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Didattica della geografia

Tipi di geografie

Esistono diversi tipi di geografie:

  • Geografia astronomica
  • Geografia fisica
  • Geografia ambientale
  • Geografia umana (quella di cui ci occuperemo)
  • Geografia del paesaggio (culturale, urbana, politica, economica)

Geografia: Ghe - - -> Terra; Grafia - - -> Descrizione, scrittura

Geografia = descrizione della terra.

Definizione della geografia

Scienza che ha per oggetto la descrizione della superficie terrestre o di sue parti, intendendo per “superficie terrestre” lo spazio tridimensionale dove la massa solida della terra (litosfera) e quella liquida (idrosfera) vengono a contatto con l’involucro gassoso (atmosfera).

Non studia i fenomeni fisici né le società umane, ma prende in considerazione gli uni e le altre in quanto agenti responsabili della fisionomia dell’organizzazione dei territori. Quindi la geografia è in una confluenza di saperi, la Geo. non ha un oggetto di studio specifico, è una sovrapposizione di più discipline.

Morin diceva che la geografia è una scienza complessa, questa complessità proviene dal fatto che il geografo deve utilizzare una serie di approcci diversi per studiare un dato fenomeno. Nella geografia assumono importanza anche il tempo e lo spazio (non a caso gli atlanti vengono aggiornati di continuo). Entrambi ci permettono di capire il mondo.

Vi sono degli esperimenti che consistono nel far perdere all’individuo ogni tipo di riferimento e stimolo rinchiudendolo, al buio e in silenzio, in una vasca riempita con dell’acqua che ha una temperatura pari a quella corporea. Ne consegue un disorientamento e gli individui iniziano a presentare dei problemi via via sempre più seri.

Storia della geografia

Quando nasce la geografia?

È complesso dare una data precisa. L’essere umano ha bisogno di collocarsi in un tempo e in uno spazio per esistere, ecco perché la geografia è anche una disciplina dello spazio. Ma non è solo lo spazio ad essere coinvolto, ma anche la dimensione temporale. Geografi che nell’antichità erano principalmente storici:

  • Ecateo (550 a.C. – 476 a.C.): egli ha attuato la prima descrizione del mondo conosciuto nelle carte, perdute, di Anassimandro;
  • Erodoto (484 a.C. – 425 a.C.): si occupa non solo della descrizione della morfologia del territorio ma sposta la sua attenzione anche su ciò che avviene all’interno dei luoghi descritti. Inoltre, egli ha diviso il mito dalla geografia: il mito, infatti, non può spiegare determinati fenomeni, i quali possono essere compresi soltanto a seguito di un’analisi scientifica;
  • Eratostene (275 a.C. – 195 a.C.): la sua opera maggiore fu Geografia suddivisa in 3 libri. Ha descritto l’ecumene (porzione di Terra con ambienti favorevoli all’insediamento umano) e ha commentato il suo planisfero in 8 paralleli e 10 meridiani. Ha, inoltre, effettuato una stima della circonferenza meridiana terrestre sbagliandosi di pochissimo;
  • Strabone di Amasea (60 a.C. – 23 d.C.): la sua opera principale fu Geografia suddivisa in 17 libri (tutti sono giunti a noi tranne il numero 7). Secondo lui la geografia deve descrivere gli spazi terrestri e marini in cui si svolge l’attività umana. Inoltre, descrisse l’Europa, l’Asia, l’Africa e fornisce delle informazioni utili ai campi militari e ai governatori delle province;
  • Pomponio Mela di Algeciras (I secolo d.C.): scrisse un’opera in latino suddivisa in tre libri chiamata De chorographia. Essa descrive soprattutto le regioni costiere del Mediterraneo;
  • Gaio Plinio II il Vecchio (23 d.C. – 79 d.C.): la sua opera Naturalis historia è suddivisa in 37 libri ed alcuni erano dedicati alla geografia. Fa una descrizione sommaria di luoghi e popoli. Muore a causa dell’esalazioni velenose derivanti dall’esplosione del Vesuvio che distrusse le città di Ercolano, Pompei e Stabia. È considerato il primo vulcanologo della storia per questa ragione, in suo onore, si usa il termine di “eruzione pliniana” per riferirsi ad una forte eruzione esplosiva;
  • Tolomeo (100ca d.C. – 175ca d.C.): ha scritto un libro chiamato Almagesto contenente il sistema planetario tolemaico. Poi scrisse l’Introduzione alla Geografia divisa in 8 libri che contiene le coordinate di molte località e 27 carte di cui un planisfero che rappresenta l’ecumene. Tolomeo, sulla base degli studi di Posidonio di Apamea, calcola la lunghezza della circonferenza terrestre inferiore al valore reale del 30%. Egli ha inventato le proiezioni coniche e ha influito sui calcoli e i viaggi di Magellano e Colombo. Il viaggio di quest’ultimo è calcolato sulla base dell’errore. Tolomeo elabora la concezione tolemaica secondo cui il Sole gira intorno alla Terra. Questa concezione viene sostituita da quella di Copernico che afferma l’esatto opposto.

