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consentire la surrogazione, ma non certo di realizzare l’interesse del creditore, perché

l’interesse del creditore viene soddisfatto solo quando il creditore pretende la

prestazione dal suo debitore.

Il prof. Grasso in riferimento a queste due dottrine, ma soprattutto alla seconda,

secondo la quale l’interesse del creditore è realizzato solo se è presente la prestazione

dal suo debitore, fa una precisazione, infatti ricorda che il creditore è colui il cui

interesse deve essere soddisfatto in seno all’obbligazione. Ma, chi ha dato un

contributo a questo dibattito, è stato il prof. Cicala, in quanto, quando dice: a che cosa

serve il rapporto obbligatorio senza il soddisfacimento dell’interesse creditorio

avrebbe specificato, nel suo saggio sulla divisibilità o indivisibilità delle obbligazioni,

non è dato dalla prestazione del debitore ma è dato dall’oggetto della prestazione.

Quindi, il prof Cicala, in questo saggio, afferma che l’obbligazione è proiettata al

soddisfacimento dell’interesse del creditore. Ma cosa soddisfa l’interesse del

creditore? L’interesse del creditore è soddisfatto non dalla prestazione, non dal

comportamento, ma dall’oggetto della prestazione. E che cos’è l’oggetto della

prestazione? L’oggetto della prestazione è ciò a cui tende l’interesse del creditore

ecco, quindi, che quando si dice che l’interesse del creditore sarebbe realizzato solo

dalla prestazione del suo debitore, bisogna correggere questa espressione perché

l’interesse del creditore è soddisfatto dall’oggetto della prestazione e l’oggetto della

prestazione è conseguito anche se l’adempimento proviene dal terzo. Quindi,

l’adempimento del terzo è idoneo solo a soddisfare l’interesse del creditore, non ad

attuare l’obbligo, essendo l’interesse del creditore volto dall’oggetto della

prestazione, e, non alla prestazione come comportamento in se stesso.

Allora il prof Grasso, ricordando Cicala, afferma che non è vero che l’interesse del

creditore coincide sempre con l’estinzione dell’obbligo, in quanto non deve sembrare

strano che l’obbligo può rimanere in vita e il creditore essere soddisfatto, perché se si

sposta l’attenzione dalla prestazione all’oggetto della prestazione, che è ciò a cui

tende l’interesse del creditore, possiamo ben ammettere che le situazioni in cui viene

soddisfatto l’interesse del creditore, perché ha conseguito l’oggetto della prestazione,

ma l’obbligo non si è ancora estinto. Quindi, si realizza l’interesse del creditore non

attraverso la prestazione, ma attraverso l’oggetto. In definitiva, Grasso ricorda che è

compatibile con la surrogazione il pagamento idoneo a soddisfare l’interesse del

creditore, ma non ad attuare l’obbligo, invece, è incompatibile con la surrogazione il

pagamento che è idoneo sia a soddisfare l’interesse del creditore sia ad estinguere

l’obbligazione, e questo è il caso dell’adempimento del debitore.

Quindi, per la seconda dottrina non si realizza né l’obbligazione né l’interesse del

creditore, perché l’interesse del creditore è soddisfatto solo quando il creditore ha

preteso la prestazione come comportamento dal debitore. Quindi di fronte

all’adempimento del terzo, siamo in presenza del fatto che il creditore non ha preteso

la prestazione dal suo debitore, quindi non si è realizzato il suo interesse è stato

semplicemente estromesso dall’adempimento del terzo, che è un adempimento che

non ha la qualità di soddisfare l’interesse del creditore ma di estrometterlo e di

realizzare la surrogazione del terzo. Oltretutto, si potrebbe dire, correggendo questa

dottrina, se l’interesse del creditore fosse stato soddisfatto, ma allora, perché sarebbe

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possibile la surrogazione? Addirittura, questa dottrina fa pensare che la surrogazione

è possibile proprio perché non è stato soddisfatto l’interesse del creditore, quindi

l’interesse creditorio è ancora in vita, in quanto non è stato soddisfatto non essendo

stata pretesa la prestazione, cioè il comportamento del debitore, e, quindi, il terzo si

va a surrogare al creditore, in quanto lo estromette e, quindi, sarà il terzo che dovrà

pretendere la prestazione come comportamento dal debitore, che estinguerà

l’obbligazione, quindi anche il suo interesse. Ma Cicala, con il richiamo

all’importanza dell’oggetto della prestazione, piuttosto che al richiamo del

comportamento, dice che il creditore soddisfa il suo interesse se consegue l’oggetto,

perché dovremmo dire che quando adempie il terzo, l’interesse non viene

soddisfatto? L’interesse viene soddisfatto anche quando adempie il terzo, perché se

noi ci fissiamo nel dire che il creditore viene soddisfatto solo con il comportamento

del debitore allora hanno ragione a dire che l’adempimento del terzo non può mai

soddisfare l’interesse del creditore.

