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Diritto amministrativo - Sentenze

Appunti sulle lezioni di Diritto amministrativo tenute dal professor Vincenzo Cerulli Irelli. Sono analizzate due sentenze complete trattate dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. Vi sono anche alcuni riferimenti alle nozioni di diritto internazionale, nonché di legislazione comunitaria.

Esame di Diritto amministrativo docente Prof. V. Cerulli Irelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

Il ricorso è fondato e deve pertanto essere accolto.

La questione in esame attiene alla legittimità del Decreto Ministeriale

avente ad oggetto la “definizione della classe del corso di *laurea*

*magistrale* in *giurisprudenza*", con particolare riferimento alla

disciplina delle attività formative e di base necessarie per il

conseguimento della *laurea*.

Il decreto individua puntualmente le materie di base caratterizzanti il

corso assegnando alle stesse i relativi crediti.

Con il primo gruppo di censure la ricorrente evidenzia una violazione

dell’autonomia universitaria poichè il Decreto Ministeriale definisce

in modo troppo dettagliato le materie “ caratterizzanti” e “ di base”

ed attribuisce alle stesse_ puntualmente i crediti formativi, per

complessivi duecentosedici dei trecento crediti previsti per Ia *laurea*

*magistrale* in giurisprudenza.

La censura appare fondata alla luce del sistema introdotto dal

legislatore con l’art. 17, comma 95, L. n. 127/1997, che attribuisce un

importante rilievo al contributo dei singoli Atenei nella definizione

del propri ordinamenti didattici, stabilendo che l’ ordinamento degli

studi dei corsi di diploma di *laurea* è/ / disciplinato dagli atenei in

conformità a criteri generali definiti da decreti del Ministero, il

quale delinea, con riferimento ai corsi di diploma universitario, la

durata degli stessi, l'eventuale serialità dei corsi e dei relativi

titoli, gli obiettivi formativi qualificanti, tenendo conto degli

sbocchi occupazionali e della spendibilità a livello internazionale,

nonché la previsione di nuove tipologie di corsi e di titoli universitari.

Ove vi sia una disciplina estremamente dettagliata che elenca le materie

e la loro valenza in termini di credito formativo, l’apporto

dell’Università diviene del tutto_ marginale, dal momento che ad esse

rimane da gestire concretamente soltanto un quarto dei crediti totali

che possono assegnare anche a materie non rientranti tra le attività

formative “ di base" o "caratterizzanti", tutte individuate

dall’Amministrazione.

Il Decreto, peraltro, si pone in contraddizione con la sua stessa

premessa che riconosce “la necessità di dare piena ed integrale

attuazione all’art. 33 della Costituzione, riconoscendo a ciascun

ateneo la libertà di definire flessibilmente gli ordinamenti didattici….”

Tale eccessiva rigidità dell'ordinamento didattico è stata rilevata

anche dal CUN che, nel parere/ /obbligatorio reso all’Amministrazione

sullo schema di decreto, riteneva necessario assegnare alla

disponibilità dei singoli Atenei, al fine di salvaguardarne l'autonomia

costituzionalmente garantita, almeno cento dei trecento crediti

formativi complessivi.

L'Amministrazione, tuttavia, non ha tenuto in alcun conto__ le

osservazioni del CUN, né ha fornito alcuna motivazione circa le ragioni

che l'hanno indotta a disattendere tali indicazioni.

Nessuna sufficiente motivazione è contenuta nella relazione illustrativa

del decreto che non evidenzia le ragioni poste a fondamento delle scelte

dell'Amministrazione, dimostrando, viceversa, l’erroneità e il

travisamento in cui è incorso il Ministero.

In particolare, il richiamo al disposto dell'art. 10 del DM 270/2004 -

che consente per i corsi preordinati all'accesso alle attività

professionali che il numero di crediti determinati per decreto superi

la^ soglia del 50% del totale - è, nel caso di specie, incoerente.

La norma, infatti, pone un limite del 50% del totale dei crediti

superabile soltanto a certe condizioni, e nei limiti della

ragionevolezza e della proporzione, che non appaiono nelle ra_g_ioni

addotte dall'Amministrazione a fronte di un superamento della soglia

così consistente.

Il Collegio, in accoglimento delle censure proposte, ritiene che il

D.M. impugnato non applichi correttamente l’art.10 del D.M n. 270/2004.

Parimenti fondata è la doglianza con cui si censura il difetto di

motivazione del decreto.

Non risultano, infatti, in alcun modo esplicitati i criteri e i

principi che l'Amministrazione ha seguito per l’individuazione delle

materie di base e caratterizzanti e nella attribuzione alle stesse dei

relativi criteri formativi.

Giova evidenziare, a tal proposito, che le materie appartenenti al

settore IUS/06 II settore giuridico del diritto alla navigazione dei

trasporti hanno assunto notevole rilievo sia nell'ordinamento nazionale

che in quello comunitario ed internazionale, basti pensare al codice

della navigazione ed alla parte aeronautica dello stesso, oggetto di una

recentissima riforma, (decreto legislativo, 9 maggio 2005, n. 96) che

affianca i codici civile, penale di procedura civile e di procedura penale.

L'importanza del settore è confermata anche a livello di diritto

internazionale, nonché di legislazione comunitaria, caratterizzata da

una intensa produzione normativa (Trattato CE nonché, soprattutto,

direttive e regolamenti).) dalla emanazione di documenti di indirizzo

politico (Libro Bianco CE, "la politica del trasporti fino al 2010”)

alla creazione di reti trans - europee, dall'implementazione di

specifici programmi di ricerca nel campo del trasporto (ad es. mobilita

sostenibile) e dalla stessa organizzazione della Commissione Europea,

delle cui direzioni generali una e riferita alla materia dei trasporti.

Anche sotto il profilo occupazionale le materie ricomprese nel settore

IUS/06, sono particolarmente rilevanti sia all’interno dell’ordinamento

nazionale che in quello europeo, per il rilievo che hanno assunto i

traffici commerciali e comunque il diritto dei trasporti nella società.

Alla luce di quanto esposto si ritiene l’illegittimità del decreto del

Ministero sotto il profilo dell’irragionevolezza delle scelte, estranee

alle finalità fissate dalla legge e dalla stessa Amministrazione.

Conclusivamente il Collegio accoglie il ricorso siccome fondato e per

l’effetto annulla i provvedimenti impugnati.

Sussistono ragioni tali da giustificare la compensazione delle spese

processuali tra le parti.

P Q M

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione III,

accoglie il ricorso siccome fondato e per l’effetto annulla i

provvedimenti impugnati.

Spese compensate.

La presente decisione sarà eseguita dall'Autorità amministrativa.

Così deciso in Roma, Camera di Consiglio del 7-6-2006.

Il Presidente

L'estensore R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione III, composto dai Signori:

Stefano Baccarini Presidente

Germana Panzironi Consigliere, relatore

Giulia Ferrari Consigliere

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n. 1655/06 Reg. Gen., proposto da Turco Elda, in proprio e in qualità di

legale rappresentante dell’Associazione Italiana di diritto della Navigazione e dei

Trasporti, rappresentata e difesa dall’ avv. Mario Sanino ed elettivamente domiciliata in

Roma, viale Parioli n. 180;

c o n t r o

il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, l’Università degli

Studi di Roma Tre, in persona del rispettivi rappresentanti p. t., rappresentati e difesi

dall’Avvocatura Generale dello Stato;

per l’annullamento

del decreto del Ministro dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca del 25-11-2005;


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeriadeltreste di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cerulli Irelli Vincenzo.

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