Non è ancora possibile parlare di scienza perché la descrizione della Terra viene influenzata da visioni personali e culturali. A quei tempi erano ancora molti i luoghi inesplorati: essi da una parte erano considerati pericolosi ma, dall’altra parte, rappresentavano un’opportunità (tutt’oggi noi siamo affascinati da ciò che è inesplorato: lo spazio e gli altri pianeti). Nelle carte, quando comparivano luoghi inesplorati, si trovava la scritta latina “Hic sunt leones” che tradotta significa “qui ci sono le belve feroci”.

Molto spesso, quando si raccontava di popolazioni che vivevano in luoghi inesplorati, si tendeva a fargli assumere sembianze fantastiche e antropomorfe: Erodoto ha affermato che in Africa vivevano popolazioni con la faccia da cane; Colombo ha descritto gli indigeni americani facendogli assumere connotazioni mostruose.

La caduta dell’Impero Romano ha comportato delle frammentazioni notevoli anche dal punto di vista linguistico. In questo periodo si perdono molti punti di riferimento e i viaggi via mare erano considerati, adesso, più sicuri rispetto a quelli via terra. Le strade, dopo la caduta dell’Impero, non erano più presidiate né tantomeno curate, ciò ha fatto sì che, nonostante il pericolo della pirateria, si preferisse viaggiare via mare. Per questa ragione vennero realizzate in modo più dettagliato i portolani, nonché delle mappe che descrivevano le coste: evidenziando scogli e luoghi in cui rifugiarsi in caso di tempesta. Ulteriori esplorazioni sono state permesse dalla realizzazione di navi capaci di navigare in mare aperto e non più soltanto lungo le coste.

Nel Medioevo, inoltre, i letterati esprimevano dei concetti servendosi, nelle loro opere, dell’astronomia e della geografia. La Terra in quel periodo veniva immaginata come un baule: il fondo era la Terra, le pareti raffiguravano il cielo mentre il coperchio raffigurava la volta celeste. Questa immagine permetteva anche alla gente più umile di farsi un’idea così come nelle chiese vengono raffigurate le scene sacre permettendo anche a chi non sa leggere di capire il significato.

Marco Polo (1254-1324)

Marco Polo fu un mercante veneziano. Il suo capolavoro fu Il Milione: viene raccontato il suo viaggio fino alla Cina del Gran Khan. Alcuni storici però mettono in dubbio il suo viaggio perché credono che i suoi racconti siano di seconda mano. In ogni caso però, vennero aperte delle nuove rotte commerciali che:

  • Hanno permesso l’esplorazione di ulteriori zone del mondo;
  • Hanno favorito il confronto con il “diverso” rispetto al modo di vivere europeo. Vi erano ad esempio delle carovane che, nonostante i pericoli, si avventuravano nel deserto spinti dalla necessità di vendere i loro prodotti.

Idrisi (1099-1165)

Fu un geografo arabo che ha vissuto in Sicilia durante la corte normanna di Re Ruggero a cui ha dedicato persino un libro. Per Tabula Rogeriana (1154) si intende un planisfero realizzato per il re Ruggero II di Sicilia. Essa era una delle mappe più avanzate del Medioevo. L’originale era incisa su una lastra d’argento ma, questa, fu fusa a seguito di una sommossa contro il sovrano normanno Guglielmo I di Sicilia. Grazie all’interesse che ancora oggi questa Tabula suscita, sono state realizzate diverse ristampe.

Ogni carta è orientata verso un punto cardinale, solitamente il nord. Osservando questa carta ci rendiamo invece conto che appare essere al contrario, ciò avviene perché il punto cardinale verso cui la carta è orientata è il sud. Alcuni territori vengono enfatizzati perché più conosciuti rispetto ad altri; altre volte però si decide di enfatizzare un determinato territorio piuttosto che un altro soltanto per motivi culturali o per rapporti di forza. In questa carta vengono enfatizzate la Calabria e la Puglia in Italia, la Penisola Arabica e l’Africa. La Sicilia si trova al centro di molte culture come, per esempio, quella araba e quella normanna che ci hanno tramandato un patrimonio ricchissimo. Si nota quindi nella carta una centralità della cultura araba.

