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Diritti e libertà costituzionali

I diritti costituzionali nascono storicamente con l’avvento della rivoluzione francese. L’idea base del

costituzionalismo è di sottoporre il potere a delle regole Stato di diritto.

Le trasformazioni del XX secolo porteranno dei cambiamenti radicali per quanto riguarda i diritti

costituzionali che dovranno garantire - a differenza degli statuti del XVIII e XIX sec – l’effettivo godimento

di diritti riconosciuti tramite un impegno istituzionale atto alla rimozione degli ostacoli di ordine sociale ed

economico che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dell’essere umano.

Le prime tracce di riconoscimento del diritto risalgono all’epoca greco-romana, cristiana e medievale: basti

pensare all’influenza culturale della filosofia antica e del cristianesimo nell’affermazione del valore della

dignità umana e i primi embrionali princìpi dello Stato di diritto nei passi di Aristotele. Tuttavia non è

possibile affermare che si sia compiuta l’affermazione del diritto individuale con la tradizione classica e

antica.

Anche in epoca medievale non si è riscontrato il salto di qualità: con la Magna Charta Libertatum si inserisce

il concetto di “legge superiore alle altre” nella quale si esplicano i principali diritti e doveri dei sudditi nei

confronti del sovrano.

Ma è solo con il superamento dell’età feudale e con la fondazione di un nuovo ordine sociale, focalizzato

sulla centralità della persona, che si aprirà la strada per una nuova concezione di diritti individuali. Tale

trasformazione avviene alla fine del XVIII sec., grazie alla spinta dello sviluppo economico e industriale e

l’emergere di una nuova classe borghese.

Tuttavia lo sviluppo di nuovi diritti rimaneva ancora vincolato ad una piccola oligarchia alto-borghese.

Bisognerà attendere il XX secolo per estenderli unilateralmente a tutta la popolazione. (suffragio universale).

Le nuove costituzioni mirano a eliminare le diversità sociali e a promuovere l’integrazione tra gli uomini.

Adesso è la persona ad avere una posizione centrale, tutelando da una parte i suoi diritti individuali e

dall’altra affermando il principio di eguaglianza tra gli uomini.

Le costituzioni del secondo dopoguerra si sviluppano attorno ai concetti di:

- dignità

- libertà della persona

- codificazione/riconoscimento internazionale dei diritti individuali

La costituzione è un sistema di valori e diritti fondamentali che si condizionano, si rafforzano

reciprocamente ruotando attorno al concetto di “libertà” che agisce attraverso il “permesso”, “facoltà di”,

“potere di”, ecc.

Se il singolo non fosse in grado di esercitare effettivamente la propria libertà, allora questa avrebbe solo

mero valore formale; le Costituzioni invece pretendono di rimuovere quegli ostacoli che non consentono il

godimento di quelle libertà e quei diritti previsti sulla “carta”. Questo è l’approccio delle moderne

democrazie pluralistiche che si fondano sul riconoscimento e sulla garanzia dei diritti fondamentali. 1

Art.2 Cost. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle

formazioni sociali. Si stabilisce il principio supremo della libertà-dignità, in contrapposizione al principio

dello statuto albertino della “libertà-proprietà”. I diritti fondamentali entrano perciò in una nuova

dimensione, sconosciuta agli ordinamenti dell’800, come la partecipazione effettiva dell’individuo alla vita

sociale, politica ed economica del Paese.

I diritti inviolabili vengono elencati negli articoli successivi:

- art. 13: libertà personale

- art. 14: libertà di domicilio

- art. 15: libertà di comunicazione

- art. 24: diritto alla difesa

Secondo un’altra dottrina, l’art.2 invece va interpretato come un articolo “aperto”, che lascia spazio ad ogni

situazione di libertà emergente a valore costituzionale.

Si intendono nuovi diritti quelli non espressamente elencati nel dettato costituzionale. La corte cost ha

ribadito infatti che non esistono “nuovi” diritti al di fuori di quelli espressamente citati dalla carta. Eventuale

fondamento costituzionale di nuove situazioni di diritto, infatti, va ricondotto nella interpretazione delle

disposizioni costituzionali di cui sopra. È compito della legislazione ordinaria enucleare tali nuove situazioni

affinché vengano tutelate e, se necessario, elevarle a veri e propri diritti soggettivi.

Secondo una terza chiave di lettura, invece, si parla di nuovo diritto nel momento in cui esso possa essere

ricondotto a un diritto enumerato/specifico e riferibile al principio di libertà e dignità dell’uomo. Ecco quindi

che si parla non più di libertà fisica, ma psico-fisica dell’individuo.

