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Diritto canonico

Lunedì 3 ottobre 2016

Il diritto canonico è il diritto proprio della chiesa cattolica, di una comunità di carattere religioso. Non confondiamo chiesa cattolica, Vaticano, ecc. Il Vaticano è una realtà temporale che vede come sovrano il Papa, che è al tempo stesso al vertice della comunità che costituisce la chiesa cattolica. Ma la chiesa cattolica esisterebbe indipendentemente dall’esistenza della città del Vaticano. È una comunità che riconosce come fondatore Gesù Cristo che nella fede della chiesa è anche Dio.

Dove c’è una comunità organizzata ci sono delle regole. Anche questa comunità è una comunità organizzata secondo certe regole. Queste regole si sono sviluppate nel corso della storia. Questo è l'unico ordinamento tra quelli esistenti nel mondo, che dura ininterrottamente da duemila anni pur con modificazioni cronologiche e geografiche. È una comunità che è diffusa in tutto il mondo. Il fatto che sia una comunità di natura religiosa fa sì che i suoi appartenenti al tempo stesso appartengano ad altri ordinamenti (chi fa parte della chiesa cattolica è al tempo stesso cittadino di uno stato, per esempio lo stato italiano). È un ordinamento diffuso in tutto il mondo, non ha limitazioni geografiche.

Rapporto tra norme religiose e ordinamento dello stato

Il rapporto tra norme religiose e l’ordinamento dello stato, lo si studia nel corso di diritto ecclesiastico. Il diritto ecclesiastico è il complesso delle regole dell'ordinamento dello stato, che disciplinano il fenomeno religioso. Il diritto canonico si è prodotto nell’arco di 27 secoli di storia. L’appartenenza a questa comunità è frutto di una scelta personale dell’individuo che volontariamente entra a fare parte di questa comunità mediante un atto giuridico che è al tempo stesso un sacramento: il battesimo (l’appartenenza non dunque è automatica con la nascita).

È un ordinamento giuridico, un complesso di regole organizzate. Sono regole che formano un ordinamento che si applica indipendentemente dalla volontà dello stato. Questo complesso di regole ha una massima distinzione. La distinzione è la seguente:

  • Diritto divino.
  • Diritto umano.

L’espressione “canonico” nel linguaggio comune individua qualche cosa che fa riferimento alla chiesa. Per esempio la canonica è la casa del parroco. Dal punto di vista etimologico l’espressione ha origine greca (canon) che vuol dire regola. L'utilizzo di questa espressione per il diritto della chiesa si ha a partire dai primi secoli, terminata l’epoca delle persecuzioni (ricordiamo fino al quarto secolo il cristianesimo subisce le persecuzioni da parte dell’impero romano. La libertà si ha nel 313 con l'editto di Milano che consente al cristianesimo di estere. Con il diritto di Tessalonica il cristianesimo diventa religione dell’impero).

Origine e diffusione del cristianesimo

Il cristianesimo nasce in Palestina, che è una provincia dell’impero romano in cui vive Gesù Cristo. Gesù è un ebreo che appartiene al popolo ebraico, anche se il suo insegnamento si staccava dalla tradizione dei padri. La comunità cristiana nasce nell’ambito del popolo ebraico. I discepoli sono ebrei. Il popolo ebraico non ha una vocazione universalistica. Si appartiene al popolo ebreo in ragione della propria discendenza (è ebreo il figlio di ebrei). Quindi secondo le fonti sacre di questa religione (antico testamento – la Bibbia) il popolo ebraico è stato scelto tra tutti i popoli. Questo atteggiamento mentale ha un'incidenza nella prima comunità cristiana.

Il concilio di Gerusalemme

Quando Gesù muore la comunità è affidata ai più importanti discepoli: i 12 apostoli (ridotti poi a 11 quando Gesù muore perché uno si era tradito). Gli apostoli si pongono il problema: noi siamo ebrei, questo buon annuncio (il vangelo, il buon annuncio) che fa cristo è rivolto al popolo ebreo o può essere rivolto anche ad altri che non fanno parte del popolo ebreo? Il problema si pone tra Pietro è posto al capo degli apostoli e Paolo (che perseguita i cristiani ma ha una propria conversione e diventa cristiano, apostolo per vocazione personale).

  • Paolo dice che il lieto annuncio va fatto a tutti.
  • Pietro non è della stessa idea.

