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Diritto amministrativo: Attività discrezionale e attività vincolata

Sindacato del giudice amministrativo

Consigliere Roberto Politi (14 febbraio 2014)

La discrezionalità tecnica

L'accertamento tecnico discrezionale valuta la presenza di un elemento sulla base di criteri psicologici, logici o altro, al fine dell'applicazione di una norma. Si veicola l'espansione di diritti fondamentali come quello al lavoro. È definita tecnica perché il tipo di valutazione è una valutazione definita tecnico discrezionale. Queste valutazioni non si fanno tramite una valutazione strettamente giuridica ma richiedono un apprezzamento che necessita della cognizione di elementi che hanno carattere tecnico come conoscenze scientifiche, mediche, artistiche, ecc.

Quando queste conoscenze entrano nel percorso logico attraverso cui si esprime la pubblica amministrazione (PA), essa esercita un potere c.d. discrezionale tecnico.

Non si può fare a meno di affrontarne la collocazione raffrontandoli con la c.d. discrezionalità pura. La PA è dotata di poteri penetranti il cui conferimento e o da parte della PA è diretto ad un interesse pubblico. L'esercizio del potere può certe volte essere vincolato da alcuni parametri e altre volte può avere uno spazio più o meno grande di decisione il cui riempimento è rimesso all’amministrazione stessa.

L'esercizio del potere non può prescindere da certi parametri. In altre ipotesi questo potere avviene attraverso una scelta che la PA deve compiere tra più soluzioni alternative. Ossia tutte soluzioni idonee a conseguire lo stesso risultato.

L’attività della PA non è libera neanche nel suo svolgimento. Ha anche l'obbligo di raggiungere l'interesse pubblico nel miglior modo possibile. La scelta non è libera nel fine ma parzialmente libera nel percorso che porta al fine perché se è vero che la PA può seguire alcuni percorsi, deve anche dimostrare di aver scelto la strada migliore per garantire il miglior risultato possibile tra quelli della PA.

La discrezionalità è essenzialmente una scelta. Ci sono ipotesi nelle quali l’amministrazione deve esercitare una scelta che non possa prescindere dalla presenza di conoscenze di carattere non giuridico.

L'applicazione di concetti giuridici indeterminati include nozioni non strettamente giuridiche. Ciò che caratterizza la discrezionalità tecnica è che la scelta dell’amministrazione passa attraverso nozioni, cognizioni conoscenze non giuridiche. La discrezionalità tecnica non è solo individuare quel tipo di sfera o cognizione.

Discrezionalità mista

In effetti, la discrezionalità tecnica di tutto tiene in considerazione meno valutazioni di carattere strettamente giuridico. Altrimenti, sono strumenti ad un apprezzamento tecnico. La discrezionalità tecnica è quella più forte di cui è dotata la PA perché il giudizio su di questa è molto limitato. Nella decisione delle controversie che coinvolgono la discrezionalità tecnica, l'ambito espansivo del sindacato giurisdizionale c’è nella forma.

È precluso al giudice il sindacato di merito, quindi la sostituzione della PA, laddove non sia previsto dalla legge.

Motivazione e trasparenza

Perché è sbagliato identificare la discrezionalità tecnica con il merito? L’amministrazione, in ogni caso, al fine di conseguire trasparenza, deve motivare ogni sua decisione. La discrezionalità tecnica non si identifica col merito amministrativo non valutabile dal giudice perché è vero che il giudice non può sostituirsi all’amministrazione ma...

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Scienze giuridiche IUS/10 Diritto amministrativo

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