L’art.2 prevede anche la garanzia dei diritti inviolabili. garanzia come elemento decisivo per definire uno

Stato.

Tra le modalità di garanzia il nostro ordinamento vi è la “riserva di legge”, strumento del Parlamento (e

quindi del Popolo) per disciplinare tali materie.

La riserve di legge può essere assoluta, come prevede l’art.13: la restrizione della libertà può verificarsi

solo nei casi e nei modi previsti dalla legge; relativa, in questo caso la Cost. richiede che i princìpi guida

nella disciplina siano fissati dalla legge, senza escludere l’intervento di regolamenti esecutivi, di attuazione e

integrazione. (es. il diritto di sciopero –art.40- deve esercitarsi nell’ambito delle leggi che lo regolano).

Altra forma di garanzia dei diritti è la riserva di giurisdizione: la libertà personale, di domicilio,

corrispondenza e stampa può essere limitata solo per atto motivato dell’autorità giudiziaria. Questa è una

forma di garanzia dettata dalla costituzione e data all’autorità giudiziaria la quale è del tutto indipendente dal

potere esecutivo e legislativo.

Tutti i diritti sono inoltre garantiti dalla possibilità – riconosciuta a tutti – di agire e difendersi in giudizio

(art. 24 – diritto di difesa) e ribadendo quindi l’indipendenza della magistratura (art. 101). 2

La garanzia dei diritti nei confronti della P.A. è assicurata sia attraverso rimedi giurisdizionali sia tramite il

controllo preventivo di legittimità (Corte dei Conti). La corte cost. inoltre controlla che la legislazione

ordinaria non violi il dettato costituzionale: nel corso degli anni , il giudice costituzionale ha fortemente

inciso nel campo dei diritti, attraverso un’attività interpretativa degli articoli della cost.

Art.3 principio di eguaglianza.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge. È un principio che condiziona

tutto l’ordinamento nazionale. Tale principio parte dalla dichiarazione francese dei diritti dell’uomo e del

cittadino (1789).

Importante è il comma 2 che recita il principio dell’uguaglianza sostanziale, ossia la rimozione di quegli

ostacoli di ordine economico e sociale che limitano l’uguaglianza e la libertà del cittadino).

L’interpretazione sistematica dell’art 2 e 10 c.2 sancisce che il riconoscimento di libertà inviolabili non è

applicabile limitatamente ai soli cittadini della repubblica, ma anche agli stranieri (il cui status è disciplinato

dalla legge e dai trattati internazionali). Anche gli stranieri possono così godere di tutti i diritti, ad eccezione

di quelli politici (elezioni).

Inoltre la cost. (art.10 c.3) prevede espressa tutela per lo straniero che nel paese di origine non può godere

dei diritti tutelati dalla carta costituzionale, offrendo asilo politico nel territorio della repubblica e vietandone

l’estradizione per motivi politici (ad esclusione del genocidio) o in quei paesi ove è prevista la condanna alla

pena di morte per il reato commesso.

L’introduzione della cittadinanza dell’Unione Europee prevede, per i cittadini membri UE, il diritto di

eleggere/essere eletti nel paese di residenza, limitatamente alle elezioni amministrative ed Europee.

Il principio di eguaglianza formale ha diversi significati.

1) eguaglianza davanti alla legge: essa si applica a tutti, tanto ai governanti quanto ai governati, senza

privilegi di classe e senza trattamenti differenziati.

2) Divieto di discriminazioni in base a:

sesso, ossia la repubblica promuove la parificazione e le opportunità di accesso alle cariche

o pubbliche delle donne, tutela della donna lavoratrice;

razza: divieto assai più rigoroso, di carattere assoluto che non incontra deroghe in alcun dettato

o costituzionale e legislativo.

Lingua: tutela delle minoranze linguistiche

o Religione: piena parità di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede religiosa che viene

o accostata al principio della laicità dello stato e dell’eguale libertà di tutte le confessioni davanti

alla legge. art 19 cost.: principio della libertà religiosa che prevede il diritto per tutti alla pari

professione della propria fede e libertà di non appartenere a nessuna di esse. La cost. rimanda ai

3

patti lateranensi il rapporto Stato-Chiesa, quindi ad una legge ordinaria del 1929 e, quindi, al

nuovo concordato del 1984. Ogni modifica deve cmq essere approvata consensualmente. Per le

altre religioni, invece, l’art 8 della cost. prevede che esse siano regolamentate con legge dello

Stato (quindi senza accordi bilaterali come con il Vaticano), ma con previa intesa con le

rispettive rappresentanze.

