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Diritto amministrativo - il concetto di Amministrazione Pubblica Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di Diritto amministrativo del professor Pugliese sul concetto di Amministrazione Pubblica, l'Amministrazione Pubblica del diritto privato, disciplinata dal Codice civile: un'attività che determina la costituzione di status, la capacità, i rapporti di diritto privato (es. mediante trascrizioni, registrazioni,... Vedi di più

Esame di Diritto amministrativo docente Prof. F. Pugliese

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ESTRATTO DOCUMENTO

• enti territoriali (politicamente rappresentativo del gruppo stanziato sul territorio, può essere

titolare di beni demaniali);

• enti monofunzionali: esponenti di gruppi sociali ma non territoriali che perseguono interessi

settoriali.

Relazioni tra forme associative:

- strumentalità strutturale e organizzativa;

- svolgimento di attività rilevanti per altro ente pubblico territoriale.

Poteri:

1. vigilanza: controllo di legittimità più attività di amministrazione attiva;

2. direzione: sovraordinazione attraverso direttive.

Rapporti tra enti:

- avvalimento: utilizzo da parte di un ente di uffici di altro ente;

- sostituzione: il sostituto fa valere un diritto o un obbligo del sostituito.

Forme associative:

1. federazioni di enti (ACI, CONI coordinamento e indirizzo di attività degli enti federati);

2. consorzi: finalità comuni ai consorziati (tranne i consorzi obbligatori);

3. unioni di comuni.

Direttiva CEE 80/273

Imprese pubbliche: imprese su cui i pubblici poteri possono esercitare influenza dominante.

Organismo di diritto pubblico: - organismi con personalità giuridica; - finanziati soprattutto da Stato

o enti locali; - istituiti per bisogni di interesse generale e senza carattere commerciale.

1. Modelli di SPA a partecipazione pubblica:

- società a totale partecipazione pubblica svolgenti funzioni pubbliche (patrimonio

SPA), accostate alle società affidatarie in house (tra amministrazione e impresa

c’è un legame per cui il soggetto non può ritenersi distinto dal punto di vista

decisionale);

- società miste affidatarie di servizi pubblici locali;

- società derivanti da privatizzazione (lo Stato mantiene poteri speciali: golden

share).

Sono enti pubblici quelli in cui lo statuto della SPA e la disciplina delle dismissioni implichino

l’impossibilità di uno scioglimento.

2. fondazioni: indisponibilità di scopo e suo governo, disciplinate dal codice civile.

Costituzione di enti pubblici: per legge o atto amministrativo sulla base di una legge (o per

riconoscimento della pubblicità da parte della legge ad organizzazioni nate per iniziativa privata)

Estinzione: da legge o atto amministrativo basato su una legge.

Modificazione di scopi, territorio, attribuzioni, consistenza patrimoniale (limitazione: mutazione

scopi per enti a carattere associativo).

Privatizzazione: 1. formale (l’ente è trasformato in SPA); 2. sostanziale (viene dimessa la quota

pubblica).

3 soggetti finora: 1. gestione partecipazioni azionarie (IRI, ENI); 2. servizi di pubblica utilità

(ENEL, GAS); 3. settore creditizio. 3

Organizzazione degli enti pubblici (norme giuridiche di organizzazione):

art. 97: ripartizione funzione di indirizzo politico tra governo e parlamento: riserva di

organizzazione in capo all’esecutivo. Quindi legge in primis, ma anche regolamenti governativi

(l.400/1988).

Enti locali (art.117): spetta allo Stato la disciplina degli organi di governo e funzioni fondamentali.

Statuto: linee organizzative di base (statico).

Atti di organizzazione con carattere non normativo (atti di istituzione di enti, organi, uffici…) 

pubbliche amministrazioni.

Persone giuridiche incapaci di agire: nell’ambito pubblico non c’è rappresentanza ma organo.

Centro d’imputazione è l’ente; è anche centro di competenza.

