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L'imprenditore

L'imprenditore dal punto di vista sociale ed economico

Viene considerato come l'attivatore del sistema e come colui che assume una funzione intermediatrice nel mercato. Ha una funzione intermediatrice rispetto ad altri elementi quali il lavoro altrui (dipendenti), il capitale che mette nell'impresa al fine della produzione di qualche cosa (es. beni, servizi) per trarne un profitto. Imprenditore: persona con idea + capitale + organizza risorsa = profitto. Per l'imprenditore è presente anche il rischio dell'attività e quindi del capitale investito. Il dipendente non ha il rischio di perdere il capitale.

Dal Medioevo le uniche forme di impresa erano rappresentate dai commercianti. Con la rivoluzione industriale la figura dell'imprenditore diventa proprio industriale e quindi produce dei beni in larga scala con la trasformazione delle materie prime. L'imprenditore è diverso dal capitalista in ambito sociale: l'imprenditore muove e gestisce diversi elementi cioè dipendenti, capitale, organizzazione e produzione mentre il capitalista: è una figura dei nostri giorni, non produce ed è senza dipendenti. Muove capitali e li investe.

L'imprenditore dal punto di vista giuridico

Art.2082 del codice civile = l'imprenditore è colui che esercita professionalmente un'attività economica, organizzata al fine di una produzione e scambi di beni e servizi. Esercitare professionalmente un'attività: lavorar stabilmente in modo non occasionale, l'attività dev'essere continuativa. Non può essere considerato imprenditore chi si da da fare per un solo affare.

Dev'essere un'attività economica: non può essere volontariato ma deve essere produttivo, deve produrre un tornaconto economico. È un'attività finalizzata a produrre un utile o almeno un pareggio tra spese e guadagno. Organizzazione dell'imprenditore: l'imprenditore organizza dal punto di vista giuridico un insieme di elementi: il lavoro proprio e altri fattori di produzione (lavoro proprio, capitale, dipendenti). Questi parametri non sono previsti dalla legge ma provengono dalla dottrina giurisprudenziale. Chi non produce beni o servizi o non li scambia non è imprenditore.

Non danno luogo ad impresa le professioni intellettuali e quelle artistiche. Oggi giorno le professioni intellettuali non sono più quelle di dieci anni fa e tendono ad organizzarsi sempre di più. Se viene soddisfatto il criterio dell'organizzazione allora puoi parlare di impresa. Es. caso pratico: le farmacie non dovrebbero essere considerate attività di impresa secondo la vecchia tradizione, oggi invece hanno tanti dipendenti. Adesso la legge prevede che la farmacia è un'impresa. Per le professioni intellettuali (commercialisti, avvocati, medici ecc.) che non sono attività di impresa ci sono una serie di leggi per “proteggerli”, infatti si chiamano professioni protette ed è il legislatore a dire chiaramente chi ne fa parte. Per potervi accedere, l'accesso è regolato di solito da concorsi e quindi bisogna iscriversi ad un albo. Chi fa parte di questi albi è sottoposto a potere disciplinare e ha obblighi di comportamento.

Categorie di imprenditori

Nell'ambito della categoria dell'imprenditore riscontriamo altre sotto categorie:

  • Imprenditore commerciale
  • Piccolo imprenditore
  • Imprenditore agricolo

Imprenditore agricolo

Prima della codificazione l'attività agricola non era considerata impresa. Art.2135 codice civile; è imprenditore agricolo chi esercita un'attività diretta alla coltivazione del fondo alla silvicoltura, all'allevamento di animali e alle attività connesse. A chi fa parte di questa categoria non si applicano le norme sul fallimento e sull'obbligo delle scritture contabili. All'imprenditore agricolo si applicano pochissime norme del codice civile; dal punto di vista giuridico è una categoria semplificata. L'imprenditore commerciale ha una categoria normativa molto vasta.

