Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

l'art 7 precisa che l'avvio in esame deve essere comunicato quando non sussistono

ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento.

Tali ragioni devono essere evidenziate dall'amministrazione con adeguata motivazione.

La giurisprudenza ha ritenuto che si possa legittimamente derogare all'obbligo di

comunicazione nel caso di procedimenti finalizzati all'occupazione d'urgenza di aree

destinate alla costruzione di opere pubbliche e d ingiunzioni di demolizione o di

sospensione di lavori.

Al comma 2 lo stesso articolo si occupa dei provvedimenti cautelari e consente

all'amministrazione la loro adozione anche prima della effettuazione della

comunicazione dell'avvio del procedimento. A differenza dell'ipotesi contenuta nel

primo comma, in questo caso l'amministrazione può solo differire nel tempo la

comunicazione comunque richiesta.

La dottrina ha posto in luce l'esistenza di altri procedimenti c.d. Riservati, in ordine ai

quali non dovrebbe essere ammessa la partecipazione, alla quale è preordinata la

comunicazione dell'avvio del procedimento. In questi casi la comunicazione dell'avvio

del procedimento e la partecipazione potrebbero frustrare gli interessi curati

dall'amministrazione ovvero la riservatezza dei terzi. Inoltre la giurisprudenza ha

escluso la comunicazione nelle ipotesi di attività vincolata sul presupposto che la

partecipazione sia necessaria e fruttuosa solo quando è possibile effettuare una

scelta discrezionale, quindi ritenendo che per certi provvedimenti non sia utile il

contraddittorio.

La mancanza della comunicazione di avvio del procedimento comporta generalmente

l’illegittimità che può essere fatta valere soltanto dal soggetto nel cui interesse la

comunicazione è prevista. A questo esiste però un’eccezione. Infatti ai sensi

dell’articolo 21-octies <<il provvedimento non è annullabile per mancata comunicazione

di avvio del procedimento se l’amministrazione dimostra in giudizio che il contenuto

del provvedimento non sarebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato>>.

In sostanza la norma dequota la rilevanza del vizio di omessa comunicazione quando la

partecipazione sarebbe stata inutile.

L'istruttoria procedimentale

l'istruttoria è la fase del procedimento funzionalmente volta all'accertamento dei

fatti e dei presupposti del provvedimento ed alla acquisizione è valutazione degli

interessi implicati dall'esercizio del potere. Tale fase è condotta dal responsabile del

procedimento. La decisione amministrativa finale deve essere preceduta da adeguata

conoscenza della realtà esterna, la quale avviene appunto attraverso l'istruttoria. La

circostanza è confermata dall'art 3che afferma il dovere di motivare la scelta

provvedimentale in relazione alle risultanze dell'attività istruttoria. L'art 6 dispone

che l'organo competente per l'adozione del provvedimento finale , ove diverso dal

responsabile del procedimento, non può discostarsi dalle risultanze dell'istruttoria se

non indicandone la motivazione.

L'istruttoria serve a verificare fatti e ad acquisire interessi. L'attività conoscitiva si

svolge mediante una serie di operazioni i cui risultati vengono attestati da

dichiarazioni di scienza, acquisite al procedimento. Gli interessi vengono introdotti nel

procedimento attraverso l'iniziativa dell'amministrazione procedente.

Le modalità di acquisizione degli interessi e la conferenza dei servizi

Gli interessi rilevanti cioè quelli che l’amministrazione valuta nell’esercizio della

propria attività discrezionale, ponderandoli con quello principale fissato per legge,

sono acquisiti nel procedimento attraverso l’iniziativa dell’amministrazione procedente

o a seguito dell’iniziativa dei soggetti titolari di tali interessi. Le vie per la loro

rappresentazione all'interno del procedimento sono essenzialmente tre.

L'amministrazione procedente può chiedere all'amministrazione cui cui è imputato

l'interesse pubblico da acquisire di esprimere la propria determinazione ; ovvero può

indire una conferenza di servizi per l'esame contestuale dei vari interessi coinvolti nel

procedimento, oppure l'amministrazione portatrice dell'interesse può partecipare al

procedimento. La conferenza come ricordato è indetta dal responsabile e consiste in

una riunione di persone fisiche in rappresentanza delle rispettive amministrazioni ,

ciascuna delle quali esprime il punto di vista dell'amministrazione rappresentata e che

confluisce in una determinazione conclusiva.

