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4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3, la conferenza di servizi si esprime allo stato degli atti a sua disposizione

e le indicazioni fornite in tale sede possono essere motivatamente modificate o integrate solo in presenza di

significativi elementi emersi nelle fasi successive del procedimento, anche a seguito delle osservazioni dei

privati sul progetto definitivo.

5. Nel caso di cui al comma 2, il responsabile unico del procedimento trasmette alle amministrazioni

interessate il progetto definitivo, redatto sulla base delle condizioni indicate dalle stesse amministrazioni in

sede di conferenza di servizi sul progetto preliminare, e convoca la conferenza tra il trentesimo e il

sessantesimo giorno successivi alla trasmissione. In caso di affidamento mediante appalto concorso o

concessione di lavori pubblici, l’amministrazione aggiudicatrice convoca la conferenza di servizi sulla base del

solo progetto preliminare, secondo quanto previsto dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive

decreto legislativo n. 163 del 2006

modificazioni. (ora - n.d.r.)

Art. 14-ter (Lavori della conferenza di servizi)

(articolo già sostituito dall'articolo 11 della legge n. 340 del 2000)

01. La prima riunione della conferenza di servizi è convocata entro quindici giorni ovvero, in caso di

particolare complessità dell'istruttoria, entro trenta giorni dalla data di indizione.

(comma introdotto dall'articolo 10, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005)

1. La conferenza di servizi assume le determinazioni relative all’organizzazione dei propri lavori a

maggioranza dei presenti e può svolgersi per via telematica.

(comma così modificato dall'articolo 9, comma 1, legge n. 69 del 2009)

2. La convocazione della prima riunione della conferenza di servizi deve pervenire alle amministrazioni

interessate, anche per via telematica o informatica, almeno cinque giorni prima della relativa data. Entro i

successivi cinque giorni, le amministrazioni convocate possono richiedere, qualora impossibilitate a

partecipare, l’effettuazione della riunione in una diversa data; in tale caso, l’amministrazione procedente

concorda una nuova data, comunque entro i dieci giorni successivi alla prima.

(comma così modificato dall'articolo 10, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)

2-bis. Alla conferenza di servizi di cui agli articoli 14 e 14-bis sono convocati i soggetti proponenti il progetto

dedotto in conferenza, alla quale gli stessi partecipano senza diritto di voto.

(comma aggiunto dall'articolo 9, comma 2, legge n. 69 del 2009)

2-ter. Alla conferenza possono partecipare, senza diritto di voto, i concessionari e i gestori di pubblici servizi,

nel caso in cui il procedimento amministrativo o il progetto dedotto in conferenza implichi loro adempimenti

ovvero abbia effetto diretto o indiretto sulla loro attività. Agli stessi è inviata, anche per via telematica e con

congruo anticipo, comunicazione della convocazione della conferenza di servizi. Alla conferenza possono

partecipare inoltre, senza diritto di voto, le amministrazioni preposte alla gestione delle eventuali misure

pubbliche di agevolazione.

(comma aggiunto dall'articolo 9, comma 2, legge n. 69 del 2009)

3. Nella prima riunione della conferenza di servizi, o comunque in quella immediatamente successiva alla

trasmissione dell’istanza o del progetto definitivo ai sensi dell’articolo 14-bis, le amministrazioni che vi

partecipano determinano il termine per l’adozione della decisione conclusiva. I lavori della conferenza non

possono superare i novanta giorni, salvo quanto previsto dal comma 4. Decorsi inutilmente tali termini,

l’amministrazione procedente provvede ai sensi dei commi 6-bis e 9 del presente articolo.

(comma così modificato dall'articolo 10, comma 1, lettera c), legge n. 15 del 2005)

4. Nei casi in cui sia richiesta la VIA, la conferenza di servizi si esprime dopo aver acquisito la valutazione

medesima ed il termine di cui al comma 3 resta sospeso, per un massimo di novanta giorni, fino

all'acquisizione della pronuncia sulla compatibilità ambientale. Se la VIA non interviene nel termine previsto

per l’adozione del relativo provvedimento, l’amministrazione competente si esprime in sede di conferenza di

servizi, la quale si conclude nei trenta giorni successivi al termine predetto. Tuttavia, a richiesta della

maggioranza dei soggetti partecipanti alla conferenza di servizi, il termine di trenta giorni di cui al precedente

periodo è prorogato di altri trenta giorni nel caso che si appalesi la necessità di approfondimenti istruttori.