Attività pubbliche esercitate da soggetti privati (notaio).

Relazioni tra organi di persone giuridiche:

- gerarchia:

1. potere di ordine, sorveglianza, direttiva;

2. potere di decidere ricorsi gerarchici;

3. potere di annullare d’ufficio e revocare atti di organi sottordinati;

4. potere di risolvere conflitti;

5. potere di avocazione e sostituzione.

- direzione:

1. indicare scopi (potere di indirizzo);

2. emanare direttive;

3. controllare l’attività.

- coordinamento;

- controllo:

1. controllo di ragioneria (registrazione degli impegni di spesa risultatnti da provvedimenti

assunti dalle amministrazioni statali);

2. controllo della Corte dei Conti(controllo successivo, esterno, costituzionalmente garantito):

controlli preventivi e successivi su atti di rilievo finanziario, su gestione finanziaria, su

gestione degli enti locali, su bilancio e patrimonio delle amministrazioni pubbliche.

Controlli interni:

a. controllo di regolarità amministrativa e contabile: per garantire legittimità, regolarità e

correttezza dell’azione amministrativa;

b. controllo di gestione: verificare efficacia, efficienza ed economicità dell’azione

amministrativa per ottimizzare il rapporto costi/risultati;

c. valutazione della dirigenza: prestazioni dei dirigenti e risorse, tenendo conto di risultati e

gestione;

d. controllo strategico: adeguatezza scelte compiute in termini di congruenza tra risultati e

obiettivi predefiniti.

Rapporti tra organi:

1. avocazione,

2. sostituzione negli atti (diversa da gestione sostitutiva coattiva);

3. delegazione.

Uffici: diversi da organi perché non sono centri di imputazione.

Hanno compiti e non competenze. 4

Titolare: rapporto organico = investitura (si identifica con l’ente) e rapporto di servizio = contratto

(si contrappone all’ente perché ne è un dipendente).

Funzionario di fatto: funzioni essenziali e indifferibili.

Rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Avvicinamento al privato

(privatizzazione del rapporto di impiego:165/2001)

1. rapporti di lavoro regolati dal c.c. salvo diverse disposizioni del decreto;

2. limiti all’autonomia individuale e collettiva;

3. organi, uffici, selezione, avviamento, responsabilità (..) regolati dalla disciplina pubblicistica;

4. contrattazione collettiva a vari livelli 8contratti quadri, contratti collettivi nazionali, contratti

integrativi o decentrati);

5. giudice ordinario tranne che per controversie con dipendenti sottratti alla privatizzazione e

procedure concorsuali di assunzione;

6. responsabilità disciplinare (penale e contabile);

7. concorso pubblico per selezione personale non dirigenziale (anche per passaggio a fascia

funzionale superiore).

Dirigenza: poteri autonomi di gestione con compiti di organizzazione del lavoro, uffici, risorse

umane e finanziarie, attuare le politiche delineate dagli organi di indirizzo politico/amministrativo,

rispondendo del conseguimento dei risultati.

Accesso mediante: concorso per esame o corso-concorso selettivo di formazione, o incarichi diretti

esterni.

Il rapporto si fonda su un contratto (atto amministrativo unilaterale solo per dirigenti non

privatizzati) fase determinativa del rapporto di servizio distinta dal momento della

predisposizione all’organo mediante incarico della funzione.

Responsabilità dirigenziale (aggiuntiva alle altre) se non si raggiungono gli obiettivi o non si

osservano le direttive.

Sanzione: impossibilità di rinnovo dell’incarico.

Relazioni tra organi di governo e dirigenti: simile alla direzione ma in realtà c’è rigida separazione

di competenze quindi non c’è relazione sovraodinazione/sottoordinazione.

Relazione tra dirigenti di uffici dirigenziali generali e dirigenti: simile alla gerarchia ma non può

impartire ordini e poi c’è una sfera di autonomia non comprimibile.

