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analisi e di riflessione attraverso l’esercizio della propria razionalità.

comprende e fa proprio il concetto di individuo, parte non ulteriormente

divisibile del tutto che compone qualunque gruppo sociale, ma anche portatore di

caratteri individuali particolari, proprietario e sovrano di sé da un punto di

vista cognitivo, morale, sociale, motorio, epressivo...

caratteristiche + impegnative della persona umana:

RECIPROCITA’ = Guardini scrive: “ la persona umana non può comprendersi come

chiusa in se stessa, perché esiste solo nella forma di una relazione, si attua

solo nell’incontro” - è rapporto, socialità in azione, continua pratica

relazionale - la reciprocità della persona umana ha un ulteriore caratteristica:

è reciprocità attiva, è realizzazione di uno scambio voluto, è dono e assistenza

reciproca. Anche l’aspetto della dipendenza che caratterizza la persona umana,

esalta il valore della relazionalità: l’uomo, che nasce implume, ha bisogno di

cure per mezzo delle quali cresce e vive sempre legato a un contesto ambientale

e relazionale con il quale interagisce liberamente in un rapporto di reciproca

co-evoluzione. VIVE DENTRO E PER LA RELAZIONALITA’.

INESAURIBILITA’ = può emergere sempre un livello ulteriore rispetto

all’esistente, livello che testimonia l’apertura continua della persona e

l’inesauribile possibilità di azioni che le è propria. Principio di

inesauribilità sia verso se stessa, sia nei confronti dei suoi simili, regola

fondamentale di comprensione e di azione in campo educativo in quanto ammette la

possibilità d’essere sempre realtà nuova, mai definibile a priori o ipotizzabile

secondo un disegno prestabilito.

UNITA’ = per parlare della persona come unità occorre superare l’idea che ci

viene dagli studi della moderna neurologia che ha individuato nella corteccia

cerebrale i luoghi delle diverse dimensioni umane e delle loro funzioni: l’area

del linguaggio, del dolore, della sessualità...Allo stesso modo occorre superare

le continue scoperte sui fattori del DNA, che tentano di fornire la ragione

della depressione, dell’ottimismo, della felicità...l’uomo raccoglie in sé le

caratteristiche dell’olon greco, in cui la totalità organica trascende le parti

che lo compongono e le parti si interagiscono a tal punto che nella persona non

sono + riconoscibili separatamente. La persona è unicità insostituibile,

totalità di valori e di significati, sempre diversa ma mai frantumabile, mai

data al plurale (Guardini)

L’educazione della persona è l’educazione che fa riferimento alla persona nella

sua globalità, nella sua ricchezza di dimensioni categoriali, nella sua realtà

ontologica di mistero e di tensione alla verità. Educazione in senso pedagogico

sempre e indipendentemente dai luoghi e dalla durata dei processi che si mettono

in campo per realizzarla.

definire i mezzi e i contenuti specifici che la scuola come istituzione e i

docenti che operano in essa adoperano e devono usare per il formarsi di ognuno =

sono quelli della CULTURA, frutto della capacità dell’uomo di produrre simboli,

di pensare nelle diverse forme della razionalità umana.

ma cosa s’intende con cultura?

di sicuro s’intende quella che si apre a una prospettiva antropologica ideale

(valori, credenze, linguaggio, fede...) e sociale (usi, costumi, ricorrenze..)

per cui tutto è cultura, tutto ciò che definisce il mondo vitale fenomenologico

dell’uomo. In + s’intende la cultura in senso classico, ossia la sua

trasformazione dal livello primario a quello secondario, che avvia una

riflessione per individuare nelll’eterogeneità dell’esperienza gli elementi di

unificazione, i simboli che tengono insieme le diversità fenomenologiche.

La connessione circolare tra cultura in senso antropologico e quella classica

rappresenta il cuore della cultura in senso educativo. ( lo strumento che

istituzionalmente la scuola è tenuta ad usare per i processi educativi).

