Diritto canonico
Lezione 3 ottobre 2016
Diritto canonico è il diritto proprio della Chiesa cattolica, di una comunità di carattere religioso. La comunità riconosce come fondatore Gesù, che nella fede della Chiesa è anche Dio. Il capo della comunità è il Papa, al vertice del Vaticano. La comunità cattolica è organizzata secondo delle regole, è l'unico ordinamento che dura da così tanti secoli ed è diffuso in tutto il mondo, ma i membri sono allo stesso tempo appartenenti ad altri ordinamenti, come quello di ogni stato. L'appartenenza a questa comunità è frutto di una scelta personale, che nasce dal battesimo.
Il diritto canonico è un complesso di regole che formano l'ordinamento, si applica indipendentemente dallo Stato. Le regole di questo ordinamento si differenziano in:
- Diritto divino
- Diritto umano
La religione cattolica nasce in Palestina, la comunità cristiana nasce intorno alla religione ebraica (questa religione si trasmette attraverso la discendenza). La comunità è affidata ai primi discepoli, apostoli, i quali si pongono il problema di essere ebrei: il Vangelo deve essere rivolto al popolo ebreo o anche ad altri? Vi è scontro sull'argomento tra Pietro e Paolo: quest'ultimo ebreo osservante ed inizialmente perseguiva i cristiani, ma la sua idea era quella di rivolgere il Vangelo a tutti.
Concilio di Gerusalemme: riunione degli apostoli nel 50 in cui per la prima volta si ritenne che il Vangelo vada diffuso tra tutti, ma in questi anni la comunità non è democratica, le decisioni vengono prese dagli apostoli. All'interno della comunità si distinguono:
- Clero
- Laici
Il battesimo accomuna tutti i facenti parte della comunità, vengono chiamati "Christi fidelis". Se ricevono anche il sacramento dell'ordine sacro diventano chierici; se non ricevono questo sacramento sono laici (laos = popolo).
Quando vi furono le persecuzioni, Costantino concesse molte libertà, tra cui anche quella della religione. La comunità cristiana si dà delle regole da sé, si chiamano "canones" (≠ nomos = leggi dell'imperatore). I canones trovano fonte principale nei concili ecumenici, composti dai vescovi, che sono la parte più importante del clero.
Il sacramento dell'ordine santo comprende 3 gradi:
- Diaconato
- Presbiterato
- Episcopato
Il primo concilio ecumenico convocato da Costantino è il concilio di Nicea (325) e qui si discute se Cristo è Dio o uomo. Chi seguiva le teorie di Ario, affermava che fosse uomo. La conseguenza di questo concilio è la condanna dell'eresia. Le sacre scritture, che costituiscono il nuovo testamento, sono fonti di cognizione del diritto divino, sono caratterizzate dall'immodificabilità, perché poste dalla divinità stessa.
Il diritto divino si differenzia in:
- Diritto naturale: per natura non scritto, l'uomo lo può conoscere mediante la ragione.
- Diritto positivo: poste in un momento della storia, contenuto nelle sacre scritture oppure vengono tramandate tramite la tradizione. Es. la struttura della chiesa.
Lezione 4 ottobre 2016
Diritto canonico = ordinamento proprio della Chiesa Cattolica, comunità di soggetti che entrano a far parte di questo ordinamento tramite il sacramento del battesimo, quindi per una scelta libera, caratterizzata dall'universalità: non ci sono limiti territoriali di questo ordinamento e nemmeno temporali. Questo ordinamento sta durando 27 secoli di storia. È quindi un unicum per estensione temporale e geografica. Questo ordinamento non è caratterizzato dalla statualità ma non per questo la sua giuridicità viene meno. Lo studio di questo ordinamento a cui aderisce oltre 1 miliardo di persone ha l’utilità di farci confrontare con un tipo di ordinamento diverso da quello statuale, al quale siamo abituati.
Anche una comunità di tal tipo, legata da aspetti di fede, di credo, di spiritualità, ha bisogno di regole perché tale comunità cristiana vive nella storia: ''il verbo si è fatto carne'', quindi Dio è entrato nella realtà umana. Questo per dire che la comunità cristiana è proiettata nella Gerusalemme Celeste ma vive nella realtà e quindi ha bisogno di regole.
Il diritto canonico è composto da:
- Diritto divino: naturale e positivo (=mediante la rivelazione di Dio agli uomini, quindi attraverso le sacre scritture è dato di conoscere il complesso di queste regole che sono immodificabili).
