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--> FORMARE CITTADINI DEL MONDO

-->CONFERIRE IL SENSO DELLO SPAZIO

-->EDUCARE ALLA SOLIDARIETA’ MONDIALE E AL RISPETTO DELLE DIVERSITA’

-->SVILUPPARE L’EDUCAZIONE AMBIENTALE

-->VALUTARE I CONTESTI GEOGRAFICI ALLE DIVERSE SCALE E DA PUNTI

DIOSSERVAZIONEDIVERSI

FORMARE CITTADINI DEL MONDO

Formare cittadini del Mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere

con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile guardando al futuro

CONFERIRE IL SENSO DELLO SPAZIO “Attrezzare” l’alunno di coordinate spaziali per

orientarsi in un territorio; far acquisire e rinsaldare il linguaggio dell’ageo-graficità, definito come

“la parte sviluppata e affinata, cioè educata, degli aspetti visivo-spaziali dell’intelligenza e della

comunicazione umana”.

EDUCARE ALLA SOLIDARIETÀ MONDIALE E AL RISPETTO DELLE DIVERSITÀ Educare

l’alunno a rendersi conto che la nostra Terra presenta molteplici differenziazioni, fisiche e

antropiche.

Sono pertanto fondamentali la conoscenza, l’accettazione, il rispetto dell’Altro e la solidarietà tra

esseri umani a livello mondiale, senza annullare quel rapporto personale e proprio territorio

(coltivare le dimensioni positive dell’identità territoriale).

SVILUPPARE L’EDUCAZIONE AMBIENTALE

Guidare l’alunno a scoprire che il territorio è costituito da elementi che hanno fra loro rapporti

diretti e/o indiretti, e che l’intervento su qualunque di questi elementi si ri percuote a catena su tutti

gli altri. Ciò rende indispensabile una visione del territorio come sistema (dal vicino al Mondo), per

divenire consapevoli del fatto che ciascuno è parte attiva e responsabile dell’ambiente in cui vive.

VALUTARE I CONTESTI

GEOGRAFICI ALLE DIVERSE

SCALE E DAPUNTI DI

OSSERVAZIONE DIVERSI

Educare l’alunno a saper vedere, studiare, analizzare ciascun elemento non isolato ma nel contesto

spaziale in cui si trova. Ciò perché ciascun contesto, e l’intero contesto spaziale mondiale, si

caratterizza per molteplicità, complessità e dinamicità sistemica: ogni singolo fenomeno o

componente del territorio è il risultato di una serie di processi socio-economici e culturali.

Qual è l’obiettivo principale dell’insegnamento/apprendimento della Geografia?

L’obiettivodell’insegnamentodellageografiaè“fornireunametodologiaintegratadistrumentimaterialies

oprattuttoconcettualicheconsentedileggereeinterpretarelasemprepiùcomplessaraltàterritoriale,dideco

dificarla,didarleunsenso,diappropriarsene”

Bissanti A.,Geografia attiva, perché e come, Adda, Bari 1991

L’insegnamento/apprendimento della Geografia conferisce conoscenze e abilità in merito a:

CARTE COGNITIVE

CONCETTI GEOGRAFICI

RAGIONAMENTO SPAZIALE

ILLINGUAGGIO DELLA GEO-GRAFICITÀ

L’IMMAGINAZIONE GEOGRAFICA

MODELLI TERRITORIALI

METODI, TECNICHE, STRUMENTI PROPRI DELLA GEOGRAFIA

CARTECOGNITIVE Acquisire carte mentali, ovvero mappe cognitive che consentano di

organizzare spazialmente fatti, luoghi, informazioni, fenomeni: quelli che si studiano e soprattutto

quelli che ricadono nell’esperienza quotidiana- per contatto diretto e/o indiretto –sempre ricchi di

substrati culturali e spesso carichi di affettività.

CONCETTI GEOGRAFICI Attivare i concetti geografici, cardini delle strutture logiche

geografiche, per meglio orientarsi mentalmente nell’infinita varietà del reale .

RAGIONAMENTO SPAZIALE

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Saper “leggere”, in ciò che si vive e si osserva, il ruolo della dimensione spaziale (ad es., quanto

pesa la distanza sui fatti e sugli eventi più diversi?).

ILLINGUAGGIO DELLA GEO-GRAFICITÀ Comunicare consapevolmente attraverso il

linguaggio specifico della Geografia, per orientarsi e agire nel mondo, per “vedere” il territorio

aldilà del paesaggio rappresentato su una carta o in una fotografia, per sapersi muovere

mentalmente in esso, per saperlo immaginare modificato.

L’IMMAGINAZIONE GEOGRAFICA “Vedere” realtà territoriali e luoghi lontani –nello spazio

e/o nel tempo – grazie all’interiorizzazione e all’elaborazione delle esperienze e delle conoscenze.

MODELLI TERRITORIALI

Saper riconoscere, attraverso i dati contingenti, potenzialmente infiniti e “disordinati”, le strutture

implicite dei sistemi territoriali (modelli di assetto,di sviluppo ecc.).

METODI, TECNICHE, STRUMENTI PROPRI DELLA GEOGRAFIA

Saperli utilizzare a fini descrittivi, esplicativi , applicativi e critici.

L’insegnamento/apprendimento della Geografia, se sganciato da collegamenti forti con tali grandi

finalità e obiettivi, facilmente degenera in arido repertorio di nomi e numeri, insopportabile per

discenti e docenti.

La Didattica della Geografia nella Scuola Primaria si sviluppa con:

UN APPROCCIO AI CONTENUTI SOPRATTUTTO CONCETTUALI

LA SCOPERTA DIRAPPORTI E LEGAMI TRA I FENOMENI

L’APPLICAZIONE DEL METODO SCIENTIFICO

L’OPERARE SUL VICINO

LA FORMAZIONE CONSAPEVOLE DIIMMAGINI E CARTE COGNITIVE

L’USO DITECNICHE E STRUMENTI PER LA GEO-GRAFICITÀ

UN APPROCCIO AI CONTENUTI SOPRATTUTTO CONCETTUALI Nelle prime classi si

organizzeranno i contenuti e le attività partendo dall’esperienza concreta (ad es., l’orientamento

attraverso punti di riferimento nello spazio vissuto, con il consolidamento dei concetti topologici e

relativo uso degli indicatori, l’utilizzo della bussola e dei punti cardinali, nonché attraverso

l’osservazione del paesaggio geografico, dal primo approccio percettivo –sensoriale

all’individuazione dei principali componenti e determinanti), ma seguendo un approccio

prevalentemente problematico -concettuale, che potrà essere combinato gradatamente, nelle classi

terza, quarta e quinta, con gli approcci regionale e generale.

Le attività didattiche dovranno dunque articolarsi in un coerente e ben programmato itinerario

concettuale, che sarà basato molto sulla concretezza.

Una logica geografica potrà essere fatta acquisire facendo operare gli alunni in situazioni

problematiche, in forma di gioco, stando in aula od operando negli spazi interni (corridoi, cortile,

androni…) o esterni alla scuola, nelle immediate vicinanze

LA SCOPERTA DI RAPPORTI E LEGAMI TRA I FENOMENI Gli alunni devono rendersi conto

che lo spazio geografico non è un’accozzaglia di elementi, ma un sistema, costituito da elementi

fisici e antropici legati da rapporti di connessione e/o di interdipendenza, diretti o indiretti. Saranno

dunque guidati a riconoscere gli elementi di un territorio partendo da quello vicino, e a individuare i

rapporti, ad es., fra posizione e funzione, fra distribuzione e funzione di tali elementi.

L’APPLICAZIONE DEL METODO SCIENTIFICO Improntate all’operatività dovranno essere le

attività didattiche che mireranno all’acquisizione del metodo scientifico e della ricerca –scoperta.

Nel corso degli anni e sempre più in quarta e quinta classe le attività assumeranno una forma

laboratoriale. Gli alunni saranno guidati a porsi domande, ad affrontare e formulare ipotesi e a

verificarle.