Come si può conciliare l’educazione di ciascuno con l’educazione di tutti?

varie risposte che in alcuni casi portano a sottolineare come nelle attuali

società democratiche, l’uguaglianza di tutti e l’eccellenza di ciascuno sono

valori inconciliabili per le politiche scolastiche che alternano i periodi

cosiddetti ESPANSIVI, vale a dire finalizzati all’uguaglianza di tutti, ad altri

detti DI ASSESTAMENTO volti cioè a promuovere le risorse individuali.

nel passaggio da un sistema educativo di istruzione e di formazione

centralizzato e gerarchico a un sistema policentrico e poliarchico emerge un

quadro complesso della questione della VALUTAZIONE che richiede, in primis, di

avere sempre presente l’irriducibilità dell’educazione in quanto tale anche alle

forme + sofisticate ed esaustive di valutazione.

l’educazione non si esaurisce nella valutazione né a scuola né fuori dalla

scuola.

BUBER = l’uomo è come un albero, se ti metti di fronte a un albero e lo guardi

per vedere se cresce e di quanto non vedrai nulla. Ma curalo in ogni momento,

liberalo dal superfluo e tienilo pulito ed esso, a tempo debito, comincerà a

crescere. = per l’uomo.

Sbagliato esaminarlo in continuazione per scoprire quanto sia cresciuto.

All’interno della legge delega n.53/03 e nei decreti successivi si può

rintracciare la volontà di combinare due logiche opposte

necessario:

rispettare e valorizzare l’autonomia delle istituzioni scolastiche

salvaguardare un quadro nazionale unitario che impedisca i rischi della

frantumazione e della polarizzazione del sistema educativo.

Occorre avere presente che in virtù della prima logica, i docenti vengono

chiamati ad assumersi la piena responsabilità di documentare e certificare le

competenze personali maturate dallo studente, ma in virtù della seconda, questa

dimensione educativa si muove nei vincoli precisi definiti a livello nazionale

attraverso il PROFILO EDUCATIVO, CULTURALE E PROFESSIONALE DELLO STUDENTE alla

fine del primo e secondo ciclo, norma generale dettata dallo Stato, vincolo

inaggirabile per i docenti.

= le scuole autonomamente progettano, lavorano, documentano e certificano in

ordine dello sviluppo di competenze dei loro allievi strettamente rapportate a

quelle definite come dover essere comune dallo Stato per tutte le istituzioni

scolastiche del Paese.

= controllo pubblico,intersoggettivo

All’INVALSI (ISTITUTO NAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DEL SISTEMA EDUCATIVO DI

ISTRUZIONE E DI FORMAZIONE) e alla valutazione esterna spetta valutare

quantitativamente su conoscenze e abilità disciplinari dettate a livello

nazionale e trarne uno standard nazionale di riferimento da fornire alle scuole,

affinché le usino come autovalutazione e ai decisori politici affinché tengano

sotto controllo la congruità delle Indicazioni Nazionali, quali standard a cui

tutte le scuole del Paese devono attendere.

relazione bene personale/interesse generale - indicazioni progettualità

educativa.

PARADOSSALMENTE L’INSEGNAMENTO IN Sè E PER Sè, PURO, NON ESISTE.

La scuola non è un paradiso dove esiste solo pensiero e pensiero di pensiero. E’

un luogo, in un quartiere del centro o della periferia, con i docenti, il

personale di segreteria, il personale ausiliario, i genitori, i compagni; a

scuola i principi e i concetti non si incontrano mai come astratti ma

s’incontrano sempre accoppiati ad una voce, a persone, a situazioni, stati

d’animo. Sono sempre concretizzati in azioni di una vita che si svolge. Si

agisce. L’allievo apprende il concetto agendo mentre ha azioni di simpatia o

antipatia per il docente o la vicina di banco...NOn solo agiscono docente ed

allievo ma agiscono anche gli altri allievi, tutti in un intreccio di azioni e

correzioni reciproche.

Quindi il compito decisivo del docente è agire bene nelle situazioni di volta in

volta date e ai loro diversi livelli, se non lo fa compromette la qualità

complessiva dell’insegnamento/apprendimento.

LA QUESTIONE METODOLOGICA

caratteristiche dell’azione educativa dovrebbero essere:

INTEGRALITA’ E OLOGRAMMATICITA’ = dei soggetti che intervengono e, quindi,

l’astenersi dal semplificare, separare e atomizzare pensando di sviluppare una

componente educativa della persona senza dover contemporaneamente coinvolgere e

interpellare, in gradi differenti, anche tutte le altre, conosciute o per ora

solo possibili.

