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Deontologia

Dispensa dettagliata e completa del programma di deontologia professionale per la preparazione all'Esame di stato per dottori commercialisti ed esperti contabili.
La dispensa analizza:
1. il codice deontologico
2. i doveri posti a capo del professionista
3. la funzione del professionista a tutela del cittadino e dell'interesse pubblico
4. gli ambiti della responsabilità professionale Vedi di più

Esame di Deontologia professionale docente Prof. E. Werthhammer

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ESTRATTO DOCUMENTO

Art. 7 – Obiettività Il professionista deve agire in assenza di pregiudizi, conflitti d’interesse con indebite

pressioni. … (es: funzione di CTU o CTP)

Art. 8 – Competenza, diligenza e qualità delle prestazioni

• Il professionista ha il dovere di mantenere un livello di competenza coerente con l’erogazione di servizi di

elevata qualità.

• Il professionista non può accettare incarichi in materie delle quali non ha adeguata competenza.

• Il professionista ha l’obbligo di osservare i regolamenti della

• Formazione Professionale Continua (FPC) intesa quale requisito minimo per il mantenimento di una adeguata

competenza professionale.

• Il professionista deve assicurarsi che i propri collaboratori abbiano competenze coerenti con i compiti loro

assegnati in relazione ai servizi resi ai clienti.

• Il professionista deve dotarsi di adeguata struttura e organizzazione.

Art. 9 – Indipendenza

• Il professionista deve agire nel rispetto delle norme sull’indipendenza, sulle incompatibilità e sul conflitto di

interesse previste in relazioni agli incarichi affidati (Es. Collegi sindacali, funzione di revisore legale).

• Il Consiglio Nazionale emana delle interpretazioni vincolanti per il professionista in tema d’incompatibilità e

indipendenza.

Es: settembre 2015 il Consiglio Nazionale ha emanato: Principi di comportamento del collegio

sindacale delle società non quotate. Il documento declina i concetti d’incompatibilità e di indipendenza per la

funzione di sindaco e prevede, tra le altre, le seguenti norme.

Il caso Parmalat: un esempio di fallimento dei sistemi di controllo (società di revisione, società di rating,

Consob, collegio sindacale).

• I requisisti di indipendenza ed incompatibilità sono stabiliti dalla legge. Il D.Lgs 139/2005 individua

specificamente i casi d’incompatibilità

Art 4 D.Lgs 139/2005

1. L'esercizio della professione di dottore commercialista ed esperto contabile è incompatibile con l'esercizio, anche non

prevalente, né abituale:

a) della professione di notaio;

b) della professione di giornalista professionista;

c) dell'attività di impresa, in nome proprio o altrui e, per proprio conto, di produzione di beni o servizi, intermediaria nella

circolazione di beni o servizi, tra cui ogni tipologia di mediatore, di trasporto o spedizione, bancarie, assicurative o

agricole, ovvero ausiliarie delle precedenti;

d) dell'attività di appaltatore di servizio pubblico, concessionario della riscossione di tributi;

e) dell'attività di promotore finanziario.

2. L'incompatibilità è esclusa qualora l'attività, svolta per conto proprio, è diretta alla gestione patrimoniale, ad attività di

mero godimento o conservative, nonché in presenza di società di servizi strumentali o ausiliari all'esercizio della

professione, ovvero qualora il professionista riveste la carica di amministratore sulla base di uno specifico incarico

professionale e per il perseguimento dell'interesse di colui che conferisce l'incarico.

3. L'iscrizione nell'Albo non è consentita a tutti i soggetti ai quali, secondo gli ordinamenti loro applicabili, è vietato

l'esercizio della libera professione.

4. Le ipotesi di incompatibilità sono valutate con riferimento alle disposizioni di cui al presente articolo anche per le

situazioni in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo ed interpretati dal Consiglio Nazionale.

Art. 10 – Riservatezza

• Segreto professionale ­ art. 5 D.Lgs 139/2005

• Limite: diritto o dovere di comunicazione in conformità alla legge

(Esempio: il collegio sindacale se è a conoscenza di comportamenti degli amministratori di rilevante gravità, tali

arrecare danno alla società, ha l’obbligo di denunciare i fatti al tribunale).

• Le informazioni acquisite non possono essere utilizzate per ottenere indebiti vantaggi. (Insider trading)

• Il dovere di riservatezza si applica anche ai collaboratori del professionista, il quale deve vigilare sul rispetto

dell’obbligo.

Art. 11 – Comportamento professionale

• Dignità, onore, decoro sia nell’esercizio delle professione che nella vita privata.

