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1224: ha importanza nei casi in cui sia stato pattuito fra le parti un interesse maggiore di

quello legale, perché in mancanza di tale pattuizione il creditore ha diritto di esigere dal

debitore gli interessi al tasso legale -> vd. 1282

nelle obbligazioni pecuniarie senza diversa pattuizione tra parti, la differenza tra interessi

corrispettivi e moratori è puramente concettuale (hanno una diversa funzione), ma non vi

è alcuna differenza sul piano pratico; ma ciò può non bastare a coprire danno subito da

creditore per effetto del ritardato pagamento

12242 -> il creditore può dimostrare di aver subito un danno maggiore di quello coperto

da interesse al tasso legale (solitamente si ha a causa dell’inflazione, oggi è al 3,5%)

tale maggior danno non è mai dovuto se è stata convenuta fra le parti la misura degli

interessi moratori (> solo ciò può spettare a creditore, gli è preclusa la possibilità di

chiedere danni ulteriori)

la individuazione dei criteri per la determinazione di questo maggior danno è stata oggetto

di continue oscillazioni da parte della giurisprudenza > cassazione

principali criteri seguiti:

1) 1° criterio > per individuare tale maggior danno si adottava un criterio automatico: il

danno da inflazione (= perdita di potere d’acquisto del danaro) andrebbe sempre e

automaticamente riconosciuto al creditore in misura pari al tasso di inflazione rilevato

annualmente da istat, in caso di ritardo il debitore dovrebbe automaticamente pagare gli

interessi moratori al tasso legale + gli interessi ex indice istat

es: 3% + 3,6% > si fa la somma

ma tale criterio finiva per sottrarre i debiti di valuta al principio nominalistico facendoli

diventare debiti di valore => criterio abbandonato

2) 2° criterio > contemplava la creazione, il riconoscimento, di diverse categorie

economiche di creditori – sono state individuate quattro categorie:

imprenditori, risparmiatori abituali, creditori occasionali, semplici consumatori

vi era un trattamento diverso a seconda dell’uso che il creditore appartenente a tale

categoria avrebbe fatto del danaro tempestivamente

es: se creditore è imprenditore > ciò dà presuntivamente diritto al maggior danno dato da

svalutazione monetaria perché imprenditore normalmente rinveste ricavi nell’attività

produttiva, per creditore non imprenditore valevano regole diverse e difficilissime

es: risparmiatore abituale aveva onere probatorio gravoso: doveva dimostrare che

normalmente sue eccedenze liquide erano investite in modo da rendere + del 3%

questo è un criterio opinabile, perché ad es: che significa creditore occasionale?

recentemente sono intervenute le sezioni unite della cassazione: sent. n.19499 del luglio

2008

sono stati abbandonati in tema di maggior danno tutti i criteri prima elencati

la cassazione, per alleggerire la fase istruttoria (appesantita dagli oneri probatori) ha

adottato una soluzione generalizzata di tipo presuntivo cioè valida per q.siasi tipo di

creditore: si riconosce a q.siasi creditore lo chieda e a titolo di maggior danno (sempre

rispetto agli interessi ex tasso legale) una percentuale aggiuntiva rispetto all’attuale 3%

pari all’eventuale differenza a decorrere da data mora fra il tasso di rendimento annuo

netto dei titoli di stato con durata non superiore a 12 mesi (bot) e il tasso degli interessi

legali

es: bot oggi è maggiore al 3% = 4% => q.siasi creditore ha diritto di ottenere questa

ulteriore percentuale, cioè: 3% + (4% - 3%) = 3% + 1%

le sezioni unite, poi, fanno salva una duplice prova contraria:

- debitore può provare che creditore, in concreto, non ha subito tale maggior danno, ciò

sarebbe eccessivo per tale creditore (prova diabolica)

es: debitore dovrebbe dimostrare che creditore non investisse tale danaro in modo da

ottenere + del 4%

- creditore può dimostrare di aver subito un danno ancora maggiore di quello già coperto

dal tasso di rendimento annuo dei bot, si fa salva la possibilità al creditore, se è

imprenditore, di documentare di essere dovuto ricorrere a finanziamento bancario o di

altro genere ad un tasso superiore a causa del ritardo nel pagamento

es: euribor è del 5%

qui al creditore il risarcimento gli spetta certamente, ma la prova deve essere fornita in

maniera specifica – oppure creditore può dimostrare di non essere riuscito a estinguere

un finanziamento a causa del mancato pagamento

d. lgs. 231/2002: disciplina il ritardo nei pagamenti delle transazioni commerciali

per transazione commerciale si intende q.siasi contratto, cmq denominato, che comporti,

dietro pagamento prezzo, o consegna merci o prestazioni servizi stipulato fra imprese o

fra imprese e P.A.; (impresa = non solo impresa, ma anche libero professionista ex

direttive europee)

tale d. lgs. stabilisce che, se nel contratto concluso non è previsto un termine per il

pagamento, gli interessi di mora decorrono automaticamente e senza bisogno di

costituzione in mora alla scadenza del termine di 30gg decorrenti dal ricevimento della

fattura da parte del debitore; il tasso degli interessi è pari a tasso ufficiale rilevato da BCE

maggiorato di 7 o 9 punti percentuali

ratio: tutelare i professionisti che siano i contraenti deboli di fronte ai grossi fornitori

la particolarità sta nella elevata misura di tali interessi: così qui non è necessario chiedere

il maggior danno ex 1224.

L’inadempimento: il debitore è inadempiente non solo nel caso classico, cioè se non

esegue la prestazione, ma anche se non la esegue esattamente perché adempimento è

esatta esecuzione della prestazione => inadempimento è:

totale > prestazione è del tutto ineseguita

inesatto debitore esegue prestazione, ma in maniera quantitativamente (es: debitore paga

80.000 invece dei 100.000 pattuiti) o qualitativamente difforme (es: medico sbaglia o

esegue male intervento chirurgico)

inadempimento è divenuto definitivo quando prestazione non è eseguita e non può più

essere eseguita – inadempimento temporaneo: prestazione è temporaneamente

ineseguita, ma può essere ancora eseguita debitore1

ex conseguenze: - inadempimento imputabile al debitore2

- inadempimento non imputabile al

1 comporta la responsabilità contrattuale del debitore > debitore è tenuto a risarcimento

danno nei confronti del creditore + si applicano gli altri rimedi sanzionatori

es: si può applicare artt. 1453 e ss: risoluzione del contratto per inadempimento, se è

grave e di non scarsa importanza (1455); si può applicare anche norme su eccezione di

inadempimento

2 il debitore non può essere chiamato a rispondere della mancata esecuzione

prestazione > debitore è liberato da obbligazione che si estingue e se deriva da un

contratto a prestazioni corrispettive si applica la disciplina della risoluzione per

impossibilità sopravvenuta della prestazione: debitore non può pretendere la

controprestazione e se l’altra parte l’ha già eseguita la deve restituire (vd. 1256:

impossibilità definitiva e impossibilità temporanea)