INESAURIBILITA’ = delle persone coinvolte nel percorso educativo sia che come

sogg si occupino professionalmente di tale compito, sia che ne costituiscano

l’ogg

APERTURA TEMPORALE E SPAZIALE = imposta dall’assunzione di un impianto

metodologico nomadico, mai staziale, in cui ogni momento della vita è kairos,

tempo opportuno e ogni luogo è giusto perché ognuno realizzi ciò che è e ciò che

deve e vuole fare.

RELAZIONALITA’ = per cui l’autoeducazione del sogg in educazione e

l’eteroeducazione che viene dall’educatore sono legati da un indissolubile

strange lop, condizione primaria dell’educazione

DINAMICITA’ = del processo, intesa come GHENESIS, tensione e trasformazione

continua

Date queste caratteristiche, diventa centrale nell’agire educativo:

regolare just in time l’intenzionalità educativa che va mossa in una continua

conversazione riflessiva con una situazione che riconosce come unica - ricercare

una prospettiva di un dominio di esperienza in cui anche l’altro abbia un posto

e nel quale possiamo costruire un mondo con lui

collocare l’insegnamento in funzione dell’apprendimento inteso come guadagno

personale che riguarda tutta la persona non solo uno dei suoi aspetti.

tenere intrecciati l’asse della formazione con quello dell’istruzione

tener conto che ciascuno di noi in base alle esperienze quotidiane attuali e

pregresse, costruisce concettualizzazioni intuitive che impiega per spiegare

tutti i fenomeni che incontra, anche quelli più complessi.

tener conto che, un apprendimento meccanico, è impossibile poiché

l’apprendimento, per dirla con VON FOERSTER non è una macchina banale ma

complessa, che viaggia sempre in coppia con l’insegnamento. Il docente è sempre

uno che apprende, e l’apprendista è, anche e sempre uno che insegna.

Passaggio obbligato dal FEED BACK al TEACH BACK = 2 persone che parlano,

inserite in un contesto che media i loro discorsi, sono entrambi riceventi

competenti, reciprocamente pronti per la scoperta giusta quando arriva non per

tornare a un medesimo punto, ma per ristrutturarsi nella loro integralità, in

una prospettiva di continua conversazione tra loro e con gli elementi del

contesto.

LE AZIONI DELL’AGIRE EDUCATIVO

RISTRUTTURARE E NON AGGIUNGERE = non è suff capire e padroneggiare una

conoscenza certa che s’incontra per la prima volta; è necessario che essa sia

anche incorporata, interagendo con tutte le credenze e con le altre certezze che

si sono già apprese e che di fatto arredano la ns mente.

RICONOSCERE E RISPETTARE GLI STILI DI APPRENDIMENTO = attenzione a come uno

studente apprende e come un insegnante insegna

AIUTARE E PRENDERSI CURA = apprendimento come continuo aiuto reciproco, visto

che non esistono distinzioni tra chi apprende e chi insegna. TEACH BACK

insegnante chiarisce non tanto perché ripete ma perché fa ogni volta una nuova

esperienza, ha l’aiuto di chi apprende, e apprendendo ciascuno a modo proprio,

ciascuno porta al tema un grado di novità che prima rimaneva nascosto.Spiegare

permette di comprendere meglio per sé non solo per insegnare all’altro.

RESPONSABILIZZARE = vero aiuto = fare ognuno agente del suo stesso recupero, nel

collocarlo entro le sue responsabilità, non nello sgravarlo da esse.

L’assistenzialismo ruba all’uomo e ai popoli la fondamentale esigenza

dell’essere. Ricordare che nessuno ignora tutto e nessuno sa tutto

CAP. 2

OSSERVARE AZIONI UMANE, IN EDUCAZIONE. UN’INDAGINE.

approssimarsi dell’inizio dell’anno scolastico 2004-2005 - osservazione da

vicino in una realtà provinciale circoscritta e all’interno di alcune

istituzioni scolastiche I CAMBIAMENTI CHE STAVANO AVVENENDO IN SEGUITO

ALL’ENTRATA IN VIGORE DEL DECRETO LEGISLATIVO 59/04 relativo al primo ciclo e

attuativo dell’art.2 della legge di riforma 53/03 e come gli eventuali

cambiamenti si integrassero con la storia di ciascuna istituzione scolastica

PRESUPPOSTI:

professionalità del docente e della sua azione sono collocate in un continuo

rapporto tra teoria-prassi-teoria - la riflessione di SCHON in merito è un punto

di riferimento = la qualità delle azioni professionali, e quindi anche

dell’insegnamento-apprendimento, passa attraverso la riflessione critica sulle

pratiche personalmente agite in situazione, l’elaborazione di un quadro teorico

che consente una continua modellazione della propria pratica professionale. Non

c’è cambiamento, né innovazione della professionalità personale se non si passa

attraverso il proprio agito, la riflessione, la ricerca, la sperimentazione..il

vero e proprio laboratorio.