Le indagini non si fermeranno solo al livello descrittivo (dov’è? Com’è fatto...?) ma passeranno al

livello esplicativo - scientifico (perché è lì? Perché quella distribuzione di fenomeni?Perché è fatto

così?) e critico –applicativo (come sarebbe se? Quale sarebbe la distribuzione più efficace?

L’organizzazione?). Gli alunni potranno progettare come riorganizzare la loro aula per le diverse

attività che vi si svolgono, il giardino della scuola o il quartiere dove abitano o la loro città,

ipotizzare come cambierebbe il loro territorio se un’industria vi venisse localizzata o se venisse

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delocalizzata.

L’OPERARE SUL VICINO

Il metodo dell’osservazione diretta nel corso delle lezioni sul terreno deve essere attuato fin dai

primi anni, per venire man mano integrato con il metodo dell’osservazione indiretta. L’operare

molto sul vicino non deve certo impedire di prendere in considerazione spazi lontani e fatti e

fenomeni geografici di portata nazionale o mondiale tutte le volte che risulti didatticamente

opportuno (si pensi, ad es., alla necessità di aiutare gli alunni a collocare nello spazio le grandi

civiltà del Mondo antico); anzi, ci si servirà del lontano per consolidare concetti, individuare

relazioni in contesti diversi, far cogliere la complessità del sistema territoriale anche mondiale

LA FORMAZIONE CONSAPEVOLE DI IMMAGINI E CARTE COGNITIVE

Non si avrà la pretesa che gli alunni si costruiscano immagini e carte cognitive “esatte” (del vicino,

quartiere, paese/città, regione di appartenenza, dell’Italia ecc.), ma ci si preoccuperà piuttosto che

queste si formino in modo consapevole e portatore di significato. Far tracciare o descrivere

verbalmente immagini e carte mentali, quindi, non può scadere nel nozionismo o nel semplice

controllo della correttezza formale dei“prodotti”degli alunni, ma deve servire, fra l’altro, a

evidenziare i processi di formazione di tali rappresentazioni

L’USO DI TECNICHE E STRUMENTI PER LA GEO-GRAFICITÀ

Si utilizzeranno tecniche didattiche e strumenti vari e diversi (fotografie, carte geografiche, piante,

schizzi, grafici); volta per volta si farà ricorso a quelli che si riterranno più efficaci e che

consentiranno di raggiungere più rapidamente e più compiutamente gli obiettivi prefissati: si potrà

far ricorso innanzitutto alle lezioni sul terreno e alla lettura di carte, quindi alla costruzione di carte

tematiche e altre semplici rappresentazioni grafiche; alla correlazione cartografica; alla lettura di

fotografie, documentari e film; ai prodotti multimediali, alle immagini da satellite. Con la guida

dell’insegnante possono rivelarsi fondamentali anche l’utilizzo del computer e la navigazione in

Internet.

I valori nell’educazione geografica

Il problema dei valori rispetto alle nuove sfide

Gli insegnanti hanno il compito di trasmettere ai loro alunni le conoscenze specifiche delle varie

materie scolastiche: un lavoro da svolgere singolarmente, ma anche collegialmente per sviluppare in

modo organico i vari collegamenti esistenti fra le diverse discipline.

Ma affinché tutte le conoscenze acquisite dagli alunni risultino realmente utili, è fondamentale che i

docenti abbiano come compito primario quello di coordinare l’obiettivo didattico, proprio di ogni

singola disciplina,con l’obiettivo educativo di carattere generale.

E’importante,così come vuole la riforma del 2003, che gli insegnanti si abituino a pensare che i

contenuti disciplinari non sono percorsi a se stanti ma devono essere considerati un tutt’uno con gli

obittivi educativi.

Già il filosofo Immanuel Kant, nel settecento, sosteneva l’importanza della geografia come

conoscenza che rende cittadini del mondo, e può in tal modo contribuire a favorire i valori della

pace e della tolleranza.

Da sempre quello geografico è indicato come sapere che ben si ricollega a quei valori a i quali ogni

didattica che aspiri a voler essere formativa non può o meglio non deve, rinunciare.

I grandi temi educativi della comprensione internazionale, dell’educazione alla pace, del confronto

interculturale, dell’ecologia, a volerne ricordare solo alcuni,sono propri anche del discorso

geografico.

Il problema dell’individuazione dei valori nell’insegnamento della geografia è sicuramente un

problema delicato e complesso.

Il connubio tra momento educativo e quello didattico è essenziale affinché si possa dare senso e

significato alle informazioni, alle abilità, alle conoscenze che lo studente riceve dalle discipline, che

altrimenti si troverebbero ad essere senza significato

Inoltre, avere ben chiare le finalità di una disciplina facilita gli stessi processi di apprendimento.

E’ fondamentale quindi che l’educazione sia fondata su obbiettivi che però siano strettamente legati

alla realtà.

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Gli insegnanti attraverso la selezione dei contenuti didattici affrontano inevitabilmente il problema dei

valori che influiranno sullo sviluppo dlla persona.

Il passaggio dal momento didattico a quello educativo deve essere adeguatamente meditato dal

docente,in quanto si tratta di un compito particolarmente delicato sia perché la disciplina non

deve essere utilizzata in modo subordinato alla trasmissione e i valori e sia perché i valori affrontati

nell’ambito scolastico derivano da quelli prevalenti della società.

Le potenzialità per l’insegnamento della disciplina geografica di essere formativa sono notevoli. Il

compito educativo didattico del docente è, infatti,agevolato attraverso la geografia nell’interpretazione

del territorio,in quadrato alle varie scale e nella conoscenza dei rapporti che l’uomo e le società

intrattengono con l’ambiente.

Sono finalità indispensabili alla formazione di quadri mentali utili sia all’analisi critica delle realtà locali

e globali nelle quali si vive,sia al dibattito relativo ai grandi problemi della società:la tutela

dell’ambiente e la reciprocità uomo natura,la preoccupazione delle conseguenze delle azioni

dell’uomo,lo sviluppo dei popoli,le nuove realtà culturali,i diritti umani.

Sono i problemi della società attuale(diversi da quelli passati e probabilmente anche da quelli

futuri,perché in continua evoluzione)che si ricollegano a valori concreti ricchi di sollecitazioni critiche

che conducono all’esigenza di capire cambiamenti del mondo.

Ma è fondamentale che le problematiche vadano affrontate in chiave morale,per trarne valori,mediante i

quali è possibile orientare lo stesso progetto didattico.

Le societàmulti-culturali:confronti o conflitti?

L’odierna società,in continua evoluzione,va progressivamente assumendo una composizione

multietnica,a causa della consistente migrazione di individui che sta avendo corso.Ilfenomeno è di

portata mondiale:ci troviamo di fronte ad un’evoluzione epocale che mette ciascuna comunità di fronte a

cambiamenti consistenti.

I contatti e gli incontri tra le varie culture si fanno più frequenti,tanto che la società è sempre più

multiculturale.

Individui e popoli hanno acquistato una mobilità straordinaria,molto diversa sia quantitativamente sia

qualitativamente rispetto al passato;si tratta di una mobilità che coinvolge società ricche e

Società povere e che,però,accentua i problemi della convivenza di gruppi umani diversi.

La reciprocità che ne consegue è collegata ai processi di sviluppo,che producono reti di relazioni

sempre più complesse,che non devono,però,essere imperniate soltanto su interessi economici.

Particolare interesse assume pure l’esame attento dell’interazione tra cultura e natura;infatti la

cultura,sistema di valori e disegni,esprime una disposizione nelle relazioni dialettiche fral’uomo e

l’ambiente;ad esempio,attraverso la cultura l’uomo si confronta con il proprio ambiente,conferendo a

questo una particolare identità.

E così le differenziazioni culturali si evidenziano spazialmente nelle diverse articolazioni

territoriali;l’analisi delle varie culture offre suggestive e valide chiavi interpretative dell’assetto del

territorio.

Il fenomeno migratorio va inquadrato non soltanto in funzione dei tradizionali fattori demografici ed

economici,ma anche in base a nuovi parametri socioculturali,che sono tanto più significativi in un’Italia

che ha assistito negli ultimi decenni a un’inversione dei flussi migratori,trasformandosi abbastanza

rapidamente da Paese di emigrazione in Paese di immigrazione.