1218 -> responsabilità del debitore

> il fatto oggettivamente considerato della mancata o inesatta esecuzione della

prestazione comporta la responsabilità del debitore

il debitore, per liberarsi dalla responsabilità, può provare che la mancata esecuzione

prestazione è stata determinata da impossibilità della prestazione derivata da causa a lui

non imputabile

le prove che debitore deve fornire per liberarsi da responsabilità sono:

1) impossibilità della prestazione, sia materiale sia giuridica, cioè prestazione non può

essere eseguita in natura (es: cosa è andata distrutta) oppure prestazione può essere

eseguita in natura, ma la lex ne vieta l’esecuzione (es: cosa oggetto di una obbligazione

diventa in commerciabile ex lege) – tale impossibilità deve avere tre requisiti affinché

debitore sia liberato:

- sopravvenuta = prestazione era in origine possibile, al momento della nascita

obbligazione, ma poi nel corso del rapporto è divenuta impossibile (se prestazione è in

origine impossibile => nullità del contratto), perché ciò significa impossibilità dell’oggetto

- di tipo oggettivo e non soggettivo = cioè deve riguardare la prestazione in sé

considerata; la prestazione deve essere inesigibile per q.siasi debitore e non solo per

quel determinato debitore, ciò significa che per alcune categorie di obbligazioni il debitore

sarà sempre responsabile per inadempimento: es: consegna di cose generiche

> qui non si può mai addurre una oggettiva impossibilità ad adempiere, potrà esserci solo

una soggettiva impossibilità ad adempiere, “genus numquam perit”

- assoluta = cioè deve essere tale da impedire a chiunque la minima possibilità di

eseguire la prestazione; tutto ciò grava sul debitore

un temperamento a rigidità di questa regola si ha da parte della dottrina e giurisprudenza:

1175

impone dovere di correttezza ad entrambe le parti, alla luce di questa regola pretendere

che debitore adempia sua prestazione in circostanze particolarmente gravose costituisce

abuso del diritto da parte del creditore

qui debitore non è considerato responsabile

debitore non è considerato inadempiente quando la prestazione oggettivamente possibile

sia in concreto inesigibile da creditore ex regola della correttezza: es: artista già

ingaggiato da ente teatrale non si presenta per assistere parente gravemente ammalato

2) la impossibilità deve dipendere da causa non imputabile al debitore: non deve solo

provare a essersi comportato ex 1176, ma per liberarsi da responsabilità deve provare la

specifica causa che impedisce prestazione > evento imprevedibile e inevitabile per il

debitore che gli ha impedito di eseguire la prestazione = causa non imputabile

tale evento può consistere:

nel caso fortuito = fatalità

nella forza maggiore alla quale non si può resistere

può essere naturale o umana > fatto del terzo ha reso impossibile la prestazione

es: rapina della cosa da consegnare - tale terzo può essere lo stesso creditore o anche

l’autorità pubblica = factum principis (diniego di una autorizzazione)

un determinato evento, che astrattamente costituisce forza maggiore, può

concretamente non esserlo anche ex rischio che debitore si è accollato

es: frana > non esime da responsabilità un costruttore che poteva e doveva accorgersi

della natura franosa del suolo; altro es: se si è alla presenza di un factum principis:

debitore è cmq responsabile se poteva prevedere o conoscere tale provvedimento

bisogna cmq valutare caso per caso

es: debitore non può adempiere a causa dello sciopero dei propri dipendenti o di

dipendenti altrui: qui si ritiene che lo sciopero aziendale = dei dipendenti del debitore non

libera da responsabilità per inadempimento perché debitore può ricorrere a trattative per

limitarlo

invece uno sciopero nazionale libera il debitore da responsabilità (i contratti regolarmente

regolano tale situazione con clausole).

Onere della prova: la regola del 1218 favorisce nettamente il creditore perché in una

causa il creditore può limitarsi ad affermare l’inadempimento, sta al debitore l’onere di

provare il fatto estintivo della pretesa del creditore => impossibilità e causa a lui non

imputabile

se debitore non fornisce tale prova => debitore è responsabile ex 1218

1218 -> ripartizione fra debitore e creditore del rischio per inadempimento che favorisce il

creditore

al debitore sono addossati molti rischi: può trovarsi in una soggettiva impossibilità ad

eseguire prestazione (è irrilevante) + pur trattandosi di impossibilità oggettiva il debitore

può non riuscire a dimostrare che ciò è dovuto ad una causa a lui non imputabile

ciò non significa che il nostro codice preferisce di più una categoria sociale rispetto ad

un’altra, ma il nostro codice impone al debitore di adoperarsi il più possibile per sottrarsi al

rischio dell’inadempimento: inadempimento incentivato o disincentivato

interessa tutto il settore economico perché stimola la produzione e la circolazione di

ricchezza

quindi l’incentivo va dato all’adempimento della prestazione e il nostro codice, infatti,

favorisce la figura del creditore

la disciplina su inadempimento entro certi limiti può essere modificata da volontà delle

parti: con clausole di esonero o limitazione da responsabilità (sono frequenti nella

contrattazione di massa o in serie) = è trasferito sul creditore il rischio che 1218 addossa

al debitore

es: clausola che esonera da responsabilità in caso di sciopero dei propri dipendenti o in

caso di eventi di forza maggiore ma prevedibili

1229 -> clausole di esonero da responsabilità – prevede due limiti:

1) per ipotesi in cui debitore è in dolo o colpa grave

=> tale clausola è nulla e non libera da responsabilità

per assicurare a creditore un minimo inderogabile impegno da parte del debitore; sono

valide solo clausole che esonerano responsabilità debitore solo per colpa lieve

problema dell’onere della prova: giurisprudenza ritiene che non spetta a creditore onere di

provare che colpa sia grave, ma spetta a debitore onere di provare che colpa sia lieve

es: furto nelle cassette di sicurezza (in banca): nel formulario le banche normalmente

inseriscono a carico del cliente il divieto di introdurre entro cassetta beni di valore

superiore a certa somma, di solito abbastanza bassa

si discute se ciò sia valido ex 1229

per banche: con tale clausola non si è alla presenza di una limitazione da responsabilità,

ma è una limitazione dell’oggetto del contratto; ma per cassazione questa è una clausola

di limitazione di responsabilità perché cassetta di sicurezza, per definizione, è destinata a

custodire beni di un certo valore => tale divieto dei formulari ha unico scopo di limitare

responsabilità della banca in

caso di furto

se furto è dovuto a dolo o colpa grave della banca, qui non vale la limitazione della

