impossibile togliere il potere di rappresentanza agli amministratori, mentre

nelle società di persone le limitazioni sono possibili in modi diversi a seconda del tipo di società.

• Limitazioni possibili, con conseguenze diverse per ogni tipo di società:

a) S.s. e S.n.c. irregolare, si possono opporre se sono originarie ( se sono presenti nello stauto della società, se già

nello statuto il potere di rappresentanza era limitato) , altrimenti se la limitazione è successiva debbono essere

portate a conoscenza con “mezzi idonei” e, in mancanza, solo se la società prova che i terzi le conoscevano.

b) S.n.c., l’atto costitutivo può prevedere limitazioni, ma sono opponibili ai terzi solo se:

- Sono iscritte nel registro delle imprese (dove tenuti a depositare firma autografa).

- O se si provi che i terzi ne hanno avuto effettiva conoscenza.

MODIFICAZIONE DELL’ATTO COSTITUTIVO

• Con il consenso di tutti i soci, o diversamente se convenuto.

• Anche il trasferimento della quota, sia tra vivi che a causa di morte, o diversamente se convenuto.

• Sono soggette ad iscrizione nel registro delle imprese

La regola generale è che nelle società di persone l’atto costitutivo si modifica all’unanimità tuttavia la legge consente anche modalità

diverse per la modifica dell’atto costitutivo, ad esempio per quota di interesse, oppure per teste indipendentemente dalla quota

d’interesse. Le modifiche dell’atto costitutivo vengono depositate nel registro delle imprese. Quando cambia un socio cambia anche

lo statuto, in quanto contiene i nomi. Questo è il motivo per cui quando viene trasferita una quota cambia anche il contratto sociale.

Anche in questo caso si seguono le regole sulle modifiche dell’atto costitutivo. Il trasferimento della quota può avvenire tra vivi o

per causa di morte e da luogo allo scioglimento del rapporto sociale di uno dei soci partecipanti nei confronti della società ma non

allo scioglimento della società .

SCIOGLIMENTO DEL SINGOLO RAPPORTO: PRINCIPIO GENERALE

• Principio di conservazione della società:

- Si ridefiniscono i rapporti patrimoniali con la liquidazione della quota

- Si decide se proseguire o sciogliere la società

- Unico socio: causa di scioglimento se la pluralità non è ricostituita entro sei mesi (mentre per le società di capitali

è possibile che sia un unico socio questo non è possibile nelle società di persone)

LA MORTE DEL SOCIO (art.2284)

Salvo contraria disposizione del contratto sociale, in caso di morte di uno dei soci, gli altri devono liquidare la quota agli eredi, a

meno che preferiscano sciogliere la società , ovvero continuarla con gli eredi stessi e questi vi acconsentano.

Esistono diverse ipotesi di scioglimento di una società. Nel caso di morte del socio:

• Entro sei mesi dalla liquidazione della quota agli eredi

• Oppure possono decidere:

- di sciogliere anticipatamente la società. Gli eredi devono attendere la liquidazione della società.

- di continuare la società con gli eredi, ma solo con il consenso di tuti, a meno di clausola contrattuale di

continuazione.

Lo statuto dovrebbe prevedere cosa accade nel caso di decesso di uno dei soci. È possibile inserendo nello statuto la clausola

contrattuale di continuazione, la quale prevede che naturalmente possa subentrare il socio erede senza bisogno di altre formalità.

Questo vale se il socio erede accetta.

POSSIBILI CLAUSOLE IN CASO DI MORTE

• Clausola di consolidazione: acquisto della quota da parte dei soci restanti (clausola in base alla quale nessuno potrà

sostituire il socio che è venuto a mancare e la sua quota andrà ai restanti soci)

• Clausola di continuazione

- Facoltativa: vincola i soci a proseguire con gli eredi che accettino

- Obbligatoria: vincola soci e eredi ( salvo il risarcimento del danno )

- Automatica: si diviene socio per effetto dell’accettazione dell’eredità ( possibile l’espressa rinuncia )

IL RECESSO: ART. 2285

Oltre alla ipotesi di scioglimento della società in caso di morte bisogna considerare anche il recesso.

• Scioglimento del rapporto sociale per volontà del socio

- Società a tempo indeterminato: liberamente, con un preavviso di almeno tre mesi

- società a tempo determinato: solo se sussiste la giusta causa, ma con effetto immediato.

- possibili ipotesi contrattuali di recesso, ma non limitazioni

Quando si redige lo statuto si decide se la società è a tempo determinato o indeterminato. Se non metto la scadenza della società

la società diventa a tempo indeterminato, nella quale i soci se ne possono andare liberamente con un preavviso di 3 mesi. Nella

società a tempo determinato i soci possono uscire dalla società solo per giusta causa, la quale verrà stabilita tra le parti o se l’accordo

non c’è interverrà il giudice. Nelle società a tempo determinato questa parte riguardante il recesso per giusta causa dovrebbe essere

disciplinata dallo statuto, il quale dovrebbe elencare i motivi di giusta causa.

L’ESCLUSIONE art.2288 e 2286

La terza causa di uscita dalla società di un socio è l’esclusione, oltre al recesso e alla morte.

• di diritto:

- il socio dichiarato fallito è automaticamente escluso dalle società di persone

- il socio di cui il creditore abbia ottenuto la liquidazione della quota

• facoltativa:

- gravi inadempienze degli obblighi che derivano dalla legge o dal contratto.

- L’interdizione, l’inabilitazione o la condanna a pena che comporta l’interdizione dai pubblici uffici.

- Per sopravvenuta impossibilità di esecuzione del conferimento per causa non imputabile al socio ( quindi se

decido di conferire il mio lavoro devo pensarci bene )

PROCEDIMENTO PER L’ESCLUSIONE ART.2287

• L’esclusione è deliberata a maggioranza per teste.

• La deliberazione deve essere motivata

• Deve essere comunicata al socio ed ha effetto decorsi 30 giorni

• 30 giorni è il termine infatti per il ricorso del socio al tribunale

• 2 soci: direttamente il tribunale

È obbligatorio che la decisione di esclusione sia sempre motivata in quanto la decisione può essere impugnata entro 30 giorni dal

socio davanti al giudice. Il giudice decide in primis esaminare lo statuto.

CAUSE DI SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’: art. 2272

• Decorrenza del termine, salvo proroga esplicita od implicita

• Conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità

• Volontà di tutti i soci

• Venire meno della pluralità dei soci

• Cause previste dal contratto (nell’atto costitutivo possono essere inserite delle clausole il cui verificarsi determina lo

scioglimento della società)

LO STATO DI INSOLVENZA

Sono cause specifiche di scioglimento della s.n.c. il fallimento ed il provvedimento di liquidazione coatta amministrativa. Stato di

insolvenza non ha niente a che fare con una momentanea difficoltà dell’impresa con uno stato di illiquidità ma è uno stato dove

non è più immaginabile in relazione al suo andamento economico la possibilità per la società di ripagare i debiti. Lo stato di

insolvenza non è momentaneo ma è uno stato irreversibile di inadempimento. La società in questo caso si scioglie, con il patrimonio

si pagano i creditori ma siamo nelle società semplici quindi c’è ancora la possibilità di salvarsi se i soci rispondono dei debiti con il

loro patrimonio personale. Se neanche i soci riescono a fare fronte ai debiti della società essa fallisce definitivamente insieme ai

soci persone fisiche.

LO STATO DI LIQUIDAZIONE

• Al verificarsi di una causa di scioglimento la società entra in stato di liquidazione

• Si procede al soddisfacimento dei creditori ed alla distribuzione fra i soci dell’eventuale residuo attivo

• Nel mentre gli amministratori sono dotati di un potere limitato al compimento degli “affari urgenti” (gestione ordinaria)

SAS: SOCIETA’ IN ACCOMANDITA SEMPLICE (art.2373-2324 cc): LA SPECIFICITA’

È una società che segue prevalentemente le regole della Snc.

• Si caratterizza per la presenza di due categorie di soci:

- Soci accomandatari, responsabili come nella Snc. Hanno l’amministrazione della società. Rispondono

illimitatamente nei confronti dei terzi creditori per le obbligazione assunte dalla società in via sussidiaria e solidale.

- Soci accomandanti, responsabili limitatamente alla quota conferita. Sono dei soci a responsabilità limitata.

La ragione per cui esistono queste due categorie di soci è che i soci accomandanti non possono in nessun modo amministrare la

società. È una figura di socio che assume le caratteristiche del socio-finanziatore. Al socio accomandante sono riconosciuti poteri di

informazione e controllo.

L’AMMINISTRAZIONE NELLA S.A.S.

• Spetta esclusivamente ai soci accomandatari. Essi hanno responsabilità illimitata, sussidiaria, solidale.

• I soci accomandanti sono rigidamente esclusi dalla gestione della società. Hanno poteri di informazione e di controllo e

rispondono limitatamente a quanto conferito.

COSTITUZIONE DELLA S.A.S.

• Segue le regole della S.n.c.

• La ragione sociale deve essere formata con almeno uno dei nomi dei soci accomandatari e nessuno degli accomandanti e con

l’indicazione del tipo

• In mancanza perdita per l’accomandante (consenziente o tollerante) del beneficio della responsabilità limitata

I SOCI ACCOMANDANTI

Hanno un divieto di immistione art.2320 1 comma, ma:

a) Possono concludere affari con procura speciale per singoli affari.

b) Possono prestare la loro opera.

c) Possono dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni (previsione statutaria).

d) Possono sempre compiere atti di ispezione e di controllo, senza ingerirsi.

LA RESPONSABILITA’ DELL’ACCOMANDANTE: ART.2320

• Se viola il divieto di immistione è responsabile illimitatamente e solidalmente per tutte le obbligazioni sociali, presenti, passate e

future (e può essere escluso), diventa un socio accomandatario.

• In caso di fallimento sarà automaticamente dichiarato fallito.

I POTERI DELL’ACCOMANDANTE

Oltre ai poteri di ispezione e controllo hanno altri poteri:

• Concorre (a maggioranza) alla nomina/revoca degli amministratori, se prevista con atto separato.

• Si rivolge al giudice per la revoca per giusta causa.

POTERI DI CONTROLLO DEI SOCI ACCOMANDANTI

• Possono compiere atti di ispezione e di controllo

• Hanno diritto di avere comunicazione annuale del bilancio e di controllarlo e concorrono alla sua approvazione

• Non sono tenuti a restituire gli utili fittizi eventualmente riscossi, purché in buona fede e purché risultino da un bilancio approvato

(art. 2321). L’utile fittizio è quello in base al quale distribuisco degli utili anche se dal bilancio veritiero non dovrei avere utili, ovvero

quando non ho differenza attiva tra attività e passività. Dal punto di vista finanziario la distribuzione degli utili fittizi significa che sto

restituendo capitale sociale.

Nell’ipotesi in cui il socio riceve degli utili fittizi andando ad erodere i conferimenti il socio, se in buona fede, non è tenuto a restituirli.

TRASFERIMENTO DELLA QUOTA NELLA S.A.S.

• Accomandatari - regole snc > consenso di tutti gli altri soci

• Accomandanti - 2322 - la quota è liberamente trasferibile per causa di morte e a maggioranza di tutti i soci per atto fra vivi. Non

importa chi siano, è importante che finanzino la società.

SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’

• Cause previste per la S.n.c.

• Quando rimangono soltanto soci accomandatari o accomandanti, dato sempre il termine di sei mesi per la sostituzione

• Se rimangono solo soci accomandanti, devono nominare un amministratore provvisorio, che avrà l’ordinaria amministrazione e

non diventerà per questo socio accomandatario.

LA SOCIETA’ IN ACCOMANDITA IRREGOLARE

• Se l’atto costitutivo non è stato iscritto nel registro delle imprese

• Resta ferma la distinzione fra le due categorie di soci e “gli accomandanti rispondono limitatamente alla loro quota, salvo che

abbiano partecipato alle operazioni sociali” (2317, 2c)

• Per il resto vale la stessa disciplina della snc irregolare

SPECIFICITA’ DELLO STATUTO DI S.A.S

• L’amministrazione e la rappresentanza spettano ai soli soci accomandatari.

