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2. altra categoria ricavabile dal diritto positivo è quella degli enti pubblici economici. Sono

titolari di impresa e agiscono con gli strumenti di diritto comune. La tendenza legislativa più

recente è quella di trasformarli in società per azioni. Spesso rappresentano una tappa

intermedia in vista della privatizzazione delle aziende autonome (amministrazioni

caratterizzate dal fatto di essere incardinate presso un ministero e di avere ciò nonostante,

una propria organizzazione, separata da quella ministeriale. Svolgono in genere attività

prevalentemente tecnica, amministrano in modo autonomo le relative entrate, dispongono di

capacità contrattuale e sono titolari di rapporti giuridici, pur non avendo un proprio

patrimonio. a livello regionale ricordiamo le Asl), le quali, prima della trasformazione in

società per azioni, vengono trasformate in enti pubblici economici. All’interno degli enti

pubblici economici si distinguono quelli che svolgono direttamente attività produttiva di

beni e servizi da quelli che detengono partecipazioni azionarie, ad es. Iri e Eni. A differenza

degli altri enti pubblici, il rapporto di lavoro dei dipendenti degli enti pubblici economici è

sa sempre di diritto privato, e come tale sottratto alla giurisdizione del giudice

amministrativo. Tali enti sono sottratti al regime fallimentare.

3. enti statali non economici (parastatali). Disciplinati con la l. 70/1975 (che esclude

università, camere di commercio e ordini professionali). Tale legge divide in sette categorie:

enti che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e assistenza; enti preposti a settori di

pubblico interesse; enti preposti ad attività sportive, turistiche e del tempo libero; enti di

assistenza generica; enti di promozione economica; enti scientifici di ricerca e

sperimentazione; enti culturali e di promozione turistica. Ricompresso tra gli enti parastatali

è il Coni.

4. enti a struttura associativa: sono presi in considerazione dalla legge al fine di sottrarli

all’estinzione pura e semplice, in ragione del fatto che la formazione sociale di cui essi sono

esponenti non può cessare di esistere. Enti a struttura associativa, ad appartenenza

necessaria, sono gli ordini e collegi professionali, esponenziali della categoria di

professionisti che realizzano l’autogoverno della categoria stessa. Raggruppano individui

che svolgono peculiari attività professionali. Ancora di tipo associativo sono le camere di

commercio, industria, artigianato e agricoltura: svolgono funzioni di interesse generale per il

sistema delle imprese. Sono enti ad appartenenza necessaria, a competenza territorialmente

delimitata.

5. enti territoriali: (comuni, province, città metropolitane, regioni e Stato) ente è

politicamente rappresentativo del gruppo stanziato sul territorio e opere tendenzialmente

nell’interesse di tutto il gruppo. Solo gli enti territoriali possono essere titolari di beni

demaniali, posti al servizio di tutta la collettività.

6. enti monofunzionali: enti pubblici non territoriali, esponenziali di gruppi sociali, con

finalità di perseguimento di interessi settoriali e non generali come quelli territoriali.

Relazioni intersoggettive tra enti:

1. strumentalità strutturale e organizzativa di un ente, stabilita dalla legge, nei confronti di un

altro ente, nella quale il primo viene rivestire una posizione simile a quella di un organo.

Questa situazione implica che l’ente principale disponga di una serie di poteri di ingerenza

(direttiva, indirizzo, vigilanza, approvazione degli atti e verifica) nei confronti dell’ente

subordinato.

2. enti che svolgono un’attività rilevante per un altro ente pubblico territoriale, in particolare

per lo Stato: strumentalità meno marcata per posizione di maggiore autonomia.

3. enti che non si pongono in relazione di strumentalità con lo Stato o altro ente pubblico.

Poteri: 3

- vigilanza: controllo di legittimità ma anche adozione di atti, quali l’approvazione di bilanci e

di delibere particolarmente importanti dell’ente vigilato, nomina di commissari straordinari,

scioglimento degli organi dell’ente.. la vigilanza è dunque un potere strumentale.

- Direzione: situazione di sovraordinazione tra enti che implica il rispetto, da parte dell’ente

sovraordinato, di un ambito di autonomia dell’ente subordinato. La direzione si estrinseca

attraverso le direttive che determinano l’indirizzo dell’ente, lasciando allo stesso la

possibilità di scegliere le modalità attraverso le quali conseguire gli obiettivi prefissati.

Rapporti tra enti (diverse dalle relazioni stabili e continuative):

1. avvalimento: non comporta trasferimento di funzioni ed è caratterizzato dall’utilizzo da

parte di un ente degli uffici di un altro ente.

2. sostituzione: istituto mediante il quale un soggetto (sostituto) è legittimato a far valere un

diritto, un obbligo, un’attribuzione che rientrano nella sfera di competenza di un altro

soggetto (sostituito), in capo al quale si producono gli effetti o le conseguenze dell’attività

posta in essere dal sostituto.

La costituzione degli enti pubblici può avvenire per legge o per atto amministrativo sulla base di

una legge.

In ordine all’estinzione degli enti pubblici, deve osservarsi che essa può aprire una vicenda di tipo

successorio (a titolo universale o particolare), normalmente disciplinata direttamente dalla legge,

allorché le sue attribuzioni siano assorbite da un altro ente.

L’estinzione può essere prodotta dalla legge o da un atto amministrativo basato sulla legge.

Quanto alle modificazioni degli enti pubblici si possono ricordare il mutamento degli scopi, le

modifiche del territorio degli enti territoriali, le modificazioni delle attribuzioni e le variazioni della

consistenza patrimoniale. Un limite alla modificazione degli scopi degli enti pare sussistere per

quelli di carattere associativo: il legislatore non può liberamente modificarne gli scopi originari.

Il legislatore può invece trasformare un ente pubblico non economico in ente pubblico economico

(es. Poligrafico dello Stato ). Gli enti pubblici possono inoltre essere trasformati in persone

giuridiche di diritto privato.

Anche il riordino degli enti pubblici può comportare l’estinzione degli stessi o la loro

trasformazione in persone giuridiche private.

La privatizzazione che non sia soltanto formale (e cioè non consista nella mera trasformazione

dell’ente in persona giuridica privata ma investa anche la sostanza della persona giuridica nel senso

che lo Stato perde altresì il controllo dell’ente, in particolare dimettendo le partecipazioni azionarie)

comporta che il potere pubblico rinunzi ad essere imprenditore. Le tappe fondamentali della

privatizzazione possono essere così riassunte:

1. l’ente pubblico economico (che può a sua volta derivare dalla trasformazione di un’azienda

autonoma) viene trasformato in società per azioni (privatizzazione formale) con capitale

interamente posseduto dallo Stato;

2. dismissione della quota pubblica (privatizzazione sostanziale). La legge impone procedure

trasparenti e non discriminatorie e consente allo Stato di mantenere poteri speciali (golden

share: opposizione all’assunzione di partecipazioni che rappresentano almeno la ventesima

parte del capitale sociale rappresentato da azioni con diritto di voto nelle assemblee

ordinarie; opposizione ala conclusione di taluni accordi o patti; veto; nomina di un

amministratore senza diritto di voto). Essi, in linea di massima, sono esercitabili solo in caso

di pericoli per interessi vitali dello Stato medesimo con riferimento alle società operanti nel

settore della difesa, delle telecomunicazioni, dei trasporti, delle fonti di energia, e degli altri

servizi pubblici individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri). Negli

stessi settori la legge subordina la privatizzazione delle società alla creazione di organismi

indipendenti di regolazione. 4


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AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Pugliese Francesco.

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