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Dunque, se il terzo non ha agito per spirito di liberalità, potra avvalersi delle norme che tutelano la gestione

ovvero l’azione

di affari (art. 2028) di arricchimento ingiustificato (artt. 2041-2042).

Sezione III, Il Comportamento del Debitore

Non può essere costretto ma legalmente non è libero di rifiutarsi seguirebbe responsabilità contrattuale.

Modalità possono essere rimesse alla discrezionalità.

Nel passato si aveva in mente il modello di pagamento da cui dipendeva l’effetto traslativo della proprietà

delle cose. Primato delle obbligazioni di dare evocava l’immagine di un contratto tra il debitore e il creditore

diretto a estinguere l’obbligazione e trasferire la proprietà delle cose date in pagamento. Il declino delle

relegato in secondo piano il problema dell’autonoma efficacia traslativa del

obbligazioni di dare ha

pagamento. Quindi opinioni considerano sufficiente la corrispondenza oggettiva tra la prestazione eseguita e

è qualificato l’adempimento come fatto giuridico.

quella dovutasi

Tra le due opinioni estreme la più aderente evita qualsiasi qualificazione dogmatica di carattere generale.

Non è escluso che sia fenomeno giuridico qualificato dall’intento del debitore, quanto tale intento assuma

rilievo in relazione alle modalità, all’oggetto: in tal caso l’adempimento si identifica con la prestazione

del consenso all’atto traslativo (art. 1706). Problemi nascono se debitore è incapace.

Bisogna comunque in ogni caso tenere conte della disposizione generale dettata in materia di pagamento

legale ex art. 1191.

dell’incapace

Si esclude che il debitore possa impugnare il pagamento a causa della sua incapacità legale di agire. La

giustificazione risiede nella inutile pretesa di restituzioni di un qualcosa che è cmq dovuto. Ciò cmq non

di tutelare il debitore con riguardo a quelle situazioni che alterino la spontaneità dell’autore del

impedisce

pagamento, ad esempio la violenza morale.

La norma non può applicarsi nei casi in cui il comportamento del debitore palesi un intento ulteriore rispetto

dell’obbligo

all’estinzione

Interesse alla liberazione dall’obbligo

Diritto del debitore a liberarsi trova giustificazione nella disciplina della mora del creditore.

Inoltre, nel caso in cui il debitore rifiuti la remissione del debito, non si da rilievo a un diritto del debitore a

liberarsi mediante l’adempimento, poiché l’interesse del debitore rileva nel quadro di un comportamento che

permane doveroso. Ove il creditore si rifiutasse di ricevere si ricadrebbe nella situazione precedente.

Diritto al rilascio della quietanza e alla liberazione dalle garanzie

Diritto all’imputazione dei pagamenti

Adempimento e inadempimento

Comportamento è conforme se è possibile accertare che l’esecuzione corrisponde in tutto all’obbligo.

l’ultima si riferisce alla ricostruzione completa della

Anche diligenza in fase di adempimento e correttezza

sfera dei contegni che possono farsi rientrare nell’area dell’obbligazione.

Il debitore è tenuto ad adempiere fino al limite della possibilità inadempimento comporta anche una colpa

del debitore.

La nozione di impossibilità non si individua in astratto, ma deve tener conto del regolamento concreto

della fonte del rapporto e della prestazione.

L’interprete non prende come punto di riferimento lo ma piuttosto l’adozione di misure

sforzo oggettive.

L’impossibilità non imputabile è liberatoria quando sia

al debitore sono imposti tutti quei mezzi che rientrano nel contenuto dell’obbligazione in

a) relativa

ragione soprattutto del regolamento contrattuale riscotruito secondo parametri di buona fede

b) oggettiva si esclude che abbiano rilievo le normali difficoltà,

La sfera delle misure strumentali che il debitore è tenuto a prendere non sempre è predeterminabile, ma ha

cmq un limite: non può andare oltre quel che è giuridicamente imposto secondo interpretazione di

buona fede, ex art. 1366.

Non va messa sullo stesso piano la constatazione di una mera difficoltà ad adempiere.

Le nozioni di diligenza e impossibilità si traggono dal complesso delle norme del sistema. Gli art 1176 e

1218 non sono dunque incompatibile purchè si precisi che entrambi si fondano sul medesimo postulato di

una precisa e concreta individuazione dell’obbligo, quale è resa possibile da una interpretazione secondo

buona fede del rapporto obbligatorio.

Unanime il fatto che al fine di liberarsi dalla responsabilità il debitore non possa mai invocare la diligenza

intesa in senso soggettivo

Tra le opinioni che assegnano al 1218 una diversa sfera di operatività rispetto al 1176 v’è chi restringe

l’applicazione del I alle obbligazioni di consegnare una cosa certa e determinata, la II a quelle di fare.

Obbligazioni di genere diverse ipotesi

a) debitore deve procurarsi le merci sul mercato solo la soppressione del mercato potrebbe

avere efficacia liberatoria potrebbe esorbitare dalla obbligazione l’imposizione di

b) deve ricorrere alla sua provvista

ricorrere al mercato nel caso di perimento totale

c) deve produrre si dovrà accertare con quali mezzi e entro quali limiti il promettente si è

obbligato.