• Ai soci accomandanti è fatto divieto di ingerirsi nell’amministrazione, pena la perdita del beneficio della limitazione della

responsabilità – L’atto costitutivo può prevedere che gli accomandanti abbiano il potere di dare autorizzazioni o pareri per

«determinate operazioni» e di compiere atti di ispezione e di sorveglianza

• Se gli amministratori sono nominati con atto separato, per la loro nomina e per la loro revoca sono necessari il consenso di tutti

gli accomandatari e l’approvazione di tanti soci accomandanti che rappresentino la maggioranza del capitale da essi sottoscritto,

«se l’atto costitutivo non dispone diversamente».

LA TRASFERIBILITA’ DELLA QUOTA NELLA S.A.S.

• La quota del socio accomandante

- è trasmissibile per causa di morte;

- può essere ceduta, con effetto verso la società, con il consenso dei soci che rappresentano la maggioranza del capitale

sociale,

• L’atto costitutivo può:

- escludere la trasferibilità della quota;

- richiedere maggioranze diverse

• Si ricordi:

- il nuovo socio di società semplice e di società in nome collettivo ed il nuovo socio accomandatario di s.a.s. rispondono con

gli altri soci per le obbligazioni sociali anteriori all’acquisto della qualità di socio (art. 2269);

- il socio (accomandatario) uscente e gli eredi del socio (accomandatario) defunto rispondono illimitatamente per le

obbligazioni sociali fino al giorno in cui si verifica lo scioglimento, che deve però essere reso opponibile ai terzi.

ATTO COSTITUTIVO: SOCIETA’ DI PERSONE

Il seguente è uno dei tanti modelli che ci possono essere per una S.n.c. oppure per s.s. e S.a.s.

L’unico modello obbligatorio è quello che riguarda la s.r.l.s., un modello che non può essere diverso da quello predisposto

normativamente. Mentre le società sono tipiche ( sono 8), le clausole e gli atti costitutivi invece a parte alcuni dati obbligatori sono

liberamente costruibili. È un esempio di una parte di atto

costitutivo per una S.n.c.

È costruito come una legge in quanto

tra le parti l’atto costitutivo è legge,

regola tutte le relazioni tra i soggetti

che partecipano al contratto.

LO STATUTO

• L’attività economica oggetto dell’impresa (oggetto sociale della società): l’oggetto della società rappresenta tutto quello

che la società può fare. Sono nulli gli atti compiuti che non rientrano nell’oggetto sociale. Nell’oggetto sociale deve essere

inserita anche la possibilità di fare attività quali l’assunzione di prestiti o attività che riguardano il settore finanziario esclusa

l’attività finanziaria in senso e stretto e l’attività d’investimento.

• La forma organizzativa dell’attività d’impresa: le società di persone sono le più semplici e meno formali, sono anche le

meno costose.

- Scelta della forma

- Redazione del contratto sociale (atto costitutivo)

• Previsioni economico-finanziarie

- Spese: Tendenzialmente non necessitano di un atto pubblico. C’è l’iscrizione nel registro delle imprese, una parte

di costi per il pagamento del registro e una parte di costi per la tassazione.

- Copertura

- Fonti di finanziamento

FORMA

• Il contratto sociale non è soggetto a forme speciali, salve quelle richieste dalla natura dei beni conferiti (art. 2251 c.c.) : se

qualcuno intende conferire un immobile questo richiederebbe il notaio e la forma scritta.

• al fine dell’iscrizione nel registro delle imprese è richiesta la scrittura privata con sottoscrizione autenticata o l’atto pubblico

(art.2296 c.c.) : è atto obbligatorio l’iscrizione nel registro delle imprese nella sezione speciale. La s.n.c. e s.a.s. vanno

iscritte nella sezione ordinaria.

• Quanto costa? L’obbligo di preventivo. Una legge impone ai notai di fornire ai clienti un preventivo di spesa per la

costituzione della società.

CONTENUTO

• Nel redigere l’atto costitutivo, i soci hanno un ampio margine di discrezionalità, che permette loro di discostarsi dalla

disciplina legale

• Possono liberamente definire il contratto, l’organizzazione della società, il suo funzionamento ed i rapporti tra i soci.

• È importante definire il più possibile i diversi aspetti per evitare futuri conflitti.

COGNOME, NOME, LUOGO, DATA DI NASCITA, DOMICILIO, CITTADINANZA DEI SOCI (art.2295, n.1), CF

• I soci di una società di persone possono essere non solo persone fisiche, ma anche soggetti collettivi e, in particolare,

società di capitali. La responsabilità di una società di capitali che sono soci di una società di persona è nota per il fatto che

rispondono illimitatamente.

• Nella società in accomandita semplice l’atto costitutivo deve indicare i soci accomandanti ed i soci accomandatari.

• Per la costituzione di una società di persone occorrono almeno due soci, a differenza di quanto accade per la s.p.a. e per

la s.r.l, che possono anche essere unipersonali.

• Tutti i soci rispondono illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali; tuttavia è possibile il “patto contrario”,

che nella società semplice può essere reso opponibile ai terzi ( mentre nella società in nome collettivo produce effetti

soltanto tra i soci art.2291 comma 2 )

LA RAGIONE SOCIALE (art. 2295, n.2)

È il secondo punto dell’atto costitutivo. È obbligatoria.

• La ragione sociale, ossia il nome della società, deve contenere il nome di uno o più soci con l’indicazione del rapporto

sociale. La società può conservare nella ragione sociale il nome del socio receduto o defunto, se il socio receduto o gli eredi

del socio defunto lo consentono. La ragione sociale deve contenere l’indicazione del tipo di attività ( s.s, s.n.c, s.a.s ).

• Nella s.a.s. la ragione sociale deve contenere il nome di almeno uno dei soci accomandatari, ed è vietata l’indicazione del

nome dei soci accomandanti il quale, se vi acconsente perde il beneficio della limitazione di responsabilità.

LA SEDE DELLA SOCIETA’ E LE EVENTUALI SEDI SECONDARIE (art.2295, n.4)

• Alla sede sociale ed alle eventuali secondarie si “correla” l’ufficio del registro delle imprese presso il quale procedere

all’iscrizione della società (artt. 2296, comma 1. E 2299). La sede sociale è l’indirizzo della società, l’indirizzo ha rilevanza nella

misura in cui indica l’ufficio dove la società dovrà essere iscritta. Le sedi secondarie non rilevano per la scelta del registro delle

imprese in cui iscriversi ma vanno comunque indicate.

L’OGGETTO SOCIALE (art.2295, n.5)

è fondamentale perché:

• Il programma economico per lo svolgimento del quale la società viene costituita.

• l’oggetto sociale delimita l’operato degli amministratori ed il loro potere di rappresentanza.

LA DURATA DELLA SOCIETA’ (art. 2295, n.9)

• a tempo indeterminato

- ciascun socio ha il diritto di recedere dalla società, mediante comunicazione da effettuarsi agli altri soci con un

preavviso di almeno tre mesi (art.2285). Può accadere che in una società sono presenti due soci, se uno se ne va

non è più una società a meno che entro sei mesi non trovo un nuovo socio. Se un socio decide di uscire dalla

società dovrà essergli liquidata la sua quota, la liquidazione è sulla base del valore della società e non sul

conferimento iniziale.

• a tempo determinato

- la durata può essere prorogata esplicitamente o tacitamente (art.2273).

- Nel primo caso il creditore particolare del socio può fare opposizione alla proroga della società (art.2307, commi

1 e 2); il creditore personale del socio non può far valere il proprio credito sulla quota societaria del socio ma può

solo congelarla ed eventualmente goderne al momento della liquidazione.

- nel secondo caso ciascun socio può sempre recedere dalla società ed il creditore particolare del socio può

chiedere la liquidazione della quota del socio suo debitore a norma dell’art. 2270 c.c. (art.2307 comma 3 ).

AMMINISTRAZIONE E RAPPRESENTANZA (art. 2295, n.3)

• il modello legale prevede che: l’amministrazione della società spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri (art.2257

c.c.) e che

• la rappresentanza – sostanziale e processuale – spetta a ciascun socio amministratore e si estende a tutti gli atti che

rientrano nell’oggetto sociale (art.2266, comma2); se ciascun socio ha l’amministrazione della società tutti i soci sono

responsabili anche degli atti commessi dagli altri soci, quindi tutti i soci rispondono illimitatamente, solidalmente,

sussidiariamente nei confronti dei terzi.

• l’atto costitutivo può deviare dal modello legale prevedendo che:

- non tutti i soci sono amministratori: in genere il socio non amministratore è un socio accomandante.

- sia adottato un sistema di amministrazione congiuntiva, all’unanimità o a maggioranza (art.2258). In quest’ultimo

caso potrebbe essere previsto il rispetto del metodo collegiale di adozione delle decisioni da parte degli

amministratori.

- Sia adottato un modello di amministrazione mista: per alcuni atti congiuntiva e per tutti gli altri disgiuntiva.

SEGUE...

• Le persone degli amministratori non siano designate dall’atto costitutivo ma siano nominate (con atto separato) dagli altri

soci: tale scelta incide sulla disciplina della revoca (art.2259)

• Non a tutti gli amministratori spetti la rappresentanza della società;

• il potere di rappresentanza degli amministratori subisca limitazioni

• l’atto costitutivo può disporre in merito al compenso degli amministratori.

• Particolari regole in caso di sas. Rinvio

I CONFERIMENTI, IL VALORE AD ESSI ATTRIBUITO E IL MODO DI VALUTAZIONE (art. 2295,nn.6 e 7)

N.B. domanda esame sui conferimenti

• I soci possono conferire denaro, beni in natura – che possono essere conferiti in proprietà o in godimento-, crediti e

d’opera. Quando si conferiscono crediti si rimane responsabili in caso di inadempimento del debitore. Se si presta la propria

opera e questa ad un certo punto non può essere prestata gli altri soci hanno diritto ad escludermi. Il socio d’opera è il

socio che conferisce il proprio lavoro in società.

• Nelle società di persone non vi è necessità di un capitale sociale; tuttavia esso può venire fissato nell’atto costitutivo quale

espressione monetaria del valore dei conferimenti effettuati dai soci. La disciplina stringente sul capitale sociale coinvolge

le società di capitali. Nelle società di persone in teoria non esiste un capitale sociale ma esiste un patrimonio sociale che

inizialmente è il conferimento dei soci. Nelle società di persone fa riferimento alle quote di interesse che sono la percentuale

di utili spettante a ciascun socio. Nelle società di persone utili e perdite si considerano in uguale partecipazione se non

stabilito diversamente nello statuto. Considerando che la responsabilità è solidale il creditore può rivolgersi per la

riscossione del credito ad uno qualsiasi dei soci, saranno poi i soci a sistemarsi in funzione di ciò che è stato stabilito.

• il capitale sociale è un indicatore utile

GLI UTILI E LE PERDITE 8art.2295, n.8)

• le quote di partecipazione dei soci (si intende: partecipazione agli utili ed alle perdite) sono proporzionali al valore dei

conferimenti effettuati; se il valore dei conferimenti non è determinato dall’atto costitutivo, essi si presumono uguali (art.

2263, comma 1).

• la quota di partecipazione del socio che ha conferito la propria opera, se non è determinata dal contratto sociale, è fissata

dal giudice secondo equità 8art.2263, comma2)

• deviando dal modello legale l’atto costitutivo può prevedere che:

- le quote di partecipazione agli utili ed alle perdite siano non proporzionali ai conferimenti;

- la quota di partecipazione agli utili sia diversa dalla quota di partecipazione alle perdite.

