Capitolo 1 – Come pensare il consumo di cocaina
L'era delle passioni artificiali
Di mito in mito
La tossicodipendenza da eroina per molti anni è stata il paradigma dominante delle tossicodipendenze. L'eroina ha rappresentato una figura marginale e sconfitta. Al contrario, il cocainomane di oggi appare come una figura vincente che, grazie alla sostanza, si apre al mondo e agli altri, risultando socialmente inserito. La cocaina è percepita come una droga ideale, e chi la usa non si sente dipendente. Miti intorno alla sostanza. Il cocainomane di oggi è visto come un eroe del piacere estremo, una figura trionfante caratterizzata da potenza e euforia.
La società della cocaina: droga ideale della nostra società
I pattern di assunzione variano da situazionali alla vera e propria dipendenza, con una fluttuazione uso-abuso più spiccata rispetto all'eroina. La cocaina è diffusa e usata dalle più varie fasce sociali e di età. La possibilità del controllo della sostanza è uno dei miti principali, in quanto contribuisce a negare i rischi legati al suo consumo. L'astinenza gioca un ruolo fondamentale, poiché i sintomi sono solo mentali, quindi apparentemente più gestibili e meno dolorosi.
Modelli etici dominanti del nostro tempo: desiderio, desiderare molto. La cocaina è messa al servizio della smania di esaltarsi. Corrispondenza dialettica tra cocaina e società. Il cocainomane rivela lo scacco della presunzione di dominio. L'uso non è più finalizzato; nel cocainomane, la costruzione di senso collassa e lo rende succube della violenza del consumo. La cocaina offre un'alternativa falsa, il cocainomane si abitua a non poter più reggere senza l'aiuto della sostanza.
La cocaina illude di poter realizzare il sogno della soddisfazione di sé, benché solo per breve tempo. Illusione. La cocaina risponde alle richieste della nostra epoca, ma tuttavia produce una paralisi, in quanto il vero cambiamento, essendo troppo faticoso, si evita in favore di uno spazio virtuale e finto.
Ruolo fondamentale nel desiderio della cocaina ha la rappresentazione che si ha di se stessi, l'auto-percezione. Con la cocaina, infatti, si insegue il desiderio di trovare un altro se stesso più potente. La cocaina illude di far coincidere desiderio e performance, questa è la sua trappola più sottile. La volontà del consumatore di cocaina è calamitata dal fascino della propria immagine data dalla sostanza. Anche nelle più gravi delle tossicodipendenze si riscontra però sempre uno spazio autonomo. Distanza tra autoconsapevolezza di sé e Stato Mentale Maniacale dato dalla cocaina. La critica a questo stato mentale è il principio di ogni terapia possibile.
La spirale del desiderio consiste in questo: dal sé all'altro e da questo a un sé stesso di livello più alto, tutto ciò grazie all'effetto della cocaina che fa funzionare questo sistema circolare finalizzato a sancire il dominio del sé maniacale. Questo sé agisce come specchio deformante che svilisce lo stato mentale normale del soggetto.
La tragedia della tossicomania è quella del narcisismo: si brama la propria autoesaltazione. Perché ci sia desiderio deve esserci da una parte la coscienza della mancanza, dall'altra l'individuazione di ciò che ci dovrebbe/potrebbe essere ma ancora non c'è. Desiderio come mancanza e immaginazione. La cocaina agisce nel momento in cui l'immaginazione di uno stato migliore di noi stessi genera un vuoto. La cocaina illuderà di rispondere all'esigenza di raggiungere tali scopi, facendo diventare lo Stato Mentale Alternativo una presenza sempre più necessaria poiché i suoi effetti sembrano sanare la mancanza ma in realtà la aggravano trasformandola in bisogno malato.
Ecco perché la cocaina può essere più pericolosa di altre droghe: perché istiga al desiderio. Desiderio a bassa definizione: si fa di tutto. Abbattere lo stato mentale non intossicato. Desiderio ad alta definizione: più selettivo. Ricerca specifiche sensazioni. Mimetismo: Società delle immagini: desidero ciò che gli altri desiderano, moda, competizione. La cocaina proietta il soggetto oltre le barriere che ti tengono confinato nella mediocrità.
