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A livello generale abbiamo:

1. Termine di conclusione del procedimento (art. 2, commi 2, 3, 4) -> celerità e certezza

dell'azione amministrativa.

Ogni amministrazione deve fissare, liberamente, un termine entro il quale il procedimento deve

concludersi. Nel caso in cui l'amministrazione non provveda, opera il termine posto dal

legislatore, che è molto breve.

2. Obbligo di conclusione esplicita del procedimento (art. 2, comma 1) -> trasparenza e

correttezza dell'azione amministrativa.

3. Obbligo di motivazione del provvedimento (art. 3) -> trasparenza dell'azione amministrativa.

(cfr. lezione n. 7).

4. Unità organizzativa responsabile del procedimento (art. 4) -> trasparenza e certezza

dell'azione amministrativa (cfr., in particolare, comma 2 ed art. 5, comma 3).

5. Responsabile del procedimento (art. 5) -> trasparenza e certezza dell'azione amministrativa.

Il responsabile del procedimento è la persona fisica, designata dal titolare (dirigente) dell'ufficio

tra gli addetti ad esso, che è responsabile, all'interno ed all'esterno, di tutti gli adempimenti

procedimentali (c.d. leading authority).

Ne consegue che tale soggetto svolge una duplice funzione:

· Di garanzia, poiché è il referente certo e conosciuto o conoscibile (art. 5, comma 3) di

tutti i soggetti interessati dal provvedimento finale.

Ne deriva che, secondo autorevole dottrina1, il responsabile del procedimento (siccome

l'unità responsabile) non possono che essere unici per ciascun procedimento. Cioè a

dire, quand'anche il procedimento si articoli in fasi, o subprocedimenti, provvisti

ciascuno, per esigenze di celerità dell'azione amministrativa, di referenti personali ed

organizzativi specifici, il centro di riferimento personale ed organizzativo "esterno",

responsabile verso i destinatari del provvedimento finale (art. 8), non può che essere

uno;

· Di efficienza, poiché è il soggetto che guida lo svolgersi del procedimento.

Ciò che si riverbera sulle attività di sua competenza che interessano l'intero iter procedimentale:

· Attività istruttorie (art. 6, lett. a, b, c);

· Attività d'impulso (art. 6, lett. c, e)

· Attività decisorie (art. 6, lett. e);

· Attività integrative e di rapporto con i terzi (art. 6, lett. d)

AA.VV, Diritto amministrativo, Monduzzi, II, pag.1290.

6. Predeterminazione dei criteri per l'attribuzione di vantaggi economici (art. 12) ->

trasparenza ed imparzialità dell'azione amministrativa.

B. FASE DELL'INIZIATIVA.

L'istituto di semplificazione che opera in tale fase è la denuncia d'inizio attività (art.19), che risponde

all'esigenza di semplificazione dell'azione amministrativa ed ad un tempo a quella di liberalizzazione

dell'esercizio delle attività private.

L'istituto si traduce in una forma di autoamministrazione: nei casi in cui l'esercizio di attività privata è

sottoposto ad atto di consenso della p.a., che si sostanzi nel mero accertamento dell'esistenza dei

presupposti e dei requisiti di legge, senza richiedere l'esperimento di prove, che comportino valutazioni

tecnico-dsicrezionali, e si tratti di attività non sottoposta a limiti contingenti complessivi di esercizio,

quest'ultimo può essere intrapreso su semplice "denuncia d'inizio attività dell'interessato all'amministrazione

competente".

La denuncia ha una doppia valenza giuridica:

· È il fatto che legittima ex lege l'esercizio dell'attività privata;

· È l'atto che da avvio al procedimento amministrativo di verifica della sussistenza dei presupposti di

legge. Procedimento che solo in caso di esito negativo si tradurrà in un provvedimento inibitorio 5

motivato, che ingiunge anche la rimozione degli effetti prodotti, da adottare entro 60 gg.,.

C. FASE ISTRUTTORIA

È la fase più ricca di soluzioni di semplificazione:

1. Conferenza di servizi istruttoria (art. 14, comma 1) -> concentrazione dell'azione

amministrativa.

Modulo organizzativo, a disposizione dell'amministrazione procedente, che realizza

un'accelerazione dei tempi del procedimento, concentrando in un'unica sede l'acquisizione degli

interessi pubblici coinvolti dall'azione amministrativa;

2. Accordi tra amministrazioni pubbliche (art. 15) -> snellimento e collaborazione nell'azione

amministrativa.

Istituto generale che favorisce la disciplina concordata per lo svolgimento in collaborazione di

attività d'interesse comune;

3. Accordi sostitutivi o procedimentali con i privati (art. 11) -> giusto procedimento.

Si tratta di forme di esercizio concordato del potere amministrativo (cfr. lezione 8);

4. Generalizzazione del "silenzio-facoltativo" (art. 16) -> speditezza e correttezza dell'azione

amministrativa.

Gli strumenti istruttori obbligatori (pareri obbligatori) non possono condizionare il corso del

procedimento amministrativo.

