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Diritto amministrativo - organizzazione degli enti pubblici

Appunti per l'esame di Diritto Amministrativo del professor Morbidelli con analisi dei seguenti argomenti: la parte dell'organizzazione degli enti pubblici, il Presidente del Consiglio dei ministri, il Consiglio dei ministri, i ministri, l'indirizzo politico e normativo.

Esame di Diritto Amministrativo docente Prof. G. Morbidelli

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soggetti economici stranieri.

Ciò rende ardua la sicura individuazione di un modello di autorità indipendente valide

per tutte le ipotesi, consentendo per di più di rintracciare caratteri comuni generali.

Le autorità dispongono per lo più di autonomia organizzativa e funzionale, sono

titolari di poteri provvedimentali, in particolare sanzionatori e talora regolamentari e

sono soggette al controllo della corte dei conti..

L'elemento veramente caratterizzante delle autorità consiste nel fatto che esse

sonio indipendenti dal potere politico del governo pur dovendo trasmettere relazioni

a questo, oltre che al parlamento, in ordine all'attività svolta.

Di conseguenza le autorità non sono tenute ad adeguarsi all'indirizzo politico

espresso dalla maggioranza e adottano in posizione di terzietà, decisioni simili a

quelle degli organi giurisdizionali. La indifferenza rispetto agli interessi in gioco

giustifica la qualificazione della loro posizione come neutrale.

Al di là di questa qualificazione “negativa” costituita dalla loro sottrazione

all'indirizzo politico dell'esecutivo, da un punto di vista positivo si differenziano da

altri organi dello stato indipendenti perché esercitano funzioni non già consultive o di

controllo , bensì di amministrazione attiva..

proprio la circostanza che le autorità indipendenti non rispondano politicamente

all'esecutivo ha suscitato dubbi in ordine alla legittimità costituzionale della scelta

legislativa di istituirle; esse prive di copertura costituzionale sfuggono quasi

completamente al modello generale fondato sul modello generale fondato sul principio

della responsabilità ministeriale.. discutibile è soprattutto l'attribuzione di poteri

normativi a soggetti privi di responsabilità politica, in assenza oltretutto di una

disciplina che ne fissi in maniera peculiare i limiti. Un diverso tentativo è quello di

valorizzare il rapporto diretto di legittimazione politica che corre tra autorità e

parlamento, che infatti svolge un controllo e una vigilanza su tali soggetti.

Numerose tra le autorità indipendenti sono state istituite in relazione a particolari

mercati concorrenziali e a garanzia di libertà costituzionali, in queste ipotesi esse

sono in via di principio chiamate a verificare la compatibilità del comportamento degli

operatori economici , pubblici o privati, con tali libertà e con le regole della

concorrenza.. Esse hanno il precipuo compito di regolare e controllare ciascuna un

settore sensibile, disponendo di poteri di segnalazione , di fissazione di standard,

criteri e parametri di riferimento , di fissazione delle tariffe e così via.

Questo non significa che le autorità si limitano a sorvegliare con relativa

indifferenza il rispetto delle regole del gioco.

L'autorità garante per la concorrenza ha infatti il potere di derogare al divieto delle

operazioni di concentrazione restrittive della libertà di concorrenza, stabilendo

prescrizioni che consentono la compatibilità tra iniziativa economica privata e tutela

del mercato e di autorizzare intese in via di principio vietate.

Ulteriore figura che non è istituita a livello di organizzazione statale, ma che pur non

rientrando nella categoria delle autorità indipendenti, presenta alcuni profili di

analogia con esse è il Difensore Civico,. Va detto che lart 2 c.186 lette. A l. 191/2010,

con riferimento ai comuni per i quali si svolgeranno le operazioni di rinnovo dei

consigli nel triennio 2010-2013, prevede la soppressione della figura del difensore

civico comunale e l'attribuzione delle funzioni al difensore civico provinciale.

In ogni caso è nato come soggetto chiamato ad atteggiarsi come collegamento tra

cittadini e poteri pubblici in grado di assicurare una maggiore trasparenza

dell'organizzazione amministrativa, capace di offrire ulteriori occasioni di

giustificabilità della sua azione e di fornire forme di partecipazione .Tu enti locali

definisce il difensore civico come garante dell'imparzialità e del buon andamento

della pubblica amministrazione.

