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Diritto amministrativo

Appunti di diritto amministrativo con analisi dei seguenti argomenti: il giudizio di commissione, il giudizio di esecuzione e il giudizio cautelare, la legittimazione ad agire, l'azione popolare e i relativi esempi di sentenze del TAR, l'azione di annullamento e l'azione dichiarativa o di accertamento. Vedi di più

Esame di Diritto amministrativo docente Prof. A. Masucci

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di competenza. In realtà per poter qualificare la sua posizione ci deve essere qualche cosa in più.

Ci deve essere un diretto vantaggio acquisito in quell’ambito di potere Amm. esercitato dalla

Pubbl. Amm.

Es.

Tutti hanno interesse che il concorso venga svolto secondo le regole, in maniera corretta,

perché per concorso ad un pubblico impiego, evidentemente tutti abbiano interesse a quel

pubblico impiego al quale venga scelta, la persona migliore dei diversi concorrenti. Abbiamo

visto che soltanto il soggetto concorrente può avere una posizione di vantaggio, qualificata

rispetto agli altri soggetti e quindi evidentemente non tutti possono agire contro gli esiti di un

concorso, ma soltanto chi è stato concorrente di quel concorso. Ciò non basta! Non basta

essere un concorrente di quel concorso. Devi avere un utilità concreta! Cioè devi far valere

dinanzi al giudice,delle posizioni, dei motivi di ricorso che fanno si, che tu possa

avvantaggiarti concretamente del giudizio e della sentenza che il giudice emana nell’atto. Non

basta che tu ti lamenti di aver subito un pregiudizio perché ti sono stati riconosciuti 10 punti

anziché 15 di cui avevi diritto, ma devi dimostrare concretamente al giudice che se avevi

avuto quei 15 punti avresti vinto tu il concorso.

Angela: cioè l’utilità mancata?

R: Il bene della vita!

Io posso avere anche un interesse, se sono un concorsista, e ho i titoli da spendere, ovviamente

ho tutto l’interesse che un titolo che possediamo, di cui non sappiamo se può valere o meno,

sia riconosciuto dalla Pu. A., di modo che in quel concorso magari uno non lo vince, ma in un

altro concorso, insieme ad altri titoli,che nel frattempo acquisisci, ti fanno vincere questo altro

concorso. Questo è sicuramente un interesse che però non basta per farlo valere in sede di

giudizio. Perché? È in quello specifico concorso che tu devi acquisire quella posizione di

vantaggio e quindi se evidentemente nelle more di giudizio si va anche ad alterare la posizione

giuridica che tu hai vantato originariamente, il giudice deve cmq andare a valutare. Es. sempre

nell’ambito del concorso. Se ti lamenti che non ti sono stati fatti valere quei famosi 5 punti e

sei terzo in graduatoria, su un concorso a 2 posti, ma nelle more del giudizio per es. il 1° ha

rinunciato e la graduatoria scorre, e che cmq non ti vengono riconosciuti quei 5 punti, però

non di meno hai l’interesse che ti possano essere riconosciuti in astratto ( sono cmq frutto del

tuo lavoro). Il giudice Amm. ti dice: cmq non vado a verificare questa vicenda perché cmq c’è

una carenza di interesse rispetto a quello concorso. L’utilità concreta cmq l’hai raggiunta!

L’hai raggiunta per l’attività della Pubblica Amm. ma in realtà non hai più interesse.

Oppure hai trovato un altro posto di lavoro e qui semplicemente rinunci a quel ricorso. Questa

è un'altra ipotesi di sopravvenuta carenza di interesse.

(CAUSA TIPICA di ESTINZIONE DEL PROCESSO AMM.).

Fondamentale è che ci sia una concreta utilità!

2. L’utilità deve essere Attuale, cioè al momento della composizione del ricorso deve avere la

possibilità di adire a quel bene specifico della vita.

Qual è l’esempio classico?

Quello sui regolamenti!

Il regolamento è formalmente un provvedimento Amm. ma sostanzialmente è una norma!

Si può impugnare una legge?

No! Perché esiste nell’ambito della nostra carta Cost. un procedimento indiretto di contestazione

delle leggi, c’è quello della Corte Cost. che può intervenire soltanto in base alla remissione della

questione da parte di un giudice, il giudizio di un giudice che va a verificare che quella legge va

a violare i principi Cost. ed ecco appunto che interviene la Corte Costituzionale.

