Tecnologie dell'educazione e innovazione didattica di Guerra
Prima parte: Educazione e tecnologie
Tecnologia: studio della tecnica e della sua applicazione. Tecnica (Calvani): insieme di comportamenti socialmente convalidato come adeguato al fine. Culturalmente, il concetto di tecnica rimanda all'area delle attività scientifico-produttive ma la valutazione tecnologica di una tecnica non può essere condotta solo con criteri quantitativi ma anche con variabili qualitative.
Gli stessi strumenti e materiali entrano in contatto con il "tecnico" che li usa secondo variabili che riguardano:
- Capacità di utilizzarli: padronanza della tecnica
- Capacità di essere utilizzati
Tra tecnica, tecnologia, strumenti e tecnici c'è un problema di tipo gerarchico (chi è più importante?). L'area di significato della tecnologia coinvolge almeno tre livelli di riflessione:
- Analisi descrittiva di tecniche: sia rilevate dalla prassi che in sede teorica
- Comparazione di tecniche, isolate o collegate, in base a criteri differenziati e non solo quantitativi
- Identificazione e analisi dei modelli in cui sono inserite le tecniche e ne giustificano l'utilizzazione. Questi possono essere dichiarati o nascosti (c'è ora la tendenza a vedere gli strumenti come fini e non più come mezzi)
Natura della tecnologia nel suo rapporto con la tecnica
La tecnologia studia le relazioni tra materiali, strumenti e tecniche; analizza e compara le tecniche in funzione del loro contesto socio-culturale di utilizzazione, degli obiettivi proposti, delle finalità. Le tecniche non sono mai perfettamente applicabili e riproducibili; in definitiva, per tecnologia si deve intendere "l’insieme delle procedure mentali che si accompagnano all’uso di strumenti artificiali".
Le tecniche non hanno un valore positivo oggettivo: la tecnologia studia e chiarisce il modello culturale e politico complessivo che le sostiene. La tecnologia studia quindi il rapporto tra tecnica e civiltà.
Tecnologie educative → Galliani: sono le tecnologie della comunicazione educativa.
Due approcci all'uso del computer nell'educazione
- La macchina libera gli insegnanti dai coefficienti istruttivi ampliando i margini di un intervento educativo di qualità più elevata
- Le nuove tecnologie riducono l'esperienza educativa a mera istruzione
La circolare ministeriale che definisce le linee di un "piano nazionale di formazione degli insegnanti sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione" sostiene la positività sul piano educativo dell'avvento del computer ma in altri elementi è criticabile perché:
- Riduce il ruolo dell'insegnante e della scuola al livello dell'istruzione ed elimina la formazione
- Presenta la formazione all'uso delle nuove tecnologie come un terzo asse che non è né formazione né istruzione (ma allora che cos'è?)
Invece è evidente che le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) rientrano negli assi portanti della scuola:
- Sono oggetto disciplinare e sono nuove strategie e metodologie didattiche
- Prefigurano un nuovo scenario socioculturale
Quindi: Tecnologia dell’educazione e nuove tecniche della comunicazione e dell'informazione non sono la stessa cosa. Il progresso strumentale tecnico non accompagnato da adeguate modalità di riflessione educativa e didattica è assolutamente da rifiutarsi sul piano tecnologico-educativo.
La tecnologia dell’educazione deve guidare l’apprendimento delle nuove tecniche di informazione e comunicazione. Le nuove tecniche devono essere apprese con modalità flessibili e che richiedano la consapevolezza immediata della loro possibile collocazione in progetti (l'educatore deve sapere come inserire ciò che impara nei suoi progetti).
Bisogna imparare i nuovi strumenti e le loro procedure d’uso progettando contemporaneamente il nuovo: anticipando i fini e non solo gli strumenti (dire agli educatori quali sono i fini della nuova tecnologia).
Nelle scuole italiane, le insegnanti che hanno una preparazione migliore nell’ambito informatico, insegnano tale materia ai ragazzi. Con la nascita del web 2.0 la situazione cambia: la rete diventa il luogo virtuale per rielaborare, produrre e diffondere i contenuti ed entrare in contatto con molte persone. Alle insegnanti viene richiesta una formazione informatica per poterla insegnare oltre alle altre competenze che erano richiesti di avere (conoscenze disciplinari e capacità di progettazione). Le nuove tecnologie si sono rivelate molto importanti anche come strumento tecnico da utilizzare nella didattica: un esempio è la LIM, la lavagna interattiva che sta entrando in molte scuole italiane in sostituzione delle lavagne a gesso o a pennarello (progetto classi 2.0).