Opinioni politiche: divieto di privare il cittadino della propria capacità giuridica e della

o cittadinanza per motivi politici, il riconoscimento dell’uguaglianza del voto e divieto di

formazione del disciolto partito fascista (legge Scelba).

Condizioni sociali e personali.

o

Tali diritti si ritrovano tutti nei trattati europei.

Principio di eguaglianza sostanziale, invece, consiste nella liberazione dell’individuo dalle disuguaglianze di

fatto e quindi l’accesso agli effettivi diritti e possibilità di libertà di tutti. Tale programma di giustizia sociale

è delineato dalla cost. da diverse norme in favore dei soggetti più deboli.

Diritto soggettivo: potere di un soggetto fisico o giuridico di agire per soddisfare un proprio interesse

riconosciuto e tutelato dal diritto oggettivo. Si distinguono ulteriormente i diritti soggettivi assoluti (diritto

alla vita, salute, libertà di pensiero, religione, privacy, ecc.) e quelli relativi (esigono cioè la collaborazione

di una terza persona, si tratta in genere di diritti di credito).

Potere: possibilità attribuita ad un soggetto di modificare o estinguere un rapporto giuridico, ossia

comportamenti liberamente attuabili i quali, una volta compiuti, modificano la situazione inziale.

Facoltà: uno dei modi in cui può esercitarsi il diritto.

Potestà: potere-dovere di un soggetto nei confronti di un altro, atto a tutelare quest’ultimo (es. patria

potestà).

Permesso: possibilità di compiere liberamente un atto (es. possibilità di fumare all’aperto).

Interesse legittimo: pretesa alla legittimità dell’azione amministrativa, da parte di chi si trova in un

determinato rapporto con la P.A.

Libertà personali:

introduzione alle libertà personali art 13 cost. Diritto di disporre liberamente della propria persona senza

coercizioni fisiche compiute in assenza dell’autorità giudiziaria, intesa anche come integrità psicofisica.

Fanno parte delle libertà personali il diritto al nome, immagine, identità sessuale, libertà sessuale, diritto alla

vita, decoro, riservatezza, intimità…

Eventuali restrizioni alla libertà personale (detenzione, perquisizione e ispezione) possono essere disposte

solo dall’autorità giudiziaria competente nei modi previsti dalla legge. È comunque punita, sempre secondo

l’art 13 cost, ogni violenza fisica e morale sulle persone sottoposte a restrizioni di libertà. Anche la pena

detentiva ha comunque una sua funzione rieducativa con lo scopo finale del reinserimento nella collettività

dell’individuo. Sempre l’art 13 cost prevede dei limiti alla carcerazione preventiva, definita dal codice di

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procedura penale “custodia cautelare”, essa – inoltre – deve coniugarsi col principio di presunzione di

innocenza, fino all’emissione del verdetto del giudice. Ulteriori forme di limitazione alla libertà sono state

introdotte dalla c.d. legge “Bossi-Fini” per quanto riguarda l’immigrazione clandestina, che prevede

l’espulsione dello straniero illegale e la detenzione in centri di identificazione ed espulsione per il tempo

strettamente necessario. La corte cost tuttavia ha ritenuto illegittima l’aggravante della “clandestinità”,

ritenendo che l’art 13 cost deve essere applicato indistintamente a tutti, cittadini e non.

Libertà di domicilio. Art 14

Prolungamento della libertà personale e, solo in determinati casi, può essere violata, come ad esempio la

detenzione per obblighi sanitari.

Libertà di circolazione e soggiorno. Art 16

Libertà di circolare e soggiornare in qualsiasi parte del territorio nazionale, ad eccezione per i motivi sanitari

e di detenzione (sicurezza). Sono escluse quindi qualsiasi ragione politica (es. il confino dell’epoca fascista).

Lo stesso articolo garantisce altresì la libertà di espatrio. Tali libertà sono presenti anche a livello

comunitario.

Libertà e segretezza delle comunicazioni. Art. 15

Rientra in quell’elenco di valori costituzionali fondamentali e inviolabili. Si protegge in questo caso ogni

forma di comunicazione: verbale, scritta ed elettronica, tutelando sia il mittente che il destinatario. Le

limitazioni alla libertà e segretezza delle comunicazioni possono avvenire solo previa autorizzazione

giudiziaria.