Relazioni tra dirigenti e personale preposto all’ufficio: gerarchia, anche se in realtà si tratta di

relazione tra uffici e non tra organi.

Organizzazioni sociali: aggregazioni di individui che perseguono interessi senza fine di lucro e in

parte coincidenti con quelli affidati alla cura di soggetti pubblici.

(terso settore: no profit più organizzazioni di volontariato, associazioni e cooperative).

Ordinamenti autonomi:

1. confessioni religiose (art. 8 Cost);

2. ordinamento sportivo (non ha garanzia costituzionale).

Lo svolgimento dei compiti amministrativi implica l’impiego di beni: beni pubblici (indisponbili9 o

beni appartenenti ad enti pubblici ma soggetti alla normativa generale della proprietà privata

(patrimonio disponibile: oggetto di contratti attivi di alienazione o passivi di acquisto).

Complesso dei beni pubblici appartiene alla p.a. a titolo di proprietà pubblica (proprietà-funzione: i

beni non possono essere sottratti alla loro funzione perché servono per interessi pubblici).

Titolarità in base a: 5

- legge: demanio naturale e patrimonio indisponibile;

- fatti acquisitivi;

- atti di diritto comune;

- fatti basati su diritto internazionale o diritto pubblico interno;

- atti pubblicistici che comportano ablazione di diritti reali su beni di altri soggetti.

Beni demaniali necessari (demanio marittimo, idrico, militare): beni immobili che non possono non

appartenere allo Stato.

Beni demaniali accidentali (strade, autostrade, acquedotti, immobili di interesse storico, archivi..):

potrebbero appartenere a chiunque e possono comprendere universalità di mobili.

Incommerciabiltà dei beni demaniali.

L’amministrazione ha autotutela esecutiva può procedere a tutelare i propri beni in via

amministrativa, irrogando sanzioni ed esercitando poteri di polizia demaniale.

Beni del patrimonio indisponibile: beni degli enti pubblici non territoriali destinati ad un pubblico

servizio. Mobili e immobili: cave, foreste, miniere, caserme, edifici destinati a sede di uffici

pubblici e loro arredi, cose mobili di interesse storico, paletnologico, paleontologico, artistico.

Non possono essere sottratti alla loro destinazione se non nei modi stabiliti dalle leggi che li

riguardano (non sono incommerciabili).

Privatizzazione dei beni pubblici per soddisfare esigenze di carattere finanziario e di risanamento

del debito pubblico.

Modalità di dismissione del patrimonio dello Stato:

1. sottoscrizione di quote di fondi immobiliari;

2. alienazione di immobili;

3. cartolarizzazione.

Diritti demaniali spettanti agli enti territoriali su beni altrui (diritti costituiti per l’utilità di alcuno

dei beni demaniali o per il conseguimento di fini di pubblico interesse corrispondenti a quelli a cui

servono i beni stessi). Diversi dalle limitazioni (non facere) della proprietà privata. Es. diritto d’uso

pubblico: visita di beni privati di interesse storico o che attengono a strade private.

Usi civici: possono gravare anche su beni pubblici, per pascolo, pesca, caccia..

Beni di interesse pubblico (strade vicinali o autostrade).

CAPITOLO 4

Stato- amministrazione: ente pubblico.

Vertice: governo 

1. presidente del consiglio dei ministri (coordina e promuove l’attività dei ministri, adotta le

direttive per assicurare imparzialità, buon andamento e efficienza degli uffici pubblici);

2. consiglio dei ministri (indirizzo politico; poteri di indirizzo e coordinamento; funzione

normativa);

3. ministri (organi politici di vertice dei vari dicasteri. Doppia anima: organi costituzionali e

vertici dell’amministrazione. Senza portafoglio: non titolari di un dicastero. Ministeri

svolgono funzioni di spettanza statale. Struttura: 1. direzioni generali; 2. agenzie).

Consiglio di gabinetto e comitati interministeriali per raccordo tra ministeri.

