Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

processuale, per cui alla definizione unilaterale del pubblico interesse è subentrato il sistema della

accessibilità dei documenti amministrativi e della democraticità delle decisioni.

L'istituto costituisce applicazione del principio sopra richiamato del giusto processo, tale principio è

considerato dalla Corte costituzionale un caposaldo dell'azione amministrativa.

La partecipazione procedimentale costituisce una forma di democraticità dell'ordinamento. Tale

disciplina persegue, infine, lo scopo di instaurare un rapporto di fiducia e correttezza tra cittadino e

pubblica amministrazione e giurisdizionali.

TATIANA MARGHERITA

LA COMUNICAZIONE DI AVVIO DEL PROCEDIMENTO E I SUOI CONTENUTI

Un basilare principio di democrazia procedimentale esige che gli amministrati possano

rappresentare e difendere davanti alla pubblica amministrazione agente i loro interessi rilevanti.

Si tratta della realizzazione del c.d. giusto procedimento, presentando memorie o documenti di cui

l'amministrazione si obbliga a tenerne conto. Si collega ai principi costituzionali, come quelli

dell'imparzialità e buon andamento dell'articolo 97.

Un contraddittorio anticipato assolve alla funzione deflativa del contenzioso.

La legge 241 del 1990 garantisce al cittadino di partecipare a procedimento che lo riguardi,

sancendo all'articolo uno che l'attività amministrativa è retta dal criterio di pubblicità e da quello di

trasparenza e al fine di favorire la partecipazione, l'art 7 prevede la comunicazione di avvio del

procedimento, salvo particolari esigenze di celerità , che giustifichino l'esenzione dall'obbligo della

comunicazione. In questi casi l'amministrazione procedente ha l'onere di idonea motivazione circa

le circostanze che hanno condotto a tale valutazione.

L'amministrazione ha facoltà di adottare prima delle comunicazione provvedimenti cautelari.

Nei provvedimenti cautelari, l'amministrazione sarà normalmente esonerata dal motivare le ragioni

della mancata comunicazione in quanto l'urgenza è in re ipsa.

Parte della giurisprudenza sul presupposto che l'obbligo di comunicazione previsto dall'articolo 7 è

funzionale alla partecipazione al procedimento da parte del soggetto ha ritenuto che la

comunicazione non sia necessaria in presenza di attività amministrativa vincolata. Pertanto, secondo

tale orientamento, solo se il provvedimento finale è caratterizzato dalla presenza di valutazioni

discrezionali il partecipativo del cittadino può avere una sua utilità, mentre quando la natura

dell'azione amministrativa è vincolata l'obbligo di comunicazione di avvio si tradurrebbe in una

ingiustificata violazione e rallentamento dell'azione amministrativa.

L'art 8 è stato integrato con una nuova lettera c-ter, in virtù della quale la comunicazione di avvio

deve contenere nei procedimenti ad iniziativa di parte, la data di presentazione della relativa istanza.

Conseguenza della vigente disciplina è l'illegittimità dei provvedimenti adottati in assenza della

comunicazione in parola, sale le disposizioni dettate dagli artt. 8, comma 4. e 21-octies, comma2.

Nella comunicazione è necessaria la forma scritta, la comunicazione può avvenire mediante

notificazione ad opera dell'ufficiale giudiziario ovvero mediante raccomandata con ricevuto di

ritorno, fax, telegramma.

Il terzo comma dello stesso art 8 dispone che qualora, per l'elevato numero dei destinatari, la

comunicazione personale non sia possibile la pubblica amministrazione provvede attraverso forme

di pubblicità alternative. Il giudice amministrativo, in sede di impugnazione proposta dal soggetto

che lamenti di non aver ricevuto la comunicazione personale, può verificare se l'esclusione della

comunicazione risulti coerente col criterio di trasparenza.

La legge nulla dispone in ordine al termine minimo entro cui va effettuata la comunicazione di

avvio, occorrerà individuarlo volta per volta. Sarà considerata tardiva ogni qualvolta non abbia

consentito al destinatario di fornire il proprio apporto in tempo utile ai fini della decisione.