Ne deriva che l'amministrazione procedente, ove il parere non venga reso nei termini fissati dalle

legge, può prescindere dall'acquisizione di quel mezzo istruttorio, salvo che si tratti di parere che

debbono essere rilasciati dalle amministrazioni "forti" (preposte alla tutela ambientale,

paesaggistico-terriroriale, o della salute dei cittadini);

5. Generalizzazione del "silenzio-devolutivo" (art. 17) -> speditezza e correttezza dell'azione

amministrativa.

In questo caso valgono le osservazioni fatte al punto n. 4, con la sola differenza che, di fronte

all'inerzia od alla non tempestività dell'amministrazione incaricata dell'accertamento,

l'amministrazione procedente deve rivolgersi ad altri soggetti pubblici competenti.

6. Attuazione dell'autocertificazione (art. 18) -> giusto procedimento e speditezza dell'azione

amministrativa.

Il cittadino è sollevato dall'onere di certificare una serie di dati che lo riguardano, poiché

l'amministrazione si accontenta di una sua dichiarazione sostitutiva.

Tale istituto oggi è rifluito nel "t.u. in materia di documentazione amministrativa" = d.p.r. n.

445/00, che ha disposto l'abrogazione delle norme già intervenute in materia (non dell'art. 18),

ed ha stabilito definitivamente che la p.a. ed i gestori di pubblici servizi non possono chiedere

certificati che attestino stati, qualità personali e fatti attestati in documenti in loro possesso, o che

esse stesse sono tenute a certificare. Ed in ogni caso, per tali elementi, si deve procedere

all'acquisizione d'ufficio, ove possibile, ovvero si deve ricorrere alle dichiarazioni sostitutive.

D. FASE DECISORIA.

Due sono gli istituti di rilievo:

1. Conferenza di servizi decisoria (art. 14, comma 2) -> speditezza dell'azione amministrativa.

Modulo procedimentale, ricorrendo al quale l'amministrazione procedente riduce i tempi e soprattutto i

passaggi finali del procedimento: tutte le amministrazioni dotate di poteri decisori, coinvolte nel

procedimento, operano contemporaneamente e nella stessa sede. Tale soluzione, pertanto, conduce in

via collaborativa alla soluzione finale.

Di qui, la volontà del legislatore di renderne obbligatorio l'uso quando la p.a. procedente deve acquisire

intese, concerti…di altre amministrazioni, che interpellate formalmente all'inizio del procedimento, non li

abbiano resi entro 15 gg. (ed, a fortiori, secondo la dottrina, quando ci sia stato un diniego);

2. Silenzio-assenso (art. 20) -> snellimento dell'attività amministrativa. Il legislatore, in realtà, amplia la

sfera di applicazione del "silenzio con valore di provvedimento positivo", non solo per esigenze

procedimentali, ma anche nell'ottica di una maggiore liberalizzazione dell'esercizio di attività economiche

da parte dei privati.

Ed infatti, dispone che nei casi indicati da apposito regolamento governativo, la domanda di rilascio di un 6

provvedimento autorizzatorio all'esercizio di attività privata (che deve avere un contenuto specifico: artt.

3, 4 e 5 del d.p.r. n. 300/92) si considera accolta se, decorso un certo termine (diverso a seconda delle

attività) non è comunicato all'interessato il provvedimento di diniego (provvedimento "fittizio" impugnabile

per illegittimità).

La partecipazione ed il diritto d'accesso al procedimento amministrativo

La PARTECIPAZIONE dei soggetti (pubblici e privati), non istituzionalmente coinvolti nell'azione

amministrativa, al procedimento amministrativo tende a realizzare la completezza dell'istruttoria

procedimentale ed a garantire l'individuazione più corretta delle esigenze della realtà.

Ciò non toglie che, nella prospettiva del partecipante, essa possa avere una funzione difensiva (= di tutela

delle proprie posizioni giuridiche), quanto collaborativa (= di collaborazione con l'amministrazione per il

reperimento di tutti gli elementi necessari per una completa valutazione della situazione).

Di qui la sua natura di principio generale dell'ordinamento, che, sebbene secondo la dottrina e la

giurisprudenza dominanti non abbia rango costituzionale, ha assunto portata generale per effetto della l.n.

241/90 (cfr. capo III, ed art. 29).

Dal punto di vista SOGGETTIVO, la partecipazione può essere distinta in:

. ordinaria (art. 7, comma 1). I soggetti che hanno diritto a partecipare normalmente al procedimento

amministrativo sono:

a. i soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti giuridici;

b. i soggetti che per legge debbono intervenirvi;

c. i soggetti individuati o facilmente individuabili ai quali il provvedimento possa recare pregiudizio,

diversi dai destinatari.

A tal fine, il legislatore dispone che ad essi sia data comunicazione di avvio del procedimento, mediante

un atto dal contenuto ben determinato (art. 8). L'omissione di tale comunicazione, tuttavia, secondo la

giurisprudenza, è agevolmente sanata dalla realizzazione, nei fatti, del contraddittorio tra

amministrazione ed i soggetti indicati, che è lo scopo dell'avviso.