Ma visto che Cicala ha chiarito, che il creditore soddisfa il suo interesse,

conseguendo l’oggetto, e quando adempie il terzo il creditore lo stesso consegue

l’oggetto della prestazione, anche se non lo ha fatto il debitore, ma l’oggetto è lo

stesso, si può ammettere di integrare il soddisfacimento dell’interesse del creditore,

ma l’obbligazione, in questo caso, non viene estinta. Quindi, non continuiamo a

pensare al fatto che è l’interesse del creditore viene solo soddisfatto quando si

estingue l’obbligazione, questo lo pensa chi dice che l’obbligazione si estingue

quando si esegue la prestazione come comportamento e si soddisfa l’interesse del

creditore. Dal ragionamento del Cicala, che pensa all’interesse del creditore come

all’oggetto della prestazione, possiamo ammettere l’ipotesi di pagamento, che non

proviene dal debitore, quindi non sono gli adempimenti prestazioni del debitore, ma

che soddisfano lo stesso l’interesse del creditore, ma con la sola eccezione che, in

questo caso, non estinguono, l’obbligazione.

Tutto questo serve a capire che se il pagamento è compatibile con la surrogazione e,

quindi soddisfa l’interesse del creditore, non si estingue l’obbligo, se, invece, il

pagamento non è compatibile con la surrogazione e, quindi soddisfa l’interesse del

creditore, si estingue anche l’obbligo. Qual è il pagamento che soddisfa l’interesse

del creditore ed estingue anche l’obbligo? Il pagamento del debitore.

Allora dice Grasso non ci risulta che il condebitore solidale è pur sempre un debitore?

Fa parte di un gruppo di condebitori, ma non è meno debitore di un debitore unico in

un’obbligazione. quindi, anche il pagamento del condebitore è idoneo sia a soddisfare

l’interesse del creditore che ad estinguere l’obbligo. Quindi, ciò significa che l’art.

1203, numero 3, non si riferisce al condebitore solidale. Oltretutto, dice Grasso che se

il condebitore solidale, che ha pagato, fosse davanti alla scelta tra regresso solidale,

ex art. 1299 cod. civ., e surrogazione, ex art. 1203, numero 3, è normale che vuole

agire in via di regresso come creditore, piuttosto che come semplice condebitore che

si rivale pro quota. In quanto con l’azione di regresso, il condebitore esercita un

diritto nuovo ed autonomo, sorto a seguito del pagamento, mentre con la

surrogazione, il condebitore acquista il diritto che già spettava al creditore nei

confronti dei condebitori. Quindi, agire in via di regresso come condebitore che ha

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pagato l’intero, e azionare varie azioni contro ciascun condebitore per pretendere la

quota, significa che il condebitore rimane sempre debitore, in quanto non diventa

creditore, perché è il destinatario dell’art. 1299 cod. civ., cioè può agire in via di

regresso pro quota. Un altro conto è avere la possibilità di ottenere questo quantum

limitato all’interesse al regresso di quelle somme di quel gruppo di condebitori, e un

altro conto è avere il diritto di pretenderle come creditore, perché il creditore è

tutelato dal rapporto obbligatorio.

Quindi, è normale che, tra le due azioni, il condebitore sceglie sempre la surrogazione

,perché surrogandosi acquisisce tutti quei poteri ,che come semplice condebitore che

paga pro quota, non ha. Quindi ha la sola garanzia del regresso ex art. 1299 cod. civ.,

in quanto, ha tutti quei poteri solo se è creditore. Perciò la dottrina dominante, dice

che il condebitore solidale può surrogarsi, proprio per evitare le conseguenze

dell’inadempimento dei condebitori solidali che potrebbe, questo inadempimento,

essere ovviato dalle azioni che il condebitore solidale ha pagato.

La giurisprudenza e la dottrina considerano la surrogazione come un modo per agire

in via di regresso, solo che il condebitore solidale agisce il via di regresso con la

tutela del creditore. Il prof Grasso, invece, fa notare che, purtroppo, che il

condebitore solidale ha la sua sola tipica azione, che è quella dell’art. 1299 cod. civ.

(regresso tra i condebitori).

Dice Grasso, ma che cosa è stato messo a fare l’art. 1299 cod. civ. se poi all’interno

delle obbligazioni solidali come tipica azione del condebitore solidale quando poi gli

viene offerta sempre la possibilità di surrogarsi. L’azione di regresso è più debole

della surrogazione, questo non è un problema della giurisprudenza e della dottrina

unanime, secondo la quale il condebitore solidale può surrogarsi. Allora Grasso vuol

far capire che questa surrogazione, ex art. 1203 numero 3, non riguarda il condebitore

solidale, prima di tutto perché il condebitore solidale che paga è un debitore è come

tale estingue l’obbligo, oltre a soddisfare l’interesse creditorio, quindi non vediamo

come è possibile surrogarsi in un’entità infinita, ma poi sarebbe inattuata nell’azione

tipica del condebitore solidale. Non ha senso predisporre un rimedio più debole,

quando il destinatario di qual rimedio e il destinatario del rimedio più forte.