Avvocatura dello Stato: a favore di tutta l’organizzazione statale.

Tesoreria dello Stato (prima direzione generale del tesoro, ora il servizio di tesoreria centrale dello

Stato è affidato alla Banca d’Italia).

Consiglio di Stato: tutela della giustizia nell’amministrazione;

corte dei conti: funzioni di controllo, giurisdizionali e consultive;

consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL): consulenza tecnica e pareri facoltativi nelle

materie di economia e lavoro dell’attività del Parlamento.

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Aziende autonome: attività prevalentemente tecnica; capacità contrattuale. Titolari di un rapporto

giuridico ma non di un vero patrimonio.

Amministrazioni indipendenti (Banca d’Italia, Consob, Isvap, autorità per le garanzie nelle

comunicazioni, autorità garante della concorrenza e del mercato, autorità per l’energia elettrica ed il

gas). Le autorità hanno autonomia organizzativa e funzionale. Sono titolari di poteri

provvedimentali, in particolare sanzionatori e talora regolamentari. Sono soggette al controllo della

Corte dei conti.

Sono indipendenti dal potere politico del governo pur dovendo trasmettere relazioni a questo e al

Parlamento sull’attività svolta. Sono neutrali (non imparziali) e hanno posizione di terzietà.

Le autorità di regolazione servono per garantire la liberalizzazione di particolari settori del mercato.

Difensore civico: garante dell’imparzialità e buon andamento della p.a.

Enti parastatali (INPS, INAIL, CONI).

Enti pubblici economici: titolari di impresa e agiscono con strumenti di diritto comune. Tendenza a

trasformarli in SPA.

Ordini e collegi professionali: enti pubblici associativi esponenziali della categoria di professionisti

che realizzano l’autogoverno della categoria stessa.

Amministrazione dello stato non è solo centrale ma anche periferica.

Le ripartizioni periferiche sono svariate, ma prevalente storicamente è il prefetto (organo del

ministero dell’interno che rappresenta il potere esecutivo nella provincia e svolge funzioni di

tramite tra centro e periferia). Nel 2004 le prefetture sono trasformate in Prefetture-uffici territoriali

del governo a cui sono preposti i prefetti.

Regioni: ingerenze da parte dello Stato fino alla riforma del titolo V della Costituzione.

Funzioni amministrative: doppia lettura dell’art. 118 Cost (c. 1: poteri originari o c. 2: poteri

derivati?). opinione maggioritaria: occorre una legge per distribuire le funzioni: la Costituzione non

è automaticamente applicativa e art. 118 si rivolge al legislatore.

Art. 118: la distribuzione delle funzioni tra gli enti territoriali deve avvenire sulla base dei principi

di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

Regioni: dispongono di potestà legislative e amministrative (art. 117: potestà legislativa regionale

concorrente e residuale).

Esercitano altresì funzioni amministrative conferite ad esse “per assicurare l’esercizio unitario sulla

base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza”.

Enti locali (termine usato nell’art. 123 per indicare governi locali: città metropolitane, province e

comuni). Art. 2 T.U. enti locali (276/2000): comuni, province, città metropolitane, comunità

montane, isolane e unioni di comuni.

l. 59/1997 è ispirata al principio di sussidiarietà e mira a porre un criterio di riparto tra funzioni

statali e regionali improntato al principio secondo cui la competenza in generale è delle regioni, fatti

salvi i compiti e le funzioni statali attinenti ad una serie di materie indicate dalla legge.

Potere sostitutivo in caso di accertata inattività che comporti inadempimento agli obblighi derivanti

dall’appartenenza all’UE o pericolo di grave pregiudizio agli interessi nazionali (112/1998). Potere

sostitutivo disciplinato dall’art. 120 Cost.

Decentramento anche da parte delle regioni a favore di province, comuni e altri enti locali (59/1997:

la regione conferisce a questi enti tutte le funzioni che non richiedono l’unitario esercizio a livello

regionale).