La norma individua tre distinte categorie di soggetti ai quali va comunicato l'avvio del

procedimento: quelli nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti

diretti; quelli che per legge debbono intervenire nel procedimento e quelli, individuati o facilmente

individuabili, che possono subire pregiudizio dall'adozione del provvedimento.

La categoria dei soggetti che per legge devono intervenire nel procedimento è detta degli

interventori, è generalmente rappresentata da organi o enti pubblici portatori di interessi diversi da

quelli tutelati dall'amministrazione precedente; in tale categoria possono rientrare enti portatori di

interessi collettivi o diffusi.

La terza categoria è detta dei controinteressati, ossia coloro che subiscono pregiudizio dal

provvedimento favorevole reso ad altri.

Quanto ai soggetti potenzialmente pregiudicati, la disposizione prevede l'obbligo della

comunicazione solo nei confronti di quelli individuati o facilmente individuabili. Tale precisazione

è stata opportunamente inserita per evitare rallentamento dell'iter con aggravamento del

procedimento.

A seguito della L. 15/2005 la comunicazione deve indicare:

 l'amministrazione competente;

 l'oggetto del procedimento;

 l'ufficio e la persona responsabile;

 la data entro la quale deve concludersi il procedimento;

 la data dell'istanza, nei casi di iniziativa di parte;

 l'ufficio in cui si può prendere visione degli atti.

GIUSEPPE MISSERINI

LE FORME E I LIMITI DELL'ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

La legge 15 ha proceduto ad una quasi totale riscrittura del capo V della 241 in materia di accesso ai

documenti amministrativi.

Fra le novità introdotte dalla legge 15 vi è la previsione dell'art 22 prevede che l'accesso ai

documenti amministrativi costituisce principio generale dell'attività amministrativa al fine di

favorire la partecipazione e di assicurare l'imparzialità e la trasparenza.

Il secondo comma dell'art 22 prevede il riconoscimento del diritto di accesso, cioè, il minimum per

assicurare la piena attuazione del principio di trasparenza, salva la possibilità per le regioni e gli enti

locali di garantire ulteriori livello di tutela.

In merito si sono registrati due diversi orientamenti: per il primo il diritto di accesso avrebbe

consistenza di vero e proprio diritto soggettivo; per il secondo lo stesso andrebbe qualificato come

interesse legittimo.

Il Consiglio di Stato ha inquadrato il diritto di accesso nella categoria del diritto soggettivo.

Nella nuova formulazione dell'art 22 induce a ritenere che il legislatore abbia inteso configurare

quello all'accesso come diritto soggettivo.

La definizione del testo considera il diritto di accesso il diritto degli interessati di prendere visione e

estrarre copia di documenti amministrativi.

Il Consiglio di Stato ritiene ravvisabile un diritto soggettivo per due ragioni: la nuova formulazione

dell'art 22, che qualifica il diritto di accesso come inerente ai livelli essenziali di prestazione

necessitanti di garanzia su tutto il territorio nazionale e attribuisce le controversie relative alla

giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Lo stesso art 22 individua i titolari del diritto di accesso in tutti i soggetti privati, compresi i

portatori dio interessi pubblici o diffusi. Individua i soggetti nei cui confronti può essere esercitato il

diritto di accesso: per pubblica amministrazione deve intendersi tutti i soggetti di diritto pubblico e i

soggetti di diritto privato limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto

nazionale o comunitario.

Il legislatore della L.15/2005 ha provveduto a definire la nozione di controinteressato, tutti i

soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto, che

dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza.

La lettera d dell'art 22 dice che per documento amministrativo deve intendersi ogni

rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del

contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento.

Il comma 1 dell'art 24 stabilisce che il diritto di accesso è escluso per i documenti coperti da segreto

di Stato. Il diritto di accesso viene, poi, escluso nei procedimenti tributario. Il previgente art 26

escludeva il diritto di accesso agli atti preparatori nel corso della formazione dei provvedimenti di

cui all'art 13.

