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La cittadinanza europea

La cittadinanza europea è stata istituita dal trattato di Maastricht, poi rinominato TUE, e riconosciuta a tutti i cittadini di uno stato membro a partire dal novembre del 1993, accanto alla propria cittadinanza nazionale. Non a caso lo stesso articolo 20 del TFUE afferma che è cittadino dell'Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno stato membro dell'Unione stessa ed è il tipo di cittadinanza che si aggiunge alla cittadinanza nazionale senza però sostituirla.

Tra l'altro sono cittadini europei tutti coloro i quali hanno una doppia cittadinanza, cioè di uno stato membro e di uno stato terzo, ad esempio cittadinanza italiana e cittadinanza argentina. Come possiamo ben notare, non esiste una vera e propria nozione di cittadinanza europea all'interno delle disposizioni del trattato, ma ciò che possiamo tranquillamente affermare è che i rispettivi ordinamenti nazionali dell'UE utilizzano loro propri criteri per il conferimento della cittadinanza, criteri che però sono (e devono essere) compatibili con la normativa dell'UE (su ciò si è pronunciata proprio la stessa Corte di giustizia con la sentenza Micheletti del 1992).

Diritti e doveri dei cittadini europei

Dunque presupposto per essere cittadini europei è quello di essere cittadini di uno stato membro dell'Unione. Dallo status di cittadino europeo, che riguarda solo ed esclusivamente le persone fisiche, derivano tutta una serie di diritti e di doveri, ciò lo possiamo trovare scritto all'interno dell'articolo 20 paragrafo 2 del TFUE, che afferma che i cittadini europei hanno il diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri (ex articolo 20 paragrafo 2 e 21 TFUE), altro diritto derivante dal possesso della cittadinanza europea è quello di votare e di essere eletto nello stato membro in cui si risiede e che è diverso da quello di cui si è cittadini, in occasione delle elezioni del parlamento europeo e delle elezioni comunali. Il tutto ovviamente alle stesse condizioni dei cittadini del suddetto stato in cui risiede.

Un ulteriore diritto derivante dal possesso della cittadinanza europea è il diritto alla tutela diplomatica e consolare in paesi terzi da parte delle autorità competenti degli stati membri diversi da quello di appartenenza, se quest'ultimo non vi è rappresentato. Il che significa che ogni cittadino dell'Unione gode, nel territorio di un paese terzo nel quale lo stato membro di cui ha la cittadinanza non è rappresentato, della tutela da parte delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di detto stato. Stati membri che adotteranno le disposizioni necessarie e avvieranno i negoziati internazionali richiesti per garantire tale tutela. Tutela che per essere facilitata il Consiglio avrà la possibilità di adottare direttive che stabiliscano le misure di coordinamento e cooperazione necessarie deliberando, secondo una procedura legislativa speciale e previa consultazione del parlamento europeo (ex articolo 23).

Altro diritto derivante dal possesso della cittadinanza europea è il diritto di accesso ai documenti delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'UE, il diritto di rivolgersi al mediatore europeo in casi di cattiva amministrazione da parte delle istituzioni, degli organismi o degli organi dell'UE e il diritto di presentare petizioni al parlamento europeo (da notare che questi diritti vengono riconosciuti sia al cittadino europeo sia al semplice residente all'interno di uno stato membro dell'UE) (ex articolo 24 del TFUE).

Un ulteriore diritto derivante dal possesso della cittadinanza europea è il diritto per i cittadini di partecipare alle deliberazioni dell'Unione, diritto che tra l'altro è un diritto di cui possono avvalersi anche le associazioni rappresentative della società civile. Quindi come afferma l'articolo 11 paragrafo 1 del TUE, cittadini ed associazioni rappresentative suddette hanno la possibilità di far conoscere e scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'UE, mantenendo un vero e proprio dialogo aperto, trasparente e regolare.

Un ulteriore diritto derivante dal possesso della cittadinanza europea è il potere di iniziativa che viene dato ai cittadini europei, che possono prendere l'iniziativa di invitare la Commissione europea a presentare una proposta appropriata su questioni per le quali si ritiene necessario un atto giuridico dell'Unione ai fini dell'attuazione dei trattati, purché tali cittadini abbiano la cittadinanza di un numero significativo di stati membri, purché siano in numero almeno di un milione e purché la Commissione europea sia invitata a presentare una proposta appropriata purché nell'ambito delle sue attribuzioni, cioè di quello che può fare e dei poteri che ha.

Conclusione sulla cittadinanza europea

Quindi, ricapitolando, la cittadinanza europea presuppone la cittadinanza di uno stato membro, riguarda solo ed esclusivamente le persone fisiche e prevede come requisito fondamentale per essere attribuita il possesso della cittadinanza nazionale (essa in particolare va a completare e non a sostituire la cittadinanza nazionale).

Istituzione della cittadinanza europea al livello storico

Come suddetto, la cittadinanza europea è stata istituita con il trattato di Maastricht del 1992 che, come sappiamo, è stato ufficialmente denominato TUE nel 1993.

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalashnikovak47 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Morviducci Claudia.
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