Rapporti Regione/Stato:

1. principio generale di leale cooperazione;

2. rappresentante dello stato per i rapporti con il sistema delle autonomie;

7

3. conferenza permanente per i rapporti tra stato, regioni e province autonome;

4. coferenza stato-città-autonomie locali.

Le conferenze sono organi statali anche se sono a composizione mista.

- potere di annullamento governativo degli atti amministrativi regionali? Il potere

di annullamento non è esercitabile;

- controlli statali su atti e organi regionali? Abrogato il comma 1 dell’art. 125 Cost

si ritengono eliminati i controlli sugli atti amministrativi, mentre è possibile lo

scioglimento e la rimozione degli organi per atti contrari alla Costituzione, gravi

violazioni di legge o per ragioni di sicurezza nazionale;

- autonomia finanziaria delle Regioni? 119 Cost: autonomia di entrata e spesa.

Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario è materia di

legislazione concorrente. La regione ha un bilancio autonomo rispetto a quello

statale.

Organizzazione regionale (deriva da Cost e statuto):

- consiglio regionale: potestà legislative;

- giunta regionale: organo esecutivo;

- presidente della giunta: rappresenta la regione.

Art. 123: la forma di governo della regione è determinata dallo statuto.

Apparato amministrativo regionale e periferico.

Enti locali: enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni.

Gli enti locali sono tipici.

Province e comuni hanno subito la presenza di stato e regioni ma soprattutto con la legge sulle

autonomie locali è mutata la situazione, in particolare per riduzione dei controlli (l. 142/1990: ha

riconosciuto potestà statuaria a comuni e province).

Comune: art. 118: ha tutte le funzioni amministrative (salvo per assicurare l’esercizio unitario)

117 comma 6: hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello

svolgimento delle funzioni loro attribuite.

Art. 3 TU: comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne

promuove lo sviluppo.

Provincia: art. 3 TU la definisce ente intermedio tra comune e regione che rappresenta la propria

comunità, ne cura gli interessi e ne coordina lo sviluppo.

Ha funzioni amministrative di interesse provinciale relative ad una serie di settori specifici e

tassativamente indicati.

Organizzazione di comuni e province:

- sindaco (o presidente della provincia): responsabile dell’amministrazione;

- consiglio comunale (o provinciale): organo di indirizzo e controllo politico-

amministrativo;

- giunta comunale (o provinciale): organo a competenza residuale.

Comuni con più di 15000 abitanti possono nominare un direttore generale. Al vertice della struttura

burocratica dell’ente locale c’è il segretario.

Oggi il direttore generale svolge compiti esercitati dal segretario. Ma la disciplina dei rapporti tra i

due mostra palese come non vi possa essere una gerarchia perché svolgono funzioni diverse.

Abrogazione art. 130 Cost (l. 3/2001): eliminati i controlli necessari svolti sugli atti degli enti locali.

Il controllo sugli organi spetta allo Stato (potere di scioglimento).

l. 142/2990: riconosce autonomia finanziaria e potestà impositiva autonoma che può essere

disciplinata con propri regolamenti da comune e provincia.

Limite all’istituzione di tributi propri: riserva costituzionale art. 23.

TU riconosce il potere per gli interessati di partecipare al procedimento amministrativo relativo

all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive: prevede forme di consultazione

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della popolazione e procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte dei cittadini singoli

o associati, diretti a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi nonché la

possibilità che lo statuto disciplini il referendum su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

Istituti di partecipazione:

1. azione popolare (di tipo correttivo o supllettivo);

2. diritto di accesso agli atti amministrativi;

3. diritto di accesso alle informazioni.

Le regioni possono procedere a fusione di comuni o istituirne di nuovi.

Lo statuto comunale può contemplare l’istituzione di municipi.

La legge contempla l’unione di comuni.