- L’unico limite all’autonomia negoziale è il divieto del patto leonino (art.2265 c.c.): vale per tutte le società, è

vietato prevedere un socio che non abbia nessun tipo di partecipazione agli utili e alle perdite.

• Se l’atto costitutivo determina soltanto la parte di ciascun socio nei guadagni, nella stessa misura si presume la

partecipazione alle perdite; in caso di determinazione contrattuale della sola partecipazione alle perdite, nella stessa

misura si presume debba determinarsi la parte del socio negli utili.

• l’atto costitutivo può altresì prevedere che la determinazione della parte di ciascun socio nei guadagni e nelle perdite sia

rimessa ad un terzo (art.2264)

LE NORME SECONDO LE QUALI GLI UTILI DEVONO ESSERE RIPARITITI (art.2295, n.8)

• Nel modello legale ciascun socio ha diritto di percepire la sua parte di utili dopo l’approvazione del bilancio (art.2262)

• l’atto costitutivo può prevedere diversamente: ad esempio l’accantonamento di riserve, la necessità che la distribuzione

degli utili sia decisa dai soci a maggioranza.

LA MODIFICABILITA’ A MAGGIORANZA DEL CONTRATTO SOCIALE

Mentre il modello legale prevede che il contratto sociale possa essere modificato con il consenso di tutti i soci (art.2252 c.c.), l’atto

costitutivo può consentire che ciò avvenga a maggioranza. Dato che l’atto costitutivo è un contratto per essere modificato

normalmente deve essere l’accettazione di tutti i soci. Tuttavia l’atto costitutivo può prevedere diversamente, la modifica può

avvenire anche solo con la maggioranza senza il consenso di tutti i soci.

TRASFERIBILITA’ DELLA QUOTA DI PRTECIPAZIONE DEL SOCIO INTER VIVOS O MORTIS CAUSA

• Le quote di partecipazione non sono liberamente trasferibili, nel senso che possono essere cedute con effetto verso la

società soltanto con il consenso di tutti i soci.

• l’atto costitutivo, tuttavia, può consentire il trasferimento, eventualmente attribuendo agli altri soci un diritto di prelazione;

• In caso di morte di uno dei soci gli altri devono liquidare la quota agli eredi, a meno che preferiscano sciogliere la società

ovvero continuarla con gli eredi stessi e questi vi consentano (art.2284). L’atto costitutivo può disporre diversamente, ossia

può contenere:

- una clausola si scioglimento automatico della società

- una clausola di continuazione facoltativa, che impone ai soci superstiti di proseguire la società con gli eredi del

socio defunto: questi ultimi sono liberi di aderire o meno al contratto sociale.

- di dubbia validità sono le clausole di continuazione obbligatoria, che impongono anche agli eredi del socio defunto

l’obbligo di aderire alla società, e la clausola di successione, che comporta l’ingresso nella società degli eredi del

socio defunto per effetto della semplice accettazione dell’eredità.

LA SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA (ARTT.2462-2483)

RAGIONE DELLA SCELTA

• Per le obbligazioni risponde solo la società con il suo patrimonio

• Ha una organizzazione di tipo corporativo e tuttavia ampia autonomia statutaria: è un’organizzazione molto meno imposta

rispetto alla s.p.a., l’ampia autonomia statutaria cade nel caso di s.r.l.s. La s.r.l.s. ha un capitale compreso tra 1 e 10.000

euro, è una forma societaria che può essere costituita da chiunque. La s.r.l.s. non consente di costituire un modello

societario in quanto è già predisposto dal ministero.

• Ampi poteri dei soci, di norma amministratori: il legislatore presuppone che il proprietario sia anche amministratore.

Solitamente proprietà e gestione coincidono.

• Possibilità di s.r.l. unipersonale: nell’ipotesi in cui c’è un unico socio deve essere versato l’intero capitale sociale e deve

essere indicato che si tratta di società unipersonale.

• Possibilità di adottare un modello semplificato disciplinato dall’art.2463 bis c.c.

• Modello societario privilegiato dal legislatore per la costituzione di pmi innovative e start up innovative, consentendo una

struttura finanziaria che si avvicina a quella della spa.

ALTRE FONDAMENTALI CARATTERISTICHE

• Le partecipazioni NON possono essere rappresentate da azioni: l’azione è una frazione del capitale sociale di una s.p.a.

Nella s.r.l. la quota non è mai una azione (titolo di credito). Le quote di s.r.l. non sono titoli di credito.

• Non essere oggetto di offerta al pubblico

• Il divieto non si applica alle PMI, nozione ai sensi del diritto UE ( fatturato annuo fino a 50.000.000, totale in bilancio fino a

43.000.000, meno di 250 dipendenti. Queste società hanno accesso anche al mercato dei capitali e le loro quote possono

essere offerte sul mercato.

LA S.R.L. COME SOCIETA’ DI CAPITALI

• Lo scopo di lucro non è derogabile. Impossibile clausole che vietino la distribuzione di utili.

• Teorica separazione tra proprietà e amministrazione, cioè tra chi è proprietario del capitale e chi amministra la società non

riceve accoglimento nella s.r.l.

• I criteri di funzionamento sono tipicamente capitalistici: il peso del socio è legato alla partecipazione sociale, vale a dire

alla “quota” di partecipazione al capitale sociale (rinvio), non è quindi una società definibile completamente democratica

ma il potere del socio nella società dipende dall’entità della partecipazione del socio.

• Tuttavia il rinvio alle regole sulla s.p.a. è un’eccezione, anche se ampia. C’è un richiamo alla s.p.a. che è spesso derogabile.

COSTITUZIONE (art.2463)

• Con contratto o atto unilaterale

• Nella forma dell’atto pubblico: sia per contratto che per atto unilaterale

• L’atto costitutivo deve indicare:

1. Il cognome e il nome o la denominazione, la data e il luogo di nascita o lo stato di costituzione, il domicilio o la

sede, la cittadinanza di ciascun socio.

2. la denominazione, libera, deve contenere l’indicazione di società a responsabilità limitata e il comune dove sono

poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie.

3. L’attività che costituisce l’oggetto sociale: indicazione analitica dell’attività economica che si intende svolgere;

L’oggetto sociale delimita i poteri dell’amministratore poiché l’attività che svolge in nome e per conto della società

deve essere diretta “al perseguimento dell’oggetto sociale”; Non è buona cosa avere un oggetto sociale troppo

restrittivo ma neanche troppo ampio.

4. l’ammontare del capitale, non inferiore a 10.000 euro, sottoscritto e di quello versato;

- nella s.r.l. ordinaria i conferimenti devono essere versati all’amministratore per il 25%.

- Nel nuovo modello della s.r.l.s: tra 1 e 9.990 euro ma un quinto degli utili annuali deve essere imputato a capitale

fino al raggiungimento di un minimo legale

- in tal caso i conferimenti devono farsi in denaro e devono essere versati per intero alle persone cui è affidata

l’amministrazione.

- nel caso di s.r.l. ordinaria il conferimento può essere di qualsiasi tipo.

5. I conferimenti di ciascun socio e il valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura;

6. La quota di partecipazione di ciascun socio

7. Le norme relative al funzionamento della società, indicando quelle concernenti l’amministrazione, la

rappresentanza. Si può definire liberamente il modello di governance all’interno della società.

8. Le persone cui è affidata l’amministrazione e l’eventuale soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei

conti.

9. L’importo globale, almeno approssimativo, delle spese per la costituzione poste a carico della società.

CONFERIMENTI

In una s.r.l. si può conferire qualsiasi cosa come nelle società di persone, è quindi conferibile qualsiasi entità suscettibile di

valutazione economica. Rispetto alle società di persone nella s.r.l. bisogna avere formalmente un capitale sociale di 10.000 euro, se

la società è ordinaria posso conferire quello che mi pare ma deve risultare un valore minimo di 10.000euro, quindi c’è un obbligo di

stima ma nel caso in cui la stima non sia possibile (prestazione di opera e servizi) questo valore viene determinato e una polizza

assicurativa, una cauzione, una fideiussione devono essere costituiti.

• Il valore dei conferimenti non può essere complessivamente inferiore all’ammontare globale del capitale sociale.

• Come nelle società di persone: qualsiasi elemento suscettibile di valutazione economica, comprese opere e servizi, purchè

• Se non è previsto diversamente il conferimento si presume in denaro, ed il 25% va versato direttamente agli amministratori

o coperto da fideiussione bancaria o polizza assicurativa.

• Gli obblighi assunti dal socio aventi per oggetto la prestazione d’opera o di servizi avvengono mediante la prestazione di

una polizza o di una fideiussione bancaria con cui vengono garantiti, per l’intero valore ad essi assegnato, oppure con un

versamento a titolo di cauzione del corrispondente importo in denaro presso la società.

LA STIMA DEI CONFERIMENTI

• Se i conferimenti non sono in denaro, è necessaria la stima dei beni conferiti.

• Deve essere scelto un revisore legale, che procede con una “relazione giurata” di stima.

• La relazione indica la descrizione dei beni, i criteri utilizzati ed il valore fissato

• E’ allegata all’atto costitutivo.

MANCATA ESECUZIONE DEI CONFERIMENTI: SOCIO MOROSO

È possibile che un socio non effettui il proprio conferimento. Quando i soci si accordano per costituire un s.r.l. essi sanno che devono

versare il 25% del proprio conferimento in denaro al momento della sottoscrizione. Se si tratta di altri conferimenti essi devono

essere versati interamente al momento della sottoscrizione. Se il socio non esegue il conferimento diventa moroso.

• Se il socio non esegue il conferimento nel termine prescritto non partecipa alle decisione e gli amministratori lo diffidano

ad eseguirlo nel termine di trenta giorni.

• Decorso il termine gli amministratori:

- Se lo ritengono utile promuovono l’azione per l’esecuzione del conferimento dovuto oppure

- Possono vendere agli altri soci in proporzione alla loro partecipazione la quota del socio moroso.

- In mancanza di offerte per l’acquisto, se l’atto costitutivo lo consente, la quota è venduta all’incanto. Si può offrire

la quota a soggetti terzi.

• Se la vendita non può avere luogo per mancanza di compratori, gli amministratori escludono il socio e il capitale deve

essere ridotto in misura corrispondente. Se il capitale sociale va al di sotto del minimo legale la società si deve sciogliere.

In tal caso non si può trasformare la s.r.l. in una s.r.l.s.

QUOTE DI PARTECIPAZIONE (art.2468)

• Il capitale è diviso in quote sulla base di un criterio personalistico:

- Il capitale è diviso in base al numero dei soci, con una proporzionalità tra conferimento e partecipazione – tuttavia

la proporzionalità è derogabile.

- Perciò le quote possono essere di diverso ammontare

- Facoltà di attribuire diritti particolari

- Unicità della partecipazione

• Non possono essere rappresentate da azioni.

• Non possono essere rappresentate da titoli di credito (c.d. certificato di quota circolabile), tuttavia possono essere

trasferite.

DEROGHE PER LE PMI

Possono emettere categorie speciali di quote dotate di particolari diritti ( ad esempio, si possono prevedere categorie di quote che

non attribuiscono diritti di voto o che ne attribuiscono in misura proporzionale alla partecipazione).

LA S.R.L. UNIPERSONALE

• Dal 1993, tuttavia ora la disciplina è stata modificata in linea con quella della s.p.a:

• Costituzione con atto unilaterale pubblico, iscrizione nel registro delle imprese, con l’indicazione completa dell’unico socio.

• Versamento integrale dei conferimenti

• In mancanza il socio risponde illimitatamente

LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DELLA S.R.L.

• Massima valorizzazione dell’autonomia statutaria

• Il modello prevede:

- Assemblea (organo eventuale): nella s.p.a. è un organo necessario e deve essere convocata almeno una volta

all’anno.

- Organo amministrativo

- Organo di controllo (eventuale) solo determinate s.r.l. sono obbligate a costituirlo. Il controllo nella s.r.l. è

esercitato in larga misura dai soci.

