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- Principio, in realtà un diritto, all'accesso alle informazioni ambientali e il diritto di partecipazione

a scopo collaborativo, art 3Sexies.

Analisi Art 3TER - principio dell'azione ambientale:

- Primo principio posto alla base dell'azione ambientale (principio di precauzione): si combina

strettamente con un altro principio (principio di prevenzione o dell'azione preventiva), ma i due

sono accomunabili ma ben distinti, perché sono preordinati a una tutela preventiva

dell'ambiente, e quindi stanno alla base di tutte le azioni e provvedimenti in cui la finalità è

prevenire il danno all'ambiente, ed eventualmente intervenire in modo rapido ed efficace nel

caso in cui sorgessero dei primi danni all'ambiente. Quando entra in gioco il principio di

prevenzione, il rischio di conseguenze dannose sull'ambiente o sulla salute di una determinata

azione o intervento, è scientificamente o statisticamente prevedibile. La differenza con il

principio di precauzione è data da quando la scienza, tecnica o statistica, non sono in grado di

fornirci delle risposte, quindi c'è assoluta incertezza scientifica circa il rischio del danno che sarà

causato all'ambiente o alla salute pubblica. In entrambi i casi però l'applicazione corretta di

questi principi impone l'adozione di misure di cautela per impedire il verificarsi di conseguenze

dannose per l'ambiente o per la salute (richiamano la necessità dell'intervento pubblico, ma si

tengono ben distinti per il lato conoscitivo scientifico). Nel campo ambientale sono moltissimi i

casi in cui si deve ricorrere al principio di precauzione (caso organismi geneticamente modificati;

estrazione idrocarburi; terremoto Aquila). Come tutti i principi generali operanti in ambito

ambientale, anche il principio di precauzione origina nel diritto internazionale (dichiarazione Rio,

1992, secondo il principio n 15 "gli Stati, a seconda delle loro possibilità, devono applicare

largamente misure di precauzione per proteggere l'ambiente. In caso di rischio di danni gravi e

irreversibili, l'assenza di certezze scientifiche non deve servire da pretesto per ritardare

l'adozione di misure concrete per prevenire il danno ambientale."; prima enucleazione nel

principio n 11 della Carta mondiale della natura del 1892, in caso di dubbio queste due

dichiarazioni impongono agli Stati di non consentire lo svolgimento di una determinata attività o

condotta - interpretazione verde o massimalista dell'applicazione di questo principio, a cui si

alterna una versione minimalista (livello comunitario/europeo), introdotto nel 1992 dal trattato di

Maastricht, inserito tra i principi che ispirano le politiche comunitarie in materia ambientale.

Comunicazione della commissione europea del 2000: si afferma che trova applicazione in tutti i

casi in cui una preliminare valutazione scientifica obiettiva, indica che vi sono ragionevoli motivi

di tenere possibili affetti nocivi sull'ambiente e sulla salute degli esseri umani, animali e piante).

Direttiva sull'esposizione dei lavoratori dai rischi derivanti dai campi elettromagnetici (2004),

direttiva sulla registrazione e autorizzazione delle sostanze chimiche (2006), normativa sui

microorganismi GM (1998) e sugli OGM (2001). Art 301-304: nel primo "qualora emergano

pericoli, anche solo potenziali, per la salute umana e per l'ambiente, deve essere assicurato un

elevato livello di protezione. Il rischio dovrà essere individuato a seguito di una preliminare

valutazione scientifica. Tutti gli operatori che intervengono nel caso di insorgenza di danno

ambientale, sono tenuti a darne comunicazione alle autorità pubbliche" e su questa base

interviene il 304 che autorizza in questi casi il ministero dell'ambiente ad adottare misure di

prevenzione", quindi il potere di ordinanza (contingibili o urgente) del ministro dell'ambiente.

Cerca di tenere insieme da un lato il potere discrezionale della pubblica amministrazione,

ponderando gli interessi in gioco e intervenendo in via cautelativa, e dall'altro lato svolge una

funzione di integrazione tra scienza (compete la valutazione oggettiva sul rischio della salute e

dell'ambiente) e diritto (Pubblica amministrazione di valutare quello che è il grado di accettabilità

del rischio, cioè il grado di rischio che ogni cittadino è disposto a tollerare).

