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6.4 Saper collegare

Un’altra capacità operativa richiesta , indicata nei programmi del 1985 per la primaria è quella di

saper mettere in relazione fra di loro gli elementi di un ambiente evidenziando funzioni e rapporti

che essi hanno con un vasto contesto. Per fare questo non bisogna soltanto distinguere elementi

fisici e antropici, ma sarebbe opportuno individuare i principali tipi sia dei primi(gli elementi

morfologici, idrografici, vegetazionali) sia dei secondi(via di comunicazione, edifici, campi

coltivati, fabbriche , etc). questa capacità richiede una serie di passaggi non facili : bisogna

individuare gli elementi che costituiscono l’ambiente; poi bisogna scoprirne la funzione o le

funzioni; in terzo luogo si chiede di mettere i singoli elementi in relazione. In poche parole

dobbiamo capire a cosa serve un elemento e per sapere a cosa serve bisogna sapere di cosa tratta per

poi riuscire a scoprire i rapporti che gli elementi hanno tra di loro, all’interno del loro ambiente, ma

anche con l’esterno. Per poter far acquisire all’allievo tali capacità bisognerà partire dalle cose

ad esempio porsi domande come :” a cosa serve la lavagna?”.

semplici come

6.5 L’osservazione di ambienti diversi

Partendo dalla scoperta di elementi fisici e antropici osservati nell’ambiente vicino bisogna passare

all’osservazione diretta di ambienti diversi descrivendoli via via in modo analitico e

differenziandoli secondo i loro caratteri geografici. Raramente purtroppo si va al di là della lettura

del sussidiario. Purtroppo inoltre le uniche volte in cui viene richiesta agli alunni un’osservazione

indiretta di alcune regioni i fini sono del tutto elencativi e nozionistici, in quanto mirano solo alla

memorizzazione dei toponimi. Nei programmi del 2004 si propone di analizzare un territorio

attraverso un percorso geografico che porta dal vicino al lontano, quindi, si tratta degli ambienti

diversi dal proprio. Ci sono molti strumenti disponibili per fare questo come internet e si parla

anche di saper cogliere gli elementi essenziali , ma precisi della configurazione fisica e antropica di

un insieme geografico. Bisogna inoltre saper differenziare gli ambienti in base ai loro caratteri

geografici. Il Trentino Alto Adige è molto diverso dalla Puglia , sia morfologicamente sia

entropicamente e saper riconoscere queste diversità è veramente molto importante. Sempre negli

stessi programmi sopra citati si parla di descrizione. Questo termine ha un che nozionistico e

libresco, mentre bisognerebbe essere inteso come il saper individuare la fisionomia di un ambiente

e di saperla indicare.

6.6 La descrizione e la rappresentazione

Un’altra capacità indicata è il saper utilizzare mezzi diversi di descrizione linguistica e di

rappresentazione grafica. Queste sono due capacità molto diverse tra di loro con proprie difficoltà e

metodologie. La prima ha come obiettivo di fare un resoconto per imparare a non trascurare le

peculiarità e a sapere indicare i punti di forza nonché di debolezza di un ambiente. La seconda ha

come obiettivo quello di riuscire a tradurre graficamente alcuni fenomeni perciò si presuppongono

alcune competenze elementari di statistica descrittiva e di tecnica. Per la prima basterà conoscere

come organizzare le informazioni in serie attraverso magari un esposizione libera o la risposta a

domande, un narrare esperienze di viaggio. Per la seconda basterà sapere come realizzare alcuni

grafici semplicissimi: dall’istogramma ai grafici con gli assi cartesiani. La rappresentazione grafica

interessa quasi tutte le discipline per la sua espressività e potere di sintesi. Bisogna saper produrre i

grafici ma anche saperli leggere; perciò si richiede una competenza attiva e passiva.

6.7 La costruzione e l’interpretazione delle carte

Un’altra capacità operativa richiesta è la costruzione di mappe e carte che si articola in 5 punti: 26

l’orientamento della carta è sulla

a- carta

la lettura e l’interpretazione

b-

c- il confronto fra carte a scala differente

d- la scelta fra diversi tipi di carte , fisiche , politiche

e- la costruzione

Escludendo il primo punto i restanti presentano difficoltà progressivamente crescenti. I problemi

sono molti come ad esempio una scarsa conoscenza della simbologia convenzionale in conseguenza

del fatto che spesso le carte geografiche non sono in dotazione nelle scuole. È quasi assente nelle

scuole la costruzione delle carte al massimo si arriva a far ricalcare qualche piantina dal sussidiario,

perciò risulta improbabile un’interpretazione adeguata di queste, nonostante queste siano capacità

espressamente richieste dai programmi del 2004 a partire dalla seconda classe della primaria.

6.8 La ricerca delle informazioni

L’ultima capacità operativa richiesta è quella di saper ricercare l’informazione geografica

imparando a raccogliere dati presenti in atlanti, libri , periodici , annuari statistici. Questa sembra

essere l’abilità meno padroneggiata dagli studenti. Per ricercare l’informazione geografica, bisogna

con

conoscere le fonti ed è molto triste pensare che la maggior parte degli insegnanti ignora l’Istat

le sue pubblicazioni. I nuovi programmi del 2004 rendendosi conto che è impossibile selezionare e

controllare le informazioni desunte da queste fonti , visto che nemmeno un geografo professionista

trova facile questo tipo di operazione si limitano a chiedere agli studenti di utilizzare le

informazioni geografiche per la presentazione o l’analisi di un territorio e /o di un tema o problema

del mondo di oggi. Si richiede la lettura , l’interpretazione , l’utilizzazione di rappresentazioni

iconiche , del globo , dei tabellari , dei grafici, delle cartine. 27

Capitolo 7 “ Uno schema di riferimento”

7.1 Una prima fase: i caratteri del territorio

da seguire nell’insegnamento della geografia. Deve essere

Esiste un itinerario teorico-logico

flessibile e deve rivelarsi utile per organizzare i concetti di base. Esso si chiama teorico-logico , in

quanto fissa gli elementi che si ritengono fondamentali. L’applicazione didattica nel concreto

dipende dal giudizio e dalla sensibilità oltre che dagli interessi del docente, in accordo sia con le

alle possibilità pratiche di svolgimento dell’argomento

capacità di apprendimento della classe sia

prefissosi. Il territorio in geografia si presenta come un sistema aperto in continua modificazione e

con un suo assetto. Con l’avvento delle società umane il territorio appare sempre più organizzato in

un continuo rapporto dialettico tra uomo e ambiente. I due tipi fondamentali di approccio sono :

quello classico di tipo regionale e quello nuovo aderente alla realtà quotidiana di tipo tematico o

problematico. Nel primo tipi di approccio i caratteri spaziali vengono individuati in relazione alla

qualità e quantità degli oggetti presenti in quel territorio. Nel secondo tipo di approccio essi sono

individuabili sempre in rapporto alla quantità e alla qualità degli oggetti , ma di quelli che

caratterizzano il tema o il problema che si intende affrontare. Nel caso di un approccio regionale,

l’obiettivo è individuare quei caratteri – attributi spaziali che ne definiscono l’individualità; nel caso

di un approccio tematico- problematico , si tratterà di individuare quei caratteri attributi spaziali

che costituiscono il comune denominatore del tema o problema scelto. Ad esempio nel primo caso

se un territorio avrà attributi prevalenti i campi , i boschi , le aree incolte, le aziende agricole etc , si

tratterà di un area rurale; mentre se il tema è il turismo balneare si tratterà di far cogliere prima

quegli attributi spaziali che in genere lo caratterizzano: la posizione , il clima , spiagge e alberghi,

campeggi etc.