• Lealtà verso i colleghi ed i clienti

• Rispetto dell’Ordinamento giuridico e massima attenzione al prestigio dell’Ordine e della professione

• Obbligo di risposta tempestiva alle comunicazione dell’ordine e del Consiglio di Disciplina

• Cortesia nei rapporti di lavoro

Art. 12 – Prestazioni professionali svolte al di fuori del paese di origine: Applicabilità del Codice Deontologico e dei

codici eventualmente vigenti nei paesi presso i quali si svolge la professione. In caso di conflitto normativo si applica la

norma più stringente.

Art. 13 ­ Esercizio della professione in cooperazione con i terzi: Il professionista che collabora in forma più o meno

stretta con altri professionisti iscritti o meno ad Albi o Elenchi deve accertarsi che i comportamenti adottati da costoro

siano conformi al Codice Deontologico

Art. 14 – Responsabilità

Il professionista deve essere in grado di risarcire eventuali danni causati nell’esercizio della professione. A tal fine deve

stipulare adeguate polizze assicurative (e renderne noti gli estremi e i massimali al cliente)

Titolo II ­ Rapporti professionali Capo II – Rapporti con i clienti

Art. 20 – Principi generali

• Il rapporto con il cliente è basato sulla fiducia.

• Libertà assoluta e reciproca da parte del cliente e del professionista di scegliere il professionista / cliente al

quale chiedere / erogare le prestazioni professionali

• Possibilità di limitazione del diritto di recesso da parte del cliente.

• Divieto di acquisire clientela tramite agenzia o procacciatori

Art. 21 ­ Accettazione dell’incarico

• Verifica preliminare sulla compatibilità dell’incarico con la legge e le norme deontologiche

• Verifica preliminare sulle capacità, le conoscenze e le risorse adeguate per assolvere adeguatamente

all’incarico conferito

• Tempestiva comunicazione dell’accettazione / rifiuto

• Conferimento di un mandato scritto, onde circoscrivere ampiezza dell’incarico, responsabilità e compenso

Art. 22 – Esecuzione dell’incarico

• Svolgimento attività in piena autonomia, indipendenza, diligenza e perizia nell’esecuzione

• Informazione al cliente sugli avvenimenti essenziali

• Rispetto del mandato conferito

• Divieto di perseguire interessi personali ulteriori o in contrasto con quelli del cliente

Art. 23 ­ Rinuncia all’incarico

• In caso di sopravvenute cause di conflitto d’interessi o per il venir meno della necessaria indipendenza ed

obiettività

• In caso di condotte del cliente che ne impediscano l’assolvimento

• In caso di mancanza di specifica competenza sopravvenuta per modifiche alla natura dell’incarico

• Modalità di rinuncia

• Obbligo di restituzione della documentazione

Art. 24 Fondi dei clienti, garanzie e prestiti

• Il professionista non deve impegnarsi con garanzie a favore del cliente

• Qualora gestisca somme del cliente deve applicare con il massimo rigore i principi di buona gestione e corretta

rendicontazione

Art. 25 – Compenso professionale

• Il compenso è liberamente determinato dalle parti

• E’ commisurato all’importo dell’incarico, alle conoscenze richieste per lo svolgimento, alle difficoltà ed anche al

risultato economico conseguito ed ai vantaggi derivati al cliente

• E’ pattuita per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico e può essere costituito da una parte fissa e una

variabile

• La documentazione in possesso del professionista, riguardante l’incarico, non può essere strumentalmente

ritenuta in caso di mancato pagamento da parte del cliente

Lettera di incarico professionale: contenuti

• Introduzione

• Oggetto e complessità incarico

• Esecuzione incarico

• Decorrenza e durata incarico

• Compensi, spese e contributi

• Obblighi del professionista: diligenza, segreto professionale e trasparenza

• Diritti e obblighi del cliente

• Deposito documentazione

• Antiriciclaggio

• Protezione dati personali

• Interessi di mora

• Clausola risolutiva espressa

• Recesso del professionista e del cliente

• Polizza assicurativa

• Clausola di mediazione e arbitrato

• Registrazione

• Elezione di domicilio

• Rinvio a leggi C.C

• Allegati

Deontologia e rapporti con i colleghi ed enti istituzionali

Deontologia e concorrenza

OSSERVAZIONI: Il codice individua criteri che poi vengono declinati nella vita professionale e nelle situazioni che si

presentano Titolo II: rapporti professionali

Articolo 15: COLLABORAZIONE TRA COLLEGHI

Il professionista deve comportarsi con i colleghi con correttezza

1. Disponibilità alla sostituzione di un collega temporaneamente impossibilitato (tutela del pubblico interesse).

2. Divieto di utilizzo di espressioni offensive verso altri colleghi (dignità e decoro).

3. Rispetto verso i colleghi e riguardo verso gli «anziani» (con maggiore esperienza).

4. Divieto di acquisire il cliente assistito da altro collega con metodi scorretti.

5. I precetti sopra sintetizzati si applicano anche ai soci di studi associati nei rapporti interni.

6. Divieto di «intermediazione» della clientela.

7.