I temi dell’intercultura e dell’educazione alla convivenza civile si intrecciano con

la possibilità di osservare il fenomeno migratorio in una dimensione spaziale e culturale:i luoghi di

provenienza degli immigrati e le culture che da questi paesi essi portano con sé,i segni della loro

presenza sul territorio e i cambiamenti che questa presenza mette in atto,il rapporto tra l’immigrato e il

paese di partenza e tra l’immigrato e il paese d’arrivo.

La geografia può contribuire a far comprendere gli aspetti positivi ma anche le regole di rispetto

reciproco della Convivenza multietnica.

Parlando di migrazioni si perseguono obiettivi formativi centrali dell’educazione alla convivenza

civile:si costruiscono conoscenze e competenze per essere cittadini di una società multietnica.

L’ottica geografica sa suggerire interpretazioni e chiavi di lettura delle migrazioni contemporanee,ma sa

anche contestualizzare i flussi migratori nel tempo,sottolineando alcune costanti indispensabili per

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capire meglio ciò che avviene nella percezione delle persone,nei luoghi di partenza e nei luoghi di

arrivo.

L’arrivo di immigrati porta problemi e risorse,incomprensioni e opportunità:è

Importante che la scuola sappia insegnare a riconoscere l’identità e la differenza di chi accoglie e di chi

arriva, a favorire l’integrazione ma anche il rispetto della diversità,a vedere la ricchezza ma anche le

difficoltà che un consistente flusso migratorio porta con sé.

Le migrazioni trasformano i luoghi,lasciano dei segni,attivano relazioni e interdipendenze:incidono

quindi sull’identità territoriale.

Per questo,spesso,la popolazione che riceve un forte flusso migratorio reagisce segnando distanze fra sé

e i nuovi

I tipi di migrazione,e le cause che le generano,possono essere molto diversi. Tradizionalmente le

migrazioni si distinguono in base alla quantità di persone tra migrazioni di massa e migrazioni per

infiltrazioni,e in base alla modalità tra volontarie,organizzate e coatte.

Le cause possono essere legate sia a fattori di attrazione,come ad esempio la qualità della vita e la

disponibilità dei servizi,la presenza di immigrati dello stesso paese/regione o della stessa nazionalità e

anche ad aspetti del clima e del paesaggio.

Contano anche i motivi di repulsione,cioè i fattori per cui una persona è spinta a partire:desertificazione

e carestie (fattori ambientali);bassi redditi e disoccupazione(fattori economici);regimi totalitari

repressivi(persecuzioni politiche);conflitti fra gruppi religiosi ed etnici.

Anche la realtà della scuola italiana si sta trasformando per effetto della progressiva stabilizzazione

degli imMigrati stranieri e soprattutto delle loro famiglie.

La scuola è diventata un luogo importante dell’inserimento e dell’acculturazione.

La presenza crescente di alunni stranieri nella scuola italiana pone due ordini di necessità:

1.la personalizzazione del programma rispetto a un nuovo tipo di centralità geografica. La geografia può

essere una disciplina molto utile per l’intercultura se sa narrare il valore delle diversità spaziali e se

riesce a mostrare“come si differenziano nelle varie società le diverse culture…facendoci vedere che la

realtà è varia,imprevedibile,in movimento”Dematteis,1989.

2.la documentazione del cambiamento in atto nelle città e nei paesi,con particolare attenzione alle

conoscenze e alle tradizioni delle nuove famiglie,ai segni della presenza nel territorio dei nuovi

cittadini,alle loro esigenze e a ciò che di loro può arricchire la nostra società

E’importante anche insegnare i valori centrali della cultura italiana,mostrando come anche essa possa

costituire per l’immigrato una ricchezza di saperi e di conoscenze utili e affascinanti.

Ilcompito dell’insegnamento è quello di liberarsi dagli stereotipi e dai pregiudizi e perseguire l’obiettivo

di u n educazione ai valori cosmopolit.

Il ruolo dell’ambiente

La vecchia concezione,che associa l’ambiente esclusivamente o quasi con Il mondo fisico e

naturale(ambiente come mondo natura) è ormai superata da una visione olistica,attenta all’interazione

tra l’uomo e l’ambiente(ambiente come mondo vissuto e come sede del cambiamento).

L’uomo è stato in grado di adattarsi agli ambienti naturali e capace di realizzare ambienti

completamente artificiali. L’espansione di quest’ultimi,però,non deve condurre alla totale distruzione

dei primi,perché l’uomo non potrebbe sopravvivere alla morte della natura.

Secondo quanto i due summit di Rio de Janeiro(1992)e di Johannesburg(2002)hanno sostenuto con serie

argomentazioni,si deve porre l’accento anche sul legame esistente tra ambiente e sviluppo,che

rappresentano due aspetti della stessa medaglia.

In sintonia con questo percorso di progressivo arricchimento culturale del concetto di ambiente,l’attuale

Riforma con le“Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio personalizzati nella Scuola Primaria”indica

Obiettivi specifici di apprendimento,non soltanto per le singole materie d’insegnamento,ma anche per

l’Educazione alla Convivenza civile.

Nell’Educazione alla Convivenza civile si trovano,comprese in un quadro interdisciplinare,l’Educazione

alla cittadinanza,l’Educazione stradale,l’Educazione ambientale,l’Educazione alla salute,l’Educazione

Alimentare e l’Educazione all’affettività.

I docenti dovrebbero promuovere l’attenzione per la natura e suggerire la sua tutela come condizione

principale per la salute dell’uomo.

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E’necessario che gli studenti prendano coscienza della realtà dell’ambiente nel quale viviamo,per

assumere un atteggiamento corretto e responsabile. Il contatto con la natura,l’osservazione diretta

possono aiutare molto sia facilitando la conoscenza dell’ambiente nella molteplicità dei suoi aspetti,sia

promuovendo l’assunzione dei valori ambientali.

Anche le varie attività economiche(agricole,industriali,commerciali)e le differenti politiche energetiche

possono essere studiate in funzione della loro compatibilità con l’ambiente e soprattutto con

le capacità naturali che questo ha di riciclo dei rifiuti.

La Geografia,grazie al suo radicamento nella realtà stessa del mondo in cui viviamo,è capace di

rinforzare l’Educazione ambientale con quella allo sviluppo: equa distribuzione delle risorse del

pianeta,in una prospettiva di rispetto nei confronti della natura,ma anche di“correttezza territoriale”dei

rapporti degli uomini e delle società tra loro.

Alcuni concetti utili ad affrontare a scuola queste tematiche sono:

-->diversità

-->ecosostenibilità

-->permanenza

Diversità

La diversità,cui si deve porre grande attenzione,riguarda sia le varietà biologiche,che vanno conservate e

difese in tutte le loro forme e combinazioni(che s’instaurano ad esempio tra

litosfera,atmosfera,idrosfera,biosfera),sia il rapporto uomo-natura.

Lo studio della diversità risulta essenziale,giacché la vita del nostro pianeta è impostata sulle

differenziazioni,che dovrebbero rappresentare un’autentica sollecitazione e un efficace impulso al

progresso dell’umanità.

Lo studio della diversità agevola,poi,un tipo di approccio imperniato su una pluralità di punti di vista,il

più idoneo a proporre confronti critici,necessari allo studente per guardare alla realtà,e ai problemi

connessi,da prospettive molteplici.

Le differenziazioni dei punti di vista esposte dagli alunni possono costituire spunti per un articolato

lavoro su gruppi etnici,culture e nazioni,oltre che sull’importanza delle biodiversità.

Il problema dello sviluppo deve essere,quindi,saldamente radicato nella dimensione etica;il prerequisito

essenziale diviene la conoscenza dell’altro,del diverso.

L’educazione alla valorizzazione delle diversità costituisce un’ineliminabile esigenza formativa,etica e

sociale.

La scuola,come crogiuolo di differenze,offre ampie opportunità affinché le diversità s’incontrino in

confronti propositivi,che consentano agli studenti di mettere in discussione le proprie convinzioni e

quindi di arricchire la propria interpretazione del mondo.