2. eventuale (art. 9). La partecipazione volontaria (c.d. intervento eventuale) è riservato dal legislatore ai:

a. soggetti portatori d'interessi pubblici, cui possa derivare un pregiudizio dall'adozione del

provvedimento = titolari di un interesse legittimo oppositivo;

b. soggetti portatori d'interessi privati, cui possa derivare un pregiudizio dall'adozione del

provvedimento = titolari di un interesse legittimo oppositivo;

c. soggetti portatori d'interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un

pregiudizio dall'adozione del provvedimento.

L'intervento volontario può essere effettuato fino a quando l'amministrazione procedente non abbia

adottato il provvedimento finale, salvo che ragioni di economicità e rispetto dei termini di conclusione

del procedimento inducano a non esaminare gli interventi effettuati dopo un certo limite di tempo.

In questo senso i regolamenti delle amministrazioni hanno fissato dei termini ultimi per l'intervento nel

procedimento amministrativo.

Dal punto di vista OGGETTIVO, la partecipazione sembrerebbe incontrare soltanto i limiti indicati dall'art. 13

e dall'art. 7.

A norma dell'art. 13, sono esclusi dal campo di applicazione delle norme sulla partecipazione (dettate dalla

l.n. 241/90) i procedimenti diretti all'adozione di atti amministrativi generali, di pianificazione e di

programmazione, di atti normativi, nonché i procedimenti tributari.

A norma dell'art. 7, comma 1, al contrario, la disciplina della partecipazione subisce un'attenuazione nel caso

7

in cui sussistano ragioni d'impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento (che

devono essere puntualmente indicate): è omessa la sola comunicazione d'avvio del procedimento, ma

restano salvi gl'interventi volontari.

In proposito, tuttavia, si deve registrare un atteggiamento della giurisprudenza che tende a svalutare la

portata generale del principio (es. laddove una valutazione, anche ex post, delle circostanze riveli l'inutilità

della partecipazione privata al fine di una più opportuna ed imparziale azione amministrativa, l'eventuale

omissione della comunicazione d'avvio non è rilevante…).

Con riferimento alle MODALITÀ DI ESERCIZIO la partecipazione attribuisce:

1. il diritto di presentare memorie scritte e documenti (art. 9, lett. b), che l'amministrazione ha l'obbligo di

valutare, salvo che non siano pertinenti all'oggetto del procedimento. Da ciò consegue l'obbligo, per

l'amministrazione, di rendere specifica motivazione circa la non pertinenza o lo scarso valore probatorio

degli scritti.

Dalla conformazione della norma deriva, altresì, l'impossibilità di ammettere in via generale il

contraddittorio informale.

L'esercizio di questo diritto può esitare nell'esercizio consensuale del potere amministrativo, di cui all'art.

11 (cfr. lezione 8)

2. il diritto di prendere visione degli atti del procedimento, salvi i limiti di cui all'art. 24. Tale diritto ricalca

una delle facoltà del diritto d'accesso, che si esercita mediante esame dei documenti ed esibizione di

copia (Capo V, in particolare art. 22). Ciò porta ad affermare la perfetta sovrapponibilità dei due diritti,

che, peraltro, soffrono le medesime limitazioni. Ed infatti, la partecipazione al procedimento

amministrativo è funzionalmente collegata al diritto d'accesso.

Il DIRITTO D'ACCESSO ai documenti amministrativi è un principio generale dell'ordinamento a garanzia

costituzionale (cfr., per tutti, art. 21), che è stato generalizzato dalla ln. 241/90. Ad essa, invero, si deve

l'ampliamento del suo ambito di applicazione, al fine di garantire la trasparenza e l'imparzialità dell'azione

amministrativa.

Ciò che consente di valorizzare in funzione partecipativa, e non solo difensiva l'apertura del procedimento

amministrativo.

La volontà di aumentare i casi di controllo sociale diffuso dell'azione amministrativa e, conseguentemente,

della collaborazione sociale alla conformazione dell'interesse pubblico concreto, tuttavia, non ha condotto

alla generalizzazione del diritto d'accesso.

Dal punto di vista SOGGETTIVO, il diritto in parola è attribuito ai soli soggetti che sono titolari di "un

interesseper la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti". Cioè a dire, ai titolari d'interessi personali e

qualificati, che non devono presentare tutti i requisiti che legittimerebbero il ricorso alla tutela giurisdizionale

(es. coloro che possono essere parte eventuale o necessaria del procedimento; sono esclusi invece i titolari

d'interessi di mero fatto).

Il diritto d'accesso consta delle FACOLTÀ di esame e di estrazione di copia dei documenti (art. 25,

comma 1). In proposito, i regolamenti di attuazione distinguono:

1. accesso informale: si esercita attraverso una richiesta, anche verbale, esaminata immediatamente

senza formalità;

2. accesso formale: cui si ricorre qualora la precedente soluzione non sia praticabile (es. sorgono dubbi

sulla legittimazione del richiedente; i documenti non sono immediatamente disponibili…). Si tratta di un

vero e proprio procedimento amministrativo a richiesta di parte (artt. 3, 4, 5, d.p.r. 352/92)

Dal punto di vista OGGETTIVO, il diritto di accesso può essere esercitato su tutti gli atti, di qualunque

specie, e da chiunque formati, che siano stati, sono o saranno utilizzati per determinare il contenuto del

provvedimento finale (art. 22, comma 2) .

