La didattica come relazione
La didattica è relazione e non si costruisce attraverso le distanze. Ogni cosa deve avere un senso e coerenza, sono principi fondamentali. La didattica è la riflessione che si fa azione, la riflessione deve sempre essere indirizzata dalla teoria. Dobbiamo sempre creare un contesto, deve diventare un campo secondo la teoria di Lewin.
Teoria del campo
Ogni setting diventa un luogo all'interno del quale ogni azione determina degli effetti. Se non precisi i confini di questo campo, gli effetti e le azioni possono evolversi in un modo in cui io non posso controllarle. Avere effetti che non sono utili agli obiettivi che quel setting deve contenere. Il confine è un concetto sia fisico, mentale che psichico. Chiudere la porta di una stanza rappresenta il confine fisico che però crea un'intimità, intesa come intimità di gruppo, in questo caso, va preservata. Impedendo a chi è fuori dal setting di interagire e/o sentire quello che viene detto. Il fatto che non ci sia un confine, può essere un ostacolo.
Ruolo degli educatori
Come educatori non abbiamo un codice deontologico scritto, perché non facciamo parte di un ordine, ma esiste, abbiamo il segreto professionale. Non c'è apprendimento senza relazione. Noi siamo degli animali sociali quindi apprendiamo nella relazione. L'apprendimento è relazione. "Si può imparare tutto da tutti a qualsiasi età", siamo persone aperte all'apprendimento secondo le sue possibilità, può apprendere. "L'apprendimento è relazione".
Costruzione della relazione
Come si costruisce la relazione? Attraverso la conoscenza che è un tipo di comunicazione. Se voglio costruire una relazione/apprendimento significativo, l'autore di riferimento è Ausubel, si basa sulla conoscenza e deve esserci per essere tale. Dobbiamo capire chi siamo e cosa vogliamo, serve coerenza tra quello che sarà la nostra vita professionale.
- Conoscenza (presentarsi in base all'interlocutore che abbiamo di fronte e al tipo di relazione che voglio costruire).
- Obiettivo del percorso.
- Sapere cosa uno si aspetta dall'altro.
Il modello è una struttura di significato alla quale posso fare riferimento. Per costruire il mio personale modello di riferimento, devo prendere i modelli già esistenti ed estrapolarne i contenuti che mi servono e metterli insieme. Mi dà la possibilità di riflettere su quello che voglio. Non c'è nessuna esperienza formativa che sia negativa perché anche l'esperienza più negativa mi consente di dire "ecco, io questa cosa non la condivido". La competenza di riconoscere quello che si vuole è una categoria cognitiva, la più difficile.
Capacità cognitive e apprendimento
Sulle capacità cognitive fondiamo tutto il nostro lavoro. L'educazione è una trasformazione e implementazione delle capacità intellettive che rispondono all'ambiente. I linguaggi sono tutti simbolici perché nel momento in cui io uso un segno, un simbolo per dire una cosa che non è reale, sto usando un linguaggio simbolico. I simboli possono essere, verbali o iconici, anche se io non so leggere conosco il simbolo.
Prima di collocare questi elementi devo sapere come è strutturato il sistema cognitivo e qual è il modello delle intelligenze. Bruner è l'autore che più di altri ha lavorato su due tipologie di pensiero: convergente e divergente; Il pensiero convergente è quello più razionale, logico, lineare. Il pensiero divergente è quello della creatività, simbolo, quindi la creatività è legata strettamente all'aspetto simbolico.
Il Quoziente Intellettivo è una modalità di misurare l'intelligenza, questa modalità è stata scoperta da uno scienziato, Galton, pensava che l'intelligenza fosse ereditaria, non credeva alla casualità quindi diceva "se in una famiglia ci sono persone eccezionali è molto probabile che ci siano persone eccezionali". Questo non è vero, nel tempo le cose si sono evolute. Binet che è stato uno degli autori e scienziati che hanno lavorato di più sull'intelligenza la definisce "come una abilità di razionalità-giudizio di comprensione adeguata, di ragionamento adeguato a quelle che sono le condizioni dell'ambiente" quindi fa corrispondere l'intelligenza con la razionalità, e quindi un solo tipo di intelligenza quella logico-matematica astratta mentre Gardner sostiene che le intelligenze sono multiple e che quindi io posso avere un intelligenza molto più marcata in un aspetto rispetto ad un altro.