(comma così modificato dall'articolo 10, comma 1, lettera d), legge n. 15 del 2005)

5. Nei procedimenti relativamente ai quali sia già intervenuta la decisione concernente la VIA le disposizioni

di cui al comma 3 dell’articolo 14-quater, nonché quelle di cui agli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, si

applicano alle sole amministrazioni preposte alla tutela della salute, del patrimonio storico-artistico e della

pubblica incolumità.

(comma così modificato dall'articolo 10, comma 1, lettera e), legge n. 15 del 2005)

6. Ogni amministrazione convocata partecipa alla conferenza di servizi attraverso un unico rappresentante

legittimato, dall’organo competente, ad esprimere in modo vincolante la volontà dell’amministrazione su tutte

le decisioni di competenza della stessa.

6-bis. All'esito dei lavori della conferenza, e in ogni caso scaduto il termine di cui al comma 3,

l'amministrazione procedente adotta la determinazione motivata di conclusione del procedimento, valutate le

specifiche risultanze della conferenza e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede.

(comma introdotto dall'articolo 10, comma 1, lettera f), legge n. 15 del 2005)

7. Si considera acquisito l’assenso dell’amministrazione il cui rappresentante non abbia espresso

definitivamente la volontà dell’amministrazione rappresentata.

(comma così modificato dall'articolo 10, comma 1, lettera g), legge n. 15 del 2005)

8. In sede di conferenza di servizi possono essere richiesti, per una sola volta, ai proponenti dell’istanza o ai

progettisti chiarimenti o ulteriore documentazione. Se questi ultimi non sono forniti in detta sede, entro i

successivi trenta giorni, si procede all’esame del provvedimento.

9. Il provvedimento finale conforme alla determinazione conclusiva di cui al comma 6-bis sostituisce, a tutti

gli effetti, ogni autorizzazione, concessione, nulla osta o atto di assenso comunque denominato di

competenza delle amministrazioni partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma risultate assenti, alla

predetta conferenza.

(comma così sostituito dall'articolo 10, comma 1, lettera h), legge n. 15 del 2005)

10. Il provvedimento finale concernente opere sottoposte a VIA è pubblicato, a cura del proponente,

unitamente all’estratto della predetta VIA, nella Gazzetta Ufficiale o nel Bollettino regionale in caso di VIA

regionale e in un quotidiano a diffusione nazionale. Dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte dei soggetti interessati.

Art. 14-quater (Effetti del dissenso espresso nella conferenza di servizi)

(articolo già sostituito dall'articolo 12 della legge n. 340 del 2000)

1. Il dissenso di uno o più rappresentanti delle amministrazioni, regolarmente convocate alla conferenza di

servizi, a pena di inammissibilità, deve essere manifestato nella conferenza di servizi, deve essere

congruamente motivato, non può riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della

conferenza medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini

dell’assenso.

2. (abrogato dall'articolo 11, comma 1, lettera a), legge n. 15 del 2005)

3. Se il motivato dissenso è espresso da un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-

territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, la decisione è

rimessa dall'amministrazione procedente, entro dieci giorni:

a) al Consiglio dei ministri, in caso di dissenso tra amministrazioni statali;

b) alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di

Trento e di Bolzano, di seguito denominata "Conferenza Stato-regioni", in caso di dissenso tra

un'amministrazione statale e una regionale o tra più amministrazioni regionali;

c) alla Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in

caso di dissenso tra un'amministrazione statale o regionale e un ente locale o tra più enti locali.

Verificata la completezza della documentazione inviata ai fini istruttori, la decisione è assunta entro trenta

giorni, salvo che il Presidente del Consiglio dei ministri, della Conferenza Stato-regioni o della Conferenza

unificata, valutata la complessità dell'istruttoria, decida di prorogare tale termine per un ulteriore periodo

non superiore a sessanta giorni.

(comma così sostituito dall'articolo 11, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)

3-bis. Se il motivato dissenso è espresso da una regione o da una provincia autonoma in una delle materie di

propria competenza, la determinazione sostitutiva è rimessa dall'amministrazione procedente, entro dieci

giorni: a) alla Conferenza Stato-regioni, se il dissenso verte tra un'amministrazione statale e una

regionale o tra amministrazioni regionali;

b) alla Conferenza unificata, in caso di dissenso tra una regione o provincia autonoma e un ente

locale.

Verificata la completezza della documentazione inviata ai fini istruttori, la decisione è assunta entro trenta

giorni, salvo che il Presidente della Conferenza Stato-regioni o della Conferenza unificata, valutata la

complessità dell'istruttoria, decida di prorogare tale termine per un ulteriore periodo non superiore a

sessanta giorni.