C’è un confronto tra l’intero gruppo degli apostoli e Paolo, che si riuniscono nel concilio di Gerusalemme (a Gerusalemme). Nel concilio di Gerusalemme si ritiene che il vangelo vada annunciato a tutti. Questa comunità si pone il problema: i soggetti che ricevono il battesimo e non appartengono al popolo ebraico devono osservare la legge ebraica posta da Mosè oppure no? Per esempio, devono i cristiani che provengono dal paganesimo osservare le regole circa il cibo?

La comunità comincia a riflettere e le decisioni vengono prese dal gruppo ristretto degli apostoli. Questa è un'altra caratteristica della comunità: non è una comunità democratica dove le decisioni vengono prese dalla comunità nel suo complesso o da rappresentanti della comunità. Si riconosce il ruolo di autorità a un gruppo ristretto di persone che sono gli apostoli. Quando gli apostoli cessano di vivere, a coloro che succedono agli apostoli.

Clero e laici

Distinguiamo dunque il clero dai laici. Per fare parte della chiesa è necessario il battesimo che accomuna tutti quelli che appartengono alla chiesa. Chi riceve il battesimo si chiama cristiano. Il termine giuridico per i battezzati è: CHRISTI FIDELES (fedele di cristo – fedele). Il battesimo produce un effetto che fa di questa persona un fedele di Cristo. I fedeli se ricevono il sacramento dell’ordine sacro, diventano CHIERICI. L'appartenenza al clero si ha mediante il sacramento dell’ordine. Coloro che non ricevono il sacramento dell’ordine costituiscono i laici. Laos in greco vuol dire popolo. Laicos vuol dire: colui che appartiene al popolo.

Il termine laico viene utilizzato anche al di fuori del diritto canonico. Per esempio, il principio di laicità dello stato significa che lo stato non fa propria nessuna religione. Quindi i termini dal punto di vista canonico sono diversi perché laico nel diritto canonico vuol dire che il soggetto non ha ricevuto il sacramento dell’ordine. Quando sono cessate le persecuzioni, la comunità ha cominciato ad avere un ruolo addirittura politico. Pensiamo che Costantino (che dà la libertà ai cristiani di esistere) riconosce una rilevanza civile per esempio alla episcopalia audientia (cioè l’udienza che può tenere il vescovo in ambito civile).

L’imperatore tuttavia si ritiene investito (siamo nell’epoca del dominato: tutto è soggetto alla volontà del principe). Questa comunità non riceve si dà regole mediante il clero, gli apostoli, ecc. Si cominciano a distinguere le regole prodotte dall’imperatore (le legge) da quelle che produce la comunità cristiana (canones – regole).

Sviluppo del diritto canonico

Qui comincia a svilupparsi il diritto canonico che trova fonte principale nei concili ecumenici. Questi concili sono le riunioni di tutti i vescovi che fanno parte della chiesa. Come gli apostoli a Gerusalemme avevano cominciato a “legiferare”, successivamente per prendere decisioni normative riguardanti questa comunità si riuniscono i vescovi che sono la parte più importante del clero. Il sacramento dell’ordine sacro comprende tre gradi:

  • Diaconato: diacono.
  • Presbiterato: presbitero (prete).
  • Episcopato: vescovo.

Questa comunità che vive nel contesto ebraico e dopo la decisione del concilio di Gerusalemme comincia ad espandersi, si inserisce anche fuori dalla Palestina. Non c’è più un’appartenenza ebraica che accomuna i soggetti, ci sono persone che provengono dal paganesimo. Provengono da tradizioni diverse. La chiesa si inserisce nelle tradizioni e ne recepisce anche il linguaggio (come per esempio il termine vescovo deriva dal greco e significa colui che vigila). Il ruolo di governo della comunità è svolto dai vescovi. I vescovi sono i principali organi di governo di questa comunità. I vescovi hanno la funzione pubblica: amministrativa, legislativa e giudiziaria.

Nella chiesa le tre funzioni sono concentrate nei vescovi. Poi le esercitano mediante la collaborazione di altri ma comunque ne sono titolari essi stessi. I concili ecumenici sono la riunione di vescovi che esercita funzione legislativa nella chiesa. Il primo concilio fu il concilio di Nincea (quarto secolo) nel 325 convocato da Costantino. Costantino convoca il concilio per deprimere controversie che cominciavano a sorgere nella comunità. La predicazione del vangelo ha come contenuto l'annuncio che Cristo Gesù è uomo e Dio allo stesso tempo.

