Introduzione
Negli ultimi anni il nostro sistema formativo è stato oggetto di attenzione dell’opinione pubblica e dei governi. Una nuova sensibilità politica e le nuove esigenze hanno inaugurato una straordinaria stagione di riforme, ma anche di controriforme. Ma a causa di una stagione forse troppo straordinaria stiamo correndo il rischio di diventare un paese senza storia né tradizione. Infatti, sono troppi i cambiamenti della struttura del sistema di istruzione che si verificano ad ogni cambio di governo. Il sistema formativo dovrebbe mutare soprattutto in funzione delle necessità imposte dai cambiamenti socio-culturali e produttivi locali e internazionali, e solo in misura minore in relazione ai profili politici dei diversi governi.
Per dar vita a un processo che porti verso il miglioramento del sistema dell’istruzione e della formazione, cruciale è la valutazione, in quanto è fondamentale disporre di dati e di informazioni affidabili. La valutazione scolastica ha rappresentato da sempre una sorta di “spauracchio”: per allievi e genitori in merito ai giudizi degli insegnanti; per il docente e il dirigente per quanto riguarda la valutazione della professionalità; e infine la valutazione dell’intero sistema dell’istruzione e della formazione non è di certo gradita ai detentori del potere politico. Deve essere posto in evidenza il valore positivo della valutazione per poter procedere al miglioramento di ordinamenti, strutture, processi e prodotti educativi.
Cambiamento sociale, funzioni e modelli valutativi
Scuola, società e valutazione
Mutamento sociale e funzioni valutative
Le funzioni prevalenti, gli strumenti e le rappresentazioni simboliche della valutazione scolastica cambiano in relazione: al contesto storico di riferimento; al ruolo assegnato da una società al proprio sistema educativo; all’evoluzione delle conoscenze di settore. Infatti, quando la scuola formava la classe dirigente del nostro paese, la valutazione aveva la funzione di selezione sociale e culturale. Attualmente la valutazione ha una valenza formativa che consente anche una verifica della rispondenza del processo insegnamento-apprendimento all’offerta educativa. Inoltre, è sempre più orientata a valorizzare le scelte e i percorsi di apprendimento individuali. A queste diverse funzioni sono corrisposte spesso altrettante forme e procedure di controllo e di espressione dei giudizi valutativi, come anche differenti sono state le finalità, le rappresentazioni simboliche e le modalità di impiego della valutazione delle conoscenze e delle competenze acquisite.
La valutazione come attribuzione di valore
La valutazione è l’atto dell’attribuzione di valore a qualcosa o qualcuno. Ma occorre che le modalità e lo strumento di misura impiegati siano resi espliciti. Quando si valuta ciò che si ritiene importante, occorre considerare che la qualità può oscillare da valori molto bassi a valori molto alti a seconda del contesto e degli scopi da perseguire. Ciò che ha valore in rapporto a un certo contesto e in relazione a certi scopi può non solo non averne, ma addirittura rappresentare un anti-valore, un difetto. Da qui la necessità di disporre di un sistema che permetta di compiere prima apprezzamenti e poi decisioni consapevoli e coerenti con il contesto e con gli scopi perseguiti.
Valutazione e regolazione dei sistemi formativi
La valutazione ha una funzione orientativa e di regolazione ed aggiustamento dei processi formativi, inoltre ha anche la funzione di monitoraggio. Con l’introduzione dell’autonomia scolastica, la valutazione ha accentuato la sua importante funzione centrale di comando e organizzazione. Quindi la verifica degli apprendimenti e l’analisi della loro relazione si porranno sempre più come elementi di qualificazione e miglioramento dell’offerta culturale e didattica della scuola, di adeguamento della proposta formativa alle esigenze individuali, socio-culturali e produttive. I processi di verifica degli apprendimenti e della didattica devono partire dal livello di classe (microsistema), i processi di auto e di etero valutazione d’istituto (mesosistema) e quelli di valutazione dell’intero sistema formativo nazionale (macrosistema). Da essi deriverà la qualità delle basi conoscitive su cui potranno innestarsi i percorsi di decisione a tutti i livelli di responsabilità (dai docenti ai politici, dagli esperti all’opinione pubblica). Proprio per questa ragione, nel 1999, voluto dal governo di centrosinistra, è stato introdotto l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione (INVALSI).
Valutazione di sistema e autovalutazione d’istituto
La valutazione di sistema
Il sistema scolastico e le sue singole unità operative possono considerarsi sistemi complessi, aperti e finalizzati. Complessi poiché costituiti da un elevato numero di elementi organizzati e interdipendenti; aperti poiché tanto a livello macro, quanto meso e micro, sono distinti dall’ambiente esterno da confini e non da barriere, in un continuo scambio di energie; finalizzati poiché ideati per il perseguimento di precisi obiettivi. In questa ottica, la questione dei flussi informativi interni, ma anche esterni al sistema, si impone come questione fondamentale per assicurarne l’efficacia di funzionamento. Infatti, tutti gli operatori del sistema, per poter risolvere un problema, devono disporre tempestivamente delle informazioni di cui hanno bisogno e devono, soprattutto, essere certi della loro attendibilità.