Ideologia attuale: piacere a tutti i costi. La cocaina assicura il piacere di produrre performance che consentono di integrarsi con l'ambiente. Desiderio che il piacere duri e si stabilizzi. Infatti il vuoto subentra quasi subito creando un circolo vizioso. La terapia dovrebbe identificare il piacere della cocaina per allontanarsi da esso in favore di un piacere più maturo che emerga dalle possibilità del soggetto. La cocaina sfida il rischio, il cocainomane vuole il massimo dalla vita.
Società: valorizzazione di sé attraverso la trasgressione. L'uso di cocaina è uno strumento per la rappresentazione di un sé vittorioso, vittorioso nel momento in cui sa superare i limiti. La cocaina fa passare questo limite. Logica del tutto o niente. La terapia deve infatti fondarsi sull'inserimento di limiti e regole. Il cocainomane è la dimostrazione del fallimento del tentativo di acquisire una nuova identità (quella chiesta socialmente), installandosi definitivamente in quella illusoria e alterata della cocaina, nonostante l'altissima posta in gioco.
La cocaina genera alienazione nell'alienazione: è essa a far scoprire al soggetto il limite e allo stesso tempo a farlo sentire di continuo sconfitto. La cocaina sostiene il dogma della giovanilità obbligatoria come ideale di sé, permette di evadere dalle fatiche della crescita: da normale autoaffermazione, a patologica (come in adolescenza). La cocaina scatena tutte le dinamiche dei giochi: Agon: volontà di battersi, Alea: azzardo, Mimicry: piacere dell'imitazione, Ilinx: gusto della vertigine.
Cosa ci vuole per pensare
Avere una visione sistemica. Occorre una concezione integrata e sistemica per leggere le situazioni di uso, abuso e dipendenza. Questa concezione sistemica deve consentire di articolare le differenze individuali. Stato Mentale Alternativo → quello che si origina grazie al legame con la cocaina, dentro il circuito fondamentale che chiamiamo Relazione Nucleare Primaria. Il soggetto valuta lo Stato Mentale Alternativo. Assai pericolosa è la svalutazione dello Stato Mentale Non Intossicato che viene disprezzato dallo Stato Mentale Cocainico, si verificherà l'assunzione che diventa sempre più finalizzata e il sé si identificherà con lo stato mentale alterato. Più il Sé è coinvolto più è grave la dipendenza. Nell'abusante non dipendente lo Stato Mentale Alternativo occupa solo i piani superficiali della Mente, il Sé non è coinvolto completamente né lo incorpora. Nel cocainomane lo Stato Mentale Cocainico è diventato dominante ed è incorporato nelle strutture fondamentali della mente.
All'interno di questa visione sistemica occorre distinguere diversi livelli che devono riguardare sia la matrice sociale, il soggetto stesso, e la sostanza (drug, set, setting). Per quanto riguarda la matrice sociale, occorre considerare: il livello macrosociale: strutture socioeconomiche determinanti i processi di vita, il livello microsociale: riguarda gli spazi di vita di determinati gruppi di popolazione, il contesto relazionale prossimale: importante gruppo dei pari, famiglia: processi di attaccamento.
Per quanto riguarda il soggetto si prendono in considerazione: personalità generale, dinamiche di una sofferenza interna, processi delle strutture patologiche di personalità, psicopatologie specifiche diagnosticate, livello del sé. Fattori di rischio: Sofferenza, specie quando collegata al senso di impotenza, Sé confuso e insicuro → cocaina azione ansiolitica, Bassa autostima → valorizzazione del sé cocainico, Alta incorporazione dello Stato Mentale Cocainico nel Sé, Connotazione negativa dei vincoli sociali, Alto coinvolgimento del livello neurobiologico e psichico. Attenzione a come si evolvono i...
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