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Digital Image Correlation Tecnique (DIC)

La D.I.C. è una metodica che permette di effettuare misure di deformazione senza contatto attraverso l’elaborazione digitale delle immagini. La correlazione digitale di immagini si basa sul confronto di immagini digitali, acquisite mediante 1 o 2 fotocamere, per ricavare mappature ad alta definizione, 2D o 3D, di spostamenti e deformazioni dell’elemento considerato.

Negli anni ’50 Gilbert Hobrough iniziò il lavoro per giungere alla moderna DIC e nel 1961 costruì il primo dispositivo in grado di correlare fotografie ad alta risoluzione per estrarre informazioni posizionali di oggetti.

La digitalizzazione delle immagini fra gli anni ’60 e ’70 costituì un ulteriore svolta che semplificò l’utilizzo delle stesse e rese possibile lo sviluppo di algoritmi complessi per il processo di correlazione. La post-processazione delle immagini veniva così enormemente semplificata e si poté iniziare l’automattizazione del processo.

Digital Image Correlation tecnique (DIC)

La D.I.C. è una metodica che permette di effettuare misure di deformazione senza contatto attraverso l'elaborazione digitale delle immagini. La correlazione digitale di immagini si basa sul confronto di immagini digitali, acquisite mediante 1 o 2 fotocamere, per ricavare mappature ad alta definizione, 2D o 3D, di spostamenti e deformazioni dell'elemento considerato.

Negli anni '50 Gilbert Hobrough iniziò il lavoro per giungere alla moderna DIC e nel 1961 costruì il primo dispositivo in grado di correlare fotografie ad alta risoluzione per estrarre informazioni posizionali di oggetti.

La digitalizzazione delle immagini fra gli anni '60 e '70 costituì una ulteriore svolta che semplificò l'utilizzo delle stesse e rese possibile lo sviluppo di algoritmi complessi per il processo di correlazione. La post-processazione delle immagini veniva così enormemente semplificata e si potè iniziare l'automatizzazione del processo.

Inizialmente l’attenzione venne rivolta verso le tecniche DIC 2D, ottenute con l’uso di una sola telecamera che non permettevano misurazioni al di fuori del piano. Più recentemente l’attenzione si è spostata sulla tecnica DIC 3D.

L’ultimo passo dell’evoluzione del metodo DIC è stato l’incontro con le tecnologie medicali come CT (Computer aided Tomography), MRI (Magnetic Resonance Imaging) e PET (Positron Emission Tomography) che ha portato alla nascita di misurazioni volumetriche che investigano l’intera massa dell’oggetto in misura, non solo la sua superficie.

si è iniziato con la DIC 2D, che richiede DIC piana necessita di una singola telecamera in 3D il N°minimo di tele (minimo di tre camere, di cui una al dx e una al sx, con un angolo che le deve telecamera ruotando arcata utile.).

La DIC 3D eq. la più usata, anche se non €unipe necessaria.

Le misure volumetriche in cui si ered. differenziali anche sulla massa del volume dell’oggetto.

Caratteristiche qualificanti della DIC

  1. Tecnica di misura senza contatto
  2. Permette di eseguire la misura sull’intero campo di deformazione o anche su sotto-regioni selezionate (Region Of Interest = ROI)
  3. Possibilità di misurare campi di deformazione non uniformi discreta buona
  4. Tecnica di elevata versatilità, robustezza e accuratezza
  5. Le provine la possibilità di vedere all’interno del no auistiche struco che niente eut- nei liquido in cui ci immerso e infalti stiamo usando una telecamera che non interifacece
  6. In intero campo (intestre che la misura pas eseguirao) su Tampo COVID (come vedicuo anche docro guida), rheldo priminas imm ogni ng immogil->lain terecotti eltr tutou arbitiraio dividatido ->poni reguladro el focous con a love hisito nel el punita de proaino, lu colta delai region in cui carcutina lualcin el las scalto dress ROI
  7. Lo tecniche tradizionali est climatiori entermetici che richiedenus fialodorie di un redactotore est di uno soluc diruenu, frantuiris valoni puntuell (o contudo nonco More faralizarinio nobni puntueli) delora srolucionel gäller filtrassio ales 50reto ti méthiona nel nel cina dive tic, indilarenus file rader pourlarunata that re ROI, posithou es dogazea par sap io nachte hed sobsher differzathoni e indivic su luca sou volta slottos =e son uniform frequenza spaziale)

    • 70 (1X) lp/mm
    • Cut-off points: 130 (2X) lp/mm
    • 250 (4X) lp/mm

    L'ingrandimento migliora il potere risolutivo (ma magari peggiora distorsione / luce...)

    La caratterizzazione dinamica: risultati

    s = 40 Hz ⟹ ref = 200 fps sincronismo = 99.97%

    s = 40 Hz ⟹ ref = 320 fps sincronismo = 99.92%

    È l'effetto del rumore ottico (analogico) ca- (analogia con il rumore elettronico) tramit(i) CCD di acquisizione in onde elettromagnetiche che il rumore a una equipe numero cellule

    CUT-OFF POINT: 70 (1X) perché ingrandisci, così il contrasto non ottengo MTF che diminuisce perché l'ingrandimento non riesce a per ottenere motivo della stima utile a causa dei rumori amplificati (potere 10)

    VALIDAZIONE ALGORITMO

    2) Validazione dell’algoritmo DIC

    • Campo di misura

    Campione elastico + speckle di carburo di silicio

    Test ad allungamento crescente

    La validazione è stata effettuata su un provino di gomma su cui è stato realizzato speckle con un carburo.Le ROI risultano essere divere perché anche 3 fessure e allungamenti divere (Test ad allungamento crescente) Δ funziona.Per il provino di gomma le deformazioni sono abbastanza inferiori.

    F. di acquisizione delle immagini: 320fpsF del segnale triangolare per l’allungamento: 1Hz

    TEST AD ALLUNGAMENTI COSTANTE

    • Sfrutta buchi di acquisizione con un segnale lento.
    • Non sempre l’algoritmo si basa su piccole deformazioni fino a un circa del 10% e uso basso

    Gli algoritmi commerciali funzionano fino al 2% poi diventano instabili.

    ERRORE RELATIVO

    Provino di PELLE murina

    COMPORTAMENTO MECCANICO DELLA PELLE

    • Struttura composta costituita da molti distretti.
    • La disposizione disomogenea a livello microscopico, può essere valutata omogenea su scala macroscopica.
    • Derma è costituito da circa il 75% da collagene e per il 5% di elastina.

    NB

    • ANISOTROPIA
    • COMPOSITO
    • NON OMOGENEO
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ingmarika di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di biomeccanica e ingegneria tissutale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Del Prete Zaccaria.
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