Il diritto d'accesso, infatti, soffre le sole limitazioni elencate dall'art. 24, che determinano:

1. esclusione del diritto d'accesso: per i documenti coperti dal segreto di Stato e per gli atti preparatori (nel

corso della formazione) dei provvedimenti elencati nell'art. 13. Il Governo - con una disciplina cornice

(art. 24, comma 4) - può poi disporre tale esclusione per la salvaguardia delle esigenze di sicurezza,

difesa nazionale, relazioni internazionali, politica monetaria e valutaria, ordine pubblico e prevenzione

della criminalità; 8

2. limitazioni al diritto d'accesso: poste dal Governo - con una disciplina cornice - per la tutela della

riservatezza di terzi. Tale limitazione, tuttavia, deve garantire l'accesso ai documenti la cui conoscenza è

necessaria per la tutela di interessi giuridici;

3. differimento dell'esercizio del diritto d'accesso: l'amministrazione procedente può disporre tale soluzione,

nel caso in cui il suo esercizio riguardi documenti che se conosciuti ostacolerebbero gravemente od

impedirebbero lo svolgimento dell'azione amministrativa.

Da ultimo, un cenno va fatto alla NATURA del diritto d'accesso.

Numerose decisioni giurisprudenziali lo descrivono come diritto soggettivo all'informazione, finalizzato alla

garanzia della trasparenza e dell'imparzialità dell'azione amministrativa.

Tuttavia, la circostanza che l'art. 25 attribuisca la competenza giurisdizionale al giudice amministrativo

(senza fare cenno alla giurisdizione esclusiva), unitamente alla disponibilità della posizione riconosciuta

all'amministrazione procedente (cfr. "differimento", supra), fanno propendere la dottrina per la qualificazione

in termini d'interesse legittimo. Il controllo sugli atti amministrativi

In generale con il termine "controllo" si fa riferimento ad un'attività amministrativa secondaria ed accessoria:

il riesame di un'attività principale per verificarne la corrispondenza a determinati requisiti.

Il è una delle due tipologie di controlli amministrativi, connotata

CONTROLLO SUGLI ATTI AMMINISTRATIVI

dall'avere ad oggetto singoli atti di amministrazione attiva.

La dottrina ha CLASSIFICATO i controlli sugli atti amministrativi in vario modo:

1. rispetto al parametro di valutazione distingue:

a. controlli di legittimità = controlli diretti a valutare la corrispondenza formale dell'atto alle norme di

legge. Ne deriva che, tendenzialmente, hanno funzione di vigilanza;

b. controlli di merito = controlli diretti a valutare l'atto sotto il profilo della convenienza

amministrativa. Ciò che consente di entrare nel merito dell'atto, valutandone contenuto e

regolarità formale, sì da avere una funzione, latu sensu, di tutela;

2. rispetto ai soggetti che effettuano il controllo distingue:

a. controlli interni = c.d. controlli interorganici = controlli che l'amministrazione esercita nella propria

struttura organizzativa, che trovano fondamento nel potere di supremazia gerarchica che le

consente di vigilare sui propri atti e di disporne;

b. controlli esterni = c.d. controlli intersoggettivi = controlli operati da soggetti diversi ed

indipendenti rispetto all'amministrazione cui appartiene l'atto controllato;

3. rispetto alla frequenza con cui sono operati distingue:

a. controlli ordinari = controlli previsti come abituali dalla legge;

b. controlli straordinari = controlli previsti come eventuali dalla legge, che rimette all'autorità

amministrativa il potere di disporli.

4. rispetto al momento temporale in cui il controllo è effettuato rispetto all'acquisto di efficacia

dell'atto, distingue:

a. controlli preventivi = controlli operati su un atto perfetto ma non ancora efficace. Ne deriva che il

controllo è un requisito di efficacia dell'atto, poiché influisce sulla sua idoneità a produrre effetti

giuridici.

Da ciò consegue che

se il controllo ha esito positivo, l'atto acquista efficacia dal momento della sua

-

adozione;

se il controllo ha esito negativo, l'atto perfetto non acquista idoneità a produrre effetti

-

giuridici;

b. controlli successivi = controlli operati su un atto perfetto ed efficace.

Ne deriva che 9

se il controllo ha esito negativo, l'atto perfetto ed efficace è privato dal momento della

-

sua adozione della idoneità a produrre effetti giuridici (con conseguente caducazione

di tutti gli effetti prodotti, salvi solo gli irreversibili e quelli non caducabili perché

meritevoli di tutela);

se il controllo ha esito positivo, l'atto perfetto ed efficace mantiene la sua idoneità a

-

produrre effetti giuridici;

c. controlli sostitutivi = controlli finalizzati a superare l'inerzia dell'autorità gerarchicamente

sott’ordinata, operati dall'autorità superiore titolare di potere sostitutivo, che può emanare,

direttamente o previa nomina di un commissario ad acta, il provvedimento in sostituzione

dell'autorità inferiore.

