mercoledì 15 gennaio 2020
Diritto amministrativo
Manuale di diritto amministrativo Clavich ultima edizione
Leggere parte della giustizia amministrativa e della finanza cap. 14-13
personale
Importante: procedimento amministrativo, provvedimento, parte
organizzativa, disciplina beni, contratti
Legge 241 del ’90—> legge che regola l’azione delle pubbliche
amministrazioni italiane—> scritta da Mario Nigro
LEZIONE 1:
Che cosa è il diritto amministrativo?
E’ quel ramo del diritto pubblico che disciplina la pubblica
amministrazione ed i suoi rapporti con i privati ossia disciplina l’azione
della pubblica amministrazione (profilo più dinamico—> procedimento
amministrativo—>avvio, istruttoria, partecipazione dei privati, ascolto da
parte dell’amministrazione e decisione) e la sua organizzazione (profilo
più statico—>configurazione enti locali, uffici). Il rapporto con il privato è
fondamentale. Massimo saverio Giannini afferma che il diritto
rapporto tra autorità e libertà
amministrativo può leggersi nel
( rapporto tra libertà di iniziativa economica del privato, di intrapresa e
l’autorità pubblica che consente o meno lo svolgimento di una
determinata attività) Es. l’organizzazione di un impianto di energia
rinnovabile necessita di una autorizzazione unica. Il potere
amministrativo può emergere anche con la sanzione amministrativa. Il
diritto amministrativo si nutre di una continua dialettica tra l’autorità
dell’amministrazione e la libertà del cittadino. E’ un equilibrio delicato,
sottile e di mutevole dimensione. Il diritto amministrativo è composito,
fanno parte di quest’ultimo l’organizzazione dei ministeri e degli enti
pubblici, la disciplina dei servizi erogati alla collettività, le norme sulle
autorizzazioni di polizia. Il diritto amministrativo ha una estensione
molto vasta, sono ampi e variegati i settori dove le pubbliche
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amministrazioni possono interferire. Presenta due grandi caratteristiche
diritto statale speciale.
è un e E’ un diritto statale perché la pubblica
amministrazione è legata al governo nazionale. I ministeri coordinati
dalla presidenza del consiglio sono apparati centrali ognuno nel proprio
settore. La mania parte dell’amministrazione è legata
all’amministrazione nazionale. L’amministrazione è soggetta alle leggi
emanate dal Parlamento (principio di legalità). Soggiace alla legge,
altrimenti sarebbe un corpo svincolato senza alcun limite, un corpo
legibus solutus. Il diritto amministrativo era un diritto statale con la
nascita dello stato nel 1860, il cambiamento più radicale si è avuto con
la creazione dell’unione europea. L’ordinamento amministrativo italiano
è divenuto composito. La disciplina non è più solamente statale ma la
sua organizzazione si innesta in quella europea. ES. Le autorità dei
paesi membri formano l’ACE (autorità europea per l’energia) che adotta
provvedimenti sulle energie a livello europeo. L’ordinamento è multi-
livello, composito.
E’ un diritto speciale in quanto le amministrazioni dispongono di poteri
che eccedono, sono diversi, più intesi da quelli applicabili nei rapporti
tra privati (diritto del codice civile). Sulla base dell’art.11 della legge 241
del ’90 anche le amministrazioni possono stringere accordi con privati
mediante il contratto. Tuttavia leggendo la disciplina questi accordi
appaiono diversi dai contratti disciplinati dal codice civile. Si applicano
a questi accordi, ove non diversamente previsto, i principi civilistici in
materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili con la natura
speciale di uno dei due soggetti contraenti ossia la pubblica
amministrazione. E’ di naturalistica evidenza che stipulare un contratto
tra privati sia diverso che stipulare un contratto con la pubblica
amministrazione. Non ci si muove nell’ambito dei rapporti inter-privati in
quanto uno dei due soggetti è pubblico. Ai sensi dell’art.11 comma 4
l’amministrazione può recedere dal contratto per sopravvenuti motivi di
pubblico interesse. L’interesse pubblico è un interesse spesso di
composizione, è riuscire a contemperare le varie esigenze che si creano
in una realtà complessa. L’istituto più privatistico che ci sia ossia il
contratto viene destrutturato se uno dei soggetti dell’accordo stesso è
la pubblica amministrazione. Gli istituti del diritto privato a contatto con
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la amministrazione subiscono dei mutamenti. La specialità del diritto
amministrativo è sottolineata dalla presenza di un giudice speciale. La
pubblica amministrazione ha un giudice speciale, le controversie non
ricadono nella giurisdizione del giudice ordinario ma di un giudice
speciale ossia il Tar o il consiglio di stato. C’è stata l’esigenza di istituire
un giudice speciale in quanto la materia è ritenuta tale. La specialità del
diritto amministrativo, nell’ottica della dialettica tra autorità e libertà,
dallo stato ottocentesco ai nostri giorni ha mutato la sua essenza,
nasce come supremazia dell’apparato esecutivo, del governo rispetto ai
privati. La supremazia nasce per la realizzazione dell’interesse pubblico
che è preminente rispetto all’interesse dei privati. Nello stato
ottocentesco conta perseguire l’interesse pubblico. La specialità oggi
serve soprattutto a tutelare le posizione giuridiche soggettive dei privati
rispetto alle pubbliche amministrazioni in quanto queste ultime sono
Si
dotate di poteri non comuni. Va offerta ai privati una tutela forte.