12291

responsabilità perché opera la nullità ex

2) tali clausole sono nulle, anche se vi è colpa lieve, se il fatto del debitore o dei suoi

ausiliari costituisce violazione di norme di ordine pubblico

es: si applicano nel trasporto di cose o persone

quando tali clausole sono contenute in un contratto in serie o di massa vengono

considerate vessatorie => quindi sono inefficaci se non approvate per iscritto

debitore adempie non personalmente, ma per mezzo di ausiliari

1228 = responsabilità per fatto degli ausiliari:

se debitore si avvale di un ausiliario per adempiere lo fa a suo rischio e pericolo perché

debitore ne risponde se prestazione non viene fatta per un fatto doloso o colposo di

costui

gli ausiliari sono: i subcontraenti, il mandatario ecc.

debitore non può mai addurre dolo o colpa dell’ausiliario per sottrarsi dalla responsabilità

es: debitore è comunque responsabile verso suo creditore se banca non esegue il suo

bonifico, caso mai potrà poi lui personalmente rifarsi verso banca, ma è in mora con il suo

creditore

per alcuni è una sorta di responsabilità oggettiva, ma ex 1228 è fatto salvo il patto

contrario = pattuizione con cui si esclude responsabilità del debitore per il fatto

dell’ausiliario

es: appaltatore subappalta e con tale clausola esclude la sua responsabilità verso il

committente del fatto del subappaltatore

tali clausole sono valide se responsabilità dell’ausiliario è prevista in luogo di quella del

debitore, ma se con tali clausole viene esclusa ogni responsabilità

(così non risponde nessuno, né debitore né ausiliario)

si applica il 1229: è sottoposta al limite della colpa lieve

es: responsabilità dell’ente ospedaliero per i danni riportati dal paziente a causa di una

errata prestazione medica: qui cassazione ha ribadito che rapporto che si instaura tra

cliente e casa di cura è un contratto atipico in forza del quale nascono a carico della casa

di cura, dietro pagamento di un corrispettivo indipendentemente da chi paghi

effettivamente, diversi obblighi fra cui quello di mettere a disposizione personale medico e

attrezzature necessarie per intervenire in caso di emergenza, quindi se fonte del

rapporto è un contratto: la casa di cura ha responsabilità contrattuale, la quale ricorre

anche qualora la prestazione medica sia resa inadeguatamente perché medico +

personale sono ausiliari dell’ente ospedaliero

si applica proprio il 1228

altro es: simile: ente scolastico è responsabile per omessa vigilanza dell’insegnante sugli

alunni affinché non si facciano male.

Mora del debitore: ritardo nella esecuzione della prestazione

comporta: - definitivo inadempimento del debitore

- o tardiva esecuzione (sempre se prestazione lo consente)

non può riferirsi a q.siasi categoria di prestazione: sì per prestazione di dare o fare, non è

invece concepibile per prestazione di non fare, qui la semplice violazione ne comporta

l’inadempimento

1222: inadempimento di obbligazioni negative

di regola non basta, per poter considerare il debitore in mora, la semplice mancata

esecuzione prestazione entro il termine stabilito, ritardo non equivale a mora del debitore

(12191)

per aversi mora occorre un atto del creditore = una intimazione scritta di

pagamento fatta dal creditore, non è suff una q.siasi sollecitazione di pagamento =>

costituzione in mora

natura giuridica di tale intimazione: è atto negoziale o no?

cassazione: è un atto giuridico non negoziale

così per es: se intimazione proviene da un rappresentante del creditore non occorre che

a tale rappresentante sia stata conferita procura in forma scritta

es: un avvocato recupera credito del proprio cliente tramite una lettera raccomandata

con avviso di ricevimento (senza procura scritta)

sì idoneità a porre in essere una costituzione in mora

se intimazione è atto negoziale => sì procura + vd. 1392 per sua forma

1219: “atto scritto” > non è richiesta ex lege la raccomandata con avviso di ritorno, ma è

suff una lettera semplice; ma si usa la raccomandata per un fine probatorio

vi sono altri atti che costituiscono in mora il debitore:

domanda giudiziale del creditore che contiene richiesta di adempimento / condanna

domanda arbitrale dove c’è clausola compromissoria

il semplice invio della fattura commerciale non è atto idoneo a costituire in mora il debitore,

perché tale fattura deve essere accompagnata da esplicita richiesta di pagamento (per

giurisprudenza)

12192: casi in cui non occorre intimazione scritta – eccezioni 12191

tre casi di mora automatica, ex re (è diversa dalla mora ex persona > dove è

richiesto intervento del creditore):

1) debito deriva da un fatto illecito extracontrattuale, la mora è sanzione ulteriore per il

debitore

2) debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere, debitore non adempierà

3) è scaduto termine per adempimento + prestazione doveva eseguirsi al domicilio del

creditore, non occorre la cooperazione del creditore

“dies interpellat pro homine”

qual è la ragione per cui è richiesta la costituzione in mora del debitore?

ex 1218: il ritardo nell’inadempimento è una forma di inadempimento, perché per aversi

adempimento la prestazione deve essere fatta entro termine

ma, allora, perché mora non è sempre automatica, ma necessita della intimazione?

è un retaggio di un antichissimo favor debitoris > il ritardo del debitore si presume tollerato

dal creditore; per superare tale presunzione di tolleranza: il creditore deve compiere atto

positivo che consiste nella intimazione scritta, tranne che nei casi della mora ex re, in cui

la mora è automatica > sono casi in cui è superfluo chiedere a creditore una intimazione

per iscritto

nelle leggi speciali vi sono altri casi di mora automatica:

es: ritardo nel pagamento delle transazioni commerciali: d. lgs. 231/2002

gli interessi moratori (tasso BCE + 7 o 9 punti) decorrono automaticamente e senza

bisogno di costituzione in mora una volta scaduto il termine legale di 30 gg decorrenti da

giorno di ricevimento della fattura da parte del debitore

1219: integra il contenuto del 1218 in tema di inadempimento

il ritardo (= mancato rispetto del termine da parte del debitore) è un inadempimento nei

soli casi di mora ex re, in ogni altro caso il ritardo costituisce inadempimento solo se e da

quando il creditore costituisce in mora il debitore mediante l’intimazione scritta

il semplice ritardo, oltre i casi di mora ex re e senza intimazione scritta, non può

considerarsi inadempimento (si presume la tolleranza del creditore)

dalla mora del debitore discendono specifici effetti:

perpetuatio obligationis = aggravamento del rischio a carico del debitore

obbligo del debitore di risarcire al creditore il danno provocato da ritardo

interruzione della prescrizione, 2943 u. c.

