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AMM II del 9 aprile 2010

Tipi di processo davanti al giudice amministrativo

Il processo davanti al giudice Amm. può essere di 4 tipi. Noi abbiamo tre tipi di giudizi:

  • Giudizio di commissione,
  • Giudizio di esecuzione,
  • Giudizio cautelare.

Tratteremo principalmente il giudizio di commissione, dei principi che regolano il giudizio di commissione e quindi della prima fase del processo amministrativo.

Il giudizio cautelare

Il giudizio cautelare è evidentemente un "incidente", così chiamato, nell’ambito del processo Amm. che potrebbe anche non esistere. Attiene propriamente in quei casi in cui non solo il ricorrente fa valere una lesione del proprio interesse legittimo del diritto soggettivo, a secondo dell’ambito della giurisdizione in cui ci troviamo, ma non può permettersi di aspettare troppo tempo, i tempi medi di giustizia Amm. e quindi richiede già un intervento dell’autorità amministrativa.

Il processo di esecuzione

Mentre nel processo di esecuzione evidentemente quello sempre eventuale e successivo, di cui abbiamo accennato prima, del giudizio di ottemperanza, quando l’Amm. non adempie l’ordine che si può evincere dalla sentenza adottata dal giudice amministrativo.

La fase principale è quella del giudizio di convinzione attraverso il quale il giudice Amm. può costituire un'azione costitutiva, un'azione dichiarativa e un'azione di condanna.

Presupposti per iniziare un giudizio di cognizione

Vediamo quali sono i presupposti per i quali a monte un soggetto può incominciare un giudizio di cognizione. Prima di tutto abbiamo come principio generale di qualunque processo Amm. e ordinario l’interesse ad agire.

L’interesse ad agire è un principio in base al quale soltanto chi è titolare di determinate posizioni può invocare un giudice per emettere una specifica competenza. Per il processo Amm. ci vuole qualche cosa in più. Ci vuole un interesse a ricorrere. Ovviamente è una sfumatura che possiamo capire bene se ricordiamo in che ambito siamo. Siamo sempre nell’ambito dell’esercizio di un potere autoritativo della pubbl. Amm. Sia quando parliamo di interessi legittimi è ovvio, è immediato il riferimento ad un pubblico potere, ma per quello che abbiamo visto ora con la Corte Cost., anche nell’ambito di giurisdizione esclusiva nella quale si controvertono i giudizi soggettivi, comunque ci deve essere il filtro a monte dell’azione della Pubbl. Amm. del potere autoritativo della Pubbl. Amm.!

Mentre l’interesse ad agire in generale, è quello che comporta un' utilità ultima e finale, ma neanche diretta dell’attore, nell’ambito del processo ordinario, l’unica azione vietata è quella rispetto all’interesse "emulativo" evidentemente ma, in ogni caso noi possiamo agire dinanzi al giudice ordinario contro un nostro convenuto (vicino di casa o qualunque altro soggetto, ecc..) magari, non per avere una posizione di vantaggio, ma semplicemente per prestabilire un affetto un ordine di vicende che possano un giorno dare un interesse.

Interesse a ricorrere

L’interesse a ricorrere è un qualche cosa di diverso, perché deve essere:

  • Personale,
  • Attuale,
  • Concreto.

Personale è abbastanza chiaro, si ha un'utilità direttamente nella sfera giuridica del soggetto che agisce. Concreto e Attuale, siamo nell’ambito prevalentemente di interessi legittimi.

Laddove la posizione qualificata del soggetto è una posizione che si connette ad un pubblico potere e quindi ha una cura dell’interesse pubblico che non può che coinvolgere tutti gli assemblati, ma soltanto determinati soggetti possono vantare l’interesse legittimo che si presume leso e che si porta davanti al giudice amministrativo.

In realtà tutti, se applicassimo la regola dell’interesse ad agire nel processo generale del giudice ordinario, potrebbero agire, laddove l’amministrazione è incappata in una violazione di legge, in un eccesso di potere o un difetto di competenza. In realtà per poter qualificare la sua posizione ci deve essere qualcosa in più. Ci deve essere un diretto vantaggio acquisito in quell’ambito di potere Amm. esercitato dalla Pubbl. Amm.