(comma introdotto dall'articolo 11, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)

3-ter. Se entro i termini di cui ai commi 3 e 3-bis la Conferenza Stato-regioni o la Conferenza unificata non

provvede, la decisione, su iniziativa del Ministro per gli affari regionali, è rimessa al Consiglio dei ministri, che

assume la determinazione sostitutiva nei successivi trenta giorni, ovvero, quando verta in materia non

attribuita alla competenza statale ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, e dell'articolo 118 della

Costituzione, alla competente Giunta regionale ovvero alle competenti Giunte delle province autonome di

Trento e di Bolzano, che assumono la determinazione sostitutiva nei successivi trenta giorni; qualora la

Giunta regionale non provveda entro il termine predetto, la decisione è rimessa al Consiglio dei ministri, che

delibera con la partecipazione dei Presidenti delle regioni interessate.

(comma introdotto dall'articolo 11, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)

3-quater. In caso di dissenso tra amministrazioni regionali, i commi 3 e 3-bis non si applicano nelle ipotesi in

cui le regioni interessate abbiano ratificato, con propria legge, intese per la composizione del dissenso ai

sensi dell'articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, anche attraverso l'individuazione di organi comuni

competenti in via generale ad assumere la determinazione sostitutiva in caso di dissenso.

(comma introdotto dall'articolo 11, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)

3-quinquies. Restano ferme le attribuzioni e le prerogative riconosciute alle regioni a statuto speciale e alle

province autonome di Trento e di Bolzano dagli statuti speciali di autonomia e dalle relative norme di

attuazione

(comma introdotto dall'articolo 11, comma 1, lettera b), legge n. 15 del 2005)

4. (abrogato dall'articolo 11, comma 1, lettera c), legge n. 15 del 2005)

5. Nell’ipotesi in cui l’opera sia sottoposta a VIA e in caso di provvedimento negativo trova applicazione

l’articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400, introdotta dall’articolo 12, comma 2,

del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.

Art. 14-quinquies (Conferenza di servizi in materia di finanza di progetto)

(introdotto dall'articolo 12 della legge n. 15 del 2005)

1. Nelle ipotesi di conferenza di servizi finalizzata all'approvazione del progetto definitivo in relazione alla

quale trovino applicazione le procedure di cui agli articoli 37-bis e seguenti della legge 11 febbraio 1994, n.

articolo 153 del decreto legislativo n. 163 del 2006

109, (ora - n.d.r.) sono convocati alla conferenza,

senza diritto di voto, anche i soggetti aggiudicatari di concessione individuati all'esito della procedura di cui

all'articolo 37-quater della legge n. 109 del 1994, ovvero le società di progetto di cui all'articolo 37-quinquies

della medesima legge.

Art. 15 (Accordi fra pubbliche amministrazioni)

1. Anche al di fuori delle ipotesi previste dall’articolo 14, le amministrazioni pubbliche possono sempre

concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attività di interesse comune.

2. Per detti accordi si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni previste dall’articolo 11, commi 2, 3 e 5.

Art. 16 (Attività consultiva)

1. Gli organi consultivi delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3

articolo 1 del decreto legislativo n. 165 del 2001

febbraio 1993, n. 29, (ora - n.d.r.) sono tenuti a

rendere i pareri ad essi obbligatoriamente richiesti entro venti giorni dal ricevimento della richiesta. Qualora

siano richiesti di pareri facoltativi, sono tenuti a dare immediata comunicazione alle amministrazioni

richiedenti del termine entro il quale il parere sarà reso, che comunque non può superare i venti giorni dal

ricevimento della richiesta.

(comma così modificato dall'articolo 8, comma 1, legge n. 69 del 2009)

2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere obbligatorio o senza che

l’organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, è in facoltà dell’amministrazione richiedente di

procedere indipendentemente dall’espressione del parere. In caso di decorrenza del termine senza che sia

stato comunicato il parere facoltativo o senza che l’organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie,

l’amministrazione richiedente procede indipendentemente dall’espressione del parere. Salvo il caso di omessa

richiesta del parere, il responsabile del procedimento non può essere chiamato a rispondere degli eventuali

danni derivanti dalla mancata espressione dei pareri di cui al presente comma.

(comma così sostituito dall'articolo 8, comma 1, legge n. 69 del 2009)

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano in caso di pareri che debbano essere rilasciati da

amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica, territoriale e della salute dei cittadini.