Più avanti, intorno al 900, dei cartografi hanno, volutamente e provocatoriamente, scardinato l’idea dell’orientamento a nord e hanno cercato di non collocare più l’Europa in una zona centrale. Idrisi ha realizzato anche molti affreschi che rappresentavano diverse zone della Sicilia e di Palermo.

Harvey

Harvey è un geografo del 900 che ha realizzato un mappamondo che vede il planisfero rimpicciolirsi sempre di più man mano che avanzano gli anni e che si sviluppano mezzi di trasporto sempre più veloci. Mappamondo di Harvey (geografo inglese): in questa carta geografica, Harvey fa notare quanto la terra fosse piccola o grande a seconda del mezzo che si usasse.

Harvey rappresentava quindi la grandezza del mondo secondo il mezzo utilizzato. Ad esempio, per una carrozza a cavallo del 1500-1600 il mondo appariva grandissimo, invece con un aeroplano degli anni 60 il mondo rimpiccioliva notevolmente. Nel passato si viaggiava principalmente per uno scopo (i viaggi potevano durare anche anni) ora invece in poco tempo si possono fare viaggi molto lunghi in poco tempo, cosa che nel medioevo non poteva essere fatto sia per i pericoli che si incontravano sia per i mezzi.

Autori e geografi importanti del Medioevo fino al XVIII secolo

Münster (1489-1552)

La sua opera divisa in sei libri venne intitolata Cosmographia. Egli decise di scrivere l’opera in tedesco affinché potesse essere indirizzata non sono ai dotti ma anche ad un pubblico più vasto. Vengono descritti i mari, la geografia, la matematica, la fisica (con la concezione tolemaica) e i vari continenti. Il Nuovo Mondo fu soltanto accennato perché non era ancora abbastanza conosciuto.

Copernico (1473-1543)

La sua opera, scritta prima in latino e presto tradotta in tedesco, fu il De revolutionis orbium coelestium. La Terra è animata da un moto diurno di rotazione da ovest verso est intorno a un asse e gira intorno al Sole durante un periodo di tempo; le orbite vengono descritte come circolari e non ellittiche e le stelle risultano esageratamente lontane e grandi. Copernico ha potuto esporre le sue tesi con molta più tranquillità perché lavorava in un ambiente già protestante, al contrario di Galileo Galilei che era sotto la mira del Tribunale dell’Inquisizione.

Definizione di "carta"

La definizione di “carta” utilizza tre aggettivi:

  • Simbolica: si utilizzano pallini, triangolini, colori;
  • Ridotta: perché si fa uso di una “scala” nonché un rapporto capace di rimpicciolire la superficie terrestre affinché possa essere rappresentata sulla carta (esempio: 1:100.000);
  • Approssimata (diverso da approssimativa): più vicina possibile alla realtà ma ovviamente non reale perché bisogna rappresentare un geoide sulla carta.

Il processo che permette di far diventare bidimensionale qualcosa di tridimensionale è chiamato “proiezione”: alcuni punti del geoide vengono presi come riferimento e proiettati sul piano. Non possono essere usate più proiezioni contemporaneamente.

Marcatore (1512-1594)

La carta di Marcatore è stata realizzata con la proiezione cilindrica. Il geoide è rigonfio all’equatore anche grazie ad una forza attrattiva del Sole.

Mercatore ottiene quindi una maggiore precisione all’equatore (punto di tangente). Man mano che ci si allontana dall’equatore le dimensioni dei continenti vengono sempre più falsate: la Groenlandia sembra più grande del Sud America e dell’Africa ad esempio. Marcatore si serve di un reticolato (meridiani e paralleli) isogono (sempre lo stesso angolo di 90 gradi) affinché potesse tracciare rotte più precise da spendere per utilizzi nautici. Nel 900, uno storico chiamato Peters, replica questa carta servendosi di un altro procedimento (pur essendo sempre cilindrica) già utilizzato nell’800 che prevedeva il rispetto delle proporzioni e ottiene l’effetto opposto cioè che il Sud America e l’Africa appaiono più allungate.

Marcatore ha poi realizzato l’Atlas cioè un atlante cartografico pubblicato postumo. Quando parliamo di carta geografica, parliamo di carta “Simbolica, approssimata, ridotta”.

Castaldi (1500-1566)

Realizza un planisfero in cui l’Asia appare essere collegata al Nuovo Mondo.