Tra chi portava questo annuncio c'era Ario (un prete) che sosteneva che Gesù è uomo ma non Dio. C’è contrasto tra chi sostiene le teorie di Ario e chi sostiene che Gesù è Dio. Costantino convoca il concilio per deprimere la questione. Il concilio si conclude con la condanna dell’eresia Ariana. Ario è un eretico, sostiene una teoria che non è vera. Questo concilio ha rilevanza teologica. Ma nei concili vengono emanate anche regole disciplinari.

Negli anni successivi l'approfondimento teologico porta all'affermazione di nuovi dogmi e anche a regole di natura disciplinare. Si sono anche realizzate fonti di riferimento che sono le sacre scritture: cioè dei libri scritti risalenti agli apostoli o ai loro collaboratori che costituiscono il cosiddetto nuovo testamento. Si tratta dei quattro vangeli.

  • Gli atti degli apostoli
  • Le lettere di Paolo (scritte alle diverse comunità cristiane di allora – per esempio le lettere dei Paolo ai Corinzi)
  • Le lettere di Giuda Taddeo
  • Le lettere di Giacomo
  • L’apocalisse di Giovanni

La bibbia comprende un complesso di testi scritti (antico testamento) e il nuovo testamento. Queste sono fonti di cognizione del diritto divino, cioè regole poste dalla divinità stessa e non modificabili. Si sono fatti portavoce di Cristo. Studiare diritto canonico non significa fare professione di fede. Stiamo un complesso di norme immodificabili. Quando diciamo che c'è il diritto divino facciamo riferimento a norme immodificabili perché poste dalla comunità stessa.

Diritto umano e diritto divino

La vita della chiesa è regolata anche da altre norme, prodotte nel corso della storia e modificabili. È il diritto umano, prodotto dagli organi della chiesa. Il diritto umano è rigidamente subordinato al diritto divino. Non può esserci norma prodotta dal legislatore della chiesa che sia in contrasto con il diritto della chiesa. Nel diritto della chiesa la conformità del diritto umano al diritto divino è condizione per l’esistenza stessa del diritto umano.

Es: da poco nel nostro ordinamento è entrata in vigore la disciplina sulle unioni civili. Il legislatore ha ritenuto che questo fosse consentito dalla costituzione. Nella chiesa sarà possibile prevedere un matrimonio fra persone dello stesso sesso? Il problema per la chiesa è questo: è un principio di diritto divino che il matrimonio possa essere contratto solo tra persone di sesso diverso oppure è una tradizione che allora può cambiare nel corso della storia? Per caso del matrimonio dello stesso sesso nessuno dubita che sia una regola di diritto divino. Quindi non è pensabile il matrimonio tra persone dello stesso sesso nella chiesa.

Un altro problema riguarda la comunione ai divorziati, risposati: la disciplina canonica non consente ai risposati l’eucarestia e gli altri sacramenti. Il divieto di accedere all’eucarestia per i divorziati, è una regola che si può cambiare oppure no? Se il divieto è diritto divino, il legislatore umano non può intervenire per modificarlo.

La comunità cristiana

Pensiamo anche ad altre regole della comunità cristiana. La comunità si riunisce settimanalmente per celebrare la memoria di Gesù nel giorno di domenica: giorno in cui Cristo è risolto dai morti. Nell’ambito del giorno ebraico il giorno festivo di riposo assoluto era il sabato. La comunità cristiana e Gesù stesso osservavano il sabato. La comunità cristiana appena dopo la scomparsa di Gesù si riunisce la domenica (che significa il giorno del signore). Anche il nostro linguaggio recepisce dunque una tradizione cristiana. L’origine del nome domenica è comunque il giorno del signore. Ci sono situazioni che hanno origine religiosa ma che comunque hanno perso significato come nel caso della domenica.

La comunità cristiana incide sulla cultura delle comunità che a partire dal quarto secolo coincidono quasi con il cristianesimo. Possiamo affermare che il cristianesimo si diffonde soprattutto nelle città. Nelle campagne il paganus è quello che vive nel villaggio e quindi professa la religione antica. Oggi pagano vuol dire non cristiano. Il cristianesimo recepisce delle regole ma al tempo stesso dà regole. Per esempio, recepisce regole del diritto romano ma dà anche molto al diritto romano. Per esempio, la teoria della persona giuridica si sviluppò nell’ambito del diritto canonico.

