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3. ORIGINAL INTENT E INTERPRETAZIONE DEL I EMENDAMENTO

Metodi classici di interpretazione costituzionale impiegati dalla corte suprema americana

ORIGINAL INTENT = ricerca da parte dei giudici del significato originale, sotto il profilo storico, del

testo della carta fondamentale.

Le due clausole che il I emendamento dedica alla religione non si sono sottratte a questo

tentativo.

Giudice BRENNAN una ricerca troppo letterale da parte dei padri fondatori su questi casi mi

sembra inutile per diverse ragioni.

Sulla scia del pensiero di Brennan, si è spesso affermata, fino alla seconda metà degli anni 80, una

lettura delle più aperte disposizioni costituzionali e soprattutto di quelle contenute nel I

emendamento, volta ad ampliare i diritti di libertà in generale e la libertà religiosa in particolare.

Secondo questo approccio chiaramente opposto a quello basato sull’original intent, l’idea di

libertà religiosa subisce ovviamente profonde trasformazioni da una generazione all’altra.

I giudici americani continuano ad invocare il riferimento al passato.

Tra i numerosi dubbi che può suscitare l’original intent vi sono anche quelli legati agli enormi

mutamenti avvenuti in america dai tempi in cui fu adottato il I emendamento.

Italia Non solo il riferimento alla storia non è altrettanto comune nella elaborazione della

dottrina e della giurisprudenza ma soprattutto esso non ha mai supportato interpretazioni

divergenti e contrastanti. Il richiamo al passato è stato sempre funzionale a mantenere in vita

preesistenti differenze di trattamento tra la chiesa cattolica e le altre confessioni religiose.

4. LA DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI RELIGIONE

La corte suprema ha sempre evitato di spiegare che cosa debba intendersi per religione.

Questo problema si è posto alle corti americane chiamate a decidere se un corso scolastico in

“meditazione trascendentale” costituisse una violazione del principio separatista. Il desiderio di

salvaguardare il diritto alla meditazione trascendentale può spingere verso una definizione più

ampia del concetto di religione così da ricomprendervi anche questa attività. Tuttavia ammettere

che le scuole pubbliche offrono un corso di tal genere può spingere verso una definizione di

religione più restrittiva al fine di escludere dalle aule i corsi di meditazione trascendentale. Questo

caso si rileva particolarmente interessante in quanto l’autore del corso negava il carattere religioso

della meditazione. Tale vicenda solleva il quesito relativo alla possibilità che lo stato possa andare

oltre l’autoqualificazione del soggetto, attribuendo natura religiosa a una pratica che il gruppo

stesso non definisce come tale.

La corte suprema non ha formulato una definizione precisa della nozione di religione, tuttavia si è

pronunciata in 3 diversi contesti:

1) Nei casi relativi al Selective Service Act la corte ha affrontato il problema definitorio della

religione per decidere in quali circostanze ammettere l’obiezione di coscienza.

2) La ha corte ha stabilito che nel definire la portata della tutela costituzionale della fede

religiosa si debba indagare se il credo sia sincero.

3) La corte ha precisato che un credo religioso sincero è tutelato dal I emendamento anche se

non coincide con la versione ortodossa di una chiesa particolare.

Italia Dopo un periodo di grande attenzione che trova il suo picco nelle questioni che hanno

coinvolto la chiesa di Scientology, la questione relativa alla nozione di confessione religiosa è stata

confinata dalla dottrina più recente ai margini della riflessione. La corte costituzionale una volta

rigettata la posizione teorica favorevole alla semplice auto qualificazione del gruppo ha fornito

alcuni elementi da valutare ai fini dell’individuazione della confessione religiosa:

- Presenza di una intesa con lo stato

- Ricorrenza di precedenti riconoscimenti pubblici

Possesso di uno statuto che ne attesti chiaramente i caratteri

-

- Comune considerazione

Successivamente la corte di cassazione ha provveduto a precisare tali criteri e ad aggiungerne altri

evidenziando in particolare come una confessione non debba necessariamente esprimere una

visione originale del mondo e non debba obbligatoriamente presupporre l’esistenza di un essere

supremo trascendente.

ESTABLISHMENT CLAUSE E LAICITA’

1.IL RAPPORTO TRA STATO E CHIESE: STRICT SEPARATION, NEUTRALITY,

ACCOMODATION/EQUALITY

Giurisprudenza + dottrina Approcci teorici al principio della separazione tra stato e chiesa che

sono strettamente connessi al modo in cui i giudici tendono a risolvere le questioni relative

all’interpretazione del dettato costituzionale. Possono individuarsi 3 ipotesi principali che anche se

con qualche eccezione si sono succedute nel tempo e mostrano un processo evolutivo.