ATTI TIPICI di controllo sono:

1. visto = controllo preventivo di legittimità vincolato (l'assenza dei vizi impone l'apposizione del visto,

siccome il riscontro impone la non apposizione);

2. approvazione = controllo preventivo di legittimità e di merito, che si esprime attraverso un

provvedimento amministrativo;

3. autorizzazione = controllo preventivo antecedente che può essere sia di legittimità che di merito, e mira

alla rimozione di ostacoli;

4. omologazione = controllo di legittimità e di merito che opera in sostituzione od in aggiunta

all'approvazione;

5. annullamento d'ufficio (in sede di controllo) = controllo successivo di legittimità che l'amministrazione

ha nei confronti degli organi gerarchicamente subordinati.

Questo atto di controllo va distinto dall'analogo annullamento in sede di autotutela:

l'annullamento in sede di controllo è un atto dovuto (se i vizi sono riscontrati), soggetto

-

a termine di decadenza, emesso da un'autorità che non è in posizione di terzietà;

l'annullamento in sede di autotutela è atto discrezionale (salvo che l'autorità giudiziaria

-

od altra autorità preposta al controllo abbia dichiarato l'illegittimità dell'atto), non

sottoposto a termini di decadenza, operato da un'autorità che, del pari, non si trova in

posizione di terzietà.

Da ultimo, vanno ricordati alcuni principi in tema di tutela avverso gli atti di controllo. In proposito, con

Guarino possiamo osservare che:

il potere di controllo, una volta esercitato si estingue. Ne deriva l'inammissibilità di un autoannullamento

o di un'autorevoca;

l'atto di controllo con esito positivo non è autonomamente impugnabile: può essere impugnato solo l'atto

controllato, in cui eventuali vizi dell'atto di controllo rifluiranno;

l'atto di controllo negativo, al contrario, è autonomamente impugnabile (salvo che si tratti del diniego di

visto della Corte dei Conti: non è un'amministrazione ma una magistratura) 10

Domande

Queste sono delle domande che abbiamo preparato per darti un'idea di come si struttura una domanda

durante un esame universitario.

Se, invece, vuoi effettuare il test di valutazione su questa lezione vedi al menù laterale.

1. Qual è la funzione del procedimento amministrativo?

2. Quali caratteristiche ha e come si articola l'istruttoria nel procedimento amministrativo?

3. Cosa significa "diritto d'accesso" ?

4. Qual è il ruolo della Conferenza di servizi nel procedimento amministrativo?

5. Cosa s'intende per istituti di semplificazione? Qual è, se ce ne sono, il loro ruolo nel procedimento

amministrativo ?

6. Che caratteristiche può avere e che ruolo ha il parere nel procedimento amministrativo?

Glossario

A

Abilitazioni = provvedimenti amministrativi vincolati, ampliativi, ricondotti nella categoria delle autorizzazioni,

che consistono in una valutazione tecnica dell'esistenza di requisiti predeterminati.

Abrogazione = provvedimento di secondo grado ad esito eliminatorio, connotato da ciò che priva, ex nunc,

di efficacia l'atto oggetto di riesame poiché il mutamento sopravvenuto delle circostanze di fatto rende la

permanenza di efficacia di tale ultimo provvedimento contra ius.

Accertamento (strumento istruttorio dell') = strumento istruttorio, sostituibile per ragioni di speditezza (cfr.

art. 17 l.n. 241/90), qualificato come dichiarazione di scienza, che la p.a. può impiegare per la verificazione

dei fatti (accertamenti tecnici/semplici: es. attribuzione di una classe catastale) ovvero per l'elaborazione dei

fatti (accertamenti valutativi: es. valutazione del rischio di valanghe).

Accessione invertita = fenomeno giuridico d'origine giurisprudenziale connotato da ciò che un'immobile

(privato) "accede" all'opera pubblica su di esso realizzata.

Accesso (diritto d') = diritto di esaminare ed estrarre copia dei documenti amministrativi, di qualunque

specie, e comunque formati, utilizzati dall'amministrazione ai fini dell'attività amministrativa, che può essere

esercitato da chiunque abbia un interesse, personale e qualificato, al fine della tutela di situazioni

giuridicamente rilevanti.

Accordi di programma = istituto ricondotto nella categoria dei contratti di diritto pubblico, che rappresenta

una delle forme di esercizio consensuale della potestà amministrativa. Strutturalmente si tratta di accordi tra

enti territoriali minori ed altri soggetti pubblici, che per le loro attribuzioni istituzionali sono coinvolti nella

realizzazione di un'opera o di un intervento, ovvero di una sua programmazione, finalizzati al coordinamento

dell'esercizio delle funzioni amministrative.

Accordi preliminari = atti amministrativi non provvedimentali, che fanno parte del procedimento

amministrativo, che sono utilizzati dall'autorità procedente che deve adottare un provvedimento su concerto

od intesa.

Accordi procedimentali = istituto ricondotto nella categoria dei contratti di diritto pubblico, che rappresenta

11

una delle forme di esercizio consensuale della potestà amministrativa. Strutturalmente si tratta di accordi

raggiunti nel corso di un procedimento amministrativo tra l'autorità agente e gli interessati per determinare

il contenuto discrezionale del provvedimento amministrativo.