Applicazione principio di precauzione: 1. Nelle politiche energetiche: politiche energetiche

contrapposte con le politiche ambientali (integrate dal principio dello sviluppo sostenibile) -

estrazione di idrocarburi (soddisfacimento interessi energetici, pubblici), sfruttamento del

giacimento minerario del Paese che si realizza attraverso attività economiche volte alla

prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. L'Italia consuma mediamente annualmente

93 milioni di tonnellate di petrolio, e 63,8 milioni di metri cubi di gas, la produzione annua

interna per questo fabbisogno si attesta intorno ai 5,4 milioni di tonnellate di petrolio e 8,5

miliardi di metri cubi di gas. Il fatturato totale delle imprese è pari a 7,3 miliardi di euro, il

settore conta 120 società attive e 65 mila occupati. La produzione di concentra in 5 zone

dove si estrae on shore (dal sottosuolo) o off shore (nei fondali marini): Val padana (basso

Veneto/Romagna), Alto Adriatico, Abruzzo, Basilicata, Canale di Sicilia. Al 31 dicembre 2015

sono attivi 107 permessi di ricerca (=sono state fatte le perforazioni, ma con finalità di ricerca,

senza giacimento), 83 terra ferma, 24 in mare, e 188 concessioni (carattere 30ennale) di

coltivazioni (=giacimenti di idrocarburi), 119 in terra ferma, 69 mare. Dati forniti dal ministero

dello sviluppo economico: la ricerca ci garantirebbe un'autonomia energetica per 7 anni, se

sfruttassimo tutte le risorse disponibili. Come tutte le produzioni energetiche, impattano molto

sull'ambiente, quindi bisogna valutare, anche in termini di potenziali danni ambientali, qual'è il

prezzo da pagare per uno sconto nella bolletta energetica (interessi allo sviluppo produttivo

(art 43 - connessa alla situazione economica e sociale dell'ambiente), interessi alla

protezione dell'ambiente, entrambi connessi e tutelati dalla costituzione). Il custode del

principio di precauzione è il giudice: tecniche utilizzate per la ricerca di coltivazioni di

idrocarburi off shore, rispetto a cui la scienza è profondamente divisa a fronte di

un'innovazione tecnologica; mentre in passato per le attività di esplorazione dei fondali marini

(attività di ricerca di idrocarburi) veniva utilizzata come tecnica quella di onde sismiche

generate dall'esplosione di cariche esplosive; negli anni '70, viene sostituita con la tecnica air

gun (al posto delle cariche esplosive si emette aria compressa, che provoca delle forti onde

sonore; di conseguenza la fauna ittica (solo per una parte della scienza) diventa sorda, perde

sensi, orientamento e muoiono - spiaggiamento dei cetacei, costa Adriatica), c'è incertezza

scientifica e si applica il principio di precauzione: il giudice amministrativo è intervenuto e ha

stabilito come declinare questo principio, ricordando che a fronte dell'incertezza scientifica

sia sufficiente il riferimento al potenziale impatto ambientale per impedire il rilascio delle

autorizzazioni (versione massimalista); in Abruzzo il giudice ha ritenuto illegittima la

valutazione di impatto ambientale, applicata ad una istanza di permesso di prospezione di

ricerca degli idrocarburi nei fondali marini (privato: multinazionale inglese che chiede

permessi, che vengono annullati dal consiglio di Stato, per mancanza di pubblicazione su

quotidiani regionali nelle Isole Tremiti (PU), pubblicandole solo in Abruzzo) - il consiglio di

Stato ha dichiarato che "la tecnica dell'air gun, ha conseguenze anche a distanza (quindi

nelle Tremiti che è area protetta)...è sufficiente il riferimento al potenziale rischio di un danno

ambientale per non rilasciare le autorizzazioni"; 2. Possibile correlazione tra il verificarsi di

rischi sismici connessa alla ricerca delle coltivazioni di idrocarburi: Emilia Romagna - presenti

il 35% dei titoli abilitativi alla ricerca di zone per la coltivazione di idrocarburi, quindi

perforazione, ricerca e coltivazione; sono situati anche il 31% dei siti di stoccaggio di

idrocarburi (centri, depositi); in seguito al sisma del Maggio 2012, la regione Emilia Romagna