Obbligazioni pecuniarie Denaro è di per se un oggetto sempre possibile sicchè il debitore non può

limitarsi a invocare le difficoltà connesse alle sue condizioni finanziarie. Eppure non può escludersi una

valutazione dell’esigibilità della pretesa del creditore, soprattutto in relazione all’inesattezza

dell’adempimento

Obbligazioni delle imprese non vi è dubbio che la responsabilità dei singoli sia occultata

Caso fortuito

La necessità che il debitore al fine di esonerarsi debba fornire la prova che la mancata esecuzione è stata

determinata da impossibilità delle prestazione derivante da causa a lui non imputabile è un dato testuale

imprescindibile.

Creditore che assuma di non essere stato soddisfatto può limitarsi a provare il fatto costitutivo del suo diritto.

La prova di aver adottato tutte le misure idonee deve essere applicata in maniera adeguata, ma non è

necessariamente incompatibile con quella prevista dal 1218. Il codice la prevede espressamente nella

responsabilità contrattuale del vettore di persone e deve condividersi l’opinio di quegli interpreti i quali non

ravvisano in tale cosa una figura speciale.

Quanto al creditore, il chiarimento sulla prova posta a suo carico, quando l’adempimento assuma la veste di

una difettosa esecuzione della prestazione alla stregua di una valutazione di diligenza e perizia, risulta

determinante.

Vi sono prestazioni in cui la delimitazione dell’oggetto presenta carattere complesso e incerto. Tale è il caso

delle prestazioni di fare in senso stretto, se non sia prederminato un risultato dell’attività dovuta. A tal fine

sono indispensabili i riferimenti alle regole di diligenza e perizia.

E’ anche incontestabile che il debitore potrà sempre provare un fatto impeditivi a lui non imputabile: non ha

senso quindi affermare che l’attore ha provato la colpa del chirurgo con la prova esteriore

dell’inesatto adempimento

Le prestazioni di mezzi comportano che al debitore non sia mai addossato il rischio della causa impeditivi

ignota. Il soggetto obbligato potrebbe in quei casi liberarsi non soltanto fornendo la dimostrazione che non

poteva evitare ma anche con la prova di avere adottato tutte le misure necessarie

Il caso della prestazione “non eseguibile” dev’essre ancora posto a confronto con il caso della prestazione

eseguibile ma non esigibile. Se il debitore si è attenuto alle attività a cui era contrattualmente vincolato, non

sono dovute prestazioni ulteriori.

Si esclude che il creditore possa pretendere un impegno oltremodo gravoso, in presenza di circostanze che

rendono difficoltosa l’esecuzione della prestazione.

Anche in presenza di una prestazione eseguibile la pretesa del creditore può essere non esigibile alla

stregua del criterio della correttezza

In tale linea è stata considerata anche la problematica relativa allo stato di necessità

Problemi più vivi

a) ricostruzione critica della formula genus numquam perit

b) assunzione del rischio per la causa ignota

c) applicazione di correttezza e buona fede al fine di esonerare il debitore.

Modalità di tempo e di luogo dell’adempimento.

Tempo può risultare da accordo (art. 1183). In caso contrario non è detto che questo non possa ricostruirsi in

base a interpretazione.

Può darsi inoltre che un termine sia richiesto dalla struttura legale del rapporto con schema tipico.

Quando non sia possibile determinarlo il creditore può esigere immediatamente la prestazione; spesso la

prestazione è complessa e può capitare che le parti si accordino o si faccia ricorso al giudice il quale

stabilisce un termine congruo.

Quando il termine è a favore del debitore, la prestazione è inesigibile prima della scadenza; se paga prima

per errore non può essere chiesta restituzione. Può solo esercitare l’azione di arricchimento ingiustificato.

Debitore può perdere il beneficio se cambiano le condizioni patrimoniali o le garanzie promesse.

a) insolvenza

b) diminuzione garanzie

c) mancata concessione garanzie promesse

d) perimento o deterioramento imputabili al debitore della cosa data in pegno, purchè sia divenuta

insufficiente alla sicurezza del creditore

Quando è posto a favore del creditore, il debitore non può adempiere prima, se a favore di entrambe, rigidità

del termine.

Se il termine è indicato non riguardo a intervalli convenzionali (ad es. un mese, un anno, ecc.), ex artt 1187

e 2963:

a) non si tiene conto del giorno iniziale, e si da rilievo a quello finale

b) proroga al giorno successivo se giorno festivo

c) se scadenza a mesi, scade il giorno corrispondente a quello iniziale

Il luogo (art. 1182)

Criteri sono subordinati alla volontà delle parti. Ovvero regole consuetudinarie.

In mancanza, si desume dalla natura della prestazione o altre circostanze.

luogo in cui la cosa si trovava quando è sorta l’obbligazione.