Ecosostenibilità

L’ecosostenibilità indica che la crescita economica non deve essere in contrasto con l’ambiente e non

deve costituire,quindi,un pretesto per la distruzione di risorse naturali essenziali

I lineamenti morfologici della superfici e terrestre assumono un’importanza non trascurabile in tanti

aspetti dell’esistenza dell’uomo sulla Terra :nella localizzazione delle città,nei tracciati delle linee di

comunicazione,nella scelta delle aree per l’agricoltura e per altre attività economiche.

Mal’ambiente naturale è ormai fortemente condizionato dall’uomo;la stessa tecnologia moderna può

costituire un attentato alla vita della natura;occorre,quindi,perseguire un modello d’intervento che parta

proprio dall’applicabilità all’ambiente delle nuove conoscenze tecnologiche e che si sviluppi in un’ottica

nella quale l’ambiente abbia la dignità di soggetto.

I vincoli imposti dalla natura devono essere studiati,nella consapevolezza della necessità di rispettare i

meccanismi naturali.

Il rispetto non significa passività da parte dell’uomo,ma consapevolezza della sensibilità di un bene

insostituibile,perché unico.

Il rispetto,quindi,si deve concretizzare in stimoli verso indagini sulle potenzialità dell’ambiente e sulle

possibilità di rischio. L’ambiente è risorsa di base per le strategie di sviluppo;in questo senso la sua

tutela costituisce un problema economico;nello stesso tempo,però,va ribadito che la tutela dell’ambiente

è anche un problema morale.

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Ambiente e sviluppo non sono due problemi distinti per le popolazioni povere dei Paesi in via di

sviluppo,che non hanno,in situazioni di grave disagio economico,le preoccupazioni ecologiche che

stanno oggi affermandosi in strati di popolazione sempre più consistenti nei Paesi ricchi.

È evidente che prevenire il degrado ambientale non costituisce limitazion e allo sviluppo,anzi

rappresenta un contributo sostanziale al generale benessere.

Permanenza

Il concetto di eco sostenibilità si associa in maniera indissolubile a quello di permanenza,che

presuppone una forte attenzione alla dimensione temporale:una dimensione necessaria per uno sviluppo

sostenibile,che per definizione dovrebbe essere in grado di sostenersi in modo prolungato

Con il trascorrere del tempo lo spazio evolve e cambia;e così l’attenzione a questa dimensione aiuta il

ragazzo ad interpretare meglio la realtà,soggetta a una velocità nelle trasformazioni sempre più

forte(coordinamento delle diverse scale spaziali e temporali):dai cambiamenti nella propria vita a quelli

nella propria comunità locale,nel proprio Paese e infine nel mondo.

L’esplorazione del tempo riguarda anche il futuro(a breve e a lungo termine),soprattutto sotto il profilo

delle responsabilità in merito alle conseguenze future delle scelte effettuate nel presente.

Continuità e discontinuità,presenti anche in passato,vanno assumendo ogni giorno di più connotazioni

diverse,alimentando vecchi contrasti e generando nuove conflittualità territoriali.

Culture locali sono state in grado di gestire l’ambiente in maniera sostenibile;ilfuturo,da questo punto di

vista,presenta invece una molteplicità di rischi che dovrebbero essere eliminati o almeno attenuati.

Lo studio del cambiamento(la scala spaziale del cambiamento,l’intensità e la profondità del

cambiamento,le risposte e le reazioni territoriali al cambiamento)deve essere posto in primo

piano,collegandolo alla riacquisizione del senso del limite,come consapevolezza delle conseguenze per

il futuro.

Le decisioni di oggi,infatti,hanno grande rilevanza anche per il domani,per cui non può mancare

un’adeguata attenzione alle prossime generazioni.

I diritti umani

In molti dei Paesi più poveri della terra non sono assicurati né i diritti né tantomeno i bisogni

fondamentali:alimentazione,acqua,abitazione,salute primaria e istruzione primaria

Ai fini educativi,non è produttivo soffermarsi esclusivamente sulla negazione e sulla violazione dei

diritti,perché questo atteggiamento potrebbe produrre un senso di scoraggiamento,di impotenza e

eventualmente di indifferenza di fronte al problema.

E’pertanto preferibile proporre gli aspetti positivi e inserire su concetti valore quali uguaglianza,

giustizia,pace,democrazia,tolleranza,dignità.

Si potrebbe formulare una serie quantitativamente significativa di obiettivi formativi relativi ai diritti

umani:

1.comprendere che le risorse del pianeta costituiscono un diritto di ogni uomo e di ciascun popolo al

soddisfacimento dei bisogni essenziali;

2.comprendere che il rispetto dei diritti umani rappresenta un momento essenziale della pace tra gli

uomini e tra Stati e tra le grandi ripartizioni economiche mondiali;

3.comprendere la necessità del rispetto della comune dignità e delle diverse identità culturali;

4.acquisire atteggiamenti e comportamenti di apertura alla cultura della mondialità,alla società

planetaria e alla dimensione transnazionale.

La mancata fruizione di tali diritti produce discriminazioni e esclusione sociale e solo il ristabilirsi di tali

diritti porterebbe ad un futuro possibile.

Vi sono,poi in tutto il mondo,gruppi sociali,minoranze o specifiche categorie di persone che sono

esclusi,parzialmente o del tutto,da benefici prodotti nella società in cui vivono.

E in particolare si richiama l’attenzione su quattro forme di esclusione legate:

-->alla differenza di genere

-->all’handicap

-->al credo religioso

-->alla provenienza

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Sono temi molto importanti che devono essere affrontati a scuola in maniera interdisciplinare ma che

hanno forti impatti geografici.

Processi di apprendimento e strategie geografiche

Processi di apprendimento

La scuola deve assegnare ai processi di apprendimento degli alunni la massima attenzione

In che modo?Proponendo e promuovendo organici itinerari di conoscenza,che siano conformi:

-->alle varietà

-->alle caratteristiche personali

-->agli stati emozionali degli studenti e,inoltre,che siano strutturati secondo chiari schemi di

insegnamento/ apprendimento

L’apprendimento è più efficace se esso è favorito dall’esistenza di esperienze e conoscenze precedenti

L’apprendimento risulterà più efficace quanto più lo studente riescea interagire in maniera attiva con

la situazione nella quale si trova immerso,situazione che deve essere attraente e relazionata al suo livello

di sviluppo

Secondo David Paul Ausubel,le conoscenze immagazzinate nella mente e la capacità di elaborare le

informazioni vengono mescolate tra loro durante la fase di acquisizione di nuov conoscenze e

l’integrazione fra le vecchie e nuove informazioni dipende sia quantitativamente che qualitativamente

dalla struttura cognitiva del’individuo.

E’necessario valorizzare il più possibile la conoscenza preliminare dello studente in quanto riferimento

fondamentale per l’apprendimento succesivo

L’apprendimento è effettivamente“significativo”quando la nuova informazione è collegata in maniera

coerente alle strutture cognitive già esistenti.

E’indispensabiles cegliere il materiale da acquisire in modo tale che esso possa essere elaborato e

assimilato dallostudente.

Il concetto di apprendimento significativo è concentrato su dei processi attraverso i quali le nuove

informazioni,le nuove conoscenze,i nuovi elementi interagiscono con concetti già presenti nella struttura

cognitiva del soggetto.

Chi può decidere la predisposizione ed il suo atto della delicata fase del processo di apprendimento è

solo l’individuo,mentre l’insegnante può solo incoraggiare tale decisione attraverso

suggerimenti,incoraggiamenti e mappeconcettuali.

I bambini a scuola generalmente tendono ad imparare in modo meccanico,sforzandosi,anche a volte con

l’aiuto degli insegnanti,solo ad imparare in maniera letterale il significato di alcuni concetti e parole

memorizzandone solo la definizione.

Per arrivare invece all’apprendimento significativo,lo studente,sotto lasuavolontà,dovrà relazionare gli

elementi di conoscenza provenienti dall’esterno con quelli già preesistenti nella sua struttura

Tale processo comporta senza ombre di dubbio,uno sforzo maggiore da parte dello studente,a favore di

un considerevole aumento delle modalità di apprendimento in maniera significativa e alla permanenza

delle informazioni per lungo tempo e a volte anche per tutta la vita.L’insegnante,dovrà incoraggiare

l’apprendimento significativo a scapito del tipo meccanico attraverso la selezione di materiale

significativo.