passa dalla specialità come supremazia ad una specialità come
imperia delle posizioni giuridiche dei privati. Si gioca tutto
sull’equilibrio autorità-libertà. Nello stato ottocentesco, liberale prevale
l’autorità, la libertà ossia l’interesse privato recede rispetto all’interesse
pubblico. L’azione amministrativa è funzionalizzata all’interesse
pubblico. L’evoluzione fa si che l’interesse pubblico rimanga ma che la
libertà assuma maggiore forza e che la specialità porti alla nascita di un
giudice speciale volto a garantire la tutela degli interessi legittimi dei
privati di fronte alla pubblica amministrazione. Non tutta l’attività
dell’amministrazione è regolata dal diritto amministrativo. Es. Quando la
pubblica amministrazione stipula un contratto di appalto si muove
tendenzialmente secondo le regole del diritto dei privati. Cosi come
quando viene sottoscritto un contratto di fornitura di servizi. Nella scelta
del contraente non ci si muove secondo le regole civilistiche. Una volta
che il contratto è concluso nella parte esecutiva è disciplinato dal diritto
carattere composito
dei privati. Il diritto amministrativo presenta un in
quanto è in parte un diritto statale, sovra-statale, regionale e presenta
una componente pubblicistica e privatistica.
E’ composita anche la nozione di pubblica amministrazione,è composta
da un insieme di cose diverse. Una definizione attendibile è quella
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dell’art.1 comma 2 del decreto legislativo 165 del 2001 ossia del testo
unico del pubblico impiego. Il primo articolo definisce l’ambito
applicativo delle norme sul pubblico impiego privatizzato. Con la riforma
del decreto legislativo 29 del 1993 anche ai dipendenti della pubblica
amministrazione si applicano le norme del codice civile, tranne per
alcune categorie particolari (magistrati, professori ecc)
decreto legislativo 165 del 2001 art.1 comma 2 “Per
Il afferma che:
amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello
Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le
istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad
ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità
montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli
Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non
economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli
enti i del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza
negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione organica
della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto
continuano ad applicarsi anche al CONI.”
Non vi è una definizione unitaria della pubblica amministrazione.
ES. il gestore dei servizi energetici è una società privata in particolare
una spa con capitale detenuto dal tesoro che va a verificare se
l’impresa ha diritto ad avere incentivi per le fonti rinnovabili. Questa
attività di verifica sull’esistenza dei presupposti è ritenuta una attività
pubblicistica e quindi una pubblica amministrazione alla quale si
applicano le norme sul procedimento amministrativo. La sua attività è
inoltre sottoposta alla corte dei conti.
Cornice costituzionale
Nel diritto contemporaneo le pubbliche amministrazioni sono
estremamente importanti, tanto da avere una specifica posizione
costituzionale, tanto da essere espressamente previste e contemplate
dalle costituzioni moderne. Varie sono le norme riferite alla pubblica
amministrazione:
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“La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le
l’art.5 —>
• autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più
ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi
della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del
decentramento.” Presidente del
l’art.95 contenuto nel capo dedicato al governo—>Il
• Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è
responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo,
promuovendo e coordinando l'attività dei Ministri.
I Ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei
Ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri
[cfr. art. 89].
La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e
determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei Ministeri [cfr.
art. 97 c.1].
Vi è una sezione dedicata alla pubblica amministrazione che ha inizio
• pubbliche
con l’art.97 della costituzione secondo il quale—> “Le
amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea,
assicurano l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico.
I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge [95 c.3],
in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità
dell'amministrazione.
Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza,
le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari [28].
Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante
concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.”
Nota: La norma è stata modificata nel 2012 con la legge costituzionale
n.1. Al secondo comma viene espresso il principio di legalità in quanto i
pubblici uffici devono essere organizzati secondo disposizioni di legge.
Sono assicurati due principi cardine: il buon andamento e l’imparzialità.