I caratteri attributi spaziali sono i primi da far rilevare è importante valutarne sia la qualità che la

quantità. Essi sono il punto di partenza di un itinerario teorico logico di qualsiasi lezione di

geografia.

7.2 Un concetto da tener presente

Una realtà territoriale si presenta sempre con tre caratteristiche: è una realtà concreta , complessa e

coerente. È concreta perché esiste con un suo complesso di caratteri attributi sia fisici (dati dalla

morfologia) sia antropici( realizzati dall’uomo). Essa è inoltre una realtà complessa in quanto il

ruolo della natura e le attività dell’uomo si intrecciano continuamente con influenze reciproche.

Infine è da tener presente la coerenza dell’ambiente; da considerare da due punti di vista: naturale

cui l’ambiente si evolve(l’erosione dei versanti, le fasi

antropico. Il primo riguarda le modalità con

dei corsi d’acqua etc). La coerenza dell’ambiente è tale che qualsiasi intervento umano se non ne

tiene conto può provocare dissesti ambientali. La coerenza antropica riguarda gli sforzi dell’uomo

per organizzare il proprio territorio e si svolgono in relazione agli obiettivi che ci si propone.

7.3 Gli elementi dello spazio

Localizzare precisamente gli attributi ci consente di identificare gli elementi che costituiscono

l’architettura del territorio o gli elementi che permettono di rivelare i caratteri dei luoghi coinvolti

dall’argomento considerato, il primo è un approccio di tipo regionale , il secondo è di tipo tematico

problematico. Nel primo caso l’attributo spaziale”città” diventa un elemento

- di quello spazio

qualificandolo come spazio urbano. Nel secondo caso invece l’attributo spaziale “spiaggia” ci

consente di individuare in quale spazio si concretizza il tema problema del turismo. La posizione

degli elementi è da considerare da un duplice punto di vista : in assoluto ( individuata dalla

latitudine e dalla longitudine ) e in relazione a quanto circonda il lembo di territorio considerato(

28

vicino o lontano da). L’appartenenza a una determinata posizione assoluta ( l’appartenenza all’area

temperata torrida o artica ad esempio) comporta conseguenze sull’attività economiche e sulla

vegetazione. La posizione relativa invece non è fissa e immutabile come la precedente ma può

cambiare in virtù delle innovazioni tecnologiche(l’aereo) o di qualche modificazione del

territorio(l’apertura di un canale o la costruzione di un ponte).

7.4 Una seconda fase

Bisogna rendersi conto della disposizione degli elementi nel loro insieme sia che ci si appresti con

un approccio problematico o regionale. La distribuzione può essere sparsa , accentrata, lineare,

globulare ,radiale , regolare o irregolare, diffusa o puntiforme, etc. In qualunque modo essa si riveli

costituirà sia la trama dello spazio considerato, sia delle modalità con le quali il tema- problema si

concretizza sul territorio. L’osservazione della disposizione- distribuzione degli elementi spaziali ci

consente di rilevare sia le tipologie fisiche del territorio sia , in geografia antropica , la densità di

popolazione e la maggiore o minore presenza di manifestazioni di attività economiche.

7.5 La struttura delle relazioni

Gli elementi che costituiscono la trama intrattengono tra di loro una gamma più o meno ampia di

relazioni di varia intensità. In questo modo si stabiliscono rapporti in base alla localizzazione alla

dimensione demografica , alla disponibilità di risorse ed energia etc degli elementi. Non bisogna

però limitarsi ad individuare semplicemente una trama ma di ricercarne una struttura. In questo

modo riusciremo a cogliere le funzioni di uno spazio e la presenza dei fenomeni legati al tema-

problema prescelto. Considerando trama e struttura costruiamo questa seconda fase detta

sintagmatica.

7.6 La variabile tempo

La geografia è una scienza non solo spaziale ma soprattutto cronospaziale. Appare evidente che i

rapporti fra gli elementi mutano incessantemente anche se con soluzioni di continuità temporale:a

ritmo diverso a seconda dei periodi storici, di pari passo con le evoluzioni della tecnologia, la

modificazione delle istituzioni politiche. Non possiamo quindi fare a meno di introdurre la variabile

tempo nella considerazione di un determinato territorio o di un certo tema- problema. Quando la

struttura è modificata o si sta modificando si parla di processo.

7.7 Il sistema territoriale

Ogni sistema territoriale si trasforma in base agli input che riceve nella misura in cui glielo consente

la propria struttura ed invia quelli che la propria struttura elabora e produce. La trasmissione di

impulsi e stimoli non si attua ovunque nella stessa intensità poiché ogni territorio è una struttura

differente con una trasmissione e una ricezione più forte o più debole. Nella concezione sistemica

ogni territorio è considerato in relazione con tutti gli altri in una rete di relazioni e interdipendenze,

ognuno con un suo ruolo , con una sua forza di trasmissione e con un a capacità di ricezione. Il

territorio è un sistema all’interno di un sistema più grande fino a che non si arriva al sistema

planetario. L’identificazione degli elementi spaziali non deve essere l’unico fine della didattica

della geografia, anzi è importante avere una visione sintetica che ci consenta di vedere gli elementi

nella loro disposizione territoriale (trama) e funzionale. In questo modo solo si possono individuare

i flussi di rapporti che collegano vari elementi tra loro e con altri elementi(struttura). 29

Capitolo 8 “L’osservazione diretta”

8.1 I precedenti

Già nel 1955 si cominciava a parlare di osservazione diretta nei programmi per la scuola. Con i

programmi del 1985 lo studio della geografia viene fondato su processi di ricerca scoperta da

attuare in modo programmato e con metodo scientifico. Per apprezzare questo cambiamento nella

didattica bisognerà riflettere sul concetto di ambiente riconosciuto come oggetto della geografia che

andrà considerato nella sua globalità come risultato di tutte le interazioni che si verificano fra le sue

componenti. Un concetto di ambiente completamente nuovo rispetto al passato in quanto si

riconosce che esso è prodotto dell’azione degli uomini che vivono , lavorano e si spostano sul

territorio. Pertanto l’insegnamento della geografia oltre al concetto fisico di spazio deve dedicarsi

ai modi e agli effetti dell’esperienza degli uomini sul territorio. Si parla quindi di ambiente esteso

non solo alle sue componenti fisiche, ma anche agli elementi artificiali , alle attività economiche,

sociali e culturali etc. Questo progresso supera il concetto riduttivo di paesaggio per considerare

l’ambiente come un sistema antropofisico.