Accordi sostitutivi = istituto ricondotto nella categoria dei contratti di diritto pubblico, che rappresenta una

delle forme di esercizio consensuale della potestà amministrativa. Strutturalmente si tratta di accordi

raggiunti nel corso del procedimento amministrativo tra l'autorità agente ed il destinatario del provvedimento

al fine di sostituire il provvedimento medesimo.

Aggiudicazione (fase di) = fase del procedimento di evidenza pubblica che consiste nell'individuazione

nella scelta del contraente della P.A.. L'aggiudicazione può essere formalizzata in un atto.

Ammissioni = provvedimenti amministrativi ampliativi, di natura concessoria, che, previo accertamento della

sussistenza di determinati requisiti, attribuiscono ai destinatari il diritto a determinate utilità o vantaggi od

all'esercizio di determinate attività.

Annullamento d'ufficio = provvedimento di secondo grado ad esito eliminatorio, che priva di efficacia ex

tunc l'atto riesaminato, per ragioni di illegittimità od inopportunità, per soddisfare un interesse pubblico

attuale e specifico (diverso da quello al ripristino dell'ordine giuridico violato).

Appalto-concorso = nell'ambito del procedimento di evidenza pubblica, sistema di scelta del contraente

della P.A., utilizzato per speciali lavori o per la fabbricazione di particolari oggetti (es. armi), che consiste

nell'invitare soggetti o ditte, ritenuti idonei, a presentare progetti tecnici dettagliati di lavori o forniture da

compiersi (realizzati secondo le direttiva di massima fornite dall'amministrazione), indicando le condizioni

alle quali si è disposti ad eseguirli. La P.A. procederà alla scelta valutando il valore tecnico del progetto, la

sua convenienza economica e le garanzie di capacità e serietà che presentano gli offerenti.

Approvazione = atto amministrativo di cui è discussa la natura di provvedimento ampliativo a carattere

autorizzatorio.

Nel procedimento di evidenza pubblica, fase procedimentale di controllo, affidata ad un soggetto diverso

da quello che ha concluso il contratto, che consiste nella verifica della procedura seguita, del contenuto del

regolamento contrattuale e della regolarità della fase di aggiudicazione, e che incide sull'efficacia del

contratto stipulato.

Arresto procedimentale = fenomeno che si verifica quando un atto intermedio del procedimento

amministrativo interrompe lo sviluppo procedurale e pone fine negativamente al procedimento, senza

attendere il provvedimento finale.

Atti a rilevanza esterna = nell'ambito dell'attività amministrativa contrattuale della P.A., atti amministrativi

del procedimento di evidenza pubblica che condizionano l'efficacia del contratto: autorizzazione a stipulare,

approvazione e visto.

Atti a rilevanza interna = nell'ambito dell'attività amministrativa contrattuale della P.A., atti amministrativi del

procedimento di evidenza pubblica che condizionano la validità del contratto: deliberazione di contrattare, la

delega (eventuale) del potere di concludere i contratto e l'aggiudicazione.

Atti collettivi = atti amministrativi con pluralità di destinatari, con cui la p.a. manifesta la sua volontà

unitariamente ed inscindibilmente nei confronti di un complesso di soggetti considerati unitariamente (es.

piano regolatore).

Atti dichiarativi = atti che danno certezza legale (vincolante) o notiziale (non vincolante) a fatti

giuridicamente rilevanti.

Atti formali = atti amministrativi per i quali l'ordinamento impone una determinata modalità di esternazione.

Atti generali = atti amministrativi con pluralità di destinatari, non determinati al momento di adozione

dell'atto, ma determinabili, in base ad esso, al momento della sua esecuzione (es. bandi di concorso).

Atti giuridici = comportamenti giuridicamente rilevanti mediante i quali può esprimersi l'attività

amministrativa, che si basano su di un processo di conoscenza e rappresentazione. 12

Atti giuridici di diritto privato = atti giuridici posti in essere secondo le forme ed i principi del diritto privato.

Atti giuridici di diritto pubblico = atti giuridici posti in essere secondo le forme ed i principi del diritto

pubblico.

Atti informali = atti amministrativi per i quali l'ordinamento non stabilisce una forma di esternazione,

lasciando all'amministrazione la facoltà di scegliere la modalità più idonea.

Atti non provvedimentali = atti amministrativi strumentali rispetto ai provvedimenti connotati dalla

mancanza di autoritarietà, esecutorietà e non sottoposti ai principi di tipicità e nominatività.

Atti plurimi = atti amministrativi con puralità di destinatari che sono unici formalmente, ma contengono

provvedimenti autonomi ed indipendenti (es. decreti di nomina dei vincitori di concorsi pubblici).

Atti presupposti = atti del procedimento amministrativo che rilevano al fine della produzione dell'effetto

giuridico del provvedimento, ma hanno rilievo autonomo e possono essere anche l'esito di un distinto

procedimento amministrativo (es. dichiarazione di pubblica utilità - espropriazione).

Atti ricognitivi = atti strumentali dichiarativi, che consistono, pertanto, in manifestazioni di scienza e

conoscenza.

Atti strumentali = atti non provvedimentali.