Informazioni scolastiche e indicatori della qualità dell’istruzione
Purtroppo, da un’analisi delle fonti, delle tecniche di rilevazione, dei modelli di analisi e delle modalità di impiego delle informazioni scolastiche è emerso un pauroso scoordinamento. Alcuni blocchi informativi però sono disponibili (es. numero iscritti ai diversi gradi e tipi di scuola suddivisi per sesso, area geografica, ecc., provenienza sociale, ripetenti; patrimonio edilizio, costo dell’istruzione…). Non vengono prodotti però proprio quei blocchi e quei flussi informativi che dovrebbero rappresentare il sistema nervoso principale, che consentirebbero di creare processi intelligenti di pianificazione, controllo e valutazione (es. caratteristiche degli allievi in ingresso e in uscita da ogni ciclo formativo, aspetti gestionali della scuola, l’uso dei laboratori ecc.). Gli indicatori dell’istruzione sono indici numerici capaci di rappresentare sinteticamente la misura di variabili qualitative e quantitative del sistema (es. numero studenti di una scuola e numero di metri quadrati di spazi disponibili e attrezzati: indicatore dell’affollamento della scuola).
Monitoraggio, diagnosi e valutazione di sistema
Il monitoraggio consiste nel controllo continuo delle decisioni e delle azioni più significative, attraverso un sistema che ci informa dell’andamento di quelle decisioni e azioni in rapporto al loro andamento ideale o coerente con gli scopi perseguiti. La diagnosi invece si occupa degli eventuali scarti e degli eventi imprevisti, così da permettere l’identificazione dei punti deboli e forti del sistema. La valutazione permette sia l’identificazione delle cause degli eventi registrati, sia l’identificazione delle vie da seguire per consolidare o cambiare le scelte già compiute.
La valutazione del macrosistema
La valutazione del macrosistema è un mezzo importantissimo sia per la produzione di dati sulla funzionalità del sistema, sia per la produzione, l’impiego e lo scambio di dati e informazioni tra i tre sistemi (micro, macro, meso). Così da poter passare da un’ignoranza reciproca a uno scambio dinamico di informazioni, evitando così che l’autonomia si trasformi in autarchia scolastica.
L’autovalutazione d’istituto
Contribuisce a migliorare l’efficacia dell’azione educativa del singolo istituto e, in maniera indiretta, del sistema cui esso appartiene (nazionale o regionale). Inoltre, l’autovalutazione d’istituto può dare corso alla circolarità virtuosa del miglioramento continuo della produttività del sistema scolastico e formativo, in quanto l’autonomia e l’autovalutazione diventano lo strumento per rendere aderente la proposta didattico-curricolare alle caratteristiche di ciascun allievo e all’ambiente socio-culturale in cui la scuola opera.
Autonomia scolastica e autovalutazione d’istituto
Una tra le più importanti ragioni dell’autonomia è quella di innalzare la qualità dell’istruzione. Per le singole istituzioni, il mezzo con cui operare questo miglioramento continuo della qualità del servizio offerto è l’autovalutazione. Ma le unità scolastiche sembrano privilegiare un modello di controllo concentrato solo su determinati aspetti (es. un controllo maniacale verso le variabili organizzative tralasciando quelle cognitive) per altro con la raccolta di dati poco pertinenti, validi e attendibili. Un buon modello di autovalutazione deve presentarsi come affidabile sul piano scientifico, ma in grado di rimandare a una proposta operativa agevole che eviti spreco di tempo e di energie, inoltre deve essere condivisibile ovvero fatta in accordo con tutti i docenti.
Procedure e strumenti
Come operare in modo che si possa raggiungere gli obiettivi dichiarati nel POF? Intanto partendo dalle attività che sono caratteristiche dell’istituzione scolastica e sono svolte abitualmente e dalle necessità e dai bisogni più avvertiti nei singoli contesti, quindi contestualizzare l’offerta formativa. Poi bisogna tener conto degli aspetti fondamentali del sistema valutativo (monitoraggio, diagnosi, autovalutazione). In altri casi si parte dagli aspetti più importanti da considerare.