8.2 Scoprire osservando

La prima capacità operativa indispensabile da far acquisire agli alunni è quella di saper osservare

l’ambiente perché solo così saprà scoprirne gli elementi che lo costituiscono. Si tratta di scoprire

quanto l’osservazione costituisce un vero e proprio metodo di

uno specifico modo di osservare , in

formazione intellettuale. Non solo bisogna osservare il proprio ambiente ma bisogna saperlo

percepire e coglierne le complessità. Per ottenere questo risultato bisogna indirizzare l’alunno verso

oggetti di indagine che siano a lui familiari ( la strada , la casa , i percorsi abituali , la scuola).

Questa operazione non deve essere una mera esercitazione di ricognizione ma deve essere

precisa dell’ambiente.

valorizzata come uno strumento per acquisire una chiave di lettura

8.3 Il lavoro sul campo

Fra tutte le tecniche di insegnamento della geografia il metodo dell’osservazione diretta è il meno

Nonostante tutti sembrino d’accordo sull’idea che il lavoro sul campo

conosciuto e il meno usato.

sia uno dei momenti fondamentali nel processo di apprendimento della geografia sembra che questa

pratica in realtà sia ignorata e trascurata nei fatti. Molti parlano di difficoltà di organizzazione , di

pericoli del traffico, della sorveglianza e della responsabilità , del tempo e dei finanziamenti. Questi

problemi che sono gli stessi che vengono affrontati per una gita scolastica fuori città , vengono

risolti in quest’ultimo caso , mentre per le lezioni di geografia all’aperto diventano delle difficoltà

Bisogna capire che non si deve trascurare l’alto valore formativo delle escursioni ,

insormontabili.

anzi esse devono diventare parte integrante della lezione di geografia.

8.4 Un requisito indispensabile : la preparazione

La lezione all’aperto deve iniziare e concludersi in classe, prevede inoltre una scrupolosa

organizzazione . gli allievi vanno preparati e sensibilizzati a questo tipo di lezione e gli insegnanti

devono avere le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere. Bisogna sapere cosa si andrà a vedere ,

per questo l’insegnante deve effettuare una ricognizione del luogo ove ci si recherà, selezionando

gli elementi e i fatti che verranno osservati. Per preparazione, intendiamo sia l’individuazione del

tema e del luogo , ma anche l’acquisizione dei termini e dei concetti necessari a comprendere quel

che si vedrà. Va inoltre curato il come verranno svolte le attività proposte agli allievi (con o senza

strumenti , registrare quel che si vede o con disegni o con macchine fotografiche, confronto tra

realtà così come ci appare e quella rappresentata sulle carte topografiche). Vanno fissati gli incontri

30

con le persone che si vogliono sentire che si parli di operatori di tecnici esperti o autorità

preparando eventuali questionari per effettuare delle interviste. Non va infine trascurata la

motivazione del lavoro sul campo.

8.5 La fase “personale”

Il lavoro sul campo si suddivide in due fasi una personale e una interpersonale. La prima è rivolta

all’esercizio personale di osservazione e registrazione di quanto si esamina. L’elaborazione e

l’interpretazione di quel che si è osservato e registrato verrà poi attuato in classe. Per comprendere

il territorio e la sua organizzazione possiamo individuare due momenti: uno statico e uno dinamico.

da parte dell’insegnante di uno o più punti di osservazione il

Il primo consiste nell’individuazione

più possibile elevati sul territorio circostante( si può trattare una elevazione naturale, di un castello ,

di un campanile). Gli allievi dovranno osservare quello che li circonda con gli strumenti che

avranno a disposizione. Ciò che non deve mai mancare è il riscontro con la carta topografica della

zona. Le attività di orientamento con o senza bussola di individuazione dei punti di riferimento, di

misurazione di distanze a occhio e il confronto con quelle sulla carta etc, verranno stabilite in base a

ciò che si è deciso in classe. L’insegnante deve stimolare gli allievi a scoprire ciò che si apre

davanti a loro.

8.6 Alcuni esempi

Ci sono quattro tipi di ambiente in cui possiamo sinteticamente ridurre tutti i vari aspetti

morfologici , litologici, vegetazionali o geologici : rurale, industriale , urbano , turistico. In ognuno

di questi paesaggi tipo, le attività che si sono concretizzate sul territorio sono molto diverse. Se

bisognerà porre l’attenzione su la posizione degli

portiamo gli allievi in una zona rurale

insediamenti, sulla forma dei campi sulla disposizione delle aree collinari e sulla presenza o meno

in un’area industriale dovremo

delle aree di allevamento. Se invece portiamo i nostri allievi

richiamare la loro attenzione soprattutto sugli elementi territoriali di posizione: presenza o vicinanza

a fonti di energia , a strutture di servizi, a trasporti, etc. Bisognerà inoltre chiedersi la dimensione e

l’estensione degli edifici produttivi , se è stata modificata la morfologia del terreno e infine ci si

interesserà alla forma dell’abitato in rapporto all’epoca di costruzione. Per quanto riguarda l’area

turistica i ragazzi si interesseranno alle caratteristiche naturali del luogo e a dove si è sviluppata la

funzione ricettiva. Quali sono le attività di svago? Dove sorgono gli alberghi? Qual è la stagione di

punta?

8.7 Osservare…girando per l’area l’area che è stata

Per quanto riguarda il momento dinamico citato sopra si tratterà di percorrere

scelta per il lavoro sul campo, magari in bicicletta, a piedi o in pullman. L’itinerario deve essere

fissato scrupolosamente a priori. Osservando potremo capire se ci troviamo in una delle 4 aree che

abbiamo nominato precedentemente e avremo tempo di accennare ai vari modelli di sviluppo:

delle città moderne ispirate alla rendita e al costo dell’area edificabile in rapporto alla

a- distanza dal centro storico

b- delle aree industriali in rapporto alle fonti di energia e alla vicinanza dei mercati di sbocco

delle aree turistiche in rapporto alla potenzialità dell’entroterra

c- 31

8.8 La fase “interpersonale”

La fase interpersonale ha come obiettivo la ricerca di documentazione sugli aspetti non

immediatamente visibili dell’ambiente che si sta osservando. Si può scomporre in momenti

d’inchiesta e in momenti di visita. La geografia consiste anche in visite a fabbriche o aziende

agricole dove ci si può rendere conto del lavoro di trasformazione dalla materia prima al prodotto

di questi casi è documentato il modo di operare dell’uomo che incide sul territorio.

finito. In ognuno

L’inchiesta è un modo di acquisire le informazioni molto interessante e particolarmente gradito ai

ragazzi. Le forme più usate dell’inchiesta sono due : intervista e questionario. Il primo deve essere

, o un’autorità,

fissato in anticipo con un testimone privilegiato che si a un funzionario, un operatore

il secondo viene utilizzato per chiedere alla gente determinate informazioni. Il questionario va

distribuito a determinate categorie di persone.

