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Diritto civile - responsabilità civile e illecito

Appunti di Diritto civile per l’esame del professor Mantucci sulla responsabilità civile e l'illecito. All'interno del file è presente un riassunto didattico preso dal libro di testo giuridico Perlingieri. Voto conseguito 30. Per problemi non esitate a contattarmi.

Esame di Diritto civile docente Prof. D. Mantucci

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lieve diviene responsabile, non può essere “sanzionato”), ma riparatoria, cioè restitutoria della

situazione lesa, permettendo il trasferimento del danno subito dal danneggiato su altri.

L’elemento della colpa, quale contrarietà ad un modello di comportamento idonea ad evitare

eventi lesivi del diritto altrui, è garanzia della persona, in quanto consente di conoscere

preventivamente quali eventi possono essere imputati a chi agisce, assicurando una libera

scelta dei propri comportamenti.

RESPONSABILITA’ c.d. SPECIALI

Nel prevedere casi speciali di responsabilità il legislatore si è spesso discostato dalla disciplina

generale dell'art. 2043, prevedendo, casi di responsabilità oggettiva dove si prescinde dalla

indagine sulla colpevolezza, come nel caso dell'art. 2049 c.c. sulla responsabilità dei padroni e

dei committenti.

Dove c'è responsabilità oggettiva si assiste ad una inversione dell'onere della prova rispetto ai

casi generali dell'art. 2043 c.c. In altre parole sarà il danneggiante dover dimostrare di non avere

colpa nella causa del danno, e non il danneggiato:

1. Responsabilità per danno cagionato dall’incapace (2047): quando il danno è arrecato da

persona incapace di intere o di volere (indipendentemente dall’età), l’obbligo del risarcimento

è posto dalla legge a carico delle persone che sono tenute alla sua sorveglianza, le quali si

presumono, salvo prova contraria, non abbiamo fatto quanto era necessario per impedire il

prodursi del fatto dannoso.

2. Responsabilità dei genitori, tutori, precettori, maestri d’arte (2048): per il fatto illecito dei

minori di età non emancipati, ma capaci di intendere e di volere, sono responsabili i genitori

o il tutore con essi coabitanti, i quali, fino a prova contraria, si presume non abbiano fatto

quanto necessario per impedire il fatto.

3. Responsabilità dei padroni e dei committenti (2049): i preponenti sono responsabili per i

fatti illeciti compiuti dai loro preposti nell’esercizio delle incombenze a cui sono adibiti.

4. Responsabilità per l’esercizio di attività pericolosa (2050): chi svolge un’attività

pericolosa per sua natura o pericolosa per la natura dei mezzi operati deve risarcire il danno

causato, salvo provi di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire il danno.

5. Responsabilità per danno cagionato da cose in custodia (2051): chi ha una o più cose in

custodia è responsabile dei danni da queste cagionati (per un connaturale dinamismo o per

la intrinseca natura), salvo che provi il caso fortuito. Se il danno è stato provocato non dalla

cosa ma con la cosa, quindi fatto umano, anche omissivo, si applica il 2043.

6. Responsabilità per danno cagionato da animali (2052): il proprietario di un animale o chi

se ne serve per il tempo in cui l’ha in uso, risponde dei danni cagionati dall’animale, anche

se fuggito o smarrito, salvo che provi il caso fortuito; la norma relativa alla tipica società ad

economia agricola assume sempre più un ruolo marginale, salvo per le attività di

commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi d mammiferi e rettili pericolosi per la

salute e l’incolumità pubblica.

7. Responsabilità per rovina di edificio (2053): il proprietario di un edificio o altra costruzione

risponde dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che questa non sia dovuta a

difetto di manutenzione o vizio di costruzione; è particolare ipotesi di danno di cose in

custodia. Risponde il custode dell’edificio qualora questo abbia concorso a determinare la

rovina dello stesso, sì che il proprietario che ha risarcito il terzo può esercitare il regresso nei

suoi confronti , per violazione del dovere di vigilanza.

8. Responsabilità per danni da circolazione di veicoli (2054): per il danno cagionato a

persone o a cose dalla circolazione di veicoli senza guida di rotaie, responsabile è il

conducente del veicolo, a carico del quale è disposta una presunzione di colpa per il fatto

lesivo prodottosi; cioè per liberarsi dalla responsabilità egli ha l’onere di provare di aver fatto

tutto il possibile per evitare il fatto.