dal giorno della intimazione la prescrizione ricomincia da zero

tali effetti non si verificano se il debitore fa una tempestiva offerta della prestazione dovuta

che venga però rifiutata illegittimamente dal creditore > 1220: es: il debitore invia al

creditore un assegno come pagamento che viene però rifiutato con motivazioni arbitrarie

perpetuatio obligationis: 1221

il debitore in mora non è liberato per la sopravvenuta impossibilità della prestazione

derivata da causa a lui non imputabile > qui si deroga a regola generale del 1218 e 1256:

la impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al debitore esclude

l’inadempimento e comporta l’estinzione della obbligazione

al debitore in mora viene accollato tale rischio, che normalmente è a carico del creditore,

perché debitore si è posto da solo di fronte al rischio di non poter più eseguire la

prestazione in quanto non ha eseguito tempestivamente la prestazione

1221 -> debitore ha una possibilità di liberarsi: dimostrando che oggetto della prestazione

sarebbe ugualmente perito presso il creditore > vale per obblighi di consegnare una cosa

determinata poi perita per forza maggiore o caso fortuito

es: valanga che distrugge immobile

ridotta applicazione pratica

12212: tale possibilità per il debitore è esclusa per le cose illecitamente sottratte

(ladro risponde sempre)

nel 1221 legislatore ha pensato ad obbligazioni di dare o consegnare cosa determinata

ma tale articolo è collocato nella disciplina generale delle obbligazioni

sì anche per obbligazioni diverse da quelle di dare cosa determinata: no per obbligazioni

di dare cosa generica, perché genus numquam perit, no per obbligazioni di non fare

(ritardo = inadempimento), ma sì per obbligazioni di fare

es: vettore è in mora, anche se esecuzione del trasporto diviene impossibile per causa a

lui non imputabile; stessa cosa vale per promissario venditore nei confronti del

promissario acquirente.

Mora del creditore: il ritardo nell’adempimento può dipendere non soltanto dal

comportamento del debitore, ma in alcuni casi può dipendere dal comportamento del

creditore, sono ipotesi in cui il debitore è pronto ad adempiere, ma non lo può fare perché

il creditore non vuole ricevere la prestazione per varie ragioni:

- per dissenso tra creditore e debitore sulla corrispondenza fra prestazione offerta e

quella dovuta

- la prestazione dovuta deriva da un contratto sinallagmatico e il creditore rifiutandosi di

riceverla spera di potersi sottrarre legittimamente ad obbligo di eseguire la propria

prestazione o perché spera di chiedere risoluzione del contratto per inadempimento del

debitore

bisogna bilanciare due interessi contrastanti:

quello del debitore di non essere considerato inadempiente e di liberarsi dall’obbligazione

quello del creditore a ricevere una prestazione corrispondente a quella dovuta

tutela di tali interessi si ha con la mora del creditore

es: creditore rifiuta, senza giustificazione legittima, la prestazione offerta dal debitore

debitore per reagire a tale rifiuto può compiere tre mosse:

1) vd. 1220: debitore deve fare tempestivamente offerta “alla buona” della prestazione

dovuta per evitare propria mora, qui non è richiesta alcuna formalità

2) debitore può tutelarsi provocando la vera e propria mora del creditore

> 1206 -> si ha in due casi: creditore illegittimamente rifiuta di ricevere la prestazione +

creditore tiene un comportamento che non mette il debitore in condizione di eseguire la

prestazione

es: debitore deve consegnare una cosa > qui è necessario che creditore riceva la

consegna della cosa, se non la riceve:

vari oneri che incombono sul debitore

come viene messo in mora il creditore e con quali effetti?

ex modalità: debitore deve effettuare tramite un pubblico ufficiale a ciò autorizzato una

offerta formale o solenne > 1208

la quale può essere effettuata in due modi ex tipo di prestazione rifiutata:

se obbligazione è pecuniaria o ha ad oggetto consegna di cose mobili a domicilio del

creditore: debitore deve fare una offerta reale = occorre la diretta e materiale

presentazione al creditore o della somma di danaro (completa, con interessi e spese) o

della cosa mobile effettuata da un pubblico ufficiale (notaio o ufficiale giudiziario su

richiesta del debitore)

se obbligazione è diversa, per es: consegna bene immobile o bene mobile in luogo

diverso da domicilio creditore o di fare, offerta si fa per intimazione: il debitore, tramite un

ufficiale giudiziario, deve notificare una intimazione a ricevere la prestazione

per prestazione di fare > 1217: tale intimazione può essere fatta nelle forme d’uso, qui

debitore può essere dispensato dall’andare dall’ufficiale giudiziario

es: lavoratore dipendente: si reca al posto di lavoro ma datore non lo vuole più => qui non

è necessaria la notifica al datore di lavoro

altro es: si ha nella obbligazione di contrarre, qui è suff la raccomandata

creditore può accettare offerta => debitore è liberato

creditore continua a rifiutare la prestazione => controllo del giudice che accerti con

sentenza esistenza dei requisiti dell’offerta, accerta illegittimità del rifiuto del creditore, se

ciò avviene: creditore si considera in mora, ma fin dal giorno in cui è stata fatta l’offerta

effetti della mora del creditore: 1207

* la impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore è a

carico del creditore; debitore conserva diritto a controprestazione anche se creditore non

potrà più ricevere la controprestazione divenuta impossibile

debitore non deve più gli interessi sulle somme di danaro

creditore deve rimborsare spese per custodia della cosa dovuta dal debitore +

risarcimento del danno subito da debitore a causa dell’illegittimo rifiuto del creditore

* già ex 1218 il creditore sopporta tale rischio, tranne che nel caso in cui debitore è in

mora (perpetuatio obligationis) + ex 1220 > per evitare la propria mora al debitore basta

una offerta alla buona della propria prestazione

ma allora chi glielo fa fare al debitore di fare l’offerta solenne?

tale offerta formale del debitore ha una sua effettiva utilità pratica nei casi in cui ci si trovi

in presenza di un contratto a prestazioni corrispettive: debitore ha interesse di esigere da

creditore la contro prestazione nel caso in cui la propria diventi impossibile per causa a lui

non imputabile

es: vendita di un quadro => consegna a domicilio del creditore + controprestazione a suo

carico, acquirente ci ripensa e rifiuta consegna del quadro

mora del creditore con offerta reale, se debitore effettua anche offerta solenne ha diritto a

controprestazione (pagamento del prezzo) anche se quadro perisce in un incendio

se fa solo offerta reale => non ha diritto a controprestazione in caso di incendio

3) debitore può avere interesse a liberarsi dall’obbligazione (che non si ha con la mora del

creditore) > vd. 1210 e ss., si verifica con il deposito presso banca della somma di

danaro o con l’esecuzione delle modalità stabilite dal giudice se si tratta di altre

prestazioni

es: giudice nomina sequestratario dell’immobile

ciò libera il debitore se viene accettato dal creditore o (se vi è ancora rifiuto) quando il

rispetto di tutte le formalità è accertato dal giudice con sentenza passata in giudicato.