L’impugnazione diretta,della legge, da parte del cittadino non esiste! 10.46 2

Il regolamento ha un contenuto normativo, ma il regolamento non è adottato dal parlamento, il

regolamento è adottato dal potere esecutivo ed è rivolto ai ministeri ma anche dagli enti locali.

Contro questi regolamenti è ammissibile l’impugnazione ?

La caratteristica fondamentale dell’interesse a ricorrere è la “lesività”

Un regolamento può essere lesivo dell’ interesse legittimo?

Il regolamento ha una natura precettiva? Non è detto! O meglio dipende se si parla nell’ ambito

del regolamento in regime della duplice impugnazione, cioè il regolamento in quanto tale non è

lesivo della sfera giuridica del destinatario perché è una norma.

La norma che caratteristiche deve avere?

Generalità e astrattezza! Quindi una cosa che è generale ed astratta mi viene a intaccare? No!

Quindi ci vorrà un atto che applica quel regolamento. Quel regolamento mi sarà lesivo. Quindi

si impugna l’atto applicativo che però non sarà affetto..

Es. C’è un regolamento dell’università che dice che tutti i ragazzi che hanno seguito il corso

con il prof. A. M., non possono avere più di 18. è un regolamento di due anni fa!

Voi lo potete impugnare? Lo dovevate impugnare all’epoca?

NO! Perché non sapevate chi ero, non sapevate di seguire il corso con me, e quindi era già

operativo,efficace,però non era lesivo della vostra sfera giuridica.

Quando sarà lesivo della vostra sfera giuridica? Nel momento in cui .. 13.30

Quando adotto il provvedimento, l’esame è un provvedimento Amm. ed è pure motivato, in

quel momento voi potete impugnare l’atto applicativo ed il regolamento.

Che tipo di legittimità, affligge il provvedimento applicativo?

È legittimo in quanto tale il provvedimento? No! Perché che posso fare, c’è un regolamento

(quello di cui sopra) evidentemente sarà illegittimo il regolamento a monte e si parla di

REGIME DELLA DUPLICE IMPUGNAZIONE PER ILLEGITTIMITA’ DELL’ATTO.

L’atto .. 14.00 sarà affetto dall’illegittimità derivata dall’atto normativo regolamentale,

generale e astratto. I vizi e le censure si riflettono contro il regolamento.

Se il regolamento è legittimo, ma l’atto è illegittimo tu impugni esclusivamente l’atto finale

perché è andato a violare anche le disposizioni del regolamento ed è un ipotesi di eccesso di

potere perché, C’è la contraddittorietà fra atto e amministrazione.

Concretamente non è facile andare a capire se un regolamento già ti è lesivo o no. Ricordiamoci

che siamo sempre nell’ambito del processo Amm. dove il ricorso va proposto nei 60 gg. dalla

conoscenza dell’atto lesivo. Teoricamente il regolamento non ha prodotto effetti, a volte, molto

spesso il regolamento non viene conosciuto, dal soggetto, perché l’Amm. magari non lo cita nel

provvedimento finale. Quindi la giurisprudenza Amm. ha ideato un principio nuovo, di

disapplicazione. Anche il giudice Amm. può disapplicare il regolamento laddove l’atto

direttamente impugnato sia stato emanato in virtù di un regolamento che si presume illegittimo.

Questo è stato appunto un principio che ha inventato la giurisprudenza proprio per superare la

problematica del termine decadenziale dei 60 gg. , quindi il giudice Amm. può non soltanto,

impugnare il regolamento, ma può disapplicarlo perché contrario a legge e quindi non

pregiudicare l’interesse concreto che il ricorrente fa valere.

Difficile pure è andare a capire nell’ambito dei bandi (anche i bandi sono regolamenti, sia il

bando di concorso che di gara) se si può andare ad impugnare direttamente il bando quando ti è

lesivo o meno. Anche qui l’adunanza plenaria del 2003 del Consiglio di Stato ha creato una

regola. Quindi bisogna vedere il caso concreto.

Il bando che scrive che bisogna possedere determinati requisiti per poter partecipare ad un

concorso.

Siamo tenuti ad impugnarlo immediatamente o dobbiamo aspettare che siamo esclusi da quel

concorso o che non vinciamo quel concorso?