Articolo 16: SUBENTRO AD UN COLLEGA

Procedura codificata e basata sul leale rapporto tra colleghi.

8. Prima di accettare l’incarico il professionista deve:

9. Accertarsi che il cliente abbia informato il collega

1. Accertarsi che la sostituzione non sia strumentale a..

2. Invitare il cliente a pagare quanto dovuto al collega.

3. Collaborazione del collega sostituito.

10. In caso di decesso, su richiesta dell’Ordine, l’iscritto deve accettare di subentrare al collega deceduto salvo

11. impedimento.

Correttezza e diligenza nella gestione degli interessi del collega deceduto

12.

Articolo 17: ASSISTENZA CONGIUNTA ALLO STESSO CLIENTE

Rapporti di leale collaborazioni e informazione reciproca.

1. In caso di comportamento scorretto della controparte il collega ne dà notizia all’Ordine competente.

2.

Articolo 18: ASSISTENZA A CLIENTI AVENTI INTERESSI IN CONFLITTO CON CLIENTI ASSISTITI DA ALTRO

PROFESSIONISTA

Correttezza e lealtà anche nella tutela degli interessi di parte.

3. Divieto di esprimere opinioni sull’operato del collega.

4. Divieto di trarre vantaggio dal temporaneo impedimento del collega.

5.

Articolo 19 CORRISPONDENZA TRA COLLEGHI

Divieto di divulgare notizie riservate ricevute da colleghi ad altri professionisti.

6. Divieto di divulgare o registrare conversazioni tra colleghi salvo che la controparte ne abbia dato l’assenso.

7.

Articolo 26: ELETTORATO ATTIVO

Partecipazione alle assemblee elettive

8. Attività di promozione e propaganda sempre nel rispetto dei principi fondamentali del codice deontologico

9.

Articolo 27: ELETTORATO PASSIVO

Candidato a cariche elettive: informazione agli elettori

10. Leale contraddittorio con gli altri candidati

11. Incandidabilità alla carica di componente del consiglio dell’ordine divieto o del consiglio di disciplina per coloro i quali

12. hanno riportato condanne penali definitive

Articolo 28: INCARICHI ISTITUZIONALI

Spirito di servizio, valorizzazione della professione e interesse pubblico

13. Trasparenza e oculatezza nella gestione dell’ordine. Divieto di assumere incarichi professionali di diretta indicazione

14. o emanazione dell’ordine

Astensione degli incarichi di categoria in caso di partecipazione a competizioni elettorali o in caso di conflitti di

15. interesse

Divieto di utilizzo di incarichi di categoria compreso la partecipazione a commissioni di studio al fine di promozione

16. personale e professionale

Articolo 29: RAPPORTI CON GLI ORDINI E CONSIGLI DI DISCIPLINA LOCALI ED IL CONSIGLIO NAZIONALE

Libertà di operino e di critica nel rispetto dei principi fondamentali del codice deontologico

13. Disponibilità a partecipare alla vita dell’ordine

14. Leale collaborazione con gli organismi di categoria

15. Tempestiva informazione circa cause d’incompatibilità con la professione

16.

Articolo 30: RAPPORTI CON LA CASSA DI PREVIDENZA

Rinvio: I dottori commercialisti ed esperti hanno propria cassa di previdenza: la cassa svolge funzione di vigilanza

(incompatibilità) e può incaricare l’ordine di svolgere ulteriori controlli. Se i dubbi sono fondati la cassa non riconosce contributi

annuali del professionista in condizioni di incompatibilità (il commercialista è anche imprenditore)

Titolo III: concorrenza

Articolo 41 UTILIZZO DI CARICHE PUBBLICHE

Il professionista non deve avvalersi di cariche politiche o pubbliche in modo tale da far fondatamente ritenere che, per effetto

di esse, egli possa conseguire vantaggi professionali per sé o per altri.

Articolo 42 ESERCIZIO ABUSIVO DELL’ATTIVITÀ PROFESSIONALE

È vietato al professionista favorire l’esercizio abusivo della professione.

