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Diritto amministrativo - gli Enti pubblici Appunti scolastici Premium

Appunti per l'esame di Diritto amministrativo del professor Pugliese sulla parte relativa agli Enti pubblici che sono i soggetti di diritto pubblico nei quali si articola l’amministrazione in senso soggettivo. Questi sono dotati di capacità giuridica e quindi idonei ad essere titolari di poteri amministrativi.

Esame di Diritto amministrativo docente Prof. F. Pugliese

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giurisdizionale. Si distingue tra autotutela che si esprime mediante l’adozione di

provvedimenti (c.d. decisoria: ad es. annullamento) e quella che consiste nel compimento di

operazioni (c.d. esecutiva: ad es. demolizione di opere abusive). L’autotutela costituisce

l’esercizio di funzione amministrativa attiva, onde essa deve obbedire alle regole generali di

siffatta funzione, in base alle quali occorre sempre la dimostrazione dell’esistenza di un

interesse pubblico attuale all’emanazione dell’atto, ovvero all’assunzione delle misure di

autotutela. Il solo presupposto che un provvedimento sia illegittimo non è dunque sufficiente

a giustificare l’esercizio dell’autotutela su quell’atto. L’autotutela costituisce poi esercizio di

un potere discrezionale nel corso di un procedimento che inizia d’ufficio e non ad istanza di

parte. Nel senso che il diritto comunitario impone all’amministrazione di riesaminare, a

seguito di richiesta di parte, una decisione definitiva.

- Le persone fisiche legate da un rapporto di servizio agli enti pubblici sono assoggettate ad

un particolare regime di responsabilità penale, civile e amministrativa.

- Gli enti pubblici sono tenuti al rispetto dei principi applicabili alla pubblica

amministrazione.

- Gli enti pubblici possono utilizzare procedure privilegiate per la riscossione delle entrate

patrimoniali dello Stato (ingiunzione al pagamento, notificata al debitore, che può proporre

opposizione al giudice ordinario entro 30 giorni).

- Gli enti pubblici sono assoggettati a particolari rapporti o relazioni (con lo Stato, la regione

o il comune, a seconda dei casi), la cui intensità varia in ragione dell’autonomia dell’ente.

Autotutela, autonomia e autarchia non vanno confusi con autodichia e autogoverno:

- l’autodichia consiste nella possibilità, spettante ad alcuni organi costituzionali, in ragione

della loro peculiare indipendenza, di sottrarsi alla giurisdizione degli organi giurisdizionali

comuni, esercitando la funzione giustiziale relativamente alle controversie con i propri

dipendenti (riconosciuta a Camera, Senato, Corte costituzionale);

- l’autogoverno indica la situazione che ricorre nelle ipotesi in cui gli organi dello Stato siano

designati dalla collettività di riferimento, anziché essere nominati o cooptati da parte di

autorità centrali.

Classificazione degli enti:

in ordine alla finalità perseguita si distingue tra enti con compiti di disciplina di settori di attività;

enti con compiti di promozione; enti con compiti di produzione di beni e servizi in forma

imprenditoriale; enti con compiti di erogazione di servizi pubblici.

In basi ai poteri attribuiti si differenziano gli enti che posseggono potestà normativa da quelli che

fanno uso della sola capacità di diritto privato.

In ordine alla modalità con la quale viene organizzata la presenza degli interessati negli organi

dell’ente si annoverano: - enti a struttura istituzionale (la nomina degli amministratori è determinata

da soggetti estranei all’ente. Si tratta di enti (tipo INPS) che pongono la destinazione di un

patrimonio alla soddisfazione di un interesse); - enti associativi (i soggetti facenti parte del corpo

sociale determinano le decisioni fondamentali dell’ente: vi è il fenomeno dell’autoamministrazione.

Sono caratterizzati dalla presenza di un’assemblea).