Consegna cosa certa e determinata

Problemi di coordinamento con alcune norme speciali

1) Vendita mobiliare: regola non si applica se non sapevano il luogo iniziale. In tal caso al domicilio

del venditore

2) Deposito: riconsegna nel luogo dove doveva essere custodita

3) Contratto estimatorio: al domicilio del debitore

4) Restituzione di vuoti: domicilio debitore

Obbligazioni pecuniarie al domicilio del creditore al tempo della scadenza. Se cambia il debitore può

dichiarare di voler adempiere al proprio domicilio. Se non è liquido, il luogo dell’adempimento è lo stesso in

cui è sorta l’obbligazione

Debiti dello Stato si eseguono presso le sedi delle tesorerie.

Prestazioni di fare domicilio debitore al tempo della scadenza.

Patti più ricorrenti:

1) pagamento nel luogo di arrivo della merce (pagamento contro assegno)

2) pagamento a presentazione fattura (pagamento a presentazione fattura)

3) cambiale tratta spiccata dal venditore deve essere presentata per il pagamento al domicilio del

compratore (pagamento a mezzo tratta)

Le modalità soggettive. Il destinatario della prestazione

Non sempre è necessario che il creditore riceva materialmente la prestazione. Caso tipico è l’obbligazione di

non fare oppure i contratti con prestazione al terzo.

Un soggetto diverso dal creditore può essere legittimato a ricevere la prestazione, secondo un fondamento

giuridico ravvisabile in un rapporta tra creditore e destinatario..

Prestazione esatta sarebbe non dovuta se consegnata nella mani di un soggetto non legittimatorestituzione.

Al debitore spetta l’onere di accertare la capacità legale di ricevere. Se ha rappresentante legale, costui è

legittimato a ricevere. Se atto volontario, serve procura speciale. Se rappresentanza legale serve

autorizzazione giudice tutelare.

Se il destinatario agisce nell’interesse del creditore ma in nome proprio si parla di persona indicata dal

creditore, ex art. 1188. 

Delegazione di pagamento (art. 1269) debitore è invitato a pagare al delegatario indicato dal delegante.

L’ambito dei possibili destinatari si completa con le persone autorizzate dalla legge o dal giudice es.

debitore, al fine di sottrarsi al pignoramento, può versare l’importo dovuto all’ufficiale giudiziario.

Pagamento a chi nn è legittimato ha effetto liberatorio in 2 casi:

fatto in buona fede verso chi ha l’apparenza di legittimato

1)

2) fatto a chi non è legittimato e neppure apparente ma il creditore ha ratificato o ne ha

approfittato

Creditore apparente debitore è tenuto a identificare il destinatario e a controllarne la legittimazione

secondo criterio della ragionevolezza e della regolare diligenza. SI è tuttavia affermato che il debitore che

paghi nelle mani del truffatore non è liberato per quanto fosse in buona fede.

Prova liberatoria è a carico del debitore: buona fede e apparenza. Apparenza non può essere invocata se

esiste un sistema legale di pubblicità

Creditore non apparente e non legittimato liberazione solo con ratifica o per approfittamento.

Ratifica: semplice conferma del comportamento del legittimato. Diverso da remissione di debito

Approfittamento

Pagamento irregolare con cose altrui (art. 1192)

Due ipotesi:

1) creditore vede pienamente soddisfatto il suo interesse: debitore è liberato

2) creditore non ottiene: debitore è ancora obbligato.

In quanto irregolare, il pagamento con cose altrui può essere impugnato dal creditore che lo ha ricevuto in

buona fede, salvo il diritto al risarcimento del danno.

Anche il debitore può impugnarlo ma a condizione che offra di eseguire la prestazione dovuta con cose di cui

può disporre. In quest’ultimo caso, oltre all’intimazione, è necessaria anche l’offerta reale

Sezione IV, La prestazione in luogo dell’adempimento.

Se viene eseguita prestazione diversa e il creditore non ha acconsentito il debitore è inadempiente e il

creditore deve restituire.

Possibile che il creditore accetti. L’obbligazione rimane la stessa ma la causa estintiva è l’adempimento di

una prestazione nuova.

L’accordo è in se concluso anche nell’ipotesi in cui il patto modificativo non sia accompagnato dalla

prestazione; creditore non potrebbe legittimamente rifiutarsi di ricevere quel che è stato pattuito.

E’ cosa diversa dalla novazione li si estingue l’obbligazione originaria e ne nasce una nuova.

contratto reale con efficacia estintiva dell’obbligazione.

Il fenomeno viene ricostruito come

Due ordini di ipotesi:

1) prestazione consiste nel trasferimento della proprietà o di un altro diritto

2) prestazione, che si aggiunge, consiste nella cessione di un credito. traslativa

Si applicano norme della vendita in ordine alla garanzia per evizione e vizi (art. 1197).L’efficacia

richiede sufficientemente il consenso traslativo. Inoltre creditore ha anche facoltà di esigere prestazione

originaria.

Se cessione di credito, l’obbligazione si estingue con la riscossione: derogabile. Nello stesso ordine la

giurisprudenza inserisce assegni e cambiali.

Sezione V, L’imputazione del pagamento.

Allorché un debitore abbia più debiti della medesima specie verso la stessa persona ex art. 1193. Può

essere interpretata in senso estensivo con riferimento all’ipotesi in cui l’obbligazione sia unica ma sia

suddivisa in una serie di prestazioni parziali.

Priorità della dichiarazione del debitore; salvo il criterio legale della imputazione agli interessi .