Estinzione dell’obbligazione per causa diversa da adempimento: obbligazione è un

rapporto tendenzialmente temporaneo, cioè destinato ad estinguersi

fatti estintivi = fatti giuridici per effetto dei quali obbligazione cessa di esistere

fatto estintivo principis è l’adempimento; vi sono ipotesi in cui rapporto obbligatorio si

estingue ugualmente: 1230-1259 > modi di estinzione obbligazione diversi da

adempimento

1 satisfattori = arrecano al creditore una qualche utilità: compensazione e confusione

2 non satisfattori = estinguono obbligazione senza alcuna utilità per creditore:

sopravvenuta impossibilità prestazione per causa no imputabile a debitore, novazione e

remissione

vi sono ulteriori cause di estinzione obbligazione: la prescrizione (= comporta estinzione

del diritto di credito); obbligazione che deriva da contratto può estinguersi in tutti i casi di

annullamento, rescissione, risoluzione, quando si scioglie contratto da cui obbligazione

deriva

compensazione: 1241-1252

due soggetti, in forza di distinti rapporti obbligatori, sono obbligati uno nei confronti

dell’altro (T deve a C 10.000 e viceversa) => i due debiti si estinguono per le quantità

corrispondenti (le somme dovute possono anche essere diverse): si paga la differenza

è necessario che i debiti reciproci abbiano la propria fonte in rapporti giuridici diversi, cioè

requisito indispensabile per la compensazione è la autonomia dei rapporti; se i debiti

reciproci derivano da stesso rapporto obbligatorio, per giurisprudenza: non si tratta di

compensazione, ma di un semplice conteggio di dare e avere fra le parti => diverse

conseguenze

es: contratto di appalto quando opera è consegnata in ritardo e si deve pagare la penale

pattuita

qui non c’è autonomia dei rapporti => no compensazione

quindi qui il giudice può accertare il rapporto di dare e avere senza che sia necessaria

una eccezione di parte, in senso tecnico, da proporsi a pena di decadenza dal convenuto

con la comparsa di risposta

tipi di compensazione presvisti da lex:

1) legale = opera in modo automatico, a condizione che ricorrano i requisiti richiesti da

12431

- omogeneità > entrambi pecuniari o con oggetto cose dello stesso genere

- liquidità > determinati nel loro ammontare

- esigibilità > non sottoposti a condizione sospensiva o a termine non ancora scaduto

giurisprudenza aggiunge un quarto requisito: certezza dei due debiti > entrambi i debiti

devono o risultare da una sentenza passata in giudicato o devono essere non contestati

dalla controparte, altrimenti non sono né liquidi né esigibili => no compensazione; unico

temperamento a tale regola: la contestazione è pretestuosa o del tutto generica => sì

compensazione

compensazione estingue i debiti nel momento in cui questi debiti coesistono, cioè opera

automaticamente, ma 1242 afferma che compensazione non può essere rilevata d’ufficio

dal giudice: ciò significa che chi vuole avvalersi della compensazione (il convenuto per

pagamento di una somma di danaro) ha onere di eccepirla tempestivamente in giudizio

con comparsa di risposta, pena la decadenza, 20 gg prima della prima udienza di

comparizione - compensazione > è una eccezione di parte in senso tecnico, non

rilevabile d’ufficio, e non una semplice difesa

se non lo fa: convenuto sarà condannato a pagare l’intera somma

se convenuto è creditore di una somma maggiore nei confronti dell’attore: il convenuto ha

l’onere non solo di eccepire compensazione per parte corrispondente, ma avrà onere di

proporre nei confronti dello stesso attore una domanda riconvenzionale per pagamento

della differenza

2) giudiziale = è quella operata dal giudice quando i due debiti reciproci sono omogenei,

ma non liquidi; ma devono essere, cmq, di pronta e facile liquidazione da parte del giudice

(non presentano particolari difficoltà o lungaggini per il giudice), altrimenti giudice rigetta

eccezione di compensazione – es: debito da risarcimento del danno

3) volontaria = è regolata interamente dalla volontà delle parti.

Confusione: si verifica quando la qualità di debitore e creditore vengono a riunirsi in capo

a medesimo soggetto – es: debitore è erede del creditore

1235 -> qui obbligazione si estingue; concettualmente è inconcepibile essere debitore o

creditore

di sé stessi

la confusione non si verifica solo in caso di morte, essa può avvenire non solo a titolo

universale ma anche a titolo particolare (legato) o per atto tra vivi

es: cessione di azienda, dove cessionario si assume il carico dei debiti del cedente

cessionario diventa debitore e creditore

si estinguono anche le garanzie che assistevano la obbligazione così estinta > vd. 1253: i

terzi che hanno prestato garanzia al creditore sono liberati

es: fideiussione o terzo datore di pegno o ipoteca

confusione impropria: 1255 -> si ha quando in capo alla medesima persona si riuniscono

le qualità di debitore e di fideiussore

es: fideiussore è erede del debitore o viceversa

1255: in questa ipotesi la fideiussione resta in vita purchè il creditore vi abbia interesse

quando il creditore ha interesse a mantenimento della fideiussione? normalmente non ce

l’ha (perché debitore = garante), tuttavia tale interesse potrà esserci se fideiussione è

stata a sua volta garantita da altra fideiussione > vd. 1940 / o da una garanzia reale:

pegno o ipoteca; qui creditore ha interesse perché se fideiussione si estinguesse, si

estinguerebbero anche le garanzie

es: fideiussore è diventato erede del debitore ma con beneficio d’inventario

anche qui creditore ha interesse che fideiussione rimanga, perché fideiussore risponderà

del debito con tutto il suo patrimonio

sopravvenuta impossibilità della prestazione per causa non imputabile al debitore:

1256-1259

12561: qui obbligazione si estingue

se prestazione deriva da contratto a prestazioni corrispettive

=> vd. 1463: non può più essere pretesa la controprestazione e se l’ha ricevuta la deve

restituire

vd. 1218 per nozione di imputabilità

impossibilità deve essere: sopravvenuta, oggettiva, assoluta; inoltre il debitore non deve

essere in mora – se vi sono tutti i requisiti: debitore è liberato + estinzione obbligazione

se debitore è già in mora quando si verifica la impossibilità > perpetuatio obligationis

regola generale > prestazione deve diventare irreversibilmente e completamente

impossibile, ma la impossibilità può essere:

12562:

1) impossibilità temporanea ->

la conseguenza è > debitore non è responsabile per il ritardo, ma tale temporanea

impossibilità può equivalere nella sostanza a impossibilità definitiva con conseguenza di

liberare il debitore, e ciò può avvenire in due casi:

la impossibilità perdura fino a quando, in relazione a titolo obbligazione o natura oggetto, il

debitore non può più essere tenuto obbligato ad eseguire prestazione

es: musicista scritturato per un concerto in una data precisa

qui tempo adempimento doveva considerarsi essenziale

creditore non ha più interesse a ricevere la prestazione in ritardo, ex situazione oggettiva;

vd. caso per caso; es: soggetto prende albergo in un dato periodo, ma tale struttura

diventa inagibile proprio in quel periodo

2) impossibilità parziale -> 1258:

il debitore si libera da obbligazione eseguendo la prestazione per la parte rimasta

possibile

si pone in continuità con il 1181: creditore può sempre rifiutare un adempimento parziale,

sempre che lex o usi dispongano diversamente

se prestazione deriva da contratto a prestazioni corrispettive:

vd. 1464 -> la controparte del debitore ha diritto ad una riduzione della propria

prestazione in misura corrispondente alla parte divenuta impossibile; ma se creditore non

ha un interesse apprezzabile ad adempimento parziale può recedere dal contratto (con

dichiarazione unilaterale)

novazione: comporta estinzione obbligazione per volontà delle parti

debitore e creditore si accordano nel senso di sostituire obbligazione originaria con una

nuova obbligazione nell’oggetto e nel titolo

anche qui si estinguono le garanzie che assistevano tale obbligazione, salvo che le parti

non convengano espressamente di mantenere le garanzie per il nuovo credito, ma il patto

deve essere contestuale o precedente all’accordo novativo ma mai successivo perché

ormai estinzione si è già verificata automaticamente con la novazione

la nuova obbligazione può essere diversa per oggetto = novazione reale: le parti si

accordano di sostituire obbligazione originaria con un’altra con oggetto diverso

è ipotesi simile a quella della datio in solutum (1197) > il debitore, con consenso del

creditore, può liberarsi eseguendo prestazione diversa da quella dovuta

ma nel caso della datio in solutum: non si libera il debitore, l’obbligazione originaria rimane

in vita, debitore può eseguire un’altra prestazione

invece nella novazione:

debitore viene liberato

obbligazione originaria si estingue

debitore deve eseguire un’altra prestazione

la differenza sta nell’elemento soggettivo della novazione:

(12302),

animus novandi cioè le parti hanno la volontà di estinguere obbligazione

originaria, tale volontà deve risultare in modo non equivoco

la nuova obbligazione può essere diversa da quella originaria per il titolo: es: debitore

doveva una somma di danaro a titolo di prezzo per acquisto di un bene => nuova

obbligazione, per questo la stessa somma è dovuta non più a titolo di prezzo ma a titolo di

mutuo per rateizzare il pagamento

= novazione causale (si ha spesso nella prassi bancaria)

es: debito, di mutuo, garantito da fideiussione è sostituito con debito garantito da ipoteca

problema: se obbligazione originaria sostituita con la novazione era una obbligazione

inesistente o derivante da un contratto annullabile (è viziata) => la novazione è valida o

no?

1234: la novazione è senza effetto se non esisteva la obbligazione originaria, perché

quest’ultima è la ragione / causa che costituisce la nuova obbligazione

* se obbligazione originaria deriva da un titolo annullabile:

l’annullamento del contratto travolge la novazione, salvo che il debitore non assumi il

nuovo debito conoscendo il vizio del titolo originario

es: soggetto raggirato con dolo se ne accorge e si accorda con il truffatore per un nuovo

contratto

qui la novazione comporta la convalida del titolo originario

* novazione che riguarda una obbligazione già estinta per prescrizione: il 1234 non se ne

occupa; in via analogica si applica la stessa regola della novazione di un titolo annullabile:

29372

perché esiste il -> alla prescrizione si può rinunziare una volta che si è compiuta

tale novazione comporta tacita rinunzia ad avvalersi della prescrizione

* perché il debitore è a conoscenza del vizio o della prescrizione.

Remissione del debito: 1236-1240

= rinuncia del creditore al proprio diritto, è un atto unilaterale del creditore che può

consistere in una dichiarazione espressa di rinunzia o può risultare implicitamente da quel

comportamento del creditore consistente nella restituzione del documento originario da

cui deriva il credito

debitore è, in linea di principio, liberato

1236: il debitore può dichiarare, entro un congruo termine, di non voler profittare di tale

rinunzia

per principio, generale, per cui nessuno può essere costretto contro la propria volontà di

vedersi modificata, neppure in senso solo favorevole / vantaggioso, la propria situazione

patrimoniale

estrinsecazioni di tale principio:

il legatario di cosa determinata può rifiutare l’attribuzione in suo favore

la donazione è un contratto, per cui va accettata

1333: contratto con obbligazioni a carico del solo proponente,

destinatario può rifiutare tale contratto

ragioni di tale rifiuto: sono pressoché di natura personale

la remissione non è necessariamente un atto unilaterale: per giurisprudenza > la

remissione può costituire oggetto di un contratto stipulato tra creditore e debitore;

l’iniziativa della remissione può essere del debitore > fa proposta a creditore che l’accetta

qui debitore non può rifiutare in seguito la remissione

ragioni della rinunzia del credito da parte del creditore: possono essere di natura

personale o liberale, ma vi possono essere anche interessi patrimoniali

es: socio è creditore di una società alla quale lui partecipa, egli può avere interesse ad

alleggerire il passivo di tale società per evitarne il fallimento

oppure nel caso di crediti difficilmente recuperabili

la remissione, se obbligazione che si estingue era garantita da fideiussione, comporta

estinzione anche della stessa fideiussione: 1239

invece se creditore rinuncia solo alle garanzie

il credito non si estingue

il rapporto obbligatorio può essere caratterizzato dalla presenza di più debitori o di più

creditori:

più creditori per una medesima prestazione nei confronti di un solo debitore, o viceversa

concredito o condebito

quando vi sono più persone da un punto di vista soggettivo: obbligazione è solidale o

parziaria

obbligazione solidale > 1292, la solidarietà può essere:

attiva = vi sono più creditori e ciascuno di loro può rivolgersi al debitore ed esigere intera

prestazione => adempimento integrale nei confronti di un creditore libera il debitore, anche

nei confronti degli altri creditori

es: conto corrente bancario intestato a più soggetti; banca, che consegna ad uno dei

contestatari il saldo, è liberata

passiva = vi sono più debitori verso un medesimo creditore, ciascuno dei condebitori può

essere costretto dal creditore ad eseguire l’intera prestazione, una volta eseguita la