4. Nel caso in cui l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie i termini di cui al comma 1 possono

essere interrotti per una sola volta e il parere deve essere reso definitivamente entro quindici giorni dalla

ricezione degli elementi istruttori da parte delle amministrazioni interessate.

(comma così modificato dall'articolo 8, comma 1, legge n. 69 del 2009)

5. I pareri di cui al comma 1 sono trasmessi con mezzi telematici.

(comma così sostituito dall'articolo 8, comma 1, legge n. 69 del 2009)

6. Gli organi consultivi dello Stato predispongono procedure di particolare urgenza per l’adozione dei pareri

loro richiesti.

6-bis. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 127 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e

forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 , e successive modificazioni.

(comma aggiunto dall'articolo 8, comma 1, legge n. 69 del 2009)

Art. 17 (Valutazioni tecniche)

1. Ove per disposizione espressa di legge o di regolamento sia previsto che per l’adozione di un

provvedimento debbano essere preventivamente acquisite le valutazioni tecniche di organi od enti appositi e

tali organi ed enti non provvedano o non rappresentino esigenze istruttorie di competenza

dell’amministrazione procedente nei termini prefissati dalla disposizione stessa o, in mancanza, entro

novanta giorni dal ricevimento della richiesta, il responsabile del procedimento deve chiedere le suddette

valutazioni tecniche ad altri organi dell’amministrazione pubblica o ad enti pubblici che siano dotati di

qualificazione e capacità tecnica equipollenti, ovvero ad istituti universitari.

2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica in caso di valutazioni che debbano essere prodotte da

amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini.

3. Nel caso in cui l’ente od organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie all’amministrazione

procedente, si applica quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 16.

Art. 18 (Autocertificazione)

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le amministrazioni interessate adottano

le misure organizzative idonee a garantire l’applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione e di

presentazione di atti e documenti da parte di cittadini a pubbliche amministrazioni di cui alla legge 4 gennaio

1968, n. 15, e successive modificazioni e integrazioni. Delle misure adottate le amministrazioni danno

comunicazione alla Commissione di cui all’articolo 27.

2. I documenti attestanti atti, fatti, qualità e stati soggettivi, necessari per l'istruttoria del procedimento, sono

acquisiti d'ufficio quando sono in possesso dell'amministrazione procedente, ovvero sono detenuti,

istituzionalmente, da altre pubbliche amministrazioni. L'amministrazione procedente può richiedere agli

interessati i soli elementi necessari per la ricerca dei documenti.

(comma così sostituito dall'articolo 3, comma 6-octies, legge n. 80 del 2005)

3. Parimenti sono accertati d’ufficio dal responsabile del procedimento i fatti, gli stati e le qualità che la

stessa amministrazione procedente o altra pubblica amministrazione è tenuta a certificare.

Art. 19 (Dichiarazione di inizio attività)

(articolo così sostituito dall'articolo 3, comma 1, legge n. 80 del 2005)

1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque

denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attività

imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento dei

requisiti e presupposti di legge o di atti amministrativi a contenuto generale e non sia previsto alcun limite o

contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, con

la sola esclusione degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica

sicurezza, all'immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all'amministrazione della giustizia, alla amministrazione

delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, alla

tutela della salute e della pubblica incolumità, del patrimonio culturale e paesaggistico e dell'ambiente,

nonché degli atti imposti dalla normativa comunitaria, è sostituito da una dichiarazione dell'interessato

corredata, anche per mezzo di autocertificazioni, delle certificazioni e delle attestazioni normativamente

richieste. L'amministrazione competente può richiedere informazioni o certificazioni relative a fatti, stati o

qualità soltanto qualora non siano attestati in documenti già in possesso dell'amministrazione stessa o non

siano direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni.

(comma così modificato dall'articolo 9, comma 3, legge n. 69 del 2009)

2. L'attività oggetto della dichiarazione può essere iniziata decorsi trenta giorni dalla data di presentazione

della dichiarazione all'amministrazione competente; contestualmente all'inizio dell'attività, l'interessato ne dà

comunicazione all'amministrazione competente. Nel caso in cui la dichiarazione di inizio attività abbia ad

oggetto l’esercizio di attività di cui al decreto legislativo di attuazione della direttiva 2006/123/CE, l’attività,

ove non diversamente previsto, può essere iniziata dalla data della presentazione della dichiarazione

all’amministrazione competente.