La classificazione più importante è quella effettuata dal legislatore:

1. la Costituzione contempla all’art. 5 gli enti autonomi (autonomie locali) e all’art. 100 gli

enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Inoltre università, istituzioni di alta cultura e

accademie, possono darsi ordinamenti autonomi nel limiti stabiliti dalla legge (art. 33). la

legge ha di recente introdotto la categoria delle autonomie funzionali, o enti locali

funzionali, per indicare quegli enti ai quali possono essere conferiti funzioni e compiti

statali: scuole, camere di commercio, università. Si tratta di enti ai quali non è riferibile

l’autonomia di indirizzo politico e la cui autonomia, anche organizzativa, è così accentuata

da consentire l’attribuzione a loro favore di poteri direttamente da parte dello Stato.

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2. altra categoria ricavabile dal diritto positivo è quella degli enti pubblici economici. Sono

titolari di impresa e agiscono con gli strumenti di diritto comune. La tendenza legislativa più

recente è quella di trasformarli in società per azioni. Spesso rappresentano una tappa

intermedia in vista della privatizzazione delle aziende autonome (amministrazioni

caratterizzate dal fatto di essere incardinate presso un ministero e di avere ciò nonostante,

una propria organizzazione, separata da quella ministeriale. Svolgono in genere attività

prevalentemente tecnica, amministrano in modo autonomo le relative entrate, dispongono di

capacità contrattuale e sono titolari di rapporti giuridici, pur non avendo un proprio

patrimonio. a livello regionale ricordiamo le Asl), le quali, prima della trasformazione in

società per azioni, vengono trasformate in enti pubblici economici. All’interno degli enti

pubblici economici si distinguono quelli che svolgono direttamente attività produttiva di

beni e servizi da quelli che detengono partecipazioni azionarie, ad es. Iri e Eni. A differenza

degli altri enti pubblici, il rapporto di lavoro dei dipendenti degli enti pubblici economici è

sa sempre di diritto privato, e come tale sottratto alla giurisdizione del giudice

amministrativo. Tali enti sono sottratti al regime fallimentare.

3. enti statali non economici (parastatali). Disciplinati con la l. 70/1975 (che esclude

università, camere di commercio e ordini professionali). Tale legge divide in sette categorie:

enti che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e assistenza; enti preposti a settori di

pubblico interesse; enti preposti ad attività sportive, turistiche e del tempo libero; enti di

assistenza generica; enti di promozione economica; enti scientifici di ricerca e

sperimentazione; enti culturali e di promozione turistica. Ricompresso tra gli enti parastatali

è il Coni.

4. enti a struttura associativa: sono presi in considerazione dalla legge al fine di sottrarli

all’estinzione pura e semplice, in ragione del fatto che la formazione sociale di cui essi sono

esponenti non può cessare di esistere. Enti a struttura associativa, ad appartenenza

necessaria, sono gli ordini e collegi professionali, esponenziali della categoria di

professionisti che realizzano l’autogoverno della categoria stessa. Raggruppano individui

che svolgono peculiari attività professionali. Ancora di tipo associativo sono le camere di

commercio, industria, artigianato e agricoltura: svolgono funzioni di interesse generale per il

sistema delle imprese. Sono enti ad appartenenza necessaria, a competenza territorialmente

delimitata.

5. enti territoriali: (comuni, province, città metropolitane, regioni e Stato) ente è

politicamente rappresentativo del gruppo stanziato sul territorio e opere tendenzialmente

nell’interesse di tutto il gruppo. Solo gli enti territoriali possono essere titolari di beni

demaniali, posti al servizio di tutta la collettività.

6. enti monofunzionali: enti pubblici non territoriali, esponenziali di gruppi sociali, con

finalità di perseguimento di interessi settoriali e non generali come quelli territoriali.

Relazioni intersoggettive tra enti:

1. strumentalità strutturale e organizzativa di un ente, stabilita dalla legge, nei confronti di un

altro ente, nella quale il primo viene rivestire una posizione simile a quella di un organo.

Questa situazione implica che l’ente principale disponga di una serie di poteri di ingerenza

(direttiva, indirizzo, vigilanza, approvazione degli atti e verifica) nei confronti dell’ente

subordinato.

2. enti che svolgono un’attività rilevante per un altro ente pubblico territoriale, in particolare

per lo Stato: strumentalità meno marcata per posizione di maggiore autonomia.

3. enti che non si pongono in relazione di strumentalità con lo Stato o altro ente pubblico.

Poteri: 3


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AUTORE

nadia_87

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nadia_87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Pugliese Francesco.

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