La legge gli attribuisce una pluralità di funzioni, che vanno dalla tutela dei cittadini al

controllo dell'attività amministrativa dalla difesa della legalità alla ricerca della

trasparenza al miglioramento del rapporto cittadini-amministrazione.

I n ognio caso si tratta di poteri meno incisivi di quelli di altri organi non potendo

annullare o riformare atti.

La marcata indipendenza e la riduzione del condizionamento politico costituiscono

ulteriori tratti essenziali della figura

Gli enti parastatali e gli enti pubblici economici

L’organizzazione statale è completata dagli enti strumentali ad essa, che sono:

Enti Parastatali, disciplinati dalla L. 70/75 che li raggruppa in sette categorie in

• base al settore di attività. La legge prevede la soppressione o la fusione degli enti

(c.d. enti inutili) non compresi in apposito elenco. Tali enti sono soggetti al controllo

della Corte dei Conti. Tra gli enti parastatali sono da ricordare l’INPS, l’INAIL e il

CONI.

Enti Pubblici Economici, sono titolari di impresa e agiscono con gli strumenti del

• diritto comune. La tendenza legislativa è quella di operarne la trasformazione in

SpA. Rappresentano una categoria in via di estinzione, una tappa intermedia in

vista della privatizzazione delle Aziende Autonome. Categoria particolarmente

importante, riconducibile a quella degli enti pubblici economici è rappresentata

dalle Aziende Speciali, enti strumentali di Comuni e Province, cui sono equiparati

alcuni consorzi. Da notare che gli enti pubblici economici sono sottratti al regime

fallimentare

Esistono poi altri enti che hanno una particolare importanza, come:

Ordini e Collegi Professionali, che sono enti pubblici associativi, ad appartenenza

• necessaria, esponenziali della categoria dei professionisti che realizzano

l’autogoverno della categoria stessa. Raggruppano gli individui che svolgono

peculiari attività professionali.

Camere di Commercio, sono enti di diritto pubblico che svolgono funzioni di

• interesse generale per il sistema delle imprese. Sono enti ad appartenenza

necessaria di tipo associativo a competenza territorialmente delimitata che

raggruppano, artigiani, commercianti, industriali e agricoltori.

L’organizzazione amministrativa territoriale non statale

Storicamente si è assistito ad una ingerenza notevole dello stato nei confronti delle

regioni. Tale ingerenza è andata con il tempo decrescendo fino a giungere alla

recente riforma del Titolo V della Costituzione che ha interessato la fisionomia delle

Regioni. Oggi le Regioni dispongono di potestà legislative e amministrative. L’articolo

117 Cost. prevede la potestà legislativa regionale c.d. concorrente relativa ad alcune

materie espressamente elencate, e stabilisce che alle regioni spetta una potestà

legislativa c.d. residuale, cioè ogni materia non espressamente attribuita allo stato.

Le regioni ai sensi dell’articolo 118 Cost. esercitano funzioni amministrative conferite

ad esse per assicurarne l’esercizio unitario sulla base dei principi di sussidiarietà,

differenziazione e adeguatezza.

I rapporti con lo stato e l’autonomia contabile della regione

La Corte Costituzionale ha individuato quale principio generale al quale dovrebbero

essere improntati i rapporti tra stato e regione quello della leale collaborazione, il

quale implica che i poteri siano esercitati in base ad accordi e intese. Tale principio è

oggi costituzionalizzato dall’articolo 120 della Cost. Nella prospettiva dei rapporti

tra Stato e Regioni sono state previste alcune figure, come:

Rappresentante dello stato per i rapporti con il sistema delle autonomie

• Commissione parlamentare per le questioni regionali

• Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, la regione e le province

• autonome

Conferenza Stato-Città-Autonomie Locali

• Tali conferenze sono organi statali a composizione mista.

A garanzia dell’autonomia costituzionale riconosciuta alle Regioni, il potere di

annullamento da parte del governo non è esercitabile nei confronti degli atti

amministrativi regionali. Rimane vigente il controllo effettuato dalla Corte dei Conti

sulla gestione del bilancio e del patrimonio, la quale verifica anche il rispetto degli

equilibri di bilancio in relazione al patto di stabilità interno ed ai vincoli derivanti

dall’appartenenza dell’Italia alla UE. Per quanto riguarda il controllo sugli organi

l’articolo 126 Cost. prevede la possibilità che con Decreto del PdR il Consiglio

regionale venga sciolto e il Presidente della Giunta rimosso, nel caso in cui abbiano

