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Diritto amministrativo - preliminari Appunti scolastici Premium

Appunti di Diritto amministrativo riguardanti i preliminari.
Nello specifico gli argomenti trattati sono: definizione di interesse collettivo, il passaggio dall’interesse collettivo all’interesse pubblico, differenza tra l'interesse pubblico e l’interesse privato.

Esame di Diritto Amministrativo docente Prof. S. Sambatoro

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ESTRATTO DOCUMENTO

CAPITOLO 4 DEL PRELIMINARI DI DIRITTO AMMINISTRATIVO DEL PROF.

SAMBATARO

1

Definizione di interesse collettivo: L’azione amministrativa e’ un azione pubblica correlata ad

interessi pubblici espressivi di un consenso collettivo. Il consenso collettivo si basa sul consenso

collettivo definito come lo stato di tensione che una data collettività attraversa,in un certo momento

della sua vita per il soddisfacimento di un bisogno o il mantenimento di un vantaggio o la rimozione

di un pericolo. Ma possiamo dare anche 2 definizioni distinte del termine interesse e del termine

collettivo;infatti col primo si intende lo stato di tensione determinato dall’insorgere di una necessità;

col secondo l’appartenenza dell’interesse al gruppo sociale ma solo sul piano sostanziale perche’ sul

piano formale necessita di una “figura giuridica soggettiva”. Quando acquisisce questa consistenza

giuridica non si parlerà più di gruppo sociale ma di ente esponenziale della collettività.

Il passaggio dall’interesse collettivo all’interesse pubblico è legato a due nozioni. La nozione

soggettiva del pubblico interesse , di tipo strutturale e dai contenuti organizzatori. A ciò

conseguono 2 effetti: la traspozione degli interessi collettivi nell’ ambito dei servizi pubblici

soggettivizzati ; la diversificazione degli interessi pubblici nello stesso modo in cui vengono a

diversificarsi i soggetti che ne sono titolari formali.

La nozione oggettiva del pubblico interesse attribuisce alla p.a. una potestà diretta a soddisfare un

bisogno della collettività.(linea di trasporti pubblici)

Differenza dell’interesse pubblico dall’interesse privato. La qualificazione normativa dell’ interesse

pubblico serve a differenziare ognuno degli interessi pubblici dagli altri interessi omologhi sulla

base della qualità del bisogno collettivo. Ma è proprio la quantità del bisogno collettivo che serve a

differenziare l’interesse pubblico dal privato. Siccome il bisogno collettivo si fonda sull’interesse

collettivo ,allora è quest’ ultimo interesse e non quello pubblico a diversificarsi sul piano qualit.e

quant.dall’interesse privato. La maggiore consistenza materiale dell’interesse collettivo si trova in

alcuni es. che descrivono la sua rilevanza quantitativa nell’art. 42 cost (espropriazione per motivi

d’interesse generale) poi il 43 cost(riserva o trasferimento di imprese per utilità generale) e

soprattutto nella formula “interesse pubblico generale”che consacra la trasposizione dell’interesse

collettivo in quello pubblico e indica la pertinenza dell’ azione pubblica a soddisfare la collettività.

La trasposizione dell’interesse collettivo nell’interesse pubblico si risolve nell’ opzione del

legislatore per cui l’interesse privato è istituzionalmente oppositivo all’interesse pubblico.

Conseguenze sono la cedevolezza e l’esposizione al sacrificio dell’interesse privato nonché la sua

conversione in altra entità giuridicamente e economicamente apprezzabile(indennizzo).

Ma in alcuni casi vi sono delle opzioni più modulate : è anche possibile un equo contemperamento

delle pretese collettive ed individuali come anche un soddisfacimento omologo di entrambi gli

interessi pubblici e privati.

Le variabili all’opzione di principio confermano che il piano a cui si inspira il legislatore italiano è

la supremazia dell’interesse pubblico,connotato della normazione sostanziale che comporta uno

scompenso tra interesse pubblico e interesse privato . a questo scompenso fa da contrappeso l’art

113 cost cioè il principio di azionabilità generale delle pretese individuali avverso gli atti della p.a. e

quindi al principio di supremazia della p.a. subentra un modello conflittuale tra interesse pubblico e

privato che necessita di una composizione per ogni vicenda di cui si occupa l’imparziale organo

giurisdizionale.

Pubblicizzazione degli interessi collettivi:un interesse collettivo diviene pubblico quando il

legislatore intitola in capo alla p.a. nuove potestà pubbliche relative ad un area della realtà sociale

che fino a quel momento non aveva costituito oggetto di attenzione differenziata da parte sua. I

termini di tale intervento sono :attribuzione di potestà, individuazione di soggetti pubblici,

indicazione dei procedimenti in cui viene scandita l’azione amm. ,il rapporto che s’instaura con i

soggetti esposti all’azione amm.

Tutti questi elementi, combinati con l’attribuzione di potestà,creano un ordinamento di settore

nell’ordinamento amm. generale.

Ciò che varia nell’ordinamento di settore è la misura della potestà che la p.a. esercita in ciascun

settore(varia il tipo di rapporto tra il titolare della potestà e il soggetto esposto all’azione amm.)

Es.di interesse collettivo come nucleo essenziale dell’interesse pubblico: si pensi ad una

concessione amministrativa per l’utilizzazione di un bene demaniale. Vi è l’interesse pubblico ad

utilizzare il bene, interesse in cui la p.a. è titolare formale,che gestisce le diverse fasi del

procedimento;ma si individua anche un interesse collettivo riferibile alla collettività(buona e

razionale conduzione dei beni pubblici) in linea con il criterio costituz.del buon andamento.