Se il debitore omette di avvalersi di questa facoltà, il creditore può prendere il suo posto con dichiarazione

fatta nella quietanza; il debitore può cmq rifiutare respingendo la quietanza.

Criteri legali:

1) tra un debito scaduto e uno non, prestazione imputata a quello scaduto

2) se entrambi scaduti, al meno garantito

3) tra più garantiti, quello + oneroso per il debitore

4) = onerosi, + antico, ossia quello che è scaduto in data più remota

5) infine, imputazione proporzionale sembra introdurre una deroga al principio della facoltà del

debitore di rifiutare l’adempimento parziale

Sezione VI, Diritti e obblighi di fine rapporto. Quietanza e liberazione da garanzie

Documento che il creditore è tenuto a rilasciare nel momento del pagamento. Non è imposta la restituzione

del titolo ma il creditore deve annotarvi il pagamento su richiesta del debitore (Art. 1199).

Debitore legittimamente rifiuta il pagamento se il creditore non si accinge a rilasciare la quietanza, sempre

valutando la situazione alla stregua della correttezza. Quietanza solo ove si provveda ad un regolare

pagamento.

Le spese per il rilascio della quietanza sono a carico del debitore.

Ha natura confessoria impedisce di contestare il pagamento con prova testimoniale.

esclusa qualsiasi possibilità di confusione con le dichiarazioni liberatorie ulteriori ricompresse nel

E’

documento (ad. Es. non ho più nulla da pretendere da tizio)

Diritto alla liberazione dalle garanzie è contestuale al pagamento, sebbene la legge dia la sensazione che

l’obbligo del creditore sia successivo al pagamento.

PARTE SECONDA

LA RESPONSABILITA’ E LE VICENDE

Cap. IV: L’inadempimento e i danni

Sezione I, nozioni introduttive

Inadempimento da ritardo è un particolare forma di inesattezza. Se non vengono in considerazione le

disposizioni sulla risoluzione, il debitore è tenuto ad adempiere e il creditore non può rifiutare. Estinzione si

ha se l’impossibilità temporanea si protragga per un periodo tale che il creditore non abbia più interesse a

ricevere la prestazione art. 1256.

Se è stata pattuita una penale questa si cumula con la prestazione principale solo se sia stata prevista per il

semplice ritardo.

Sezione II, Mora del debitore

E’ tenuto al risarcimento se non prova che il ritardo è derivato da causa a lui non imputabile. Si distingue il

ritardo semplice dal ritardo qualificato che prende il nome di mora del debitore.

sufficiente una richiesta informale affichè sorga a carico del debitore l’obbligo di

Ritardo semplice

risarcire i danni; se prestaz corrispettive è possibile chiedere la risoluzione

necessari i presupposti legali riassunti nella rubrica dell’art 1219 con la formula dela

Ritardo qualificato

“costituzione in mora”; effetti:

1) passaggio del rischio

2) risarcimento danno e decorrenza interessi

3) interruzione prescrizione.

Questi si producono in via automatica in 3 ordini di casi:

a) fatto illecito

b) dichiarazione scritta del debitore di non volere adempiere

mancata esecuzione dell’obbligazione portable

c)

Per intimazione:

a) querables

b) portables se termine scade dopo morte debitore

Mora può prodursi anche nelle obbligazioni di non fare, ma mancano riscontri nella giurisprudenza pratica.

Un’intimazione anticipata non è priva di rilievo giuridico ma gli effetti si producono soltanto dalla scadenza

del debito.

L’intimazione si configura come atto volontario e unilaterale, rispetto al quale è indifferente l’intento

del creditore di provocare gli effetti tipici della situazione di mora.

Richiesta la forma della scrittura. voler adempiere dev’essere:

Dichiarazione del debitore di non

a) successiva alla scadenza

b) eseguita con atto scritto

c) sorretta da precisa manifestazione di volontà negativa.

La dichiarazione di non poter adempiere, invece, non è in alcun rapporto con la situazione di mora del

debitore.

Discussione nel caso di manifestazione che non presenti i caratteri richiesti ricostruzione tramite canoni

della correttezza: debitore alla scadenza è libero di ripensarci, ma va valutato caso per caso allo scopo di

evitare che il tutto si risolva con un pregiudizio per il creditore

Eccezione di inadempimento caso di prestazioni contestuali: di fronte al mancato adempimento il

creditore rifiuta di eseguire la prestazione da lui dovutariferimento a correttezza e buona fede oggettiva

Sospensione dell’esecuzione parte la cui prestazione scada per prima, di fronte all’insolvenza, può

sospendere l’esecuzione della propria prestazione fino alla scadenza del contrapposto obbligo (art. 1461)

Art. 1221 passaggio del rischio al debitore nel caso in cui prestazione sia divenuta impossibile per causa

subentra l’obbligo di risarcide il danno (perpetuatio obligationis)

non imputabile

Eccezione è liberato se riesce a provare che la cosa sarebbe perita ugualmente

Art. 1224 risarcimento danno e interessi dal giorno della mora.