Il materiale significativo è rappresentato principalmente,da mappe concettuali,circuiti audiovisivi,testi e

dispense,ma soprattutto verificare le preconoscenze interne dell’allievo stesso e quindi modulare un

linguaggio idoneo alla comprensione delle nuove conosenze formulate ed indirizzate al discente.

Ausubel individua due strategie di presentazione del materiale:la differenziazione progressiva e la

conciliazione integrativa.

La differenziazione progressiva è il passaggio dal generale allo specifico,seguendo una strutturazione

gerarchica delle conoscenze.

Essaè,quindi,un processo di perfezionamento dei concetti significativi all’interno della struttura

cognitiva.

Lo sviluppo dei concetti secondo Ausubel avviene meglio quando vengono insegnati prima i concetti

generali e poi i dettagli,ma non è facile decidere quali concetti sono generali e quali quelli subordinati in

un insieme di conoscenze.

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I concetti sono ciò con cui si pensa,per cui l’analisi dettagliata e la verifica dei concetti preesistenti in un

campo della conoscenza è la base per una buona progettazione di un curricolo.

Uno dei motivi per cui l’istruzione scolastica si è dimostrata inefficace è che coloro che progettano un

curricolo non compiono una assimilazione dei concetti che vorrebbero insegnare.

Favorire l’acquisizione dei concetti e l’apprendimento proposizionale rappresenta la principale funzione

dell’educazione scolastica.

Per questomotivo,bisogna saper selezionare nella massa di conoscenze,i concetti principali e poi quelli

subordinati che si vogliono insegnare.

L’apprendimento delle abilità è importante e facilita l’apprendimento dei concetti, ma avolte viene

considerato come un apprendimento aggiunto che non costituisce elemento del

curricolo(programmazione)scolastica.

L conciliazione integrativaè l’evidenziazione dei rapporti tra idee attraverso il contrasto

analogie/differenze,senza strutturazione gerarchica.

La conciliazione integrativa è,quindi,quel momento in cui una struttura cognitiva ha bisogno di una

conciliazione tra le conoscenze già esistenti e le nuove conoscenze e quindi una integrazone delle stesse

con tutta la struttura che a sua volta si modifica;è quel momento in cui vi è una trasformazione

qualitativa.

La conciliazione integrativa è la capacità di comprendere quando un concetto è simile ma anche diverso

rispetto ad un altro concetto.Ausubel intende per organizzatore anticipato quella strategia didattica che

mette in relazione le nuove conoscenze con le conoscenze che già il soggetto possiede.Cioè:invece di

fornire un’unità didattica complessa in rete,è più utile fornire un insegnamento di minore portata rispetto

al contenuto dell’unità stessa.

Il fattore più importante nell’influenzare l’apprendimento è ciò che l’alunno già conosce:bisogna

verificare queste conoscenze e su queste impostare il lavoro di insegnamento.Per essere efficaci gli

organizzatori anticipati devono rispondere a due requisiti:

-->devono essere rilevate nell’alunno le conoscenze preesistenti;

--

>deve essere realizzata una sequenza organizzata delle nuove conoscenze in modo tale che l’alunno

acquisisca l’abilità di mettere in relazione le nuove conoscenze con quelle che già possiede.Si tratta di

due compiti ai quali il docente non deve sottrarsi.

In ambito scolastico il termine apprendimento viene associato a quello di insegnamento;il processo di

apprendimento/insegnamento è,in realtà,un processo unico pur se presenta un duplice aspetto

Infatti da una parte abbiamo l’insegnante che ha come obiettivo la formazione dello studente attraverso

la didattica e dall’altra l’allievo che decodifica e ricerca le informazioni e le elabora per raggiungere in

prima persona il fine della propria preparazione culturale.

I docenti dovrebbero considerare il differente stile di apprendimento dei singoli studenti.Alcuni

studenti sono più predisposti ad apprendere per mezzo di osservazioni riflessive;altri invece

preferiscono sperimentazioni attive.

A scuola nella realtà interagiscono più componenti.

Il docente più efficace utilizza i vari metodi in modo da favorire tutte le tipologie di studenti.Bransford

ha suggerito quattro componenti:

-->natura del materiale da apprendere;

-->caratteristiche dell’allievo;

-->attività di apprendimento;

-->compiti criteriali.

--

>natura del materiale da apprendere:modalità di organizzazione e presentazione del materiale,sequenza

e difficoltà crescente,presenza di illustrazioni e di agevolazioni per l’apprendimento;

--

>caratteristiche dell’allievo:abilità,conoscenze precedenti(prerequisiti),quadri generali di

riferimento,atteggiamenti e stilediapprendimento;

-->attività di apprendimento:processi e strategie adottati emessi in atto dall’allievo in uncompito(ad

14

Es la ripetizione per memorizzare,la riproduzione di un’immagine o di relazioni spaziali);

--

-->compiti criteriali (per la valutazione e la misurazione dell’apprendimento):prove,test,soluzione di

problemi.

Esistono varie funzioni dell'istruzione:

-->riproduttiva"sapere che"

-->applicativa"sapere come"

-->interpretativa"sapere con"

Il compito del docente non è solo quello di trasmettere le conoscenze ma di

aiutare l’allievo nel processo di apprendimento.Tale processo di apprendimento necessita di tempi

adeguati(ritmi di apprendimento) che dipendono dai singoli allievi.

Dipendono dalla velocità con cui essi riescono ad attivare sistemi coerenti di acquisizione di nuovi dati

conoscitivi,memorizzarli e sistemarli nella propria mappa cognitiva.

Domenici sostiene che nella prassi educativa,il“tempo”viene interpretato come una variabile assegnata

alla quale si devono adeguare tutti gli allievi,indipendentemente,dai ritmi soggettivi di

apprendimento,dal possesso o meno di prerequisiti cognitivi e dalle differenti cariche affettivo

motivazionali che ogni studente ha verso i diversi compiti di apprendimento.Non si considera quindi

che,per svariate ragioni,una stessa quantità di tempo impiegata da allievi differenti nello svolgimento di

una medesima attività di apprendimento può produrre effetti diveri.

Sviluppo psicologico e apprendimento

L’apprendimento della geografia è in funzione delle varie fasi o stadi di sviluppo mentale

dell’alunno,che vanno individuati e rispettati. Piaget ha evidenziato come i processi psicologici

dell’apprendimento si sviluppano in funzione della maturazione del bambino e con il progressivo

aumento di esperienze date dall’ambiente.Individuò delle differenze sostanziali nel modo con

Il quale,nelle sue diverse età,l'individuo si accosta alla realtà esterna e ai problemi di adattamento che

essa pone.SecondoPiaget,i due processi che caratterizzano l'adattamento sono:l'assimilazione e

l'accomodamento,che si avvicendano durante l'intero sviluppo.L'assimilazione consiste nella

incorporazione di un evento o di unoggetto in uno schema comportamentale o cognitivo già acquisito.In

pratica il bambino utilizza un oggetto per effettuare un'attività che fa già parte del suo repertorio motorio

o decodifica un evento in base agli elementi che gli sono già noti.

L'accomodamento consiste nella modifica della struttura cognitiva o dello schema comportamentale per

accogliere nuovi oggetti o eventi che fino a quel momento erano ignoti.I due processi si alternano alla

costante ricerca di un equilibrio fluttuante(omeostasi)ovvero di una forma di controllo del mondo

esterno.

Quando una nuova informazione non risulta immediatamente interpretabile in base agli schemi esistenti

il soggetto entra in uno stato di disequilibro e cerca di trovare un nuovo equilibrio modificando i suoi

schemi cognitivi incorporandovi le nuove conoscenze acquisite.

Nei suoi studi sull'etàe volutiva Piaget notò che vi erano momenti dello sviluppo nei quali prevaleva

l'assimilazione,momenti nei quali prevaleva l'accomodamento e momenti di relativo equilibrio.

Ancor più,individuò delle differenze sostanziali nel modo con il quale,nelle sue diverse età,l'individuo si

accosta alla realtà esterna e ai problemi di adattamento che essa pone.