L’autorizzazione deve essere concessa o negata sulla base di
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presupposti. La pubblica amministrazione è chiamata a selezionare
mediante concorso le migliori competenze. “Le funzioni amministrative
L’art.118 della costituzione afferma che—>
• sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario,
siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla
base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni
amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale,
secondo le rispettive competenze.
La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni
nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell'articolo
117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia
della tutela dei beni culturali.
Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono
l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento
di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.”
Nota: I comuni sono gli enti di maggiore prossimità rispetto ai cittadini.
Vi è una sussidiarietà verticale tra le varie entità territoriali. La
sussidiarietà orizzontale è quella tra stato e società civile.
Vi sono una serie di norme che riguardano la giustizia
• nell’amministrazione, in particolare l’art.113 contenuto nella sezione
“Contro gli atti della pubblica
delle norme sulla giurisdizione —>
amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e
degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o
amministrativa [cfr. artt. 24 c.1, 103 c.1,2, 125 c.2 ].
Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a
particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti.
La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli
atti della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla
legge stessa.”
Nota: Emerge il concetto di specialità come tutale delle situazioni
giuridiche soggettive delle parti. Non vi sono atti della pubblica
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amministrazione che non possono essere sindacati da un giudice. I
comportamenti silenziosi della pa sono sempre sindacabili in giudizio.
Ciò è fondamentale per l’equilibrio di uno stato di diritto. L’autorità è
sempre soggetta ad un sindacato giurisdizionale. L’art.113 e l’art.24
sono chiari nell’affermare che la tutela non può essere escluda o
limitata. La norma è fondamentale in quanto introduce la situazione
giuridica soggettiva caratteristica del diritto amministrativo e
dell’ordinamento italiano ossia l’interesse legittimo.
Le norme relative alla pubblica amministrazione non sono organizzate a
sistema, non disegnano un sistema estremamente chiaro. Fondamentali
sono i principi generali, che costituiscono un modo per riuscire a
muoversi nella conoscenza della disciplina. Connettono la norma
costituzionale con l’applicazione concreta degli istituti.
Nascita del diritto amministrativo e i caratteri fondamentali
Dalla nascita e dalla genesi del diritto amministrativo si comprende la
sua attuale natura, in particolar modo la sua specialità. Il diritto
amministrativo è un diritto intimamente legato alla nascita dello stato
modernamente concepito, alla nascita di una struttura burocratica. E’
un diritto a cui si può attribuire una data di nascita, precisamente
blancheaux
intorno al 1872 in Francia. Il 1872 è detto l’anno dell’arder
in cui il consiglio di stato da organo consultivo del re diviene giudice
sulle controversie. Una bambina di cinque anni viene urtata e ferita da
un vagone condotto da alcuni operai dell’azienda statale di tabacchi. Il
padre della bambina intenta di fronte al tribunale civile di bordeaux una
causa per responsabilità civile contro i 4 operai autori dell’illecito e
contro lo stato responsabile dell’imprudenza dei propri dipendenti,
chiedendo un risarcimento di 40 mila franchi. Il tribunale civile afferma
pronuncia una sentenza storica affermando che la responsabilità in cui
incorre lo stato per danni causati a privati dai soggetti di cui si avvale
nei diversi servizi pubblici non è retta dai principi stabiliti dall’art. 1382 e
ss. del codice civile. Tale responsabilità non è né generale né assoluta
ma ha sue regole speciali che variano secondo i bisogni del servizio e la
necessità di conciliare il diritto dello stato e quello dei privati. Spetta
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dunque al giudice amministrativo e non ai tribunali ordinari valutare tale
responsabilità.
Esistono dunque due diritti uno applicabile nei rapporti tra privati e uno
applicabile nel rapporto tra privati e pubbliche amministrazioni. Questa
sentenza è considerata storicamente la pietra miliare del diritto
amministrativo. La specialità era intesa come supremazia dell’interesse
pubblico su quello dei privati. L’amministrazione necessita di un giudice
speciale.
Gian domenico romagnosi è considerato il primo studioso italiano di
diritto amministrativo. Tutti i primi cultori di tale materia si rifanno alle
idee francesi. La nascita del diritto amministrativo è una nascita legata
alla constatazione della specialità e alla creazione di un giudice speciale
nei rapporti tra amministrazione e cittadino. Questa nascita del diritto
amministrativo evidenzia un carattere molto importante che si aggiunge
carattere pretorio
a quelli già citati ossia il suo ovvero di essere un
diritto nato e cresciuto dal punto di vista giurisprudenziale. Il diritto
amministrativo è stato fino al 1990 privo di regole sul procedimento. Il
codice che regola il processo amministrativo è del 2 luglio del 2010.
Prima venivano impiegate leggi basate su principi enunci
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