- Diritto umano: complesso di regole che vengono prodotte dalla Chiesa nel corso della storia e queste possono essere modificate.
La Chiesa ha una duplice dimensione dal punto di vista geografico:
- Chiesa universale
- Chiese Particolari (=Diocesi)
La Chiesa è unita nella sua dimensione universale (ci sono ad esempio gli stessi organi di governo) ma la comunità è organizzata a livello più ristretto come Chiese particolari, dotate a loro volta di organi. Queste Chiese, nonostante si riconoscano tutte nella Chiesa particolare, possono produrre norme che possono variare da una Chiesa particolare all’altra.
Il diritto umano quindi ha delle varianti di carattere geografico legate alla diversità delle Chiese particolari. Es: è una legge di diritto umano quella che prescrive il celibato previsto per i preti. Questa regola non vale per alcune Chiese particolari: le Chiese Orientali. La Chiesa Cattolica principalmente è composta da fedeli che appartengono alla Chiesa Latina ma nei paesi dell'Est ci sono fedeli che appartengono alle Chiese Orientali, le quali fanno parte della Chiesa Cattolica Universale ma hanno anche una propria autonomia disciplinare, nelle quali i preti possono sposarsi.
Nella Chiesa Cattolica i membri sono legati da:
- Dal vincolo del battesimo
- Dal vincolo della fede
- Dal vincolo della comunione gerarchica
Senza questi elementi i fedeli non possono considerarsi parte della Chiesa Cattolica. Per entrare a far parte della Chiesa Cattolica è necessario il battesimo; i battezzati possono appartenere però anche ad altre comunità: protestanti o ortodosse. I battezzati costituiscono i cristiani; tuttavia non tutti i battezzati sono cattolici. Per essere cattolici bisogna ricevere il battesimo nella Chiesa Cattolica oppure, dopo che vi è stato il battesimo, entrare a far parte della Chiesa Cattolica. Se il battesimo viene ricevuto in una comunità protestante non si entra a far parte della Chiesa Cattolica ma si diventa protestanti. Il battesimo è condizione necessaria ma non sufficiente a far parte della Chiesa cattolica. Chi riceve il battesimo da adulto fa la professione di fede = si aderisce alla confessione della Chiesa e si accettano i dogmi(= verità incontestabili). Nel momento in cui ci fosse un ripensamento e si volesse abbandonare la Chiesa, si diventa ''eretici''= negazione di un elemento essenziale della fede (dogmi). Chi invece nega la Chiesa in tutto e per tutto, anche se ha ricevuto il battesimo, diventa ''apostata''=colui che una volta che ha ricevuto il battesimo nega la fede nel suo complesso.
Il compito della Chiesa è tramandare gli insegnamenti di Gesù Cristo. Chi garantisce l'autenticità del deposito della fede? Gli apostoli e i loro successori, i quali, proprio per questo, esercitano una funzione di autorità nella Chiesa; che poi dal punto di vista giuridico si traduce nella detenzione della funzione legislativa, giudiziaria e amministrativa. I membri della Chiesa sono quindi legati dall’obbligo di riconoscere l'autorità dei Pastori della Chiesa in una scala gerarchica, vincolo della comunione gerarchica. I pastori della Chiesa sono i Vescovi, diretti successori degli apostoli e hanno la funzione di governare la Chiesa. Gli altri membri del Clero, cioè Diaconi e Preti, hanno il compito di aiuto nel governo della Chiesa. Nel loro complesso i Vescovi formano un collegio: Collegio Episcopale. Ruolo peculiare è rivestito dal Vescovo di Roma che è il Papa: è a capo del Collegio dei Vescovi ed esercita una massima autorità. Il suo ruolo è infatti di ''vicarius Christi'' = Vicario di Cristo. L’autorità suprema che Cristo ha affidato al primo apostolo, Pietro, viene esercitato dai suoi successori.
Per quanto riguarda le Chiese Orientali, riconoscono il Papa e sono legate alla Chiesa Universale dai 3 vincoli (gerarchia, battesimo e fede), hanno solo un’autonomia disciplinare. Diverso caso è per le Chiese ad es Ortodosse, le quali non riconoscono l’autorità del Papa sulla loro comunità. Il diritto umano si applica solo ai Cristiani Cattolici, non si applica ai Cristiani non cattolici; il diritto divino invece si applica a tutti gli uomini. Il diritto divino viene applicato anche a chi non è battezzato nel momento in cui questa persona entra in contatto con la Chiesa Cattolica.
