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Per quanto attiene ai programmi scolastici, i supremi giudici, in due sentenze hanno dichiarato

incostituzionali i provvedimenti di alcune amministrazioni statali volti a modellare i programmi

educativi in considerazione di principi religiosi.

EPPERSON vs ARKANSAS) E’ stata invalidata una legge che impediva a maestri e professori di

insegnare teorie secondo le quali l’uomo discende da altre specie animali.

+ EDWARD vs AGUILLARD) La corte ha dichiarato incostituzionale una legge della Louisiana che

proibiva l’insegnamento della teoria evoluzionistica nelle scuole pubbliche se non affiancata

dall’insegnamento del creazionismo.

Italia:

• Il ministro dell’istruzione nel 2004 nominò una commissione di esperti affidando loro il

compito di valutare l’opportunità dell’insegnamento dell’evoluzione nella scuola di primo e

secondo grado. La relazione della commissione, assolutamente favorevole al reinserimento

del darwinismo nei programmi scolastici, subì diverse manipolazioni tanto da circolare in 2

distinte e inconciliabili versioni. Chiariti gli effettivi orientamenti della commissione, le sue

raccomandazioni non hanno cmq trovato riscontro in atti ufficiali del Ministero

competente cosicchè resta tuttora incerto il recupero della teoria evoluzionista tra gli

obbiettivi formativi del nostro sistema scolastico.

• Un ordinanza ministeriale del 2007 ha riaperto il dibattito sui diritti di chi non si avvale

dell’insegnamento della religione e sul ruolo di tale disciplina all’interno della scuola

pubblica. L’ordinanza in oggetto ha disposto che il giudizio del docente di religione, da

sempre escluso dalla formazione della media dei voti degli alunni, concorra invece alla

attribuzione dei crediti scolastici ed è stata perciò impugnata da diverse associazioni in

quanto discriminante nei confronti di chi, non avvalendosi di quell’insegnamento, potrebbe

conseguire analoga valutazione solo ove avesse frequentato un’attività alternativa ma non

anche nel caso in cui non si fosse concretizzato tale impegno.

• Legge 186/2003 Istituisce 2 distinti ruolo regionali: uno per i docenti della scuola

materna ed elementare ed uno per i docenti della scuola secondaria cui si accede tramite il

superamento di un concorso a base regionale. L’apprezzabile recupero dello strumento

concorsuale va però valuto con attenzione posto che tra i requisiti richiesti per poter

accedere al concorso continua ad essere richiesto il possesso dell’attestato di idoneità

rilasciato dall’autorità ecclesiastica competente. La seconda parte del provvedimento

stabilisce che l’insegnante di religione una volta assunto cessa di essere trattato

diversamente dagli altri insegnanti e conquista la stabilità accedendo ad un rapporto di

lavoro a tempo indeterminato. L’insegnante di religione continua ad essere sottoposto al

controllo dell’autorità ecclesiastica posto che egli può esercitare il suo incarico solo se

costantemente in possesso dell’attestato di idoneità che può essere revocato in qls

momento e con un ampio margine di discrezionalità.

La novità più rilevante la pa deve farsi carico dell’insegnante di religione cui venisse

revocato l’attestato o che si trovi in una situazione di esubero.

5.SIMBOLI RELIGIOSI SU PROPRIETA’ PUBBLICHE

LYNCH vs DONELLY) La corte ha sostenuto la legittimità costituzionale di una rappresentazione

della natività in un parco di proprietà pubblica la cui manutenzione era affidata ad una

organizzazione nonprofit. I giudici concludono che la scena della natività è legittima perché

motivata da uno scopo laico ovvero celebrare le festività natalizie.

6.GLI AIUTI ALLE SCUOLE CONFESSIONALI

Nel 2000 in MITCHELL vs HELMS, la corte abbandona il lemon test e compiendo l’OVERRULING di

importanti precedenti, sostiene che lo stato può legittimamente fornire alle scuole religiose

attrezzature educative.

FREE EXERCISE CLAUSE E LIBERTA’ DI RELIGIONE

1.IN GENERALE

Free exercise clause tollera alcune limitazioni alla libertà di culto.

I emendamento si riferisce a 2 diverse ipotesi:

- Libertà di credere ha carattere assoluto

- Libertà di agire in considerazione della propria fede non ha carattere assoluto

La FREE EXERCISE CLAUSE può essere invocata quando lo stato impone una condotta vietata da

una determinata fede.

L’individuazione dei limiti opponibili all’esercizio del diritto di libertà religiosa è una questione

tornata a farsi particolarmente controversa negli ultimi tempi sia negli stati uniti che in italia.

Sempre più spesso le deroghe e i privilegi che erano stati progressivamente accordati al fine di

garantire una piena realizzazione del diritto di libertà religiosa vengono posti in dubbio, specie

quando essi contribuiscono in qualche misura ad affievolire le esigenze di sicurezza della

collettività.