Sviluppò una distinzione degli stadi dello sviluppo cognitivo individuando 4 periodi fondamentali:

1.sensorio-motorio(primi2annidivita);

2.pre-operazionale:

-pre-concettuale(dai2ai4anni)

-intuitivo(dai4ai7anni)

3.operativo concreto(dai7agli11anni)

4.operativo formale(dopogli11annidietà)

Fase sensomotoria.

In tale fase il bambino utilizza i sensi e le abilità motorie per esplorare e relazionarsi con ciò che lo

circonda,evolvendo gradualmente dal sotto stadio dei meri riflessi e dell'egocentrismo radicale a quello

dell'inizio della rappresentazione dell'oggetto della simbolizzazione,passando attraverso periodi

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intermedi di utilizzazione di schemi di azione via via più complessi.Il bambino in questa fase inizia a

costruire le idee di spazio,tempoecausalità,anche se nonc’è ancora distinzione tra sé,l’ambiente e le sue

azioni sull’ambiente.La Fase pre-operazionale si suddivide in:-fasepre-concettuale-

fasedelpensierointuitivo Fasepreconcettuale.

In questo stadio l'atteggiamento fondamentale del bambino è ancora di tipo egocentrico,in quanto non

conosce alternative alla realtà che personalmente sperimenta.In questa fase il bambino non è capace di

osservare gli oggetti da un altro punto di vista che non sia il suo ma è in grado di rappresentare oggetti

che si trovano al di fuori del suo campo visivo.

Fase del pensiero intuitivo.

In questo stadio aumenta la partecipazione e la socializzazione nella vita di ogni giorno,in maniera

creativa,autonoma,adeguata alle diverse circostanze.

Entrando nella scuola materna,il bambino sperimenta l'esistenza di altre autorità diverse dai genitori. In

questa fase il bambino forma le sue idee impressionisticamente o intuitivamente,avendo del suo

ambiente percezioni ancora superficiali–ha inizio l’intelligenza rappresentativa.

Verso i sei anni,il bambino inizia a distinguere nella lateralizzazione tra destra e sinistra e l’esperienza lo

pone di fronte alla complessità di un mondo in cui ogni spazio risponde a regole di accessibilità,d’uso e

di proprietà diverse:il marciapiede rispetto alla strada;l’aula rispetto al corridoio,il cortile rispetto alla

palestra,il giardino rispetto al bosco ecc.

Il suo corpo è la sua unità di misura.

La Fase delle operazioni concrete.

In questo stadio il bambino è in grado di coordinare due azioni successive;di prendere coscienza che

un'azione resta invariata anche se ripetuta;di passare da una modalità di pensiero analogico a una di tipo

induttivo;di giungere ad uno stesso punto di arrivo partendo da due vie diverse.

Questo stadio è importante per lo sviluppo del concetto di numero e delle relazioni spaziali.

Il bambino è in grado di sviluppare la comprensione di concetti essenziali quali ad es la conservazione o

ritenzione,l’inclusione,la seriazione e la reversibilità.

Il bambino impara ad organizzare la percezione e la comprensione del mondo tanto da riuscire ad

interiorizzare le sue esperienze.

Verso gli otto nove anni il bambino arriva a capire la costruzione di unità di misura standardizzate,

cioè a pensare lo spazio come un’entità descrivibile e misurabile al di fuori della propria esperienza.A

otto/noveanni,infatti,il bambino completa il proprio schema corporeo e arriva a pensare lo spazio come

entità indipendente dal proprio corpo.

Fase delle operazioni formali.

Il ragazzo acquisisce la capacità del ragionamento astratto,di tipo ipoteticodeduttivo.

Può ora considerare delle ipotesi che possono essere o non essere vere e pensare cosa potrebbe acca

dere se fossero vere.

È’in grado di oltrepassare il mondo concreto e consueto,comprendendo l’infinitamente piccolo e

comprendendo sistemi immaginari,è in grado di comprendere il valore di certi oggetti e fenomeni,la

relatività dei giudizi e dei punti di vista,la parità dei diritti,la distinzione e l'indipendenza relativa tra le

idee e la persona,ecc.;è altresì capace di eseguire attività di misurazione,operazioni mentali sui

simboli(geometria,matematica...),ecc.

Il passaggio dalla fase egocentrica alla fase eterocentrica, che si compie proprio durante gli anni della

scuola primaria,è evidentemente legato proprio alla scoperta mentale dell’esistenza di un mondo esterno

dal Sé,del quale il bambino desidera appropriarsi e che è fonte di continua scoperta.Rappresenta anche il

suo ingresso nella società,in un ordine di relazioni diverso da quello familiare.Lo studio effettuato da

Piaget ha portato a significative

applicazioni relativamente alte ma della geografia. In particolare sulla rappresentazione del mondo da

parte del fanciullo.E in particolare,animismo e artificialismo,rappresentano la concezione infantile della

rappresentazione del mondo e del reale.Quando si domanda al fanciullo di spiegare le cause che

16

generano il movimento delle cose e degli astri,egli risponde attribuendo adesso una volontà esterna ed

una interna.Il suo pensiero è animistico ed artificiali stico allo stesso tempo,ma anche

magico,poiché“...per un verso noi diamo degli ordini alle cose(il sole e la luna,le nuvole e il cielo ci

obbediscono)per un altro queste cose si sottomettono ai nostri desideri perché esse stesse desiderano

farlo”.Tale concezione infantile del reale,rimane a lungo nel bambino,anche quando questi,spiega il

movimento della natura attraverso la natura stessa,ossia generato da una gente

interno ed uno esterno,dove il primo è volontà degli oggetti,ed il secondo“...è costituito dalla somma dei

corpi che attirano o respingono(in senso,per così dire,“morale”)l’oggetto in movimento.Così il lago

attira i fiumi;la notte e la pioggia attirano le nubi;il sole e le nubi si respingono reciprocamente;le rocce

aiutano l’acqua a scorrere,e così via.Si tratta semplicemente,di un prolungamento dell’atteggiamento

artificiali sta animista,ma l’artificialismo è trasferito agli oggetti esterni”.Successivamente il movimento

viene attribuito dal bambino a cause sempre più fisiche,in quanto egli ritiene che la forza esterna agisca

per contatto,spingendo o tirando.

Questa spiegazione ancora legata al pensiero animistico ed artificialistico,in quanto il concetto di forza

o motore interno non è ancora abolito,“...il corpo in movimento mantiene l’iniziativa e può utilizzare la

forza esterna oppure sottrarsi alla sua influenza.Così il sole è trascinato dalle nuvole,ma nello stesso

tempo ci segue ed utilizza il vento per i suoi fini.

E lo stesso accade per le nuvole”.Infine,con il superamento della mentalità animistica artificialistica,

il bambino attribuisce al movimento un concetto meccanico,fondato sull’inerzia.

Un'altra osservazione del Piaget,relativa alla rappresentazione che i bambini hanno del mondo,(utile per

un approccio didattico della geografia),è che“il fanciullo crede all’onnipotenza dell’uomo sulle cose,e

l’animismo serve al fanciullo per spiegare l’obbedienza delle cose all’uomo,creduto

onnipotente”.Quindi i bambini credono che la natura è dovuta all’attività umana(artificialismo).

Secondo gli studi di Piaget i bambini ritengono che il mare sia“Un gran buco dove c’è stata messa

dentro dell’acqua.”Se si chiede loro“Da dove viene quest’acqua?”essi rispondono“Dai tubi e dai

rubinetti”.

L’origine del mare così come delle montagne,dei fiumi,dei laghi si deve all’azione degli uomini.Per i

bambini la natura è prodotta dall’attività antropica.Una tale rappresentazione del mondo(animistica e

artificialistica)in sede didattica può portare a proficue riflessioni:

•sia per gli interventi operati(realmente)dall’uomo sulla natura;

•sia riguardo alla sensibilità della natura stessa.

Anche se bisogna dire che le trasformazioni che il paesaggio naturale ha subito ad opera dell’uomo sono

tanto profonde e così diffuse che non si può più parlare di paesaggio naturale in senso stretto.Infatti,i

paesaggi,anche i più naturali sono parzialmente modificati dall’uomo e quindi artificiali fino ad arrivare

al paesaggio artificiale per eccellenza che è il paesaggio urbano.