(comma così sostituito dall'articolo 85, comma 2, d.lgs. n. 59 del 2010)

3. L'amministrazione competente, in caso di accertata carenza delle condizioni, modalità e fatti legittimanti,

nel termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 2, o, nei casi di cui all’ultimo

periodo del medesimo comma 2, nel termine di trenta giorni dalla data della presentazione della

dichiarazione, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi

effetti, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta

attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall'amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta

giorni. È fatto comunque salvo il potere dell'amministrazione competente di assumere determinazioni in via

di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. Nei casi in cui la legge prevede l'acquisizione di

pareri di organi o enti appositi, il termine per l'adozione dei provvedimenti di divieto di prosecuzione

dell'attività e di rimozione dei suoi effetti sono sospesi, fino all'acquisizione dei pareri, fino a un massimo di

trenta giorni, scaduti i quali l'amministrazione può adottare i propri provvedimenti indipendentemente

dall'acquisizione del parere. Della sospensione è data comunicazione all'interessato.

(comma così modificato dall'articolo 9, comma 5, legge n. 69 del 2009)

4. Restano ferme le disposizioni di legge vigenti che prevedono termini diversi da quelli di cui ai commi 2 e 3

per l'inizio dell'attività e per l'adozione da parte dell'amministrazione competente di provvedimenti di divieto

di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi effetti.

5. Ogni controversia relativa all'applicazione dei commi 1, 2 e 3 è devoluta alla giurisdizione esclusiva del

giudice amministrativo. Il relativo ricorso giurisdizionale, esperibile da qualunque interessato nei termini di

legge, può riguardare anche gli atti di assenso formati in virtù delle norme sul silenzio assenso previste

dall’articolo 20.

(comma così modificato dall'articolo 9, comma 6, legge n. 69 del 2009)

Art. 20 (Silenzio assenso)

(articolo così sostituito dall'articolo 3, comma 6-ter, legge n. 80 del 2005)

1. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 19, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di

provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di

accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione

non comunica all'interessato, nel termine di cui all'articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di diniego,

ovvero non procede ai sensi del comma 2.

2. L'amministrazione competente può indire, entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza di cui al

comma 1, una conferenza di servizi ai sensi del capo IV, anche tenendo conto delle situazioni giuridiche

soggettive dei controinteressati.

3. Nei casi in cui il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, l'amministrazione

competente può assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-

nonies.

4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio

culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l'immigrazione,

l’immigrazione, l’asilo e la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumità, ai casi in cui la normativa

comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali, ai casi in cui la legge qualifica il

silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonché agli atti e procedimenti individuati con uno o

più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di

concerto con i Ministri competenti.

(comma così modificato dall'articolo 9, comma 3, legge n. 69 del 2009)

5. Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis.

(comma così modificato dall'articolo 7, comma 1, legge n. 69 del 2009)

Art. 21 (Disposizioni sanzionatorie)

1. Con la denuncia o con la domanda di cui agli articoli 19 e 20 l’interessato deve dichiarare la sussistenza

dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non è

ammessa la conformazione dell’attività e dei suoi effetti a legge o la sanatoria prevista dagli articoli medesimi

ed il dichiarante è punito con la sanzione prevista dall’articolo 483 del codice penale, salvo che il fatto

costituisca più grave reato.

2. Le sanzioni attualmente previste in caso di svolgimento dell’attività in carenza dell’atto di assenso

dell’amministrazione o in difformità di esso si applicano anche nei riguardi di coloro i quali diano inizio

all’attività ai sensi degli articoli 19 e 20 in mancanza dei requisiti richiesti o, comunque, in contrasto con la

normativa vigente.

2-bis. Restano ferme le attribuzioni di vigilanza, prevenzione e controllo su attività soggette ad atti di

assenso da parte di pubbliche amministrazioni previste da leggi vigenti, anche se è stato dato inizio

all'attività ai sensi degli articoli 19 e 20.

(comma aggiunto dall'articolo 3, comma 6-nonies, legge n. 80 del 2005)

CAPO IV-bis - EFFICACIA ED INVALIDITÀ DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO. REVOCA E

RECESSO

(capo introdotto dall'articolo 14 della legge n. 15 del 2005)

Art. 21-bis. (Efficacia del provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati)

1. Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia nei confronti di ciascun

destinatario con la comunicazione allo stesso effettuata anche nelle forme stabilite per la notifica agli

irreperibili nei casi previsti dal codice di procedura civile. Qualora per il numero dei destinatari la

comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede

mediante forme di pubblicità idonee di volta in volta stabilite dall'amministrazione medesima. Il

provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati non avente carattere sanzionatorio può contenere

una motivata clausola di immediata efficacia. I provvedimenti limitativi della sfera giuridica dei privati aventi

carattere cautelare ed urgente sono immediatamente efficaci.