Bene! Dipende! Bisogna vedere quale prescrizione concretamente si va ad impugnare. La regola

è quella della duplice impugnazione, ma in realtà, lo dice il caso concreto, quale vizio fai valere

e quale interesse concreto vai immediatamente a far valere. Il discorso dell’interesse a ricorrere

deve essere visto sia in fase tardiva che passiva. Se tu hai un interesse a ricorrere, lo devi fare 3

immediatamente, se non c’è l’hai evidentemente non puoi agire. Ma se c’è l’hai devi farlo

altrimenti superi il termine decadenziale di 60 gg.

Il bando di concorso che prevede accesso al posto di giardiniere comunale, e bisogna

necessariamente avere la laurea in agraria evidentemente è una previsione che a tutti noi

creerebbe uno sbandamento. Il 1° principio che ci chiede la giurisprudenza è quello di domanda

di partecipazione al concorso. Dobbiamo dimostrare che abbiamo un interesse specifico.

Ma dobbiamo aspettare l’esclusione? Teoricamente io non ho legittimità, perché ho partecipato,

ma non mi hanno risposto. Però io in realtà già so!, quindi l’Amm. non potrà che escluderti. Può

impugnarlo ma necessariamente prima dell’esclusione o cmq nel termine decadenziale di 60 gg.

Dalla pubblicazione del bando.

Perché è una questione pratica? Perché oggi esce il bando in gazzetta ufficiale, lo leggo,

presento domanda di partecipazione, poi nel frattempo l’Amm. mi risponde perché hanno un

determinato corso i concorsi,ma lo fa tra sei mesi. Io fra sei mesi vado e lo impugno, impugno la

mia esclusione ed il concorso, ma stiamo parlando di un atto in generale, astratto, che non

produce effetti soltanto nella mia sfera giuridica, ma effetti nella sfera giuridica di un numero

indeterminato di persone.

D: Perché esiste il termine decadenziale di impugnazione entro i 60 gg.?

R: Perché l’azione della Pub. Amm. non può conoscere soluzione di continuità! Non è che

adotto un atto, poi stiamo tutti fermi ed aspettiamo che lo impugniamo. No! Perché serve per

amministrare tutto. Quindi si presume che sia legittimo, che sia efficace, certo, se però è

illegittimo,qualcuno in un determinato tempo non lo fa valere. Se si ammettesse la possibilità di

impugnare questo regolamento, bando, soltanto dopo sei mesi, avremmo l’effetto contrario a

quello che il processo Amm. dovrebbe avere. Abbiamo un concorso espletato, magari

determinati soggetti non hanno partecipato perché non avevano quel determinato requisito,

magari altri avevano partecipato pensando di essere gli unici in possesso di quel requisito, già si

sono prodotti degli effetti, e l’intervento del giudice sarebbe in tempestivo o cmq andrebbe a

pregiudicare condizioni che si sono già consolidate. Per questo la giurisprudenza ci dice no!

Quando ci sono prescrizioni di bando che evidentemente vanno già ad inibire la tua

partecipazione o a pregiudicare in maniera concreta la tua partecipazione, tu hai l’onere di

impugnarlo entro il termine decadenziale di 60gg. dalla conoscenza, a prescindere dall’atto

ultimo con il quale si concretizza definitivamente la tua lesività. In realtà, la tua lesività la

potevi già presumere a monte.

Diverso è quando un bando prevede delle prescrizioni che non inibiscono la tua partecipazione.

Diverso è quando un bando prevede delle disposizioni che tu già sai che ti sono lesive, ma che

non è detto che ti pregiudicano definitivamente quel bene della vita, quindi l’aggiudicazione

dell’appalto come l’aggiudicazione del concorso.

Es. Non è previsto alcun punteggio nel concorso per carabiniere nessun punteggio particolare

per il diploma di laurea in agraria, o meglio è previsto lo stesso punteggio previdenziale,

quindi 5 punti per chi ha il diploma di ragioniere. È ovvio che il laureato subisce un

pregiudizio, ma non è tenuto ad impugnare immediatamente quel bando perché la sua

lesività si avrà soltanto nel momento in cui non si sarà aggiudicato il concorso perché non

gli erano stati riconosciuti più punti per il suo diploma di laurea. Potrebbe invece

tranquillamente, perché la legge non onera il privato ad impugnare immediatamente quel