Il Governo poi ai sensi dell'art 24 viene autorizzato ad adottare un regolamento di delegificazione

per disciplinare i casi di sottrazione all'accesso di documenti amministrativi al fine di salvaguardare

i valori nella stessa disposizione indicati.

Nell'ultima parte del comma 7 dell'art 24 si specifica che se si tratta di documenti contenenti dati

sensibili e giudiziari, l'accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile, inoltre il

trattamento è consentito se la situazione giuridicamente rilevante che si intende tutelare con la

richiesta di accesso ai documenti amministrativi è di rango almeno pari ai diritti dell'interessato.

Il diritto di accesso si esercita in via informale mediante richiesta anche verbale ovvero attraverso la

presentazione di un'istanza formale ove non sia possibile l'accoglimento immediato della richiesta

in via formale ovvero sorgano dubbi sulla legittimazione del richiedente, sulla sua identità.

L'istante, pertanto, ha l'onere di indicare, nella richiesta di accesso, la propria posizione

legittimamente ai fini della tutela di situazioni giuridicamente rilevanti.

Ricevuta la richiesta di accesso, l'amministrazione può accoglierla ovvero, motivatamente,

rifiutarla, differirla o limitarla.

La richiesta si intende respinta qualora dalla sua presentazione siano trascorsi inutilmente 30 giorni.

All'istante la cui richiesta di accesso sia stata rifiutata è offerta una doppia forma di tutela:

giurisdizionale e amministrativa.

La tutela amministrativa non è alternativa a quella giurisdizionale, tant'è che qualora il richiedente

l'accesso si sia rivolto al difensore cinico o alla Commissione, il termine di trenta giorni per la

proposizione del ricorso innanzi al TAR decorrerà dalla data di ricevimento, da parte del medesimo

richiedente, dell'esito della sua rimostranza.

COSIMO DI GAETANO

LA CONFERENZA DI SERVIZI

Dettata nel testo originario della 241 dall'art 14, la L.15/2005 si è occupata dell'istituto allo scopo di

precisarne e razionalizzarne le regole, estenderne la porta semplificatrice ed acceleratoria

dell'attività amministrativa.

La conferenza di servizi è essenzialmente un modulo procedimentale che tende al coordinamento

dei diversi interessi pubblici coinvolti dall'azione amministrativa, attraverso la simultanea

partecipazione delle autorità che ne hanno cura.

Esistono vari tipi di conferenza di servizi:

1. ISTRUTTORIA

2. DECISORIA

3. PRELIMINARE

ISTRUTTORIA

E' di regola indetta dall'amministrazione quando sia opportuno effettuare un esame contestuale degli

interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo.

DECISORIA

E' sempre indetta per acquisire intese, concerti, nulla osta, assensi comunque denominati, e può

essere indetta anche quando sia intervenuto il dissenso di una o più amministrazione interpellate.

Va precisato che l'amministrazione procedente è obbligata ad indire tale conferenza di servizi in

presenza dei seguenti presupposti.

PRELIMINARE

E' aventi ad oggetto progetti preliminari. Può essere convocata per i progetti di particolare

complessità e per quelli che riguardino insediamenti produttivi di beni e servizi, a spese e su

motivata richiesta dell'interessato, congruamente documentata, se manchi un progetto preliminare,

da uno studio di fattibilità.

Le decisioni assunte nelle conferenze non fanno più riferimento alla maggioranza delle posizioni

espresse ma alle posizioni prevalenti espresse in quella sede. Occorre, dunque, non soltanto

considerare il numero delle amministrazioni che si sono espresse nell'uno o nell'altro senso, ma

anche ponderare comparativamente le posizioni contrapposte.

Nella conferenza di servizi è con sentito esprimere il proprio dissenso sulla proposta avanzata

dall'amministrazione procedente, mo lo stesso deve essere manifestato in sede di conferenza e

motivato.