Un altro autore molto importante è Piaget che ha elaborato tutta una serie di teorie sull'intelligenza, ancora molto valide oggi. Era uno strutturalista sostiene che si crea e ci sono delle strutture che fanno parte nella persona a prescindere, tutti noi abbiamo una struttura, e che siamo predisposti per dare determinate risposte all'ambiente.
Strutturalismo e fenomenologia
Uno studioso che si chiama Lein specifica le due caratteristiche dello strutturalismo:
- Prima ci dice che ogni struttura che ci caratterizza (struttura cognitiva generale) struttura linguistica è una struttura particolare, ogni struttura ha delle regole alla quale obbedisce, per esempio maggiore è lo stimolo e maggiore è la risposta elaborata che dalla struttura scaturisce, quindi ogni struttura è regolata.
- La seconda osservazione è che queste strutture siano alla base dei fenomeni osservabili.
Ci sono autori che la pensano diversamente perché noi sappiamo che nell'essere umano non posso valutare solo quello che è osservabile perché c'è tutto un patrimonio che è inconscio e magari si manifesta in altri modi, quindi noi abbiamo delle strutture che sono in contatto con la realtà inconscia e ci possono dare determinate risposte, e abbiamo delle strutture di cui non abbiamo consapevolezza conscia. Il sogno è una parte di noi che non segue le logiche formali della struttura. È una parte che non si domina, possiamo solo di farci i conti. I contenuti simbolici dei sogni devono essere decifrati perché il nostro inconscio ci vuole dire qualcosa. La didattica è una scienza ermeneutica, significa che deve essere interpretata. Ma è anche fenomenologica vuol dire che nel momento in cui il fenomeno appare, sospendo il giudizio e cerco di avere dei dati che mi portino a concludere quali delle due interpretazioni è più in linea con quello che realmente è. Non esiste una realtà oggettiva, non esiste niente fuori di noi che sia amorfa tutto è come noi lo interpretiamo. Il fatto che non ci sia oggettività ci porta al relativismo, che è una concezione pericolosa perché se non niente di oggettivo posso pensarla come mi pare. Per convenzione stabiliamo che certe cose vanno viste in un certo modo. Piaget è uno strutturalista molto rigido per cui molte cose che lui ha ideato sull'intelligenza, sono valide ancora oggi ma non del tutto, quando lui parla del pensiero concreto, pensiero astratto si raggiunge soltanto quando il bambino ha maturato tutte le sue strutture neurologiche quindi un bambino sui 12-13 anni comincia a dominare il pensiero astratto, mentre un bambino di 8 non è in grado di gestirlo, quello che non è valido è la rigidità delle fasi, si passa da una fase all'altra.
Pensiero e apprendimento
Oggi sappiamo che la mente è plastica, che le fasi possono essere saltate o invertite; alcune fasi però devono essere rispettate, prima il pensiero concreto e poi quello astratto. All'interno del vissuto ci sono due tendenze importanti ma contrapposte: assimilo dall'ambiente (soggettivo) e accomodo nel mio sistema di pensiero (oggettivo); con una ricorsività costante. Non è che l'influenza con l'ambiente non conta, perché la lotta tra gli strutturalisti e ambientalisti è che loro dicono che siamo strutturati e predisposti geneticamente a pensare ad alcune cose e che l'ambiente conta relativamente, invece gli ambientalisti dicono che abbiamo alcune cose innate ma anche le cose innate sono influenzate pesantemente dall'esperienza che noi facciamo nell'ambiente. Le strutture per Piaget hanno un carattere euristico quindi non sono degli aggregati, c'è una relazione, una struttura globale dove ogni cosa è strettamente connessa. Nella complessità la somma è più della somma delle parti. Sono dei sistemi soggetti alla trasformazione, la didattica e la pedagogia sono scienze metabletiche ovvero scienze del cambiamento, ogni esperienza ci cambia quindi io ho una struttura che non rimane fissa e immutabile ma che cambia, sono auto-regolate, le strutture si auto-regolano. In una struttura sana c'è l'auto-regolazione, a meno che non ci sia un comportamento disfunzionale.