Geografia e continuità didattica

L’interesse della didattica si è spostato dai contenuti alle strategie didattiche e dall’insegnamento

all’appredimento.Le strategie didattiche dovrebbero trovare, in valide sequenze verticali, i loro

riferimenti essenziali. Bissanti,ha presentato una serie graduale di ben150 abilità dalla scuola materna

fino all’ultimo anno della scuola secondaria superiore.A titolo esemplificativo se ne propongono

alcune per le varie fasce di età:

<7anni_seguire direzioni usando“sinistra”,“destra”,“avanti”,“in cerchio”ecc.

misurare lo spazio fra gli oggetti usando le mani o i piedi_indicare il rapporto fra diversa distribuzione

di oggetti(ad es banchi,mobili)in uno spazio vissuto e funzione dello spazio stesso.

7-9anni

_tracciare le quattro direzioni cardinali(N,E,S,O)

_seguire un percorso nell’aula e/o a scuola quando siano state fornite direzioni con i quattro punti

cardinali (N,E,S,O) e distanze(in metri)

_riprodurre su una pianta e descrivere(verbalmente e per iscritto)un breve percorso effettuato in aula e/o

nel cortile della scuola 9-11anni

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_segnare i sedici punti della bussola

_collegare posizione sul terreno e corrispondente posizione su una pianta a grande scala

_riprodurre su una pianta stradale e descrivere(verbalmente e per iscritto)il percorso casa scuola.

Le potenzialità di un discorso interdisciplinare

La discontinuità didattica verticale produce una serie di implicazioni sfavorevoli anche sul piano

orizzontale dell’interdisciplinarietà.Infatti,la singola disciplina,nella successione dei vari cicli

scolastici,può riuscire a trovare le giuste relazioni con le altre discipline che sono impartite nello stesso

anno scolastico,soltanto se:

-->presenta al suo interno adeguati raccordi; --

>esplicita pienamente i suoi nuclei fondanti,che costituiscono gli elementi portanti dell’intera

costruzione disciplinare;

--

>privilegia saperi aperti e flessibili e con alto grado di capitalizzazione,che consentano di controllare

ulteriori conoscenze.

Innanzitutto va evidenziata una caratteristica propria della geografia,che,in quanto intende leggere e

interpretare processi,segni e fenomeni,derivanti dall’umanizzazione del nostro pianeta,sviluppa un

discorso costituito da un insieme di argomenti e da una molteplicità di contenuti.Questa varietà di

contenuti rappresenta un’interessante opportunità-risorsa,che varrebbe la pena utilizzare.

L’insegnamento della geografia può costituire un momento didattico propulsivo,in cui gli incontri con

altre discipline possono agevolare il conseguimento degli obiettivi didattici,inseriti in una progettualità

di ampio respiro.

Ma qualsiasi ipotesi sulle potenzialità educative e didattiche che sia prono nel proporre e

organizzare,attraverso la geografia,itinerari interdisciplinaria largo respiro,presuppone che i docenti

siano pienamente convinti dell’importanza che l’interdisciplinarietà può esercitare sui processi di

apprendimento.

Epartendodaquestopresupposto,sipuòdirechenell’organizzazionedelcurricolooccorreprocedereversor

elazionisemprepiùintegratetralevariediscipline.Ilsuperamentodellerigidebarrieredisciplinariènecessa

rio,siaperevitarelaframmentazionedell’insegnamento,siaperaffrontarepiùadeguatamenteilproblemad

ell’unificazionedelsapere.

Lavalutazione

Lavalutazioneèlafaseconclusivadiogniazionestrutturatadiapprendimento/insegnamento.

SecondoBoscolo“Lavalutazioneèunprocessodiraccoltadiinformazionivoltoadaccertaresegliobiettivid

iuncurriculosonostatiraggiunti”.

Quellavalutativaèquindiun’attivitàchemiraarilevareilpatrimoniodisaperiecompetenze–

articolatiinabilità,capacitàeconoscenzediunapersona,

utilizzandounametodologiacheconsentadigiungerearisultaticertievalidi.

Lavalutazionehacomescopoquellodiconfrontarelacrescitaculturaledell’allievocon

gliobiettiviformulati.Unaltroobiettivodellavalutazioneèquellodiriconoscerequandoecomeunalunnoin

contraunadifficoltà,intalmodosipotràprocedereadunaattivitàdirecuperoindividualizzata.Lavalutazion

enonavvienesoloallafinedelpercorsodidattico,essainrealtàèincessante.Soloinquestomodolavalutazion

eèrivoltasiaadaccertareirisultatiraggiuntidaglistudenti(interminidicompetenzeacquisite)siaavalidarel

estrategiediinsegnamento(messeinattodagliinsegnantieinoltrel’efficaciaformativadeiprogettiprogrammis

celti).

Aifinidellavalutazione,inalternativaall’interrogazioneorale,puòoffrireuninteressant

econtributol’utilizzoditest.(Ilvantaggiosiavràsiaperilgranderisparmioditempo,siaperl’interpretazione

univocadellerispostedeglistudenti,siaaifinidell’autovalutazione).Itestsonodivariotipo:

-->anorma;

--

>acriterio.Itestanormasonorelativiatuttouncorsodistudiedaessisiricevanoinformazionisullivelloraggi

untodaunindividuoneiconfrontidiungruppocnsideratocomenormale;itestacriteriosonorelativiagliobiet

tividiun’unitàdidatticaeconessisipuòeffettuareunconfrontoconunlivellodiprestazione,chevienedeterm

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inatoprimadell’assegnazionedeltest.

Ladifferenzatraiduetipiditestriguardal’interpretazionedeirisultatiriferitirispettivamenteaungruppooau

ncriterioottimalediprestazone.Gli obiettivi della didattica geografica nella scuola

primariaDaiProgrammididatticidel1985alleIndicazioniNazionalidel2004Primadituttoilprimociclodii

struzione,hamantenutoladuratadicinqueanni,maneiprogrammi1985erasuddivisoindueperiodi:unprim

ociclobiennaleeunsecondociclotriennale;mentrenelleIndicazioniNazionalidel2004icinqueannisonosu

ddivisiintreperiodi:unoannuale,ilprimoeduebiennali.

Atalescansionetemporalesièaffiancataunadiversamodalitàdiprogettazionedidatticaeunanuovaorganiz

zazionedeicontenutialmenoperquantconcernelageografia.

Inprimoluogoècadutal’impostazioneunitarianazionaledeicontenutidell’apprendimento.Iprogrammidi

dattici,infatti,sonostatisostituitidallaIndicazioniNazionaliperPianidiStudio.

Iprogrammidel1985,definitidalMinisterodellaPubblicaIstruzione,avevanolafinalitàdiindicareuncorpo

omogeneodicontenutiediobiettividasvolgereedaraggiungereintuttelescuoledelpaese.

Con

laRiforma,ilGovernorinunciaaindicareiprogramminazionali,elisostituisceinvececonIndicazioniNazio

nali:questeultimesonodaintendersicomevincoliminimi,ilivelliessenzialidiprestazione,cheloStatoindic

aallescuole.

Tuttavia,essinonesaurisconoipossibiliobiettividisciplinari,poichéconcedonounospazioprogettuale,ch

etoccaancheladefinizionedeicontenuti,aduninsiemedifiguremoltoampioevariegato:inprimoluogolesc

uoleeidocenti,maancheiragazzi,lefamigliee“ilterritorio”,intesosoprattuttocomeRegionieentiterritorial

i.