Per superare il dissenso di una delle amministrazioni proposte alla tutela degli interessi sensibili è

preposta l'amministrazione procedente, che rimette entro dieci giorni la decisione finale:

 Al Consiglio dei ministri, in caso di dissenso tra amministrazioni statali;

 Alla Conferenza Stato-regioni, in caso di dissenso tra un amministrazione statale e una

regionale, ovvero tra più amministrazioni regionali;

 Alla Conferenza unificata, in caso di dissenso tra una amministrazione statale o regionale ed

un ente locale o tra più enti locali.

Infine la conferenza dei servizi resta uno strumento di semplificazione procedimentale per

coordinare e favorire una ponderazione responsabile e contestuale dei diversi interessi pubblici in

gioco, permettendo approfondimenti, chiarimenti e correzioni attraverso un dialogo reale e diretto

tra i soggetti interessati.

FRANCO GAGLIARDI LA GALA

LA COMUNCIAZIONE DEI MOTIVI OSTATIVI ALL'ACCOGLIMENTO DELL'ISTANZA

In assonanza alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea la L.15/2005 aggiungendo l'art

10 bis alla 241 nei procedimenti di istanza di parte il responsabile del procedimento prima della

formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che

ostano all'accoglimento della domanda.

Nella fase iniziale del procedimento sono individuate dall'art 7 della 241 tre distinte categorie di

soggetti che obbligatoriamente devono ricevere la comunicazione di avvio e che devono essere

posti nella condizione di entrare nel contraddittorio:

1. soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti;

2. soggetti che per legge debbono intervenirvi;

3. soggetti diversi dai suoi diretti destinatari ai quali possa derivare un pregiudizio.

Viene individuata all'articolo 9 una quarta categoria di soggetti che facoltativamente possono

entrare nel contraddittorio, ossia i portatori di interessi pubblici e privati, nonché i portatori di

interessi diffusi costitutivi in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal

provvedimento.

Nella fase finale del procedimento, dopo l'esperimento dell'istruttoria, un momento prima che il

responsabile del procedimento assuma le proprie determinazioni ostative all'accoglimento della

domanda, occorre chiedersi quali delle sopra individuate categorie soggetti già chiamate a

partecipare al contraddittorio, l'amministrazione debba rendere consapevoli del divisato esito

negativo.

Un primo livello di analisi porterebbe a scegliere unicamente i soggetti nei confronti dei quali il

provvedimento finale è destinato a produrre effetti, escludendo all'interno della categoria:

 i procedimenti scaturiti da una iniziativa d'ufficio;

 i procedimenti esclusi direttamente dalla norma.

Rimarrebbero così legittimati a ricevere la comunicazione dei motivi ostativi unicamente i soggetti

che abbiano posto in molto il procedimento in virtù della sussistenza di un personale interesse.

Nella norma si è sostituito il termine soggetti interessati a quello di soggetti istanti, in questo livello

si andrebbero a ipotizzare anche tutta quella gamma di soggetti di natura pubblica o privata che

siano effettivamente intervenuti nel procedimento a seguito della comunicazione di avvio.

In definitiva, è suscettibile di assumere la veste di soggetto istante non solo colui che ha attivato ad

origine il procedimento, ma anche colui che partendo dalla posizione di controinteressato si ponga

oggettivamente nella stessa posizione giuridica del primo.

Al termine dell'istruttoria il convincimento che l'emanando provvedimento sarà di segno negativo

dovrà essere comunicato tempestivamente alle diverse categorie di istanti i relativi motivi.

I soggetti che hanno ricevuto la comunicazione ostativa hanno il diritto di presentare oer iscritto le

loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti.

L'interpretazione letterale della norma comporta che la comunicazione dei motivi ostativi

interrompe i termini per la conclusione del procedimento che iniziano nuovamente a decorrere:

 dalla data di presentazione delle osservazioni (ove queste vengano presentate nei 10 giorni

assegnati ex lege per la loro produzione);

 dalla data di scadenza dei 10 giorni assegnati ex lege ove le osservazioni non vengano

avanzate.