In giurisprudenza (=si studiano i casi pratici) vengono considerate imprese agricole:

  • Silvicoltura: sono imprenditori agricoli coloro che coltivano la terra per far crescere dei boschi per poi ricavare la legna. Coltiva un fondo, semina un bosco e cura la terra. Se invece uno prende la motosega e taglia il legno non è imprenditore agricolo perché non c'è la coltivazione del terreno.
  • Colture chimiche e su più livelli in serra: oggi si è sempre più numerosi e serve più spazio per coltivare e si creano le colture chimiche e sono considerate tradizionalmente.
  • Allevamento di animali: una volta si parlava di allevamento di bestiame ma con questo termine si erano create delle zone grige come l'apicoltore, i bachi da seta o gli animali da pelliccia.
  • Viticoltore: coltiva il fondo per produrre vino. Se apre un agriturismo per vendere il suo vino e la sua produzione è sempre considerato imprenditore agricolo e viene considerata un'attività connessa. In questo caso vale il principio della prevalenza e quindi i beni somministrati devono essere prevalentemente della propria produttività.

Imprenditore commerciale

Art.2195 codice civile prevede come commerciali 5 categorie di attività:

  • Attività industriale di produzione di beni o servizi
  • Attività intermediaria nella circolazione di beni
  • Attività di trasporto
  • Attività bancario assicurativo
  • Attività ausiliarie

La 3, 4 e 5 sono di fatto riconducibili nella 1 e 2. L'attività di trasporto rientra in quella intermediaria nella circolazione dei beni. Attività industriale = concepita dal legislatore come qualcosa di non agricolo. Attività intermediaria = attività che non apporta nessuna trasformazione al bene. Attività ausiliaria = imprenditori che svolgono attività a favori di altri imprenditori. Es. pubblicizzano il bene, agenzia viaggi, tour operator.

Piccolo imprenditore

Si tiene conto delle dimensioni dell'attività di impresa, si pone subito una normativa di favore. Si applicano norme sull'imprenditore in generale, non si applicano quelle dell'imprenditore commerciale. Non si applicano le norme sull'iscrizione registro delle imprese. Non si applicano le norme sulle scritture contabili. Non si applicano le norme sul soggetto al fallimento.

Ci sono delle norme speciali che riguardano il piccolo imprenditore. I piccoli imprenditori sono i piccoli commercianti, gli artigiani, i coltivatori diretti (=lavora la terra), colui che esercita il lavoro prevalentemente con il proprio lavoro e con la propria attività quindi prevalentemente ci mette il proprio lavoro (=es. artigiano, idraulico). Tante norme speciali che complicano la figura del piccolo imprenditore acconsentono di avere fino a 32 dipendenti. La figura più importante del piccolo imprenditore è data dall'artigiano. Non è tenuto all'osservanza delle norme dell'imprenditore commerciale.

In Italia c'è un albo delle imprese artigiane; l'iscrizione a questo albo non ha efficacia costitutiva (se mi iscrivo allora sono artigiano) ma ha efficacia amministrativa. L'iscrizione di per se non certifica che quella persona è un piccolo imprenditore. Il piccolo imprenditore non fallisce però per valere questa condizione devono essere soddisfatti 3 requisiti:

  • Nei 3 esercizi commerciali precedenti (=equivale a 3 anni perché ogni esercizio va dal 1 gennaio al 31 dicembre) non deve avere un attivo patrimoniale (=ricchezza patrimoniale di tutto quello che hai) superiore a 300.000 euro.
  • Non deve aver avuto ricavi lordi superiori a 200.000 euro, quindi chi fattura di più non è piccolo imprenditore.
  • Nei 3 anni precedenti al fallimento non deve aver avuto debiti superiori a 500.000 euro.

Queste devono essere rispettate tutte e tre assieme.

Holding

È l'esercizio indiretto dell'attività di impresa. Sono delle società che non producono nulla. Hanno azioni o titoli o quote di altre società. Sono molto diffuse, in Italia sono società a responsabilità limitata. Si ha un consiglio di amministrazione che non fa niente tranne controllare le quote delle altre società. Vive di utili o di profitti generati da tutte le società controllate. Alla fine dell'anno si chiude un esercizio, si fa il bilancio della società che può chiudersi in utile, cioè c'è guadagno, o in perdita.