A questo punto c’è una parte della dottrina che per tornare all’idea unanime che il

pagamento del condebitore solidale è un pagamento compatibile con la surrogazione,

quindi che l’art. 1203 numero 3, si riferisce al condebitore solidale, ci sono due

disposizioni che ci ricordano delle situazioni, che Grasso forse non ha considerato, e

cioè una è l’art. 1202 cod. civ. (surrogazione per volontà del debitore) e l’altra è l’art.

1203, numero 4. Siamo in presenza di due norme che esprimono il fatto che c’è un

debitore che paga (Grasso in tal caso ha detto che il debitore che paga, estingue

l’obbligo, ed è quindi incompatibile con la surrogazione) eppure l’obbligo non si è

estinto. Quindi, il debitore che ha pagato può surrogarsi. Quindi, l’art. 1203 numero

3, riguarda il condebitore solidale, perché non è vero che il pagamento del debitore

estingue sempre l’obbligazione, es. art. 1202 cod. civ., che afferma: “il debitore, che

prende a mutuo una somma di danaro o altra cosa fungibile al fine di pagare il

debito, può surrogare il mutuante nei diritti del creditore, anche senza il consenso di

questo”. Quando c’è un rapporto obbligatorio tra debitore e creditore, il debitore

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(mutuatario) non ha i mezzi economici per eseguire la prestazione, stipula un mutuo

con la banca (mutuante) per estinguere il debito, cioè soddisfare l’interesse del

creditore, eppure il mutuante può farsi surrogare nelle ragioni del creditore, dopo il

pagamento del debitore. Siamo in presenza dell’adempimento del debitore, che

nonostante tutto non estingue l’obbligo, anzi consente anche alla banca, mutuate, di

surrogarsi in quell’obbligo. E, quindi, non è vero che il pagamento del debitore

estingue l’obbligo ed è incompatibile con la surrogazione. Grasso, in tal senso, non

può negare l’evidenza, nel senso che adempie il debitore, ma con il denaro prestato

dalla banca, e quindi non estingue l’obbligazione. Ma secondo, Grasso vi è un motivo

per il quale questo non estingue l’obbligazione, perché quando è il debitore che

prende a mutuo una somma di denaro dalla banca ed è interessato a pagare il debito,

se il mutuatario, cioè il debitore non promettesse alla banca mutuante una garanzia,

che è quella di surrogarsi nelle ragioni del creditore, quindi di essere solo mutuante

per il mutuo, ma anche creditore del rapporto obbligatorio, nel quale il creditore viene

soddisfatto nel debito del mutuo, la banca non concederebbe mai questo mutuo.

Oltretutto, si è in presenza di una eccezionale possibilità di disporre all’interno del

rapporto obbligatorio del credito, attraverso la sua volontà di surrogare il mutuante

nelle ragioni del creditore, proprio per consentire al debitore di effettuare la

prestazione che non potrebbe mai pagare qualora il mutuante non fosse messo in

condizioni di surrogarsi nelle ragioni del creditore.

Questa norma è eccezionale, perché permette al debitore di disporre del lato attivo del

rapporto obbligatorio, perché fa si che il mutuante si sostituisca alla ragioni del

creditore, perché se non lo facesse, la banca mutuante non concederebbe mai questo

prestito. Allora, per consentire nell’ambito di un mercato, la garanzia e, quindi, le

aperture di credito che la banca fa all’imprenditore, è chiaro che bisogna garantire

delle garanzie, se l’imprenditore, che deve pagare un debito, non si fa prestare i soldi

dalla banca e non offre delle garanzie, la banca non gli concede il prestito. Però per

evitare degli effetti a catena, se la banca non offre il mutuo all’imprenditore,

l’imprenditore non può pagare il suo fornitore, il suo fornitore, a sua volta è debitore

di un altro imprenditore, si verifica la c.d. crisi. Allora la legge prevede una ratio

particolare in situazioni come questa esposta, cioè offrire una garanzia al mutuante

mediante la surrogazione nelle ragioni del creditore soddisfatto solo così la banca

erogherà il mutuo.