Fonti del diritto canonico
Il Vescovo di Roma ha avuto un ruolo fondamentale anche nella produzione normativa di diritto canonico. Nel linguaggio si è cominciato a chiamare ''canonico'' il diritto proprio prodotto dagli organi propri della Chiesa; i ''canos'' si distinguevano dai ''nomos'', i quali costituivano il diritto derivante dall'Impero. Nonostante l'Imperatore volesse disciplinare tutta la vita civile, anche religiosa, comincia ad affermarsi la produzione di norme proprie degli organi della Chiesa, soprattutto dei Concili. Molti erano i problemi: all'inizio della storia cristiana ci furono 3 secoli di persecuzioni; fatto alquanto strano, dato che i Romani erano un popolo molto tollerante nell’accettare le diverse religioni dei popoli che conquistavano. A causa di queste vi erano molte persone che cedevano e abbandonavano il cristianesimo per paura i cd. ''Lapsi''= caduti, coloro che cedono alle persecuzioni. Le persecuzioni però non erano continue e vi erano alcuni decenni privi di persecuzioni. Erano presenti dei fedeli che ha causa delle persecuzioni negavano la fede, ma poi, in tempo di pace, ritornavano a voler professare la fede cristiana. Il problema era se inserire o meno questi fedeli lapsi. Un caso emblematico vi fu a Cartagine quando un vescovo lapsus aveva somministrato un sacramento; la popolazione non riconosceva questo sacramento perché dicevano che il nuovo Vescovo consacrato era impuro. Il problema era così grande che fu affidato al Papa il quale decise una regola che vale ancora oggi: la validità di un sacramento non dipende da chi lo somministra.
Le questioni ecclesiastiche e teologiche vengono risolte tramite organi propri della comunità: i Concili, riunioni dei Vescovi, seppur convocate dagli Imperatori. Oltre quindi alle sacre scritture noi abbiamo la produzione di diritto romano che si realizzano tramite Concili Ecumenici, i quali producono regole chiamate ''canoni''. Se le riunioni non sono di tutti i Vescovi, ma di una regione circoscritta della Chiesa, si hanno i ''Concili Provinciali'', i concili di una Provincia ecclesiastica, la quale raggruppa più Diocesi. Da notare che la Chiesa comincia ad utilizzare un linguaggio per la loro struttura plasmata sul diritto civile: la parola provincia o diocesi deriva dal diritto romano.
Con il passare del tempo acquista un ruolo preminente il Vescovo di Roma. Il Papa non esercita nei primi anni di cristianesimo tutta l'autorità che esercita oggi; vi è un’evoluzione del potere pontificio. Il Papa ha acquistato autorità in quanto presiede la comunità fondata da Pietro e Paolo, apostoli fondatori. Molte questioni della vita della Chiesa, se non vengono risolte dai Concili Ecumenici o Provinciali, vengono risolti dal Papa a cui gli altri Vescovi si rivolgono. Il suo parere è una decisione normativa che porta il nome di ''decretali pontificie'' = lettere con le quali il Papa risponde alle richieste che gli vengono fatte decidendo su determinate questioni.
Il diritto canonico si sviluppa quindi attraverso: Concili ecumenici, provinciali (o ''topici''), e le decretali pontificie. Il Papa assume la denominazione che spettava al massimo vertice dell’organizzazione religiosa romana: il Pontefice massimo che era a capo del Collegio dei Pontefici. Questa carica sacerdotale del mondo romano viene assunta dall’imperatore e nel IV sec, quando venne riconosciuto il Cristianesimo come religione di stato, il linguaggio della Chiesa è plasmato sulla denominazione della precedente religione romana. Oggi ''Romanus Pontifex'' è l’espressione con la quale il diritto canonico designa il Papa. Negli anni passati era possibile che ci fosse l’uso del ''Pontifex Veronensis'' che designava il Vescovo ad esempio di Verona, ma poi questa denominazione è caduta in disuso e ''Romano Pontefice'' si usa solo per nominare il Papa.
