DIDATTICA DELLA MUSICA
DOCUMENTI RELATIVI ALLE INDICAZIONI MINISTERIALI
Piano d’istruzione (2004 a partire da questo momento si parla di scuola
dell’infanzia)
Curricolo (2007)
Piano di lavoro e atto di indirizzo (2009)
Indicazioni ministeriali (2012)
IL METODO ATTIVO
È un modello procedurale di apprendimento che implica l’esperienza
sensitiva e motoria (finalizzata allo strumento) del discente
Il bambino è il centro e il motore stesso della propria evoluzione
Il bambino non deve essere condizionato dalla logica dell’adulto
Ogni conoscenza acquisita è fondata sulla stimolazione ricorrente del
sistema sensoriale o muscolare ad opera di azioni o di oggetti che suscitano
l’interesse ludico e stimolano l’atteggiamento partecipativo dell’allievo
L’allievo si applica attivamente nel processo di apprendimento 1
L’allievo è spinto a far musica ben prima di impararne la teoria
I CAMPI PRIVILEGIATI DELL’ESPERIENZA MUSICALE
Canto
Giochi ritmici
Giochi corporei
Uso di strumenti semplici
Uso di oggetti
I MODELLI STORICI (che applicano il metodo attivo)
ÈMILE JAQUES – DALCROZE (1865 – 1950)
Insegnante svizzero di conservatorio
Applica in modo coerente e costante il metodo attivo concentrandosi sul
movimento (l’azione degli arti inferiori condiziona il rapporto con il ritmo
camminata)
2 presupposti:
1) Nei primi stadi evolutivi non c’è distinzione fra atto motorio e atto
conoscitivo
2) Il senso ritmico è un senso muscolare da sperimentare attraverso il
movimento
Il corpo è l’intermediario tra l’evento sonoro e il pensiero
3 materie di insegnamento:
Ritmica (ascolto)
Solfeggio (abilità uditive)
Improvvisazione (elaborare nuove idee compositive)
ZOLTÀN KODÀLY (1882 – 1967)
Studioso ungherese della musica folklorica
Esistenza di una lingua musicale, insieme di strutture e modelli culturali
con cui il bambino entra in contatto fin dalla nascita su cui deve poggiare
l’educazione musicale
L’educazione musicale trova il suo fondamento nel repertorio folklorico
popolare
L’apprendimento del canto popolare risorge sotto forma di enunciato
musicale
L’enunciato musicale diventa notazione musicale, entro cui l’allievo
2 decodifica senza sforzo le relazioni sonore (tra note a livello di altezze ad
esempio) si parte da qualcosa di già noto
Solmisazione: l’allievo, a partire dal canto, associa ad esso le sillabe delle
note senza considerarne l’altezza e la tonalità assoluta D’Arezzo
Do mobile: l’allievo adotta questo sistema di notazione semplificato
attribuendo alle note una funzione (riferimento al do di partenza)
L’apprendimento musicale avviene attraverso la lettura cantata delle note
Chironomia: strategia didattica che rinforza visivamente la lettura e la
memorizzazione dell’altezza relativa delle note (uso delle mani e delle
braccia)
Educazione ritmica: uso delle onomatopee e della loro trasposizione
mnemonica in formule ritmiche
CARL ORFF (1895 – 1982)
I bambini devono essere produttori di musica
I bambini devono scoprire la musica utilizzando e sperim