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Idea che la conformità al perseguimento dei suddetti fini con

• l’esercizio dell’amministrazione dovesse essere controllata pena di

invalidità degli atti, nell’ambito delle forme di tutela stabilite dalla

legge; dottrina della discrezionalità e

Attraverso queste fasi si è giunti alla

dell’eccesso di potere: è giuridicamente rilevante e perciò controllabile

l’attività preparatoria nell’ambito della quale si formano i motivi dell’azione.

PROCEDIMENTO: l’azione amministrativa non si estrinseca mai in singoli atti

puntuali, ma in una serie di atti e fatti deputati al raggiungimento di un risultato

che giuridicamente si estrinseca in un atto finale, il provvedimento.

STATUTO GIURIDICO DELL’ATTO O PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO:

atto giuridico soggetto a regime di diritto pubblico del tutto differente al diritto

comune, quanto a disciplina dell’atto stesso e della sua attività preparatoria,

nonché dell’invalidità, dell’efficacia e della tutela.

Questo statuto oltre a riguardare gli atti d’autorità si espande ai campi d’azione

che potrebbero essere retti dal diritto comune.

Quello che nasce come statuto giuridico degli atti d’autorità, diviene lo statuto

giuridico degli atti d’amministrazione.

Tale cambiamento è volto alla tutela dei terzi, soggetti portatori d’interessi

protetti nei confronti di determinate manifestazioni dell’agire amministrativo.

Il terzo ha tutela davanti agli organi della giurisdizione amministrativa.

TERZA LINEA DI EVOLUZIONE

dal contenzioso alla giurisdizione amministrativa:

Attiene al passaggio

trasformazione progressiva degli organi del contenzioso da organi

amministrativi (differenti da quelli di amministrazione attiva) ad organi

giurisdizionali (giudici speciali).

ORIGINE DEL PRINCIPIO DI SEPARAZIONE TRA AMMINISTRAZIONE E

GIURISDIZIONE:

- ANTICO REGIME

LEGGI RIVOLUZIONARIE

- REGIME NAPOLEONICO

-

I tribunali ordinari diventano esclusivamente giudici delle controversie tra privati.

Chi giudica delle controversie con la pubblica amministrazione?

Nell ’ancient regime gli stessi organi facevano da amministratori e da giudici

(confusione delle competenze). nascita del sistema del

Nel Regime Napoleonico, invece, si assiste alla

contenzioso amministrativo:

istituzione, all’interno del Consiglio di Stato e dei Consigli di Prefettura in

• Commissione del Contenzioso.

ambito locale, di una Essa è

competente per le controversie di carattere contenzioso e svolgerà il

ruolo di organo consultivo del governo relativamente ai poteri di

cognizione e di decisione;

progressivo restringimento dell’area della pure administration, cioè

• dell’amministrazione sottratta ad ogni controllo in sede contenziosa. 5

Descrizione istituzioni ante riforma 1865:

Consiglio di Governo, giudici ordinari del contenzioso amministrativo;

• Consiglio di Stato, nella sezione del contenzioso amministrativo esercita

• le attribuzioni giurisdizionali pronunciando sugli appelli contro le decisioni

proferite dai Consigli di Governo, nonché per alcune materie in prima ed

in ultima istanza.

No diritti di proprietà, diritti della persona e qualità ereditaria della persona.

I Giudici del Contenzioso sono veri e propri organi giurisdizionali, in quanto le

loro sentenze producono gli stessi effetti di quelle dei tribunali civili.

In questa fase, la maggior parte delle controversie di competenza dei giudici del

contenzioso sono controversie relative ai diritti. La tutela dei semplici interessi

dei cittadini a fronte dell’esercizio del potere è nella gran parte esclusa e

affidata all’amministrazione attiva.

I tribunali del contenzioso non hanno il potere di annullare o di revocare atti

amministrativi, in quanto emanano sentenze di condanna e dichiarative. Questo

tipo di tutela può soltanto essere assicurata dalla stessa pubblica

amministrazione, interpellata attraverso lo strumento del ricorso gerarchico o

dal sovrano. Lo strumento del ricorso al Re diviene assai significativo

innestando in esso una fase consultiva davanti al Consiglio di Stato che sarà

nei fatti il momento decisorio del ricorso.

ACQUISTO DEI CARATTERI DI IMPARZIALITA’ E FORMALITA’ CHE I

RICORSI GERARCHICI NON AVEVANO.

DALLA LEGGE 1865 AL CONSOLIDAMENTO DELLA GIURISDIZIONE

AMMINISTRATIVO.

La linea di evoluzione dal contenzioso alla giurisdizione amministra segue il

modello francese:

trasferimento degli organi del contenzioso da organi amministrativi ad organi

giurisdizionali (giudici speciali).

La Legge.20 Marzo 1865 spezza il processo evolutivo con l’abolizione dei

tribunali del contenzioso. La competenza passa ai giudici ordinari ed il modello

si separa da quello francese.

Il Consiglio di Stato, in questa fase, conserva qualche competenza

giurisdizionale (contenziosa), e come organo consultivo, conserva la

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competenza in ordine ai pareri sui i ricorsi al Re (unico strumento di tutela nelle

materie amministrative).

Ratio della riforma: i tribunali del contenzioso, in quanto organi interni alla

pubblica amministrazione, non possono offrire le garanzie d’imparzialità che

l’esercizio della funzione giuridica richiede, garanzie invece assicurate dalla

giurisdizione ordinaria (PRINCIPIO DELLA GIURISDIZIONE UNICA).