Articolo 43 DIVIETO DI INTERMEDIAZIONE

E’ vietata l’intermediazione che possa pregiudicare l’indipendenza e l’obiettività del professionista.

ENUNCIATI

Non è necessario equiparare le attività professionali alle imprese per sottoporre le prime alle regole della concorrenza

Superare visione della deontologia professionale quale male necessario da limitare al massimo in quanto strumento

 di poteri monopolistici

• Pensiero liberale: vedono le attività professionali come un mercato qualsiasi

• Il mercato delle professioni è particolare

PREMESSE

A) RISCHI NEL RAPPORTO CLIENTE­PROFESSIONISTA

rischio cliente, ex ante

Adverse selection: che il non determinando la qualità dei professionisti, tenda a selezionare

 professionisti di qualità bassa

i rischio professionista di alta qualità, ex post

Moral hazard: che il non potendo il cliente misurare la qualità, tenda

 ad intascare una rendita impiegando nella prestazione uno sforzo minore (beneficia di rendite di posizione)

B) CREDENCE GOODS

Classificazione delle prestazioni professionali

Search goods: la qualità è osservabile mediante una semplice ispezione all’atto della transazione;

 Experience goods: il cliente è in grado di valutare ex post la qualità, dopo aver maturato esperienza;

 Credence goods: elevato grado di asimmetria informativa che non consente al cliente di identificare ex ante il tipo di

 prestazione necessaria, né di valutare ex post la qualità

C) ESTERNALITA’ E SERVIZIO PUBBLICO

In taluni mercati la prestazione può avere un impatto sui terzi oltre che sull’acquirente del servizio. Il rapporto

 fiduciario di estende alla società in situazione di potenziale conflitto con il cliente

Beni pubblici: Taluni servizi professionali producono beni che presentano un valore per la società in generale.

AGCOM (autority concorrenza): un certo grado di regolamentazioni restrittive è necessario e tali regolamentazioni sono da

delegare agli stessi corpi professionali in virtù della competenza nel settore in cui operano (anche se ciò può condurre al

rischio di un abuso dell’esercizio del potere delegato).

NO PARADOSSO

RELAZIONE FIDUCIARIA: L’archetipo della transazione professionale

Modello: il cliente si affida al professionista delegandogli autorità, a condizione che il professionista sia vincolato da precisi

doveri fiduciari

• Particolare natura delle prestazioni professionali (credence goods)

• Esclusione del controllo puntuale sull’azione del fiduciario

• Impossibilità di verificare lo sforzo compiuto e la valutazione del risultato

• Tutela del cliente attraverso l’imposizione di precisi doveri fiduciari

DOVERI

• Conflitto: gli interessi del fiduciario non devono mai confliggere con quelli del beneficiario

• Influenza: il beneficiario deve potersi affidare al fiduciario senza essere mai impropriamente influenzato

• Imparzialità: il fiduciario deve trattare in modo eguale beneficiari appartenenti ad una determinata classe ed in

modo equo beneficiari appartenenti a classi diverse

• Astensione: il fiduciario deve astenersi dal delegare ad altri i suoi doveri e dal porsi in condizioni da ridurre la sua

capacità di agire nei confronti del beneficiario

DOVERI QUALI LIMITAZIONE DI LIBERTA’: Consentono al beneficiario di agire nei confronti del fiduciario

Senza necessità di provare che ad un certo atto gli ha recato danno

1. Dimostrando che il fiduciario ha agito violando quei doveri

2.

Deontologia come punto di equilibrio degli interessi tra professionista e cliente, in armonia con gli interessi della collettività,

sempre coinvolta, in via mediata, dagli effetti della prestazione professionale

ORDINE, DEONTOLOGIA E CONCORRENZA

La delega di autorità effettuata dal cliente e da parte dello Stato avvengono nel quadro di un sistema etico di riferimento: la

deontologia che, quindi, non è strumento di abuso dell’autorità, ma esattamente il contrario.

La deontologia dovrà necessariamente essere costruita dal corpo professionale in quanto:

Detentore delle conoscenze settoriali

 Interessato a far sì che la deontologia svolga la propria funzione

DEONTOLOGIA E’ IL LUOGO

Di incontro degli interessi in gioco di tutti gli stakeholder collegati all’attività professionale

1. Della composizione dei conflitti potenziali esistenti tra professionista e cliente e tra relazione professionale e

2. collettività

Ruolo fondamentale dei codici deontologici nel libero mercato

a.

QUALITA’ DELLA PRESTAZIONE PROFESSIONALE

Piena tutela del consumatore

1. Benessere per la collettività

2.