La mora del debitore può essere impedita da una tempestiva offerta anche non formale della prestazione si

tratta di evitare, in quel lasso di tempo che secondo buona fede dev’essere concesso al debitore dopo la

richiesta, che costui subisca la mora.

Estinzione della mora:

1) adempimento tardivo purchè ricomprenda anche il risarcimento del danno da ritardo

2) atto dispositivo del creditore (rimessione in termini del debitore) c.d. purgazione della

mora.

Dall’inadempimento (che non comporta estinzione dell’obbligazione) si distingue il mancato adempimento,

dovuto da impossibilità derivante da causa non imputabile o derivante da giustificazioni per legge

Sezione III, Responsabilità del debitore per fatto degli ausiliari

In mancanza di diverso accordo il debitore è responsabile dei fatti dolosi o colposi di III di cui egli si è

avvalso al fine di adempiere l’obbligazione ex art. 1228

Non sono rilevanti il dolo e la colpa del debitore: si giustifica in virtù della libera scelta del debitore il quale

ha consapevolmente assunto il rischio del comportamento dei suoi ausiliari.

Considerazioni diverse con riguardo a responsabilità dei padroni e committenti nel caso di fatto illecito

compiuto dai loro domestici e commessi (art. 2049).

Giustificazione della responsabilità si rinviene nel rapporto di dipendenza.

debitore può pattuire l’esonero da responsabilità per fatto degli ausiliari.

Con le clausole di manleva

E’ cosa diversa dalla clausola di esonero o limitazione della responsabilità in quanto questa esclude la

responsabilità in tutte le direzioni soggettive possibili.

Sezione IV, Clausole di esonero dalla responsabilità

Singolo regolamento contrattuale può prevedere l’esonero della responsabilità oppure risarcimento in misura

non superiore a un dato importo.

Clausola è nulla:

quando l’esonero si riferisca ai casi un cui debitore ha agito con dolo oppure abbia colpa grave

1)

2) esonero indebolisca la tutela di quei diritti di credito la cui lesione è suscettibile di arrecare

pregiudizio alle persone dei consumatori e utenti, oppure interesse generale (ordine pubblico)

Necessità che debitore fornisca la prova che la clausola può ben essere invocata poiché comportamento è a

lui imputabile solo a titolo di colpa non grave.

Sezione V, Conseguenze dell’inadempimento

Lesione interesse creditore è presupposto di un nuovo diritto di credito: risarcimento dei danni 1218

Pronuncia del giudice costituisce il titolo, ove il debitore resti ancora inerte, per procedere all’ esecuzione

forzata sui beni del debitore:

1) in forma specifica:

2) per equivalente espropriazione forzata dei beni del debitore che siano necessari e sufficienti a

soddisfare il creditore.

Espropriazione forzata ha 3 fasi:

a) pignoramento

b) vendita forzata

c) attribuzione del ricavato ai creditori

Danni sono regolati sulla base di alcuni principi: per un verso assicurare al creditore una riparazione totale,

per un altro opportunità di limitare l’area delle pretese risarcitorie

Art. 1223 danno emergente e lucro cessante. Sono risarcibili soltanto i danni che siano conseguenza

dell’inadempimento.

diretta e immediata

I danni non prevedibili sono risarcibili solo in caso di inadempimento intenzionale o doloso.

Danno risarcibile è quindi il danno che ha nel singolo inadempimento il presupposto secondo una serie

causale normale.

Esclusa la possibilità di pretendere i danni non prevedibili nel tempo in cui è sorta l’obbligazione

valutazione alla stregua della diligenza e di parametri di riferimento oggettivi. Tale norma non vale nel caso

di responsabilità EXTRAcontrattuale. Risarcibile quando sia conseguenza di un inadempimento intenzionale.

L’interpretazione estensiva non può spingersi fino all’equiparazione del dolo alla colpa grave.

Art.1227 esclude le conseguenze che derivino da condotta ascrivibile al creditore. Due ipotesi:

concorso del comportamento del creditore nella produzione dell’evento dannoso

1)

2) ai danni del debitore fanno seguito danni ulteriori imputabili alla condotta del creditore.

Fissati i limiti, resta il problema della liquidazione del danno

In alcune ipotesi sovviene la legge, nelle altre è conferita al giudice la potestà di liquidare il danno con

valutazione equitativa, nel caso in cui non possa essere provato nel suo preciso ammontare.

Art. 2056 la valutazione equa deve tenere conto delle circostanze del caso e del necessario

contemperamento tra gli interessi in conflitto

Liquidazione può avvenire nel giudizio in cui è chiesta la condanna del debitore oppure in diversa fase.

Liquidazione può essere descritta come conversione di un debito di valore in un debito di valuta.

Tempo è importante: la differenza patrimoniale verrà calcolata in un momento che non coincide con

l’inadempimento in quanto tale, ma con l’esclusione di qualsiasi possibilità giuridica di soddisfare il credito

per mezzo dell’adempimento della prestazione.

Sul debito di valuta si calcolano interessi.