8.9 La riflessione e l’elaborazione

Il materiale raccolto nelle due fasi , personale e interpersonale, viene portato in classe per essere

esaminato e selezionato. Questo è il momento conclusivo del lavoro sul campo, ed è proprio in

questo momento in cui si attua un lavoro di riflessione di elaborazione. I ragazzi devono capire

quanto sia importante la tecnica del lavoro sul campo, non solo per scoprire la geografia del vicino ,

l’unico modo per capire il rapporto reale tra uomo e

ma anche quella del lontano, e inoltre questo è

ambiente nella sua concretezza. Esso consente di impadronirsi di concetti che verranno sempre

allo scolaro e all’uomo.

utilizzati e di acquisire un metodo di osservazione che servirà 32

Capitolo 9 “L’osservazione indiretta”

9.1 Il perché di uno schema

L’osservazione indiretta consiste nella lezione di geografia in classe. Non esistono modelli di

lezione standard in geografia ma bisogna sapere che ogni lezione , di qualunque materia, debba

avere una sua struttura ideale, che sia flessibile in modo da poterla adattare alle varie circostanze di

tempo e di luogo. L’adozione di uno schema che consenta di strutturare le varie fasi della lezione si

luogo perché in questo modo l’insegnante può avere

rivela estremamente proficua. In primo

sempre chiari quali sono gli obiettivi che si prefigge, in secondo luogo perché attraverso uno

schema i vari argomenti verranno selezionati in virtù di una logica. Infine l’adozione di uno

schema permette di predisporre per tempo il materiale documentario richiesto, gli strumenti e i

sussidi opportuni.

9.2 La presentazione

Lo schema di una lezione di geografia in classe si può articolare in tre parti: presentazione,

svolgimento e verifica. Lo scopo della prima parte è quello di far nascere la curiosità degli allievi.

Da questa necessaria esigenza deriva l’importanza di questa fase, frequentemente sottovalutata. In

questa fase bisogna selezionare tutto il materiale da presentare e bisogna poi riflettere sulle

ripercussioni che riavranno tra gli allievi. Quando si parla di presentazione in geografia , di un

paesaggio , di un’area, di una regione, di un tema, viene da pensare immediatamente a una

illustrazione che abbia efficace espressiva. Spesso si utilizzano fotografie, disegni, filmini , etc, ma

spesso vengono sottovalutate fonti come i giornali , i libri, o riviste specializzate.

9.3 La fase di svolgimento

La seconda parte della lezione di geografia si presenta più complessa della precedente in quanto ne

costituisce i 4/5 e perché vi si fondono almeno tre tempi che potremmo distinguere in tempo di

ricerca o operativo , tempo espositivo, tempo di sistemazione. Il primo ha lo scopo di suscitare le

capacità critiche degli allievi e di fargli acquisire determinate abilità. Si possono svolgere molte

attività in questo tempo della lezione che possono essere sintetizzate nell’obiettivo che le accomuna

tutte: individuare gli attributi e spiegare le relazioni esistenti tra gli elementi spaziali che

a creare la struttura dell’assetto del territorio.

contribuiscono

9.4 La raccolta del materiale

Il materiale da raccogliere non può essere determinato a priori in generale, ma bisognerà scegliere

quello che si reputerà più idoneo al raggiungimento dei fini propostisi in quella determinata lezione.

Oltre del materiale informativo e documentario è importante disporre del materiale che si utilizzerà

per le attività di ricerca e di elaborazione: fogli di carta, carta trasparente , cartoncino per tabelloni.

programmi scolastici del 1979 che nel 2004 si affermava l’importanza di affermare l’aula

Sia nei

come un laboratorio.

9.5 L’utilità della misura

Bisogna abituarsi a quantificare il lavoro degli allievi in quanto a tale necessità concorrono tre

motivazioni: aiutare gli allievi a un minimo di precisione, così da superare la tendenza

all’approssimazione. Una seconda ragione sta nell’importanza di acquisire un ordine di grandezza,

riuscendo così a valutare correttamente l’entità o l’intensità del fenomeno. L’ultima motivazione

consiste nell’importanza di educare gli allievi a effettuare confronti spaziali e temporali che

33

costituiscono i connotati fondamentali della ricerca geografica. In questo modo fare confronti sarà

molto più facile e risulterà più efficace.

9.6 Il tempo operativo

classe verrà suddivisa in gruppi ed esaminerà il materiale messo a disposizione dall’insegnante

La

scegliendo quale attività svolgere. Sono utilissime a questo proposito le realizzazioni di cartine

la trama dei fatti di interesse geografico. L’insegnante in

tematiche che consentono di visualizzare

questa fase non deve sostituirsi agli allievi , al contrario deve restare in disparte girando fra i banchi

limitandosi soltanto a rispondere alle domande e a stimolare gli allievi.

9.7 Un metodo serve sempre

È molto importante per l’insegnamento della geografia mettere gli allievi nella condizione di essere

in grado di affrontare criticamente l’esame di una regione do di un problema insegnando loro la

corretta metodologia geografica. Non bisogna perciò fornire soluzioni precostituite, ma far si che

siano gli stessi allievi a rendersi conto dei fatti. In questo modo gli allievi impareranno a cogliere

prima le relazioni binarie più semplici( latitudine- clima) per passare poi a quelle plurime

(latitudine- clima- coltivazione) e infine approdare alle relazioni più complesse(idrografia-

utilizzazione irrigua e navigabilità- agricoltura di mercato e commercio).

9.8 Il momento espositivo

La presentazione è la fase più gratificante che è certamente orgoglioso di quanto è riuscito a fare.

Invece che affidare lavori a casa spesso portati a casa da genitori o fratelli maggiori è meglio che i

risultati siano concretizzati in lavori e presentati e spiegati dagli autori agli altri.

9.9 l’intervento degli esperti

Gli esperti sono persone che grazie alla loro professione possono intervenire per dare un contributo

specifico e unico. Esiste però un altro particolare tipo di esperto che l’insegnante nominerà nella

classe affidandogli la cura di un’area o di un tema che “l’esperto” predilige particolarmente. In

questo modo l’allievo viene responsabilizzato e anima ancora di più la lezione di geografia

riuscendo a coinvolgere tutta la classe.