La partecipazione procedimentale

Uno degli strumenti previsti dalla Legge 241/90 per introdurre nel procedimento

interessi pubblici e privati è costituito dalla partecipazione.

Ai sensi dell’art 7 e 9 possono partecipare al procedimento :

i soggetti nei confronti dei quali ricadono gli effetti del provvedimento finale e che

 abbiano un interesse diretto, concreto e attuale.

i soggetti che per legge devono intervenire

 i soggetti individuati o individuabili che possono subire un pregiudizio dal

 provvedimento

i portatori di interessi pubblici o privati

 i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni, in realtà la legge parla

 impropriamente di interessi diffusi, in quanto quando tali interessi sono fatti

valere da associazioni essi sono in realtà interessi collettivi.

La differenza tra i soggetti indicati nell'art 7 e quelli ex art 9 riguarda in primo luogo

le modalità con cui i soggetti acquisiscono la conoscenza della pendenza di un

procedimento nel quale intervenire: quelli di cui all'art 7 mediante comunicazione

dell'avvio del procedimento, quelli ex art 9, attraverso vie differenti. Per altro verso i

soggetti indicati nell'art 7 sono titolari di un interesse legittimo, mentre quelli di cui

all'art 9 di un interesse differenziato ma non qualificato. Gli statuti degli enti locali

possono ampliare la cerchia dei soggetti titolari del potere di partecipare . In tal

senso, la disciplina degli enti locali prevede numerosi strumenti ed istituti di

partecipazione ulteriori: consultazione, istanze, petizioni, proposte, referendum,

azioni popolari, diritto di accesso e di informazione dei cittadini.

Nell'analisi del tema della partecipazione la dottrina ha spesso utilizzato la nozione di

parti del procedimento, avvicinandosi alla terminologia processualistica. Vengono cosi a

trovarsi parti necessarie e parti eventuali. Tuttavia il concetto di parte non può

essere riferito alla funzione amministrativa e al potere: gli intervenienti non svolgono

alcuna funzione amministrativa, in quanto il potere è attribuito solo alla PA. Né si può

parlare di compartecipazione o di contitolarità che consenta di accostare il soggetto

privato all'amministrazione.

Ambito di applicazione della disciplina sulla partecipazione procedimentale

Ai sensi dell’articolo 13 le norme sulla partecipazione non si applicano a:

atti normativi

 atti amministrativi generali

 pianificazione e programmazione

 procedimenti tributari

Aspetti strutturali e funzionali della partecipazione

La partecipazione consiste nel diritto di prendere visione degli atti e nella

presentazione di memorie scritte e documenti che l’amministrazione ha il dovere di

valutare. Si tratta quindi di una partecipazione essenzialmente documentale. Si deve

inoltre ritenere che la partecipazione sia strumentale alla più congrua decisione finale

in vista dell'interesse pubblico, essa ha cioè funzione collaborativa. Certo il soggetto

che partecipa, soprattutto se si tratta di privato interviene per tutelare la propria

posizione.

Al cittadino è attribuita una serie rilevante di facoltà che già nel corso del

procedimento possono essere esercitate. La situazione descritta può essere riassunta

facendo riferimento alla nozione di interessi procedimentali, interessi che attengono

a fatti procedimentali e che investono comportamenti della amministrazione e soltanto

indirettamente beni della vita. Nell'ipotesi della lesione dell'interesse a partecipare,

anche se consideriamo l'annullamento del provvedimento finale come una reazione

eccessiva, non si può ritenere privo di conseguenze il comportamento

dell'amministrazione lesivo di interessi procedimentali. La legge si è mossa nel senso

della limitazione nel senso della limitazione dell'incidenza della violazione delle norme

procedimentali stabilendo all'art 21 octies <<il provvedimento non è annullabile per

mancata comunicazione di avvio del procedimento se l’amministrazione dimostra in

giudizio che il contenuto del provvedimento non sarebbe potuto essere diverso da

quello in concreto adottato>>.