nell’osservazione ravvicinata di un percorso di innovazione non si può

tralasciare la consapevolezza che la scuola, in quanto istituzione è

un’organizzazione che apprende, che mette in atto un processo continuo e

collettivo di acquisizioni di conoscenza.ciascun insegnante non si muove da solo

ma con i suoi colleghi e in quel preciso ambiente, situazione, costruisce o

meglio ricostruisce continuamente la cultura che caratterizza l’agire educativo

di quell’organizzazione.

Naturale l’essere dentro, far emergere l’implicito, le pratiche agite e quelle

dichiarate, mettere in relazione l’efficienza e l’efficacia con cui

l’organizzazione si adatta al cambiamento.

La ricerca di senso e significato professionale è diventata l’anima qualitativa

di una formazione in servizio, che entra in gioco tutte le volte in cui ci si

trova di fronte a cambiamenti importanti, che motivano ad intraprendere percorsi

d’apprendimento nuovi con importanti cadute sulle pratiche professionali.

occasione importante per osservare quale incidenza possono avere i diversi

soggetti che partecipano direttamente all’organizzazione e alla realizzazione

del percorso educativo rispetto a un fenomeno di questo genere, vale a dire,

DIRIGENTI SCOLASTICI, DOCENTI, FAMIGLIE, RAPPRESENTANTI DELLE ISTITUZIONI

LOCALI; ed osservare quale incidenza abbiano la disponibilità e l’abitudine

all’innovazione nel tradurre il nuovo dettato normativo in azione educativa

concreta.

INDAGINE è stata realizzata durante tutto il corso dell’anno scolastico 2004-

2005, coinvolgendo 14 istituti comprensivi della provincia di Bergamo.

un problema pedagogico: l’innovazione del sistema e del rapporto educativo

opportuno contestualizzare in ordine dello scenario normativo in cui si muoveva

il percorso di innovazione della scuola italiana.

temi centrali che caratterizzavano l’organizzazione della scuola prevista dal

decreto legislativo 59/04 rispecchiano una vivace discussione che ha

accompagnato tutto il panorama pedagogico ed istituzionale nell’ultimo decennio,

e in particolare a partire dal 2000, anno in cui con la CONFERENZA DI LISBONA, i

paesi aderenti all’unione europea hanno avviato un confronto sistematico sulla

situazione reale e prospettica dei rispettivi sistemi educativi formali.

5 parametri di riferimento x il miglioramento dei sistemi d’istruzione e

formazione in Europa ( previsti entro il 2010) sono:

diminuzione degli abbandoni precoci

aumento dei laureati in matematica, scienze e tecnologia

aumento dei giovani che completano gli studi secondari superiori

diminuzione della % dei 15enni con scarsa capacità di lettura

aumento della media europea di partecipazione a iniziative di LIFELONGLEARNING

= intervento strutturale sia nell’assetto organizzativo che in quello

metodologico.

L’INNOVAZIONE A LIVELLO ORDIMENTALE

riferimento legge delega 53 del 2003 - il decreto legislativo che la riguarda è

il 59 del 2004

recante le NORME GENERALI RELATIVE ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA E AL PRIMO CICLO

DELL’ISTRUZIONE.

la legge delega definiva sia le norme generali sull’istruzione sia i livelli

essenziali di prestazione per il sistema dell’istruzione e formazione

professionale.

il decreto 59/04 sostituiva gli Orientamenti x la scuola dell’infanzia e i

programmi di insegnamento per la scuola primaria e secondaria di I grado, di

fatto incompatibili con il nuovo assetto normativo e costituzionale, con i

seguenti documenti:

le Indicazioni nazionali x i piani personalizzati delle attività educative nella

scuola dell’infanzia

le Indicazioni nazionali x i piani professionali nella scuola primaria

le Indicazioni nazionali x i piani professionali nella scuola secondaria di I

grado

il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del

primo ciclo d’istruzione (6-14 anni)

i cambiamenti di > portata innovativa introdotti dalla norma sono:

1. ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO SCUOLA

= rivedere organizzazione del tempo in virtù del principio di personalizzazione

del percorso di apprendimento di ciascun allievo e di alcuni criteri volti a

inserire spazi di opzionalità e di flessibilità nell’organizzazione del tempo

scuola.

nel dettaglio:

scuola dell’infanzia = era chiamata a diversificare l’orario annuale delle

attività da un minimo di 875 ore a un massimo di 1700 a seconda del progetto

educativo della singola scuola

scuola primaria = riferimento monte orario annuale di 891 ore a cui aggiungevano

99 ore annue di scelta facoltativa e opzionale x gli allievi e con frequenza

gratuita - tempo scuola obbligatorio + tempo facoltativo opzionale x allievi ma

obbligatorio per la scuola che doveva organizzarlo e gestirlo

scuola secondaria di I grado = monte orario annuale di 891 ore, comprensivo

della quota regionale + istituzioni scolastiche autonome + insegnamento

religione cattolica, a cui si aggiungevano 198 ore di scelta facoltativa e

gratuita.

2. PROGETTUALITA’

organizzazione delle attività educative e didattiche avendo come riferimento i 2

capisaldi delle norme generali - istituzione scolastica con grande

responsabilità progettuale, traduzione norme date dallo Stato e valide su tutto

il territorio nazionale, in percorsi che fossero coerenti con lo sviluppo delle

capacità di ciascun allievo e la loro trasformazione in competenze personali -

che si muovesse in grandi scenari e si modificasse in itinere

3. METODOLOGIE DIDATTICHE

le indicazioni nazionali davano obiettivi specifici di apprendimento riferiti

alle competenze da promuovere negli allievi italiani - i docenti devono

formulare i percorsi di apprendimento e le modalità di attuazione, le UNITA’ DI

APPRENDIMENTO adatte e significative per i singoli allievi, compresi quelli in

situazioni di handicap.

Si crea così il PIANO DI STUDIO PERSONALIZZATO nuovo documento nel panorama

pedagogico e didattico = abbandona l’uniformità delle prestazioni progettate a

priori, ed agiva non dal generale culturale al particolare singolare ma

viceversa.

4. ORGANIZZAZIONE DELL’EQUIPE PEDAGOGICA

la scuola che si assume la responsabilità dei percorsi educativi attivati al

fine di sviluppare le capacità personali degli allievi e favorire la loro

trasformazione in competenze ha bisogno di garantire un forte processo di

CONTINUITA’.

come insegna DEWEY = uno dei principi costitutivi dell’esperienza in generale e

di ciascuno, in particolare, è oltre all’interazione la continuità; per cui

improbabile intervenire nel processo educativo di una persona senza conoscere

ciò che lo ha preceduto e ciò che lo ha portato ad essere ciò che è. Così com’è

impossibile trascindere, in una prospettiva orizzontale da ciò che è, situazioni

familiari, territoriali, sociali.

quindi necessario individuare all’interno dell’equipe pedagogica un docente, con

specifica formazione, in costante rapporto con famiglie, territorio, per

orientamento.Docente coordinatore tutor - importanza sottolineata dalla

normativa che prevedeva presenza tutor nei primi 3 anni della scuola primaria

per un monte ore minimo - momento di massima responsabilità del tutor =

coordinamento del processo di documentazione valutazione degli apprendimenti

acquisiti e delle competenze sviluppate da ciascun allievo

5. STRUMENTI DI VALUTAZIONE

i docenti sono chiamati a valutare usando il documento del Portfolio delle

competenze personali, gli stessi docenti responsabili delle attività educative e

didattiche previste dai piani di studio personalizzati di ciascun allievo.

nel Portfolio trovavano spazio accanto ai docenti altri 2 protagonisti del

percorso educativo:

famiglia e allievo stesso - ai quali spettava il compito di cooperare al fine di

coniugare la dimensione della valutazione con quella dell’orientamento

Partecipando alla compilazione del Portfolio alunno ha la possibilità di mettere

in campo una riflessione sui suoi progressi + conoscenza di sè e delle proprie

capacità realizzata dall’allievo + valutazione del docente = sostanza del

Portfolio ( pensato quindi in funzione sia dell’istituzione che accoglieva

l’allievo sia dell’allievo e della sua famiglia)