Atti valutativi = atti strumentali che si traducono in manifestazioni di giudizio.

Attività amministrativa = insieme delle attività poste in essere da amministrazioni pubbliche predeterminate

per realizzare la cura concreta dell'interesse pubblico.

Attività amministrativa di diritto comune = attività amministrativa di diritto privato.

Attività amministrativa di diritto privato = locuzione utilizzata per descrivere, tecnicamente, il caso in cui

la P.A. persegue lo scopo assegnatole dall'ordinamento (cioè, il soddisfacimento dell'interesse pubblico

assegnatole) attraverso le forme ed i mezzi del diritto privato, piuttosto che attraverso quelli del diritto

pubblico.

Attività amministrativa di diritto privato equivalente = attività amministrativa esercitata nelle forme del

diritto comune dai soggetti pubblici ai quali l'ordinamento attribuisce la facoltà di agire secondo le forme ed i

mezzi del diritto privato, oppure secondo le forme ed i mezzi del diritto pubblico.

Attività amministrativa di diritto privato istituzionale = attività amministrativa esercitata nelle forme del

diritto comune dai soggetti pubblici che si operano esclusivamente con le forme ed i mezzi del diritto privato

(e.p.e.).

Attività consultiva = attività amministrativa, che si esprime, in genere nella forma del parere, volta a fornire

direttive, informazioni, consigli alle autorità che devono provvedere in ordine ad un dato oggetto.

Attività di amministrazione attiva = attività con cui la P.A. agisce per la cura concreta dei propri fini (es.

deliberazioni).

Attività di controllo = attività volta a sindacare, secondo diritto (controllo di legittimità) o secondo le regole

di buona amministrazione (controllo di merito) l'operato degli organi di amministrazione attiva.

Attività di diritto comune (della P.A.) = locuzione utilizzata per descrivere i casi in cui la P.A. opera non in

veste di organo pubblico, dotato di poteri d'imperio ed autotutela, ma come un qualunque soggetto

dell'ordinamento, assumento gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Attività di diritto privato (della P.A.) = attività di diritto comune della P.A..

Attività di diritto privato strumentale = attività di diritto comune posta in essere dall'amministrazione per

provvedere alle sue necessità quotidiane. 13

Attività discrezionale = attività amministrativa connotata dall'attribuzione all'autorità procedente del potere

di operare la scelta della soluzione più compatibile con la fattispecie astrattamente delineata, sulla base di

una completa acquisizione e comparazione di tutti gli interessi pubblici e privati coinvolti dall'azione

amministrativa con l'interesse pubblico primario.

Attività vincolata = attività amministrativa integralmente disciplinata dal legislatore.

Atto amministrativo = strumento tipico dell'attività amministrativa di diritto pubblico.

Atto ampliativo = atto amministrativo che attribuisce al destinatario nuovi diritti, poteri o facoltà, operando

per tal via un arricchimento della sua sfera giuridica.

Atto complesso = decisione pluristrutturata che assume le sembianze di un solo atto a carattere omogeneo

(c.d. unitarietà dell'atto). Ad esso la dottrina tende a ricondurre i casi di pluralità di atti sostanzialmente

identici, ma formati contestualmente, connotati dall'unità del fine delle varie volontà (es. deliberazione

preliminare-provvedimento; proposta-provvedimento).

Atto confermativo = atto che inerisce alla vicenda dei procedimenti di riesame: manifestazione di volontà

della p.a., formalmente richiesta di aprire un procedimento di riesame, di non accogliere l'istanza di

riapertura.

Atto endoprocedimentale = atto intermedio della sequenza procedimentale che conduce all'adozione del

provvedimento.

Atto pluristrutturato = atto che è il risultato di una pluralità di manifestazione di volontà tra loro collegate,

che possono (atto complesso) o no fondersi in una manifestazione di volontà unica.

Atto recettizio = atti che per produrre i loro effetti tipici (che possono essere ampliativi della sfera giuridica -

invito a partecipare ad una gara pubblica -, siccome restrittivi della medesima - atti ablatori -) devono essere

comunicati al destinatario, poiché la collaborazione di quest'ultimo è necessaria affinché l'atto raggiunga il

suo scopo. Ne deriva che per essi la fase "integrativa dell'efficacia" (del procedimento amministrativo) è

necessaria: senza essa l'atto è perfetto ma inidoneo a produrre effetti giuridici.

Atto restrittivo = atto amministrativo che limita od estingue diritti, poteri o facoltà del destinatario, operando,

per tal via, una riduzione della sua sfera giuridica.

Atto semplice = atto che il risultato di una sola manifestazione di volontà.

Asta pubblica = nell'ambito del procedimento di evidenza pubblica, sistema di scelta del contraente della

P.A., utilizzato in via ordinaria, che consiste nell'individuazione del contraente tramite una gara aperta a tutti,

che si articola in 4 fasi: pubblicazione dell'avviso d'asta, ammissione dei concorrenti all'incanto, svolgimento

dell'asta ed aggiudicazione (al miglior offerente).

Autoritarietà = imperatività.