è investita della questione: il presidente adotta un'ordinanza, in quanto incaricato della

ricostruzione post sismica e nel 2012 istituisce una commissione internazionale composta da

esperti nella materia, incaricata di rispondere ai seguenti questiti "E' possibile che la crisi

emiliana sia stata innescata dalle ricerche nel sito di Rivara (sito su cui è partito il tutto)? È'

possibile che la crisi emiliana sia stata innescata da attività di sfruttamento o di utilizzo di

giacimenti minerari nel sottosuolo in tempi recenti e nelle immediate vicinanze della

sequenza sismica del 2012 (pone la questione della correlazione)?" In risposta al primo

quesito: la commissione scientifica ha negato la correlazione tra attività di ricerca ed effetti

sismici, ricordando che nessuna attività di esplorazione era stata fatta negli ultimi 3 anni. In

risposta al secondo: in relazione a questo quesito ha ritenuto che lo stato delle conoscenze

scientifiche e delle informazioni disponibili, al momento della consegna del rapporto da parte

della commissione internazionale alla regione Romagna (17 febbraio 2014), non permettono

di escludere, ma neanche di provare, la possibilità che le attività legate alla produzione di

idrocarburi potessero aver innescato l'attività sismica del 2012. Provvedimento che stipula un

accordo a rilevanza ambientale che preveda monitoraggio costante dei siti di ricerca e

coltivazione, che prevede un monitoraggio giornaliero i cui esiti devono essere visibili da tutti

i cittadini su abcavone.it.

14 Marzo 2016

GasLand sub ita 2010 Josh Fox

Oggi le sostanze chimiche che vengo iniettate nelle rocce per far uscire i gas tramite fratturazione

delle rocce, sono rese pubbliche a tutti.

Inquinamento elettromagnetico - principio di precauzione: l'esposizione alle onde

elettromagnetiche è stata inclusa tra le 4 principali emergenze mondiali. Si affermava che

l'esposizione alle onde elettromagnetiche forse cancerogene provoca evidenze di impatto sul

cervello e sul nervo uditivo. Le attuali conoscenze scientifiche indicano infatti una possibile

relazione tra campi elettromagnetici e il manifestarsi di patologie gravi (istituto mondiale della

sanità). In Italia e nel mondo gli studi sulle onde elettromagnetiche risultano incerti, incompleti e

contraddittori: tipico ambito di applicazione del principio di precauzione. L'Italia ha inserito la prima

normativa contro l'inquinamento elettromagnetico legge 36/2001 - legge quadro sulla protezione

all'esposizione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. In Europa è la direttiva 2004/40,

volta alla tutela dei lavoratori che sono esposti a rischi derivanti dall'esposizione a campi

magnetici. Attraverso la legge del 2001, il legislatore italiano, in mancanza di un'individuazione

certa nella materia magnetica ed elettromagnetica riguardo agli effetti, ma in presenza di studi

scientifici che evidenziano la potenziale pericolosità, è intervenuto ai fini di tutela stabilendo

standard e limiti con riferimento all'esposizione di campi elettrici e magnetici generati da elettrodotti

e fonti fisse.

Giudice - caso MUOS Sicilia - si trattava dell'installazione nel territorio di Niscesi (Caltanissetta) di

un sistema di connessione satellitare della base militare statunitense là situata. La regione ha

revocato nel 2013 l'autorizzazione rilasciata in precedenza, e che prevedeva appunto l'entrata in

funzione di questo meccanismo di rilevazione satellitare, in sede di rinnovo dell'autorizzazione

stessa, in cui la base USA chiedeva la possibilità di ampliare l'impatto. Ritenendo la propagazione

delle onde elettromagnetiche dannosa per persone e ambiente. Ha reagito il ministero della difesa,

che ha impugnato il provvedimento di revoca dell'autorizzazione, chiedendo al giudice

amministrativo in via cautelare almeno la sospensione della revoca: la revoca è stata giudicata

legittima dal TAR (giudice amministrativo in prima battuta) - ordinanza 469/2013 - affermando che

la priorità è l'assoluta prevalenza in questa materia del principio di precauzione, come riconosciuto

dal diritto dell'ambiente (art. 3 TER). Questo principio, afferma il giudice, è posto a presidio al

diritto alla tutela della salute e dell'ambiente, quindi nel caso specifico è posto a presidio della

comunità di Nisceni, quindi, fin quando non è assolutizzato che MUOS non è inquinante, la revoca

