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Paragrafo 5 il dovere di informazione.

La disciplina del credito al consumo si incentra su misure volte a tutelare le parti del contratto

mediante la previsione di norme di trasparenza-correttezza, norme di protezione nonché di talune

facoltà. La fase delle trattative è disciplinata dal tub il quale oltre a alla buona fede ed alla correttezza

prevede prescrizioni in tema di pubblicità delle operazioni di credito al consumo. Si estendono a tali

operazioni gli obblighi imposti per la sollecitazione del pubblico di operazioni e servizi bancari

finanziari come l'obbligo di pubblicizzare in ogni locale aperto al pubblico o i tassi di interesse, i

prezzi, le spese in e ogni altra condizione economica compreso il tasso effettivo globale medio

computato secondo le modalità stabilite. È fatto divieto delle rinvio agli usi e si esclude

espressamente la natura di offerta al pubblico delle informazioni pubblicizzate.

Con la delibera del 4 marzo 2003 il CICR ha imposto agli intermediari di esporre nei loro locali

aperti al pubblico un avviso denominato " principali norme di trasparenza " contenente l'indicazione

dei diritti dei mezzi tutela previsti dal titolo VI tub relativo alla trasparenza delle condizioni

contrattuali. intermediari finanziari sono inoltre tenuti a mettere a disposizione della clientela fogli

informativi datati tempestivamente aggiornati contenente informazioni sull'intermediario, sui tassi su,

sulle spese, sugli oneri altre condizioni contrattuali nonché sui principali rischi tipici dell'operazione

del servizio. Per alcune operazioni e servizi individuati dalla banca d'Italia un intermediari e tenuto a

consegnare il foglio formativo al cliente ancora prima della conclusione contratto.

Paragrafo 6 tasso annuo effettivo globale.

Il TAEG e il costo totale del credito a carico del consumatore, espresso in percentuale annua della

somma concessa, e comprende gli interessi e tutti gli oneri da sostenere per l'utilizzazione del

credito.

È un passo virtuale poiché non viene utilizzato per calcolare i ratei di restituzione della somma, ma

costituisce un mero indicatore cioè una cifra rappresentativa del costo globale del prestito.

L'elemento di novità risiede nel carattere effettivo di tale indicatore. Nel passato vi era una tradizione

ancorata al principio nominalistico in base al quale il tasso nominale esprimeva in termini percentuali

il costo annuo del finanziamento. Questo tasso però non teneva conto del tempo della scadenza degli

interessi e delle spese dell'operazione. La distinzione tra interesse effettivo e nominale risiede quindi

nella considerazione dalla primo assegnata al tempo delle erogazioni da parte del finanziatore e

·

dei pagamenti da parte del debitore --> pagamento frazionato degli interessi alla scadenza

delle singole rate e non in unica soluzione alla fine dell'anno. Tale circostanza lascia immutato

il tasso nominale, mentre è tenuta in conto del tasso effettivo il quale aumenta con l'aumento

del numero delle rate.

Nonché agli oneri sopportati dal debitore --> il TAEG registra le spese obbligatorie fini della

·

concessione e della restituzione della somma da rifinanziamento.

Il TAEG impone l'esatta individuazione dell'importo del tempo dei singoli prestiti dei singoli

pagamenti. Dal TAEG sono escluse alcune voci e:

-le somme dovute dal consumatore per l'inadempimento di un obbligo contrattuale

-le spese a carico del consumatore diverse dal prezzo di acquisto

-eccetera.

L'articolo 124 comma 2 impone l'inserimento nel testo contrattuale dell'importo e della causale degli

oneri esclusi dal calcolo del TAEG. Il contratto deve menzionare le condizioni dell'eventuale

modifica del TAEG.

Il TAEG esprime in forma elementare il costo finanziario dell'acquisto.

Paragrafo 7 il contenuto minimo del contratto.

L'articolo 124 del tub impone la forma scritta ad substantiam( altrimenti nullità relativa di

protezione) e l'obbligo di consegnare un esemplare del contratto il cliente.

