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(ciò incide su certezza dei rapporti giuridici)

si può applicare il principio del 428

stabilisce l’annullabilità degli atti compiuti da incapace di intendere e di volere solo nel

caso di malafede del contraente

2) quando creditore venga dichiarato fallito

=> il curatore fallimentare incassa i crediti del fallito

3) quando credito è stato pignorato da un terzo: è il creditore del creditore; nel momento

in cui vi è il pignoramento del credito il cred.re / deb.re perde la legittimazione a ricevere il

pagamento, il terzo pignorante del cred.re / deb.re è legittimato a ricevere il pagamento

(quando gli viene assegnato con ordine dal giudice)

se debitore paga a creditore non legittimato => non viene liberato e può essere costretto

a ripetere il pagamento dal creditore pignorante

4) pegno del credito: 2803

oltre a creditore vi sono altri soggetti legittimati a ricevere > 1188:

creditore* lex1

rappresentante (con procura), persona indicata da o autorizzata da o da

giudice2

* ”adiectus solutionis causa”, a prescindere da un rapporto di rappresentanza

es: quando si paga nelle mani del commesso di un negozio

1 tipico es: è quello dell’ufficiale giudiziario, oppure: rappresentanti legali

2 vi è un provvedimento giurisdizionale che conferisce legittimazione a ricevere

pagamento a soggetto diverso dal creditore

l’adempimento effettuato nelle mani di un soggetto non legittimato non libera il debitore

(può essere costretto a ripetere pagamento), tranne che in due casi:

11882: creditore ha ratificato il pagamento fatto a un non legittimato o cmq ne ha

approfittato (-> è entrato nel suo patrimonio)

es: pagamento fatto al figlio o al coniuge

pagamento al creditore apparente = è effettuato dal debitore in buona fede nelle

mani di un soggetto che in base a circostanze univoche appariva legittimato a

riceverlo: 1189

es: rappresentante apparente del debitore (per giurisprudenza)

qui l’effetto liberatorio del debitore richiede due presupposti:

sussistenza di circostanze univoche che facevano apparire creditore un soggetto che in

verità non lo era -> presupposto oggettivo

buona fede del debitore -> presupposto soggettivo

credenza che chi riceve il pagamento sia un soggetto legittimato a ricevere la

prestazione

qui la buona fede non si presume, ma è un elemento costitutivo della fattispecie liberatoria

ma come si fa a dimostrare la buona fede nella pratica? si ritiene che la prova possa

essere data in via presuntiva, cioè debitore riesce a dimostrare le circostanze oggettive /

univoche che facevano apparire creditore o legittimato un soggetto che poi non lo era; ex

tali circostanze q.siasi soggetto poteva cadere in errore

l’apparenza può riguardare non solo l’identità, ma anche il titolo della legittimazione

es: creditore non è più tale per via di una cessione del credito, oppure la procura è stata

revocata => soggetto non è più rappresentante

1189 -> la giurisprudenza ha attenuato il rigore al fine di favorire il vero creditore

infatti: non basterebbe che vi siano la buona fede e le circostanze univoche per liberare il

debitore, ma occorrerebbe che la situazione di apparenza sia stata ingenerata da

comportamento colposo del vero creditore

il creditore incolpevole conserva il diritto a prestazione anche se debitore è in buona fede

e vi sono circostanze univoche

di recente è stata isolata una sentenza che ha affermato il contrario > non è più

necessario il comportamento colposo del creditore vero

1189 -> se vi sono tutti i requisiti, debitore è liberato

11892

e il vero creditore? vd. -> chi ha ricevuto il pagamento (creditore apparente) è

tenuto alla restituzione (ripetizione indebito) a favore del creditore vero.

Modalità di esecuzione della prestazione:

1176 -> nell’adempiere obbligazione debitore deve usare la diligenza del buon padre di

famiglia (uomo medio); la diligenza del debitore deve essere valutata con un metro più

specifico quando obbligazione riguarda una attività professionale

es: attività intellettuali (medico, avvocato…) – diligenza qualificata

nelle attività professionali assume rilievo anche la perizia, è la tecnica usata normalmente

dai professionisti di quel settore

qualora esecuzione prestazione richieda soluzione di problemi tecnici di particolare

difficoltà (grave operazione), la responsabilità del professionista è valutata con minor

rigore: 2236

risponde solo in caso di dolo o colpa grave, no per colpa lieve

questa deroga, nel corso del tempo, è stata applicata sempre meno frequentemente

grazie ad evoluzione della scienza e della tecnica

per la giurisprudenza: non vi è grave difficoltà quando una attività può essere compiuta

applicando le regole tecniche; quindi tale regola non vale nelle operazioni di routine

la diligenza qualificata è richiesta anche nell’esercizio di attività in modo professionale e

organizzato: imprenditore – tale criterio della diligenza acquista autonoma rilevanza solo

per le obbligazioni di mezzi: qui diventa parametro per valutare esatta esecuzione, nelle

altre obbligazioni no (es: di dare o di non fare)

l’ambito di applicazione del 1176, in concreto, è abbastanza ridotto

la prestazione deve essere eseguita per intero:

1181 -> il creditore può sempre rifiutare un adempimento parziale, anche se la

prestazione è divisibile – es: prestazione pecuniaria

accettare una prestazione parziale: è una facoltà per il creditore e non un obbligo /

dovere

creditore può accettare un pagamento parziale come acconto

tempo di esecuzione della prestazione: vd. 1183 – 1187

quando la prestazione va eseguita, rappresenta il termine dell’obbligazione entro o

durante il quale la prestazione deve essere eseguita; è diverso dal termine del contratto

dal quale obbligazione deriva, questo è un elemento accidentale, segna momento iniziale

o finale dell’efficacia del contratto

termine dell’obbligazione = è una obbligazione che esiste, ma non è ancora esigibile, cioè

di essa il creditore non può chiederne ancora l’esecuzione

il termine dell’obbligazione può coincidere con il termine del contratto, di solito, quando

quest’ultimo è finale

le norme su termine dell’obbligazione non sono applicabili al termine del contratto, proprio

perché sono diverse

1184 -> normalmente il termine dell’obbligazione si presume in favore del debitore

=> 1185: creditore non ha diritto di esigere la prestazione prima della scadenza di tale

termine

qui obbligazione del debitore è esistente, ma non esigibile prima della scadenza del

termine creditore1 entrambi2

il termine può essere stabilito anche in favore del o di

1 qui il creditore può esigere subito adempimento prestazione

es: contratto di deposito: il depositante può in q.siasi momento chiedere la restituzione

della cosa al depositario (anche prima della sua scadenza), depositante può rinunziare al

termine

2 es: contratto di somministrazione = fornitura continuativa di cose

il termine è pattuito a favore di entrambi, cioè né debitore né creditore possono o devono

eseguire la loro prestazione prima del tempo previsto.