è considerata legittima. Ricorso in appello da parte del ministero della difesa (ancora non decisa) -

il Consiglio di giustizia amministrativa della regione siciliana con ordinanza del 26 febbraio 2016 ha

chiesto ancora testimonianza di verifiche costituendo una commissione ad hoc, chiamata ad

esprimersi entro il prossimo 14 Aprile 2016, allo scopo di misurare gli effetti dell'impianto di

comunicazione satellitare (valutazione rischio ambientale e sanitario da parte dell'ampliamento del

MUOS).

Giudice - caso sentenza corte cassazione sezione lavoro 12 ottobre 2012 n 17438 attraverso cui si

è confermata una sentenza del 10 dicembre 2009 n 614 a corte d'appello Brescia - per la prima

volta il giudice condanna l'INAIL in relaziona ad un caso di inquinamento elettromagnetico. Ricorso

relativo alla richiesta di indennità per malattia professionale di un dirigente d'azienda, ammalato di

tumore ai nervi cranici, per la lunga interferenza con cordless e cellulari.

Caso con tecniche agro ambientali di OGM e microorganismiGM - casi regolati dal diritto

comunitario: il quadro normativo europeo riguardo ai MGM è dato da due direttive:

- 1990 - direttiva n 219 - sull'impiego confinato di MGM. Direttiva 2009/41, abroga quella del 1990,

che nel mentre viene applicata dall'Italia con decreto legislativo 206/2001.

- 2009: ha stabilito che gli SM adottino tutte le tecniche necessarie in modo che gli MGM non

nuocciano alla salute. Gli sviluppi in campo biomedico e l'innovazione tecnologica in campo

medico indirizzano sempre di più la sperimentazione verso gli MGM.

OGM:

- Primo riconoscimento direttiva 1998/81, recepita dall'Italia con dec leg 206/2001. Abrogata da

2001/18, recepita con dec leg 224/2003.

- Il regolamento 1829/2003 su mangimi OGM: ha modificato la direttiva 2001/18 introducendo l'Art

26 BIS - gli SM possono adottare tutte le misure necessarie per evitare la presenza involontaria

di OGM in altri prodotti: misura introdotta per rispondere alla forte opposizione che si stava

diffondendo in Europa sull'utilizzo di OGM.

- In base a questa normativa comunitaria l'UE ha autorizzato 18 OGM, tra cui 14 piante, che sono

varietà di mais, colza e soia; dopo ha iniziato ha registrarsi un fronte anti OGM in Europa: nel

2015 è entrata in vigore una nuova direttiva n 412/2015, introducendo l'Art 26TER - ha

riconosciuto l'autonomia decisionale degli Stati membri per la coltivazione di OGM nel proprio

territorio, con Fini agricoli e commerciali; si ammette anche che questa scelta dello SM possa

avvenire anche in virtù di condizioni non necessariamente riconducili a cause ambientali e

sanitari, ma anche in relazione a fattori economici, di ordine pubblico, di pianificazione

urbanistica e territoriale: lo SM non ha bisogno di giustificare l'uso degli OGM. Questa

opposizione ha un suo capofila (FR): tra 1998 e 2004, non è stata rilasciata alcuna

autorizzazione alla coltivazione di prodotti OGM - fase di moratoria di fatto (SM fermi).

- Nel 2010 il Parlamento Europeo e il Consiglio adottano una decisione in relazione alla normativa

2001/18, che autorizza il commercio della patata OGM: autorizzazione generale di prodotti e

sementi OGM in commercio, inserite in un registro. Le norme nazionali, che hanno recepito la

normativa comunitaria, sulla base del principio di precauzione hanno previsto che la messa in

coltura dei prodotti OGM sia posta al vaglio e all'autorizzazione del ministero delle politiche

agricole, con i ministeri dell'ambiente e della salute. Nessuna per ora è mai stata rilasciata dal

nostro ministero delle politiche agricole.