Non è previsto alcun rimedio contro inadempimento dell'obbligo di consegna. Questa missione ha

dato luogo alle ricostruzioni più varie:

La tesi della inopponibilità: considera la consegna del documento come un profilo della forma

·

scritta e acquista carattere procedimentale.si ispira a quella corrente di pensiero che ravvisa nelle

nuove prescrizioni di forma solenne una produzione di vicolo delle informazioni a foro del contraente

più debole e riduce questa articolazione della forma scritta e all'onere della specifica sottoscrizione

con conseguente inefficacia del contratto. Ma, se l'onere di documentazione un aspetto della nuova

forma scritta procedimenti realizzata, in mancato assolvimento dovrebbe condurre la nullità del

contratto. La conclusione da trarre e che la previsione dell'obbligo di consegna della copia del

contratto e deroga alla disciplina delle condizioni generali del contratto e collega l'inefficacia del

contratto non alla conoscenza-conoscibilità delle clausole contrattuali, ma solo all'inadempimento

dell'obbligo di documentazione dell'accordo.

ART 124: Il contenuto minimo inderogabile del contratto di credito al consumo:

·Informazioni sul TAEG

·Indicazioni relative all'ammontare alla modalità del finanziamento

·Numero, importi, scadenze delle singole rate

·Eventuali garanzie richieste.

Se il contratto ha ad oggetto l'acquisto di beni e servizi determinati sono inoltre richiesti: a

·La descrizione analitica dei beni dei servizi

·L'indicazione del prezzo di acquisto

·Del prezzo stabilito dal contratto e dell'eventuale acconto

·Le condizioni per il trasferimento di proprietà ove questo non sia immediato.

L'articolo nasce sulle conseguenze relative all'inosservanza dei vincoli di contenuto ma prevede la

nullità relativa del contratto in caso di assenza delle indicazioni ulteriori prescritte in caso di credito

per l'acquisto a di beni e servizi denominati. La dottrina ritiene che la nullità colpisce il contratto

indifferentemente dalla parte del contenuto inderogabile non rispettata. In realtà la mancanza di un

apposito rimedio contro la violazione del comma 2 si giustificano con il ricorso alla sostituzione

automatica di clausole prevista dal comma 5: il mancato inserimento nel contratto allora determina

nullità parziale. Ad esempio se sono nulle o mancanti le clausole relative al TAEG questo deve

considerarsi uguale al tasso nominale minimo dei buoni del tesoro annuali;

Se sono nulle o mancanti le clausole sul numero, importi, scadenza delle rate il credito sia per

esigibile dopo 30 mesi dalla conclusione del contratto;

Sono nulle o mancanti le clausole relative alle eventuali garanzie e coperture assicurative il

finanziatore si considera privo di garanzie. In base al principio di non determinazione per relationem

del contenuto si considerano viziate da nullità parziale le clausole di rinvio agli usi per la

determinazione delle condizioni economiche applicate al prestito.

Paragrafo 8. Il collegamento negoziale e il recesso.

Le uniche disposizioni ispirate alla considerazione unitaria dell'operazioni finanziamento sono

l'articolo 124 comma 3 e l'articolo 125 comma tre e quattro.

L'articolo 125 comma 3 riconosce il consumatore, in caso di cessione dei crediti nascenti dal

contratto di finanziamento, la facoltà di opporre al cessionario del credito tutte le eccezioni che

poteva far valere nei confronti del cedente (anche la compensazione). Ratio: evitare che la cessione

dei crediti peggiori la posizione contrattuale del debitore-ceduto scongiurando il rischio di atti

disposizioni dei crediti di natura fraudolenta. La disposizione riconosce il collegamento funzionale tra

il contratto un che disciplina l'operazioni finanziamento e la successiva cessione dei crediti sorti dal

contratto di credito al consumo per questo motivo estende al cessionario le eccezioni fondate sul

contratto originario. Questa disposizione deroga all'articolo 124 o. Del codice civile che collega la

cessione del credito due effetti:

A) la cessione accettata in modo puro impedisce al debitore di opporre al cessionario la

compensazione che avrebbe potuto eccepire al cedente;

B) la cessione non accettata ma solo notificata impedisce la compensazione dei crediti sorti

successivamente alla notifica.

Articolo 125 comma 4 sancisce che nei casi di inadempimento del fornitori di beni e servizi,

consumatore che inutilmente abbia effettuato la costituzione in mora, ha diritto di agire contro il

finanziatore nei limiti del credito concesso (sempre che vi sia un accordo che attribuisce al

finanziatore l'esclusiva per la concessione di credito e clienti del fornitore). La responsabilità si

estende anche al terzo cessionario che ha ricevuto dal finanziatore i diritti derivanti dal contratto di

concessione del credito.

