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Diritto canonico

Ordinamento canonico

Come uno qualsiasi dei poteri del tempo, la Chiesa si è retta con leggi, tribunali e codici, fino a creare l'ordinamento canonico. Fin dal primo momento della costituzione della Chiesa l'esperienza religiosa associata dei cristiani si è venuta cristallizzando in regole formali di organizzazione giuridica (canones).

Primo impegno pubblico della Chiesa è la predicazione della Parola del Risorto. Dopo la Pentecoste gli apostoli si dispersero per tutta la terra e la Chiesa si fece con loro missionaria, itinerante, e pellegrina. Sono i testi stessi dell'età apostolica a mostrare il graduale formarsi di una struttura gerarchica. Via via la Chiesa incominciò a servirsi, per la propria organizzazione, di uno strumento come il diritto.

Pian piano lo spontaneismo delle origini cristiane si pietrifica in istituzioni definite e l'ordinamento della Chiesa assume una fisionomia ben delineata. La Chiesa delle origini esprimeva ancora un autentico movimento popolare.

La differenza tra il diritto canonico e gli altri diritti secolari sta nel fatto che il diritto canonico è la rappresentazione formale di una società religiosa, che ha come proprio fondamento la Fede in un Dio trascendente e si assegna come fine ultimo la salvezza oltremondana degli uomini.

Diritto è solo l'ultima istanza cui far ricorso, diritto strumentale che deve tradurre il meno infedelmente possibile una sostanza spirituale e religiosa. La Chiesa svolgerà una funzione morale, è una società religiosa, il suo ordinamento è aperto verso l'alto: viene da Dio e ritorna a Dio.

La società ecclesiastica è caratterizzata dall'inaequalitas dei suoi membri, i fedeli si dividono in due classi: i chierici e i laici, ai primi spetta la capacità di diritto pubblico, ai secondi la capacità di diritto privato.

Dopo il Concilio l'ordinamento canonico si rivela per quello che è, un ordinamento completo, che si occupa sia del temporale che dello spirituale, un ordinamento più completo di quello dello Stato moderno che non si occupa della sfera religiosa. Teocrazia nella quale ad una struttura autoritaria all'interno corrisponde, all'esterno, la pretesa che nulla del mondo degli uomini debba sfuggire al suo controllo.

Fonti del diritto canonico

  • Norme di diritto umano o ecclesiastico: poste dagli uomini. Il giudice canonico qualora si accorga che una legge, in un caso concreto, si riveli nutritiva di peccato, deve, in forza della aequitas canonica, non darvi applicazione e reperire nel diritto divino il precetto da far valere nel caso concreto. Il fine della Chiesa è la salute delle anime e può comportare l'eventuale lesione della certezza giuridica, o addirittura l'intervento nella sfera temporale. La Chiesa consente, in singoli casi, di derogare alle leggi generali, per una justa causa, attraverso la dispensa o il privilegio.
  • Norme di diritto divino: poste direttamente da Dio (il quale è quindi legislatore) naturale: norme che Dio scrive nel cuore e nella natura dell'uomo (tu non ucciderai) e che l'uomo scopre senza bisogno dell'intermediazione ecclesiastica, attraverso la sua coscienza; positivo: norme che Dio pone attraverso la Rivelazione e che la chiesa autentica e certifica. La Rivelazione divina è trasmessa di generazione in generazione attraverso la Sacra Scrittura (Vecchio e Nuovo Testamento comprensivo del libro dell’Apocalisse) e attraverso la tradizione (trasmissione orale delle verità cristiane).

Norme di diritto divino sono il nucleo del diritto canonico e come tali sono irreformabili e inderogabili da qualsiasi potestà umana (sovraordinate rispetto alle norme di diritto umano); su di esse la Chiesa non ha potere, una volta che le abbia dichiarate esistenti sfuggono dalla sua sfera di disposizione. Ad esse tutte le altre norme cedono e se una norma di diritto umano si pone in contrasto con una norma di diritto divino la norma di diritto umano è invalida e deve essere disattesa dai suoi destinatari, perché si deve obbedire prima a Dio che agli uomini.

Non è concepibile alcun procedimento che possa permetterne la modificazione (a differenza ad es. delle norme Costituzionali).

Età apostolica prima redazione per iscritto delle norme di diritto divino:

  • Vangeli;
  • Epistole e atti degli apostoli;

Si diffusero anche norme di diritto umano di produzione pontificia (costituzioni pontificie) o dei concili (canoni conciliari).