9.10 I vantaggi di uno schema lo schema offre dei vantaggi fondamentali. L’insegnante

In conclusione possiamo dire che

nell’operazione di ricerca e di organizzazione del lavoro svolge un ruolo primario perché integra

corregge e spiega senza trasformare il lavoro di ricerca- scoperta in un percorso imposto, ma in un

momento personale ricco e soddisfacente. Per concludere possiamo dire che lo schema consente:

a- una precisa definizione degli obiettivi da raggiungere

b- uno svolgimento ordinato e coerente del lavoro sul campo o della lezione in classe

c- la possibilità di una programmazione

un giusto equilibrio tra il lavoro dell’insegnante, che diventerà una sorta di animatore, e

d- quello degli allievi

e- un apprendimento fondato su un processo di ricerca- scoperta

l’acquisizione di abilità da usare in una corretta metodologia di

f- ricerca geografica

lo sviluppo della capacità di lettura dinamica dell’assetto territoriale, tenendo conto di un

g- complesso di cause interagenti tra loro 34

un’educazione geografica approfondita, partecipata, consapevole, critica e responsabile

h-

i- la nascita di un profondo interesse per la materia

j- un apprendimento più ampio e duraturo 35

Capitolo 10 “Strumenti didattici letterario-linguistici”

Un’ampia gamma di strumenti

10.1

L’insegnamento della geografia è passato sa un’impostazione prevalentemente verbale ad un’altra

sempre più orientata verso l’operatività. Non bisogna dimenticare gli sforzi che l’Associazione

Italiana degli Insegnanti di Geografia (AIIG) ha compiuto e sta compiendo nel cercare di far

gli strumenti disponibili per l’insegnamento della nostra disciplina. Nonostante la

conoscere

stragrande maggioranza dei docenti abbia seguito un corso di studio impartito con i metodi

tradizionali e quindi non siano tutti a conoscenza dei mutamenti e dei nuovi strumenti di cui la

geografia può avvalersi è importante una riflessione sulla nuova impostazione della geografia e

sulle tecniche di cui oggi può fare uso. Gli strumenti impiegati nel processo di apprendimento in

cinque categorie:

a- letterario-linguistici

b- cartografici

c- iconici

d- quantitativo-statistici

e- grafici

10.2 Gli strumenti letterario-linguistici

Questa prima categoria si collega alle fonti scritte e non presenta particolari problemi di utilizzo.

Essa consente di reperire con facilità le informazioni , inoltre permette di mettere a disposizione per

gli allievi una serie infinita di brani diversi da quelli ufficiali, infine vivacizzano il tema trattato e lo

rendono più interessante. Ci sono molti tipi di fonti scritte che possono essere utilizzate : i testi

specifici, i saggi, i resoconti e i diari di viaggiatori ed esploratori, le guide turistiche e i romanzi.

Inoltre possono essere utilizzati gli articoli di quotidiani e periodici .

10.3 I testi specifici

Per testi specifici s’intendono i saggi scritti da geografi professionisti. Un brano per essere

attendibile deve avere serietà e correttezza scientifica e non deve trattarsi di una mera descrizione

ma deve suggerire tutti gli elementi utili per interpretare il territorio esaminato. Ci sono però dei

contro in tutto questo : il fatto che sia difficile comprendere i termini specialistici di un brano e la

difficoltà per l’insegnante di reperire una fonte adeguata idonea a descrivere il fenomeno che gli

interessa.

10.4 I resoconti di viaggi

occupano una posizione privilegiata nell’attenzione dello studioso. Essi

I resoconti di viaggio

possono essere usati anche e soprattutto nella didattica della geografia. Molti di essi sono diventati

sono i viaggi d’istruzione

celebri come ad esempio il viaggio in Italia di Goethe. Molto interessanti

dalla AIIG per consentire l’aggiornamento degli insegnanti di geografia . Gli aspetti più interessanti

la loro ricchezza d’informazioni difficilmente

dei resoconti di questi viaggi sono: la loro attualità e

reperibile altrove. Per quanto riguarda le guide turistiche, utilissime nel far realizzare agli alunni un

determinato itinerario, se organizzate e strutturate, possono fornire molte informazioni sui beni

ambientali e sulle realizzazioni dell’uomo oltre che un aiuto nell’interpretazione dei simboli che

costituiscono la carta. 36

10.5 Saggi e romanzi.

I romanzi sono strettamente collegati alle fonti letterarie che abbiamo prima citato. I vantaggi

dell’impiego di questo tipo di fonti sono: la loro accessibilità, la semplicità, l’aggancio ad una realtà

esterna alla scuola e l’efficacia della descrizione. L’elemento meno positivo che possiamo registrare

è il fatto che ogni descrizione , che troveremo in un romanzo, è viziata dalla soggettività dell’autore.

10.6 Gli articoli di periodici e quotidiani.

è uno strumento didattico utilissimo per l’analisi di un tema

La stampa quotidiana e periodica

geografico. Iniziando da quella periodica essa è molto facile da trovare ma, per valutarne l’utilità e

l’affidabilità bisognerà capire se si tratti di servizi pubblicati su riviste di divulgazione o su riviste

Per quanto riguarda l’informazione quotidiana possiamo dire che le notizie di fatti di

scientifiche.

qualsiasi tipo possono fornirci una miriade di spunti per introdurre temi geografici. Questo per via

dello stretto collegamento con la realtà quotidiana e per via delle relazioni esistenti tra geografia e

vita. Lo spoglio dei quotidiani ci offre una serie di elementi utili: quelli locali per la geografia da

vicino, quelli nazionali e internazionali per la geografia da lontano.

10.7 Scritti in versi.

Gli scritti in versi se intelligentemente impiegati possono costituire un collegamento

interdisciplinare tra letteratura italiana e geografia. La nostra letteratura infatti abbonda di saggi

poetici dove possiamo trovare una rilevanza geografica.

10.8 Quali vantaggi?

Possiamo infine evidenziare i punti di forza degli strumenti letterari-linguistici:

- sono conosciuti e reperibili senza difficoltà

- non costano praticamente nulla

- non si richiedono conoscenze tecniche per utilizzarli

- si prestano con facilità alla pluridisciplinarità

- sono facilmente riproducibili

- forniscono un costante legame con i temi e i problemi della realtà

- consentono di rendere attuali e di poter vivere e condividere molti argomenti

- integrano il testo

- non contrastano con gli interessi di tipo letterario tipici nella maggioranza degli insegnanti

- non necessitano di apparecchiature di nessun genere

possono stimolare l’attenzione verso la geografia in modo divertente

-

- sono consultabili ogni volta che lo si desidera.

Esistono due raccolte che costituiscono gli unici esempi del genere: la prima è una raccolta di 89

letture geografiche,suddivise in 6 grandi temi: paesaggi naturali ed umani, colture alimentari,

colture industriali, l’allevamento, la pesca e l’attività mineraria. La seconda è circoscritta al tema

delle Alpi. 37

Capitolo 11” Strumenti didattici cartografici e iconici”

La carta geografica … questa sconosciuta.

11.1

In base ad un’indagine internazionale sulla cultura geografica effettuata dalla National Geographic

Society nel 1890 sappiamo che un italiano medio saprebbe identificare solo 7 nazioni su 16.

Nessuno conosce realmente una carta geografica ,nonostante la loro ricca produzione. La carta

geografica risponde ad un’esigenza primordiale ed attuale, quella di poter comunicare le

conoscenze spaziali. Nonostante sia sottovalutata la carta geografica è uno strumento indispensabile

per i nostri tempi.

11.2 Le carte mentali.

Le carte mentali trattano la rappresentazione mentale dello spazio e si riferiscono al modo in cui

ognuno di noi si configura lo spazio esterno, che appare diverso dallo spazio oggettivo. Consentono

in primo luogo all’insegnante di conoscere le carenze e lo distorsioni dell’allievo e permettono a

quest’ultimo di avere un’efficace concettualizzazione dello spazio. E’ necessario addestrare i nostri

allievi ad addestrare e a sapere organizzare mentalmente quanto osservato direttamente e

indirettamente.