Autorizzazioni-consenso = autorizzazioni (intese, concerti, nulla-osta...), che intervengono nella fase

decisoria del procedimento amministrativo - decisone pluristrutturata - (senza fondersi formalmente con l'atto

autorizzato -> determinazioni partecipi della funzione decisoria) e che, pertanto sono date nell'interesse

dell'ente autorizzante.

Autorizzazioni tutorie = autorizzazioni (intese, consensi...), che intervengono nella fase istruttoria del

procedimento amministrativo e che, pertanto, sono date nell'interesse dell'ente autorizzato.

Azionabilità (principio di) = principio do giustiziabilità.

B

Buona andamento (principio del) = l'azione amministrativa deve tradursi nella scelta più immediatamente

conveniente ed adeguata alla cura dell'interesse pubblico primario perseguito dall'amministrazione agente.

C 14

Capitolato d'oneri = atti generali con cui la P.A. fissa le clausole e le condizioni (di forma, di contenuto...)

applicabili a tutti i contratti che rientrano in una determinata categoria (generali, se disciplinano la generalità

dei contratti di un certo tipo; speciali, se disciplinano un singolo contratto). É discussa la loro natura: atti

amministrativi generali od atti normativi.

Carenza di potere in astratto = ipotesi di nullità del provvedimento amministrativo, che consiste

nell'assenza di norme che attribuiscono all'amministrazione quel potere di provvedere di cui l'atto è

espressione.

Carenza di potere in concreto = ipotesi di nullità od annullabilità del provvedimento amministrativo, che

consiste nell'esercizio del potere amministrativo in assenza dei presupposti e dei requisiti che ne

condizionano in concreto la sussistenza.

Comunicazione = operazione che ha lo scopo di portare un atto a conoscenza di uno (c. in senso stretto) o

più soggetti (c. in senso lato o per pubblicazione = rivolta a categorie indeterminate di soggetti) un atto. Da

essa può dipendere l'efficacia giuridica dell'atto comunicato.

Concerto = atto pluristrutturato connotato da ciò che l'autorità titolare del potere di emettere il

provvedimento finale (c.d. autorità concertante) elabora lo schema di provvedimento e lo invia ad altra

autorità (autorità concertata) che, in relazione ai suoi interessi, può aderire allo schema, ovvero suggerire

modifiche. In quest'ultimo caso si procede attraverso una "navetta" fin quando non si trova la soluzione

concorde: l'autorità concertante non può emettere il provvedimento senza il consenso dell'autorità

concertata. Proprio per tale ragione, l'atto si ritiene imputabile a tutte le autorità che sono intervenute, che

devono sottoscrivere il provvedimento.

Concessione = provvedimento amministrativo ampliativo di natura concessoria, che attribuisce al privato un

nuovo diritto, creato ex novo (concessione-costitutiva) o di cui era titolare la p.a. (concessione traslativa),

supportata da una convenzione che disciplina i rapporti privato-amministrazione, con riferimento alle attività

che possono essere svolte sulla base della convenzione.

Conclusione (fase della) = fase dell'aggiudicazione.

Conferenza di servizi = modulo organizzativo, che può operare nella fase istruttoria del procedimento

amministrativo e deve operare nella fase decisoria dello stesso (ovviamente in caso di decisione

pluristrutturata), che realizza un'accelerazione-concentrazione dei tempi procedimentali, poiché consente di

acquisire, in un'unica sede, tutti gli interessi pubblici coinvolti nel procedimento (art. 14 l.n. 241/90).

Confisca = provvedimento amministrativo restrittivo di natura ablatoria reale e con funzione sanzionatoria.

Continuità dell'azione amministrativa (principio della) = l'azione amministrativa non può non avere

soluzione di continuità, poiché, in caso contrario, l'interesse pubblico sarebbe pregiudicato.

Contraddittorietà = sintomo dell'eccesso di potere, che si traduce nel contrasto logico tra la statuizione e la

motivazione del provvedimento (interna), oppure nel contrasto tra statuizioni provvedimentali, da valutare

complessivamente (esterna: es. provvedimento di encomio di un dipendente per le sue capacitò

professionali - provvedimento di biasimo per le stesse ragioni).

Contratto di diritto pubblico = forma contrattuale peculiare del diritto amministrativo in cui si può esprimere

l'attività consensuale di diritto pubblico dell'amministrazione. Esso risulta connotato dalla posizione di

supremazia dell'amministrazione agente, che si traduce, talvolta, in clausole di vantaggio (es. diritto di

recesso unilaterale per motivate esigenza pubbliche sopravvenute), dalla non necessaria patrimonialità, e

dall'oggetto, che è un bene giuridico sottratto alla circolazione privata.

Controlli amministrativi = i controlli, operati su atti o su soggetti, al fine di esaminare l'operato degli organi

di amministrazione attiva.

Controllo (sugli atti amministrativi) = attività secondaria ed accessoria volta a riesaminare, sotto il profilo

della legittimità, e talvolta del merito, gli atti posti in essere dagli organi di amministrazioni attiva, che può

condizionare l'efficacia degli stessi atti controllati.

Convalida = provvedimento amministrativo di secondo grado ad esito conservativo, tramite eliminazione del

vizio formale riscontrato ed efficacia retroattiva. 15


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze giuridiche Prof.

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