Arte e intelligenza
Arte pittorica: L'arte è sempre un indicatore del periodo storico che contraddistingue la cultura di un'epoca. Ma perché l'arte figurativa ha prevalso per un certo periodo e poi si è arrivati all'arte astratta? La rivoluzione industriale ha cambiato la nostra vita; le arti si sono trasformate. L'arte figurativa è stata necessaria fino a quando l'uomo aveva necessità di fermare alcuni elementi nel modo in cui poteva farlo. L'arte astratta è quando si ha bisogno di esprimere cose più profonde che non hanno legami con la realtà. Non c'è convenzione. Vedo quello che la mia percezione mi consente di vedere.
Definizione di intelligenza
La prima definizione di intelligenza che era stata data era proprio "la capacità di adattamento", in realtà noi oggi sappiamo che l'intelligenza è molto di più della capacità di adattamento, è una capacità di elaborazione, di articolazione, di critica, di inventiva, di creatività, quindi non è semplicemente l'adattamento, anche se nell'adattamento non c'è niente di semplice perché adattarsi ad un contesto è comunque una dinamica complessa, l'adattamento come conservazione ma anche l'adattamento come intuizione-creatività, ad un certo punto l'uomo ha capito che non poteva tenere al caldo il suo corpo quindi privilegiare la sopravvivenza sua e della specie con gli strumenti che aveva a disposizione, l'adattamento è legato alle condizioni di creatività.
Azione e pensiero
È importante capire che ci sono azioni, comportamenti che sono pienamente o quasi sotto il controllo della nostra consapevolezza ed altri che non lo sono per niente. La Gestalt è un approccio che ha le sue diverse teorie che in qualche modo rielabora quelle già esistenti, e ha una ricorsività circolare che è il simbolo della complessità e in questo senso hanno lo stesso schema: sia la gestalt che la complessità. Lo stimolo può essere di qualsiasi natura, può essere cognitivo, un'idea; invece nell'assimilazione e nell'accomodamento la freccia sarà lineare. Lo stimolo nasce sempre da un bisogno, mi attivo per cercare di placare lo stimolo, quando riesco a soddisfarlo, raggiungo una situazione di equilibrio. Se mettiamo troppi stimoli, la nostra mente li rifiuta. L'intelligenza si nutre di stimoli che vanno adeguati, quindi ha bisogno di ritmi che hanno un proprio equilibrio.
Un altro aspetto che Piaget ha analizzato è quello del decentramento, noi siamo portati a vedere le cose in maniera molto egocentrata, riferita a me, invece se io riesco a decentrarmi ad allontanarmi un attimo e a vedere la situazione nel suo complesso e non soltanto in riferimento agli aspetti specifici che mi riguardano io avrò una visione più ampia, quindi l'educatore deve avere una forte potenzialità al decentramento perché il suo sguardo deve essere uno sguardo ampio uno sguardo che abbraccia tutti i particolari che poi li sa connettere in maniera complessa che è un lavoro che fa l'intelligenza. L'azione è importantissima per lo sviluppo del pensiero. La rigidità non ci serve. Quando dimostriamo di conoscere le esigenze della persona, dobbiamo saper dare delle risposte.
Il ruolo del disegno
Il disegno non è un gioco tra gli altri, è una modalità della costruzione delle sue competenze cognitive, ed è una modalità di espressione tra le più importanti, che predilige. Non ha la concettualità per esprimere a voce delle cose. Nel disegno c'è il mondo interiore e il mondo come il bambino lo vede, una mediazione tra il suo mondo interiore e quello globale. Il disegno è la sua percezione della realtà.
Metacognizione e apprendimento simbolico
La metacognizione è un altro elemento estremamente importante che è alla base anche del meta-ragionamento, cioè la metacognizione, quindi la capacità di riflettere su quelli che sono i processi cognitivi, il meta-ragionamento è la capacità di riflettere sulle proprie modalità di ragionamento, quindi non semplicemente ragionare, quanto avere la capacità di riflettere su quello che noi operiamo attraverso il ragionamento, quindi sarebbe una forma di pensiero del pensiero, la complessità maggiore, la metacognizione è il processo più complicato rispetto alla semplice attività cognitiva. Sternberg considera la metacognizione uno degli elementi fondamentali dell'intelligenza.