LE DECISIONI DEI SOCI (art. 2479 c.c.)

- Assemblea: organo solo eventuale.

- i soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dell’atto costitutivo, nonché sugli argomenti che uno o più

amministratori o tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale sottopongono alla loro approvazione.

- è possibile prevedere la consultazione o il consenso scritto.

- Deve risultare con chiarezza l’oggetto della decisione ed il consenso alla stessa.

- La decisione è presa con il consenso di almeno la metà del c.s., fatta salva la diversa previsione statutaria.

DECISIONI DEI SOCI E “METODO ASSEMBLEARE”

➢ in ogni caso sono riservate alla competenza dei soci:

- l’approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili: annualmente va approvato il bilancio e la distribuzione

degli utili.

- la nomina, se prevista nell’atto costitutivo, degli amministratori

- la nomina dei sindaci e del presidente del collegio sindacale o del soggetto incaricato di effettuare la revisione

legale dei conti

➢ con metodo assembleare:

- le modificazione dell’atto costitutivo

- la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale

determinato nell’atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti dei soci.

- Se richiesto da amministratori o 1/3 del capitale sociale può essere richiesto il metodo assembleare su qualsiasi

argomento.

LA DISCIPLINA DELL’ASSEMBLEA: CONVOCAZIONE

➢ L’atto costitutivo determina i modi della convocazione, purché assicurino una tempestiva informazione.

➢ In mancanza l’assemblea è convocata dagli amministratori con lettera raccomandata almeno otto giorni prima.

Le modalità di convocazione nelle s.r.l. possono essere informali purché stabilite dallo statuto e purché consentano una adeguata

informazione al socio che deve prendere la decisione.

FUNZIONAMENTO

Anche sul funzionamento dell’assemblea della s.r.l. ci sono delle regole.

• Quorum:

- Quorum costitutivo: rappresentato dalla metà del capitale sociale. rappresenta il numero di soci che devono essere

presenti in assemblea perché l’assemblea deliberi validamente.

- Quorum deliberativo: rappresentato dalla maggioranza assoluta del capitale intervenuto. È il 50%+1 del quorum

costitutivo o dei partecipanti se presenti in misura maggiore al quorum costitutivo.

- Per le decisioni relative alle modificazioni dell’atto costitutivo (oggetto sociale, diritti particolari dei soci) la decisione deve

essere presa da una maggioranza che rappresenti almeno la metà del capitale sociale.

• La seconda convocazione può essere prevista dallo statuto.

• È presieduta dalla persona indicata nell’atto costitutivo. (il soggetto che possiede la maggior quota di partecipazione)

• In mancanza da quella designata dagli intervenuti sono i soci in assemblea che indicheranno il presidente.

IMPUGNAZIONE DELLE DECISIONI (art.2479ter c.c.) (N.B. domanda esame)

➢ Sono impugnabili le decisioni non conformi alla legge o all’atto costitutivo.

➢ Qualora possano recare danno alla società, sono impugnabili anche le decisioni assunte con la partecipazione determinante dei

soci che hanno, per conto proprio o di terzi, un interesse in conflitto con quello della società.

➢ Entro 90 gg dalla trascrizione nel libro delle decisioni

➢ Dai soci che non hanno aderito, anche individualmente, da ciascun amministratore, dal collegio sindacale.

➢ Le decisioni con oggetto impossibile o illecito o prese senza informazione alcuna possono essere impugnate entro tre anni da

chiunque vi abbia interesse.

➢ Le decisioni che modificano l’oggetto sociale prevedendo attività impossibili o illecite sono impugnabili senza limiti di tempo da

chiunque ne abbia interesse.

L’AMMINISTRAZIONE (art. 2475 c.c.)

• Ampia autonomia statutaria

• Disciplina legale:

- L’amministrazione è affidata ad uno o più soci, nominati con decisione dei soci, a tempo indeterminato.

- Devono entro trenta giorni chiedere l’iscrizione nel r.i.

- Quando l’amministrazione è affidata a più persone, queste costituiscono il consiglio di amministrazione (non

necessariamente)

- L’atto costitutivo può prevedere che l’amministrazione sia ad essi affidata disgiuntamente oppure congiuntamente (con

indicazione dei criteri di decisione). Quando vengono prese

- Sempre collegialmente devono redigere il bilancio, progettare fusioni e scissioni e decidere per l’aumento di capitale.

- L’atto costitutivo può prevedere che le decisioni siano adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso

espresso per iscritto.

RAPPRESENTANZA (art.2475bis c.c.)

La rappresentanza si lega all’amministrazione. Gli amministratori hanno sempre anche la rappresentanza della società, la quale può

essere congiuntiva o disgiuntiva. Non è possibile limitare i poteri di rappresentanza degli amministratori di s.r.l.

Nelle società di capitali eventuali limitazioni ai loro poteri di rappresentanza non sono opponibili ai terzi, non importa se sono iscritti

nel registro delle imprese.

C’è l’ipotesi in cui se qualcuno ha intenzionalmente agito a danno della società il contratto è nullo.

CONFLITTO DI INTERESSI (art.2475ter c.c.)

In una s.r.l. gli amministratori sono normalmente anche soci. Ciò che viene fatto dall’amministratore nella gestione della società

deve essere fatto nell’interesse della società. L’interesse della società è distinto da quello dei soci. L’interesse della società è il

perseguimento dell’oggetto sociale, ovvero l’esercizio di una certa attività economica. I problemi legati agli interessi sono disciplinati

dal conflitto d’interesse.

Giuridicamente la parola “in conflitto” significa che l’interesse dell’amministratore potrebbe essere diverso da quello della società.

È un potenziale conflitto che potrebbe essere dannoso.

Es. Ho un immobile da affittare adatto alla società in cui lavoro e lo affitto alla mia società. Ho interesse ad affittare l’immobile alla

società e la società ha interessa a prendere l’immobile in affitto. L’interesse potenzialmente in conflitto non lo è perché i due

interessi coincidono. Nel momento in cui l’immobile non fosse adatto alla società e io chiedessi un prezzo alto, in questo caso la

delibera ha un potenziale conflitto d’interesse che diventa reale. Io non ho fatto l’interesse della società ma ho fatto il mio interesse

in quanto volevo affittare l’immobile.

• Per i contratti conclusi in conflitto di interessi, non preceduti da una delibera del consiglio (amministratore unico, delegato

o amministrazione disgiuntiva)

- La società può chiedere che siano annullati ma solo se il conflitto era conosciuto o riconoscibile dal terzo. La

società non può impugnare il contratto se il conflitto non fosse conosciuto dal terzo. Il terzo è sempre tutelato

rispetto ai comportamenti scorretti degli amministratori.

• Per i contratti conclusi in conflitto di interessi, preceduti da una delibera del consiglio con il voto determinante

dell’amministrazione in conflitto.

- La società può chiedere l’annullamento della delibera in caso di danni, salvi i diritti dei terzi.

- L’impugnazione va fatta entro 90 giorni da parte degli amministratori, collegio sindacale, revisore.

• →

Presenta notevoli differenze rispetto a s.p.a. la disciplina sul conflitto di interessi sulla s.r.l. è molto più leggera rispetto

alla s.p.a.

LA RESPONSABILITA’ DEGLI AMMINISTRATORI

Bisogna distinguere la responsabilità del socio e la responsabilità dell’amministratore anche se le due figure coincidono. Nelle società

di capitali la responsabilità del socio è limitata a quanto conferito nella società.

La responsabilità degli amministratori è una responsabilità che dipende dal contratto che lega l’amministratore alla società. La

responsabilità dell’amministratore è nei confronti della società, nei confronti della società l’amministratore risponde in un regime

di responsabilità patrimoniale, ovvero con tutti i suoi beni presenti e futuri.

Come socio per i debiti della società risponde con quanto conferito mentre come amministratore risponde con tutti i suoi beni

presenti e futuri.

Il principio di responsabilità solidale permette di fare in modo che gli amministratori siano informati e controllino l’operato degli

altri in quanto rispondono anche delle attività esercitate anche dagli altri amministratori.

Gli amministratori sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza dei doveri ad essi imposti

dalla legge e dall’atto costitutivo per l’amministrazione della società.

Tuttavia la responsabilità non si estende a quelli che dimostrino di essere esenti da colpa e, essendo a cognizione che l’atto si stava

per compiere, abbiano fatto constare del proprio dissenso. Se l’amministratore non riesce a provare che si era opposto farà fatica

a fare valere la sua non colpa, il documento scritto è quello che fa valere in giudizio quanto accaduto.

L’AZIONE SOCIALE DI RESPONSABILITA’ (ART. 2476, 3, C.C.)

Nella s.r.l. c’è una disciplina sull’azione di responsabilità. Essa viene esperita dai soci nell’interesse della società. Nella s.r.l. il singolo

socio può chiedere al giudice la revoca cautelare dell’amministratore in caso di gravi irregolarità nella gestione della società.

L’azione di responsabilità nei confronti dell’amministratore può essere oggetto di rinuncia o transazione ma se consente (se è

d’accordo) una maggioranza di due terzi del capitale sociale e se non si oppone almeno un decimo del capitale sociale.

Il singolo socio o terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti dolosi o colposi degli amministratori hanno diritto al

risarcimento dei danni. (responsabilità ex 2043).

DIRITTI (DOVERI) DEI SOCI NON AMMINSTRATORI (ART. 2476, 5 E 6 COMMA)

Nelle s.r.l. normalmente il socio è anche amministratore, tuttavia è possibile prevedere anche soci non amministratori.

I soci non amministratori hanno diritti e doveri. I soci che non partecipano all’amministrazione hanno una funzione di organi di

controllo. Hanno diritto ad avere notizia sullo svolgimento degli affari sociale e di consultare, anche tramite professionisti di loro

fiducia, i libri sociali ed i documenti relativi all’amministrazione.

I soci non amministratori nell’ipotesi in cui abbiano approvato degli atti dannosi per la società, rispondono del danno sia nei

confronti della società, che nei confronti degli altri soci, che nei confronti dei terzi.

L’amministratore della società non risponde in caso di andamento negativo della società, risponde per mancanza di diligenza, per

non aver rispettato lo statuto etc. ma nel momento in cui ha preso decisioni imprenditoriali che non sono andate bene non è

responsabile.

IL CONTROLLO (ART.2477 C.C.)

Nelle s.r.l. l’organo di controllo non è obbligatorio.

Nella s.r.l. l’assemblea è eventuale ma ci sono le decisioni dei soci, l’organo di amministrazione è l’amministratore e il consiglio di

amministrazione è eventuale ma ci sono le decisioni degli amministratori, l’organo di controllo è solo eventuale.

I soci hanno una funzione di controllo perché i soci non amministratori possono chiedere tutte le informazioni agli amministratori e

possono controllare tutto a meno che non siamo di fronte a s.r.l. di certe dimensioni significative.

L’atto costitutivo prevede, determinandone le competenze ed i poteri, la nomina di un organo ( monocratico se lo statuto non

dispone diversamente) di controllo o di un revisore. La nomina dell’organo o di un revisore è obbligatoria per:

a) S.r.l. obbligata alla redazione del bilancio consolidato.

b) S.r.l. che controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti (nel caso di controllo di una S.p.a.)

c) S.r.l. che per due esercizi consecutivi abbia superato due delle seguenti soglie dimensionali:

- Almeno 4,4 milioni di euro di attivo dello0 Stato Patrimoniale;

- Almeno 8,8 milioni di euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni

- Almeno 50 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

Le teorie sul controllo prevedono che il controllo nei confronti di soggetti di rilevanza significativa siano sottoposti a 3 tipologie di

controllo.

• Un controllo interno: è quello dell’organo di controllo. Nella s.p.a. l’organo di controllo è il collegio sindacale o il consiglio

di sorveglianza. Nelle s.r.l. di grandi dimensioni è previsto l’organo monocratico, revisore contabile, il quale controlla

l’operato e i conti.