La presenza di standard elaborati a livello internazionale ed adottati localmente è considerato un fattore positivo per la

concorrenza sul mercato internazionale della professione

La commissione europea e il parlamento europeo riconosco l’importanza dei codici deontologici o di condotta delle professioni

in quanto idonei a promuovere un’alta qualità dei servizi professionali e a stabilire un legame di fiducia tra consumatore e

professionista

PUBBLICITÀ: CODICE DEONTOLOGICO

Articolo 44 INFORMAZIONE E PUBBLICITÀ INFORMATIVA

La pubblicità informativa, con ogni mezzo, avente ad oggetto l’attività professionale, le specializzazioni ed i titoli

 professionali posseduti, la struttura dello studio ed i compensi delle prestazioni, è libera.

Il messaggio pubblicitario e la scelta dei mezzi devono in ogni caso ispirarsi al buon gusto e all’immagine della

 professione.

Le informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere equivoche, ingannevoli,

 denigratorie.

Non possono essere menzionati nominativi dei clienti che non abbiano fornito il proprio consenso, né promosse le

 attività di altri soggetti.

Nella denominazione dello studio possono essere menzionati i nomi dei colleghi che abbiano fatto parte in passato

 dello studio, previo esplicito consenso di questi o dei loro eredi.

Gli iscritti appartenenti ad istituzioni e ad associazioni senza fini di lucro possono utilizzare, nell’esercizio della

 professione, il logo rappresentativo delle stesse e l’eventuale titolo, solo se i loro fini istituzionali siano attinenti

all’oggetto della professione.

L’iscritto che partecipi ad una rete o network professionale, nazionale o internazionale, può renderlo esplicito,

 comunicarlo a terzi ed usarne il logo.

Oltre all’utilizzo dei segni distintivi personali, l’iscritto può utilizzare il logo rappresentativo dell’Ordine professionale

 secondo le regole emanate dal Consiglio Nazionale.

Principi della riforma del 2012

«Regolamento

D.P.R. 7.8.2012, n.137 recante riforma degli ordinamenti professionali»

Possibilità di effettuare pubblicità che deve:

Avere una valenza informativa

 Essere funzionale all’oggetto

 Essere veritiera e corretta

 Non violare il segreto professionale

 Non essere in alcun modo equivoca, ingannevole o denigratoria

Può essere comparativa ma in termini assoluti. Può riguardare:

• I titoli e le specializzazioni conseguite dal professionista

• L’organizzazione della struttura che eroga i servizi professionali

• I compensi che vengono richiesti per le varie prestazioni.

• L’attività di studio

FUNZIONE DELLA PUBBLICITA’ DEI SERVIZI PROFESSIONALI

Aumenta il benessere per la collettività a causa della riduzione dei costi di ricerca dei consumatori

1. Deve essere possibile per i professionisti comunicare al pubblico le proprie offerte e i propri servizi, fermo restando

2. che eventuali elementi non rispondenti alla realtà dovranno sempre essere sanzionati come forme di pubblicità

ingannevole

NORME APPLICABILI

1. D.Lgs 6 settembre 2005, n.206 “Codice del consumo”, il quale prevede il divieto di

pratiche commerciali scorrette, quali pubblicità ingannevole, con azioni o omissioni e le

pratiche commerciali aggressive

2. D.

Lgs 2 agosto 2007, n.145, attuazione direttive CE

3. Conferma da parte del DPR 137/2012 del regolamento recante riforma degli ordinamenti

professioni

4. Se perpetrata in modo scorretto ed ingannevole integra illecito disciplinare

rappresentano violazioni di disposizione contenute nel codice di consumo

5. Legge 4 agosto 2017: Obbligatorio presentare un preventivo scritto al cliente nel

momento del conferimento dell’incarico professionale.

I RAPPORTI CON COLLABORATORI, TIROCINANTI E DIPENDENTI

Codice Deontologico Articolo 8 commi 7 e 8 - Rapporti coi collaboratori e dipendenti

Il professionista deve far sì che i propri dipendenti e collaboratori operino con la competenza e

diligenza richiesta dalla natura dell’attività da essi svolta.

Il professionista deve dotarsi di una organizzazione materiale e personale coerente con le necessità

imposte dalla tipologia di prestazione professionali rese.