6. RAPPORTI CON LE FAMIGLIE E IL TERRITORIO

teneva conto anche di nuove riflessioni di ordine culturale: a partire da

riflessioni come quella di Bruner per cui l’educazione non è un istituzione a se

stante, non è un’isola, ma fa parte del continente, sembra acquisita

l’impossibilità di un sistema centralistico, chiuso in se stesso.La scuola educa

con gli altri soggetti, primo tra tutti la famiglia (di solito se c’è

collaborazione ci sono risultati migliori)

Riprendendo un’immagine di BERNSTEIN si tratterebbe di prefigurare da una parte

una famiglia custode di una conoscenza affettiva, relazionale, esperenziale,

operativa con i propri figli, dall’altra una scuola garante di un sapere

formale, scientifico e sistematico.

Allo stesso modo l’ambito territoriale, con tutti i sogg e istituzioni che lo

animano, è alleato fondamentale della scuola.

La questione dell’indagine di tipo qualitativo condotta in provincia di Bergamo

è sembrata particolarmente interessante anche in relazione a UN’INDAGINE

NAZIONALE condotta nello stesso anno scolastico, sullo stesso problema ma con un

metodo eminentemente qualitativo = il MONITORAGGIO NAZIONALE RELATIVO AL

FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO OFFERTO DALLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE (funpreis)

realizzato dall’INVALSI al quale dovevano aderire obbligatoriamente le scuole

del 1° ciclo e potevano aderire facoltativamente quelle del 2°.

Obiettivo = osservare le micropolitiche assunte dalle istituzioni x la

realizzazione del servizio scolastico

In particolare si era fatta attenzione a:

predisposizione del piano dell’offerta formativa

azioni di organizzazione del tempo scuola e dell’insegnamento obbligatorio e

opzionale/facoltativo

raccordo valutazione esterna / interna

miglioramento sulla base delle riflessioni sui risultati ottenuti

importante però confligge in modo evidente con i risultati dell’analisi

qualitativa condotta

es. per capire: figura tutor anni precedenti e coincidenti legge 53/03 -

funpreis 64% ottimismo statistico - ns ricerca 21% - possibilità di stravolgere

la realtà

compilazione Portfolio competenze personali, indagine nazionale descrive

situazione + che positiva nei confronti di questo strumento, la cui

predisposizione sembrava all’epoca solidamente confermata - invece ns indagine

solo il 57% delle scuola coinvolte nella ricerca nel 2004/2005 hanno elaborato

il Portfolio

Allora si pone il problema di qual è il metodo d’analisi + utile x osservare

realisticamente i cambiamenti.

LA REALIZZAZIONE DELL’INDAGINE

l’indagine descritta si colloca come parte integrante di un progetto di ricerca

accademica realizzata all’interno del Dipartimento di Scienze della persona

all’Università di Bergamo.

OBIETTIVI E OGGETTI

obiettivo = osservazione della capacità di innovazione di ciascuna scuola, vista

attraverso l’accostamento tra la sua storia come learning organization e le

scelte attuate in ordine all’innovazione prevista dalla nuova normativa

oggetti = l’organizzazione, la progettualità, le metodologie didattiche, gli

strumenti di valutazione, il coinvolgimento sussidiario delle famiglie e degli

enti locali (oggetti > significativi del cambiamento introdotto dal decreto

legislativo)

organizzata all’inizio dell’anno scolastico, una prima fase dell’indagine in cui

si sono rilevati gli elementi + significativi della storia di ogni scuola

( strutturazione istituzionale dell’istituto comprensivo, stabilità dirigenza

scolastica e personale docente, modalità di progettazione delle attività

educative, metodologie didattiche + consolidate, realizzazione di attività

sperimentali, procedure in ordine ai rapporti con le famiglie e gli enti

territoriali)

seconda fase si è realizzata al termine dello stesso anno scolastico con lo

scopo di mettere a fuoco ciò che era accaduto rispetto ai cambiamenti previsti

dalla normativa: la realizzazione dei piani di studio personalizzati,

metodologie didattiche usate al fine di favorire l’unitarietà

dell’apprendimento...

numerosi sono stati gli incontri dei ricercatori all’interno dell’istituzione

scolastica.