• Un controllo esterno privato: nelle s.p.a. è effettuato dalle società di revisioni dei conti.

• Un controllo esterno pubblico: per le società di grandissima dimensione il controllo è effettuato dalla CONSOB, la quale è

un ente di controllo che controlla le società dall’esterno. Riguarda solo le società che fanno appello al pubblico risparmio.

Le imprese di rilevanti dimensioni sono sottoposte a questo sistema giuridico di controllo.

La massa delle società è sottoposta o al semplice controllo interno o al controllo interno privato ed esterno privato ovvero quello

esercitato dalle società di revisione dei conti.

LE NUOVE SOCIETA’

Le nuove s.r.l. sono le s.r.l.s. che nascono per favorire la nascita di nuove realtà imprenditoriali e le start up innovative.

La start up innovativa nasce per favorire lo sviluppo di piccole società innovative, società di ridotte dimensioni, in fase di avvio, che

realizza prodotto o servizi innovativi ad alto sviluppo tecnologico (non necessariamente deve essere una s.r.l.)

LA S.R.L.S.

• →

Denominazione di s.r.l.s. deve contenere il nome della società (può essere di fantasia) accompagnato dalla sigla s.r.l.s.

• I soci possono essere solo persone fisiche

• Hanno un capitale compreso tra 1 e 9.999 euro, il capitale deve essere interamente sottoscritto e versato all’organo

amministrativo. L’amministrazione sarà di tipo disgiuntivo. All’amministrazione corrisponde la rappresentanza.

• I conferimenti possono essere solo in denaro e devono essere versati tutti, devono essere interamente liberati.

• L’atto costitutivo va redato per atto pubblico mediante un modello standard (inderogabile) che consente un controllo ab

origine che abbatte i costi notarili. Il modello è standard, viene compilato dal notaio che poi procede con la registrazione

nel registro delle imprese.

• si stima in circa 700/800 euro la spesa per la costituzione per imposta di registro, diritti di segreteria, diritti camerali, notaio

per la registrazione)

il modello ha il limite che se costituisco una società con un capitale di un euro nessuna banca mi farà credito. Le banche guardano

la consistenza patrimoniale del soggetto che richiede prestiti. D’altra parte alcune di queste società possono avere altri canali di

finanziamento, accompagnamento pubblico e crowdfunding, prestiti informali.

IL CAPITALE SOCIALE DELLA S.R.L.S.

Il capitale sociale iniziale tra 1 e 9.999 euro è destinato a raggiungere il prima possibile la soglia di 10.000 euro.

Almeno un quinto degli utili netti risultanti dal bilancio regolarmente approvato deve essere destinato a riserva legale, fino a che la

riserva non abbia raggiunto, unitamente al capitale, l’ammontare di diecimila euro. La riserva così formata può essere utilizzata solo

per imputazione a capitale e per copertura di eventuali perdite. Essa deve essere reintegrata a norma del presente comma se viene

diminuita per qualsiasi ragione.

START UP INNOVATIVA. CARATTERISTICHE DIMENSIONALI

Possono essere costituite in qualsiasi forma di società di capitali. Non possono essere costituite da più di 60 mesi. Devono avere la

sede principale dei propri affari e interessi in Italia. Sede legale in Italia o paese UE (in Italia filiale o sede produttiva). La produzione

annua non deve essere superiore a 5 milioni di euro. È fatto divieto alla società di distribuire utili. Non possono derivare da una

fusione, da una scissione né da cessione di ramo d’azienda.

La regola prevede che l’oggetto sociale esclusivo o prevalente sia la produzione o la commercializzazione di prodotto o servizi

innovativi ad alto valore tecnologico.

In particolare per qualificarsi come start up innovativa deve avere almeno una delle seguenti caratteristiche:

• spese in ricerca e sviluppo superiori o uguali al 15% del maggior valore fra costo e valore totale della produzione.

• Impiego di forza lavoro altamente qualificata ( almeno laureati magistrali) per i 2/3

• Titolare di brevetti per invenzioni industriali, biotecnologie, semiconduttori, varietà vegetali.

Queste società hanno alcuni PRIVILEGI:

• È esonerata da alcuni costi ( esonerata da pagamento imposta di bollo, diritti di segreteria e iscrizione alla camerale; inoltre

risparmi fiscali )

• Può gratuitamente e senza notaio redigere il modello costitutivo sulla base del modello normativo.

• Può incentivare i finanziamenti, creare particolari categorie di quote.

• Le sue quote possono essere oggetto di offerta al pubblico tramiti i portali crowdfunding.

• È consentita la creazione di categorie di quote dotate di particolari diritti ( quote con diritti di voto non

proporzionali alla partecipazione al capitale ).

CROWDFUNDING

È la raccolta di fondi presso una folla che in questo caso sono tutti gli utenti internet. È una richiesta di finanziamento tramite un

portale online. Ne esistono diverse forme:

• Donation-based

• Reward-based

• Social lending

• →

Equity-based è una forma di capitale di rischio rigidamente disciplinata dalla legge, è una attività finanziaria che può

essere svolta solo da un soggetto autorizzato. È una attività consentita alle start up innovative e controllata dalla CONSOB.

- Le partecipazioni non sono negoziabili su mercati regolamentati, difficile il disinvestimento.

- Una quota almeno pari al 5% deve essere sottoscritta da investitori istituzionali ( ma anche “business angels”)

- È una forma di finanziamento innovativa, mette l’impresa con le sue idee sul mercato cercando di ottenere finanziamenti.

Non è molto diffusa soprattutto nel nostro paese.

L’atto costitutivo delle start up semplificate è molto semplice ed è obbligatorio. L’atto costitutivo delle start up innovative è un

modello più complesso anche non obbligatorio.

L’atto costitutivo è l’atto con cui la società si costituisce, i suoi elementi obbligatori sono definiti dal codice civile. Può essere

integrato da aspetti che riguardano il funzionamento della società. Se scorporo questi aspetti trovo lo statuto, il quale può essere

un documento incluso nell’atto costitutivo ma anche escluso.

Lo statuto è un documento con il quale si regolano le relazioni tra soci ed esso permette di mettersi al riparo da conflitti successivi.

MODIFICHE DELL’ATTO COSTITUTIVO: OPERAZIONI SUL CAPITALE, L’AUMENTO

Le modifiche dell’atto costitutivo sono riservate nelle s.r.l. ai soci mediante “deliberazione assembleare”. La modifica dell’atto

costitutivo può essere a maggioranza assoluta ma può essere richiesta anche l’unanimità. La disciplina della s.r.l. prevede la

possibilità che lo statuto indichi che la modifica dell’atto costitutivo che fa riferimento ad un aumento del capitale sociale sia decisa

dagli amministratori.

Gli aumenti di capitale possono essere di diverso tipo:

• Nominale: quando viene fatto con le risorse interne della società, solidifica la rappresentazione esterna della società. È nominale

quando si ricorre alle riserve patrimoniale della società autofinanziandosi. L’aumento gratuito è un indicatore positivo. Se

aumenta il capitale sociale con una risorsa interna nessuno dei soci mette dei soldi ma aumenta la quota di partecipazione, la

quale deve rimanere uguale dopo l’aumento.

• Reale: è l’aumento di capitale sociale che la società può fare quando si trova in difficoltà. Quando l’aumento di capitale sociale

è a pagamento quindi i soci mettono ulteriori risorse ciò implica che venga riconosciuto il diritto d’opzione. Il socio che ha una

certa percentuale di capitale sociale può desiderare di mantenerla. Se un socio effettua un ulteriore conferimento gli altri soci

hanno pari opportunità, quindi possono partecipare tutti nella stessa misura all’aumento di capitale.

L’aumento di capitale sociale deve risultare da verbale redatto dal notaio ed essere iscritta nel registro delle imprese.

MODIFICHE DELL’ATTO COSTITUTIVO: LA RIDUZIONE

La riduzione del capitale sociale può essere:

• La riduzione reale (volontaria): rimborso ai soci delle quote pagate o liberazione dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti.

- la decisione dei soci di ridurre il capitale sociale può essere eseguita soltanto dopo novanta giorni dal giorno

dell’iscrizione nel registro delle imprese della decisione medesima, purché entro questo termine nessun creditore

sociale anteriore all’iscrizione abbia fatto opposizione. La decisioni di ridurre il capitale sociale deve essere presa

dai soci non può essere delegata agli amministratori. Può essere eseguita dopo 90 giorni perché i terzi creditori

possono opporsi, in quanto il capitale sociale rappresenta per essi una garanzia patrimoniale.

• La riduzione nominale: Operazione contabile per riportare il capitale sociale al valore reale, eroso dalle perdite per oltre un

terzo: - Facoltativa: Appena si registrano perdita gli amministratori convocano l’assemblea perché prenda gli opportuni

provvedimenti. Se entro l’esercizio successivo la perdita non è diminuita si deve procedere alla riduzione. Se ciò

non accade la società si scioglie.

- Obbligatoria: se il capitale sociale si riduce al di sotto del minimo legale: senza indugio riduzione e contestuale

aumento.

QUOTE DI PARTECIPAZIONE (art.2468 c.c.)

1. Le partecipazioni dei soci non possono mai essere rappresentate da azioni né costituire oggetto di offerta al pubblico di

prodotto finanziari, non sono titoli di credito. Possono costituire oggetto di offerta al pubblico per quanto riguarda le start

up innovative.

2. Salvo quando disposto dal terzo comma del presente articolo, i diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla

partecipazione da ciascuno posseduta. Se l’atto costitutivo non prevede diversamente, le partecipazioni dei soci sono

determinate in misura proporzionale al conferimento.

3. Resta salva la possibilità che l’atto costitutivo preveda l’attribuzione a singoli soci di particolari diritti riguardanti

l’amministrazione della società o la distribuzione degli utili.

4. Salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo e salvo ogni caso quando previsto dal primo comma dell’articolo 2473, i

diritti previsti dal precedente comma possono essere modificati solo con il consenso di tutti i soci.

ECCEZIONE PER START UP INNOVATIVE

Per le start up innovative ci sono delle eccezioni. Le quote di partecipazione al capitale sociale possono consistere, oltre che nelle

ordinarie categorie di quote previste dall’art.2468, commi 1 e 2 del codice civile, anche nelle particolari categorie di quote previste,

per le start up innovative, dall’art.26 del decreto legge 179/2012, emesse sulla base di apposito regolamento predisposto in

ottemperanza al modello uniforme approvato con decreto del ministro dello sviluppo economico. Ove ricorra tale eventualità, tali

categorie di quote possono, in deroga a quanto previsto dall’art. 2468, comma I, del codice civile, costituire oggetto di offerta al

pubblico di prodotto finanziari, anche attraverso portali per la raccolta di capitali di cui all’art.30 del medesimo decreto legge

179/2012. Nelle start up innovative c’è anche la possibilità di prevedere delle quote di partecipazioni da dare ai soggetti che

partecipano all’attività sociale. Questo tipo di società non è soggetta al divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni previsto

dall’art.2474 del c.c., purché tali operazioni siano compiute in attuazione di piano di incentivazione che prevedano l’assegnazione

di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell’organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche

professionali.

Nel modello della start up innovativa si conferma che le quote sono determinate in misura proporzionale al conferimento oppure

possono essere assegnate ai soci in misura non proporzionale ai conferimenti da essi effettuati nel capitale sociale.

Hanno la possibilità di attribuire ai singoli soci diritti particolari relativi all’amministrazione della società o alla distribuzione degli

utili. Detti diritti particolari possono essere modificati, fermo il disposto dell’articolo 2473 del medesimo codice solo il consenso di

tutti i soci.

I particolari diritti attribuibili possono consistere:

o Nel diritto di nominare uno o più componenti dell’organo amministrativo.

o Nel potere di autorizzare operazioni degli amministratori per importi superiori a euro (...)