Ipotesi di preventiva liquidazione:

1) clausola penale non può cumulare tale pretesa con quella relativa alla prestazione, salvo che sia

dell’eventuale danno ulteriore solo se

stata stipulate per il semplice ritardo. Possibile risarcimento

esista espressa pattuizione. Giudice può intervenire:

a) se la prestazione è stata parzialmente eseguita

b) se la clausola risulta manifestamente eccessiva che una delle parti versa all’altra

2) caparra confirmatoria importo in danaro o altri beni fungibili

al momento della conclusione del contratto con prestaz. Corrispettive. Se è inadempiente chi ha dato

caparra, controparte può recedere e trattenere quanto versato. Se chi ha ricevuto, controparte può

recedere e pretendere il doppio

Responsabilità contrattuale e extracontrattuale

Si applica in entrambe i casi l’art. 2697 e il danneggiato prova tutti gli elementi da cui si origina il diritto al

risarcimento. Nel caso di extra il danneggiato deve imputare anche il fatto al danneggiante, mentre in

contrattuale basta provare che non è stato adempiuto l’obbligo preesistente.

In extra il rapporto primario nasce come debito di valore e sempre produce interessi in maniera indipendente

da un atto di costituzione in mora; è inoltre soggetto a rivalutazione automatica.

Termini diversi di prescrizione: in generale contrattuale 10 anni, extra 5

Vi è una regola non scritta che consente al danneggiato non solo di scegliere tra i due regimi, ma perfino di

all’uno quando una preclusione giuridica più non consenta di avvalersi

cumularli, nel senso di ricorrere

dell’altro.

Restano individuate le iptesi in cui si avrebbe soltanto una o l’altra:

1) danno ingiusto e imputabile, arrecato nel difetto di un obbligo specifico extra

2) inadempimento colposo di un obbligo specifico che non ricomprenda anche la tutela della persona

contrattuale.

Inoltre fenomeno della contrattualizzazione dei danni alla persona

Cap. V: Modi di Estinzione diversi dall’adempimento

Sezione I, Nozioni introduttive

premettere che “adempimento” e “pagamento” si riferisce alla piena attuazione del rapporto.

Opportuno

Altri modi di estinzione diversi dall’adempimento (artt. 1230-1259):

1) novazione

2) remissione

3) compensazione

4) confusione

5) impossibilità sopravvenuta non imputabile.

Vi sono altre cause estintive:

a) adempimento intenzionale di un terzo

b) liberazione del debitore che paghi in buona fede al legittimato apparente

c) morte: quando rapporto è tale da determinare intrasmissibiltà

d) prescrizione fonte dell’obbligo o dell’intero rapporto contrattuale

e) altre riflesso del venire meno del titolo

Sezione II, Modi di estinzione diversi dall’adempimento

Novazione

Parti decidono di vincolarsi con un nuovo rapporto obbligatorio, che dev’essere diverso nel titolo o

nell’oggetto.

Nozione di “titolo” sembra riferibile non tanto al contenuto complessivo, quanto al fondamento del singolo

rapporto (novazione causale)

Più lineare lo schema della novazione reale

Art. 1230 volontà di estinguere obbligazione precedente deve essere comune alle parti e deve

risultare in modo non equivoco.

Rischio: estinzione potrebbe indebolire la tutela del creditore, se la nuova non sia munita delle stesse

trova applicazione principio secondo cui le “rinunce non si

garanzie. Legislatore ha dunque scritto che

presumono” si osservano le norme che si riferiscono alla delegazione, all’espromissione,

Novazione soggettiva

all’accollo. Garanzie si estinguono.

La novazione presuppone l’esistenza dell’obbligo art. 1234: novazione è senza effetto se non esisteva

l’obbligazione originaria

se le parti sono a conoscenza dell’inesistenza, sia della possibilità che la stessa venga in vita nel

1) futuro, e vi è accordo, non vi è ragione di considerare inefficace il patto

2) considerazioni analoghe per novazione di debito sottoposto a termine o condizione sospensiva

3) per obbligazioni naturali novazione dovrebbe considerarsi inesistente.

Novazione è valida se il titolo dell’obbligazione originaria è soltanto annullabile e la nuova è stata assunta

con la consapevolezza del vizio che colpiva il debito da novare.

L’effetto estintivo delle garanzie è derogabile con patto anteriore o contestuale.

Disposizione specifica con riguardo in cui accordo avviene tra creditore e uno dei condebitori in solido. Se

l’accordo è liberatorio per tutti, privilegi ecc. si estinguono.

L’accordo in deroga, destinato a tenere in vita le garanzie può riferirsi soltanto al debitore che ha stipulato il

patto, salvo adesione degli altri

Remissione

Creditore dispone volontariamente del diritto, purchè non si tratti di un credito irrinunciabile (diritto agli

alimenti) e libera il debitore, che può dichiarare di non volerne profittare.

Efficace quando è comunicata al debitore, salvo che questi dichiari in un congruo termine di non

volerne profittare

Prevale opinione della struttura unilaterale. Effetto estintivo segue ala comunicazione; il rifiuto si riferisce a

una conseguenza che già si è prodotta e viene rimossa con efficacia retroattiva.

Non per forza gratuità; prevista la remissione “verso corrispettivo”

anche con un “comportamento concludente”, da valutarsi caso per caso; es.

Remissione è compatibile

debitore che intervenga in giudizio tra due coobbligati e formuli pretese nei confronti di uno solo.

