Deontologia
La deontologia consiste in un insieme di regole di autodisciplina e di comportamento che valgono per i membri di una determinata professione su deliberazione di quest’ultima. Sono dunque gli stessi professionisti a darsi le regole del proprio agire. I codici deontologici esprimono l’insieme dei principi e dei valori condivisi dalla comunità professionale. Forniscono indicazioni di principio rispetto alle quali il singolo professionista deve operare una contestualizzazione. Il codice deontologico va visto come una guida e un riferimento per l’esercizio quotidiano della loro attività.
Origine dei codici deontologici
Professioni distribuite lungo un continuum, dalle universalmente riconosciute alle più umili occupazioni. Attributi delle professioni:
- Corpo di conoscenze teoriche sistematiche
- Autorità professionale
- Utilità sociale
- Cultura professionale
- Codice deontologico
Validità dei codici
- Formulazione
- Vacanza normativa
- Esprimono principi e valori della comunità professionale
- Danno indicazioni di principio
- Sono guida e riferimento
Obiettivi del codice
- Identificare i valori e le finalità di una data professione
- Renderli manifesti alla popolazione (valenza sociale)
- Tutelare la professione
- Regolamentare la professione alla luce di un’etica condivisa
Sensibilità etica
La qualità delle decisioni del singolo infermiere dipende molto dalla sua maturità etica. Un’adeguata sensibilità etica porta a scoprire la vera dignità professionale, secondo un duplice significato: l’etica rende sensibili a ciò che non ha prezzo, a ciò che non può in nessun modo essere oggetto di negoziazione, inoltre una matura conoscenza etica orientata ai principi rende autonomi e liberi da condizionamenti della paura, del tornaconto, dell’assillo dell’approvazione.
Sviluppo morale del professionista
Modello dello sviluppo morale di Kohlberg:
- Primo livello: moralità preconvenzionale
- Primo stadio: moralità eteronoma
- Secondo stadio: moralità strumentale
- Secondo livello: moralità convenzionale
- Terzo stadio: moralità mutua
- Quarto stadio: moralità del sistema sociale
- Terzo livello: moralità post-convenzionale
- Quinto stadio: moralità del contratto sociale
- Sesto livello: moralità dell’etica universale
Patto infermiere cittadino
Documento che è stato l’apri pista del codice deontologico. 12 maggio 1996 è una dichiarazione di intenti, gli infermieri si impegnano nei confronti degli assistiti.
- Presentarmi al nostro primo incontro, spiegarti chi sono e cosa posso fare per te.
- Sapere chi sei, riconoscerti, chiamarti per nome e cognome.
- Farmi riconoscere attraverso la divisa e il cartellino di riconoscimento.
- Darti risposte chiare e comprensibili o indirizzarti alle persone e agli organi competenti.
- Fornirti informazioni utili a rendere più agevole il tuo contatto con l’insieme dei servizi sanitari.
- Garantirti le migliori condizioni igieniche e ambientali.
- Favorirti nel mantenere le tue relazioni sociali e familiari.
- Rispettare il tuo tempo e le tue abitudini.
- Aiutarti ad affrontare in modo equilibrato e dignitoso la tua giornata supportandoti nei gesti quotidiani di mangiare, lavarsi, muoversi, dormire, quando non sei in grado di farlo da solo.
- Individuare i tuoi bisogni di assistenza, condividerli con te, proporti le possibili soluzioni, operare insieme per risolvere i problemi.
- Insegnarti quali sono i comportamenti più adeguati per ottimizzare il tuo stato di salute nel rispetto delle tue scelte e stile di vita.
- Garantirti competenza, abilità e umanità nello svolgimento delle tue prestazioni assistenziali.
- Rispettare la tua dignità, le tue insicurezze e garantirti la riservatezza.
- Ascoltarti con attenzione e disponibilità quando hai bisogno.
- Starti vicino quando soffri, quando hai paura, quando la medicina e la tecnica non bastano.
- Promuovere e partecipare ad iniziative atte a migliorare le risposte assistenziali infermieristiche all’interno dell’organizzazione.
- Segnalare agli organi e figure competenti le situazioni che ti possono causare danni e disagi.