TRASFERIBILITA’ DELLE QUOTE S.R.L. (art.2469)

Le quote di s.r.l. non sono titoli di credito e non possono essere offerte sul mercato dei capitali, ad eccezione delle quote speciali

che adesso le start up possono emettere. Il socio può recedere portando via i conferimenti e quindi togliendo capitale sociale oppure

può decidere di trasferire la quota lasciando il capitale sociale inalterato.

La partecipazione è in linea di principio liberamente trasferibile, la posso vendere, cedere, donare.

Lo statuto può fissare limiti alla circolazione delle quote, anche con divieto di trasferimento della quota o clausola di mero

gradimento o divieto di trasferimenti a causa di morte. Però in tali casi è riconosciuto il diritto di recesso, limitabile per due anni

dalla costituzione della società o dall’assunzione della qualità di socio.

Il trasferimento della quota può avvenire attraverso la vendita, la donazione, eredità.

Il trasferimento della quota è valido fra le parti con il mero consenso ma efficace nei confronti della società solo con l’iscrizione nel

libro dei soci. Il trasferimento avviene con scrittura privata autenticata, e il notaio entro 30 giorni deve depositarla per l’iscrizione

nel registro delle imprese. E’ vietato in modo assoluto l’acquisto di proprie quote da parte della società.

TRASFERIBILITA’ NELLA START UP INNOVATIVA Il diritto di trascinamento consiste nel

fatto che il soggetto che acquista la

partecipazioni di un determinato socio che

ha un peso determinante è obbligato ad

acquistare anche le quote degli altri soci.

DIRITTO DI RECESSO

Se il socio non può trasferire la quota o c’è la presenza di clausole di mero gradimento deve essere riconosciuto il diritto di recesso.

Sussiste quindi il problema di dover trovare un acquirente e bisogna determinare il vero valore della quota. La quota rappresenta il

valore del conferimento solitamente anche se non è detto. Il valore della quota quando la trasferisco non è il valore nominale ma è

il valore economico.

Non esiste un mercato sul quale una quota di s.r.l. può agevolmente essere liquidata. Assenza di informazioni sul vero valore della

quota. In generale la circolazione è limitata e intuitus personae. Deve esserci un equilibrio tra diritto della maggioranza di modificare

il profilo di rischio e del socio a non vedersi imporre tale cambiamento a non svendere la sua quota.

LA LIQUIDAZIONE DELLA QUOTA

Il valore della quota si determina con riferimento al valore del patrimonio sociale (non della partecipazione), tenendo conto del suo

valore di mercato al momento del recesso. Il valore di “particolari diritti” viene inevitabilmente perso.

In caso di disaccordo la valutazione è affidata ad un esperto nominato dal tribunale, impugnabile presso il tribunale che ha nominato

il perito solo se manifestamente iniqua o erronea.

La liquidazione avviene entro 180 giorni dal recesso.

IL RECESSO (art.2473)

Le cause di recesso sono stabilite nell’atto costitutivo, salvo il diritto dei creditori di opporsi al rimborso quando comporti una

riduzione del capitale sociale.

Il recesso avviene per legge quando:

• A tutela della minoranza

• A garanzia del disinvestimento

• Come correttivo della durata illimitata della società

Il recesso è inderogabilmente stabilito dalla legge in caso di:

• Cambiamento dell’oggetto sociale o tipo di società, spetta ai soci che non ci hanno consentito.

• In caso di fusione, scissione, trasferimento all’estero, spetta ai soci che non vi hanno consentito.

• Società a tempo indeterminato, con preavviso di sei mesi ( o maggiore ma mai superiore ad un anno). Spetta a tutti.

TECNICHE DI ESECUZIONE DEL RIMBORSO

• Acquisto da parte dei soci

• Acquisto di un terzo

• Se le due ipotesi precedenti non sono possibili:

- Si utilizzano le riserve disponibili

- Si riduce corrispondentemente il capitale sociale

L’ESCLUSIONE DEL SOCIO (NEL MODELLO)

È possibile prevedere che i soci possano escludere uno dei soci. L’esclusione del socio nel modello della s.r.l. non è previsto da un

punto di vista legale ma lo statuto lo può prevedere.

MODALITA’ DI ESCLUSIONE

L’esclusione del socio è decisa dall’assemblea dei soci con il voto favorevole dei soci che rappresentino (percentuale; maggioranza

assoluta, i 2/3, i ¾) del capitale sociale, non computandosi la quota di partecipazione del socio della cui esclusione si tratta.

L’esclusione è comunicata al socio escluso tramite posta elettronica certificata e ha effetto decorsi trenta giorni da quello della sua

ricezione. Entro tale termine il socio escluso può attivare la procedura di arbitrato amministrato presso la seguente camera

arbitrale...

Nel caso ci fossero solo due soci, la ricorrenza di una causa di esclusione per uno di essi deve essere accertata mediante la procedura

di arbitrato amministrato indicata al punto sopra, attivata su domanda dell’altro.

FINANZIAMENTO DELLA SOCIETA’

Il finanziamento delle società può avere 3 caratteristiche.

• Finanziamento indiretto: la società si rivolge a chi concede crediti. Si intendono tutte quelle forme di credito concessi da

intermediari finanziari.

- Microcredito

- Finanziamenti bancari: non vengono erogati solo dall’intermediario bancario ma anche da unione europea e

governo italiano.

• Finanziamento diretto interno:

- Finanziamenti in conto capitale

- I prestiti dei soci

• Finanziamento diretto esterno (solo s.r.l.):

- Divieto di offerta al pubblico delle quote

- Emissione di titoli di debito

- Crowdfunding

IL MICROCREDITO

Il microcredito si distingue in microcredito di diritto italiano e microcredito europeo. E’ una forma di finanziamento indiretto.

La microimpresa è l’impresa che occupa meno di dieci persone e un fatturato annuo per un totale non superiore a 2.000.000 di

euro. La microimpresa può accedere al finanziamento del microcredito.

Il microcredito europeo ha delle caratteristiche simili a quelle italiane e si rivolge a persone fisiche o microimprese ai sensi della

definizione appena vista, specie se “sociali” (con chiara finalità sociale o che presta servizi ai membri della comunità a fini non

lucrativi). Il prestito che può essere concesso ha un valore massimo di 25.000 euro.

Sono prestiti destinati a soggetti che non hanno accesso al credito tradizionale e che desiderano avviare o sviluppare ulteriormente

una microimpresa o un’attività autonoma.

Il programma “Asse 3” microfinanza e imprenditoria sociale dell’unione Europea prevede soldi da destinare a questo tipo di

finanziamento al fine di promuovere un elevato livello di occupazione di qualità e sostenibile, la garanzia di un’adeguata e dignitosa

protezione sociale, la lotta contro l’esclusione sociale, la povertà e il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Più di un miliardo di euro è stato erogato a supporto di oltre centomila microimprese in 23 stati dell’Unione.

Il microcredito Italiano è un microcredito che ha le caratteristiche del prestito finalizzato, anche in Italia il microcredito ha una

consistenza di 25.000 euro di base che possono essere estesi a 35.000 euro in presenza di corretto avvio e regolarità nei pagamenti.

Il soggetto che riceve un finanziamento di microcredito lo deve poi restituire. Il microcredito si eroga sostanzialmente nella forma

del mutuo chirografario (non assistito da garanzia patrimoniale). Chi riceve il microcredito non viene valutato in base ai normali

criteri del merito creditizio. E’ finalizzato all’avvio e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali e l’inserimento nel mercato del lavoro, a

favore di soggetti in stato di bisogno.

Chi può accedere al microcredito?

Possono accedere:

• Microimprese individuali o in forma di associazione.

• Società di persone, s.r.l.s. o coop

Sono escluse le ipotesi:

• I titolari di partita IVA da più di 5 anni

• Imprese individuali con più di 5 dipendenti

• Società con più di 10 dipendenti

• Di dimensioni superiori a quelle previste dalla legge fallimentare per l’esclusione dalle procedure previste, a parte il

requisito del debito che non deve essere superiore a 100.000 euro.

Il microcredito non serve per riparare situazioni di indebitamento.

Con prestito finalizzato si intende che i finanziamenti devono essere indirizzati ad una delle seguenti attività:

• L’acquisto di beni o servizi strumentali all’attività d’impresa

• La retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori

• Il pagamento di cosi di formazione, anche “di natura universitaria o post-universitaria volti ad agevolare l’inserimento nel

mercato del lavoro delle persone fisiche beneficiarie del finanziamento”.

• Operazioni di liquidità

I SOGGETTI EROGANTI E LE CARATTERISTICHE DEI CONTRATTI

Il microcredito può essere erogato da banche e intermediari finanziari convenzionati con l’ente nazionale Microcredito. Possono

essere erogati anche da altri soggetti pubblici e privati, convenzionati con banche e intermediari finanziari. Il soggetto che richiede

il prestito viene affiancato da un tutor.

L’ente nazionale microcredito è un ente pubblico che svolge la funzione di controllo e implementazione delle operazioni di

microcredito.

• →

Emilia Romagna BPER – Banco di Sardegna (Parma)

• →

Mutuo i prestiti vengono erogati nella forma del mutuo

• Durata compresa tra 24 e 60 mesi

• Alcuni sono assistiti da una garanzia pubblica per le PMI

• La richiesta deve essere del tutto gratuita: solo il costo del tassi di interesse previsto ( gli interessi sono solitamente

agevolati)

I SERVIZI AUSILIARI

Questa forma di credito è affiancata da servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio dei soggetti finanziati.

I servizi di assistenza possono anche non essere usufruiti dal prenditore del prestito se esso dispone delle competenze necessarie.

Devono essere assicurati i servizi di monitoraggio, l’impresa che ha ricevuto il prestito deve essere monitorata per controllare che

non si trovi in difficoltà comportando il non pagamento del debito.

I servizi di supporto sono volti allo sviluppo ed al miglioramento dell’attività compresa l’individuazione di eventuali criticità e alla

soluzione di problemi legali e fiscali.

I servizi di formazione nelle materie aziendali (contabilità, gestione finanziaria, gestione del personale, marketing) sia nell’uso delle

tecnologie più avanzate.

Questi prestiti possono anche essere finalizzati ad un percorso di studio, si prescrive il supporto alla definizione del percorso di

inserimento nel mercato del lavoro.

IL MICROCREDITO PER GLI STATI DI BISOGNO

• Vale per importi non superiori a 10.000 euro

• Possono essere concessi a favore di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità economica e sociale

• I soggetti che vengono finanziati sono accompagnati da servizi ausiliari di sostegno, in particolare di gestione del bilancio

familiare

• Questi soggetti godono di condizioni più favorevole rispetto a quelle di mercato

• È una forma di microcredito residuale consentita anche alle onlus

IL SOSTEGNO PUBBLICO ALL’AVVIO ED ALLO SVILUPPO DELL’IMPRESA

Sono forme di finanziamento indiretto.

• Il finanziamento bancario assistito da garanzia pubblica

Un’altra forma di finanziamento con tetti massimi maggiori sono i finanziamenti ai quali si accede tramite banca o intermediario

finanziario attraverso però un canale pubblico. L’ente pubblico territoriale o il governo predispone una garanzia in modo da

permettere a chi è incapace patrimoniale di ottenere finanziamenti.

• il finanziamento bancario a fondo perduto

A differenza del precedente tipo di finanziamento qui lo stato non agisce come garante ma eroga dei finanziamenti a fondo perduto.

Sono finanziamenti che non si dovranno restituire in quanto sono a fondo perduto.

• Il finanziamento pubblico a tasso agevolato

Finanziamenti concessi dallo Stato che comportano un costo minore a favore del prenditore del prestito.

FINANZIAMENTO DIRETTO: IL FINANZIAMENTO DEL SOCIO NELLA S.R.L.