COSTITUZIONE DEL CAMPIONE

un criterio di tipo geografico, che permettesse di avere un quadro della

situazione x intera provincia, e che quindi considerasse scuole che si trovano

anche in contesti territoriali molto diversi

si è seguito un criterio che prevedeva di inserire un certo num di scuole

paritarie che per la loro storia, rappresentassero come l’innovazione potesse o

meno combinarsi con un’identità educativa e pedagogica ben delineata.

quello di scegliere scuole disponibili a partecipare alla ricerca, cioè che o

per la loro storia istituzionale erano abituate all’assunzione e al monitoraggio

di azioni innovative o per decisione contestuale intendevano affrontare

riflessivamente il processo di innovazione che era loro richiesto.

Si è cercato un campionamento di convenienza

sono stati coinvolti tutti i dirigenti scolastici delle scuole individuate, in

alcuni casi di turn over della dirigenza si è avuta la possibilità di

intervistare entrambi i dirigenti.

Il progetto dell’indagine prevedeva che il dirigente stesso scegliesse un num

definito di docenti di ciascun grado di scuola da coinvolgere, con il solo

vincolo di dichiarare i criteri in base ai quali sceglieva - in seguito si è

evidenziato che i criteri usati sono stati: disponibilità, appartenenza allo

staff di dirigenza, attribuzione di un incarico di funzione strumentale,

anzianità di servizio nell’istituzione

anche la scelta dei genitori affidata al dirigente con il solo vincolo che

quelli scelti fossero rappresentativi o di un organo collegiale istituzionale o

di un organismo informale (es. comitato genitori)

STRUMENTI

usando approccio qualitativo - INTERVISTA SEMISTRUTTURATA e FOCUS GROUP perché

danno centralità all’intervistato o ai componenti del gruppo di discussione e

permettono raccolta ricca pluralità di prospettive relative all’ogg d’indagine (

interazione e cooperatività)

accanto a questi è stato raccolto e analizzato un num significativo di documenti

che spontaneamente i dirigenti, i docenti e i genitori hanno messo a

disposizione a supporto di quanto dichiarato ed emerso nel corso dell’attività

d’indagine.

semistrutturata = ha un polo di centratura equilibrato = il rilievo dato

all’intervistatore e all’intervistato non è dichiaratamente sbilanciato verso

l’uno o l’altro ma prevede conduzione gentile tra due partner nella stessa

discussione - inizialmente domande prefissate e poi si prosegue dando

possibilità di precisare risposte date - domande in itinere vengono calibrate in

base alle conoscenze ed esperienze dell’intervistato - domande poste hanno

l’obiettivo primario di spingere l’intervistato verso l’osservazione critica di

sé e del proprio agire e all’esplicitazione degli esiti di questa riflessione,

senza nessuna remora valutativa ( affermazioni individuali non sono né giuste né

sbagliate)

intervistatore deve saper ascoltare e sollecitare il senso critico del proprio

intervistato al fine di favorire l’approfondimento del tema trattato

oggetti su cui si fissava attenzione intervista:

organizzazione del tempo scuola

progettualità

metodologie didattiche

strumenti di valutazione

organizzazione equipe pedagogica

rapporti con le famiglie

focus group = gruppo - moderatore - osservatore - stimoli reciproci - risposte

emergono nel momento, nell’interazione - moderatore sollecita - osservatore

assiste, rileva e annota

RISULTATI

aspetto positivo = 1. + eclatante e + generalizzato = disponibilità dei vari

sogg, evidente conferma dell’esigenza di protagonismo della scuola nei confronti

dei processi di cambiamento teorizzati a livello nazionale.

le scuole coinvolte hanno mostrato grande interesse a essere coinvolte nella

ricerca accademica, laddove questa si pone in relazione interlocutoria e

propositiva nei confronti dei professionisti dell’educazione

ulteriore aspetto emerso è la centralità della figura del dirigente nei processi

d’innovazione a conferma di quella che la letteratura definisce LEADERSHIP

EDUCATIVA = dirigente individua, motiva, sostiene, legittima i docenti nella

scuola e all’esterno, in relazione con i sogg che sussidiariamente cooperano

all’educazione - figura strategica per attivare e governare il processo di

rinnovamento scolastico

LA PRIMA FASE

prima intervista semi strutturata a cui sono stati sottoposti i dirigenti

scolastici aveva come obiettivo quello di FISSARE L’ATTENZIONE SU GLI OGG PROPRI

DELLA RICERCA, mettendoli in relazione con la storia recente della vita e

dell’organizzazione propria dell’istituzione scolastica.