La società holding detiene una parte di percentuale di altre società in giro per il mondo. Negli Stati Uniti basta solo il 3% di azioni per controllare una società, invece nell'Europa devi averne molta di più. La holding quindi interviene nelle decisioni di divisione dell'utile. Hanno 2 caratteristiche:

  • Di dover redigere il bilancio consolidato = la holding prima di fare il proprio bilancio, visto che non produce, deve aspettare il bilancio delle altre società.
  • Le società sono sottoposte ad un controllo del collegio sindacale che è separato dalla revisione dei conti cioè dal collegio revisionale.

Es. A=holding 1;2;3;4;5;6;=sono società in giro per il mondo di cui A detiene parte delle azioni. Quindi le decisioni di A si ripercuotono su tutte le altre società.

L'azienda

Dal punto di vista sociale si parla di azienda associandola a una vera e propria attività, in realtà l'attività che viene posta in essere dall'imprenditore si chiama impresa. L'azienda dal punto di vista giuridico è un complesso di beni, il codice civile infatti art 2555 definisce come azienda il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. Sono i beni che utilizza per la propria attività, di questo beni l'imprenditore non deve essere necessariamente il proprietario!

Le grandi società tendono a non patrimonializzarsi, tendono ad avere meno beni in proprietà possibile. Il cc in tema di azienda se ne occupa principalmente in tema di circolazione, quindi si occupa di disciplinare come un imprenditore può cedere ad altri l'azienda (cessione a terzi).

Alcuni imprenditori sono tenuti ad iscrivere in camera di commercio al registro delle imprese; per tutti questi i contratti di trasferimento devono essere provati in forma scritta (ad probationem non ad substantiam). Quando interviene questo contratto di cessione di azienda la legge non impone che vengano indicati tutti i beni che compongono l'azienda, quindi devo indicare se voglio sottrarre qualche bene dalla cessione. Il sottrarre i beni non deve snaturare l'azienda stessa (se ho un ristorante in centro UD non posso vendere i mobili e tenere il locale in sé).

Un elemento che caratterizza ogni attività d'impresa è la ditta, cioè la denominazione dell'attività. Non si può cedere un'azienda senza la ditta, viene sempre trasferita con l'azienda. Quando vende l'azienda vende sì i beni immobili che immateriali, in particolar modo i contratti. Anche questi contratti possono essere esclusi dalla cessione, i contratti personalissimi, soprattutto con professionisti o consulenti.

Il diritto commerciale prevede una deroga dal diritto comune. Non è necessario il consenso della controparte (io sono imprenditore in affitto in un capannone, io vendo la mia azienda e l'affitto subentra nella vendita), il contraente ceduto può opporsi solo entro 30 giorni se sussistono gravi motivi; per eventuali inadempimenti il ceduto può chiedere in subordine la soddisfazione della proprie richieste al vecchio imprenditore.

Si cedono anche i debiti e i crediti. La cessione dei crediti è automatica; i debiti solo quelli che risultano nelle scritture contabili. Quando si compra un'azienda si paga l'avviamento cioè l'attitudine di una determinata azienda a produrre reddito, ovvero l'attitudine a produrre ricchezza; è quantificato in base al fatturato dell'esercizio precedente.

Chi vende l'azienda deve sapere che dopo ha un divieto per legge il divieto di concorrenza. È vietato per 5 anni di aprirne una nuova del medesimo oggetto sociale per ubicazione e per oggetto dell'attività. Qui ci sono problemi di natura interpretativa. Per l'avviamento commerciale, che si palesa in canone di affitto di 18 mensilità (non si è tenuti a pagare questo importo quando sono intervenuti degli accordi a negoziare queste clausole, che quindi sono suscettibili di deroga; o quando il contratto non vien rinnovato per volontà del conduttore stesso) è la potenzialità di produrre profitto.

Il cc parla di azienda in materia di trasferimento, vengono ceduti tutti i beni salvo diverso accordo, deve venderlo con la ditta posso escludere determinati beni purché non snaturino l'azienda.

Impresa familiare

Con la riforma del 1975 in campo diritto familiare si è introdotta l'impresa familiare, l'art di riferimento è il 230 bis cc. “Quando non è diversamente stabilito....” cioè quando assume o costituisce una società, è una tutela automatica. I familiari che han diritto a questa tutela sono il coniuge, i parenti fino al 3 grado e gli affini fino al 2 grado. Ha diritto in proporzione alla qualità e alla quantità di quanto a loro prestato ad una remunerazione cioè ad esser pagati; al mantenimento e alle partecipazione ad eventuali utili sempre in base alla qualità e alla quantità del lavoro prestato. Devono gestire gli aspetti straordinari; in caso di fallimento fallisce soltanto l'imprenditore individuale.