11.3 Le carte geografiche classiche.

Le carte geografiche classiche sono quelle tradizionali , che troviamo sempre nelle scuole e hanno

come finalità la rappresentazione del territorio mediante l’adozione di una serie convenzionale di

segni e simboli. L carta geografica,ovviamente, è una rappresentazione astratta e convenzionale

della realtà. Sono tanti infatti i modi in cui la realtà può essere raffigurata e inoltre è impossibile

raffigurare tutto sulla carta,nonché gli stessi simboli sono stabiliti tramite accordi internazionali , da

qui deriva l’aggettivo convenzionale. Bisogna distinguere geografia da cartografia in quanto la

prima si avvarrà sempre della seconda ma non deve essere identificata con essa. Ciò che veramente

è importante è che l’allievo diventi un utilizzatore intelligente e abituale delle carte geografiche,

imparando a leggerla cioè a capire il significato delle informazioni espresse in forma codificata.

11.4 Le carte tematiche.

Le carte tematiche sono molto importanti per le illustrazioni e delle costruzioni grafiche che

rendono evidenti tutti gli aspetti della superficie terrestre. Esse presentano numerosi vantaggi : in

primo luogo consentono di poter svolgere qualsiasi argomento indipendentemente da quanto sia

disponibile sui testi ed altri fonti. In secondo luogo consentono agli allievi di realizzare dei lavori

originali. Le carte tematiche prevedono delle semplici procedure da seguire che si riducono ad una

riflessione sul fatto da rappresentare, alla trasformazione delle cifre assolute in relative,

all’individuazione dell’intervallo da prendere in considerazione , alla fissazione del numero e

dell’ampiezza delle classi. Le carte tematiche si possono utilizzare per la correlazione di tipo

cartografico.

11.5 Carte speciali e metacarte.

Le carte speciali vengono definite in questo modo perché necessitano di informazioni

di specialisti di quel settore. Si rivolgono ad un’utenza con

selezionatissime e quindi dell’intervento

esigenze particolari, per impieghi operativi e scientifici particolari, annoveriamo tra queste le carte

geologiche, sismiche, metereologiche etc. Le metacarte invece dette anche distorte e deformate ,

38

rappresentano cartograficamente delle aree amministrative come comuni, provincie e regioni, che

sono disegnate ( ingrandendole o rimpicciolendole) in proporzione all’entità del fenomeno che si

vuole rappresentare : reddito, energia elettrica o popolazione etc. Queste due tipologie di carte non

sono citate negli attuali programmi scolastici.

11.6 Gli strumenti iconici: a) fissi.

Essendo impossibile far visitare agli allievi i vari posti che ci interessano bisognerà portare questi

posti in classe. Da questa considerazione nasce l’opportunità di addestrare gli allievi

all’osservazione indiretta utilizzando gli strumenti iconici. La gamma di tipi d’immagine di cui

disponiamo si è molto arricchita rispetto al passato. Per poter utilizzare proficuamente le immagini

di cui disponiamo è opportuno porsi dei criteri di scelta: i contenuti (paesaggi naturali o antropici

etc.), è importante che le immagini contengano aspetti geograficamente significativi e infine

L’immagine deve essere un momento di

bisognerà selezionare con cura le immagini. riflessione,

non ne servono molte ma anche soltanto una, purché sia significativa. La presentazione dovrebbe

essere fatta inoltre nell’ambito di un problema che si sta già studiando.

11.7 Gli strumenti iconici : b) dinamici.

Quando si parla di strumenti iconici dinamici, ci si riferisce ai film didattici che molti ritengono il

più completo sussidio audiovisivo di cui la scuola possa disporre. Molti geografi ritengono che

strumento non permetta di sviluppare un’adeguata riflessione sull’argomento a causa della

questo Inoltre il film pone sia l’insegnante che l’allievo in una

rapida successione delle immagini.

posizione passiva dove è già tutto confezionato. C’è da dire in verità che se l’insegnante vuole

intervenire può farlo in qualunque momento della proiezione e quindi non è il film didattico che gli

impedisce di partecipare attivamente . Le riprese sono molto suggestive e progettate con un taglio

naturalistico (la vita degli animali, fenomeni naturali eccezionali etc.) ma che poco aiutano

all’insegnamento della geografia, in quanto privilegiano fatti ed oggetti esotici,rari o unici,mentre la

geografia insiste sulla media e sulla norma. I luoghi inoltre sono tutti meravigliosi mentre la

geografia si occupa della realtà così com’è che sia meravigliosa o deludente. Anche i film d’azione

western o d’avventura possono fornire un quadro di vita concreta e reale per quanto riguarda il

paesaggio.(Balla coi lupi, L’uomo che sussurava ai cavalli, La mia Africa etc.). 39

Capitolo 12 “Gli strumenti quantitativi”

12.1 Un mondo zeppo di cifre.

La geografia si nutre di numeri basta pensare alla latitudine e alla longitudine per esempio. Per

questo converrà riflettere sull’impiego delle informazioni numeriche nella didattica della geografia

e sull’opportunità che si cominci ad utilizzare fin dalla primaria gli strumenti quantitativi-statistici.

12.2 Vantaggi e svantaggi.

I vantaggi del ricorso informazioni numeriche sono :

a- contribuisce a superare la approssimazione e le valutazioni errate poiché solo qualitative

permette di scoprire quel che l’intuizione tramite strumenti cartografici, letterari o iconici

b- difficilmente avrebbe consentito di raggiungere

c- consente di poter disporre di risultativi oggettivi e sempre dimostrabili

d- permette di utilizzare i risultati ottenuti per fare confronti

e- consente di poter aggiornare continuamente le varie situazioni territoriali

ovviamente questo strumento presenta anche degli svantaggi:

a- gli insegnanti di estrazione umanistica hanno timore ad impiegare questi strumenti

b- è da tener presente che è richiesto un minimo di conoscenze matematico-statistiche e tale

prerequisito scoraggia molti docenti

c- le fonti sono difficili da reperire

l’impiego di dati anche ai livelli più semplici implica un minimo di tempo a disposizione il

d- che ne scoraggia l’uso.

Sicuramente i vantaggi superano gli svantaggi , ma quest’ultimi sono percepiti in modo talmente

sfavorevoli da impedirne la realizzazione.

12.3 Prime semplici elaborazioni.

Ci sono alcune operazioni importanti da apprendere per imparare ad utilizzare le informazioni

numeriche. La prima è la ponderazione, che consente un confronto depurato dalle grandezze

assolute, importantissime in geografia, rivelando in modo corretto concetti come la densità. Per

esempio, nonostante la popolazione statunitense sia il quintuplo di quella italiana e nonostante il

quest’ultima presenta una

loro territorio sia 30 volte superiore in ordine di grandezza dell’Italia,

densità di popolazione 6 volte superiore ,siamo riusciti ad ottenere questo risultato congiungendo

territorio e popolazione che viene espresso abitualmente come abitanti per chilometro quadrato.

una è con il territorio e l’altra è con la popolazione. Il primo si

Esistono due tipi di ponderazione:

rivela utile ogni volta che ci si riferisce a dotazioni( ferrovie , strade) e a produzioni agricole. Il

secondo risulta opportuno ogni volta che si confrontano quantità di produzioni industriali. La

ponderazione si rivela uno strumento efficace per poter riflettere sul significato geografico dei

fenomeni per far emergere il vero e corretto confronto fra due o più fatti.