1) STRICT SEPARATION ( Thomas Jefferson) Secondo tale teoria chiesta e stato dovrebbero

essere separati da un muro ovvero nessun contatto dovrebbe verificarsi tra la sfera

pubblica e quella privata cui sola apparterrebbe la fede religiosa.

2) NEUTRALITY Piuttosto recente prevede che lo stato debba essere neutrale rispetto alla

religione ovvero non debba fornire in alcun modo gli atteggiamenti confessionali rispetto a

quelli laici ne un culto rispetto ad un altro. La corte ha adottato questa visione neutrale del

dettato costituzionale stabilendo che lo stato verrà considerato in violazione del I

emendamento se in qualunque modo, favorisca una particolare religione o favorisca il

pensiero religioso rispetto a quello laico.

3) ACCOMODATION/EQUALITY Essa intende riconoscere il valore della religione nella

società contemporanea e dunque conciliare tale valore con l’attività dello stato. Nella

giurisprudenza più recente la corte ha impiegato questo tipo di approccio che amplia le

ipotesi di contrasto tra la sfera confessionale e quella pubblica.

2.IL LEMON TEST

L’attività statale verrà considerata costituzionalmente illegittima qualora vi sia una discriminazione

tra gruppi religiosi. In assenza di discriminazioni i casi in tema di rapporto tra stato e chiesa sono

stati spesse volte decisi dalla Corte Suprema applicando il notissimo LEMON TEST.

LEMON vs KURTZMAN Si è elaborato un test articolato in 3 parti per verificare la validità

dell’attività statale e una legge è invalida qualora non rispetti uno dei parametri individuati.

3. ESTABLISHMENT CLAUSE E LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

Ultimi decenni problema bilanciamento tra libertà di espressione e il principio della

separazione tra stato e chiesa entrambi tutelati dal I emendamento.

Si sono infatti presentate alla corte suprema situazioni in cui lo stato limitava il diritto alla libera

espressione nei luoghi pubblici proprio allo scopo di evitare una violazione della Establishment

clause. In qst casi i giudici hanno sempre fatto prevalere il diritto alla libertà di espressione

ancorchè a contenuto religioso.

• WIDMAR vs VINCENT è stata dichiarata costituzionalmente illegittima la prassi di una

università statale di impedire ad alcuni gruppi l’accesso alle strutture scolastiche per

incontri di tipo religioso e spirituale.

Nel 1981 corte concludendo che il rispetto della Establishment clause non può

comportare alcun limite alla libertà di espressione ha applicato il LEMON TEST

Consentire l’accesso alle strutture scolastiche a tutti i gruppi persegue il legittimo fine di

provvedere agli studenti di un luogo dove discutere. L’effetto di favorire la religione è

meramente eventuale e non si realizza alcun contatto eccessivo tra religione e stato poiché

quest’ultimo, ammettendo sia le organizzazioni a carattere religioso sia quelle a carattere

laico, non deve operare alcun controllo sulle attività da loro svolte.

Tale ragionamento è stato applicato ad altri casi.

• LAMB’S CHAPEL vs CENTER MORICHES UNION FREE SCHOOL DISTRICT La corte ha

dichiarato invalida la prassi di un distretto scolastico che escludeva solo i gruppi religiosi

dall’accesso alle strutture scolastiche la sera e durante il fine settimana.

• GOOD NEWS CLUB vs MILFORD I supremi giudici hanno affermato che una scuola

elementare non può escludere i gruppi religiosi dall’accesso alle sue strutture subito dopo

la fine delle lezioni perché ciò viola la libertà di espressione dei gruppi medesimi.

4.LE ATTIVITA’ RELIGIOSE NELLE SCUOLE PUBBLICHE

2 filoni giurisprudenziali degni di nota: quello relativo alle PREGHIERE e quello relativo ai

PROGRAMMI.

Tra le decisioni più controverse della storia costituzionale americana vi sono senz’altro quelle ove

sono state dichiarate costituzionalmente illegittime la recita delle preghiere e la lettura della

bibbia nelle scuola pubbliche.

ENGEL vs VITALE

Il quale ha invalidato la prassi di una scuola che prevedeva, ogni giorno, prima dell’inizio

delle lezioni, la recita di una preghiera non confessionale. I giudici facendo espresso

riferimento alla volontà dei padri fondatori sottolineano l’incostituzionalità dell’attività

dell’amministrazione statale che redige essa stessa il testo da recitarsi nelle scuole.