Esempio: Tutti hanno interesse che il concorso venga svolto secondo le regole, in maniera corretta, perché per concorso ad un pubblico impiego, evidentemente tutti abbiano interesse a quel pubblico impiego al quale venga scelta, la persona migliore dei diversi concorrenti. Abbiamo visto che soltanto il soggetto concorrente può avere una posizione di vantaggio, qualificata rispetto agli altri soggetti e quindi evidentemente non tutti possono agire contro gli esiti di un concorso, ma soltanto chi è stato concorrente di quel concorso. Ciò non basta! Non basta essere un concorrente di quel concorso. Devi avere un'utilità concreta! Cioè devi far valere dinanzi al giudice, delle posizioni, dei motivi di ricorso che fanno sì, che tu possa avvantaggiarti concretamente del giudizio e della sentenza che il giudice emana nell’atto. Non basta che tu ti lamenti di aver subito un pregiudizio perché ti sono stati riconosciuti 10 punti anziché 15 di cui avevi diritto, ma devi dimostrare concretamente al giudice che se avessi avuto quei 15 punti avresti vinto tu il concorso.

Angela: cioè l’utilità mancata?

Risposta: Il bene della vita!

Io posso avere anche un interesse, se sono un concorsista, e ho i titoli da spendere, ovviamente ho tutto l’interesse che un titolo che possediamo, di cui non sappiamo se può valere o meno, sia riconosciuto dalla Pubbl. Amm., di modo che in quel concorso magari uno non lo vince, ma in un altro concorso, insieme ad altri titoli, che nel frattempo acquisisci, ti fanno vincere questo altro concorso. Questo è sicuramente un interesse che però non basta per farlo valere in sede di giudizio. Perché? È in quello specifico concorso che tu devi acquisire quella posizione di vantaggio e quindi se evidentemente nelle more di giudizio si va anche ad alterare la posizione giuridica che tu hai vantato originariamente, il giudice deve comunque andare a valutare.

Esempio: Sempre nell’ambito del concorso. Se ti lamenti che non ti sono stati fatti valere quei famosi 5 punti e sei terzo in graduatoria, su un concorso a 2 posti, ma nelle more del giudizio per es. il primo ha rinunciato e la graduatoria scorre, e che comunque non ti vengono riconosciuti quei 5 punti, però non di meno hai l’interesse che ti possano essere riconosciuti in astratto (sono comunque frutto del tuo lavoro). Il giudice Amm. ti dice: comunque non vado a verificare questa vicenda perché comunque c’è una carenza di interesse rispetto a quel concorso. L’utilità concreta comunque l’hai raggiunta! L’hai raggiunta per l’attività della Pubblica Amm. ma in realtà non hai più interesse. Oppure hai trovato un altro posto di lavoro e qui semplicemente rinunci a quel ricorso. Questa è un'altra ipotesi di sopravvenuta carenza di interesse. (CAUSA TIPICA di ESTINZIONE DEL PROCESSO AMM.). Fondamentale è che ci sia una concreta utilità!

Concreta utilità e regolamenti

L’utilità deve essere attuale, cioè al momento della composizione del ricorso deve avere la possibilità di adire a quel bene specifico della vita.

Qual è l’esempio classico? Quello sui regolamenti! Il regolamento è formalmente un provvedimento Amm. ma sostanzialmente è una norma! Si può impugnare una legge? No! Perché esiste nell’ambito della nostra carta Cost. un procedimento indiretto di contestazione delle leggi, c’è quello della Corte Cost. che può intervenire soltanto in base alla remissione della questione da parte di un giudice, il giudizio di un giudice che va a verificare che quella legge va a violare i principi Cost. ed ecco appunto che interviene la Corte Costituzionale. L’impugnazione diretta, della legge, da parte del cittadino non esiste!

Il regolamento ha un contenuto normativo, ma il regolamento non è adottato dal parlamento, il regolamento è adottato dal potere esecutivo ed è rivolto ai ministeri ma anche dagli enti locali. Contro questi regolamenti è ammissibile l’impugnazione? La caratteristica fondamentale dell’interesse a ricorrere è la "lesività". Un regolamento può essere lesivo dell’interesse legittimo? Il regolamento ha una natura precettiva? Non è detto! O meglio dipende se si parla nell’ambito del regolamento in regime della duplice impugnazione, cioè il regolamento in quanto tale non è lesivo della sfera giuridica del destinatario perché è una norma. La norma che caratteristiche deve avere? Generalità e astrattezza! Quindi una cosa che è generale ed astratta mi viene a intaccare? No! Quindi ci vorrà un atto che applica quel regolamento. Quel regolamento mi sarà lesivo. Quindi si impugna l’atto applicativo che però non sarà affetto...

Esempio: C’è un regolamento dell’università che dice che tutti i ragazzi che hanno seguito il corso con il prof. A. M., non possono avere più di 18. È un regolamento di due anni fa! Voi lo potete impugnare? Lo dovevate impugnare all’epoca? NO! Perché non sapevate chi ero, non sapevate di seguire il corso con me, e quindi era già operativo.

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Scienze giuridiche IUS/10 Diritto amministrativo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anita K di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Masucci Alfonso.
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