Insegnamento del diritto canonico

Metodo nello studio del diritto canonico

Gli studiosi per osservare il fenomeno canonistico, possono collocarsi all'interno dell'ordinamento canonico (come fa la scienza ecclesiastica) oppure al di fuori di esso da un angolo prospettivo neutrale (esterno) e quindi critico, proprio dell'osservatore che opera in un’università statale. Il giurista laico si colloca all'interno dell'ordinamento statale e sarà interessato più che alla struttura alla funzione delle norme canoniche; la formazione culturale è basata sulle categorie filosofiche e giuridiche proprie della cultura laica. Il compito non si svolge all'interno dell'ordinamento canonico perché deve formare operatori di diritto statale. L'impostazione dell'insegnamento canonistico non potrà che essere culturale e critica.

Evoluzione storica della fede cristiana e del diritto canonico

Epoca romana – Sacro romano impero

L'Impero di Roma, tollerante verso tutte le fedi religiose, reprime con le persecuzioni quella cristiana che, in quanto religione dell'uomo e non dello stato (religione missionaria) è pericolosa per l'ordine pubblico dell’impero. I cristiani saranno costretti a rifugiarsi nelle catacombe dove diventeranno più forti e temibili e Roma dovrà riconoscersi vinta.

313 d.C. Editto di Milano: Costantino riconosce libertà giuridica ai cristiani, ponendo fine alle persecuzioni e discriminazioni, ed attribuendo alla Chiesa la posizione di collegium licitum nella sfera del diritto romano. Si ha uno sviluppo crescente delle fonti del diritto umano/ecclesiastico attraverso l'esercizio del potere normativo dei Concili sotto il controllo dell’Imperatore, che li convoca, presiede, promulga approvandone e disapprovandone le conclusioni. L'accordo costantiniano favorisce lo sviluppo di modi e modelli autoritativi nella produzione del diritto canonico.

476 d.C. cade l'Impero romano d'Occidente:

  • In Oriente Impero si lega alla Chiesa di Bisanzio che elabora un diritto ecclesiastico proprio, distinto da quello che vige in Occidente e funzionale all'attività di una Chiesa che si vuole strettamente legata allo Stato e che deve far salva la concezione dell'Imperator-sacerdos;
  • In Occidente di ciò che fu l'Impero romano non rimase più nulla, la chiesa si erge quale custode dell'idea di Roma vagheggiando, in segreto, il risorgere della civiltà di Roma.

713 d.C. Liutprando, re dei Longobardi, aprirà il suo editto intitolandosi princeps christianus ac catholicus.

La notte di Natale dell'800 Papa Leone III incorona Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero. Periodo caratterizzato da serie di collaborazioni ed alleanze, ma anche da duri scontri.

Riforma gregoriana – Concordato di Worms

Gregorio VII - Dictatus Papae - viene ribaltata la posizione di sottomissione della chiesa, principi devono inchinarsi al soglio papale, il Papa da nessuno può essere giudicato (indipendenza della giurisdizione ecclesiastica). Inizio lotta per le investiture.

Concordato di Worms:

  • Imperatore: rinunciava al diritto di investire i Vescovi riconoscendo solo al Pontefice tale funzione;
  • Papa: riconosceva all'Imperatore il diritto, in Germania, di essere presente alle elezioni episcopali e di investire i prescelti dei loro diritti laici.

Prime raccolte di materiale canonistico

Età aurea del diritto canonico: dopo la lotta per le investiture, la chiesa consolida la propria compagine interna perfezionando con il diritto l'accentramento della propria costituzione. Separazione tra Chiesa gerarchica e comunità di fedeli, fra cultura ufficiale e coscienza popolare si fa sempre più netta; pullulano le correnti ereticali e la Chiesa risponde con l'elaborazione di una propria cultura e la repressione giuridica.

Viene incontro alla Chiesa anche il sorgere dell'Università, con l'anno Mille la società aveva bisogno di un diritto più complesso e aderente alla vita economica e agli interessi dei nuovi ceti borghesi così vennero riutilizzati i libri legales di Giustiniano. Fu lo spirito d’intrapresa della borghesia cittadina a creare l'Università di Bologna.

Nella stessa epoca di Irnerio, a Bologna, Graziano fondatore di una piccola scuola monastica decise di raccogliere tutto il materiale canonistico eliminando “il troppo ed il vano” e procedendo ad un tentativo di codificazione. Anche Graziano operava di propria iniziativa, selezionò il materiale e lo commentò, selezionò i testi e se trovava delle antinomie applicava i criteri classici: legge posteriore deroga quella anteriore, legge speciale prevale sulla generale. L'opera di Graziano, Concordia discordantium canonum, ribattezzata Decretum, è una raccolta privata che si diffonderà a livello universale.

Attorno al Decretum si formerà una folla di esegeti e glossatori, che verranno nominati “decretalisti”.