Codice Deontologico Articoli 31 e ss: I rapporti coi collaboratori devono essere:

• Improntati al reciproco rispetto

• Coordinati in modo da consentire il miglior svolgimento dell’attività professionale

Il professionista non deve:

• Avvalersi della collaborazione di terzi che svolgono abusivamente la professione

• Distogliere con mezzi sleali i collaboratori altrui

Il collaboratore iscritto all’Albo non deve acquisire clienti attingendoli dalla clientela dello Studio presso

il quale ha svolto il rapporto di collaborazione (il tirocinante “ruba” i clienti dallo studio presso cui ha

fatto la pratica)

Collaboratori e dipendenti devono rispettare gli obblighi del segreto e della riservatezza

 professionale

RAPPORTI CON DIPENDENTI E COLLABORATORI: Quali skills sono richieste al personale degli

studi professionali in una situazione complessa ed in rapida e continua evoluzione come quella

attuale?

• Non più solo le competenze tecniche tradizionali (contabilità e dichiarativi per esempio)

• Ma anche competenze elevate in campo informatico (archiviazione ottica, fatturazione

elettronica, piattaforme per comunicare coi clienti, ecc)

• Consapevolezza dell’importanza dell’aggiornamento continuo

• Capacità di affrontare i cambiamenti in maniera flessibile

• Capacità di operare in autonomia + affrontare situazioni di stress

• Capacità comunicativa, multitasking ed empatia (capacità di comprendere sia i clienti che i

colleghi di studio)

Alcune criticità nella gestione delle risorse umane negli Studi Professionali:

• Fidelizzazione dei dipendenti migliori

• Flessibilità condizioni lavorative e orari per personale femminile

• Rallentamento del tasso di crescita delle retribuzioni

• Motivazione di dipendenti/collaboratori (corsi di formazione, riunioni periodiche di

aggiornamento, coinvolgimento nella gestione dello Studio)

• Supporto adeguato di dipendenti/collaboratori nei periodi di lavoro più intenso

• Incoraggiamento dello scambio di informazioni e del lavoro di squadra

• «Saper delegare»

INQUADRAMENTO GIURIDICO DEI DIPENDENTI DELLO STUDIO PROFESSIONALE

Contratto applicabile: Contratto collettivo nazionale studi professionali (il 15 maggio 2015 è stato

approvato il nuovo Contratto)

Principali novità del CCNL dal 2015:

• Ricorso facilitato al lavoro a tempo determinato (elevato il numero dei contratti attivabili da ogni

datore di lavoro)

• Regolamentazione del lavoro a chiamata

• Aiuti in tema di Telelavoro

IL WELFARE DEGLI STUDI PROFESSIONALI: Il CCNL prevede tre organismi per la tutela dei

dipendenti degli studi:

CADIPROF

• Cassa di assistenza sanitaria integrativa

• Fornisce assistenza sanitaria per il lavoratore e familiari

FONDO PROFESSIONI

• Fondo paritetico interprofessionale

• Finanzia la formazione

E.BI.PRO.

• Ente bilaterale nazionale

• Sostiene i dipendenti in caso di riduzione dell’orario di lavoro per crisi

• Eroga contributi per il telelavoro

• Finanzia le spese per la formazione in materia di salute e sicurezza

RAPPORTI COI TIROCINANTI

Articolo 6 del DPR 137/2012 (Riforma delle professioni)

Durata tirocinio: 18 mesi;

Possibilità per un periodo non superiore a 6 mesi di:

• Tirocinio presso professionisti di altri paesi

• Tirocinio in concomitanza con l’ultimo anno del corso di studio in presenza di Convenzione

Quadro tra CNDCEC e MIUR

• Tirocinio mediante frequenza di corsi di formazione professionale organizzati dagli Ordini (in

fase di realizzazione)

Possibilità per tutti i 18 mesi di tirocinio presso pubbliche amministrazioni in presenza di convenzione

tra CNDCEC e Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione

Articoli 35 e ss del codice deontologico. DOVERI del professionista

• Favorire lo sviluppo della professione accogliendo i tirocinanti

• Impegnarsi affinché il tirocinante apprenda la deontologia, la tecnica e la prassi professionale

• Permettere (in quanto possibile) al tirocinante di partecipare quale uditore alla trattazione delle

pratiche con il cliente e i terzi

• Permettere al tirocinante di partecipare alle lezioni universitarie del biennio per il

conseguimento della laurea magistrale

• Non affidare ai tirocinanti solo compiti meramente esecutivi

• Consentire al tirocinante di partecipare ai convegni e ai corsi di formazione

• Consegnare al tirocinante copia del codice deontologico dopo averne illustrato i contenuti