Nella maggioranza dei casi il termine è in favore del debitore, ma vi sono casi in cui

debitore può decadere da tale beneficio

1186 -> decadenza dal termine: ricorrendo certe condizioni il debitore può decadere da

beneficio del termine => creditore può esigere immediatamente prestazione

queste condizioni sono tre:

debitore è divenuto insolvente

debitore ha diminuito garanzie date a creditore

debitore non ha dato garanzie promesse a creditore

ratio: vi è un mutamento peggiorativo della situazione patrimoniale del debitore che mette

in pericolo il soddisfacimento del creditore; in pratica prevale interesse del creditore

caso più problematico è quello dell’insolvenza del debitore, per giurisprudenza:

insolvenza = occorre una situazione di difficoltà economica anche solo temporanea, non

necessariamente irreversibile, che alteri in termini peggiorativi la garanzia patrimoniale

generica offerta al creditore – cmq si deve valutare caso per caso

non basta un inadempimento episodico per aversi insolvenza; tale inadempimento deve

essere indice della situazione di insolvenza del debitore

es: mutuo > non è sufficiente saltare il pagamento di una rata per aversi insolvenza

se c’è insolvenza => il credito è immediatamente esigibile, ma ciò non si verifica

automaticamente:

il creditore ha l’onere di effettuare con atto scritto (nella sostanza è una costituzione in

mora) una richiesta di pagamento immediato, che produce effetti nel momento in cui sarà

pervenuta al debitore – ciò è sufficiente per decadenza dal beneficio del termine

non è necessaria una richiesta fatta al giudice, è una richiesta stragiudiziale

vi è una pacifica opinione ex cui si deve aggiungere una quarta ipotesi al 1186: quando il

debitore abbia dichiarato per iscritto la sua volontà di non adempiere o impossibilità ad

adempiere

(la ratio è sempre la stessa)

come viene stabilito il termine / tempo dell’obbligazione:

1183 -> tempo dell’adempimento, vi sono quattro situazioni:

1) se termine è stabilito dalle parti => non vi sono problemi

2) se termine è rimesso alla volontà del debitore, “pagherà quando vorrà”: qui vi è un

rischio per il creditore, ma se debitore rimane inerte, il creditore può chiedere a giudice di

fissare tale termine ex le circostanze – qui sotto il profilo processuale si apre un

problema:

prima di ottenere un provvedimento passano un tot di anni, cmq si ritiene di poter

applicare una norma speciale: vd. 749 c.p.c., dove è previsto un procedimento di tipo

camerale = è un rito più veloce di quello ordinario

3) termine è rimesso alla volontà del creditore, cioè quando quest’ultimo ne fa richiesta:

astrattamente il creditore può esigere subito la prestazione, ma cmq vi è un dovere di

correttezza, cioè creditore non può abusare del potere di chiedere subito esecuzione

prestazione

se creditore rimane inerte e debitore è ansioso di eseguire la prestazione => debitore può

far fissare il termine dal giudice in modo tale da essere liberato

4) termine non è stato stabilito:

la regola generale è che il creditore può esigere immediatamente la prestazione se non è

stato stabilito un termine, ma tale regola generale non può essere applicata sempre

es: in un contratto d’appalto

qui il 1183 rimette ancora la determinazione del termine al giudice, ma tale determinazione

del giudice dovrebbe precedere l’adempimento per valutare la sua esatta esecuzione

nella pratica vi è regola diversa: la giurisprudenza ha interpretato la norma nel senso che

il creditore può fissare un termine al debitore e quindi esigere la prestazione alla sua

scadenza e il giudice, a posteriori, valuterà se tale termine assegnato dal creditore era o

no congruo

se giudice lo valuta incongruo => debitore no inadempiente

se giudice lo valuta congruo => debitore è inadempiente

per computo del termine: vd. 1187

luogo dove si esegue la prestazione: 1182

prima regola: vi è autonomia per le parti, in primis è quello stabilito dalle parti;

ma se non è stabilito => regole suppletive:

obbligazione deve essere eseguita nel luogo desumibile dalle circostanze o dalla natura

della prestazione – es: nell’appalto > luogo di edificazione / costruzione

per obbligazione di consegnare cosa certa e determinata, il luogo dell’adempimento è

quello in cui cosa si trovava nel momento in cui obbligazione è sorta

per obbligazione pecuniaria > luogo di adempimento è quello del domicilio del creditore

per obbligazioni di natura diversa > domicilio del debitore al tempo della scadenza

luogo della esecuzione: non rileva solo per esatto adempimento, ma tali norme

acquistano efficacia sotto il profilo processuale, cioè per determinare la competenza

territoriale, vd. 20 c.p.c.

Identità della prestazione: cosa debitore deve fare per essere esattamente adempiente

regola generale > il debitore è esattamente adempiente solo se esegue la prestazione

dovuta, altrimenti non si libera – no prestazione diversa, anche se è di valore uguale o

maggiore

tuttavia il creditore (vd. 1197) può consentire che il debitore esegua una prestazione

diversa, caso tipico > prestazione in luogo dell’adempimento, “datio in solutum”

es: debitore è in difficoltà economiche => invece del denaro consegna a creditore un

bene

oggetto di questa diversa prestazione può essere q.que

es: fare invece di dare o viceversa

è necessario il consenso del creditore in ogni caso, ciò implica esistenza di una volontà

negoziale, cioè siamo in presenza di un contratto tra debitore e creditore – per forma > in

linea di principio è libera, vd. 1325 n.4, ma può essere prevista la forma scritta a pena di

nullità

es: per trasferimento di bene immobile

effetto della dazione in pagamento: debitore è liberato dalla obbligazione originaria solo

quando la diversa prestazione consentita è materialmente eseguita dal debitore, fino a

questo momento il debitore è costretto ad eseguire la prestazione originaria > vd. 1197

per la dottrina: la datio in solutum è un contratto reale che si perfeziona con la consegna

della cosa, ma nella datio in solutum la nuova prestazione non è necessariamente una

prestazione di dare ma può essere anche una prestazione di fare => per questo la realità

va intesa in senso lato, non occorre necessariamente la consegna ma il compimento

dell’attività dovuta

se altra prestazione è il trasferimento di un bene: affinché si verifichi efficacia solutoria

della datio in solutum, non basta trasferire, ma occorre anche consegnare materialmente

la cosa > esecuzione della prestazione diversa deve essere integrale

solvendo*

1198 = datio pro > in luogo dell’adempimento il debitore cede al proprio

creditore un credito da lui vantato verso un terzo, qui effetto solutorio si verifica ex regola

precedente, cioè obbligazione originaria si estingue solo quando il credito ceduto è

riscosso dal creditore originario / cessionario, il quale deve aver dato il suo consenso

prima di tale momento debitore non è liberato ed è tenuto ad eseguire obbligazione

originaria

* assomiglia alla novazione oggettiva: debitore e creditore si accordano per estinguere

obbligazione originaria e per sostituirla con una nuova obbligazione con oggetto diverso;

qui estinzione della obbligazione originaria è immediata, si ha con la stipulazione del

contratto di novazione > è elemento diversificante dalla datio in solutum, altro elemento

diversificante è l’animus novandi (non deve essere equivoco)

obbligazioni pecuniarie: vd. 1277 – 1284

hanno per oggetto il danaro = è un bene mobile “particolare”, perché ha la funzione di

mezzo di scambio per procurarsi beni o servizi; è definito anche moneta o valuta

sono obbligazioni pecuniarie i debiti di valuta: hanno per oggetto una consegna di somma

di danaro per q.siasi titolo

12771 -> tali obbligazioni si adempiono con moneta avente corso legale nello stato