Dopo il Decretum:

  • Decretali di Gregorio IX: compilazione con valore di codificazione ufficiale del diritto canonico. Anche attorno ad esse fiorirà un’attività scientifica rigogliosa di “decretalisti”;
  • Liber Sextus di Bonifacio VIII;
  • Clementinae di Clemente V.

Collezioni raccolte nel 1500 da un giurista francese nel Corpus juris canonici poi approvato e ufficializzato dalla Sante Sede.

Riforma protestante

Movimento religioso che ha portato alla nascita del protestantesimo.

Fine del ‘400, in Germania in cui si era instaurato un rapporto diretto tra il credente e Dio nel quale la Chiesa era posta in secondo piano, si sviluppa un movimento riformatore sotto la guida di Martin Lutero, il quale, dopo la vendita delle Indulgenze in Germania si trovò alla testa di un vasto moto riformatore che dilagava per la Germania in maniera incontenibile. La rottura definitiva si avrà qualche anno dopo, quando Lutero, coi suoi studenti, durante una cerimonia bruciò la bolla di scomunica insieme ai libri di diritto canonico.

Secondo Lutero:

  • L’uomo si salva solo per la sua fede che è un dono gratuito di Dio e non grazie alle sue opere, tutte inutili al cospetto di Dio;
  • La struttura gerarchica della Chiesa è sbagliata poiché aveva l’amministrazione esclusiva dei Sacramenti;
  • Non bisogna distinguere tra chierici e laici perché esiste un solo sacerdozio universale dei fedeli che assorbe quello ministeriale e gerarchico;
  • Cade la dottrina cattolica dei sacramenti;
  • Il cristianesimo non può avere come capo una persona avendo come unico capo Gesù Cristo;
  • L’unica fonte divina è la Scrittura che il singolo credente reinterpreta in un libero dialogo con Dio (non c’è spazio per il diritto canonico e la Tradizione).

Per assicurare il successo della riforma si servì del tedesco e non più del latino. Il movimento riformatore si diffuse rapidamente segnando ovunque si fosse affermato l’eclisse del diritto canonico, solo l’Italia rimase estranea al moto riformatore. A questo moto la Chiesa cercò di far fronte con una propria riforma interna affidata dall’autorità ecclesiastica ad un Concilio ecumenico (Controriforma periodo tra Concilio di Trento e la codificazione pio-benedettina fino alle soglie del Concilio Vaticano II) vista però come opera politica e non religiosa.

Concilio di Trento

Il Concilio di Trento del 1545 Paolo III si proponeva di riaffermare tutti i capisaldi della dottrina cattolica e di fare una riforma che consentisse alla Chiesa di combattere l’eresia protestante; vennero ribaditi i principi contestati dai riformatori, salvezza per la fede, opere, dottrina dei Sacramenti e Indulgenze. Il concilio non riuscì nel compito di ricomporre lo scisma protestante e di ripristinare l'unità della Chiesa, ma fornì una risposta dottrinale in ambito cattolico alle questioni sollevate da Lutero e dai riformatori. Venne fornita una dottrina organica e completa sui sacramenti e si specificò l'importanza della cooperazione umana e del libero arbitrio nel disegno di salvezza.

  • Non si trattò in modo esaustivo il problema della natura e del ruolo del papato e del suo rapporto con l'episcopato (il quale sarà trattato dal Concilio Vaticano I);
  • Rimase in sospeso la questione del rapporto e della convivenza nella Chiesa tra aspetto istituzionale e misterico (il quale sarà trattato dal Concilio Vaticano II);
  • Rimasero insolute le questioni dei privilegi e dei diritti attribuiti a sovrani e principi cattolici.

Fu imposto ai vescovi la presenza nelle loro sedi, la celebrazione dei sinodi e le visite pastorali prevedendo in ogni diocesi l'istituzione di un seminario. La Chiesa si configura sempre di più come una monarchia, temperata dalla presenza del corpo episcopale. La Chiesa doveva combattere una battaglia su due fronti:

  • Contro le monarchie assolute, che rivendicavano la loro indipendenza e pretendevano di invadere anche la sfera spirituale oltre a quella temporale: giuristi ortodossi per rispondere alle pretese delle Monarchie elaborano la teorica della potestà indiretta della Chiesa in materia temporale;
  • Contro le Chiese formatesi dalla Riforma: giuristi ortodossi le consideravano alla stregua di semplici società ribelli e sovversive.

In Francia dopo lo Scisma d’Occidente, quando più papi e antipapi pretendevano di essere legittimi titolari...

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Scienze giuridiche IUS/11 Diritto canonico e diritto ecclesiastico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto canonico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Zanotti Andrea.
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