DIAGNOSTICA PER IMMAGINI
IMAGING DELLA FUNZIONALITA’ CELEBRALE
Diverse zone del cervello svolgono compiti diversi: visione, udito, moto, ma anche elaborazione di
memoria e l’elaborazione delle
informazioni acquisite mediante le funzioni primarie, come la
emozioni. Le diverse zone non sono compartimentalizzate, alcune funzioni infatti derivano
dall’interazione tra diverse parti del cervello.
Storia: ipotizza che il cervello non fosse u unico organo ma un insieme di 27 che a
XIX secolo: Gall: seconda di quali fossero più o meno sviluppati determinano le inclinazioni della
persona.
provoca lesioni localizzate sul cervello di animali e dimostra che gli
Fluoceus: emisferi sono responsabili di funzioni cognitive superiori, ed inoltre è
responsabile dell’attribuzione della regolazione e integrazione dei
movimenti al cervelletto.
alcune osservazioni importanti sui pazienti che avevano perso l’uso della
fece
Broca: parola e avevano paralisi progressive, notando che (in sede di autopsia) una
zona del cervello risultava danneggiata (area di buco).
a causa di un’esplosione un’asta metallica gli trapassa il cranio: sopravvisse
Gage: all’incidente, recuperando in modo sostanziale le attività celebrali (ad
eccezione di qualche mancanza di memoria) ma vi furono importanti modifiche
nella sua personalità e comportamento. La conclusione che ne fu tratta è che il
cervello sia in grado di rimodellarsi.
medico che si occupa della localizzazione delle aree celebrali con stimoli
XX secolo: Peufield: elettrici, noto che ad ogni zona stimolata corrisponda una funzione, quindi
esegue una mappatura della corteccia motoria e della corteccia sensoriale che
mostrano notevoli sovrapposizioni tra varie regioni, attribuita a una
variabilità individuale: non possiamo delineare aree perfettamente uguali per
tutti.
Tanzi: ipotizza che siano i neuroni i responsabili della plasticità neurale.
Sherrington: sinapsi neurale che permette i collegamenti tra neuroni.
Hubel-Wiesel-Menzenich: plasticità celebrale dello sviluppo, processi di
apprendimento.
Plasticità neurale: il cervello ha la possibilità di rimodellarsi di modo da affrontare i
danneggiamenti, rimodellamento che deve essere consolidato nel tempo grazie a stimoli ripetuti.
se l’assone di un neurone A è abbastanza vicino da portare un
Apprendimento hebbiano:
neurotrasmettitore a un neurone B, in modo ripetuto e consistente, in uno o in entrambi i neuroni si
producono cambiamenti metabolici e un processo di crescita, per cui l’efficienza dei neuroni risulta
potenziata. I neuroni comunicano tramite neurotrasmettitori: lo scambio ripetuto forma un canale di
neuroni. Il meccanismo viene memorizzato formando un sistema chiuso difficile da rompere.
IMAGING FUNZIONALE
diverse tecniche di screening per fare l’imaging del cervello: il senso dell’imaging
Possiamo usare
funzionale è quello di mostrare i cambiamenti che avvengono durante lo svolgimento di una
particolare funzione, differendo tra uno stato di riposo e uno stato attivato; in tempi compatibili con
la latenza delle modifiche celebrali durante una certe funzione.
faccio l’iniezione del tracciante (FDG=glucosio marcato con fluoro 18) e ho:
Per la PET 18 18 +
F → O + e + ν
e
9 9
Il positrone che viene emesso dal fluoro annichila con un elettrone del cervello e crea i γ che
vengono acquisiti. L’FDG è uno zucchero; viene quindi coinvolto nelle attività metaboliche dei
neuroni.
Per la RMN ho il contrasto bold (blood oxygen level dependent contrast): i mezzi di contrasto
della RMN sono paramagnetici: nel sangue è presente l’ossigeno che è effettivamente un
paramagnete, quindi la presenza o assenza di ossigeno cambia la struttura magnetica del sangue:
• Ossi emoglobina → porta l’ossigeno → è diamagnetica
• Deossiemoglobina → ha rilasciato ossigeno → è paramagnetica
Nei neuroni a riposo i livelli di oxem e deoxem sono gli stessi.
un neurone si attiva richiamo un afflusso di sangue maggiore di cui l’ossigeno, ma non
Quando
tutto: c’è un eccesso di oxem nel neurone attivo, quindi la percentuale di deoxem scende nelle
cellule attivate perché diminuisce la presenza di paramagneti. Quindi aumenta il T . Per cui se
2
2*
contrastiamo in T abbiamo un segnale migliore.