• Vigilare affinché il tirocinante conosca e rispetti gli obblighi del segreto e della riservatezza

professionale

• Fornire al tirocinante un idoneo ambiente di lavoro

Regolamento del tirocinio professionale DM 7 agosto 2009 n. 143

• Il dominus deve avere almeno cinque anni di iscrizione all’Albo

• Il dominus deve avere assolto gli obblighi formativi nell’ultimo triennio

• Il dominus può accogliere al massimo tre tirocinanti

Articoli 35 e ss del Codice Deontologico: OBBLIGHI del tirocinante

1. Astenersi dal tentativo di acquisire i clienti dello Studio presso il quale si è svolto il tirocinio

2. Non appropriarsi, senza consenso del dominus, di documenti, procedure, modulistica e dati,

anche in formato elettronico, dello Studio

3. Astenersi dall’utilizzare, senza il consenso del dominus, carta da lettera o biglietti da visita

intestati dai quali egli risulti come collaboratore dello Studio del dominus

4. Rispettare tutte le regole del Codice Deontologico (il tirocinante è soggetto al potere disciplinare

del Consiglio di Disciplina)

5. Non accettare, in presenza di specifico accordo col dominus, per un determinato periodo di

tempo successivo al termine del praticantato, incarichi da clienti conosciuti presso lo studio

durante il tirocinio senza l’esplicito consenso del dominus

TRATTAMENTO ECONOMICO E DURATA DEL TIROCINIO

Il tirocinio, considerato come periodo di apprendimento professionale, è per sua natura gratuito e non

determina l’instaurazione di rapporto di lavoro subordinato

Tuttavia sin dall’inizio del tirocinio il Dominus dovrà concordare con il Tirocinante un rimborso spese

forfettario. Inoltre il Dominus non mancherà di attribuire al Tirocinante, il cui apporto sia di rilevante

valore e utilità per lo Studio, somme, a titolo di borsa di studio, per favorire ed incentivare l’assiduità e

l’impegno nell’attività svolta (compenso obbligatorio)

Il tirocinio non si protrae, di regola, oltre il periodo mediamente necessario in base alla legge e ai tempi

tecnici inerenti al calendario d’esame

Successivamente al periodo di tirocinio il rapporto di collaborazione con l’ex-praticante sarà regolato

dalla libera determinazione delle parti

Trattamento economico:

Somme erogate nel corso del tirocinio -> compensi per borsa di studio (si può aprire partita IVA)

• Reddito assimilato ai redditi di lavoro dipendente (art 50 comma 1, lett. c TUIR)

• Reddito soggetto a ritenuta d’acconto (art 23 e 24 DPR 600/73)

• Nessun obbligo iscrizione Inail

• Nessun obbligo iscrizione Inps

Somme erogate nel corso del tirocinio -> contratto di apprendistato:

• Durata massima 18 mesi

• Età tra i 18 e i 29 anni

IL CODICE ETICO DELLO STUDIO PROFESSIONALE

Cosa è? Raccolta di principi e regole comportamentali che devono essere rispettate da tutti coloro che

operano con lo studio

Che obiettivo si pone? Far sì che ogni persona, nell’esercizio della propria attività professionale,

adotti comportamenti eticamente positivi sia all’interno che all’esterno dello Studio

Chi sono i destinatari? Partner, dipendenti, collaboratori, consulenti esterni

Cosa può prevedere il codice etico a proposito dei rapporti di lavoro?

Il rispetto della normativa sulla tutela delle condizioni di lavoro, la condanna di qualsiasi forma di

mobbing o discriminazione verso il personale, la creazione di un ambiente di lavoro, l’adozione di

comportamenti rispettosi (puntualità, rispetto per i colleghi anziani, ecc). ESEMPI: ambito di

applicazione, valori guida dello studio, doveri di diligenza, onesta, trasparenza, correttezza etc

FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA

Estratto dell’IFAC, raccoglie tutte associazioni contabili. Definisce regole che tutti i professionisti

devono rispettare

Articolo 7 del DPR 137/2012 (Riforma delle professioni)

Al fine di garantire la qualità ed efficienza della prestazione professionale, nel migliore interesse

dell'utente e della collettivita', e per conseguire l'obiettivo dello sviluppo professionale, ogni

professionista ha l'obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza

professionale secondo quanto previsto dal presente articolo. La violazione dell'obbligo di cui al periodo

precedente costituisce illecito disciplinare.

Codice Deontologico - Art. 8 comma 1 (competenza, diligenza e qualità delle prestazioni)

1. Il professionista è tenuto a mantenere la sua competenza e capacità professionale al livello richiesto

per assicurare ai suoi clienti l’erogazione di prestazioni professionali di livello qualitativamente elevato,

con diligenza e secondo le correnti prassi e tecniche professionali e disposizioni normative.