12.4 Altre elaborazioni

Le grandezze assolute non sono sempre confrontabili. Se ci chiedessimo chi ha più boschi tra

l’Italia o l’Austria dovremmo rispondere l’Italia che ne ha più del doppio. Ma visto che i territori

non sono uguali bisogna considerare le percentuali del territorio boschivo e quindi ci si accorge che

è l’Austria, cono oltre 4/10 della sua superficie, ad avere più boschi. Lo stesso avviene con i fatti

antropici: se ci chiedessimo dove è la maggiore occupazione agricola tra Lombardia e Molise ,

considerando le cifre assolute dovremmo rispondere che è maggiore la prima, ma se li rapportiamo

alle rispettive forze lavoro scopriamo che l’occupazione agricola del Molise è il quintuplo di quella

40

lombarda. Si raccomanda per effettuare confronti geografici di ogni tipo di utilizzare numeri relativi

e percentuali nei confronti statici, mentre per quelli dinamici bisogna ricorrere ai numeri indice che

si ottengono ponendo uguale accanto la quantità o la produzione di un determinato anno e

calcolando la variazione rispetto l’anno che si vuole confrontare. L’impiego di indicatori statistici

permette:

- Di stabilire se le relazioni ci sono o non ci sono

- Indicare di che tipo è la relazione: diretta o inversa( diretta->incremento di un fenomeno =

incremento dell’altro; inversa->incremento di un fenomeno = decremento dell’altro)

Di verificare l’intensità della relazione

- L’utilità delle fonti

12.5

Le fonti statistiche sono necessarie e utili per studiare correttamente i problemi dell’ambiente vicino

e per aggiornare i quadri territoriali.

12.6 Le informazioni di base a livello comunale

Una pubblicazione che non dovrebbe mai mancare in nessuna scuola italiana è “L’Annuario

Generale dei Comuni e delle frazioni d’Italia” pubblicato dal Touring Club Italiano. Vi sono

riportati in ordine alfabetico tutti i comuni italiani, ma anche le frazioni e persino i rifugi di

montagna. Di ognuno di essi viene indicato i riferimento cartografico all’atlantino d’Italia, a scala

1:500000 , la distanza kilometrica dal capoluogo provinciale o comunale, l’altitudine , l’estensione

della superficie amministrativa dei comuni, la popolazione residente suddivisa in popolazione totale

e popolazione residente nel capoluogo comunale. Seguono moltissime altre informazioni tra cui la

dotazione ricettiva suddivisa in varie categorie indicando in numero di alberghi e posti letto. Si

tratta quindi di una vera e propria miniera di informazioni antropofisiche economiche e sociali.

12.7 Le informazioni demografiche

Le informazioni demografiche a livello comunale si trovano nei fascicoli provinciali dei Censimenti

pubblicati dall’Istat ogni dieci anni sin dal 1861. L’ultimo del 2001 non è ancora

della popolazione

disponibile in cartaceo, ma sono stati resi disponibili alcuni risultati. Sarebbe opportuno che ogni

scuola disponesse almeno del fascicolo della propria provincia in quanto vi si trovano informazioni

non reperibili altrove. I censimenti infatti sono l’unica fonte statistica che permette di conoscere la

struttura demografica della popolazione di ogni comune. I censimenti inoltre riportano sempre per

comune il grado di istruzione della popolazione residente in età dai 6 anni in su, suddivisa in 6

classi: analfabeti , alfabeti senza titolo di studio, in possesso di licenza della scuola primaria, in

possesso di licenza della scuola secondaria di primo grado, in possesso di diploma, in possesso di

laurea. Ne emerge una distribuzione geografica molto irregolare. Inoltre nei censimenti della

popolazione viene indicata l’attività economica delle persone attive in condizione professionale.

Anche le abitazioni vengono suddivise in occupate e inoccupate, per epoca di costruzione, per

numero di stanze, per servizio e ubicazione. Consultando il censimento si può valutare anche

l’evoluzione della densità della popolazione: in alcune aree aumenta e in altre diminuisce.

12.8 Altre informazioni a livello comunale

In geografi si è particolarmente interessati alle diverse modalità di utilizzazione del suono. Perciò i

fascicoli provinciali dei censimenti dell’agricoltura sono andati via via , arricchendosi di

informazioni. Possono essere fatti dei confronti dinamici molto interessanti come ad esempio la

riduzione numerica delle aziende agricole a cui non corrisponde un eguale riduzione della superficie

41

aziendale. I censimento sull’agricoltura consentono di avere informazioni sulle coltivazioni

praticate sulla superficie a seminativi e su quella ricoperta da boschi. La possibilità di ricerche è

molto ampia perché consente di individuare una serie di peculiarità che vanno poi poste in

rapporto alla altitudine , alla morfologia, e alla funzione economica del comune, ed è per questo che

si rivelano molto utili i censimenti agricoli come materia di studio nelle scuole per quanto riguarda

le fonti censuarie dell’industria non contengono informazioni a livello comunale e hanno una

periodicità decennale.

12.9 Le informazioni a livello regionale e nazionale

Per le informazioni espresse a livello regionale e nazionale si raccomanda una fonte sempre più

aggiornata e ricca : ” L’Annuario Statistico Italiano”. È organizzato in una trentina di capitoli e vi si

trovano moltissime informazioni. Fra le numerose informazioni si segnalano quelle relative alla

struttura occupazionale, alla consistenza delle strutture ricettive e al movimento turistico, alla

circolazione degli autoveicoli e all’utenza telefonica. Sono molto importanti tali produzioni

editoriali perché da esse si può attingere materiale per ricerche in relazione ai temi e i problemi

affrontati in classe. Esistono due rapporti sul turismo pubblicati da enti diversi dall’Istat: “ Rapporti

italiano , e l’Annuario del turismo”.

sul turismo

12.10 Le informazioni internazionali

In materia di informazioni internazionali non possiamo non citare “ Il Calendario Atlante De

Agostini” che nel 2004 è arrivato alla 100 esima edizione. Nel tempo si è arricchito di molte

rubriche come gli indicatori demografici , economici, sociali e ambientali, sintesi economiche

mondiali e ancora. Questa è soltanto una delle fonti statistiche esistenti pubblicate dagli organismi

internazionali, ma sono difficili da reperire, hanno una mole eccessiva e sono molto complesse.

Ricordiamo però una fonte notissima “The Statesman’s Year Book”.