Neuronal activity Celebral blood flow ↑↑↑
O metabolism ↑
2 OXY ↑↑↑
OXY ↓ DEOXY ↓↓
DEOXY ↑ OXY ↑↑
DEOXY ↓
Quindi si fa un’acquisizione a riposo e una durante uno stimolo, poi si sottraggono tra di loro per
evidenziare le differenze ed infine l’immagine si sovrappone a una morfologica per stabilire a che
area corrispondono le zone attivate.
si ha un’alternanza periodica di stimoli e
Metodo block design: riposi.
Metodo event related: in presenza di uno stimolo il paziente deve svolgere una certa azione.
IMAGING DI DIFFUSIONE
Connessioni di reti neuronali: Per alcune funzioni sono necessarie connessioni multiple tra neuroni
che “accendono” contemporaneamente più zone. C’è una correlazione
temporale tra zone organizzate (network funzionale).
Invece la formazione di canali che fanno transire le informazioni fa
parte del network strutturale (più viene ripetuta la funzione, più il
network è consolidato), che si vede con l’imaging di diffusione.
Diffusione: le molecole non sono fisse, hanno un loro moto: più sono grandi e più sono lente (ad
L’acqua libera nel tessuto
esempio i neuroni si riorientano ma non si muovono molto).
extracellulare si muove: la magnetizzazione in presenza di un gradiente varia nel tempo con questa
legge: Magnetizzazione
⃗⃗⃗ dM M
dM xy xy ⃗
2 2
= D∇ M =− + iγG ∙ r
M + D∇ M trasversale
xy xy
dt dt T
2
D = coefficiente di diffusione.
Integrando M otteniamo:
xy 2 2 3
t Dγ G t
z
− +
T 3
M = M (0)e 2
xy xy
2 2 3
Dγ G t
z è un termine piccolo, con un peso minore rispetto all’altro; è difficile individuarlo
dove 3
nell’immagine funzionale. Per farlo pesare di più uso la sequenza di Stejskal-Tanner:
TE δ
2 2 2
− −Dγ G δ (∆− )
T 3
S(TE) = S(0)e 2
δ
2 2 2 δ = lunghezza del gradiente e Δ = distanza dall’inizio del primo
Dγ G δ (∆ − ),
dove pongo b = 3
gradiente all’inizio del secondo.
H =costante
0 H
2
H
1
τ 180°
90° 180°
τ
τ 90°
ω(H ) > ω(H differenza che non mi pregiudica la formazione dell’echo, ma la variazione di
): è una
1 2
H cambia la frequenza tra il primo e il secondo τ.
S L’echo si forma comunque ma è più
t basso perché ho una rifocalizzazione
parziale di M.
L’altezza del picco che risulta dipenderà
dal tempo e da quanto si muove la
molecola, ovvero da quali intensità di
H incontra.
n
Il coefficiente di diffusione D ci dice quanto spazio percorre la molecola nell’unità di tempo. Ho
del campo aggiunto per enfatizzare l’effetto.
quindi dipendenza da D, dal tempo e dal gradiente
essi hanno un moto limitato perpendicolarmente all’assone, ma
Per quanto riguarda i neuroni
favorito nella direzione assiale (quella dell’assone), quindi non è più isotropo (il moto è limitato alla
direzione) e D diventa un tensore.
Quindi devo applicare gradienti in tutte le direzioni, poiché non conosco a priori in che direzione
può avvenire il movimento.
L’immagine che ottengo è una che è un’immagine del percorso dell’H
trattografia O libera nel
2
tempo della misura in una particolare direzione (quella assonica). Ottengo una mappa dei network
strutturali che mi da informazioni sul funzionamento e sulle patologie.
DIAGNOSTICA PER IMMAGINI
INTRODUZIONE
L’energia nel corpo del paziente e quindi con la materia può essere ovvero l’energia
penetrante,
usata in radiologia, o anche quella elettromagnetica usata nell’imaging dei raggi X o in MRI o
comunque nella medicina nucleare, o quella meccanica usata per gli ultrasuoni (ecografia) e può
essere non penetrante, che mi fornisce ciò che è visibile alla luce e viene usata ad esempio in
gastroenterologia o dermatologia.
Essenzialmente si trasferisce energia da una sorgente ad un altro corpo.