12772 -> se vi è stato un mutamento della moneta => si deve fare un ragguaglio

pecuniarie*

cmq le obbligazioni si estinguono con “moneta”, cioè il creditore ha diritto di

pretendere il pagamento in contanti; il pagamento mediante altri mezzi non è un

pagamento con moneta, tanto che la dazione di assegni è sempre stata considerata dalla

giurisprudenza una datio in solutum > il creditore aveva diritto di rifiutare tale prestazione

diversa e chiedere pagamento in contanti (1977), salvo che questo rifiuto sia scorretto

(quando creditore aveva già accettato dallo stesso debitore degli assegni in passato)

* tale regola ha subito ulteriori temperamenti: con legislazione antiriciclaggio si è vietato il

trasferimento di danaro contante per importi superiori ad un certo ammontare > 12.500

(la trasgressione a questo divieto comporta una sanzione pecuniaria)

quindi se le obbligazioni pecuniarie sono maggiori di 12.500 => qui il 1°c. del 1277 non può

più operare; inoltre tali pagamenti possono essere fatti solo con mezzi tracciabili.

12771,

Per i pagamenti fino a 12.500 si applica il salvo i limiti della correttezza, vd. 1175

sentenza della cassazione del dicembre del 2007 n.26.617: ha adottato una

12771

interprestazione evolutiva del in modo tale da superarne il dato letterale ex cui

obbligazioni pecuniarie si estinguono con moneta, perché oggigiorno i mezzi di

pagamento diversi sono assolutamente normali + ciò corrisponde ad esigenza di

velocizzazione dei rapporti e di sicurezza

tendenza: ci si sposta da moneta ad altri modi di pagamento

12771 va interpretato nel senso che l’espressione “moneta avente corso legale nello

stato…” deve essere intesa nel senso che i mezzi monetari impiegati si devono valutare

in riferimento al sistema monetario in vigore (euro) e non al danaro cioè ai contanti

ciò che conta ai fini dell’adempimento delle obbligazioni pecuniarie è che al creditore sia

assicurata la disponibilità della quantità di danaro pari all’ammontare del credito, cioè ora

sono ammissibili altri mezzi di pagamento oltre al danaro contante

es: assegno circolare, bonifico bancario

anche per le obbligazioni pecuniarie inferiori a 12.500 il debitore ha facoltà di pagare con

mezzo che assicuri al creditore la disponibilità della somma e il creditore non può più

rifiutare pagamento con mezzi diversi dal danaro se non per giustificati motivi valutati alla

stregua della correttezza 1278*

è possibile che l’obbligazione sia in valuta straniera:

> il debitore che paga in Italia ha la facoltà di adempiere sia nella moneta straniera sia

nella corrispondente quantità di euro al corso del cambio il giorno di scadenza

dell’obbligazione nel luogo stabilito per il pagamento

* fa salvi i casi in cui nel titolo sia presente la clausola “effettivo” o “equivalente”: qui

debitore non ha facoltà di pagare in euro

12771

principio nominalistico: -> non si fa riferimento al potere di acquisto della moneta,

ma al suo valore nominale; tale principio giova al debitore e nuoce al creditore: perché il

debitore si libera pagando una somma che in termini reali vale meno di quando è nata

l’obbligazione per il fenomeno della inflazione (non esistono periodi storici in cui non ci sia)

tuttavia esistono clausole contrattuali in cui creditore si premunisce dalla svalutazione

monetaria

es: clausola istat, oro ecc.

nel contratto di locazione è previsto il riaggiornamento del canone

tutto ciò vale per i debiti di valuta = hanno oggetto somme di danaro

debiti di valore = una somma di danaro è dovuta come equivalente economico di valore di

un altro bene, e non come bene a sé - es: risarcimento del danno

anche le obbligazioni di valore si estinguono con moneta avente corso legale, ma devono

essere prima liquidate, cioè deve essere prima determinato il loro ammontare dalle parti o

dal giudice

post liquidazione del debito di valore questo si trasforma in debito di valuta > si applicano i

suoi principi, come quello nominalistico

i debiti di valuta sono diversi dai debiti di valore solo per il momento precedente alla

liquidazione

principio di naturale fecondità del danaro: il danaro è un bene produttivo perché produce

frutti = interessi – gli interessi sono di diverso tipo: si distinguono ex loro fonte > interessi

legali1, convenzionali2 usuali3

e

1 hanno fonte nella lex, 1282

> una obbligazione pecuniaria liquida + esigibile è sempre accompagnata dalla

obbligazione accessoria di corrispondere gli interessi (salvo diversa volontà delle parti)

2 hanno fonte in un titolo negoziale – es: contratto

3 trova fonte negli usi – es: vd. sistema bancario

causa degli interessi > funzione remunerativa = sono dovuti dal debitore quale compenso

al creditore per vantaggio derivante da disponibilità della somma di danaro

vd. 1282 -> sono definiti interessi corrispettivi

funzione risarcitoria = interessi moratori:

forfetizzazione dei danni dovuti al creditore per ritardo nel pagamento

interessi legali: sono dovuti di pieno diritto per debiti liquidi ed esigibili di somme di danaro,

sono dovuti al tasso legale: 3% annuo

ex 1284 il tasso legale può annualmente variare per effetto di decisione dell’autorità

amministrativa (ministero); gli interessi superiori al 3% devono essere espressamente

12843,

pattuiti per atto scritto: altrimenti sono dovuti nella misura legale - nella pratica >

varie clausole per pattuire interessi (euribor), ma c’è un limite invalicabile: interessi usurai,

la loro misura è aggiornata ogni 3 mesi in rapporto a vari tipi di operazioni finanziarie

se viene superata la soglia dell’usura: la clausola con cui si sono pattuiti gli interessi

usurai è nulla e non sono dovuti interessi (+ vi sono conseguenze penali).

