Geografia – Storia dell'insegnamento
Sviluppo del pensiero
Tra '400 e '500 la geografia si fonda su basi scientifiche legate alle conoscenze di matematica, astronomia, geometria, ecc., recuperate dagli antichi. Si studiano attentamente idrografia, morfologia, flora e anche gli umani da un punto di vista legato ai luoghi.
Nel '700 la geografia è molto descrittiva e raccoglie dati fisici e umani come territorio, popolazione, produzione, commerci delle diverse parti del mondo. Con l’illuminismo diventa una scienza ausiliaria di questioni economiche e sociali.
XIX secolo: due personalità importanti, Ritter e Von Humboldt. Von Humboldt è un naturalista che raccoglie dati su climi, fauna, flora, geologia. Ritter lega la geografia alla storia: l’uomo modifica gli ambienti e le relazioni con essi. Haeckel fondatore dell’ecologia. Introduce il concetto di ecosistema (complesso di relazioni tra un ambiente e gli esseri viventi ad esso collegati).
La geografia umana si sviluppa tra 1882 e 1891 con lo scritto di Ratzel: Antropogeografia. Ratzel dice che la geografia si occupa delle scienze sociali (perché studia le comunità umane nei diversi territori), le scienze fisiche (geologia, idrografia, flora..) e le scienze “astratte” come la matematica e la geometria (per costruire le carte geografiche).
Nel frattempo, tra '800 e '900 si sviluppano le idee del determinismo ambientale, prima, e poi del possibilismo. La terza rivoluzione industriale fa cambiare la conformazione degli Stati.
Anni ’50 e ’60 del 1900: Si sviluppa l’idea del funzionalismo: i geografi studiano, più che il territorio ed il paesaggio, le funzioni che si instaurano sul territorio per via della presenza umana e delle sue attività, soprattutto economiche. Questo porta a cercare di individuare leggi che possono spiegare le evoluzioni delle strutture territoriali. MA nel tardo 1900 si sviluppa la consapevolezza sull’inquinamento, sulle risorse non rinnovabili e sull’estinzione delle specie. Si recupera il concetto di Haeckel di ecosistema e si capisce che la geografia non può accettare che leggi generali vadano bene a livello universale perché si capisce che la realtà è molto più complessa e necessita di approcci interdisciplinari e di analizzare ogni situazione perché sono sempre diverse.
Si sviluppa l’idea che la geografia non ha senso di esistere come suddivisa in branche, poiché si predilige una visione globale. Tutto influenza tutto e quindi è necessario un approccio interdisciplinare.
Le scuole e la geografia in Italia
1868: dopo l’unificazione, il Regno d’Italia istituisce a Firenze l’Istituto Geografico Militare. L’IGM redime la Carta Topografica d’Italia e le carte per il Servizio Geologico. Viene istituito anche lì Istituto Idrografico della Marina. Viene anche fondata la Società Geografica Italiana per condurre ricerche e promuovere esplorazioni e colonizzazioni.
1872: prima cattedra universitaria di Geografia (a Padova).
Nelle scuole primarie, secondarie e superiori, la geografia veniva insegnata in due diversi modi:
- Descrizione di popoli e Stati, tramite l’unione di nozioni di diverso tipo: monti, fiumi, città, bandiere, monete, produzioni... (primaria e secondaria)
- Geografia “scientifica”: cartografia, geologia, astronomia, botanica, antropologia fisica... (superiori)
- Geografia commerciale, abbinata alla merceologia. (istituti specialistici per l’economia)
Spesso la geografia, come insegnamento, viene associata alla storia ed insegnata da docenti della cattedra di storia. Diventa una materia ausiliaria della storia anche per via del contesto artistico-culturale dell’Italia.
1923: Riforma Gentile l’insegnamento della geografia è condizionato dagli indirizzi di studio ed ha un programma limitato.
A partire dal secondo dopoguerra la società si è globalizzata sempre più e si avvia verso l’ideologia di una società basata, in primis, sulla cultura. Questo ha spinto a rivedere la struttura dell’insegnamento.
1988 – 1999: Progetto Brocca: invece che descrittiva regionale, la geografia mira alla soluzione dei problemi coinvolgendo gli alunni in attività di ricerca.
2008: Il Ministro Gelmini, nella riforma sulle scuole, inserisce la geografia nei licei con scarsissime ore e sempre ausiliaria e legata all’insegnamento della storia. La motivazione? Siccome la geografia si intreccia e si incontra con diversi settori disciplinari, può essere insegnata come ausiliaria di ciascuno di essi.
Il ministro Carrozza, nel 2014, ha aggiunto la geografia agli istituti tecnici e professionali.
Oggi
L’Unione Geografica Internazionale (UGI) ha creato una Carta Internazionale sull’Educazione Geografica in cui vengono dichiarati gli obiettivi che la geografia oggi, come insegnamento, dovrebbe raggiungere: secondo la Carta, la geografia aiuta più che mai a comprendere e vivere nel mondo moderno dove è all’ordine del giorno il doversi spostare e trasferirsi.