12.11Gli strumenti grafici

Gli strumenti grafici consentono di visualizzare i fenomeni e i fatti studiati rendendone immediata

la comprensione. La tipologia dei grafici risulta sconfinata e la loro rassegna sarebbe impossibile. I

programmi scolastici del 2004 ritengono il loro impiego importante ai fini didattici sia nella

primaria sia nella secondaria di primo grado. È importante infatti saper:

- produrre grafici relativi al mondo e alle sue parti

- analizzare un tema geografico o un territorio attraverso i grafici

- presentare un problema utilizzando i grafici

- presentare uno stato del mondo operando confronto con altri stati utilizzando i grafici

tutta questa insistenza nell’utilizzare i grafici sta nel fatto che questi ultimi sono

Il motivo di

efficacissimi nella visualizzazione in quanto esprimono sinteticamente un fatto o un fenomeno

senza dover scorrere una serie di laboriose operazioni numeriche. Il valore del grafico sta nel

riuscire a tradurre in una sola, immediata e semplice rappresentazione una quantità di cifre e farne

cogliere il significato. 42

Capitolo 13 “Geografia e mass media”

13.1 Istruzione, educazione e sviluppo dei mass media

tanti fattori che agiscono nel processo educativo i mass media rivestono un’importanza

Tra i

crescente, così come è rilevante il ruolo da essi rivestito nelle trasformazioni culturali delle società

moderne. La loro influenza sta trasformando la scuola che oggi più che mai si trova ad interagire e a

confrontarsi con agenti esterni perdendo la propria centralità sociale e formativa. I mass media

rispondono a leggi di mercato e il confronto competitivo con questi ultimi appare penalizzante per

la scuola e la famiglia che non sembrano in grado di fornire risposte adeguate. La trasmissione a

distanza di suoni e immagini ha avvicinato tutti gli uomini innescando un processo di

globalizzazione attraverso il quale i paesi industrializzati hanno sviluppato grandi assi dii

circolazione di comunicazioni. Grazie ad internet accediamo rapidamente ad un enorme quantità di

servizi e a nuovi spazi di informazione e soddisfiamo bisogni materiali di ogni tipo. Sono cambiati i

significati delle coordinate spazio-temporali da sempre legati in maniera stretta alla distanza che

oggi è leggibile secondo paradigmi spazio-temporali molti diversi da quelli del passato. Il tempo

viene ad assumere il carattere della sincronia e lo spazio territoriali è virtualmente soppresso pur

restando morfologicamente individuale.

13.2 Pregi e difetti dei mass media

Nel campo dell’educazione i mass media hanno determinato nuovi procedimenti di percepire e

pensare il mondo fino al paradosso che pensiamo il mondo attraverso i mezzi di cui disponiamo per

codificarlo. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio martellamento delle notizie molte delle quali

scarsamente controllate. Il bombardamento di messaggi pubblicitari è suggestivo ed al tempo stesso

inquietante. I ragazzi vivono nel mondo della fantasia e della contemporaneità, nel mondo della

rapidità della risposta emotiva, nonché del conformismo e dell’omologazione. La conseguenza è la

riduzione delle potenzialità creative e cognitive con veri e propri rischi per la costruzione di una sua

identità personale. Bisogna accettare questo status culturale perché scagliarvisi contro non

produrrebbe risultati di rilievo. Oggi che il libro non è più l’unico mezzo di conoscenza bisogna

rivederlo, raccogliere la sfida e cercare nuove strade. Altro atteggiamento sbagliato è quello di

tentare di gareggiare con i mass media, che dispongono di risorse che la scuola non può avere.

L’unico atteggiamento utile da assumere è quello di giovarsi dei pregi che i mass media producono

come la democratizzazione della cultura, ricchezza di informazione e sensibilizzazione nei confronti

del mondo. Per raggiungere questo obiettivo la scuola deve saper selezionare le informazioni e

saperle strutturare.

13.3 Geografia , società e mass media

La scuola deve saper cogliere la forza di attrazione che la geografia può esercitare sui ragazzi nella

comprensione del mondo. I progressi della comunicazione, così come dice Giuseppe Ricchieri,

hanno sconvolto i precedenti equilibri tra culture proponendo nuovi rapporti e nuovi modelli. Le

conseguenze sono molteplici: ricerca nuovi punti di riferimento, affermazione di mode

internazionali e disgregazione di vecchie identità. Diventa necessario adeguare la molteplicità delle

informazioni al nostro complesso sistema spazio-culturale. Per educare i ragazzi alla

multiculturalità la geografia risulta essenziale perché contribuisce alla comprensione dei

meccanismi che strutturano e qualificano lo spazio. 43

13.4 Insegnamento della geografia e mass media

La scuola è sempre stata accusata di non riuscire ad insegnare adeguatamente la geografia e questo

perché ogni giorno si vedono in tv immagini di luoghi distanti di cui non si conosce nulla, forse

nemmeno l’esistenza. Si parla allora di “fame di geografia” da parte della società che addebita alla

insegnamento della geografia per l’appunto , l’ignoranza di queste conoscenze.

scuola e al cattivo

Bisogna saper distinguere tra nozionismo geografico spicciolo e la vera geografia. Il mondo è oggi

molto più piccolo del passato grazie ai cambiamenti nei trasporti e nelle comunicazioni , ma è

anche terribilmente più complesso e tutto questo rende più difficile il compito di coloro che

insegnano la geografia. I docenti devono far capire agli studenti quali categorie concettuali siano da

in modo convincente l’importante linguaggio della

attivare con la geografia e sappiano proporre

geo-graficità: linguaggio reso indispensabile dai mass media. La tv costituisce il mezzo che

incide sull’insegnamento della geografia. Il problema principale riguarda la

maggiormente

veridicità di queste informazioni proprio perché i ragazzi hanno bisogno di comprendere il mondo

ma per comprenderlo occorre un’interazione reale tra gli esseri umani. Inoltre la tv vive soprattutto

nel presente e mostra scarso rispetto per il passato e poco interesse per il futuro. I ragazzi

dovrebbero essere invitati a una molteplicità di letture utilizzando i rapporti esistenti tra ieri e oggi.

La realizzazione in classe di carte tematiche che possono correggere il linguaggio geo-grafico

proposto dai mass media può essere molto utile tra gli studenti. Ottimi spunti per evidenziare

distorsioni della realtà possono essere colti dal paesaggio proposto dalla pubblicità.

13.5 La divulgazione geografica

I geografi si sono poco esercitati nella divulgazione scientifica delle proprie ricerche nonostante la

materia stesa si presti molto bene ad essere diffusa. Il successo del National geografic ne

rappresenta il caso più noto. Un problema non trascurabile che riguarda appunto la divulgazione

deriva dalla mancanza di una scala gerarchica delle fonti, per cui tutto viene messo sullo stesso

piano di credibilità. Pochi sono stati i geografi che si sono realmente distinti in questo settore come

ad esempio Giacomo Corna Pellegrini autore di “Pianeta blu paesaggi e atmosfere del mondo”.

dei sussidiari e dei libri di testo implica l’assunzione di una strategia

Anche la compilazione

divulgativa che faccia lega da una parte su una struttura chiara e accessibile e dall’altra su un

apparato iconico che costituisca una parte integrante dei testi. 44


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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Scienze Geografiche per l'ambiente e la salute
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica della geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof De Vecchis Gino.

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