Il bilanciamento tra LIBERTA’ RELIGIOSA DELL’INDIVIDUO O DELLA CONFESSIONE e SICUREZZA

DELLA COLLETTIVITA’ è stato recentemente risolto attribuendo una netta prevalenza al valore

della sicurezza vuoi da parte della Corte costituzione vuoi da parte della Corte di Cassazione.

Il problema del bilanciamento tra diritti fondamentali si è posto anche sotto il profilo del contrasto

tra libertà di manifestazione del pensiero e libertà religiosa.

2.I CASI AMERICANI PIU’ IMPORTANTI SUCCESSIVI AL 1960 E I RECENTI CAMBIAMENTI

1963 SHERBERT vs VERNER La corte sostiene espressamente che nel valutare le leggi che

incidono sul libero esercizio della religione deve essere applicato lo STRICT SCRUTINY cioè il tipo di

analisi costituzionale più severa che conduce assai di sovente a dichiarazioni di illegittimità. In

particolare in questo caso viene ritenuto contrario alla Free Exercise Clause il rifiuto da parte

dell’amministrazione statale di concedere il sussidio di disoccupazione ad una donna che era stata

licenziata perché non intendeva lavorare il sabato, giorno di riposo per la sua religione.

Nei 27 anni successivi i giudici hanno sempre fatto prevalere le esigenze della fede individuale su

quelle dello stato in 2 importanti settori:

• si è riconosciuto che i figli degli Amish potessero seguire la scuola dell’obbligo fino a 14

anziché 16 anni come previsto dalla legge perché ciò era richiesto dalla loro religione

• si è sempre riconosciuto il diritto al sussidio per coloro che perdevano il lavoro a causa del

loro credo

1990 importante mutamento di indirizzo giurisprudenziale EMPLOYMENT DIVISION vs

SMITH afferma che una legge neutrale ed applicabile alla generalità dei cittadini non può essere

ritenuta contraria alla Free Exercise Clause. Secondo tale caso una legge che non è rivolta a

sanzionare una particolare condotta religiosa e il cui scopo primario non è di interferire con la

religione, non verrà ritenuta incostituzionale, anche se incidentalmente pone dei limiti alla libertà

di culto. In tale sentenza si poneva una questione che è stata ed è ancora molto dibattuta negli

stati uniti cioè se la legge federale che sanziona l’uso di tutte le droghe e dunque anche del peyote

(= sostanza allucinogena impiegata dai nativi americani durante le loro cerimonie religiose) fosse

contraria alla Free Exercise Clause. Per la corte tale legge non può ritenersi illegittima in quanto

applicata uniformemente e non rivolta ad un particolare credo.

Sembra dunque che la corte non ammettendo deroghe in favore di culti particolari affievolisca la

forza con cui era fino a quel momento interpretata la Free Exercise Clause.

QUADRO GIURISPRUDENZIALE PRECEDENTE IL FEBBRAIO 2006) Se in la legge che vieta l’uso

Smith

del peyote viene ritenuta valida, nel 1993 in un

Church of the Lukumi Babalu Aye Inc vs Hialeah

ordinanza amministrativa che vieta il rituale sacrificio di animali è dichiarata contraria alla Free

Exercise Clause perché formulata in maniera da essere rivolta esclusivamente verso un

determinato gruppo religioso.

Dopo questi casi dunque una legge generale ed applicabile in modo indistinto verrà sottoposta ad

un vaglio di costituzionalità piuttosto leggero e difficilmente ritenuta invalida, ma una legge

redatta così da colpire le pratiche di un solo culto dovrà ancora superare il severo Strict scutiny

test.

Di fronte a questa situazione il congresso degli stati uniti con l’intento di ripristinare lo Strict

scutiny test per valutare qualunque tipo di atto che possa incidere sulla libertà di religione e quindi

con l’intento di superare il precedente sgradito di Smith, adotta, nel 1993 il RELIGIOUS FREEDOM

RESTORATION ACT che verrà poi nel 1997 ritenuto illegittimo in quanto promulgato al di fuori dei

poteri che il XIV emendamento della costituzione conferisce al legislatore federale.

Dopo questa vicenda si ritiene che il Religious Freedom Restoration Act, se non può applicarsi agli

atti statli, continua tuttavia a potersi applicare a quelli federali i quali dunque devono essere

valutati alla luce di un parametro costituzionale molto severo.

Infine nel 2000 il Congresso sensibile alla tutela delle minoranze ha promulgato il RELIGIOUS LAND

USE AND INSTITUZIONALIZED PERSONS ACT volto ad imporre lo Strict Scrutiny nei confronti di tutti

gli atti dell’amministrazione che in qualche maniera incidono sulle proprietà immobiliari dei gruppi

religiosi o che riguardino la libertà di culto delle persone sottoposte a misure restrittive della

libertà personale.