Le variabili fondamentali e gli strumenti di rilevazione
Variabili di contesto: livello di istruzione della popolazione residente nel territorio in cui opera la scuola; bisogni formativi generali dell’utenza; risorse culturali e formative presenti; relazioni con le strutture amministrative. Variabili di input e risorse: vanno dalle caratteristiche cognitive alle risorse umane (prima fra tutti gli insegnanti). Variabili di processo: contenuti informativi del POF, quindi l’organizzazione spazio-temporale dell’offerta didattica. Variabili di prodotto e di outcome: hanno priorità rispettivamente livello complessivo degli apprendimenti e la riuscita negli studi. Gli strumenti da adoperare sono articolati e vanno dalle prove oggettive alle prove semistrutturate di verifica degli apprendimenti, dai questionari alle interviste, dalle griglie di osservazione di dati alle check-list.
Organizzazione didattica, valutazione, decisione
Progettazione didattica e valutazione
Oggi insegnare è molto più difficile e complesso di quanto non lo fosse qualche tempo fa. Questo richiede una rigorosa progettazione didattica che preveda una risposta tattica ai possibili imprevisti. Ma è molto frequente trovare tra il materiale documentario sulla programmazione prodotto dalle scuole, una sorta di resoconti narrativi delle finalità che ci si propone di raggiungere con l’attività educativa, delle metodologie da impiegare, dei contenuti oggetto specifico di insegnamento. Il progetto formativo invece deve avere carattere di contestualizzazione e al tempo stesso deve essere iscritto dentro i vincoli di istruzione nazionali, inoltre deve offrire dati e informazioni affidabili sugli esiti della sua verifica sul campo e sulle eventuali modificazioni apportate.
Le ragioni della progettazione didattica
Un progetto ha senso quando intenzionalmente si vogliono perseguire degli obiettivi non raggiungibili con un’azione immediata e con l’impiego causale dei mezzi e delle risorse disponibili.
Programmi di insegnamento e crescita dei saperi
Con i cambiamenti del nostro sistema scolastico e formativo verranno introdotti, prima o poi, nuovi programmi d’insegnamento. Ciò permetterà di superare il nozionismo che caratterizza la nostra scuola, e di andare più in profondità nella trattazione di questioni reputate ormai fondamentali. L’accrescimento dei saperi però presuppone un continuo processo di ammodernamento dei repertori conoscitivi e delle competenze professionali dei docenti.
Complessità sociale e rapporti tra centralità e autonomia dell’organizzazione scolastica
Nel processo di formazione delle nuove generazioni va sempre più aumentando l’influenza delle agenzie educative e dei canali informativi extrascolastici. Inoltre, va sempre più diffondendosi una particolare attenzione per le culture e le tradizioni locali. Quindi sussistono le condizioni che portano ciascun individuo a sentirsi cittadino del mondo e contestualmente membro a tutti gli effetti della comunità locale, o originaria, di appartenenza. Questo fenomeno trova riscontro in merito alla questione sui rapporti tra centralità e autonomia della nostra struttura scolastica, tra formazione generale comune su tutto il territorio nazionale (e sovrannazionale) e formazione adeguata alle esigenze del locale. Cosa attuare attraverso la formazione: promuovere negli allievi conoscenze e abilità tali da facilitare nel soggetto l’acquisizione anche autonoma di competenze (apprendere ad apprendere); individualizzata alla struttura psicologica cognitiva dell’allievo; capace di garantire flessibilità; in grado di rispecchiare anche il contesto più ristretto e specifico.
Diversità e uguaglianza
Come perseguire tali ambiziosi obiettivi? La variabilità delle situazioni educative dipende dal gioco di moltissimi fattori. Una posizione ritiene necessario procedere affrontando volta per volta i problemi particolari o generali che emergono durante l’attività di insegnamento/apprendimento. L’altra ritiene valido l’uso di schemi di azione e di particolari metodi, quindi di agire secondo canoni di comportamento rigorosamente determinati. La progettazione didattica e curricolare è una strategia insostituibile di valorizzazione della diversità e di omogeneizzazione e diversificazione della formazione. La programmazione quindi consisterà nell’apportare per tempo gli itinerari, le risorse e i mezzi reputati necessari. Tra le risorse e i mezzi sono particolarmente importanti: gli strumenti di verifica iniziale, procedurale e finale dell’apprendimento individuale e collettivo.
Strategie didattiche, valutazione e decisioni
Le variabili che determinano ogni situazione educativa non solo sono molto numerose, ma anche non sempre determinabili. Alcune, pur definibili nel loro aspetto quali-quantitativo, non sempre nelle stesse condizioni producono gli effetti desiderati o attesi. Ma non è neanche corretto ritenere che non si possa ponderare totalmente l’azione formativa e i suoi esiti. La conoscenza delle diverse funzioni della didattica contribuisce a determinare la qualità della proposta formativa e di conseguenza il suo grado di pertinenza, di efficacia e di efficienza. La variabile organizzazione della didattica incrementa il peso della riuscita.
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