I comuni tra 30 mila e 100 mila abitanti possono articolare il territorio comunale in circoscrizioni

(obbligatorie in caso di comuni con più di 100 mila abitanti)

114. Cost: città metropolitane sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni. Titolari

anche di potestà normativa.

La legge parifica la città metropolitana alla provincia.

Comunità montana: ente locale ad appartenenza obbligatoria costituito con provvedimento del

presidente della giunta regionale tra comuni montani e parzialmente montani per la valorizzazione

delle zone montane per l’esercizio di funzioni proprie, conferite e per l’esercizio associato di

funzioni comunali.

Le comunità montane e isolane sono titolari di potestà normativa.

CAPITOLO 5

Situazione giuridica soggettiva: situazione di cui è titolare un soggetto (ivi collocato

dall’ordinamento) con riferimento al bene che costituisce oggetto dell’interesse.

Status: soggetto che si trova in una particolare posizione complessiva in seno all’ordinamento

(status di cittadino). Qualità attinenti alla persona che globalmente derivano dalla sua appartenenza

necessaria o volontaria ad un gruppo e rappresentano il presupposto per l’applicazione al soggetto

di una serie di norme.

Potere: potenzialità astratta di tenere un certo comportamento ed espressione della capacità del

soggetto (inseparabili).

Diritto amministrativo: poteri che il soggetto pubblico è in grado di esercitare prescindendo dalla

volontà del privato.

Diritto soggettivo: possibilità di realizzare il proprio interesse indipendentemente dalla

soddisfazione dell’interesse pubblico curato dall’amministrazione: norme di relazione per risolvere

conflitti intersoggettivi di interessi.

Dovere: vincolo giuridico di tenere un determinato comportamento.

Obbligo: se il dovere è correlato al diritto altrui.

Interesse legittimo pretensivo e oppositivo: situazione soggettiva di vantaggio a progressivo

rafforzamento. 1. esso garantisce la mediazione dell’amministrazione in forza di poteri tipici il cui

esercizio è sindacabile dl giudice; 2. rileva il profilo della legittimità dell’azione, limite di

soddisfazione dell’aspirazione del soggetto.

Poteri connessi all’interesse legittimo: potere di reazione (ricorso); potere di partecipazione al

procedimento amministrativo; potere di accedere ai documenti della p.a.

Interessi diffusi: appartengono ad una pluralità di soggetti (profilo soggettivo) e attengono a beni

non suscettibili di fruizione differenziata (profilo oggettivo).

Interessi collettivi: fanno capo ad un gruppo organizzato necessario per qualificarli come legittimi e

per aprire la via alla tutela davanti al giudice amministrativo.

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Espropriazione: potere Vs diritto soccorre il principio di relatività delle situazioni giuridiche: lo

stesso rapporto può presentarsi come diritto o come interesse (ma non si tratta di affievolimento del

diritto).

Aspettativa: tutelata come l’interesse legittimo o priva di tutela.

Situazioni giuridiche protette dall’ordinamento comunitario (per lo più poteri: libertà):

- libera circolazione delle persone e dei capitali;

- libertà di stabilimento;

- libera prestazione di servizi;

- libertà di concorrenza;

- libera circolazione dei beni.

Schema norma-fatto-effetto: la norma disciplina direttamente il fatto e vi collega la produzione di

effetti (nascita, morte o meri atti);

schema norma-potere-effetto: l’effetto non risale direttamente dalla legge ma vi è l’intermediazione

di un soggetto che pone in essere un atto mediante il quale si regolamenta il fatto e si produce la

vicenda giuridica (es. contratto).

Schema norma/fatto: p.a. è priva di poteri (sono meri fatti);

schema norma/potere: la p.a. pone in essere atti di espressione di autonomia attribuzione di un

potere: possibilità di produrre effetti riconosciuti dall’ordinamento mediante provvedimenti

amministrativi.