2005: UN ANNO IMPORTANTE PER LA CORTE

SUPREMA DEGLI STATI UNITI E L’INTERPRETAZIONE

DEL I EMENDAMENTO

A partire dalla Presidenza Rehnquist cambiamento di rotta della Corte Suprema

nell’interpretazione delle clausole religiose del I emendamento.

Con l’eccezione dei casi che riguardano le preghiere nelle scuole, che ancora vedono una corte

decisa a tenere lontane le pratiche religiose dalle aule, i supremi giudici hanno ammesso i simboli

religiosi in alcuni luoghi pubblici.

La svolta più impo è relativa all’erogazione di contributi in favore delle scuole confessionali

indipendentemente dal modo in cui questi vengono utilizzati dalle scuole con ciò favorendo

l’istruzione confessionale.

2005 anno particolare per la corte suprema degli stati uniti con riferimento

all’interpretazione delle 2 clausole religiose contenute nel I emendamento, sembra che la

giurisprudenza vada aprendosi alla richiesta, proveniente da una consistente fetta della società

americana, di supportare una vera e propria riscoperta della religiosità e la traduca nella

riproposizione della religione quale fenomeno da privilegiare rispetto ad altri fenomeni sociali e

suscettibile di giustificare deroghe più o meno estese alla legislazione generale.

L’organizzazione il cui scopo era di introdurre nei programmi delle scuole pubbliche

l’insegnamento del disegno intelligente ha trovato la sconfitta in una corte federale della

Pennsylvania il cui giudice ha sostenuto che tale insegnamento non aveva carattere scientifico ma

costituiva la mera reintroduzione del creazionismo e dunque rappresentava una violazione palese

della Establishment Clause. Sono stati seguiti dunque i famosi precedenti:

- EPPERSON vs ARKANSAS

- EDWARD vs AGUILLARD

La corte suprema ha poi ripreso il tema dei simboli religiosi nei luoghi pubblici tentando di mettere

un po’ d’ordine tra alcuni contrasti giurisprudenziali che erano emersi sul tema.

- McCREARY COUNTRY vs ACLU Si è sostenuto che l’affissione in un’aula di giustizia del

Kentucky dei 10 comandamenti insieme ad una dichiarazione a favore della cristianità è

incostituzionale poiché rappresenta una violazione della Establishment Clause.

- VAN ORDEN vs PERRY Si è affermato che un monumento di granito con l’incisione dei 10

comandamenti donato da un gruppo filantropico e posto davanti al parlamento dello stato

del Texas è costituzionalmente valido.

L’ago della bilancia che ha reso possibile la diversa decisione di 2 casi simili è il voto di Breyer. Egli,

mentre concorda con le ragioni dei giudici dissenzienti secondo cui lo stato non può

legittimamente collocare simboli religiosi in luoghi pubblici se questi “symbolically endorse

religion” tuttavia conclude che nel caso di specie non vi è alcuna approvazione di un particolare

confessione. Per Breyer un imponente monumento di granito con l’incisione dei 10

comandamenti, posto tra gli edifici della Corte Suprema e del Parlamento del Texas non costituisce

un “endorsement” della religione da parte dello stato.

Non solo la secolarizzazione del significato del simbolo può incidere sulla decisione da prendere

ma anche il contesto della sua collocazione può rivelarsi utile per comprendere le reali intenzioni

di chi sostiene l’esposizione di un determinato simbolo. Ed è questo elemento che ha assunto un

valore determinante agli occhi del giudice Breyer spingendolo ad assumere una decisone diversa

nei due casi relativi ai 10 comandamenti.

Giurisprudenza italiana si è espressa sulla legittimità dell’esposizione del crocifisso nei luoghi

pubblici e ha generalmente optato per una continua trasfigurazione di quel simbolo,

assegnandogli significati impropri che permettessero però di salvarne, quando non di imporne, la

presenza. Così il crocifisso è stato descritto addirittura come un simbolo della laicità dello stato,

come un simbolo dal valore plurimo ed è stato difeso quale simbolo in cui notoriamente si

identifica ancora oggi la larga maggioranza dei cittadini italiani, è stato trasformato in un simbolo

avente meramente valore culturale. Ciò fino a quando il Tribunale di Bologna ha affermato che il

crocifisso è destinato ad assumere un significato rappresentativo solo per i cristiani, non potendo

apparire agli occhi dei non credenti o dei non cristiani altro che un non-simbolo e dovendo essere


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Diritto Anglo Americano, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Separatismo e Laicità, Barsotti.
Gli argomenti sono: il rapporto tra Stato e Chiese, complementarietà e tensione tra le clausole del Primo Emendamento, la definizione del concetto di religione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (GENOVA, IMPERIA)
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto anglo americano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof D'Angelo Antonino.

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