- Dec legge 279/2004, legge n 5/2005: ha regolamentato la coesistenza dell'agricoltura

transgenica, convenzionale e biologica. La normativa ha introdotto anche una moratoria per le

coltivazioni OGM perché ha demandato alle regioni il compito di adottare i piani di coesistenza

tra le 3 diverse tecniche di coltivazione, dato che le regioni non hanno mai adottato piani di

coesistenza; le regioni sono rimaste inerti e in mancanza di adozione di questi piani, nessun

terreno italiano è stato ritenuto coltivabile con sementi OGM. Ci sono stati signori che non hanno

tollerato l'inerzia delle regioni, ritenendo la superiorità della normativa europea:

Silvano Dalla Libera: varietà Monsanto, mais mon 810, prodotta dalla Monsanto, nei territori

friulani. N 283: il giudice amministrativo annuncia l'obbligo del ministero delle politiche

agricole di rilasciare l'autorizzazione per le varietà mon 810 di mais, iscritte al catalogo

comune europeo. Da adottare il provvedimento entro 90 gg. Il giudice amministrativo è

entrato nel merito di rifiuto di istruttoria: il provvedimento ministeriale infatti, attraverso cui il

ministero delle politiche agricole aveva risposto al Dalla Libera, prevedeva che sarebbe stato

insensato procedere all'istruttoria, prima che la regione attuasse il piano di coesistenza. La

mancata adozione da parte delle ragioni del piano di coesistenza non può però essere

addotta quale causa del mancato rilascio dell'autorizzazione: in adempimento degli obblighi

passato in giudicato, dec ministeriale 2010 - respinge la richiesta di autorizzazione, per

inerzia del ministero. Dalla Libera ricorre contro il dec min che aveva negato il rilascio:

annullato con sentenza del tarlazio del giugno 2011 n 5532: il giudice amm ha detto che in

mancanza di un intervento regionale, è compito dello Stato (principio di sussidiarietà)

sostituirlo, inoltre i profili ambientali e sanitari della questione sono profili vagliati

attentamente a monte (dall'ord comunitario), che prima di inserire un OGM nel registro fa

attenti studi e ricerche.

Fidenato Giorgio: Ha direttamente coltivato, quindi viene confiscato il mais OGM prodotto nei

suoi terreni vicino a Pordenone; con un dec di condanna del giudice per le indagini

preliminari di Pordenone nel 2010 si procede alla confisca e alla distruzione del mais perché

privo dell'autorizzazione ministeriale richiesta per la coltivazione di prodotti OGM. Corte di

cassazione: con sentenza 11248/2012, afferma che l'autorizzazione ministeriale prevista

dalla nostra normativa del 2001, si pone quale provvedimento ulteriore e diverso rispetto

all'autorizzazione generale conseguita attraverso l'iscrizione del registro comunitario del tipo

di sementi OGM; l'autorizzazione ministeriale ha il solo obiettivo di vagliare, ponderare,

misurare la mancanza di eventuali pregiudizi che si possono creare alle altre coltivazioni,

dall'immissione di produzione di sementi OGM. L'autorizzazione generale agisce a livello

comunitario: giudica gli impatti sulla salute e sull'ambiente. Quindi il giudice nazionale

sospende la questione è la manda alla corte di giustizia, e in via pregiudiziale adotterà l'8

maggio 2013 un ordinanza in causa 542/12: il diritto dell'UE deve essere interpretato nel

senso che la messa in coltura di OGM non può essere assoggettata a una procedura di

autorizzazione nazionale dal momento che l'impiego e la commercializzazione è già stata

autorizzata a monte. Il diritto dell'UE non consente a uno SM di opporsi alla messa in coltura

sul suo territorio di detti OGM.

A livello europeo ci sono molte coltivazioni OGM, perché consente di trarre dei notevoli

vantaggi: prodotti più sicuri nel senso di raccolto, le sementi OGM hanno resistenza a insetti,

virus e hanno maturazione programmata che non risente di cambiamenti climatici. Spagna,


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in scienze politiche
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MarikaTFabbri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'ambiente e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Pizzanelli Giovanna.

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