Statuto dell'imprenditore commerciale

È l'insieme delle regole, delle norme che disciplinano l'imprenditore commerciale. Categorie di norme:

  • Registro delle imprese: presso ogni camera di commercio c'è un registro delle imprese. L'imprenditore deve chiedere entro 30 giorni dall'apertura dell'attività l'iscrizione al registro. È sottoposto alla vigilanza di un giudice delegato. Nel registro l'imprenditore commerciale dovrà registrarsi ed iscrivere tutti i dati, le informazioni previste per legge, nonché i fatti e circostanze che vuole rendere conoscibili e opponibili ai terzi. Il registro è pubblico. La sua funzione è probatoria. Tutto ciò che viene iscritto è opponibile ai terzi, vi è una presunzione assoluta della conoscenza dei fatti che l'imprenditore ha registrato; tutto ciò che non ha scritto (dimenticanza o omissione) non è opinabile ai terzi salvo che dimostri che ne erano a conoscenza, quindi presunzione relativa. Quello che non indico nel registro è una presunzione relativa perché i terzi erano in buona fede a meno che io non dimostri che comunque ne erano a conoscenza. I limiti per essere opponibili ai terzi devono risultare dalla scrittura contabile altrimenti si presume. Uno degli atti più importanti del registro delle imprese è la cessione dell'azienda, l'acquirente deve scrivere nel registro ho acquistato azienda X e produrre l'atto. Acquista l'azienda chi per primo trascrive!
  • Scritture contabili: gli imprenditori commerciali sono tenuti a compilare delle scritture contabili, registri, documenti. Le due scritture contabili più importanti sono:
    • Libro giornale: formalmente vuole che vengano annotate giorno per giorno tutte le operazioni ma in realtà è tollerata una compilazione non quotidiana.
    • Libro degli inventari: riguarda le attività e le passività.
    Abbiamo una marea di altre scritture che variano a seconda del tipo di impresa come il libro cassa, il libro magazzino, ecc. Bisogna conservare per un determinato periodo di anni tutte le fatture e anche fax, lettere commerciali, telegrammi quindi il direttore commerciale ha una corposa attività burocratica da dover sostenere. Vanno tenute regolarmente perché sono strumenti contro l'imprenditore stesso, va a tutela dell'imprenditore serve per far si che non evada, per tenere sotto controllo l'attività dell'imprenditore. C'è un solo caso dove le scritture contabili possono essere usate come prova a favore dell'imprenditore, cioè nei confronti di altri imprenditori per un controllo incrociato. Come devono essere tenute? Se si sbaglia si rischia il penale, vanno regolarmente tenute sia da un punto di vista di formale sia sostanziale. Si parla di regolarità estrinseca e intrinseca.
    • Regolarità estrinseca: sono dunque relative all'inosservanza degli obblighi di tenuta e scritturazione dei registri.
    • Regolarità intrinseca: è quella imposta dell'art. 2219 del cc tutte le scritture devono essere tenute secondo le norme di una ordinata contabilità (senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine).
  • Rappresentanza: L'imprenditore si avvale di tutta una serie di collaboratori. I più importanti sono:
    • L'institore: che è il più importante collaboratore dell'imprenditore commerciale, quindi gerarchicamente si colloca subito sotto l'imprenditore commerciale e solo l'imprenditore commerciale potrà assumere eventuali disposizioni. L'institore è preposto dall'imprenditore a gestire l'impresa; può esserci più di un institore (perché per esempio le dimensioni dell'impresa lo richiedono) È un grande manager, una figura che ha poteri di comando e di gestione dell'impresa. Ha dei poteri previsti dalla legge e sono totali. Non può vendere beni immobili, né può ipotecarli e non potrà fare ciò che io imprenditore avrò vietato. Deve essere iscritto al registro di impresa e anche i poteri che ha devono essere specificati.
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Scienze giuridiche IUS/04 Diritto commerciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anuk90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Lobianco Rocco.
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