Interessi moratori = sono dovuti dal debitore a titolo di risarcimento del danno in caso di

ritardo nel pagamento di una obbligazione pecuniaria

di regola vi è la norma contenuta nel 1224 -> danni nelle obbligazioni pecuniarie

nelle obbligazioni pecuniarie la mora / ritardo comporta a carico del debitore l’obbligo di

pagare gli interessi moratori, dovuti anche se il creditore non prova di aver subito alcun

danno perché interessi moratori valgono come risarcimento per il ritardo, quindi sono

sempre dovuti (automaticamente)

il danaro è considerato un bene che per sua natura è fecondo, produce interessi

la misura di tali interessi, senza pattuizione diversa, è quella legale: per quest’anno è del

3%, ma se erano stati convenuti dalle parti interessi maggiori al tasso legale anche gli

interessi moratori sono dovuti nella stessa misura

1224: ha importanza nei casi in cui sia stato pattuito fra le parti un interesse maggiore di

quello legale, perché in mancanza di tale pattuizione il creditore ha diritto di esigere dal

debitore gli interessi al tasso legale -> vd. 1282

nelle obbligazioni pecuniarie senza diversa pattuizione tra parti, la differenza tra interessi

corrispettivi e moratori è puramente concettuale (hanno una diversa funzione), ma non vi

è alcuna differenza sul piano pratico; ma ciò può non bastare a coprire danno subito da

creditore per effetto del ritardato pagamento

12242 -> il creditore può dimostrare di aver subito un danno maggiore di quello coperto

da interesse al tasso legale (solitamente si ha a causa dell’inflazione, oggi è al 3,5%)

tale maggior danno non è mai dovuto se è stata convenuta fra le parti la misura degli

interessi moratori (> solo ciò può spettare a creditore, gli è preclusa la possibilità di

chiedere danni ulteriori)

la individuazione dei criteri per la determinazione di questo maggior danno è stata oggetto

di continue oscillazioni da parte della giurisprudenza > cassazione

principali criteri seguiti:

1) 1° criterio > per individuare tale maggior danno si adottava un criterio automatico: il

danno da inflazione (= perdita di potere d’acquisto del danaro) andrebbe sempre e

automaticamente riconosciuto al creditore in misura pari al tasso di inflazione rilevato

annualmente da istat, in caso di ritardo il debitore dovrebbe automaticamente pagare gli

interessi moratori al tasso legale + gli interessi ex indice istat

es: 3% + 3,6% > si fa la somma

ma tale criterio finiva per sottrarre i debiti di valuta al principio nominalistico facendoli

diventare debiti di valore => criterio abbandonato

2) 2° criterio > contemplava la creazione, il riconoscimento, di diverse categorie

economiche di creditori – sono state individuate quattro categorie:

imprenditori, risparmiatori abituali, creditori occasionali, semplici consumatori

vi era un trattamento diverso a seconda dell’uso che il creditore appartenente a tale

categoria avrebbe fatto del danaro tempestivamente

es: se creditore è imprenditore > ciò dà presuntivamente diritto al maggior danno dato da

svalutazione monetaria perché imprenditore normalmente rinveste ricavi nell’attività

produttiva, per creditore non imprenditore valevano regole diverse e difficilissime

es: risparmiatore abituale aveva onere probatorio gravoso: doveva dimostrare che

normalmente sue eccedenze liquide erano investite in modo da rendere + del 3%

questo è un criterio opinabile, perché ad es: che significa creditore occasionale?

recentemente sono intervenute le sezioni unite della cassazione: sent. n.19499 del luglio

2008

sono stati abbandonati in tema di maggior danno tutti i criteri prima elencati

la cassazione, per alleggerire la fase istruttoria (appesantita dagli oneri probatori) ha

adottato una soluzione generalizzata di tipo presuntivo cioè valida per q.siasi tipo di

creditore: si riconosce a q.siasi creditore lo chieda e a titolo di maggior danno (sempre

rispetto agli interessi ex tasso legale) una percentuale aggiuntiva rispetto all’attuale 3%

pari all’eventuale differenza a decorrere da data mora fra il tasso di rendimento annuo

netto dei titoli di stato con durata non superiore a 12 mesi (bot) e il tasso degli interessi

legali

es: bot oggi è maggiore al 3% = 4% => q.siasi creditore ha diritto di ottenere questa

ulteriore percentuale, cioè: 3% + (4% - 3%) = 3% + 1%

le sezioni unite, poi, fanno salva una duplice prova contraria:

- debitore può provare che creditore, in concreto, non ha subito tale maggior danno, ciò

sarebbe eccessivo per tale creditore (prova diabolica)

es: debitore dovrebbe dimostrare che creditore non investisse tale danaro in modo da

ottenere + del 4%

- creditore può dimostrare di aver subito un danno ancora maggiore di quello già coperto

dal tasso di rendimento annuo dei bot, si fa salva la possibilità al creditore, se è

imprenditore, di documentare di essere dovuto ricorrere a finanziamento bancario o di

altro genere ad un tasso superiore a causa del ritardo nel pagamento

es: euribor è del 5%

qui al creditore il risarcimento gli spetta certamente, ma la prova deve essere fornita in

maniera specifica – oppure creditore può dimostrare di non essere riuscito a estinguere

un finanziamento a causa del mancato pagamento

d. lgs. 231/2002: disciplina il ritardo nei pagamenti delle transazioni commerciali

per transazione commerciale si intende q.siasi contratto, cmq denominato, che comporti,

dietro pagamento prezzo, o consegna merci o prestazioni servizi stipulato fra imprese o

fra imprese e P.A.; (impresa = non solo impresa, ma anche libero professionista ex

direttive europee)

tale d. lgs. stabilisce che, se nel contratto concluso non è previsto un termine per il

pagamento, gli interessi di mora decorrono automaticamente e senza bisogno di

costituzione in mora alla scadenza del termine di 30gg decorrenti dal ricevimento della

fattura da parte del debitore; il tasso degli interessi è pari a tasso ufficiale rilevato da BCE

maggiorato di 7 o 9 punti percentuali

ratio: tutelare i professionisti che siano i contraenti deboli di fronte ai grossi fornitori

la particolarità sta nella elevata misura di tali interessi: così qui non è necessario chiedere

il maggior danno ex 1224.

