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Chi è il leader?

La parola leader deriva dal verbo inglese to lead, che significa guidare, condurre, dirigere.

Il leader è colui che sa guidare un gruppo di persone (che vengono definite leds o

followers, cioè coloro che seguono); è colui che conduce la squadra al raggiungimento degli

obiettivi; è leader colui che non ha dubbi sugli obiettivi da raggiungere e lavora con gli altri

per perseguirli.

Può essere leader il capo di una divisione in azienda, può essere leader un poliziotto che

assume il comando della situazione in un'emergenza, è leader colui che decide cosa fare e

come farlo, è leader il bambino che stabilisce le regole di un gioco.

Leader, quindi, non è un concetto legato al ruolo della persona, ma un concetto legato a

quello che si fa e, soprattutto, a come lo si fa.

Ecco perché oggi il termine leader non é adottato solo in management, ma in qualunque

campo della nostra vita: e, in qualsiasi applicazione, i leader hanno sempre gli stessi caratteri

distintivi.

Data questa definizione, viene da pensare che tutti possono essere leader in determinate

situazioni o in momenti specifici della propria vita, ma sicuramente non tutti hanno la

capacità per esserlo, non tutti possiedono quelle che comunemente si definiscono «doti di

leadership».

Il leader in azienda

Quando pensiamo al leader in azienda, spesso pensiamo al capo, a colui che comanda, al

responsabile di una divisione, ma non è sempre così.

Ci sono leader che adottano uno stile autocratico e che esercitano il loro potere in virtù della

posizione che hanno e del ruolo che ricoprono in azienda.

In questo caso, il leader è colui che impone le proprie decisioni solo perché può farlo, solo

perché riveste un determinato ruolo; ed è allora che la parola capo coincide con la parola

leader, è allora che il leader è il capo.

Ma non è detto che tutti i capi siano leader, non tutti coloro che sono a capo di un ufficio, di

una divisione, sono leader, semplicemente perché non hanno quelle che si definiscono

caratteristiche di leadership.

Significa, quindi, che pur avendo la posizione per dirigere e per prendere decisioni, non

sanno farlo, e quindi non sono leader.

Diciamo allora che non tutti i capi sono leaderma tutti i capi dovrebbero essere leader per

poter svolgere al meglio il proprio lavoro.

Il vero leader, comunque, possiede delle caratteristiche fondamentali, dei tratti caratteriali

che sono da ritenersi indispensabili, quali:

Self-awareness: coscienza di sé. Il leader è pienamente cosciente delle proprie capacità,

della propria intelligenza e sa come usare queste doti per raggiungere obiettivi ben precisi.

Tuttavia, coscienza di sé non è da confondere con immodestia e presunzione.

- Credibilità: tutti coloro che hanno a che fare con lui lo reputano una persona credibile ed

affidabile; è importante che il team, che le persone in generale, si fidino di lui. Il leader è

sempre ritenuto credibile.

- Empatia: il leader è capace di comprendere gli altri, di «sentire» le persone, di capire

quello che provano.

- Onestà: il vero leader è una persona onesta, corretta e leale nei confronti degli altri leader

così come nei confronti del proprio team. Il leader è la persona di cui ci si fida, nella quale si

ripone fiducia.

- Comunicazione: capacità di farsi capire, capacità di esprimere chiaramente le idee e gli

obiettivi da raggiungere; il bravo leader sa comunicare, sa capire gli altri e sa farsi

comprendere dagli altri.

- Active listening: capacità di ascoltare e di capire.

- Vision: il vero leader ha sempre una vision, guarda lontano, sa quali saranno gli obiettivi

da raggiungere ed ha la capacità di trasmettere la sua vision al proprio tea

Gli stili di leadership

In management si distinguono tre stili di leadership:

- lo stile autocratico;

- lo stile democratico;

- lo stile di delega o laissez faire.

Con lo stile autocratico il leader impone le proprie decisioni, egli decide cosa fare, come

farla e quali sono i tempi necessari per farla. In questo modo, il leader non chiede e non

ascolta il parere di altri, ma segue il proprio istinto e la propria volontà.

Con lo stile democratico il leader chiede al proprio team di partecipare alla risoluzione di

un problema, le decisioni sono prese in maniera democratica, il parere di tutti viene

ascoltato e tenuto in considerazione per la soluzione del problema.

In questo modo, i componenti del team prendono parte al processo decisionale, si sentono

coinvolti nel progetto e questo aiuta il leader a fare in modo che gli obiettivi di ciascun

individuo coincidano con quelli dell'azienda.

Un approccio democratico consente poi al leader di avviare una migliore comunicazione con

il proprio staff e di conoscere meglio le singole persone; inoltre, l'approccio democratico del

leader motiva il team, rende il lavoro più difficile ma sicuramente più entusiasmante e più

«challenging».

Sicuramente, l'individuo che lavora in un approccio democratico è un individuo motivato e

soddisfatto, che raggiunge gli obiettivi con più facilità ed entusiasmo.

Proprio per questo, in un approccio democratico, il rendimento, la performance in generale,

è migliore che in caso di approccio autocratico.

Infine, lo stile laissez faire viene adottato quando il team sa cosa fare e come fare, e, pur


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze psicologiche
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Dinamiche di gruppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Storiche Prof.

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