Libertà di manifestazione del pensiero. Art 21

È riconosciuta a tutti la libertà di manifestare. Anche questo è uno dei diritti cardine dell’ordinamento

costituzionale. L’unico limite è quello del buon costume, che riguarda tutte le manifestazioni contrarie al

comune senso del pudore. Altri limiti impliciti derivano dalla limitazione di altri diritti: una manifestazione

che lede altri diritti non è accettabile, come ad esempio il diritto alla personalità, onore, reputazione,

riservatezza e diritto d’autore, segreto e segreto di stato ed – infine – il limite dell’ordine pubblico. È altresì

tutelata, all’interno dell’art 21, la libertà di informazione (di informare e di essere informati). pluralismo

delle informazioni. Caso della storia dell’emittenza radiotelevisiva, da monopolio a mercato aperto. A livello

comunitario riscontriamo gli stessi argomenti all’interno dell’art.10 della carta dei diritti fondamentali

dell’UE: libertà di pensiero, espressione, informazione (informare ed essere informati) e la disciplina

comunitaria delle comunicazioni elettroniche.

Non devono esistere quindi sistemi di censura per stampa e TV/Radio se non per esplicito intervento

dell’autorità giudiziaria 5

Libertà dell’arte e della scienza. Art 33

Un intervento statale in merito è previsto solo al fine di “promuovere” la cultura e non, quindi, di indirizzarla

a favore di uno schieramento politico piuttosto che un altro. Tale intervento deve essere limitato e misurato.

Quindi si è passati da una cultura politicizzata (epoca fascista) ad una “politica della cultura”. Il legislatore

ha previsto quindi anche un’ampia autonomia del corpo universitario: autonomia normativa (possibilità di

darsi degli ordinamenti propri), autonomia didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile.

L’autonomia e la libertà di arte/scienza è diretta sia verso l’esterno (verso direttive statali) che verso l’interno

(ossia la libertà del docente di scegliere il tipo di programma di insegnamento). Queste libertà, tuttavia,

incontrano molti limiti di interesse sempre costituzionale. Ad esempio, il diritto alla ricerca scientifica trova

il limite nel rispetto dell’integrità psico-fisica dei soggetti coinvolti. Sono incentivate le ricerche scientifiche

che mirano a migliorare il bene e la salute pubblica. Altri limiti alla ricerca scientifica riguardano la

protezione degli animali utilizzati a fini scientifici e la ricerca sugli embrioni.

È inserito all’interno dell’art 33 cost anche la libertà di insegnamento. La tutela della libertà di insegnamento

è strettamente legata a quello dell’arte e della scienza. Insegnamento inteso sia come libertà di insegnare che

di scegliere ciò che si vuole apprendere e le modalità. Per questo, lo Stato deve promuovere la cultura e un

sistema scolastico pluralistico che vada in contro alle esigenze della società. Lo stato deve incentivare

l’insegnamento pubblico laico e NON ostacolare quello religioso privato (ma comunque non può

finanziarlo).

La prima garanzia della libertà di insegnamento consiste nella modalità di selezione del corpo docente: lo

Stato deve predisporre normative di ingresso tramite concorsi pubblici fondati su criteri oggettivi,

escludendo la discrezionalità di scelta del personale dirigente. (eccezione per l’insegnamento della religione

cattolica).

Libertà collettive

Libertà di riunione. Art 17 cost

È riconosciuto il diritto di riunione, a condizione che esso si svolge in situazione pacifica e senza armi. Per

riunione si intende la compresenza di più persone in uno stesso luogo aventi uno scopo comune. La riunione

in luogo pubblico ha il solo limite di pre-avviso alla prefettura, per ragioni di ordine pubblico.

Libertà di associazione. Art 18 cost

(intesa anche in senso negativo, come libertà di NON associarsi). È il diritto di associarsi liberamente, senza

autorizzazione per fini che NON sono vietati dalla legge penale (es. ricostituzione del PNF, associazioni

segrete e paramilitari).

Libertà di associazione sindacale. Art 39 cost

È la libertà di istituire e di associarsi e NON associarsi a sigle di tutela del lavoro dipendente e privato. Tale

libertà è rafforzata dall’approvazione dello statuto dei lavoratori del 1970. Il compito delle sigle sindacali è

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni Internazionali
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher theweather10 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritti e libertà costituzionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Colapietro Carlo.

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