L’inadempimento: il debitore è inadempiente non solo nel caso classico, cioè se non

esegue la prestazione, ma anche se non la esegue esattamente perché adempimento è

esatta esecuzione della prestazione => inadempimento è:

totale > prestazione è del tutto ineseguita

inesatto debitore esegue prestazione, ma in maniera quantitativamente (es: debitore paga

80.000 invece dei 100.000 pattuiti) o qualitativamente difforme (es: medico sbaglia o

esegue male intervento chirurgico)

inadempimento è divenuto definitivo quando prestazione non è eseguita e non può più

essere eseguita – inadempimento temporaneo: prestazione è temporaneamente

ineseguita, ma può essere ancora eseguita debitore1

ex conseguenze: - inadempimento imputabile al debitore2

- inadempimento non imputabile al

1 comporta la responsabilità contrattuale del debitore > debitore è tenuto a risarcimento

danno nei confronti del creditore + si applicano gli altri rimedi sanzionatori

es: si può applicare artt. 1453 e ss: risoluzione del contratto per inadempimento, se è

grave e di non scarsa importanza (1455); si può applicare anche norme su eccezione di

inadempimento

2 il debitore non può essere chiamato a rispondere della mancata esecuzione

prestazione > debitore è liberato da obbligazione che si estingue e se deriva da un

contratto a prestazioni corrispettive si applica la disciplina della risoluzione per

impossibilità sopravvenuta della prestazione: debitore non può pretendere la

controprestazione e se l’altra parte l’ha già eseguita la deve restituire (vd. 1256:

impossibilità definitiva e impossibilità temporanea)

1218 -> responsabilità del debitore

> il fatto oggettivamente considerato della mancata o inesatta esecuzione della

prestazione comporta la responsabilità del debitore

il debitore, per liberarsi dalla responsabilità, può provare che la mancata esecuzione

prestazione è stata determinata da impossibilità della prestazione derivata da causa a lui

non imputabile

le prove che debitore deve fornire per liberarsi da responsabilità sono:

1) impossibilità della prestazione, sia materiale sia giuridica, cioè prestazione non può

essere eseguita in natura (es: cosa è andata distrutta) oppure prestazione può essere

eseguita in natura, ma la lex ne vieta l’esecuzione (es: cosa oggetto di una obbligazione

diventa in commerciabile ex lege) – tale impossibilità deve avere tre requisiti affinché

debitore sia liberato:

- sopravvenuta = prestazione era in origine possibile, al momento della nascita

obbligazione, ma poi nel corso del rapporto è divenuta impossibile (se prestazione è in

origine impossibile => nullità del contratto), perché ciò significa impossibilità dell’oggetto

- di tipo oggettivo e non soggettivo = cioè deve riguardare la prestazione in sé

considerata; la prestazione deve essere inesigibile per q.siasi debitore e non solo per

quel determinato debitore, ciò significa che per alcune categorie di obbligazioni il debitore

sarà sempre responsabile per inadempimento: es: consegna di cose generiche

> qui non si può mai addurre una oggettiva impossibilità ad adempiere, potrà esserci solo

una soggettiva impossibilità ad adempiere, “genus numquam perit”

- assoluta = cioè deve essere tale da impedire a chiunque la minima possibilità di

eseguire la prestazione; tutto ciò grava sul debitore

un temperamento a rigidità di questa regola si ha da parte della dottrina e giurisprudenza:

1175

impone dovere di correttezza ad entrambe le parti, alla luce di questa regola pretendere

che debitore adempia sua prestazione in circostanze particolarmente gravose costituisce

abuso del diritto da parte del creditore

qui debitore non è considerato responsabile

debitore non è considerato inadempiente quando la prestazione oggettivamente possibile

sia in concreto inesigibile da creditore ex regola della correttezza: es: artista già

ingaggiato da ente teatrale non si presenta per assistere parente gravemente ammalato

2) la impossibilità deve dipendere da causa non imputabile al debitore: non deve solo

provare a essersi comportato ex 1176, ma per liberarsi da responsabilità deve provare la

specifica causa che impedisce prestazione > evento imprevedibile e inevitabile per il

debitore che gli ha impedito di eseguire la prestazione = causa non imputabile

tale evento può consistere:

nel caso fortuito = fatalità

nella forza maggiore alla quale non si può resistere

può essere naturale o umana > fatto del terzo ha reso impossibile la prestazione

es: rapina della cosa da consegnare - tale terzo può essere lo stesso creditore o anche

l’autorità pubblica = factum principis (diniego di una autorizzazione)

un determinato evento, che astrattamente costituisce forza maggiore, può

concretamente non esserlo anche ex rischio che debitore si è accollato

es: frana > non esime da responsabilità un costruttore che poteva e doveva accorgersi

della natura franosa del suolo; altro es: se si è alla presenza di un factum principis:

debitore è cmq responsabile se poteva prevedere o conoscere tale provvedimento

bisogna cmq valutare caso per caso

es: debitore non può adempiere a causa dello sciopero dei propri dipendenti o di

dipendenti altrui: qui si ritiene che lo sciopero aziendale = dei dipendenti del debitore non

libera da responsabilità per inadempimento perché debitore può ricorrere a trattative per

limitarlo

invece uno sciopero nazionale libera il debitore da responsabilità (i contratti regolarmente

regolano tale situazione con clausole).

Onere della prova: la regola del 1218 favorisce nettamente il creditore perché in una

causa il creditore può limitarsi ad affermare l’inadempimento, sta al debitore l’onere di

provare il fatto estintivo della pretesa del creditore => impossibilità e causa a lui non

imputabile

se debitore non fornisce tale prova => debitore è responsabile ex 1218

1218 -> ripartizione fra debitore e creditore del rischio per inadempimento che favorisce il

creditore

al debitore sono addossati molti rischi: può trovarsi in una soggettiva impossibilità ad

eseguire prestazione (è irrilevante) + pur trattandosi di impossibilità oggettiva il debitore

può non riuscire a dimostrare che ciò è dovuto ad una causa a lui non imputabile

ciò non significa che il nostro codice preferisce di più una categoria sociale rispetto ad

un’altra, ma il nostro codice impone al debitore di adoperarsi il più possibile per sottrarsi al

rischio dell’inadempimento: inadempimento incentivato o disincentivato

interessa tutto il settore economico perché stimola la produzione e la circolazione di

ricchezza

quindi l’incentivo va dato all’adempimento della prestazione e il nostro codice, infatti,

favorisce la figura del creditore

la disciplina su inadempimento entro certi limiti può essere modificata da volontà delle

parti: con clausole di esonero o limitazione da responsabilità (sono frequenti nella

contrattazione di massa o in serie) = è trasferito sul creditore il rischio che 1218 addossa

al debitore

es: clausola che esonera da responsabilità in caso di sciopero dei propri dipendenti o in

caso di eventi di forza maggiore ma prevedibili

1229 -> clausole di esonero da responsabilità – prevede due limiti:

1) per ipotesi in cui debitore è in dolo o colpa grave

=> tale clausola è nulla e non libera da responsabilità

per assicurare a creditore un minimo inderogabile impegno da parte del debitore; sono

valide solo clausole che esonerano responsabilità debitore solo per colpa lieve

problema dell’onere della prova: giurisprudenza ritiene che non spetta a creditore onere di

provare che colpa sia grave, ma spetta a debitore onere di provare che colpa sia lieve

es: furto nelle cassette di sicurezza (in banca): nel formulario le banche normalmente

inseriscono a carico del cliente il divieto di introdurre entro cassetta beni di valore

superiore a certa somma, di solito abbastanza bassa

si discute se ciò sia valido ex 1229

per banche: con tale clausola non si è alla presenza di una limitazione da responsabilità,

ma è una limitazione dell’oggetto del contratto; ma per cassazione questa è una clausola

di limitazione di responsabilità perché cassetta di sicurezza, per definizione, è destinata a

custodire beni di un certo valore => tale divieto dei formulari ha unico scopo di limitare

responsabilità della banca in

caso di furto

se furto è dovuto a dolo o colpa grave della banca, qui non vale la limitazione della

12291

responsabilità perché opera la nullità ex

2) tali clausole sono nulle, anche se vi è colpa lieve, se il fatto del debitore o dei suoi

ausiliari costituisce violazione di norme di ordine pubblico

es: si applicano nel trasporto di cose o persone

quando tali clausole sono contenute in un contratto in serie o di massa vengono

considerate vessatorie => quindi sono inefficaci se non approvate per iscritto

debitore adempie non personalmente, ma per mezzo di ausiliari

1228 = responsabilità per fatto degli ausiliari:

se debitore si avvale di un ausiliario per adempiere lo fa a suo rischio e pericolo perché

debitore ne risponde se prestazione non viene fatta per un fatto doloso o colposo di

costui

gli ausiliari sono: i subcontraenti, il mandatario ecc.

debitore non può mai addurre dolo o colpa dell’ausiliario per sottrarsi dalla responsabilità

es: debitore è comunque responsabile verso suo creditore se banca non esegue il suo

bonifico, caso mai potrà poi lui personalmente rifarsi verso banca, ma è in mora con il suo

creditore

per alcuni è una sorta di responsabilità oggettiva, ma ex 1228 è fatto salvo il patto

contrario = pattuizione con cui si esclude responsabilità del debitore per il fatto

dell’ausiliario

es: appaltatore subappalta e con tale clausola esclude la sua responsabilità verso il

committente del fatto del subappaltatore

tali clausole sono valide se responsabilità dell’ausiliario è prevista in luogo di quella del

debitore, ma se con tali clausole viene esclusa ogni responsabilità

(così non risponde nessuno, né debitore né ausiliario)

si applica il 1229: è sottoposta al limite della colpa lieve

es: responsabilità dell’ente ospedaliero per i danni riportati dal paziente a causa di una

errata prestazione medica: qui cassazione ha ribadito che rapporto che si instaura tra

cliente e casa di cura è un contratto atipico in forza del quale nascono a carico della casa

di cura, dietro pagamento di un corrispettivo indipendentemente da chi paghi

effettivamente, diversi obblighi fra cui quello di mettere a disposizione personale medico e

attrezzature necessarie per intervenire in caso di emergenza, quindi se fonte del

rapporto è un contratto: la casa di cura ha responsabilità contrattuale, la quale ricorre

anche qualora la prestazione medica sia resa inadeguatamente perché medico +

personale sono ausiliari dell’ente ospedaliero

si applica proprio il 1228

altro es: simile: ente scolastico è responsabile per omessa vigilanza dell’insegnante sugli

alunni affinché non si facciano male.

Mora del debitore: ritardo nella esecuzione della prestazione

comporta: - definitivo inadempimento del debitore

- o tardiva esecuzione (sempre se prestazione lo consente)

non può riferirsi a q.siasi categoria di prestazione: sì per prestazione di dare o fare, non è

invece concepibile per prestazione di non fare, qui la semplice violazione ne comporta

l’inadempimento

1222: inadempimento di obbligazioni negative

di regola non basta, per poter considerare il debitore in mora, la semplice mancata

esecuzione prestazione entro il termine stabilito, ritardo non equivale a mora del debitore

(12191)

per aversi mora occorre un atto del creditore = una intimazione scritta di

pagamento fatta dal creditore, non è suff una q.siasi sollecitazione di pagamento =>

costituzione in mora

natura giuridica di tale intimazione: è atto negoziale o no?

cassazione: è un atto giuridico non negoziale

così per es: se intimazione proviene da un rappresentante del creditore non occorre che

a tale rappresentante sia stata conferita procura in forma scritta

es: un avvocato recupera credito del proprio cliente tramite una lettera raccomandata

con avviso di ricevimento (senza procura scritta)

sì idoneità a porre in essere una costituzione in mora

se intimazione è atto negoziale => sì procura + vd. 1392 per sua forma

1219: “atto scritto” > non è richiesta ex lege la raccomandata con avviso di ritorno, ma è

suff una lettera semplice; ma si usa la raccomandata per un fine probatorio

vi sono altri atti che costituiscono in mora il debitore:

domanda giudiziale del creditore che contiene richiesta di adempimento / condanna

domanda arbitrale dove c’è clausola compromissoria

il semplice invio della fattura commerciale non è atto idoneo a costituire in mora il debitore,

perché tale fattura deve essere accompagnata da esplicita richiesta di pagamento (per

giurisprudenza)

12192: casi in cui non occorre intimazione scritta – eccezioni 12191

tre casi di mora automatica, ex re (è diversa dalla mora ex persona > dove è

richiesto intervento del creditore):

1) debito deriva da un fatto illecito extracontrattuale, la mora è sanzione ulteriore per il

debitore

2) debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere, debitore non adempierà

3) è scaduto termine per adempimento + prestazione doveva eseguirsi al domicilio del

creditore, non occorre la cooperazione del creditore

“dies interpellat pro homine”

qual è la ragione per cui è richiesta la costituzione in mora del debitore?

ex 1218: il ritardo nell’inadempimento è una forma di inadempimento, perché per aversi

adempimento la prestazione deve essere fatta entro termine

ma, allora, perché mora non è sempre automatica, ma necessita della intimazione?