Poteri amministrativi:

1. potere autorizzatorio: rimuove i limiti posti dalla legge all’esercizio di una preesistente

posizione di vantaggio:

- abilitazioni (rilascio dopo accertamento dell’abilità tecnica);

- dispensa (l’amministrazione può derogare a particolari divieti o obblighi);

- approvazione (è un provvedimento permissivo di una atto);

- licenza (provvedimento che permette attività dopo una valutazione di

corrispondenza agli interessi pubblici)

2. potere concessorio: attribuisce al destinatario lo status (concessione della cittadinanza):

- concessione traslativa (dalla p.a. al privato);

- concessione costitutiva (diritto attribuito ex novo);

- concessione di opere pubbliche (contratto);

- sovvenzioni (vantaggi economici al destinatario)

3. poteri ablatori: impongono obblighi (ablatori personali) o sottraggono situazioni favorevoli

(ablatori reali).

- ablatori reali:

a. espropriazione;

b. occupazione temporanea;

c. requisizione (in proprietà o in uso);

d. confisca;

e. sequestro

- ablatori personali: ordini (comandi, divieti);

- ablatori con obblighi a rilevanza patrimoniale.

4. potere sanzionatorio: le sanzioni amministrative hanno carattere residuale: sono misure

afflittive non consistenti in sanzioni penali o civili irrogate nell’esercizio di potestà

amministrative, come conseguenza di un comportamento assunto da un soggetto in

violazione di una norma o di un provvedimento amministrativo, irrogate al responsabili cui

l’illecito è imputato. Illecito amministrativo: violazione del precetto (riserva di legge). Le

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sanzioni seguono: principio di legalità, irretroattività e divieto di analogia. Tassatività delle

sanzioni. Sono:

- sanzioni ripristinatorie o afflittive;

- pecuniarie o interdittive;

- disciplinari;

- accessorie.

5. potere di ordinanza (in caso di necessità e urgenza. La legge non predetermina il contenuto

della statuizione in cui il potere può concretarsi) di necessità ed urgenza.

ordinanze

6. poteri di pianificazione e programmazione: complesso di atti mediante i quali

l’amministrazione previa valutazione di una situazione nella sua globalità individua le

misure coordinate per intervenire in un dato settore.

7. poteri strumentali (pareri, proposte, atti di controllo, atti dichiarativi): atti dichiarativi

attribuiscono certezza legale ad un dato precludendo ai consociati di assumere che il dato sia

diverso da come è raffigurato nell’atto. (atti di certazione erga omnes: certificati, attestati;

dichiarazioni sostitutive di certificazione o dell’atto di notorietà).

Fatti, atti, negozi rilevanti per il diritto amministrativo:

- decorso del tempo: il potere è imprescrittibile: può solo decadere limitatamente al

caso. Il diritto soggettivo si prescrive. I beni demaniali non sono usucapibili;

- rinuncia: con effetto traslativo o estintivo. Il potere è irrinunciabile; il diritto

soggettivo è rinunciabile. Non sono rinunziabili i diritti di libertà (poteri).

Irrinunciabile è l’interesse legittimo (segue il potere) ma rinunciabile è l’azione

collegata all’interesse legittimo.

Norme che disciplinano l’azione amministrativa non risolvono conflitti intersoggettivi (norme di

relazione): norme di azione. Possono provenire da legge ma anche dall’amministrazione stessa.

Possono rimanere spazi di scelta discrezionale pura.

Fonti delle norme di relazione: Costituzione, legge o atti ad essa equiparati.

Il giudice ordinario sindaca la violazione delle norme di relazione (perché c’è tutela di diritto

soggettivi).

Se l’amministrazione viola quelle norme pone in essere un comportamento che non è espressione di

un potere ed è nullo (carenza di potere).

Norme d’azione: il giudice amministrativo (perché tutela interesse legittimo). Il potere c’è ma è

stato esercitato in maniera non corretta (cattivo esercizio del potere annullabilità).

Fonti comunitarie: regolamenti e direttive.