L’energia che entra in contatto con il paziente viene trasportata mediante radiazione
elettromagnetica e ultrasuoni (vibrazione meccanica). Il corpo umano è opaco (la radiazione non
entra) per tutto il campo del visibile e per frequenze poco maggiori e poco minori; infatti la
radiazione viene riflessa o assorbita nei primissimi strati dell’epidermide. Nei range maggiori e
minori del visibile la radiazione entra nel corpo e quindi sono adatte alle rilevazioni e i fenomeni di
interazione sono diversi per ogni frequenza.
Ci si riferisce a raggi X e γ in termini di energia (eV), mentre a microonde e radiofrequenze in
frequenza (Hz) ad alte energie, su scala atomica, chi ha energie comparabili sono gli elettroni legati
ai nuclei, soprattutto quelli più vicini. A basse energie i livelli energetici compatibili sono i livelli
nucleari derivanti dallo splitting Zeemann dovuto alla immissione di un campo elettromagnetico.
La diagnostica per immagine è una rappresentazione di una proprietà che viene espressa tramite una
grandezza o dalla combinazione di più grandezze. L’utilità della diagnostica è che tramite le
immagini si enfatizzano aspetti/informazioni utili alla diagnosi.
Lo scopo dello sviluppo di nuove tecniche di imaging è di renderle sempre meno invasive; per
tecniche non invasive si intendono quelle che non invadono fisicamente il corpo.
l’ecografia e la risonanza magnetica utilizzano radiazioni non ionizzanti
In termini di sicurezza
(quindi ok) mentre i raggi X e γ utilizzano radiazioni ionizzanti (quindi non va bene).
Ho 6 modi di acquisire le immagini che sono a 2 a 2 contrapposti:
• Trasmissione: la sorgente è esterna Emissione: la sorgente è interna e
l’emissione deriva dai decadimen
e la radiazione interagisce. Il rileva
tore è per assorbimento o scattering. ti nucleari e dal loro percorso me
tabolico e dall’assorbimento dei
fotoni generati prima di uscire dal
corpo.
• Statico Dinamico: informazione spaziale (di
struttura anatomica) tramite evoluzio
ne temporale.
• Proiettivo: proiettare energia attra Tomografico: tagliare una fetta del
verso il corpo del paziente. Impri corpo e acquisire tutte le fette sottili
mere bidimensionalmente un og fino ad avere lastre per tutto lo spes
getto 3D sulla lastra 2D. abbiamo sore del corpo oppure per avere la
tutti i piani sovrapposti. sottile sezione di quello che ci inte
ressa. Ho un’immagine migliore
perché si tratta di una sola sezione.
È bene notare che se è trasmissivo non è emissivo, se è stato non è dinamico.
PROIEZIONI IMMAGINI VS TOMOGRAFIA
Nella proiezione delle immagini esse sono formate dall’energia proiettata attraverso il corpo del
paziente e forma una singola immagine. Si hanno le strutture sovrapposte una all’altra.
Nella tomografia le immagini rappresentano piani selezionati o fette di tessuto. Ho una maggiore
visibilità degli oggetti in una singola immagine ma sono necessarie molte immagini per un intero
sistema di organi.
MODALITA’ tipo modo modalità
Radiografia raggi X trasmissivo
mammografia raggi X trasmissivo
Fluoroscopia raggi X trasmissivo
TAC raggi X trasmissivo
raggi X e raggi γ
SPECT emissivo
raggi γ e β +
PET emissivo
raggi γ
MRI entrambi
ultrasuoni onde sonore entrambi
CARATTERISTICHE DELL’IMMAGINE
Per quanto riguarda la qualità abbiamo contrasto e risoluzione.
è la differenza di intensità dell’oggetto
Il contrasto rispetto a tutto ciò che lo circonda. Esiste un
contributo intrinseco che dipende dalla densità ecc. dell’oggetto.
Il contrasto dipende dall’energia usata e anche dall’anatomia del paziente.
Il livello di contrasto può essere aumentato cambiando parametri anche dopo l’acquisizione.
un’
Il sistema di imaging traduce una specifica proprietà del tessuto in immagine a scala di grigio.
Il contrasto dell'immagine medica è il risultato di molti passaggi che si verificano durante
l’acquisizione dell'immagine, elaborazione di questa e la sua visualizzazione.
Il contrasto me lo calcolo come il rapporto tra il valore più alto e quello più basso della luminosità.
La risoluzione è la capacità di un sistema di immagini di distinguere chiaramente due diversi
oggetti mano a mano che essi diventano più piccoli e si avvicinano tra di loro.
Ho la:
• Risoluzione temporale (dimensione t): distinzione temporale in caso di imaging dinamico;
è la capacità di distinguere due immagini dello stesso organo ma fatte in tempi successivi
uno all’altro.