Un’altrainnovazioneèrappresentatadai“Pianidistudiopersonalizzati”.Ognialunnoapprendeinmodoind

ividuale,dunque,perriportarloalcentrodelprocessodiapprendimento,èstatonecessarioabbandonarelapr

ospettivadellostudentechesiadattaalprogrammaedèinveceilpercorsodistudioadessereadattatoadognisi

noloallievo.Questo,almeno,nelleindicazionidelMinistero,cheparladellaprogettazionedidattica,delleat

tività,deimetodiedelleverificheall’internodeiPianidistudiopersonalizzati.Essisonobasati,infatti,suunin

siemediUnitàdiapprendimento.Con

lenuoveIndicazioniNazionaliloStatoconsenteallescuoleeagliinsegnantiunmarginepiùampiodeipreced

entiprogrammidel1985nell’organizazionedidatticaenellasceltadeicontenutiedegliobiettivi.LeIndicazi

oniNazionalidel2004nonesaurisconopiùipossibiliobiettiviconseguibiliattraversounadisciplinaesilimit

anoadindicareiliveliminimiinmodononprescrittivo:“sonounaspeciedimateriaprimaacuituttiidocentiel

escuolepubblichedellanostraRepubblicasonochiamateadarelapropriaforma,inbasealleesigenzedellefa

miglieedelterritorioe,soprattutto,inbaseaidiversiritmidimaturazionedegliallievi”.

Per scoprire i notevoli progressi che si sono avuti

nelleIndicazioniNazionalidel2004sembraopportunounbr

evesguardoalpassato.Essicontinuanolalineadeiprogrammiprecedentichesipresentavanogiàabbastanza

modernieavanzatinelpanoramascolasticoitalianodel1985.NeiProgrammididatticidel1985perlascuola

primaria“Lageografiarilevaedinterpretaicaratterideipaesaggigeografici,studiairapportitral’ambientee

lesocietàumane,elaboraeproponemodellidispiegazionedell’interventodegliuominisulterritorio”.Inque

staenunciaziones’incontrava,giàneiprogrammidel1985unelementod’innovazionerispettoaiprecedenti

programmi:l’oggettodistudiononerapiùcostituitodaglielementinaturali,ma,oltrechedaicaratterideipae

saggi,dairapportitral’ambienteel’uomo,organizzatoingruppisociali.

Nonacasolageografiavenivaassociata,oltrechecon

lastoria,ancheaglistudisocialidinuovaintroduzione.Manonerasufficientecheicaratterieirapportifossero

individuati,sichiedevauntentativodispiegazionedell’interventodimodificadell’uomosulterritorioenon

solomaanchesichiedevauntentativodispiegazinedellemodalitàedelleragioniditaleintervento.

Questoelementodiinnovazionedeiprogrammidel1985nonèstatopersoinquantofraleconoscenze(riporta

tenelleIndicazioni2004)relativealleclassisecondaeterza(primobiennio)vieneespressamenteindicato:“

L'uomoelesueattivitàcomepartedell'ambienteedellasuafruizione-tutela”.

Neiprogrammidel1985vieranoanchealtrielementid’innovazione:scomparival’approccioregionaleclas

sico,sostituitodaunapprocciotematicoproblematico.

Questaeraessenzialmentelamodificaradicale,rivoluzionaria,apportatadaiprogrammidel

1985rispettoaiprecedentiprogrammi.

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AnchequestainnovazioneèstatamantenutanelleIndicazionidel2004,ancheseunpo’sfumata.Infatti,anch

esenonespressamentedetto,sembrerebberitornareanchelageografiaregionale.

Un’altranovitàdeiprogrammidel1985èstatalascomparsadellostudiodelmondointero.Infatti,scompariv

adaiprogrammilaconoscenzadeipaesieuropeiedextraeuropeiinfavorediunamaggioreconoscenzadelter

ritorioedellasocietàitalian.

Perfettamenteinlineaconiprogrammidel1985,anchenelleIndicazionidel2004nonèprevistolostudiodeip

aesieuropeiedextraeuropei,masimantienel’attenzioneesclusivamentesull’Italia.Infatti,gliObiettivispe

cificidiapprendimentoperilsecondobienniofannospecificoriferimentoa:“paesaggiogeograficoitaliano

”,“regioniitaliane”e“l’Italiaeladistribuzionedeipiùsignificativielementifisicieantropici”.El’unicomo

mentoincuisiparladell’Europaedelmondolosifainriferimentoall’Italia.Neiprogrammidel1985cambiav

a,infine,lametodologiasuggerita.Siproponevaunametodologiabasatasuprocedimentiattivi,qualil’osser

vazionediretta,ilprocessodiricercascoperta,

intesocomesequenzadelmondoscientificoincuisialternalaformulazionedelleipotesiconl’effet

tuazionedellaverifica.Significativaèl’affermazioneche“leattivitàvolteadesplorareeconoscereglispazie

gliambientidevonoessereintenzionalieognivoltaguidatedaproblemiepropostediipotesi”.

NelleIndicazionidel2004,tutteleattivitàdasvolgereperraggiungereleconoscenze,vannonellostessosens

odiunametodologiaattiva,fondatasulprocessodiricercascoperta:“

riconoscerelapropriaposizione…;descrivereverbalmente…;analizzareunospazio…;rappres

entaregraficamente…;ecc.NelleIndicazionidel2004vieneconfermatapienamentel’impostazioneindica

taneiprecedentiprogrammidel1985ecioèilsuperamentodelnozionimo,sostituito,omegliocorretto,integ

ratoevalorizzatodaunapiùefficacepadronanzadeimetodinecessariperosservare,interpretareecomprend

erelarealtàterritoriale.Finalmenteconiprogrammidel1985,possiamoparlarediunageografiachefornisce

unmetodoscientificobasatosull’osservazionedirettaeindirettadialcunideimaggioriproblemitrritorialid

elnostrotempopercomprenderelarealtà.EanchenelleIndicazionidel2004siparla,perlaprimavolta,di“ris

olvereproblemi”edi“ricercareeproporresoluzionidiproblemi”.

Lageografiadiventacosìunostrumentoperimpararealeggerel’ambientetrasformatodallesocietàumane,p

erimparareacapirelospaziogeograficointesocomesistemachesimodificaincontinuazione.

Questageografiadevepotereesaperutilizzarestrumentalmentequalunquetipodispazio,partendodall’am

bientevissutoevicinodell’allievo,senzaassolutamentepreoccuparsidifaracquisirenozioni.

Ilchenonsignificaripudiarle,masignificacheesseverrannoacquisiteinitinere,comestrumentidilavoro,se

servono,quandoservonoenellamisura,neltipoenelmodoincuiservono.

SiaiprecedentiprogrammichelenuoveIndicazioniritengonochelageografiadeveservireafaracquisirecon

cettieadimpadronirsideimetodidilaoro,chesonoindispensabiliallostudiodeiproblemiterritoriali.

ComesiaffermaneiProgrammididatticidel1985perlascuolaprimaria,“L'insegnamentodellageografiasi

proponedirenderecapacel'alunnodiorientarsiecollocarsinellospaziovissutodagliuominiutilizzandolec

ooscenzeeglistrumenticoncettualiemetodologicinecessariperlacomprensionedell'interazioneuomoambien

te.…

…Sitrattadifaracquisireunospecificomododiosservareedunlinguaggioappropriatoperdescrivereeperra

ppresentare”.NelleIndicazionidel2004,anchesenonèripetutalastessaaffermazione,èpresentelostessoco

ncetto.Nelprogrammadidatticodel1985sonoabbastanzabendelineatianchegli“obiettivispecificidiappr

endimentorelativiallecompetenzedegli

alunni”.Questoobiettivogeneralesiconsegueattraversol'acquisizioneel'integrazionereciprocadiabilitào

megliodellecapacitàoperative.Lecapacitàoperativesonosette:1.Larappresentazionedellospazio2.L’oss

ervazionedell’ambiente3.Ilsapercollegare4.L’osservazionediambientidiversi5.Ladescrizionelinguisti

caelarappresentazionegrafica6.Lacostruzioneel’interpretazionedellecarte7.Laricercadelleinformazio

ni.LaRappresentazionedellospazioLarappresentazionementaledellospazioèlaprimacapacitàoperativa

pertreordinidimotivi:

I.Cronologicamente

II.Logicamente

III.Operativamente

Larappresentazionementaledellospazioèinnata.Ancheseinconsapevolmente,dapiccolicicostruiamoun

araffigurazionedellospaziosiaquellovissuto(osservazionediretta),siaquellononconosciuto(osservazio

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Sara F

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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica della geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Ferrara Graziella.

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