E’ il finanziamento che il socio concede alla società. Il finanziamento diretto interno migliore è il finanziamento in conto capitale,

ovvero il finanziamento attraverso il quale il socio aumenta il suo conferimento in società.

Normalmente se l’impresa ha bisogno di soldi, invece che fare un versamento in conto capitale i soci fanno dei prestiti alla società.

La società è una persona giuridica quindi essendo diversa dai soci essi possono farle dei prestiti. Nella s.r.l. la prassi dei soci è di

finanziare non in conto capitale, aumentando il proprio conferimento, ma fornendo debito. Questo può significare che la società

avendo un capitale ridotto e un grosso debito risulti sottocapitalizzata.

ES. Se considero una s.r.l. con un capitale sociale minimo di 10.000 euro e il socio effettua un prestito di 100.000 euro la società ha

un pessimo biglietto da visita nel caso necessitasse di qualche finanziamento da parte delle banche.

Il problema è la tutela dei terzi creditori. Se il socio conferisce capitale esso è ulteriore garanzia nei confronti dei creditori della

società. Se il socio conferisce debito anziché essere garanzia nei confronti dei creditori diventa concorrente con i terzi creditori in

quanto la società è in debito sia nei confronti dei creditori che nei confronti del socio.

L’art.2467 prescrive una regola in base alla quale in casi di crisi della società la posizione del socio-finanziatore è postergata a quella

degli altri creditori, ma solo per prestiti in ipotesi di disequilibrio finanziario. Questo avviene se c’è un eccessivo indebitamento

rispetto al patrimonio o se c’è una situazione finanziaria in cui sarebbe stato corretto effettuare un conferimento. Tutto ciò avviene

se il socio conoscendo la situazione della società procede con un prestito anziché aumentare il suo conferimento.

Se il rimborso è avvenuto nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento deve essere restituito.

I TITOLI DI DEBITO (art.2483) NELLA S.R.L.

L’altra forma di finanziamento nella s.r.l. è il finanziamento sul mercato. Dal 2003 la s.r.l. ha la possibilità di raccogliere finanziamenti

di debito anche da soggetti esterni rispetto ai soci e ai prestiti bancari. Questo tipo di finanziamento sul mercato si attua attraverso

l’emissione di titoli di debito, sono titoli di credito rappresentativi di una quota di debito acquisita dalla società. La legge non fissa

un limite della capacità di indebitamento in titoli di debito. Non sono fissate condizioni all’emissione dei titoli di debiti, non sono

fissate regole a salvaguardia di chi acquista titoli di debito.

I titoli di debito possono essere sottoscritti solo da investitori professionali, banche, imprese di investimento, intermediari finanziari.

Possono essere acquistati solo da soggetti che hanno le competenze per valutare il merito creditizio di questi soggetti. La s.r.l.

emette i titoli di debito e questi vengono comprati da banca o intermediari finanziari. Questi titoli possono essere rivenduti sul

mercato anche a investitori retail.

La banca fa questa valutazione del merito creditizio perché risponde nei confronti degli investitori retail dell’eventuale società che

ha emesso i titoli. L’investitore retail che acquista titoli di debito di una s.r.l. ,nel caso essa fallisca, sarà rimborsato dall’intermediario

finanziario che ha acquistato i titoli di debito.

FINANZIAMENTO DIRETTO ESTERNO

L’ equity crowdfunding consiste in un insieme di persone che conferiscono delle somme per partecipare al capitale sociale di una

società. Con ciò pertanto si acquista il complesso di diritti patrimoniali a amministrativi che derivano dalla partecipazione

nell’impresa. L’accesso è consentito alle start up innovative iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese o PMI. Per

accedere a tale forma di finanziamento bisogna rivolgersi ad un soggetto autorizzato.

Quali sono le caratteristiche che deve avere una società che si rivolge al crowdfunding?

Deve essere una società che ha già fatto una forte operazione di marketing, deve avere una idea accattivante e una presenza sul

web diffusa da tempo per poter essere conosciuta. La società quando richiede tale finanziamento si rivolge ad una folla di

risparmiatori in modo da sviluppare l’idea.

I soggetti autorizzati sono quelli della CONSOB e quelli iscritti in un apposito registro come banche, imprese di investimento (SIM).

L’elenco dei gestori di portali è consultabile sul sito della CONSOB.

La società non può rivolgersi direttamente al mercato perché facendo appello al pubblico risparmio ci sono delle regole previste dal

diritto dei mercati finanziari che riguardano la tutela di chi investe. Sono regole che non si applicano al crowdfunding ma il legislatore

impone regole di trasparenza per i soggetti che richiedono tale tipo di finanziamento. Il portale fornisce agli investitori le

informazioni sulle start up e sulle singole offerte attraverso apposite schede (redatte secondo il modello standard allegato al

regolamento) che possono essere presentate anche con strumenti multimediali tramite immagini, video o “pitch”. Il ruolo

fondamentale del portale è quello di assicurare che gli investitori possano comprendere caratteristiche e rischi degli investimenti

proposti, prendendo visione della relativa informativa presente nel portale e della presente sezione di investor education.

Dal momento in cui gli investitori aderiscono online a un’offerta su un portale al momento i cui entreranno effettivamente in

possesso degli strumenti finanziari oggetto dell’offerta potrebbe trascorrere del tempo e talvolta l’offerta potrebbe anche non

andare a buon fine. Alla chiusura dell’offerta il portale dovrà verificare che il 5% degli strumenti finanziari offerti sia stato sottoscritto

da investitori professionali e che siano state rispettate tutte le altre condizioni della singola offerta.

DOMANDE S.R.L.

• La responsabilità degli amministratori nelle s.r.l. (presupposti, caratteristiche, azione sociale)

Il discorso sulla responsabilità che andrebbe fatto per questa domanda riguarda soprattutto la delineazione della

responsabilità degli amministratori in termini generali ricordando la differenza tra la responsabilità dei soci e la

responsabilità degli amministratori. Gli amministratori possono essere anche soci ma quando parliamo di responsabilità un

conto è quella dei soci che sono responsabili per quanto hanno conferito in società, un conto è la responsabilità che essi

hanno come amministratori, i quali sono responsabili nei confronti della società e dei soci, hanno una responsabilità

illimitata che si basa su un contratto che c’è tra amministratori e società. Le caratteristiche della responsabilità sono che

essa è solidale, per un atto compiuto da un amministratore sono responsabili anche gli altri, come un amministratore può

essere esente da tale responsabilità, come si può esercitare l’azione di responsabilità e chi la può esercitare. La società può

esercitare l’azione di responsabilità ma anche i singoli soci.

• Il funzionamento della s.r.l.

Altra domanda può riguardare la governance. La s.r.l. ha regole sulla governance meno rigida rispetto alla s.p.a.

Può esserci una assemblea anche se ci sono delle materie che sono riservate obbligatoriamente dalla legge alla competenza

dell’assemblea ovvero che richiedono una delibera assembleare. Tutte le altre materie possono essere invece delegate alle

decisioni dei soci, ciò deve essere previsto in statuto in un certo modo.

Per quanto riguarda l’amministrazione l’amministratore normalmente è un socio ma può essere anche un terzo. Sapere da

chi viene nominato l’amministratore e come, come viene revocata la nomina di amministratore. La revoca

dell’amministratore nella s.r.l. può essere richiesta anche dal singolo socio, cosa che non può accadere nella s.p.a.

Il controllo nella s.r.l. piccola è delegato ai soci mentre quando la s.r.l. diventa di maggiori dimensione necessita dell’organo

di controllo ( chi è e che cosa fa?).

• Il finanziamento della s.r.l. (es. titoli di debito, microcredito...)

Bisogna fornire un quadro generale se la domanda non è specifica.

Il finanziamento delle s.r.l. può essere di diverso tipo: può accedere ad un finanziamento indiretto, un finanziamento

diretto interno e un finanziamento diretto esterno. Per finanziamento indiretto si intende l’accesso al microcredito o i

finanziamenti concessi da Stato, governo e banche. Il finanziamento bancario può essere assistito da garanzia pubblica,

può essere a fondo perduto. Esiste anche una forma di finanziamento pubblico a tasso agevolato. Per quanto concerne il

finanziamento diretto esterno abbiamo il finanziamento in conto capitale o il prestito concesso dai soci alla società. Infine

per finanziamento diretto esterno si fa riferimento all’emissione di titoli di debito, al crowdfunding e per alcune società

all’offerta delle quote al pubblico.

LE SOCIETA’ DI CAPITALI

LA S.P.A: i caratteri essenziali

s.p.a. , s.r.l. , s.a.p.a. rappresentano le società di capitali. Nella s.p.a. la responsabilità è limitata nel senso che il socio risponde

limitatamente a quanto conferito in società. La partecipazione sociale non è rappresentata da quote ma da azioni. L’azione è un

pezzetto del capitale sociale. È un titolo di credito, nasce per circolare a differenza della quota di s.r.l. che non circola e difficilmente

viene liquidata. L’azione nasce con l’idea che è utile e benefico il cambio dell’assetto proprietario della società. La s.r.l. e la s.p.a.

sono soggetti di diritto, sono delle persone giuridiche e sono quindi dei soggetti autonomi che esercitano l’attività economica. Nella

s.p.a. il potere di gestione è appannaggio degli amministratori, esclusivo appannaggio dell’organo di amministrazione, non è mai di

competenza dei soci. Nella s.p.a. la responsabilità è limitata, per le obbligazioni sociale risponde soltanto la società con suo

patrimonio.

La legge disciplina la governance delle s.p.a. in modo molto restrittivo. La legge stabilisce il modello di governance che si può

utilizzare se si vuole costituire una s.p.a.

I modelli di governance sono tre:

• Modello tradizionale

• Modello monistico

• Modello dualistico

Gli ultimi due modelli sono pensati per s.p.a. di grandi dimensioni.

La costituzione della s.p.a. può avvenire in due modi. SI può costituire la s.p.a. in due modi:

• →

Per pubblica sottoscrizione poco utilizzata.

• →

In via simultanea simile a quella per la costituzione della s.r.l. I soci si mettono insieme, fanno il contratto di società e

vanno dal notaio.

I MODELLI NORMATIVI

• →

S.p.a. di base (società chiusa) sono totalmente disciplinate dal codice civile

• S.p.a. che fa ricorso al mercato del capitale di rischio (società aperta)

a. S.p.a. ad azionariato diffuso (azioni diffuse tra il pubblico in misura rilevante)

b. S.p.a. quotata

C’è un modello di S.p.a. da quale si articolano poi delle norme ulteriore che riguardano le società aperte. Se la società va sul mercato

a chiedere dei soldi è necessario che ci sia trasparenza.

LA S.P.A. UNIPERSONALE

E’ consentita la costituzione della s.p.a. con atto unilaterale di un unico socio fondatore.

Di regola risponde solo la società col proprio patrimonio salvo che:

• Non si rispetti gli obblighi di versamento integrale, al momento della sottoscrizione o entro 90 giorni per il venir meno la

pluralità dei soci, dei conferimenti in denaro.

• I dati anagrafici del socio e la circostanza che egli è unico socio non siano stati iscritti nel registro delle imprese.

La società può decidere come costruire l’azione, almeno il 50% delle azioni della società devono essere azioni ordinarie, ovvero che

danno diritto di voto in assemblea ordinaria.

L’atto costitutivo indica il valore attribuito ai beni e ai crediti conferiti. Nella s.p.a. possono essere conferiti oltre al denaro, beni e

crediti. E’ impossibile il conferimento di opera o servizi come avviene nelle società di persone e nella s.r.l.

L’atto costitutivo deve indicare:

La clausola compromissoria significa indicare un soggetto terzo rispetto ai soci che abbia la fiducia di tutti i soci per risolvere

eventuali controversie.

I patti parasociali o sindacati di voto non devono necessariamente essere inseriti nell’atto costitutivo ma possono essere inseriti.

Sono dei patti fra soci per votare in direzione analoga.