prestazione anche gli altri condebitori sono liberati

perchè si verifica ciò? vi è medesima causa / fonte dell’obbligazione per cui più persone

sono condebitori o concreditori

es: illecito extracontrattuale > vd. 2055, responsabilità solidale

la solidarietà può derivare anche da varie fonti ma dello stesso tipo od omogenee, es: due

fonti contrattuali: contratto di fideiussione a garanzia di un debito derivante da un altro

contratto (mutuo)

anche da fonti diverse può derivare la solidarietà:

es: concorso del terzo, per dolo, nell’inadempimento contrattuale

terzo è solidamente responsabile con il debitore, il primo per responsabilità

extracontrattuale mentre il secondo per responsabilità contrattuale

obbligazione pecuniaria, può essere di due tipi: attiva = ciascuno dei creditori di un

medesimo debitore può esigere solo la sua parte e non l’intero, passiva = ciascuno dei

debitori di un medesimo creditore può essere costretto a pagare solo la sua parte

qui il creditore per ricevere intera prestazione dovrà rivolgersi a ciascuno dei condebitori,

quindi è importante stabilire quando obbligazione è parziaria o solidale

1294: detta una importante presunzione = i condebitori sono tenuti in solido se dalla lex o

dal titolo non risulta diversamente => per cui in presenza di più debitori la solidarietà

diventa la regola mentre la parziarietà è l’eccezione

es: bene acquistato da due soggetti:

se contratto tace scatta la presunzione del 1294 => solidarietà

il 1294 opera soltanto quando solidarietà è passiva e deriva da uno stesso titolo, se

solidarietà deriva da titoli diversi questa non può presumersi ma deve risultare da una

previsione legale (es: fideiussione) o negoziale; invece quando vi sono più creditori: la

regola è la parziarietà, mentre la solidarietà deve essere espressamente pattuita

es: due soggetti comproprietari della cosa venduta sono due creditori del prezzo: se

contratto non stabilisce diversamente => la regola è la parziarietà, cioè ogni creditore

potrà esigere solo la sua parte del prezzo

altro es: terzo danneggia una cosa in comproprietà fra più soggetti > ogni soggetto è

creditore del diritto di risarcimento per responsabilità extracontrattuale: obbligazione è

parziaria, ogni soggetto può chiedere solo sua quota di risarcimento

solidarietà passiva: è manifestazione del principio del favore per il creditore, perché

creditore è esonerato da incombenza di seguire i singoli debitori + da rischio di insolvenza

di uno o più debitori in solido – rapporti interni fra condebitori e fra con creditori solidali:

1298 -> obbligazione si divide in:

solidarietà attiva > concreditore che ha riscosso l’intero dovrà corrispondere agli altri la

parte di prestazione di loro spettanza

solidarietà passiva > condebitore che ha adempiuto ha azione di regresso nei confronti

degli altri per ottenere da ciascuno di loro la parte dovuta

12982 -> le parti di ciascuno si presumono uguali se non risulta diversamente; ma si fa

salva, nei rapporti interni, ipotesi in cui obbligazione sia stata contratta nell’esclusivo

interesse di uno dei soggetti coinvolti: cioè azione di regresso del condebitore solidale

non necessariamente avviene pro quota ma in base all’interesse può essere per intero o

radicalmente esclusa

es: fideiussione: se il condebitore escusso, che ha pagato l’intero, è il fideiussore > nei

rapporti interni azione di regresso non sarà pro quota ma per l’intero; se, invece, è

escusso il debitore principale e non il fideiussore > azione di regresso è esclusa perché

obbligazione è contratta nell’interesse di uno solo dei debitori: il debitore principale-

garantito

solidarietà => comporta una unica obbligazione o pluralità di obbligazioni fra loro

connesse quanti sono i concreditori o i condebitori? cioè vi è litisconsorzio necessario?

per giurisprudenza: la solidarietà comporta tante obbligazioni connesse quanti sono i

concreditori o i condebitori

no litisconsorzio necessario

1306: una sentenza pronunciata fra creditore e uno dei debitori in solido (o contrario) non

ha effetto nei confronti degli altri debitori

per ipotesi diverse da adempimento, fra concreditori o fra condebitori:

1300 e ss -> gli effetti positivi si propagano agli altri mentre quelli negativi non si

propagano e quindi rimangono circoscritti al soggetto coinvolto

es: se uno dei condebitori riconosce il debito

tale effetto non si manifesta nei confronti degli altri condebitori

1310 -> gli atti, con i quali il creditore interrompe la prescrizione nei confronti di uno di

condebitori, hanno effetto anche nei confronti degli altri: è vicenda sfavorevole che

eccezionalmente si trasmette agli altri; ma ci sono atti che producono effetti né favorevoli

né sfavorevoli: es: transazione = atto con cui si fanno reciproche concessioni per evitare

lite 1304: qui ciascuno è libero di dichiarare se intende avvalersi della transazione

obbligazione complessa da punto di vista oggettivo:

debitore può essere tenuto a più prestazioni alternative tra loro = obbligazioni alternative

1285 -> il debitore si libera eseguendo una delle due prestazioni, due prestazioni sono in

obbligazione ma una è in soluzione: es: vendita alternativa

a chi spetta la scelta fra le prestazioni alternative? 1286 -> la facoltà di scelta spetta

normalmente al debitore, salvo che le parti non l’attribuiscono al creditore o a un terzo

es: abbonamento al cinema

effetto della scelta: concentrazione dell’obbligazione > da alternativa diventa semplice,

debitore si libera eseguendo prestazione scelta

e se si verifica una ipotesi di impossibilità?

se impossibilità si verifica prima della scelta: debitore potrà liberarsi solo eseguendo

prestazione rimasta possibile

se impossibilità si verifica post scelta e riguarda la prestazione scelta: estinzione

dell’obbligazione e liberazione del debitore.

