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cessata la violenza, è stato scoperto l’errore o il dolo, è cessato lo stato di interdizione o

inabilitazione, il minore ha raggiunto la maggiore età.

Il computo dei termini di prescrizione va effettuato secondo il calendario comune che è quello

gregoriano; nella decorrenza non si tiene conto del giorno iniziale ma di quello finale: ad es. il

termine che decorre di un mese dal 2 febbraio, scade il 2 marzo. Se non è stabilito un termine

differente, il termine ordinario di prescrizione è di dieci anni; per diritti reali di godimento è

previsto un termine maggiore, anche di 20 anni; al contrario per certe ipotesi, come le c.d.

prescrizioni brevi (diritto al risarcimento da atto illecito ad es. causato da circolazione di veicoli)

anche prima del termine ordinario.

Ci sono delle ipotesi per cui l’inerzia, presupposto della prescrizione, non operi per il

sopraggiungere di cause che rendendo impossibile o comunque estremamente difficile

l’esercizio del diritto, giustificandola; si sta parlando di ipotesi previste dal 1941 e seguenti:

Sospensione: è dovuta da determinate condizioni tassativamente previste del titolare del

- diritto, in particolare l’inerzia rimane sospesa per: i minori non emancipati, gli interdetti per

infermità di mente per il tempo in cui non hanno rappresenta legale e per sei mesi

successivi alla nomina dello stesso o alla cessazione dell’incapacità, in tempo di guerra

per i militari in servizio, ecc.; si esclude anche l’impedimento di mero fatto (calamità

naturale ad es.).

Interruzione: si produce quando il titolare del diritto adotta un comportamento idoneo a

- mostrare la volontà ad esercitare lo stesso. Dal momento dell’interruzione inizia a decorre

un nuovo periodo di prescrizione; ipotesi previste sono: esercita il diritto mediante notifica

dell’atto con il quale si inizia il giudizio (che sia di cognizione, conservativo o esecutivo),

per atto di costituzione in mora del debitore oppure quando il soggetto passivo riconosce

il diritto, espressamente o tacitamente, come nell’ipotesi di richiesta di una dilazione; circa

le cause naturali, queste consistono in atti materiali di esercizio che secondo dottrina

riguardano solo diritti reali su cosa altrui (passo ad es. un fondo altrui gravato da servitù

di passaggio).

Nelle c.d. prescrizioni presuntive il decorso del termine produce non un effetto estintivo, ma una

presunzione (relativa) di estinzione dell’obbligazione (per adempimento o altra causa ad es.

compensazione). La ratio della normativa è quella di tutelare il debitore in quei particolari casi in

cui il adempimento di un debito avviene, senza che si sia fatto rilasciare una quietanza (si pensi

ai rapporti giuridici legati da profonda fiducia quali medico - paziente), oppure all'ipotesi in cui, in

considerazione del valore esiguo della prestazione, il debitore non conservi tale quietanza per

lunghi periodi.

DECADENZA

Comporta l’estinzione di un diritto che non sia stato esercitato entro un dato termine detto

perentorio (cioè che non ammette proroghe); presupposti dell’istituto sono ancora qui la inerzia

e il decorso del tempo. Si differenzia dalla prescrizione per due aspetti: circa il fondamento, alla

base della decadenza c’è una esigenza assoluta di certezza delle situazioni giuridiche (nella

prescrizione, l’esigenza di certezza è meno rigorosa, basta pensare alla sospensione o

interruzione), che implica periodi di tempi molto brevi, sì da evitare che certe incertezze si

protraggano: ad es. se la parte soccombente in primo grado non propone ricorso entro un breve

termine, se decorso il tempo la sentenza diventa definitiva (passa in cosa giudicata) e

l’impugnazione è inammissibile.

Circa la disciplina, nella decadenza, a differenza della prescrizione non si applicano le norme

della sospensione o interruzione, ciò per l’irrilevanza delle condizioni soggettive del titolare che

possano giustificare l’inerzia (alla base della sospensione) o il compimento di atti interruttivi; solo

il compimento dell’atto previsto dal diritto impedisce la decadenza (nell’es. della sentenza, solo

la notificazione alla controparte d di appello impedisce la decadenza). Mentre inoltre la

prescrizione è istituto di valenza generale (“Ogni diritto si estingue per prescrizione”), sono

soggetti a decadenza solo i diritti individuati dal legislatore e non tutti.

La disciplina in tema di decadenza è differente a seconda che si tratti della:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giuseppe Di palma di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico delle Marche - Univpm o del prof Mantucci Daniele.

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