LO STATUTO

• lo statuto contiene le norme sul funzionamento della società

• costituisce parte integrante dell’atto costitutivo

• in caso di contrasto tra atto costitutivo e statuto prevale l’atto costitutivo

CONDIZIONI MINIME PER LA COSTITUZIONE DI UNA S.P.A.

• Il capitale deve essere interamente sottoscritto e versato

• Versamento del 25% dei conferimenti in denaro o intero conferimento se socio fondatore unico. Prima della stipula

dell’atto occorre depositare presso una banca il 25% del capitale sociale (in denaro). La ricevuta deve essere esibita in

originale al momento della stipula. Prima della stipula dell’atto occorre versare il 25% del capitale sociale agli

Amministratori con assegni circolari all’ordine della Società costituenda se limporto è pari o superiore a 1.000,00 Euro.

• Eventuale autorizzazioni amministrative e condizioni di legge speciali se l’oggetto sociale è tale da necessitare

dell’autorizzazione

• Abrogata la necessità di “omologazione” ( controllo solo del notaio, tenuto all’iscrizione entro 20 giorni).

IL PROCEDIMENTO DI COSTITUZIONE

• Per pubblica sottoscrizione o costituzione simultanea

• Le fasi della simultanea:

- Stipula dell’atto costitutivo

- Entro 20 giorni deposito dell’atto da parte del notaio (o degli amministratori se impossibilitato o anche dopo i 20

giorni da ogni socio) preso l’ufficio del registro delle imprese e richiesta di iscrizione

- Il registro delle imprese verifica la regolarità formale dell’atto

- Avviene l’iscrizione nel registro delle imprese

- Acquisto della personalità giuridica con l’iscrizione nel registro delle imprese

LA RESPONSABILITA’ PER GLI ATTI COMPIUTI PRIMA DELL’ACQUISTO DELLA PERSONALITA’ (art.2331)

Siccome il processo di costituzione di una s.p.a. può essere lungo:

• Per le operazioni compiute in nome della società prima dell’iscrizione sono illimitatamente e solidalmente responsabili

verso i terzi coloro che hanno agito. Sono altresì solidalmente e illimitatamente responsabili il socio unico fondatore e

quelli tra i soci che nell’atto costitutivo o con atto separato hanno deciso, autorizzato o consentito il compimento

dell’operazione.

• Qualora successivamente all’iscrizione la società abbia approvato un’operazione prevista dal precedente comma, è

responsabile anche la società ed è tenuta a rilevare la responsabilità di coloro che hanno agito.

NULLITA’ DELLA S.P.A.

La s.p.a. è un contratto. La società è un contratto. La s.p.a. non è però solo un contratto ma una volta che si costituisce diventa un

autonomo centro giuridico. Questi aspetti rilevano della disciplina della nullità. E’ una disciplina del tutto speciale. La nullità è il

rimedio più forte conosciuto dall’ordinamento in riferimento ad obbligazioni assunte che abbiano dei problemi.

• Prima della registrazione: c’è solo un contratto? Si applica la disciplina generale dei contratti (art.1418 c.c.)

- Contrarietà a norme imperative

- Mancanza dei requisiti (accordo, causa, oggetto)

- Illiceità causa e motivi

- Oggetto impossibile, illecito, indeterminato e indeterminabile

• Dopo la registrazione non siamo più in presenza di un semplice contratto ma di una società:

- Disciplina speciale con riferimento sia agli effetti della nullità sia alle cause

- Disciplina cc per la legittimazione e prescrizione

La nullità è imprescrittibile e può essere fatta valere da chiunque. La nullità nella disciplina dei contratti è assoluta.

CAUSE DELLA NULLITA’

• Mancata stipulazione dell’atto costitutivo nella forma dell’atto pubblico

• Illiceità dell’oggetto sociale

• Mancanza nell’atto costitutivo di ogni indicazione riguardante la denominazione della società, o i conferimento, o

l’ammontare del capitale sociale, o l’oggetto sociale.

EFFETTI DELLA NULLITA’

• La nullità opera come causa di scioglimento

• La dichiarazione di nullità non ha carattere retroattivo: non pregiudica l’efficacia degli atti compiuti in nome della società

dopo l’iscrizione nel registro delle imprese

• I soci non sono liberati dall’obbligo di conferimento fino a quando non siano stati soddisfatti tutti i creditori sociali.

• La nullità è sanabile: non può essere dichiarata quando la causa di essa è stata eliminata e di tale eliminazione è stata data

pubblicità con iscrizione nel registro delle imprese

Le ragioni degli effetti di nullità sono la tutela degli interessi dei terzi e la tutela degli interessi come strumento per assicurare

efficienza negli affari e contenimento dei costi di transazione = interesse generale alla legalità e interesse specifico dei contraenti

I CONFERIMENTI IN DENARO

I conferimenti sono normalmente effettuati in denaro. I conferimenti costituiscono il capitale di rischio. Se non previsto

diversamente sono effettuati in denaro. Il versamento dei conferimenti è immediato presso una banca per almeno il 25% o l’intero.

Dal titolo azionario devono risultare i versamenti ancora dovuti (richiedibili in qualsiasi momento dagli amministratori secondo le

esigenze della società). Le azioni possono essere vendute anche se non sono state interamente liberate. In questo caso la

responsabilità permane anche al socio alienante ( limitata a 3 anni e a carattere sussidiario ) e acquirente. La società deve prima

rivolgersi al nuovo socio e qualora questo non paghi potrà rivolgersi al vecchio socio.

Il socio in mora è il socio a cui è stato chiesto l’intero conferimento ma non ha adempiuto. Il socio in mora non può esercitare il

diritto di voto.

CONFERIMENTI IN NATURA O IN CREDITI

Le azioni emesse a fronte di un conferimento effettuato in natura o in crediti deve essere interamente liberato. Il socio fa in modo

che la società acquisti la piena titolarità e disponibilità del bene.

E’ conferibile ogni prestazione di dare suscettibile di valutazione economica (es. brevetti).

Non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di opera o servizi.

I conferimenti diversi dal denaro devono formare oggetto di valutazione “oggettiva e veritiera”. La valutazione non può essere

effettuata da un soggetto indicato dai soci ma deve essere effettuata da un perito scelto dal tribunale. La relazione giurata di stima

deve essere allegata all’atto costitutivo. Il valore cosi assegnato ha carattere provvisorio, entro sei mesi gli amministratori devono

controllare le valutazioni. Nel frattempo le azioni che sono state emesse non sono alienabili e restano depositate presso la società.

Se risulterà che il valore è inferiore di un quinto si procede alla riduzione del c.s., a meno che il socio non versi la differenza o non

receda.

I PATTI PARASOCIALI

Sono dei patti fra soci per votare in direzione analoga.

Sono patti che possono avere una durata non superiore ai 5 anni se riguardano:

• Diritti di voto

• Limiti di trasferimento

• →

Influenza dominante una capacità di influenzare notevolmente le scelte della società

I patti parasociali devono essere pubblici. Devono essere iscritti nell’atto costitutivo o in atto separato e devono essere dichiarati in

apertura di assemblea per le s.p.a. aperte e per le quotate CONSOB, quotidiani e ri, a pena di nullità.

GLI ACQUISTI POTENZIALMENTE PERICOLOSI (2343 bis)

L’acquisto da parte della società, per un corrispettivo pari o superiore al decimo del capitale sociale, di beni o di crediti dei promotori,

dei fondatori, dei soci o degli amministratori, nei due anni dall’iscrizione della società nel registro delle imprese, deve essere

autorizzato dall’assemblea ordinaria.

LE AZIONI

• La partecipazione sociale della s.p.a. è rappresentata da azioni

• il titolare delle azioni è il socio della società, l’azione permette di ottenere la qualifica di socio

• il numero delle azioni possedute dal socio determina i suoi diritti, poteri e doveri

• le azioni sono titoli di credito nominativi (Edoardo è titolare di quell’azione in quel dato momento)

A ciascuno dei soci è assegnato un numero di azioni proporzionale alla parte del capitale sociale sottoscritta e per un valore non

superiore a quello del suo conferimento. Lo statuto può prevedere una diversa assegnazione delle azioni. Può prevedere una

assegnazione della azioni non proporzionale al conferimento. Non necessariamente questa regola ha un divieto assoluto, in nessun

caso il valore complessivo dei conferimenti può essere inferiore all’ammontare del capitale sociale.

Resta salva la possibilità che la società, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di terzi anche di opere e servizi, emetta strumenti

finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nell’assemblea generale degli azionisti. In tal

caso lo statuto ne disciplina le modalità e condizioni di emissione, i diritti che conferiscono le sanzioni in caso di inadempimento

delle prestazioni e, se ammessa, la legge di circolazione.

Le azioni seguono 4 principi: indivisibilità, inscindibilità, uguaglianza, trasferibilità.

L’ASSEGNAZIONE NON PROPORZIONALE

Quando si effettua una assegnazione non proporzionale l’obiettivo è quello di mantenere la ripartizione del capitale sociale che è

stata accordata. Se il socio fa un conferimento di un bene (in natura), in accordo con i soci, potrebbe risultare un valore superiore

rispetto a quello che determina il perito del tribunale. I soci concordano il maggior valore, c’è quindi il problema che non può essere

valutato maggiormente perché il capitale sociale deve rimanere quello. Quindi per ovviare tale problema è possibile assegnarli un

maggior numero di azioni.

IL VALORE DELLE AZIONI

Il valore delle azioni non necessariamente è definito. Se il capitale sociale è 100 e lo divido in 100 azioni, il valore di ogni azione 1. Il

valore delle azioni nel suo complesso non può mai essere maggiore del valore del capitale sociale.

Se determinato nello statuto, il valore nominale di ciascuna azione corrisponde ad una frazione del capitale sociale; tale

determinazione deve riferirsi senza eccezioni a tutte le azioni emesse dalla società.

In mancanza di indicazione del valore nominale delle azioni, le disposizioni che ad esso si riferiscono si applicano con riguardo al

loro numero in rapporto al totale delle azioni emesse. Si può lasciare l’azione senza valore nominale in quanto si determina

dividendo il capitale sociale per il numero di azioni emesse. L’assegnazione non è proporzionale al

conferimento ma l’insieme dei

conferimenti è pari al capitale sociale

In tal caso i due soggetti hanno lo stesso

numero di azioni ma godono di diritti

diversi. Uno a diritto ad una maggiore

percentuale degli utili e l’altro ad una

percentuale inferiore. Con questa

operazione un soggetto è privilegiato

rispetto all’altro.

Valore di emissione = Con il termine "valore di emissione" ci si riferisce al quel prezzo richiesto agli azionisti societari al momento

della costituzione della società o in caso di deliberazione dell'aumento del capitale sociale è il valore al quale sono offerte le azioni.

Offerte nel momento in cui sono emesse. Può coincidere o meno con il valore dell’azione. In particolare il valore di emissione può

essere superiore al valore dell’azione, ciò accade normalmente quando l’azione incorpora un diritto che faccia riferimento ad

ulteriore acquisto di azioni emesse successivamente. Possono esserci azioni con sovrapprezzo oppure possono essere emesse ad

un prezzo inferiore ma mai l’insieme complessivo delle azioni deve essere inferiore al valore del capitale sociale. Le azioni possono

essere emesse alla pari o sopra la pari, sotto la pari.

Valore di bilancio = è il valore del patrimonio netto per il numero di azioni in circolazione. In genere il valore rettificato ( avviamento

p.es.) fa riferimento al valore economico della società in un dato momento, è un valore legato anche alle prospettive future.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti presi nel corso delle lezioni, contengono il contenuto basato sulle slide e su tutto quanto detto a lezione. Sono comprese domande a crocette che sono capitate in esami scorsi e nel'esame di quest'anno. Appunti di diritto commerciale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Cotterli dell’università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Unimore, facoltà di economia. Scarica il file in formato PDF!


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e marketing internazionale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher edoardotralli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Cotterli Simonetta.

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