Articolo 1525 codice civile disposizione estesa ai contratti di credito al consumo muniti di garanzia

reale sul bene acquistato favore del finanziatore. Questo articolo prevede che nella vendita rate in

con riserva di proprietà, il mancato pagamento di una rata, che non superi la ottava parte del prezzo,

non da luogo alla risoluzione e non fa decadere il compratore dal beneficio del termine per le rate

successive. L'applicazione di questa disposizione al contratto di credito al consumo comporta la

deroga dell'articolo 1819 codice civile che sancisce la decadenza del mutuatario dal beneficio del

termine e la facoltà del mutuante di domandare l'immediata restituzione dell'intera somma tutte le

volte in cui il mutuatario sì rendere adempiente al pagamento anche di una sola rata.

L'articolo 125 comma 1 considera il contratto di credito al consumo come un accordo volto a

realizzare una causa più ampia di scambio in virtù della connessione funzionale con il contratto di

compravendita del bene acquistato con la somma presa a mutuo e non come un negozio con

esclusiva causa di finanziamento.

Il collegamento negoziale si riduce ad un nesso di correlazione funzionale di due o più contratti che

rileva un solo sul versante dell'efficacia dei singoli negozi mediante il meccanismo della propagazione

delle cause di invalidità da un contratto agli altri collegati. Il collegamento negoziale presuppone

requisito dell'identità delle parti dell'operazione economica e la contestualità della stipulazione dei

contratti ha vinti dal nesso di interdipendenza funzionale. L'estensione dell'articolo 1525 al contratto

di credito al consumo posa su un presupposto: il contrasto di pratiche fraudolente e l'esigenza di

evitare che la scomposizione in contratti formalmente autonomi di una operazione di finanziamento,

si traduca in un pregiudizio per il compratore-debitore a causa della prassi di inserire nei contratti

finanziamento clausole risolutive espresse ancorate al mancato pagamento di una sola rata del prezzo

di qualsiasi importo.

L'articolo 125 comma 1 subordina l'applicazione dell'articolo 1525 alla presenza di un diritto reale di

garanzia sul bene oggetto della vendita, questo ha fatto supporre una disparità di tutela rispetto alle

creditore chirografario. La risposta è semplice: la vendita rate posticipa l'effetto reale, di acquisizione

della proprietà, al momento della corresponsione dell'ultima rata, mentre il rischio si trasferisce fin

dal momento della perfezionamento del contratto. Questo attribuisce al patto di riservato dominio

una funzione di garanzia a favore dell'alienante e giustifica l'applicazione dell'articolo 1525 alle sole

fattispecie di credito al consumo corredate da un diritto reale di garanzia.

Gli articoli del tub non regolano gli effetti della risoluzione contratto di credito al consumo per

inadempimento del mutuatario. Per questo motivo la prassi ha elaborato clausole contrattuali inique

che prevedono azioni esecutive sul beni garanzia e il diritto del finanziatore

·a trattenere le rate di mutuo riscosse

·di esigere la differenza tra il valore attuale del bene e l'ammontare complessivo del

finanziamento

·al risarcimento del danno.

Alla cura si comma ricorrendo all'articolo 1526 del codice civile che sancisce l'obbligo del

finanziatore a di restituire le rate riscosse verso un equo compenso per l'uso della cosa e salvo il

diritto al risarcimento del danno nonché l'obbligo del debitore di restituire intera somma presa a

mutuo.

Sarà applicabile l'articolo 2041 che prevede l'azione di arricchimento senza causa: c senza giusta

causa si è arricchito a danno di una persona è tenuto nei limiti dell'arricchimento a indennizzare

questa persona della correlativa riduzione patrimoniale. E se l'arricchimento ad oggetto una cosa

determinata la restituzione sarà in natura.

L'articolo 125 comma 2 del tub attribuisce al solo consumatore la facoltà di adempiere

anticipatamente e di recedere dal contratto senza alcuna penalità. Al consumatore è inoltre attribuito


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Civile Europeo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Mazzamuto Salvatore.

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