emerge = attenzione dirigente scolastico sull’aspetto organizzativo, sulle

procedure e sui processi.

tempo permanenza dirigente nell’istituto rilevato come una variabile

significativa per argomentare realizzazione innovazioni organizzative e

didattiche, far emergere rete rapporti territoriali, sistematicità delle

procedure di progettazione delle attività previste dal piano dell’offerta

formativa

minore risulta l’attenzione del dirigente ad aspetti metodologici e pedagogici

affidati completamente a docenti e alle figure strumentali

atteggiamenti genitori verso i tre livelli di scuola: senso del dovere ma senza

particolare coinvolgimento - genitori “informati” sia rispetto alla gestione

dell’attività scolastica, sia nei confronti dei cambiamenti legislativi

intercorsi nel mondo della scuola nell’ultimo decennio (questi spesso forte

intesa con il dirigente o docenti) - forte critica alla scuola e alla sua

organizzazione.

LA SECONDA FASE

al termine dell’anno scolastico 2004/2005 quando ormai le istituzioni si erano

confrontate con alcuni aspetti dell’innovazione - nuova intervista obiettivo =

se e come si erano verificati dei cambiamenti

emerge = dichiarazioni molto simili - ricerca clima positivo nella scuola

dell’infanzia con attivazione progettazione percorsi unitari di apprendimento -

preoccupazione attenzione organizzazione attività educative ha tolto attenzione

alle metodologie didattiche, difficile superamento separazione attività

obbligatorie e facoltative

OSSERVAZIONE ASPETTI INNOVAZIONE

si riportano solo alcuni risultati dell’indagine

ORGANIZZAZIONE DEL TEMPO SCUOLA

tutte le scuole dell’infanzia coinvolte si sono occupate della riorganizzazione

del tempo scuola e hanno presentato diverse formule organizzative che usavano la

possibilità minima massima prevista dalla normativa - nella scuola primaria

emerge che comunque le scuole tendono a mantenere il modello preesistente , in +

dato un modello di massima condivido nel collegio docenti, i diversi plessi di

uno stesso istituto si sono poi organizzati nella prassi in modo diverso, con

alcuni aggiustamenti in base alla propria tradizione e alle competenze del

personale docente.

anche nella scuola secondaria tendenza al mantenimento.

altra cosa notata è che la distinzione tra obbligatorio e opzionale è stat

vissuta come la somma di un tempo ufficiale e funzionale ai fini della scuola.

La scelta delle ore facoltative è apparsa + come una necessità di gestione della

famiglia che non come scelta necessaria per la costruzione di un vero e proprio

piano di studio personalizzato per ciascun allievo.

PROGETTUALITA’ EDUCATIVA

appare una difficoltà - piano di studio personalizzato ( somma ore obbligatorie

+ opzionali) non è un percorso uniforme ma scelto dalla famiglia in cooperazione

con la scuola, in base alle diverse capacità e attitudini dell’allievo, ai

bisogni formativi - solo 3 su 14 dichiarano d’essere riuscite ad attuarlo

ORGANIZZAZIONE DELL’EQUIPE PEDAGOGICA E STRUMENTI DI VALUTAZIONE

solo poco + del 21% è riuscito a realizzare la figura del docente coordinatore

tutor - il resto difficoltà o attesa d’indicazioni dal ministero sulle procedure

per realizzarlo - quasi tutte no tutor sì adozione tutorato diffuso, per evitare

eccessivo carico di responsabilità a pochi docenti ma anche latentemente

d’evitare introduzione elementi discriminatori nella professionalità docente.

si evidenzia una difficoltà nell’introdurre la personalizzazione nei percorsi di

insegnamento apprendimento, rompendo la tradizione di uniformità che accompagna

ns sistema educativo.

Sembra che ci sia un ok al cambiamento delle metodologie, strumenti di

valutazione ma una chiusura nel rendere personale e flessibile l’organizzazione

dei processi educativi.


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DETTAGLI
Esame: Didattica
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher walis1987 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Sandrone Buscarino Giuliana.

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