Art. 21-ter. (Esecutorietà)

1. Nei casi e con le modalità stabiliti dalla legge, le pubbliche amministrazioni possono imporre

coattivamente l'adempimento degli obblighi nei loro confronti. Il provvedimento costitutivo di obblighi indica

il termine e le modalità dell'esecuzione da parte del soggetto obbligato. Qualora l'interessato non ottemperi,

le pubbliche amministrazioni, previa diffida, possono provvedere all'esecuzione coattiva nelle ipotesi e

secondo le modalità previste dalla legge.

2. Ai fini dell'esecuzione delle obbligazioni aventi ad oggetto somme di denaro si applicano le disposizioni per

l'esecuzione coattiva dei crediti dello Stato.

Art. 21-quater. (Efficacia ed esecutività del provvedimento)

1. I provvedimenti amministrativi efficaci sono eseguiti immediatamente, salvo che sia diversamente stabilito

dalla legge o dal provvedimento medesimo.

2. L'efficacia ovvero l'esecuzione del provvedimento amministrativo può essere sospesa, per gravi ragioni e

per il tempo strettamente necessario, dallo stesso organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto

dalla legge. Il termine della sospensione è esplicitamente indicato nell'atto che la dispone e può essere

prorogato o differito per una sola volta, nonché ridotto per sopravvenute esigenze.

Art. 21-quinquies. (Revoca del provvedimento)

1. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di

nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole

può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La

revoca determina la inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta

pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro

indennizzo. Le controversie in materia di determinazione e corresponsione dell'indennizzo sono attribuite alla

giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

1-bis. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali,

l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene

conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell'atto

amministrativo oggetto di revoca all'interesse pubblico, sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri

soggetti all'erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l'interesse pubblico.

(comma aggiunto dall'art. 12, comma 4, del decreto-legge n. 7 del 2007, soppresso dalla legge di

conversione n. 40 del 2007, reintrodotto dall'articolo 13, comma 8-duodeviecies dello stesso decreto-legge n.

7 del 2007, aggiunto dalla citata legge di conversione n. 40 del 2007)

1-ter. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali,

l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia

dell'eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell'atto amministrativo oggetto di

revoca all'interesse pubblico, sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea valutazione della

compatibilità di tale atto con l'interesse pubblico.

(comma, identico al comma 1-bis, aggiunto dall'articolo 12, comma 1-bis, legge n. 133 del 2008)

Art. 21-sexies. (Recesso dai contratti)

1. Il recesso unilaterale dai contratti della pubblica amministrazione è ammesso nei casi previsti dalla legge o

dal contratto.

Art. 21-septies. (Nullità del provvedimento)

1. È nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto

assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi

espressamente previsti dalla legge.

2. Le questioni inerenti alla nullità dei provvedimenti amministrativi in violazione o elusione del giudicato

sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Art. 21-octies. (Annullabilità del provvedimento)

1. È annullabile il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere

o da incompetenza.

2. Non è annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli

atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non

avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. Il provvedimento amministrativo non è

comunque annullabile per mancata comunicazione dell'avvio del procedimento qualora l'amministrazione

dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in

concreto adottato.

Art. 21-nonies. (Annullamento d'ufficio)

articolo 1, comma 136, della legge n. 311 del 2004

(si veda anche l' )

1. Il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell'articolo 21-octies può essere annullato d'ufficio,

sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi

dei destinatari e dei controinteressati, dall'organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla

legge.

2. È fatta salva la possibilità di convalida del provvedimento annullabile, sussistendone le ragioni di interesse

pubblico ed entro un termine ragionevole. CAPO V d.P.R. n. 184 del 2006

(si veda il regolamento approvato con )

Art. 22 (Definizioni e princípi in materia di accesso)

(articolo così sostituito dall'articolo 15 della legge n. 15 del 2005)

1. Ai fini del presente capo si intende:

a) per "diritto di accesso", il diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia di

documenti amministrativi;

b) per "interessati", tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi,

che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione

giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso;

c) per "controinteressati", tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura

del documento richiesto, che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto

alla riservatezza;

d) per "documento amministrativo", ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica,

elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Sandulli Maria Alessandra.

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