9. Responsabilità per danni da prodotti difettosi (114 codice consumo): per i danni cagionati

dai difetti del prodotto è responsabile il produttore, vale a dire il fabbricante del bene, il

fornitore del sevizio o chi appare tale (apponendo sul prodotto il proprio nome, marchio o

altro segno distintivo), o un suo intermediario.

10. Responsabilità dei magistrati (117/98): sono risarcibili i danni patrimoniali e quelli non

patrimoniali derivanti da privazione della libertà personale, cagionati al cittadino dai

magistrati di qualsiasi tipo nell’esercizio delle funzioni giudiziarie (qualsiasi comportamento,

atto o provvedimento posto n essere dal giudice con dolo o colpa grave).

11. Responsabilità per c.d. danno ambientale (299 codice dell’ambiente): la giurisprudenza

costituzionale qualifica l’ambiente come bene immateriale unitario, sebbene a varie

componenti, che assurge a valore primario e assoluto; per danno all’ambiente il legislatore

ha inteso qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa

naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima; il danno ambientale è ricondotto a quello di

danno patrimoniale.

ILLECITO E DANNO

Gli strumenti/istituti normativi che la legge ha predisposto nei confronti del fatto illecito hanno

una doppia funzione:

- Funzione di prevenzione del fatto illecito (affinché non accada): a difesa delle situazioni

soggettive che stanno per essere lese, c’è l’azione inibitoria generale, quale potere del

soggetto di agire in giudizio per impedire il compimento di atti che possano lederle o inibire la

continuazione dell’altrui condotta lesiva; fanno eccezione agli strumenti di prevenzione,

quanto più strumenti per scoraggiare la commissione dell’illecito, la legittima difesa e

l’esclusione del danno che il danneggiato poteva evitare. Le fattispecie di prevenzione per

esperire l’inibitoria sono specifiche e tassativamente previste dall’ordinamento: azioni di

denuncia di nuova opera e di danno temuto; inibizione delle turbative o molestie al diritto di

proprietà o altri diritto reale di godimento; azione di manutenzione; rimedi contro gli atti di

concorrenza sleale, ecc.; a ciò va aggiunta la tutela inibitoria delle situazioni esistenziali,

quali il diritto al nome (azione di reclamo e azione di usurpazione) e il diritto all’immagine. Se

si pensa a fattispecie la cui attività è di natura continuata o reiterata, è chiaro che sono

privilegiati rimedi diretti ad eliminare la fonte stessa del pregiudizio, anziché ogni volta

chiedere la riparazione; inoltre davanti la lesione di diritti a contenuto e funzione non

patrimoniale, caratterizzati dalla irreparabilità, la tutela risarcitoria si rivela inadeguata ad

assicurare una tutela giurisdizionalmente effettiva e si sente la esigenza di una tutela

preventiva.

- Funzione di riparazione degli effetti negativi/dannosi del fatto illecito: l’ordinamento prevede

qui un’azione generale di risarcimento del danno, il cui oggetto è appunto l’effetto negativo

prodotto dall’illecito. Il danneggiato ottiene a seguito con la ragione, una prestazione di una

somma di denaro da parte del responsabile, che lo compensa per gli effetti negativi subiti,

cercando di ricreare una situazione equivalente (non eguale) a quella precedente il danno,

compensando le perdite ed eliminando gli effetti economici negativi dell’illecito. Il

risarcimento può essere anche in forma specifica, cioè a seconda dell’interesse del

danneggiato alla riparazione materiale dei beni colpiti, può appunto cercare di ripristinare la

situazione lesa materialmente eliminando l’effetto materiale della lesione (anche trattandosi

di interessi morali: diffondere una notizia rettificata). Al danneggiato spetta dunque la scelta

fra reintegrazione/risarcimento in forma generica (per equivalente in denaro) o specifica,

tuttavia il giudice può respingere quella in forma specifica qualora sia impossibile o

eccessivamente onerosa per il danneggiante,

CONCETTO E TIPI DÌ DANNO

Possiamo intendere il danno come l’alterazione negativa e ingiusta di una situazione giuridica

facente capo al soggetto passivo dell’illecito; si presuppone il deterioramento della situazione

per la conseguente riparazione (se il danno non c’è stato non si può richiedere il risarcimento).

Per l’esistenza del danno si paragona la situazione giuridica del presunto danneggiato a seguito

del fatto ritenuto lesivo con quella anteriore al fatto e riscontare in concreto il peggioramento

della stessa, più eventualmente, ai fini anche della riparazione, di conseguenze negative


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giuseppe Di palma di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Mantucci Daniele.

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