è un retaggio di un antichissimo favor debitoris > il ritardo del debitore si presume tollerato

dal creditore; per superare tale presunzione di tolleranza: il creditore deve compiere atto

positivo che consiste nella intimazione scritta, tranne che nei casi della mora ex re, in cui

la mora è automatica > sono casi in cui è superfluo chiedere a creditore una intimazione

per iscritto

nelle leggi speciali vi sono altri casi di mora automatica:

es: ritardo nel pagamento delle transazioni commerciali: d. lgs. 231/2002

gli interessi moratori (tasso BCE + 7 o 9 punti) decorrono automaticamente e senza

bisogno di costituzione in mora una volta scaduto il termine legale di 30 gg decorrenti da

giorno di ricevimento della fattura da parte del debitore

1219: integra il contenuto del 1218 in tema di inadempimento

il ritardo (= mancato rispetto del termine da parte del debitore) è un inadempimento nei

soli casi di mora ex re, in ogni altro caso il ritardo costituisce inadempimento solo se e da

quando il creditore costituisce in mora il debitore mediante l’intimazione scritta

il semplice ritardo, oltre i casi di mora ex re e senza intimazione scritta, non può

considerarsi inadempimento (si presume la tolleranza del creditore)

dalla mora del debitore discendono specifici effetti:

perpetuatio obligationis = aggravamento del rischio a carico del debitore

obbligo del debitore di risarcire al creditore il danno provocato da ritardo

interruzione della prescrizione, 2943 u. c.

dal giorno della intimazione la prescrizione ricomincia da zero

tali effetti non si verificano se il debitore fa una tempestiva offerta della prestazione dovuta

che venga però rifiutata illegittimamente dal creditore > 1220: es: il debitore invia al

creditore un assegno come pagamento che viene però rifiutato con motivazioni arbitrarie

perpetuatio obligationis: 1221

il debitore in mora non è liberato per la sopravvenuta impossibilità della prestazione

derivata da causa a lui non imputabile > qui si deroga a regola generale del 1218 e 1256:

la impossibilità sopravvenuta per causa non imputabile al debitore esclude

l’inadempimento e comporta l’estinzione della obbligazione

al debitore in mora viene accollato tale rischio, che normalmente è a carico del creditore,

perché debitore si è posto da solo di fronte al rischio di non poter più eseguire la

prestazione in quanto non ha eseguito tempestivamente la prestazione

1221 -> debitore ha una possibilità di liberarsi: dimostrando che oggetto della prestazione

sarebbe ugualmente perito presso il creditore > vale per obblighi di consegnare una cosa

determinata poi perita per forza maggiore o caso fortuito

es: valanga che distrugge immobile

ridotta applicazione pratica

12212: tale possibilità per il debitore è esclusa per le cose illecitamente sottratte

(ladro risponde sempre)

nel 1221 legislatore ha pensato ad obbligazioni di dare o consegnare cosa determinata

ma tale articolo è collocato nella disciplina generale delle obbligazioni

sì anche per obbligazioni diverse da quelle di dare cosa determinata: no per obbligazioni

di dare cosa generica, perché genus numquam perit, no per obbligazioni di non fare

(ritardo = inadempimento), ma sì per obbligazioni di fare

es: vettore è in mora, anche se esecuzione del trasporto diviene impossibile per causa a

lui non imputabile; stessa cosa vale per promissario venditore nei confronti del

promissario acquirente.

Mora del creditore: il ritardo nell’adempimento può dipendere non soltanto dal

comportamento del debitore, ma in alcuni casi può dipendere dal comportamento del

creditore, sono ipotesi in cui il debitore è pronto ad adempiere, ma non lo può fare perché

il creditore non vuole ricevere la prestazione per varie ragioni:

- per dissenso tra creditore e debitore sulla corrispondenza fra prestazione offerta e

quella dovuta

- la prestazione dovuta deriva da un contratto sinallagmatico e il creditore rifiutandosi di

riceverla spera di potersi sottrarre legittimamente ad obbligo di eseguire la propria

prestazione o perché spera di chiedere risoluzione del contratto per inadempimento del

debitore

bisogna bilanciare due interessi contrastanti:

quello del debitore di non essere considerato inadempiente e di liberarsi dall’obbligazione

quello del creditore a ricevere una prestazione corrispondente a quella dovuta

tutela di tali interessi si ha con la mora del creditore

es: creditore rifiuta, senza giustificazione legittima, la prestazione offerta dal debitore

debitore per reagire a tale rifiuto può compiere tre mosse:

1) vd. 1220: debitore deve fare tempestivamente offerta “alla buona” della prestazione

dovuta per evitare propria mora, qui non è richiesta alcuna formalità

2) debitore può tutelarsi provocando la vera e propria mora del creditore

> 1206 -> si ha in due casi: creditore illegittimamente rifiuta di ricevere la prestazione +

creditore tiene un comportamento che non mette il debitore in condizione di eseguire la

prestazione

es: debitore deve consegnare una cosa > qui è necessario che creditore riceva la

consegna della cosa, se non la riceve:

vari oneri che incombono sul debitore

come viene messo in mora il creditore e con quali effetti?

ex modalità: debitore deve effettuare tramite un pubblico ufficiale a ciò autorizzato una

offerta formale o solenne > 1208

la quale può essere effettuata in due modi ex tipo di prestazione rifiutata:

se obbligazione è pecuniaria o ha ad oggetto consegna di cose mobili a domicilio del

creditore: debitore deve fare una offerta reale = occorre la diretta e materiale

presentazione al creditore o della somma di danaro (completa, con interessi e spese) o

della cosa mobile effettuata da un pubblico ufficiale (notaio o ufficiale giudiziario su

richiesta del debitore)

se obbligazione è diversa, per es: consegna bene immobile o bene mobile in luogo

diverso da domicilio creditore o di fare, offerta si fa per intimazione: il debitore, tramite un

ufficiale giudiziario, deve notificare una intimazione a ricevere la prestazione

per prestazione di fare > 1217: tale intimazione può essere fatta nelle forme d’uso, qui

debitore può essere dispensato dall’andare dall’ufficiale giudiziario

es: lavoratore dipendente: si reca al posto di lavoro ma datore non lo vuole più => qui non

è necessaria la notifica al datore di lavoro

altro es: si ha nella obbligazione di contrarre, qui è suff la raccomandata

creditore può accettare offerta => debitore è liberato

creditore continua a rifiutare la prestazione => controllo del giudice che accerti con

sentenza esistenza dei requisiti dell’offerta, accerta illegittimità del rifiuto del creditore, se

ciò avviene: creditore si considera in mora, ma fin dal giorno in cui è stata fatta l’offerta

effetti della mora del creditore: 1207

* la impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile al debitore è a

carico del creditore; debitore conserva diritto a controprestazione anche se creditore non

potrà più ricevere la controprestazione divenuta impossibile

debitore non deve più gli interessi sulle somme di danaro

creditore deve rimborsare spese per custodia della cosa dovuta dal debitore +

risarcimento del danno subito da debitore a causa dell’illegittimo rifiuto del creditore

* già ex 1218 il creditore sopporta tale rischio, tranne che nel caso in cui debitore è in

mora (perpetuatio obligationis) + ex 1220 > per evitare la propria mora al debitore basta

una offerta alla buona della propria prestazione

ma allora chi glielo fa fare al debitore di fare l’offerta solenne?