Botero (1544-1617)

Pubblica le Relazioni universali 1591-1593 in cui fa una descrizione geografica-politica dei diversi Paesi corredata dai dati statistici e notizie storiche ed economiche. Alcune discipline utilizzano un metodo quantitativo (sociologia) altre un metodo qualitativo (antropologia) mentre la geografia si serve di entrambi i metodi. Nel XVII secolo furono fatte delle statistiche sulla popolazione.

Varenius (1622-1650)

Nel 1650 pubblica la sua opera Geografia Generale. Distingue tre ordini di fenomeni: celesti, terrestri e umani. L’intervento umano sul territorio viene ancora trascurato (si porrà attenzione su questo soltanto nell’800). Per la prima volta però si fa una descrizione generale e sistematica della Terra accompagnata da una parte teorica.

Cassini (1714-1784)

Ha realizzato una carta topografica della Francia e ha esposto una grande quantità di dati su elementi fisici, fatti economici e sociali dei diversi Paesi.

Kant (1714-1784)

Ha pubblicato la Geografia fisica e ha descritto il moto della Terra, il mare, le correnti, la divisione della Terra in continenti e Paesi, i venti e la temperatura. Inoltre, si è occupato anche di antropologia cioè l’attenzione verso le popolazioni che vivono in certi ambienti.

Il Settecento e le società scientifiche

In questo periodo nasce la necessità di creare delle Accademie e delle Società scientifiche che riuniscono studiosi di vari ambiti. Queste organizzazioni sono presenti ancora oggi in moltissimi Paesi del mondo. Tra le più importanti ricordiamo:

  • Royal Society, in Inghilterra;
  • Académie des Sciences, in Francia;
  • Accademia dei Lincei, nello Stato Pontificio;
  • Accademia del Cimento, a Firenze;
  • Società geologica, in Inghilterra;
  • Société Géographique de Paris, a Parigi;
  • Società geografica berlinese, a Berlino;
  • Royal Geographical Society, a Londra;
  • Società Geografica, in Russia e in Austria;
  • American Geographical Society, in USA;
  • Società Geografica Italiana, in Italia;
  • Società di Esplorazione commerciale in Africa (orientale), in Italia;
  • Società di studi geografici, a Firenze.

Carlo Cattaneo e Giuseppe Mazzini fecero della geografia un progetto politico. In particolare, Mazzini cerca di trovare delle ragioni geografiche che spingano a realizzare uno Stato unitario suddiviso in regioni.

Settecento – Ottocento

I padri fondatori della geografia scientifica sono:

  • Humboldt (1769-1859): tra le sue opere ricordiamo Kosmos ma ve ne sono delle altre. Inoltre, compie numerosi viaggi esplorativi. Egli è ricordato soprattutto per:
    • L’impiego del barometro per misurare le altitudini;
    • Per aver schedato insieme a Bonpland circa 60.000 piante;
    • Scoperta della corrente marina fredda che corre lungo la costa pacifica dell’America del Sud e che assumerà il suo nome; Un'altra corrente marina molto famosa che va ad influenzare in maniera sistemica almeno tre continenti è la corrente del golfo.
    • Scoperta delle “isoterme”: si tratta di linee immaginarie che ci fanno capire la temperatura presente in determinati punti della Terra. Tutti i luoghi contenuti all’interno della stessa linea hanno la stessa temperatura. È possibile quindi fare una differenza tra i diversi climi terrestri. Bisogna ricordare inoltre che nelle altitudini il clima è più freddo perché viene meno il calore accumulato dal suolo. Il clima influenza anche la vegetazione;
    • Principio di causalità e di coordinazione spaziale permette di spiegare dove e perché avvengono alcuni fenomeni.
  • Ritter (1779-1859): oltre ad ottenere la prima cattedra universitaria di geografia a Berlino diviene anche il direttore della Società Geografica Berlinese. Fu il primo a dare una base teorica ed umanistica alla geografia e viaggia in giro per l’Europa. Scrisse il Die Erdkunde, un’opera di 19 volumi che comprende Africa ed Asia. La descrizione di questi due continenti cercano rapporti fra la forma dei continenti, lo sviluppo costiero e le civiltà;

Con Ritter e Humboldt vengono gettate le basi per una nuova geografia: essa non si basa solo sulla morfologia del territorio ma comprende anche lo studio dell’uomo e dei popoli.

Ratzel e Vidal De la Blache

Ratzel e Vidal De la Blache sono due geografi molto importanti del fine Ottocento-novecento. Sono considerati i due geografi che portano la geografia da un’impostazione positivista ad un’impostazione più moderna. Sono ricordati per la differenza di approccio, la base e la riflessione sul modo in cui interagiscono.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Faber.Scian di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia per la scuola dell'infanzia e primaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Sabato Gaetano.
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