Da qui nasce la necessità di confrontarsi con il messaggio originario, con il diritto divino. Ci sono regole e principi che non si possono modificare. Le regole che si danno devono essere regole che rispettino il diritto divino. È il diritto canonico nel concilio di Trento che stabilisce che il matrimonio si celebri davanti al prete e a due testimoni: è una regola di diritto umano che può dunque cambiare. Il diritto divino è segnato da una costante indagine, da un costante approfondimento. Si pongono questioni nuove che non erano conosciute all'epoca in cui la scrittura fu fatta. Si deduce dalla scrittura un principio da applicarsi a una realtà completamente nuova.

Per esempio, il diritto canonico a partire dal ventesimo secolo ha dovuto riflettere sul cambiamento di sesso. Il cambiamento di sesso implica un cambiamento reale di sesso? Oggi nel nostro ordinamento è così: una persona che ottiene la rettificazione del sesso, va considerato maschio se è nato femmina. Inoltre, l’intervento chirurgico non è neanche necessario ai fini del cambiamento del sesso. Anche la chiesa ha dovuto riflettere su questo. Nell'ambito del diritto canonico si può riconoscere uno spazio alla transessualità? Questo comporta conseguenze anche sul matrimonio. Se un maschio cambia sesso e diventa femmina, allora può contrarre matrimonio? E cosa succede se questo capita durante il matrimonio?

Confronto con il diritto divino

Le soluzioni della chiesa devono sempre confrontarsi con il diritto divino. Il diritto divino ha una duplice componente:

  • Diritto divino naturale.
  • Diritto divino positivo.

Il diritto divino positivo è il diritto che è stato posto in un determinato momento della storia. È il diritto che ritroviamo nelle sacre scritture. Appartiene al diritto divino positivo tutto ciò che riguarda la struttura della chiesa. Il fatto che siano i vescovi a governare questa comunità appartiene al diritto divino? Il potere nella chiesa è gestito in modo maschilista. All’ordine sacro possono accedere solo i maschi. Posizioni di potere nella chiesa non possono essere assunte dalle donne in quanto soggetti che non possono ricevere l’ordine sacro. È una regola appartenente al diritto divino o è una tradizione che può essere modificata?

Noi non troviamo nel nuovo testamento un precetto che dice che l'ordine sacro va conferito solo ai maschi. Gesù ha scelto solo maschi ma era condizionato dalla società ebraica dove viveva, dove la donna era emarginata e non poteva svolgere funzioni pubbliche. E gli apostoli successivamente operarono nello stesso modo. In genere, le regole di diritto divino che riguardano la struttura della chiesa sono diritto divino positivo; sono scritte oppure vengono tramandate con la tradizione. La tradizione può essere fonte di diritto divino non scritto.

Il diritto divino naturale è per sua natura NON scritto, l'uomo lo può conoscere per la sua ragione e indipendentemente dalla rivelazione. Il divieto di uccidere è diritto divino naturale. Poi è un divieto che è stato scritto nei 10 comandamenti ma se anche non fosse stato scritto sarebbe stato divieto imposto dal diritto divino naturale. Es: regole di diritto umano stabiliscono chi può contrarre matrimonio (per esempio limiti di età) anche nel diritto canonico. La condizione di un soggetto che può o meno contrarre matrimonio non lo troviamo scritto nella Bibbia, sta nella ragione.

L’incapacità di contrarre matrimonio non è scritta nella bibbia. Il diritto divino naturale non è un complesso di regole scritte di facile comprensione, è frutto di un'interpretazione che si consolida nella storia e con l’apporto delle scienze umane. Per esempio, per capire se una persona è incapace o meno.

Martedì 4 ottobre 2016

Per diritto canonico si intende l’ordinamento proprio della chiesa cattolica, dunque una comunità di soggetti che entrano a fare parte di questo ordinamento mediante il sacramento del battesimo. La comunità è caratterizzata dalla universalità, non ci sono limiti geografici e temporali (è una comunità caratterizzata da 27 secoli ininterrotto di storia). Lo studio del diritto canonico consente agli studenti il confronto con un ordinamento che non è...

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Scienze giuridiche IUS/11 Diritto canonico e diritto ecclesiastico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiara_sette di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto canonico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Comotti Giuseppe.
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