La partecipazione offre la possibilità ai soggetti legittimati di presentare memorie

scritte e documenti, nonché di prendere visione degli atti del procedimento. Si tratta

di un istituto che si collega al principio di trasparenza dell'amministrazione.

I soggetti legittimati ad esercitare tale diritto sono tutti quelli che abbiano titolo a

partecipare al procedimento.

Negli altri casi l'art 22/241 indica quali soggetti legittimati “tutti i soggetti privati

che abbiano un interesse diretto , concreto ed attuale, corrispondente ad una

situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento per il quale è richiesto

l'accesso.” tale diritto si esercita nei confronti delle pubbliche amministrazioni, delle

aziende autonome e speciali, degli enti pubblici e dei gestori di pubblici servizi, nonché

dei privati limitatamente alla loro attività di pubblico interesse. Sotto il profilo

oggettivo il diritto di accesso riguarda i documenti amministrativi “ogni

rappresentazione grafica, foto cinematografica, e qualunque contenuto di atti

detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse.

La richiesta di accesso deve essere motivata, indicare gli estremi del documento o gli

elementi che ne consentono l'individuazione e far constatare l'identità del

richiedente. Qualora dalla natura del documento non risulti la presenza di contro-

interessati la richiesta può essere informale, anche mediante richiesta verbale.

A seguito della domanda di accesso l'amministrazione può: rifiutare l'accesso,

differirlo, limitarne la portata, richiedere richiesta formale.

Nel caso in cui l'amministrazione non si pronunci l'art 25/241 dispone che trascorso

inutilmente il termine di 30gg dalla richiesta, questa si intende respinta. In caso di

accoglimento il diritto si esercita mediante esame gratuito ed estrazione del

documento, tale esame avviene presso l'ufficio indicato nell'atto di accoglimento.

Ai sensi dell’articolo 24 il diritto di accesso è negato per:

documenti coperti dal segreto di stato

 procedimenti tributari

 atti normativi, atti amministrativi generali, pianificazione e programmazione

 procedimenti selettivi

 documenti amministrativi contenenti informazioni psico-attitudinali

Da notare è il caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari l’accesso è

consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile.

Alcuni problemi sorgono in quanto il fatto di ostendere un documento potrebbe

incidere sulla posizione di terzi ovvero i controinteressati, soggetti individuati o

facilmente individuabili in base alla natura del documento, che nell'esercizio

dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza. In questi casi la

legge 241 rinvia al d.lgs 196/2003.

Art. 7. Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti

1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati

personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in

forma intelligibile.

2. L'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione:

a) dell'origine dei dati personali;

b) delle finalità e modalità del trattamento;

c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti

elettronici;

d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante

designato ai sensi dell'articolo 5, comma 2;

e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere

comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato

nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

3. L'interessato ha diritto di ottenere:

a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei

dati;

b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in

violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in

relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;

c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a

conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono

stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela

impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto

al diritto tutelato.

4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:

a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché

pertinenti allo scopo della raccolta;

b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale

pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di

comunicazione commerciale.

Un vero e proprio diritto di accesso regolato al di fuori della legge 241,

Il d.p.r. 184/2006 impone poi all'amministrazione di comunicare ai contro-interessati

la richiesta di accesso, prevedendo altresì che costoro possano presentare motivata

opposizione entro il termine di 10 gg, decorso il quale l'amministrazione provvede sulla

richiesta.

La legge 241 dispone che deve comunque essere garantito ai richiedenti il diritto di

accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per

difendere i propri interessi giuridici, spettando all'amministrazione la relativa

valutazione. La disciplina del diritto di accesso è completata dalla previsione di

particolari forme di tutela. Il d.lgs 104/2010 assegna al giudice amministrativo la

tutela giurisdizionale contro le determinazioni concernenti il diritto di accesso e nei

casi di rifiuto. L'art 25/241 con specifico riferimento ai casi di rifiuto consente al

richiedente di chiedere il riesame della determinazione negativa nel termine di 30

giorni al difensore civico o , se agisce contro amministrazioni statali alla Commissione

per l'accesso ai documenti amministrativi.