Illecito civile = rientra, ex 1173, tra le fonti dell’obbligazione

(assieme al contratto e ai fatti e atti idonei)

dall’illecito civile deriva una obbligazione: risarcire il danno provocato dall’illecito, è

obbligazione di dare con oggetto il pagamento di una somma di danaro; ma esiste anche il

2058: esecuzione specifica, questa è una obbligazione di fare

responsabilità extracontrattuale = si verifica indipendentemente da un preesistente

rapporto obbligatorio all’illecito fra danneggiante e danneggiato, cioè i due soggetti sono

giuridicamente estranei, non legati da nessun rapporto che, quindi, nasce ex novo

si parla di illecito extracontrattuale, fatto illecito, illecito civile… ,ma illecito può aversi

anche in ambito contrattuale e non solo extracontrattuale:

es: 1218 -> qui inadempimento è un illecito contrattuale => responsabilità contrattuale

esiste il fenomeno di cumulo o concorso di responsabilità:

accade nei casi in cui uno stesso comportamento costituisce sia inadempimento

contrattuale ex 1218, sia illecito extracontrattuale ex 2043

ciò si verifica tipicamente nel settore del trasporto di persone

es: accade un sinistro durante un trasporto di persone

- è illecito contrattuale perché non si è verificato il trasporto

- è illecito extracontrattuale perché si sono verificate delle lesioni personali

qui il danneggiato può scegliere di far valere in giudizio la responsabilità contrattuale o

extracontrattuale; la scelta cadrà sull’azione ritenuta più favorevole per lo stesso

danneggiato

responsabilità extracontrattuale = è chiamata responsabilità aquiliana (lex aquilia de

damno) o civile per distinguerla da responsabilità penale in quanto uno stesso

comportamento può far sorgere sia un illecito civile sia un illecito penale

2043: risarcimento per fatto illecito

è tipico es: di clausola generale, da tale articolo deriva la atipicità sia dell’illecito

sia dei danni risarcibili

la lex non dice quali sono i fatti illeciti: “q.que fatto doloso o colposo”

spetta al giudice stabilire quando un fatto è illecito e, quindi, se è o no risarcibile

2043: illecito civile > atipicità, è diverso dall’illecito penale > tipicità

è un articolo sì esteso, ma non copre intero ambito delle responsabilità extracontrattuali

infatti restano fuori i casi della responsabilità oggettiva: sono casi in cui si risponde senza

colpa, cioè indipendentemente da esistenza della colpa

elementi oggettivi della responsabilità extracontrattuale:

fatto + danno ingiusto + nesso causale, che deve intercorrere tra il fatto e il danno

ingiusto

elementi soggettivi della responsabilità extracontrattuale:

dolo o colpa, riuniti nella nozione di colpevolezza

1) fatto = è una condotta umana, cosciente e volontaria, che cagiona danno ad un altro

soggetto; può essere di due tipi:

attivo > azione dell’uomo, consiste in un fare; qui il danno è determinato da tale azione

passivo > omissione, consiste in un non fare; qui il danno deriva proprio da tale inerzia,

dal mancato compimento di quella azione che avrebbe potuto evitare il verificarsi del

danno

l’omissione non può sempre comportare responsabilità a carico di chi non ha tenuto un

certo comportamento, ma occorre che vi sia a carico di quel soggetto un obbligo giuridico

di agire / attivarsi; perciò sono giuridicamente rilevanti le sole omissioni che consistono

nella violazione di un dovere giuridico di attivarsi

es: obblighi di sorveglianza o di informazione – vd. babysitter, fonte è contrattuale

in mancanza di un obbligo giuridico la omissione è irrilevante

2) danno ingiusto = antigiuridicità del danno – cosa significa?

è una nozione estremamente generale e ampia

un danno può dirsi ingiusto quando l’azione o l’omissione lede ingiustificatamente un

interesse altrui che deve essere meritevole di protezione ex ordinamento giuridico

quindi non basta la lesione di un semplice interesse altrui non tutelato da ordinamento

giuridico

es: interesse della vista panoramica dei vicini che è ostruita da costruzione legittima del

vicino su terreno edificabile => non c’è danno ingiusto

se invece il vicino costruisce illegittimamente, cioè su terreno no edificabile => c’è danno

ingiusto

qui interesse dei vicini è tutelato, vd. 872: violazione delle norme di edilizia

qui danno è ingiusto perché viola un interesse legittimamente tutelato

2043: è clausola generale, quindi, quando manca la lex a valutare meritevolezza

dell’interesse, sarà il giudice a valutare se interesse leso sia o no meritevole di protezione

ex ordinamento giuridico; se giudice valuta positivamente

danno è ingiusto, ne consegue il risarcimento del danno

ci sono casi in cui è certa l’ingiustizia del danno: vd. casi in cui si viola / lede un diritto

della personalità – es: privacy > per tutela del diritto alla riservatezza

oppure nei casi in cui si lede un diritto reale

fino a poco tempo fa la giurisprudenza adottava una interprestazione restrittiva di “danno

ingiusto”, cioè limitava il riconoscimento di danno ingiusto solo nei casi di lesione di un

diritto della personalità o di un diritto reale, cioè solo nei casi di lesione di un diritto

assoluto, altrimenti il danno non era considerato ingiusto

a partire da anni ’70: è iniziata estensione della nozione di “danno ingiusto” da parte della

giurisprudenza, questa ha dapprima ammesso che fosse danno ingiusto anche la lesione

di un diritto di credito, che è di tipo relativo; ma: diritto di credito deriva da un rapporto

obbligatorio per lo più da un contratto, se debitore non esegue sua prestazione:

=> inadempimento che comporta risarcimento del danno ex 1218

giurisprudenza non faceva riferimento a ciò, perché trovava già tutela nella lex, ma a un

diritto di credito leso da un soggetto estraneo al rapporto obbligatorio

es: terzo che uccide padre di famiglia che pagava gli alimenti a ex coniuge e figli

perché tale orientamento? perché i terzi non possono pregiudicare con il loro

comportamento delle situazioni giuridiche già costituite

° caso Meroni: era calciatore del To rimasto ucciso in un incidente stradale, si era ritenuto

leso anche il diritto del To calcio di ricevere la prestazione del calciatore

qui giurisprudenza ha negato il risarcimento, ma ha affermato per la prima volta l’astratta

possibilità della risarcibilità di un diritto di credito

altro es:: danno che subisce datore di lavoro per infortunio subito da un proprio lavoratore

dipendente > qui il datore di lavoro, in concorso con enti previdenziali, deve continuare a

corrispondere somma a lavoratore pur non compiendo quest’ultimo le sue mansioni

lavorative;

datore di lavoro subisce così una lesione del suo diritto di credito

è riconosciuto ingiusto da giurisprudenza e può chiedere risarcimento a terzo che ha

causato infortunio del lavoratore

Concorso del terzo nell’inadempimento del debitore: è sempre responsabilità

extracontrattuale

si verifica o quando il terzo ha istigato il debitore a non adempiere (= induzione a non

adempimento), o quando il terzo con il proprio comportamento si sia reso complice o

compartecipe dell’inadempimento del debitore

es: c’è contratto preliminare di vendita di un determinato immobile tra T e C, ma, poi, T

(promettente venditore) vende l’immobile a S, che è terzo rispetto al contratto preliminare

c’è un inadempimento del preliminare, ma se S sapeva, al momento dell’acquisto,

dell’esistenza del preliminare, con il suo comportamento si rende complice

dell’inadempimento di T: così S può essere chiamato da C (promissario acquirente


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luca d.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Pellegrino Giuseppina.

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