2

Ci sono 2 modalità diverse di linguaggio normativo sull’interesse pubblico:una di tipo definitoria,

applicata ai singoli istituti giuridici(espropriazione per pubblico interesse);l’altra di tipo

giustificativa che per ogni azione amm. risultante dall’esercizio di una potestà generale qualifica il

provvedimento conclusivo(revoca per pubblico interesse). Queste ricomprende tutte le evenienze di

fatto,senza che siano predeterminate dalla norma; nel primo caso invece le evenienze di fatto sono

predeterminate già nell’atto normativo che attribuisce la potestà e quindi hanno carattere tassativo e

afferisce alla legittimità amm.;mentre quelle giustificative al merito amm., insindacabili.

Siccome i bisogni collettivi sono posti tutti sullo stesso piano vige il principio di pariordinazione

degli interessi pubblici

Es -posizione paritaria che i Ministri assumono in seno al Governo

Il principio della pariordinazione degli interessi pubblici ha trovato una eccezione nella distinzione

attività sociale - attività giuridica. La prima comprendeva i fini di conservazione; si trattava delle

attribuzioni governative in materia di ordine pubblico interno,di difesa dell’integrità territoriale nei

confronti di aggressioni di altri stati etc….

La seconda qualifica comprendeva i fini di progresso dell’assetto sociale dello stato; si trattava delle

attribuzioni normative in materia di lavoro ,sanità etc…

La distinzione ebbe fortuna sul piano dottrinario e molti giuristi hanno disputato polemicamente

sulla essenzialità degli interessi racchiusi nella formula attività sociale.

Ora partendo dal fatto che sono rimaste precise connotazioni normative dello stato liberale sembra

possa ancora farsi riferimento alla distinzione per soddisfare gli interessi pubblici. Si tratta di

inserire non solo la precisate attribuzioni di potestà ,ma nuove potestà con ruolo prioritario rispetto

alle altre.

In questa linea la p.a. dovrà attuare una ponderazione degli interessi per scegliere quelli

maggiormente idonei al soddisfacimento dei bisogni che si attua in un procedimento valutativo

volto a scegliere l’interesse più vantaggioso o di minor nocumento per gli altri. Tale ponderazione è

condizionata dal fatto che la p.a. mantiene la titolarità di alcune potestà connessa alla tutela di fini

diretti alla conservazione della società e gruppi in cui si articola.

Gli interessi pubblici sono connessi all’esigenza primaria della conservazione la cui attività si

presenta come giuridica prevalente su ogni altra ;infine le disposizioni in questione costituiscono

norme di chiusura del sistema.

Dunque le finalità di conservazione pongono gli interessi pubblici in posizione prevalente:

1 la prevalenza consiste nella qualificazione dell’azione amm. svolta per la cura interessi

prevalenti(sicurezza pubblica e ordine pubblico). La titolarità dell’azione spetta al governo e

le attribuzioni hanno carattere esclusivo, inderogabile, irrinunciabile.

2 Limiti relativi alla sfera giuridica dei soggetti addetti al settore di amministrazione.ad es ,

mentre con apposite norme è stato introdotto il part-time per il personale del pubblico

impiego, sono risultati esclusi da ciò gli addetti alle forze armate, polizia di stato tec..

3 Incidenza delle finalità di conservazione sulle situazioni dei soggetti privati e sull’azione

amm. che concerne tali soggetti. Es conseguenze che derivano dall’applicare misure di

prevenzione richieste dall’autorità di pubblica sicurezza sulle iniziative economiche

condotte dai soggetti sui quali quella misura venga applicata con provvedimento definitivo.

DOMANDA D’ESAME….LA CONFERENZA DEI SERVIZI

La sede organizzatoria per la ponderazione dei servizi coinvolti è la conferenza dei

servizi(l.n.241/1990 art. 14)indetta dall’organizzazione nella quale si titolarizza l’interesse

prevalente(art.14 comma 3) da canonizzare nel provvedimento conclusivo del procedimento

amministrativo ,e annovera come eventuali protagoniste le amministrazioni che debbano rilasciare

permessi , nulla osta, assensi o con le quali si debbano instaurare intese e che nonostante richieste

siano rimasti inerti(art.14 comma2).

C’è una norma(art 14 comma 2 quater)che dispone che quando le amministrazioni regolarmente

convocate alla conferenza abbiano manifestato il loro dissenso sulla proposta avanzata

dall’amministrazione precedente ,questa può assumere la determinazione conclusiva forgiandola

sulle posizioni maggioritarie emerse in sede di conferenza.

La norma però è inapplicabile per i dissensi esternati dalle amministrazioni preposte alla cura di

interessi in materia di ambiente ,territorio, paesaggio,o relativi alla salute dei cittadini(art 14 comma

3). Queste disposizioni indicano che il principio di pariordinazione degli interessi , oltre a non avere

caratteri assoluti per via della posizione prioritaria che va riconosciuta alle finalità di conservazione,

può essere sott’ordinato alla emersione di interessi pubblici che in un certo momento storico sono

considerati prevalenti(interessi ambientali, territoriali, etc…)

La prevalenza trova un ulteriore riscontro nella differenziazione,rispetto al concetto unitario di

servizio pubblico, di alcuni servizi essenziali. (collegati al 1° capitolo servizi pubblici essenziali)

Interessi pubblici identificati in modo astrattamente predefinito:1° ipotesi:espropiabilità dei beni

demaniali = il problema riguarda 2 versanti :il 1° espropriazione per pubblica utilità ,realizzare un


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AUTORE

luca d.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza (CATANIA e RAGUSA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Sambatoro Salvatore.

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