Un linguaggio simbolico più è vicino alla rappresentazione iconica, più è immediato. Il simbolo è una rappresentazione simbolica della realtà. L'uomo è il mammifero che impiega più tempo a maturare le sue strutture neurologiche. Ognuno ha i suoi modi e i suoi tempi. Per Piaget ci sono delle strutture innate che vengono arricchite dall'esperienza, ogni esperienza positiva (funzionale al nostro corpo) che noi facciamo segna nel nostro cervello una sinapsi, il nostro cervello è fatto da nodi e ogni nodo è una sequenza di apprendimento, quindi più esperienze noi facciamo, più sinapsi aggiungiamo al nostro cervello, se l'apprendimento è significativo. L'esperienza significativa può essere un apprendimento dovuto alla parola, noi abbiamo un cambiamento costante che è un'altra caratteristica, nostra, come globalità di persone, ogni esperienza e ogni apprendimento che acquisiamo ci cambia profondamente.
Gli apprendimenti significativi (Ausubel) sono apprendimenti che si radicano, diventano parte di noi, sono sinapsi, mentre un apprendimento superficiale o un apprendimento che non ha niente di importante non si ferma anche nel senso comune noi abbiamo questo riferimento, gli apprendimenti automatici vanno in quella parte della struttura fissa del nostro cervello. L'elemento didattico si impara in tutto l'arco della vita, si impara dall'esperienza, si impara maggiormente nel primo arco della vita, si continua ad imparare sempre, si cambia. La didattica è una scienza metabletica una scienza del cambiamento, tutti noi cambiamo, quindi prendere consapevolezza è il primo atto per dirigere il nostro comportamento. Che cos'è l'apprendimento se non è cambiamento.
Come ci dice Vygotskij "che se io parto da una situazione che prevede un cambiamento dove ho determinati requisiti e gioco su quei requisiti per avere un cambiamento verso una direzione, più sono radicata sui requisiti maggiori sono le possibilità che il mio apprendimento sia positivo". Si parla di sistema simbolico quando gli elementi che lo costituiscono non sono una semplice collezione di immagini, ma rispondono a un sistema di regole di rappresentazione, di carattere linguistico, mentre un insieme simbolico è quando queste regole di rappresentazione non ci sono, è l'unione degli elementi. L'esperienza è fatta di stimoli che ci vengono dall'ambiente e a quelli noi rispondiamo, gli stimoli devono essere adeguati è importante la qualità e la quantità dello stimolo che io evoco.
Processi di apprendimento metabletico
L'apprendimento non è qualcosa che si trasmette. La memoria non è apprendimento, è una funzione cognitiva, il processo che determina l'apprendimento è una modificazione che deriva dall'elaborazione propria, la memoria deve essere valorizzata come funzione della cognizione globale. Devo ricordare alcuni elementi, non tutto. L'educazione è metabletica. Dewey diceva "il nostro comportamento è fatto di abitudini"; tutto avviene dall'input che vengono dall'esterno, quindi la nostra intelligenza è un'elaborazione degli input che noi abbiamo nel confronto con l'ambiente, la prima definizione di intelligenza che ci è stata data è "che l'intelligenza è la modalità che ci fa adattare all'ambiente, quindi possiamo definire correttamente l'intelligenza come una forma di adattamento. Questi input ci aiutano a produrre degli schemi di comportamento che diventano delle abitudini qualcosa che alla fine fa parte di me, quando uno schema è funzionale tutto va bene, lo schema ci aiuta a svolgere le funzioni quotidiane che uno ha appreso meccanicamente; alcuni automatismi a seconda di come li contestualizzo posso essere abitudini automatici o un elemento che usa l'abitudine che però poi crea creatività. Schemi funzionali: imparo cose che funzionano che sono adatte e mi semplificano la vita che mi consentono di non sprecare energie mentali e fisiche per ricreare quelle soluzioni che mi servono, ma uno schema può essere anche disfunzionale, se io imparo una cosa che non va bene e la reintegro quello non mi aiuta, non mi semplifica la vita, ma mi intralcia.
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Riassunto esame didattica dei linguaggi simbolici, prof.Salis, libro consigliato Educazione e sviluppo della mente,…
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Didattica generale
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Laboratorio didattica delle religioni
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Didattica e pedagogia speciale