La scriminante centrale in cui la violazione dell'art 10-bis comporterà, o meno, l'annullamento

dell'atto sarà generata dall'art 21-octies della 241 in relazione alla individuazione di una natura

vincolata del provvedimento finale.

LEONARDA MAZZONE

EFFICACIA, ESECUTIVITà ED ESECUTORIETà DEL PROVVEDIMENTO

L'efficacia del provvedimento amministrativo è la capacità di produrre effetti giuridici.

Tali effetti possono essere favorevoli per il destinatario o sfavorevoli.

Il provvedimento amministrativo può dispiegare i propri effetti, costituendo, modificando o

estinguendo situazioni giuridiche. Il provvedimento diventa efficace quando risulta completo nei

suoi elementi essenziali. Può anche anche accadere che l'efficacia venga acquisita allo scadere di un

termine o condizione sospensiva.

Il provvedimento efficace è altresì esecutivo e produce immediatamente effetti giuridici anche

quando contiene vizi di legittimità o di merito. L'efficacia del provvedimento non è dunque

condizionata dalla sua validità: l'atto dispiega i suoi effetti fino a quando non venga annullato.

Il provvedimento di sospensione appartiene alla categoria dei provvedimento di secondo grado,

questo perché ha per oggetto gli effetti di un precedente provvedimento amministrativo. Esso al suo

fondamento nella cosiddetta autotutela decisoria. La conseguenza è la temporanea inefficacia

dell'atto.

E' compito dell'amministrazione valutare discrezionalmente le ragioni che possono legittimare la

sospensione.

La sospensione nasce dall'esigenza di salvaguardare l'interesse pubblico e quello dei privati. La

scelta operata dall'amministrazione dovrà essere spiegata nella motivazione del provvedimento

finale e potrà eventualmente essere sindacata dal giudice amministrativo.

L'amministrazione può prorogare l'originario periodo di sospensione prima della scadenza del

termine finale.

Il termine iniziale del provvedimento sospensivo può inoltre essere differito ; l'amministrazione

appone al provvedimento sospensivo un dies a quo ,«giorno dal quale» si producono gli effetti di

un negozio giuridico.

Il provvedimento di proroga sospensivo e il provvedimento di differimento del termine della

sospensione possono intervenire una sola volta, inoltre è compito della pubblica amministrazione

ridurre eventualmente la durata della sospensione, la durata può essere abbreviata per sopravvenute

esigenze.

Se si tratta di provvedimenti ad efficacia istantanea i loro effetti si esauriscono nella stesso

momento in cui i provvedimenti vengono ad esistere giuridicamente, oppure con 'esecuzione di una

determinata prestazione.

Se invece si tratta di provvedimenti da cui nasce un rapporto che si prolunga nel tempo essi possono

contenere un termine di scadenza dal quale cesseranno gli effetti giuridici.

Se il provvedimento non abbia un termine di scadenza, continua a dispiegare i suoi effetti fino a

quando l'autorità amministrativa non decida di ritirarlo.

La sospensione cautelare dell'esecuzione o l'annullamento del provvedimento possono anche avere


PAGINE

13

PESO

70.83 KB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Diritto amministrativo - Parte speciale. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Aspetti dell'attività amministrativa dopo la riforma della legge sul procedimento, Ragioni e contenuti della riforma, Le maggiori novità sulla riforma, I principi dell'ordinamento comunitario relativi all'attività amministrativa, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Giurisprudenza
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Mastrangelo Donatantonio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto amministrativo

Diritto amministrativo - Schemi
Appunto
Diritto Amministrativo - Storia
Appunto
Riassunto esame Diritto, prof. Bonomo, libro consigliato L'alta velocità nell'amministrazione, Mastrangelo
Appunto
Diritto del mercato finanziario - Appunti
Appunto