• Risoluzione spaziale (dimensioni x, y, z): larghezza, lunghezza e altezza dell'oggetto; è
influenzata dal fatto che tutti i sistemi di immagine non riproducono esattamente il segnale
in ingresso.
Se ad esempio invio uno stimolo puntuale questo viene riprodotto come una campana: PSF (point
spread function) che è la risposta del sistema allo stimolo. Può essere isotopica (uguale in tutte le
direzioni) o non isotopica (come ad esempio la fluoroscopia). In sostanza lo stimolo puntuale viene
allargato in uscita.
Nel caso di due stimoli contemporanei le campane associate non devono incontrarsi al di sopra della
metà della loro altezza, altrimenti il segnale risultante sarà una sola campana.
Quando parliamo di blurring di allargamento intendiamo che non si riproduce direttamente il
campione.
Le fonti fisiche di blurring di allargamento sono:
• Lo scattering (fisica della dispersione)
• Il tempo di acquisizione e di calcolo
• Il movimento, infatti le persone non sono mai completamente ferme. Entro certi limiti
questo si può compensare.
• La geometria, ad esempio cioè le modalità tomografiche
La risoluzione spaziale è legata alla frequenza spaziale e alla frequenza temporale, infatti il dominio
della frequenza si divide in:
• Frequenza temporale
• Frequenza spaziale
La frequenza spaziale la definisco come: 1
F= 2∆
∆ ∆
E per piccoli ho alte frequenze, mentre per grandi ho basse frequenze.
La risoluzione può essere alta o bassa, dipende dalla dimensione della matrice in cui dividiamo
l’oggetto.
Alle tecniche proiettive è legata la migliore risoluzione, come nel caso della mammografia e della
radioterapia. Per quanto concerne la fluoroscopia ho invece una minore risoluzione perché
l’immagine viene proiettata in continuazione sul display (tipo nelle operazione chirurgiche).
RUMORE
Esso è ineliminabile ed è bianco, quindi stocastico. Deriva dal fatto che gli apparati non sono
perfetti, ma danno fluttuazioni che ci sono anche in assenza di segnale. La natura e l'entità del
L’effetto del rumore è
rumore variano in modo significativo per le diverse modalità di imaging.
quello di ridurre la capacità di distinguere gli oggetti con basso contrasto, inoltre incrementa il
mascheramento degli oggetti più piccoli (alte frequenze).
Esso può essere:
• Basso: si distinguono bene i contorni e le intensità;
• ci accorgiamo dell’oggetto e ha contorni più o meno definiti (c’è distinzione tra
Medio:
rumore e contorni), ma la risoluzione è diminuita.
• si fa molta fatica a percepire l’oggetto e sono senza contorno. La risoluzione è
Alto:
pessima.
Alcune sorgenti sono: le fluttuazioni quantiche, la sensibilità del rilevatore, il processo di imaging.
Come si affronta il rumore? In assenza di segnale si misurano le fluttuazioni tra lo 0 e il livello
dove c’è segnale, quindi la
massimo che è presente. Il rumore si aggiunge e si sottrae anche
differenza tra il livello medio in assenza di segnale e in presenza di segnale è l’ampiezza del segnale
stesso.
Il rumore relativo è: σ
N
L’SNR o signal to noise ratio è: N
SNR = σ
Il legame che c’è tra risoluzione, rumore e contrasto è dato dalla curva di contrasto dettaglio:
Contrasto alto Contrasto basso
Per ogni livello di contrasto ho una dimensione minima dell’oggetto che si riesce a rappresentare.
Per un oggetto grande ho la possibilità di vederlo anche se c’è poco contrasto nonostante il rumore,
mentre per un oggetto piccolo il livello di contrasto deve aumentare perché è maggiormente
disturbato dal rumore.
Diminuendo il contrasto perdiamo la capacità di vedere oggetti piccoli. Se il rumore cresce anche
gli oggetti più grandi devono essere più contrastati. La curva che ci dice cosa riesco a vedere
diventa più stretta.
Lo sfocamento per contrasto diminuisce la risoluzione ma non il contrasto; sarà una curva che non
mi fa perdere in contrasto ma non vedo oggetti di piccole dimensioni.
ARTEFATTI E DISTORSIONI
Derivano da errori sistematici e alcuni sono ineliminabili, mentre altri sono inevitabili.
è quando compare qualcosa che non c’è o scompare qualcosa che c’è.
Gli artefatti
La distorsione è quando una forma viene deformata. Le distorsioni sono gravemente
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