I nuovi modelli della tecnologia educativa presentano un duplice volto: quello delle promesse, delle nuove potenzialità messe a disposizione e quello della realtà di fatto.
La realtà tradisce le aspettative in modo non trascurabile, non per colpa delle strumentazioni, bensì perché sono fortemente in ritardo, da un lato, i modelli pedagogici e didattici in cui inserirle, d’altro lato, conseguentemente, le professionalità educative di chi le utilizza. Esiste quindi un forte gap tra promesse e realtà.
Esempi
1. FAD (corsi di formazione a distanza) di terza generazione
Promesse:
- La qualificazione dei materiali informativi in base a individualizzazione (con la possibilità di tener conto del livello d’accesso del singolo studente, del suo stile di apprendimento e dei suoi tempi di studio attraverso la fornitura di materiali di complessità differenziata) e a personalizzazione (con la possibilità di scegliere percorsi e indirizzi paralleli e di approfondire interessi individuali)
- Il potenziamento dell’interazione verticale fra docenti e responsabili del corso e studenti, la presenza costante di tutor, il feedback continuo
- La valorizzazione dell’apprendimento "dal basso", sia del singolo studente sia del gruppo
- Cooperative learning
Cosa si rileva:
- Forte aumento quantitativo della dimensione informativa non sempre accompagnato dalla qualità
- Discreta assistenza degli studenti
- Deludente utilizzazione delle nuove possibilità di relazione orizzontale che si riduce a forum
Cosa si dovrebbe fare:
- Presentare materiali trattati secondo le logiche della digitalizzazione
- Progettare un'interazione tra le fasi e i momenti di informazione e i compiti di costruzione
- Predisporre sequenze strutturali di cooperative learning identificate come strategie fondamentali di apprendimento
- Costruire collegamenti con altri siti per completare l'informazione
2. Bambino che non frequenta la scuola per motivi di salute
La sperimentazione è stata fatta con il collegamento video che risulta inefficiente perché:
- Per il bambino la situazione è noiosa
- La classe è distratta, non segue e disturba il normale svolgimento della spiegazione che diventa inutile
Cosa si dovrebbe fare:
- Aprire un sito di classe
- Dosare i momenti informativi del docente: asincroni (materiali sul sito) e sincroni (videoconferenza)
- Fondamentali i momenti collaborativi degli studenti: asincroni (lavori individuali in prodotti collettivi) e sincroni (videoconferenza)
- Prodotti di ricerca e di studio che valorizzino sia il lavoro dei presenti che degli assenti
Modelli tecnologici dell'educazione
L’idea di complessità dei modelli tecnologici dell’educazione riprende i temi del problematicismo pedagogico. Sono centrali: la sfera dell’educazione intellettuale (il piano che definiremo del "cognitivo") e la sfera dell’educazione etico-sociale (il piano che chiameremo della "socializzazione").
Sul piano del cognitivo è chiara la possibile compresenza integrata di tre prospettive dell’educazione intellettuale:
- Prospettiva monocognitiva: interpreta l’educazione intellettuale come alfabetizzazione culturale cioè l'assicurare a ognuno il possesso delle informazioni indispensabili a livello di organizzazione dei contenuti, di lessico, di conoscenza degli strumenti di indagine delle diverse discipline.
- Prospettiva metacognitiva persegue l’attivazione significativa presso gli studenti dei modi del cosiddetto "pensiero scientifico" cioè la risoluzione dei problemi che passino attraverso le fasi canoniche della osservazione, ipotesi, sperimentazione, verifica, quindi imparare a imparare.
- Prospettiva fantacognitiva vuole stimolare lo studente alla costruzione di percorsi originali di comprensione/rivisitazione del sapere quindi all'elaborazione di altre sfaccettature interpretate soggettivamente della cultura. Si propone di garantire la scoperta non soltanto di oggetti culturali nuovi o diversi, ma anche di approcci originali agli stessi oggetti messi a punto.
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