Giudici Ordinari = controversie civili di tutela di diritti soggettivi.

Pubbliche Amministrazioni = controversie riguardanti questioni di mero

interesse.

E’ bene rilevare che i giudici ordinari non possono annullare, revocare o

riformare atti amministrativi. Essi possono stabilire la sussistenza o meno della

lesione del diritto. Sarà poi l’amministrazione, in un secondo momento, a

procedere all’annullamento dell’atto ovvero a adottare misure idonee al fine di

conformarsi al giudicato.

Nel sistema ante riforma, i tribunali del contenzioso hanno una giurisdizione più

estesa negli affari dell’amministrazione. In seguito, invece, la tutela nei confronti

dell’amministrazione si riduce alla tutela dei diritti assoluti a contenuto

patrimoniale (la proprietà).

Si realizza, così, una limitazione di tutela dei cittadini nei confronti della

pubblica amministrazione, in netta contrapposizione con l’intento del legislatore.

Questi elementi portano il legislatore a fare un passo indietro nel passato.

Il tutto derivante dall’esigenza di avere organi di giustizia amministrativa

(indipendenti ed imparziali) che abbiano conoscenza degli affari di

amministrazione nella loro pienezza sia in riferimento a questioni di diritti sia a

questioni di semplici interessi dei cittadini, ingiustamente sacrificati da un

illegittimo esercizio del potere.

Le leggi n° 5992/1889 e n° 6837/1890 istituiscono nuovi organi di natura

giurisdizionale a cui è affidato tutto il contenzioso con le pubbliche

amministrazioni negli affari di natura amministrativa. Al Consiglio di Stato non si

estende, però, la competenza sulle controversie affidate all’autorità giudiziaria.

L’incontro delle due leggi ha determinato un nuovo sistema di tutela nei rapporti

con la pubblica amministrazione in cui il soggetto leso nella sfera dei suoi diritti

due forme di tutela,

ha diverse ed alternative, a seconda che si faccia

riferimento alla lesione di un diritto o di un interesse legittimo.

Lesione di un diritto assoluto: il cittadino può chiedere il risarcimento del danno

da parte dell’amministrazione responsabile, ma non l’annullamento degli atti

amministrativi adottati in jure.

Lesione di un interesse legittimo: può chiedere l’annullamento dell’atto, ma non

il risarcimento del danno prodotto per effetto di tale attività.

Tale costruzione da’ luogo alla conseguenza che i portatori di diritti veri e propri,

che dovrebbero godere di una tutela maggiore rispetto ai semplici portatori

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d’interessi, si trovano penalizzati per non potere utilizzare il nuovo strumento

del ricorso per annullamento davanti al Consiglio di Stato.

Il cammino successivo conduce la giurisprudenza ad una costruzione fondata

sull’affermazione che, a fronte dell’esercizio del potere amministrativo, il diritto

soggettivo si configura giuridicamente come interesse (è “degradato” ad

interesse legittimo in virtù dell’imperatività dell’atto d’esercizio del potere) e di

esso utilizza il tipo di tutela.

La tutela risarcitoria dei diritti non può essere più attivata davanti al giudice

competente (giudice ordinario), bensì, davanti al giudice amministrativo,

attraverso il ricorso all’annullamento dell’atto lesivo. Alla tutela risarcitoria, il

titolare del diritto può accedere solo una volta ottenuta dal giudice

amministrativo l’annullamento dell’atto lesivo: cd “riespansione” della situazione

soggettiva di diritto indebitamente compressa.

In questo processo evolutivo, il giudice amministrativo, viene acquistando il

ruolo riconosciuto di giudice, con competenza estesa a tutto l’ambito delle

controversie con le pubbliche amministrazioni di carattere amministrativo;

restando al giudice ordinario, pur nella perdurante vigenza della legge 1865, un

ruolo marginale (laddove la controversia deriva da atti adottati in carenza di

potere). Il giudice ordinario rimane comunque il giudice delle controversie

risarcitorie.

Con l’avvento della Costituzione è riconfermata la tradizionale distinzione della

tutela dei diritti e di quella degli interessi, affidata a due diversi ordini di

giurisdizioni, salvo le materie di giurisdizione esclusiva previste dalla legge.

E’ solo con la L n°205/2000 che il nostro sistema di giustizia è sottoposto ad

una svolta radicale:

estensione della giurisdizione del giudice amministrativo alla cognizione delle

azioni risarcitorie a tutela degli interessi legittimi (oltre che dei diritti nelle

materie di giurisdizione esclusiva), lesi da azioni e provvedimenti amministrativi

illegittimi.

Si chiude così la linea evolutiva iniziata con le leggi rivoluzionarie intesa

alla netta separazione tra amministrazione e giurisdizione.

Ogni sindacato sull’azione amministrativa lesiva di diritti ed interessi legittimi dei

cittadini viene attribuita, senza alcun limite, al giudice amministrativo; cioè ad

una autorità giurisdizionale diversa, rispetto alla autorità giudiziaria ordinaria ed

operante secondo diverse forme procedurali, ma tuttavia anche essa autorità

giurisdizionale in senso pieno. Ed il processo che davanti ad esso si svolge si

configura come processo giurisdizionale, secondo tutti i criteri stabiliti dalla

Costituzione e dai principi generali dell’ordinamento. 8


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Calabria - Unical
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Calabria - Unical o del prof Luciani Fabiano.

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