tale offerta formale del debitore ha una sua effettiva utilità pratica nei casi in cui ci si trovi

in presenza di un contratto a prestazioni corrispettive: debitore ha interesse di esigere da

creditore la contro prestazione nel caso in cui la propria diventi impossibile per causa a lui

non imputabile

es: vendita di un quadro => consegna a domicilio del creditore + controprestazione a suo

carico, acquirente ci ripensa e rifiuta consegna del quadro

mora del creditore con offerta reale, se debitore effettua anche offerta solenne ha diritto a

controprestazione (pagamento del prezzo) anche se quadro perisce in un incendio

se fa solo offerta reale => non ha diritto a controprestazione in caso di incendio

3) debitore può avere interesse a liberarsi dall’obbligazione (che non si ha con la mora del

creditore) > vd. 1210 e ss., si verifica con il deposito presso banca della somma di

danaro o con l’esecuzione delle modalità stabilite dal giudice se si tratta di altre

prestazioni

es: giudice nomina sequestratario dell’immobile

ciò libera il debitore se viene accettato dal creditore o (se vi è ancora rifiuto) quando il

rispetto di tutte le formalità è accertato dal giudice con sentenza passata in giudicato.

Estinzione dell’obbligazione per causa diversa da adempimento: obbligazione è un

rapporto tendenzialmente temporaneo, cioè destinato ad estinguersi

fatti estintivi = fatti giuridici per effetto dei quali obbligazione cessa di esistere

fatto estintivo principis è l’adempimento; vi sono ipotesi in cui rapporto obbligatorio si

estingue ugualmente: 1230-1259 > modi di estinzione obbligazione diversi da

adempimento

1 satisfattori = arrecano al creditore una qualche utilità: compensazione e confusione

2 non satisfattori = estinguono obbligazione senza alcuna utilità per creditore:

sopravvenuta impossibilità prestazione per causa no imputabile a debitore, novazione e

remissione

vi sono ulteriori cause di estinzione obbligazione: la prescrizione (= comporta estinzione

del diritto di credito); obbligazione che deriva da contratto può estinguersi in tutti i casi di

annullamento, rescissione, risoluzione, quando si scioglie contratto da cui obbligazione

deriva

compensazione: 1241-1252

due soggetti, in forza di distinti rapporti obbligatori, sono obbligati uno nei confronti

dell’altro (T deve a C 10.000 e viceversa) => i due debiti si estinguono per le quantità

corrispondenti (le somme dovute possono anche essere diverse): si paga la differenza

è necessario che i debiti reciproci abbiano la propria fonte in rapporti giuridici diversi, cioè

requisito indispensabile per la compensazione è la autonomia dei rapporti; se i debiti

reciproci derivano da stesso rapporto obbligatorio, per giurisprudenza: non si tratta di

compensazione, ma di un semplice conteggio di dare e avere fra le parti => diverse

conseguenze

es: contratto di appalto quando opera è consegnata in ritardo e si deve pagare la penale

pattuita

qui non c’è autonomia dei rapporti => no compensazione

quindi qui il giudice può accertare il rapporto di dare e avere senza che sia necessaria

una eccezione di parte, in senso tecnico, da proporsi a pena di decadenza dal convenuto

con la comparsa di risposta

tipi di compensazione presvisti da lex:

1) legale = opera in modo automatico, a condizione che ricorrano i requisiti richiesti da

12431

- omogeneità > entrambi pecuniari o con oggetto cose dello stesso genere

- liquidità > determinati nel loro ammontare

- esigibilità > non sottoposti a condizione sospensiva o a termine non ancora scaduto

giurisprudenza aggiunge un quarto requisito: certezza dei due debiti > entrambi i debiti

devono o risultare da una sentenza passata in giudicato o devono essere non contestati

dalla controparte, altrimenti non sono né liquidi né esigibili => no compensazione; unico

temperamento a tale regola: la contestazione è pretestuosa o del tutto generica => sì

compensazione

compensazione estingue i debiti nel momento in cui questi debiti coesistono, cioè opera

automaticamente, ma 1242 afferma che compensazione non può essere rilevata d’ufficio

dal giudice: ciò significa che chi vuole avvalersi della compensazione (il convenuto per

pagamento di una somma di danaro) ha onere di eccepirla tempestivamente in giudizio

con comparsa di risposta, pena la decadenza, 20 gg prima della prima udienza di

comparizione - compensazione > è una eccezione di parte in senso tecnico, non

rilevabile d’ufficio, e non una semplice difesa

se non lo fa: convenuto sarà condannato a pagare l’intera somma

se convenuto è creditore di una somma maggiore nei confronti dell’attore: il convenuto ha

l’onere non solo di eccepire compensazione per parte corrispondente, ma avrà onere di

proporre nei confronti dello stesso attore una domanda riconvenzionale per pagamento

della differenza

2) giudiziale = è quella operata dal giudice quando i due debiti reciproci sono omogenei,

ma non liquidi; ma devono essere, cmq, di pronta e facile liquidazione da parte del giudice

(non presentano particolari difficoltà o lungaggini per il giudice), altrimenti giudice rigetta

eccezione di compensazione – es: debito da risarcimento del danno

3) volontaria = è regolata interamente dalla volontà delle parti.

Confusione: si verifica quando la qualità di debitore e creditore vengono a riunirsi in capo

a medesimo soggetto – es: debitore è erede del creditore

1235 -> qui obbligazione si estingue; concettualmente è inconcepibile essere debitore o

creditore

di sé stessi

la confusione non si verifica solo in caso di morte, essa può avvenire non solo a titolo

universale ma anche a titolo particolare (legato) o per atto tra vivi

es: cessione di azienda, dove cessionario si assume il carico dei debiti del cedente

cessionario diventa debitore e creditore

si estinguono anche le garanzie che assistevano la obbligazione così estinta > vd. 1253: i

terzi che hanno prestato garanzia al creditore sono liberati

es: fideiussione o terzo datore di pegno o ipoteca

confusione impropria: 1255 -> si ha quando in capo alla medesima persona si riuniscono

le qualità di debitore e di fideiussore

es: fideiussore è erede del debitore o viceversa

1255: in questa ipotesi la fideiussione resta in vita purchè il creditore vi abbia interesse

quando il creditore ha interesse a mantenimento della fideiussione? normalmente non ce

l’ha (perché debitore = garante), tuttavia tale interesse potrà esserci se fideiussione è

stata a sua volta garantita da altra fideiussione > vd. 1940 / o da una garanzia reale:

pegno o ipoteca; qui creditore ha interesse perché se fideiussione si estinguesse, si

estinguerebbero anche le garanzie

es: fideiussore è diventato erede del debitore ma con beneficio d’inventario

anche qui creditore ha interesse che fideiussione rimanga, perché fideiussore risponderà


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AUTORE

luca d.

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Pellegrino Giuseppina.

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