compiuto gravi violazioni di legge o atti contrari alla Costituzione. Le regioni ai sensi

dell’articolo 119 Cost. hanno autonomia finanziaria di entrata e spesa, stabiliscono ed

applicano tributi ed entrate proprie, dispongono di compartecipazioni al gettito di

tributi erariali riferibile al proprio territorio. Per questo motivo tale articolo dispone

l’istituzione di un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale, e la

destinazione da parte dello stato di risorse aggiuntive. Non dovrebbero quindi essere

più ammessi finanziamenti statali a destinazione vincolata nelle materie spettanti alla

competenza legislativa concorrente o esclusiva delle regioni.

L’organizzazione regionale

L’organizzazione regionale deriva non solo dalle disposizioni costituzionali, ma anche

da quelle statutarie. Gli organi della Regione sono:

Consiglio Regionale, esercita la potestà legislativa

• Giunta Regionale, organo esecutivo, esercita la potestà regolamentare e dispone di

• poteri di impulso e di iniziativa legislativa.

Presidente della Giunta Regionale, rappresenta la regione, dirige la politica della

• giunta e ne è responsabile, promulga le leggi ed emana i regolamenti. E’ eletto a

suffragio universale e diretto. Nomina e revoca i componenti della giunta.

La forma di governo di ciascuna regione, a norma dell’articolo 123 Cost. è

determinato dal proprio statuto. Poiché anche la regione dispone di funzioni

amministrative, esiste un apparato amministrativo regionale che si divide in centrale

e periferico. La Regione può inoltre avvalersi di enti dipendenti che si caratterizzano

come uffici regionali entificati, ai quali residua una ridotta autonomia. Tra i soggetti

di diritto pubblico operanti nell’ambito dell’organizzazione regionale, particolarmente

importanti sono le aziende sanitarie regionali con il compito di assicurare livelli di

assistenza sanitaria. Sono aziende dotate di personalità giuridica pubblica e di

autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale, contabile, gestionale e

tecnica. Le regioni inoltre possono assumere partecipazioni in società finanziarie

regionali il cui oggetto rientri nelle materie regionali. Sono società create allo scopo

di dare agli imprenditori aiuti finanziari. E’ inoltre prevista la presenza di Difensori

civici regionali.

La posizione e le funzioni degli enti locali

I Comuni, le Province e le Città Metropolitane rappresentano gli ulteriori livelli di

autonomia riconosciuti dalla Costituzione. Essi sono denominati Enti Locali, e sono al

pari delle Regioni, con le quali formano la categoria dei governi locali, enti autonomi

con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione. Oggi

l’autonomia di questi poteri locali è sancita direttamente dalla Costituzione, la quale li

indica accanto allo Stato come ordinamenti costituenti la Repubblica. L’articolo 118

Cost. dispone che le funzioni amministrative siano attribuite ai Comuni salvo che per

assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città Metropolitane,

Regioni e Stato sulla base dei principi di sussidiarietà ,differenziazione e

adeguatezza. La presenza della Regione non offusca il ruolo dell’ente locale al quale la

Regione deve attribuire le funzioni.

Funzioni del Comune

Ai sensi dell’articolo 118 Cost. al Comune sono attribuite tutte le funzioni

amministrative . Tale regola generale può essere derogata solo per assicurarne

l’esercizio unitario. Comuni, Province e Città Metropolitane sono titolari di funzioni

amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale. Esistono

poi le funzioni fondamentali, strumento attraverso il quale lo Stato può sottrarre

alcuni ambiti al processo di conferimento, secondo la linea ascendente o discendente.

In sostanza difendere gli enti locali dalle leggi regionali. L’individuazione di tali

funzioni spetta al governo. Comuni, Province e Città Metropolitane sono dotate di

potestà regolamentare per l’organizzazione e lo svolgimento delle funzioni loro

attribuite. Il Comune gestisce inoltre alcuni servizi di competenza statale. Mentre la

titolarità delle funzioni spetta allo Stato, l’esercizio è demandato al sindaco, quale

ufficiale del governo. In tale fattispecie il sindaco si presenta come organo dello

Stato.

Funzioni della Provincia

La Provincia rappresenta un ente intermedio tra Comune e Regione. Alla Provincia

sono attribuite funzioni amministrative di interesse provinciale relative a settori


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nadia_87

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Morbidelli Giuseppe.

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