Affinché i fatti diventino rilevanti nel procedimento occorre che essi siano accertati

dall’amministrazione procedente o da altra amministrazione. In tal caso si parla di

pareri e valutazioni tecniche. La PA si avvale quindi dell’apporto tecnico delle altre

amministrazioni. Ai sensi dell’ articolo 16 gli organi consultivi devono rendere i pareri

ad essi obbligatoriamente richiesti entro il termine di 45 giorni dal ricevimento della

richiesta. In caso di inerzia l’amministrazione procedente ha la facoltà di procedere

indipendentemente dall’acquisizione del parere. Unica eccezione è rappresentata dai

pareri rilasciati da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica,

territoriale e della salute del cittadino, per i quali tali disposizioni non si applicano.

I pareri possono essere:

Facoltativi, quando il parere è frutto di attività consultiva non tutte le leggi dicono

 che il parere deve obbligatoriamente essere richiesto e quindi si ha un parere

facoltativo. Ma se l’amministrazione lo richiede, una volta che il parere è acquisito

all’istruttoria, essa può disattenderlo motivandolo. Se così non fa gli interessati

possono impugnare l’atto per eccesso di potere.

Obbligatori, in alcune ipotesi la legge obbliga l’amministrazione ad acquisire un

 parere. In tal caso l’amministrazione deve avvalersi dell’operato tecnico di

un’amministrazione. Se ciò non accade si ha una violazione del principio di legalità.

In tale fattispecie la Legge 241/90 prevede un principio di semplificazione

amministrativa. Infatti se entro il termine stabilito l’amministrazione procedente

non ottiene il parere, ne può fare a meno tranne nel caso in cui sia un parere

rilasciato da amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistica,

territoriale e della salute del cittadino. Tale deroga incontra un limite nel caso in

cui sia intervenuta la valutazione di impatto ambientale.

Vincolanti, il parere in alcuni casi oltre che obbligatorio è anche vincolante e questo

 fa riferimento anche al contenuto in quanto l’amministrazione deve

obbligatoriamente seguirlo. Si dice che è un falso parere perché nella sostanza è

un provvedimento

Ai sensi dell’articolo 17 nel caso di inerzia di valutazioni tecniche necessarie da parte

di organi o enti, entro 90 giorni dal ricevimento della richiesta, il responsabile del

procedimento deve richiedere tali valutazioni ad altri organi dell’amministrazione, ad

enti pubblici o ad istituti universitari. La norma prevede una deroga costituita da

valutazione richieste ad amministrazioni preposte alla tutela ambientale,

paesaggistica, territoriale e della salute del cittadino. Però ai sensi dell’ articolo 14-

ter tali deroghe, nel caso in cui sia intervenuta la valutazione di impatto ambientale,

si applicano solo alle amministrazioni preposte alla tutela della salute del cittadino, del

patrimonio storico-artistico e della pubblica incolumità.

Fase Integrativa dell’efficacia

L’efficacia del provvedimento conclusivo è subordinata al compimento di alcune

operazioni, al verificarsi di determinati fatti o all’emanazione di ulteriori atti. Solo a

quel punto la fattispecie si perfeziona. Il provvedimento può essere quindi perfetto

ma non efficace. Ai sensi dell’articolo 21-quater i provvedimenti amministrativi

efficaci sono eseguiti immediatamente, salvo che sia diversamente stabilito dalla

legge o dal provvedimento stesso. L'efficacia può essere sospesa per gravi ragioni e

per il tempo strettamente necessario, dallo stesso organo che lo ha emanato o da

altro organo individuato dalla legge.

le operazioni di partecipazione condizionano l'efficacia degli atti ricettizi, in

particolare gli atti normativi.


PAGINE

17

PESO

114.83 KB

AUTORE

flaviael

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze giuridiche
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Morbidelli Giuseppe.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto amministrativo

Riassunto esame Diritto Amministrativo, prof. D'Alberti, libro consigliato Istituzioni di Diritto Amministrativo, Cassese
Appunto
Diritto amministrativo - il diritto di accesso agli atti
Appunto
Diritto amministrativo - organizzazione amministrativa
Appunto
Diritto amministrativo - situazioni giuridiche soggettive
Appunto