Potere-dovere di disapplicare la norma interna contrastante riguarda anche il giudice

amministrativo. Per lo più si tratta di norme d’azione (sindacabilità da parte del giudice

amministrativo e annullabilità dell’atto difforme).

Fonti soggettivamente amministrative: regolamenti emanati da organi amministrativi (di Stato,

regione, ente pubblico) titolari del potere normativo, consistente nella possibilità di emanare norme

generali e astratte.

Legalità: conformità formale = deve trovare fondamento in una legge generale.

Stato:

Regolamenti governativi:

a. esecutivi: pongono norme di dettaglio;

b. attuativi e integrativi: sviluppano i principi posti dalla legge;

c. indipendenti: in mancanza di disciplina legislativa;

d. disciplinanti organizzazione e funzione delle amministrazioni (sia esecutivi che attuativi);

e. di delegificazione: disciplinano materie in deroga alla disciplina della legge;

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f. ministeriali e interministeriali: trovano fondamento in una legge che conferisca loro il

potere.

Regione:

Regolamento regionale: art. 117 comma 6: competenza generale residuale.

Altri enti pubblici:

Statuti e regolamenti (soprattutto degli enti locali).

Statuto: supremazie sui regolamenti. Ma non può essere così dettagliato da comprimere la riserva di

regolamento.

CAPITOLO 6:

il procedimento amministrativo è stato definito “forma della funzione”: è la forma esteriore con la

quale si manifesta la fase dell’azione amministrativa.

l. 241/1990: norma in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti

amministrativi.

Principi enunciati dalla l. 241/1990:

- economicità dell’azione amministrativa (conseguimento degli obiettivi con il

minor impiego possibile di mezzi personali, finanziari e procedimentali non

aggravamento del procedimento);

- efficacia (rapporto tra obiettivi prefissati e obiettivi conseguiti);

pubblicità e trasparenza (attraverso diritto di accesso ai documenti

amministrativi, partecipazione al procedimento, motivazione del provvedimento,

pubblicazione degli atti);

- richiamo mobile ai principi dei diritto comunitario.

Fasi del procedimento:

1. fase preparatoria (atti preparatori all’emanazione del provvedimento);

2. fase decisoria (emanazione dell’atto con efficacia costitutiva);

3. fase integrativa dell’efficacia (eventuale).

Fanno parte del procedimento gli atti endoprocedimentali e quelli di controllo.

Rapporti tra procedimenti:

- subprocedimentali: alcuni procedimenti sono fase di quello principale;

- connessi: l’atto conclusivo di un procedimento condiziona l’esercizio del potere

che si svolge in altro procedimento;

presupposizione (dichiarazione di utilità rispetto all’emanazione del decreto di

esproprio);

consecuzione: il privato deve ottenere per una certa attività distinti provvedimenti

non connessi giuridicamente ma attinenti al medesimo bene della vita.

Procedimento: istanza di parte o d’ufficio.

Istanza di parte è atto d’impulso di un privato (istanza in senso proprio), o di un soggetto pubblico

diverso dall’amministrazione cui è attribuito il potere, o da organo diverso da quello competente a

provvedere (sono atti amministrativi : - proposta (vincolante o no) è atto d’iniziativa con contenuto

valutativo con cui si suggerisce l’esplicazione di una certa attività; - richiesta è atto di iniziativa

(sollecito) consistente in una manifestazione di volontà).

Tutte tranne la proposta non vincolante fanno sorgere un dovere di provvedere.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti per l'esame di Diritto amministrativo del professor Pugliese sul concetto di Amministrazione Pubblica, l'Amministrazione Pubblica del diritto privato, disciplinata dal Codice civile: un'attività che determina la costituzione di status, la capacità, i rapporti di diritto privato (es. mediante trascrizioni, registrazioni, documentazioni), i molti reati penali che sono diventati illeciti amministrativi.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Pugliese Francesco.

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