Codice deontologico (2009)
Art 1 - Valori
L’infermiere è il professionista sanitario, iscritto all’Ordine delle Professioni Infermieristiche, che agisce in modo consapevole, autonomo e responsabile. È sostenuto da un insieme di valori e di saperi scientifici. Si pone come agente attivo nel contesto sociale a cui appartiene e in cui esercita, promuovendo la cultura del prendersi cura e della sicurezza.
Art 2 – Azione
L’infermiere orienta il suo agire al bene della persona, della famiglia e della collettività. Le sue azioni si realizzano e si sviluppano nell’ambito della pratica clinica, dell’organizzazione, dell’educazione e della ricerca.
Art 3 – Rispetto e non discriminazione
L’infermiere cura e si prende cura della persona assistita, nel rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza, delle sue scelte di vita e concezione di salute e benessere, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento della sessualità, etnica, religiosa e culturale. Si astiene da ogni forma di discriminazione e colpevolizzazione nei confronti di tutti coloro che incontra nel suo operare.
Art 4 – Relazione di cura
Nell’agire professionale l’infermiere stabilisce una relazione di cura, utilizzando anche l’ascolto e il dialogo. Si fa garante che la persona assistita non sia mai lasciata in abbandono coinvolgendo, con il consenso dell’interessato, le sue figure di riferimento, nonché le altre figure professionali e istituzionali. Il tempo di relazione è tempo di cura.
Art 5 – Questioni etiche
L’infermiere si attiva per l’analisi dei dilemmi etici e contribuisce al loro approfondimento e alla loro discussione. Promuove il ricorso alla consulenza etica e al confronto, anche coinvolgendo l’Ordine Professionale.
Art 6 – Libertà di coscienza
L’infermiere si impegna a sostenere la relazione assistenziale anche qualora la persona assistita manifesti concezioni etiche diverse dalle proprie. Laddove quest’ultima esprima con persistenza una richiesta di attività in contrasto con i valori personali, i principi etici e professionali dell’infermiere, egli garantisce la continuità delle cure, assumendosi la responsabilità della propria astensione. L’infermiere si può avvalere della clausola di coscienza, ricercando costantemente il dialogo con la persona assistita, le altre figure professionali e le istituzioni.
Art 7 – Cultura della salute
L’infermiere promuove la cultura della salute favorendo stili di vita sani e la tutela ambientale nell’ottica dei determinanti della salute, della riduzione delle disuguaglianze e progettando specifici interventi educativi e informativi a singoli, gruppi e collettività.
Art 8 – Educare all’essere professionista
L’infermiere, nei diversi ruoli, si impegna attivamente nell’educazione e formazione professionale degli studenti e nell’inserimento dei nuovi colleghi.
Art 9 – Ricerca scientifica e sperimentazione
L’infermiere riconosce il valore della ricerca scientifica e della sperimentazione. Elabora, svolge e partecipa a percorsi di ricerca in ambito clinico assistenziale, organizzativo e formativo, rendendone disponibili i risultati.
Art 10 – Conoscenza, formazione e aggiornamento
L’infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate dalla comunità scientifica e aggiorna le competenze attraverso lo studio e la ricerca, il pensiero critico, la riflessione fondata sull’esperienza e le buone pratiche, al fine di garantire la qualità e la sicurezza delle attività. Pianifica, svolge e partecipa ad attività di formazione e adempie agli obblighi derivanti dal programma di Educazione Continua in Medicina.
Art 11 – Supervisione e sicurezza
L’infermiere si forma e chiede supervisione, laddove vi siano attività nuove o sulle quali si abbia limitata casistica e comunque ogni qualvolta ne ravvisi la necessità.
Art 12 – Cooperazione e collaborazione
L’infermiere si impegna a sostenere la cooperazione con i professionisti coinvolti nel percorso di cura, adottando comportamenti leali e collaborativi con i colleghi e gli altri operatori. Riconosce e valorizza il loro specifico apporto nel processo assistenziale.
Art 13 – Agire competente, consulenza
L’infermiere agisce sulla base del proprio livello di competenza e ricorre, se necessario, alla consulenza e all’intervento di infermieri esperti o specialisti. Presta consulenza ponendo i suoi saperi e abilità a disposizione della propria e delle altre comunità professionali e istituzioni. Partecipa al percorso di cura e si adopera affinché la persona assistita disponga delle informazioni condivise con l’equipe, necessarie ai suoi bisogni di vita e alla scelta consapevole dei percorsi di cura proposti.