ABINGTON SCHOOL DISTRICT vs SCHEMPP

La corte dichiara costituzionalmente invalida una legge statale che impone, all’inizio della

gg scolastica, la lettura di alcuni versi della bibbia e la declamazione da parte degli studenti,

della preghiera del signore.

WALLACE vs JAFFREE

La corte segue i noti precedenti Engel e Schempp e sanziona l’incostituzionalità di una

legge dell’Alabama che prevedeva nelle scuole pubbliche un minuto di silenzio per la

meditazione o la preghiera volontaria. I giudici osservano in questo caso che la storia

legislativa del provvedimento mostra chiaramente che l’intento del parlamento era quello

di reintrodurre dalla finestra le preghiere che erano state fatte uscire dalla porta delle aule.

SANTA FE INDEPENDET SCHOOL DISTRICT vs DOE

Anche la preghiera guidata dagli student prima della partita di football non è

costituzionalmente legittima.

Insomma quando si tratta di preghiere nelle scuole la corte sembra essere coerente nel NON

AMMETTERE contatti tra stato e chiesa che rimangano separate dal famoso muro.

Per quanto attiene ai programmi scolastici, i supremi giudici, in due sentenze hanno dichiarato

incostituzionali i provvedimenti di alcune amministrazioni statali volti a modellare i programmi

educativi in considerazione di principi religiosi.

EPPERSON vs ARKANSAS) E’ stata invalidata una legge che impediva a maestri e professori di

insegnare teorie secondo le quali l’uomo discende da altre specie animali.

+ EDWARD vs AGUILLARD) La corte ha dichiarato incostituzionale una legge della Louisiana che

proibiva l’insegnamento della teoria evoluzionistica nelle scuole pubbliche se non affiancata

dall’insegnamento del creazionismo.

Italia:

• Il ministro dell’istruzione nel 2004 nominò una commissione di esperti affidando loro il

compito di valutare l’opportunità dell’insegnamento dell’evoluzione nella scuola di primo e

secondo grado. La relazione della commissione, assolutamente favorevole al reinserimento

del darwinismo nei programmi scolastici, subì diverse manipolazioni tanto da circolare in 2

distinte e inconciliabili versioni. Chiariti gli effettivi orientamenti della commissione, le sue

raccomandazioni non hanno cmq trovato riscontro in atti ufficiali del Ministero

competente cosicchè resta tuttora incerto il recupero della teoria evoluzionista tra gli

obbiettivi formativi del nostro sistema scolastico.

• Un ordinanza ministeriale del 2007 ha riaperto il dibattito sui diritti di chi non si avvale

dell’insegnamento della religione e sul ruolo di tale disciplina all’interno della scuola

pubblica. L’ordinanza in oggetto ha disposto che il giudizio del docente di religione, da

sempre escluso dalla formazione della media dei voti degli alunni, concorra invece alla

attribuzione dei crediti scolastici ed è stata perciò impugnata da diverse associazioni in

quanto discriminante nei confronti di chi, non avvalendosi di quell’insegnamento, potrebbe

conseguire analoga valutazione solo ove avesse frequentato un’attività alternativa ma non

anche nel caso in cui non si fosse concretizzato tale impegno.

• Legge 186/2003 Istituisce 2 distinti ruolo regionali: uno per i docenti della scuola

materna ed elementare ed uno per i docenti della scuola secondaria cui si accede tramite il

superamento di un concorso a base regionale. L’apprezzabile recupero dello strumento

concorsuale va però valuto con attenzione posto che tra i requisiti richiesti per poter

accedere al concorso continua ad essere richiesto il possesso dell’attestato di idoneità

rilasciato dall’autorità ecclesiastica competente. La seconda parte del provvedimento

stabilisce che l’insegnante di religione una volta assunto cessa di essere trattato

diversamente dagli altri insegnanti e conquista la stabilità accedendo ad un rapporto di

lavoro a tempo indeterminato. L’insegnante di religione continua ad essere sottoposto al

controllo dell’autorità ecclesiastica posto che egli può esercitare il suo incarico solo se

costantemente in possesso dell’attestato di idoneità che può essere revocato in qls

momento e con un ampio margine di discrezionalità.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Anglo Americano, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Separatismo e Laicità, Barsotti.
Gli argomenti sono: il rapporto tra Stato e Chiese, complementarietà e tensione tra le clausole del Primo Emendamento, la definizione del concetto di religione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto anglo americano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof D'Angelo Antonino.

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