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AMMINISTRAZIONE STATALE PERIFERICA

Al vertice di ogni ufficio periferico è presente un dipendente del ministero, mentre la difesa in

giudizio e le funzioni consultive spettano allo avvocature distrettuali dello Stato.

Vi è un organo periferico che, storicamente, ha assunto un ruolo prevalente nell’ambito provinciale:

il prefetto (organo del ministero dell’interno, preposto all’ufficio territoriale del governo, chiamato

sia a rappresentare il potere esecutivo nella provincia, sia più in generale, a svolgere funzioni di

tramite tra centro e periferia, soprattutto in forza dei compiti di controllo sugli enti locali ad esso in

passato attribuiti. Col tempo il prefetto ha perso molte delle sue funzioni).

Le prefetture sono state trasformate in Prefetture-uffici territoriali del governo, a cui sono

preposti i prefetti. Tali uffici, mentre mantengono tutte le funzioni di competenza delle prefetture,

assicurano l’esercizio coordinato dell’attività amministrativa degli uffici periferici dello Stato e

garantiscono la leale cooperazione dei medesimi con gli enti locali.

REGIONI

Hanno diritto a partecipare alla formazione degli atti normativi comunitari e dispongono di potestà

legislative e amministrative.

L’art. 117 Cost. prevede la potestà legislativa regionale concorrente relativamente ad alcune materie

e stabilisce che alle regioni spetta la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non

espressamente riservata alla legislazione dello Stato. Le regioni esercitano altresì, funzioni

amministrative conferite ad esse per assicurarne l’esercizio unitario sulla base dei principi di

sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza (si consideri che in linea di massima tutte le funzioni

amministrative sono attribuite ai comuni). Rimangono peraltro poteri di indirizzo allo Stato stesso.

Quanto ai limiti che le regioni incontrano nell’esercizio delle funzioni amministrative va osservato

che fin dalle prime leggi che ne hanno attuato il trasferimento alle regioni, è stato configurato un

potere governativo di indirizzo e coordinamento, attinente ad esigenze di carattere comunitario.

L’art. 118 prevede che la legge statale disciplini forme di coordinamento tra stato e regioni nelle

materie dell’immigrazione e dell’ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia

amministrativa locale.

Un impulso al perfezionamento del sistema regionale fa attuato dalla l. 59/1997 contenente delega

al governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali per la riforma

della p.a. e per la semplificazione amministrativa. Tale legge mirò a realizzare una localizzazione

territoriale delle funzioni e dei compiti amministrativi in ragione della loro strumentalità rispetto

agli interessi della collettività. La legge utilizzò il termine conferimento, comprensivo di vari istituti

mediante i quali funzioni e compiti potevano essere assegnati a regioni, comuni, province,

comunità montane e altri enti locali: trasferimento, delega e attribuzione.

La l. 59/1997 si ispira in primo luogo al principio di sussidiarietà.

È previsto un potere sostitutivo in relazione ai compiti e alle funzioni spettanti alle regioni e agli

enti locali in caso di accertata inattività che comporti inadempimento agli obblighi derivanti

dall’appartenenza all’Unione europea o pericolo di grave pregiudizio agli interessi nazionali

(sostituzione non solo in caso di funzioni delegate ma anche attribuite originariamente alla regione).

Il nuovo testo dell’art. 120 Cost. disciplina il potere sostitutivo del governo nei confronti degli

organi delle regioni, delle città metropolitane, delle province e dei comuni nel caso di mancato

rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di grave pericolo per

l’incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedano la tutela dell’unità giuridica o

dell’unità economica e in particolare e in particolare la tutela dei livelli essenziali territoriali dei

governi locali.

La normativa ordinaria prevede che il decentramento avvenga anche da parte delle regioni a favore

di province, comuni e altri enti locali: la l. 59/1997 stabilisce che la regione conferisce a tali ultimi

enti tutte le funzioni che non richiedono esercizio unitario a livello regionale.

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I rapporti tra Stato e regione devono essere improntati al principio della leale cooperazione.

Sul piano organizzativo è stata prevista la figura del Rappresentate dello Stato per i rapporti con il

sistema delle autonomie; è stata istituita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, la

regione e le province autonome; e la Conferenza Stato-città-autonomie locali.

A garanzia dell’autonomia costituzionalmente riconosciuta alle regioni, il potere di annullamento da

parte del governo non è esercitatile nei confronti degli atti amministrativi regionali.

La l. 3/2001 ha poi abrogato i controlli del governo sugli atti amministrativi.

Per quanto attiene al controllo sugli organi, il consiglio regionale può essere sciolto e il presidente

rimosso, con decreto del presidente della Repubblica quando abbiano compiuto atti contrari alla

Costituzione o gravi violazioni di legge; nonché per ragioni di sicurezza nazionale.

Le regioni poi hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Dal principio di autonomia

finanziaria deriva che la regione ha un bilancio autonomo rispetto a quello statale.

L’organizzazione regionale:

- il consiglio regionale esercita le potestà legislative e le altre funzioni ad esso conferite dalla

Costituzione e dalle leggi;

- la giunta regionale: è l’organo esecutivo; esercita potestà regolamentare e dispone di poteri

d’impulso e di iniziativa legislativa;

- il presidente della giunta regionale rappresenta la regione; dirige la politica della giunta e ne

è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni

amministrative delegate dallo Stato alla regione, conformandosi alle istruzioni del governo

della Repubblica.

Ai sensi dell’art. 123 Cost. la forma di governo di ciascuna regione è determinata dallo statuto.

Atteso che la regione dispone anche di funzioni amministrative, esiste anche un apparato

amministrativo regionale, che si distingue in centrale (strutturato per assessorati o dipartimenti) e

periferico.

GLI ENTI LOCALI

I comuni, le province e le città metropolitane rappresentano ulteriori livelli di autonomia

riconosciuti espressamente dalla Costituzione. Essi sono, al apri delle regioni, enti autonomi con

propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione (art. 114).

La disciplina della legislazione elettorale, degli organi di governo e delle funzioni fondamentali

spetta alla legislazione esclusiva dello Stato, evitando così che la regione possa intervenire con

legge comprimendone l’autonomia.

Il sistema locale si fonda sulla tipicità degli enti territoriali, i quali sono soltanto quelli contemplati

dalla Costituzione, e sulla uniforme disciplina di province e comuni.

L’art. 118 Cost. dispone che le funzioni amministrative sono attribuite ai comuni salvo che, per

assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a province, città metropolitane, regioni e Stato, sulla

base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

La legge sulle autonomie locali (l. 142/1990) ha riconosciuto potestà statuaria a comuni e province.

Il Tu enti locali dispone che i comuni e le province hanno autonomia statuaria, normativa,

organizzativa ed amministrativa ; nonché autonomia impositiva e finanziaria nell’ambito dei propri

statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica.

Sono stati eliminati i controlli necessari sugli atti degli enti locali. Sopravvive alla riforma

costituzionale, trovando nuovo fondamento nell’art. 120 Cost. l’annullamento straordinario

governativo.

Il controllo sugli organi, in quanto espressione del momento di unitarietà proprio dell’ordinamento

complessivo, spetta allo Stato. La normativa attribuisce il potere di scioglimento dei consigli

comunali e provinciali in capo al Presiedente della Repubblica per: compimento di atti contrari alla

Costituzione o gravi violazioni di legge; gravi motivi di ordine pubblico; impossibilità di assicurare

il normale funzionamento degli organi e dei servizi per dimissioni, impedimento permanente,

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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto amministrativo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Pugliese Francesco.

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