bando, perché potrebbe tranquillamente vincere il concorso. Quindi l’utilità finale, concreta

che si vuole raggiungere, potrebbe essere tranquillamente ottenuta a prescindere

dall’impugnazione. Quindi È inutile che c’è l’intervento del giudice che potrebbe anche

paralizzare l’attività della Pub. Amm. Facciamo svolgere l’attività, verifichiamo che c’è

concretamente una lesività, se c’è perfetto! Impugno in base al principio della duplice

impugnazione. Concretamente l’avocato impugna immediatamente il bando. Puoi non

applica il processo, quando sei cmq a disposizione, impugna il bando e non chiede 4

sospensiva, non attiva niente, ma semplicemente fa pendere il ricorso dinanzi al TAR in

modo che quando poi sarà lesivo, lo potrà far impugnare.

Es. Il piano regolatore (PRG) prescrive che nell’area D1 non si possono costruire unità

abitative, e nel precedente PRG era norma di altra tutela prevedeva che il piano di

espansione in area C1. Noi siamo tenuti ad impugnarlo il PRG che ovviamente è un

regolamento? o dobbiamo aspettare il diniego del permesso di costruire? Alla luce di quello

detto sino ad ora?

Se viene prevista una determinata destinazione, tu già sai che non ti potrà che essere negata.

Ed anche qui i giochi di potere del giudice Amm. si fanno proprio su queste cose, Perché a

volte ti viene detto, no! Va bene non dovevi impugnarlo, altre volte invece per un prevalente

interesse pubblico, ti viene detto “e no!” dovevi impugnarlo all’epoca! È vero che è

legittimo però ormai è troppo tardi, c’è una preclusione di legittimità, hai superato il termine

decadenziale e di oppugnabilità e quindi in definitiva non puoi fare più nulla.

C’è un altro requisito per poter accedere ad una condizione di cognizione ed è quello della

 “LEGGITTIMAZIONE AD AGIRE”

D: Chi è legittimato ad agire?

R: L’effettivo titolare della posizione fatta valere. Quindi deve essere il titolare di un

interesse qualificato (di una posizione giuridica soggettiva qualificata, che sono per il

processo Amm.: l’interesse legittimo ed il diritto soggettivo.). Quindi hanno interesse

ad agire i titolari di interesse legittimo e di diritto soggettivo.

Poi ci sono quei soggetti che hanno una legittimazione ex legis si pensi all’autonomia

universitaria. Le università sono autonome, ma nonostante ciò, quando un

provvedimento adottato dall’università è contestato dal ministero, il ministero non

potendo intervenire in via gerarchica, perché c’è l’autonomia, può agire attraverso un

ricorso giurisdizionale al TAR del Lazio.

Esiste un altro tipo di azione:

 “AZIONE POPOLARE”

Cioè chiunque può agire, ma è previsto soltanto per dei casi molto rari, ad es.

nell’esibizione delle liste elettorali è ammissibile azione popolare.

I casi di un'altra posizione giuridica soggettiva sono:

 l’interesse collettivo

 gli interessi diffusi.

D: Cioè le associazioni di categoria possono impugnare gli atti Amm.?

R: Si, se sono riconosciute. Questa è la differenza tra interesse diffuso o soggettivo.

Quindi in realtà i titolari di interessi collettivi sono i titolari di interessi diffusi che si sono

organizzati in un centro di interessi in quanto tali, ma non è proprio così chiaro, infatti

Sentenza del TAR del Lazio 2010 :

“L’associazione italiana “Internet Provider” 30.10

Il provvedimento impugnato regolava l’assegnazione delle frequenze

radiomobili agli operatori di telefonia mobile. Quindi andava a riguardare

qui soggetti che erano in servizio di telefonia mobile. Teoricamente questa

associazione aveva interesse ad agire, perché è qualificato un centro di

interesse è qualificato nell’atto costitutivo poteva andare ad impugnare

questo regolamento. Ma il TAR dice: 5


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AUTORE

anita K

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di diritto amministrativo con analisi dei seguenti argomenti: il giudizio di commissione, il giudizio di esecuzione e il giudizio cautelare, la legittimazione ad agire, l'azione popolare e i relativi esempi di sentenze del TAR, l'azione di annullamento e l'azione dichiarativa o di accertamento.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in politiche e istituzioni dell'Europa
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anita K di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Masucci Alfonso.

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