Art. 1203, numero 4, afferma che: “la surrogazione ha luogo di diritto a vantaggio

dell’erede con beneficio d’inventario, che paga con danaro proprio i debiti

ereditari”. Accettazione con beneficio d’inventario è l’accettazione dell’eredità che

consente all’erede di separare l’attivo dal passivo del patrimonio e, quindi, di

rinunciare ai debiti. Questa accettazione con beneficio di inventario va tutelare

l’erede da eredità passive, o prevalentemente passive. Da ciò si desume la risposta di

Grasso all’obiezione della dottrina, perchè, secondo Grasso, l’erede che accetta con

beneficio d’inventario non è un debitore che paga ed estingue l’obbligo, ma non è

debitore, perché accentando mediante il beneficio d’inventario va a separare il

proprio patrimonio dai debiti ereditari, anzi quando lui paga il debito ereditario è

come se fosse il terzo che paga il debito altrui, in quanto, il debito non fa parte del

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suo patrimonio, perché con l’accettazione con beneficio d’inventario quel debito è

separato dal proprio patrimonio, quindi, l’erede, in questo caso, non sta pagando un

suo debito. Anche in questo caso, il prof Grasso resta convinto che l’adempimento

compatibile con la surrogazione è solo quello che lascia non attuato l’obbligazione

anche se soddisfa l’interesse del creditore e il pagamento incompatibile con la

surrogazione è quella, invece, che parte dal debitore, perché soddisfa l’interesse del

creditore, estinguendo l’obbligazione. Il condebitore solidale, siccome è un debitore,

il suo pagamento è idoneo ad estinguere l’obbligazione, quindi il condebitore solidale

non si può surrogare.

Il prof Grasso, secondo la dottrina avversa, probabilmente ha ragione, perché è vero

che il condebitore solidale non può surrogarsi, ma ha ragione solo quando si tratta di

un particolare tipo di obbligazione solidale. Ebbene, vi sono due ipotesi di

obbligazioni solidali, l’ipotesi in cui i condebitori solidali sono tenuti alla medesima

prestazione e legati ad un'unica obbligazione, quindi vi sono le obbligazioni solidali a

struttura unitaria. Anzi proprio in questo caso, abbiamo più debitori, titolari dello

stesso debito, ed è proprio questa l’ipotesi del con debito solidale, cioè quando tutti i

debitori sono titolari del medesimo contratto, ipotesi dell’obbligazione assunta dai

coniugi in regime di comunione legale, es. il marito e la moglie, in regime di

comunione legale, stipulano degli obblighi con un’unica obbligazione, e, quindi

un’unica causa. Quindi, l’adempimento di un condebitore solidale non solo esegue

l’interesse del creditore ma estingue anche l’obbligo, perché l’obbligo è unico. Ma

non avrebbe ragione Grasso ad un altro tipo di obbligazioni solidali, a struttura

plurima. In tale tipo di obbligazione, è vero che ci sono più debitori per le medesima

prestazione, ma sono obbligazioni diverse, quindi con più cause. La qualità di

condebitore solidale si può attribuire solo al primo tipi di obbligazione solidale, cioè

quella a struttura unitaria, questo solo nel caso in cui c’è una sola causa si può parlare

di con debito solidale, perché non si può parlare di con debito solidale nelle

obbligazioni a struttura plurima, laddove si parla solamente di debitori solidali, ma

non di condebitori solidali, es. la fideiussione. Rapporto obbligatorio = debitore e

creditore. Il fideiussore è colui che stipula un contratto di fideiussione con il

creditore, che è diverso dall’obbligazione garantita, perché siamo in presenza di due

obbligazioni. Ma debitore originario e fideiussore sono debitori solidali come ci dice

l’art. 1944, primo comma, cod. civ. “il fideiussore è obbligato in solido con il

debitore principale al pagamento del debito”, quindi siamo in presenza di due

obbligati solidali, per i quali il vincolo di solidarietà deriva non dalla stessa causa di

obbligazione, ma da due obbligazioni, cioè quella del rapporto originario e quello

della fideiussione. In questo caso, dice la dottrina dominante, non possiamo più dire

che l’adempimento di uno di essi soddisfa l’interesse del creditore ed estingue anche

il gruppo di obbligazioni separate l’una dall’altra. Se il fideiussore paga e soddisfa

l’interesse del creditore, ma attua sola la sua parte di debito, cioè della fideiussione

rimanendo in vita l’obbligazione garantita, in quanto soddisfa l’interesse del

creditore, il fideiussore può surrogarsi.

Il prof Grasso contraddice la dottrina che abbiamo poco anzi menzionato, in quanto,

afferma che, anche nelle obbligazioni solidali a struttura plurima il pagamento di uno

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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Civile, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Surrogazione Legale e Solidarietà, Grasso. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: surrogazione per volontà del debitore, la surrogazione rientra tra gli istituti deputati alla sostituzione del lato attivo del rapporto obbligatorio.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2005-2006

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di diritto civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Grasso Biagio.

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