Caso di valutazione legale tipica che presuppone intento di rimettere il debito consegna volontaria della

copia spedita in forma esecutiva, ove il titolo stesso sia in forma pubblica, salvo prova contraria.

Effetto estintivo opera anche nei confronti dei condebitori in solido; con espressa riserva però può essere

solo. L’accessorietà della fideiussione comporta l’effetto liberatorio anche nei confronti dei

limitato a uno

fideiussori

Compensazione

Vi è perfino un tipo legale di contratto che si giustifica in ragione della compensazione globale: contro

corrente.

E’ cosa diversa da operazioni di dare ed avere che si concludono in pareggio è necessario che le persone

obbligate vantino titoli giuridici autonomi.

1) soggetti distinti

2) titoli autonomi

3) debiti reciproci

Divieti previsti da disposizioni puntuali:

Divieti non sono previsti per compensazione volontaria, ma non può operare contro i limiti fissati in generale

dall’ordinamento; esemplare è la figura del credito alimentare.

Compensazione volontaria (art. 1252) può essere occasionale o può rientrare in una preventiva

painificazione.

Debitore può rinunciare in via preventiva alla compensazione, ma può esser messa nel nulla da un accordo

successivo.

Compensazione legale (art. 1243):

1) debiti di denaro o cmq cose fungibili dello stesso genere

2) devono essere esigibili

3) liquidi

4) giurisprudenziale: non litigiosità

Compensazione giudiziale

1) omogeneità

2) esigibilità

3) no liquidità purche sia di facile e pronta liquidazione

Qui l’effetto estintivo si produce non dal momento della coesistenza ma dal momento successivo alla

liquidazione del giudice.

Non sembra che l’esistenza di requisiti legali conduca all’estinzione automatica: occorre che almeno una

delle parti si avvalga del diritto potestativo di opporre la compensabilità dei debiti.

La prescrizione non impedisce la compensazione, se la prima non era compiuta quando si è verificata

la coesistenza dei due debiti ex art. 1242

Nel caso della compensazione volontaria il presupposto dell’effetto estintivo è l’accordo

Nel caso della compensazione legale il meccanismo estintivo presuppone che sia opposta la compensazione e

il tempo risale alla coesistenza

Nel caso della compensazione giudiziale meccanismo estintivo presuppone una pronuncia del giudice, il

tempo coincide con il compimento della fase giudiziale.

Di regola i terzi che abbiano concesso al creditore diritti personali o diritti reali di garanzia potrebbero

opporre solo un debito che il garantito abbia nei loro confronti, ma in questo caso il terzo garante può

opporre una tale eccezione al creditore che voglio avvalersi del suo diritto di garanzia.

Al cessionario che esiga dal debitore ceduto l’adempimento non è dato opporre la compensazione con il

debito del cedente soltanto se il debitore ceduto abbia accettato piramente e semplicemente la cessione.

Sono tutelati i terzi che abbiano acquistato diritti di usufrutto o di pegno su uno dei crediti in data anteriore

alla loro cesistenza art. 1250: la compensazione non si verifica in pregiudizio dei terzi

Confusione

Discende dall’impossibilità di concepire un rapporto obbligatorio quando il creditore e il debitore non sono

più distinguibili, ma non offre giustificazione in merito alle ipotesi eccezionali (rapporti giuridici

unisoggettivi)

Una valutazione separata delle qualità di debitore e creditore è possibile, dopo la riunione un una stessa

persona, in tre ordini di ipotesi:

1) riunione di qualità non corrisponde riunione di patrimoni (es. accettazione con beneficio di

inventario)

2) coincidenza posizioni è effetto provvisorio di un fenomeno giustificabile in virtù della forza che il

diritto attribuisce alla circolazione di documenti che incorporano crediti 

si impedisca che l’estinzione del rapporto pregiudichi i diritti di terzi sull’oggetto del credito.

3) quiescenza

Non rientra nella confusione la riunione nella stessa persona delle qualità di fideiussore e debitore cade

solo l’obbligazione accessoria di garanzia

Impossibilità sopravvenuta non imputabile

E’ equiparata l’ipotesi dello smarrimento della cosa ove non possa esserne provato il perimento.

Se temporanea, finche perdure l’impossibilità il debitore non è responsabile del ritardo; il protrarsi

dell’impossibilità può cmq portare all’estinzione, ma decisiva la valutazione degli interessi contrapposti.

L’impossibilità parziale modifica il rapporto deb è ancora obbligato ma si libera eseguendo la prestazione

per la parte che è rimasta possibile ex art. 1258: presuppone che:

a) prestazione non sia divisibile

b) impossibilità non sia dovuta a colpa del debitore

c) possibile la prestazione residua un “apprezzabile interesse” ad un adempimento

Obbligazione può estinguersi se il creditore non abbia

parziale.

Se la prestazione diventa impossibile per un fatto imputabile a un terzo, la legge precede che il creditore

subentri nei diriti vantati dal debitore nei confronti del terzo art. 1259

Capitolo VI: Modificazioni soggettive del rapporto obbligatorio

Sezione I, nozioni introduttive

Successione nel credito: nuovo creditore che acquista lo stesso diritto di lui e le situazioni accessorie; può

essere mortis causa o per atto tra vivi.