La produzione normativa non è organica: a seconda delle esigenze si emanano decretali, norme di derivazione del Concilio Ecumenico o Provinciale ecc. Questo complesso è di difficile comprensione ed è complessità. Tutta questa normazione comincia ad avere una certa importanza con la nascita delle Università; in particolare, con il sorgere dell'università di Bologna, nella quale si studiava il Corpus Iuris Civilis e lo si commentava. Lo stesso accadeva per lo studio del diritto della Chiesa: intorno al XII sec si comincia a studiare grazie a Graziano, monaco Camaldolese. Graziano sperimenta la complessità di far conoscere ai propri studenti il diritto canonico. Ecco che quindi fa una raccolta di questi canoni che estrae da tutte le fonti e scrive un'opera privata chiamata ''Concordanza dei Canoni Discordanti(=Concordia discordantium canonum)'', insieme di canoni prodotti da: Concili Ecumenici, sacre scritture, decreti ecc.. molte norme erano in contraddizione tra di loro e Graziano riordina tutto questo complesso normativo. L’opera è sistematica e divisa in 3 parti: pone delle cause (''quaestiones'') che egli risolve citando le fonti di diritto canonico. L'opera ha un notevole successo e viene chiamato ''Decreto di Graziano(=Decretum Gratiani)''. Le fonti hanno valore normativo non perché raccolte in un decreto ma perché derivano dai Concili o dalle decisioni dei Pontefici; Graziano inoltre ha commentato queste fonti, dette ''dicta Graziani''.
L'opera come ci è pervenuta contiene inoltre altre fonti inserite da un suo discepolo di nome Auta Palea, e queste vengono chiamate ''Palee'' = ''pagliuzze''. Successivamente, anche i commenti diventano norma giuridica in forza della consuetudine; anche nella Chiesa la consuetudine è una delle fonti del diritto, oltre alla legge. La codificazione del diritto canonico si avrà nel 1917; fino a quel momento vige nella Chiesa il Decreto di Graziano insieme ad altre fonti. Il successo di questa opera viene valutato dai Pontefici i quali, nel secolo dopo, ordinano una raccolta ufficiale di fonti che vengono prodotte dopo Graziano. Il Papa Gregorio IX ordina a un canonista Raimundo di Peufort di scrivere una raccolta che promulga il Papa stesso all’inizio del XIII sec; è diversa la pubblicazione del Decreto di Graziano che è privata, da questa norma che promulga il Papa stesso, la quale ha direttamente valore normativo.
Tutte le fonti del Liber Extra vengono sostanzialmente ri-promulgate dal Papa Gregorio IX; le fonti che sono all'interno del Liber avrebbero data diversa però con il fatto che sono state ri-promulgate portano tutte la stessa data di vigenza. Questo impedisce di applicare alle fonti del Liber Extra il principio abrogativo Graziano aveva, al contrario, applicato questo principio per raccogliere lex posterior derogat priori; le fonti, in modo da mettere ordine. Nel Liber Extra si dovranno applicare altri criteri interpretativi, come quello della legge speciale, la quale è preferibile a quella generale. La raccolta viene inizialmente chiamata ''Raccolta di Decretali di Papa Gregorio IX'' ma poi viene conosciuta come ''Liber Extra'', proprio per il fatto che contiene tutte le fonti lasciate fuori da Graziano e che sono venute dopo da parte dei Pontefici.
Il Liber Extra è composto da 5 libri divisi per materia:
- Iudex
- Iudicium (=fonti di diritto processuale canonico)
- Clerus
- Connubia (=fonti sull'istituto del matrimonio)
- Criminem (=fonti di diritto penale canonico)
Si vede come ci sia un'organizzazione sistematica delle fonti; oggi il canone(articolo) più breve del codice di diritto canonico è sulla consuetudine ed è il 26. Questo canone è antichissimo, deriva dal Liber Extra. Ma questa disposizione normativa si ritrova in una decretale di Gregorio IX il quale si è trovato a dirimere una questione: un'abbazia rivendicava il diritto di eleggere l'abate di un'altra sulla base di una deroga data da un Papa precedente; la controversia arriva al Papa e questo scrive che: anche se non sappiamo quale papa abbia concesso questo privilegio, bisogna attenersi alla consuetudine.
Accanto alla fonte normativa è molto importante la valutazione della dottrina; ad esempio i commenti al Decreto di Graziano vengono fatti dai ''decretisti'' mentre i commenti alle fonti del Liber Extra vengono fatti dai ''decretalisti''. I commenti si chiamano ''glossa''. Dopo la raccolta di Gregorio IX possiamo vedere la raccolta di fonti prodotte dopo la pubblicazione del Liber Extra ordinata da Bonifacio VIII che promulga nel 1298; viene divisa nelle solite 5 materie e assume il nome di ''Liber Sextus''.
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