Tre figure:

1) surrogazione per pagamento

2) cessione del credito

3) delegazione attiva

Dal lato dell’obbligo: causa di morte e tra vivi (seppur con dei limiti)

Creditore accetta di liberare il vecchio debitore e assumerne uno nuovo. Rilevanza al suo consenso. Creditore

può trovarsi di fronte a un nuovo debitore a sua insaputa solo per effetto della successione mortis causa.

Garanzie passano nel caso di successione attiva. Con il debito invece non passano anche le garanzie se

non vi è consenso del garante.

Sezione II, Modificazioni dal lato del credito

Surrogazione per pagamento

tre teorie principali

1) darebbe luogo a una successione a titolo particolare nel lato attivo del rapporto obbligatorio. Il

credito non si estingue ma si trasferisce al terzo.

Surrogazione è conseguenza dell’estinzione dell’obbligazione. Pagamento del III ha stessa efficacia

2) estintiva del pagamento del debitore

3) Debitore continuerebbe a essere vincolato dal titolo originario, solo il credito si estinguerebbe e al

suo posto sorgerebbe un nuovo diritto del tutto identico al precedente.

Tre tipi:

a) per volontà del creditore

b) del debitore

c) di diritto

Surrogazione per volontà del creditore (art. 1201): dichiarazione di surroga rileva nella fase della

prescostituzione del titolo traslativo, impedendo che il rapporto si estingua.

Surrogazione per volontà del debitore (art. 1202): debitore prende a mutuo somma di denaro;

surrogazione avviene all’atto del pagamento a vantaggio del mutuante, senza il consenso del creditore

Surrogazione legale (art. 1203): non presuppone consenso e può operare anche contro la volontà delle parti.

Giudici talvolta hanno posto l’accento sulla necessita che il terzo manifesti l’intendo di esercitare il diritto.

Quattro ipotesi:

1) Fideiussore

2) Avallante

3) Condebitore

4) Erede beneficiario che paga con denaro proprio i debiti ereditari

Tra gli altri, di notevole importanza l’assicuratore, l’indebito soggettivo che subentra per legge nei diritti che

il creditore vanti nei confronti del debitore.

Esiste anche la surrogazione parziale.

Cessione del credito

Accordo tra creditore cedente e cessionario che gli subentra nella titolarità del diritto. Anche senza il

consenso del debitore ex art. 1260.

Il titolo della cessione può essere oneroso o gratuito. Se la cessione è posta in essere per spirito di liberalità, è

necessaria la forma prevista per la donazione.

Accettazione del debitore non assume rilievo salvo nei crediti derivanti da pubblici appalti

Per effetto della cessione il credito è trasferito al cessionario ma è efficace nei confronti del ceduto

l’ha accettata o quando gli è stata notificata.

quando questi

Tre ipotesi di incedibilità

1) crediti personali

cessione di crediti litigiosi a soggetti che fanno parte dell’autorità giudiziaria o che in

2) divieto legale:

tale area esercitano le funzioni. Eccezioni: cessione riguarda controversia tra coeredi, cessione sia

diretta a estinguere un debito, cessione sia fatta per difesa di beni posseduti dal cessionario

3) patto tra le parti

La trasgressione dei divieti legali di cessione comporta le conseguenze della nullità e dei danni ex art.

1261.

Oggetto della cessione è un credito; anche diritti potestativi e diritti personali di godimento secondo

interpretazione estensiva. Anche l’aspettativa e il credito futuro

Cedente all’atto della cessione sia tenuto solo a garantire che il credito esista. Non si estende alla solvibilità

del debitore. Cessione sarebbe affetta da invalidità assoluta qualora il credito sia inesistente in maniera

oggettiva

Tra due cessioni successive la legge da preminenza non a quella di data anteriore ma a quella che in data

anteriore è stata accettata o notificata dal debitore.

Prevale l’opinione che dopo la cessione, anche se non vi sia stata notifica, il debitore sia tale nei confronti del

cessionario, ma per espressa previsione normativa il pagamento eseguito in buona fede al cedente è

liberatorio.

Al cessionario il diritto è trasferito con tutti gli accessori. Interessi e frutti solo con riguardo alla parte che

deve ancora scadere ma derogabile con patto contrario.

Se è un diritto di pegno sembra che sia necessario il consenso del soggetto che ha concesso garanzia. Se è

rifiutato la garanzia si trasferisce ugualmente ma il cedente rimane custode del pegno.

Obblighi e garanzie del cedente

garanzia dell’esistenza del credito

1)

2) garanzia della solvibilità del credito deve essere espressamente previsto dal cedente e dal

cessionario ed è inoltre limitato al corrispettivo della cessione.


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AUTORE

Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Civile II, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Diritto Privato (Tomo II), Breccia. Gli argomenti trattati con particolare attenzione: i rapporti, l'adempimento, l'inadempimento, l'interesse del creditore, l'apprezzabilità giuridica, la regola della correttezza, l'interesse del creditore alla liberazione del vincolo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (FERRARA, ROVIGO)
SSD:
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof De Giorgi Maria Vita.

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