2. Il professionista non deve accettare incarichi professionali in materie nelle quali non ha un’adeguata

competenza, tenuto conto della complessità della pratica e di ogni altro elemento utile alla suddetta

valutazione

Codice Deontologico - Art. 8 comma 5

“L’adempimento degli obblighi di formazione professionale continua, secondo quanto previsto dai

regolamenti emanati dal Consiglio Nazionale e dagli Ordini Locali, costituisce obbligo del professionista

per il mantenimento della sua competenza professionale, ma non lo esonera dalle ulteriori attività

formative, con particolare riferimento ai settori di specializzazione e a quelli di attività prevalenti, rese

necessarie dalla natura degli incarichi professionali assunti, al fine di adempiere a quanto disposto dal

comma 1 del presente articolo”

DOCUMENTI ECOMANATI DAL CNDCEC

• Regolamento formazione professionale continua

• Elenco materie formazione

• Linee guida sanzioni disciplinari inadempimento obbligo formativo

• Norme di attuazione sull’applicazione dell’e-learning alle attività formative

REGOLAMENTO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA EMANATO

DAL CONSIGLIO NAZIONALE

NOTA BENE: La formazione professionale continua è obbligo giuridico e deontologico per gli iscritti

nell’albo

La FPC comprende:

• Aggiornamento relativo alle materie oggetto dell’attività professionale (seminari, convegni,

videoconferenze)

• Formazione finalizzata all’acquisizione di competenze specialistiche per un miglior esercizio

della professione (corsi di alta formazione)

• Attività formative particolari

Principali attività formative particolari:

• Relazioni agli eventi formativi approvati dal Consiglio Nazionale

• Pubblicazioni di natura tecnico-professionale su argomenti compresi nell’Elenco delle materie

oggetto di attività formative

• Docenze presso università e istituti tecnici nelle materie comprese nell’Elenco delle materie

oggetto di attività formative

• Partecipazione alle commissioni per gli esami di Stato per l’esercizio della professione di

Dottore Commercialista ed Esperto Contabile e per l’esame per l’iscrizione al registro dei

revisori legali

• Relazioni nelle scuole di formazione per praticanti approvate dal Consiglio Nazionale

FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA:

• Presupposto per la correttezza, la qualità e il pregio della prestazione professionale

• Attività obbligatoria di aggiornamento, perfezionamento, approfondimento, sviluppo nonché

acquisizione di conoscenze teoriche e competenze professionali in tempi successivi

all’iscrizione all’Albo

• Svolta nell’interesse dei clienti e a garanzia dell’interesse pubblico

PERIODO FORMATIVO E CREDITI PROFESSIONALI

• Il periodo della FPC è triennale

• Il credito formativo (CFP) è l’unità di misura per valutare l’assolvimento dell’obbligo formativo

(in genere 1 ora = 1 credito)

• L’attività formativa può essere organizzata anche da Associazioni di iscritti e da altri soggetti

autorizzati dal Consiglio Nazionale (acquisito il parere vincolante del Ministero della Giustizia)

• Esistono norme particolari per la formazione a distanza e l’attribuzione dei relativi crediti

ASSOLVIMENTO DELL’OBBLIGO FORMATIVO

• Acquisire 90 CFP nel triennio con un minimo di 20 all’anno di cui 3 crediti annuali da attività

formative oggetto l’ordinamento, la deontologia, i compensi, l’organizzazione dello studio

professionale, la normativa antiriciclaggio e le tecniche di mediazione

• Documentare l’attività formativa svolta (autocertificazione)

• Esibire all’Ordine la documentazione comprovante l’assolvimento dell’obbligo formativo per il

triennio

• Per i nuovi iscritti l’obbligo formativo decorre dall’anno successivo a quello di iscrizione

NOTA BENE: Se non si rispetta la formazione continua si incorre in sanzioni disciplinari

AMBITI DELLA FORMAZIONE

• Ordinamento, deontologia e antiriciclaggio

• Organizzazione dello studio professionale, normativa antiriciclaggio e tecniche di mediazione

• Materie economico - aziendali

• Materie giuridiche

• Pari opportunità

ATTRIBUZIONI E COMPITI

Cosa fa il Consiglio Nazionale:

• Regola, coordina, promuove e indirizza lo svolgimento della FPC

• Predispone e aggiorna l’Elenco delle materie oggetto delle attività formative

• Valuta ed approva gli eventi organizzati dagli Ordini territoriali e dai soggetti terzi autorizzati

attribuendo i crediti

Cosa fa l’Ordine territoriale:

• Realizza le attività formative che vengono sottoposte all’approvazione del Consiglio Nazionale

• Favorisce lo svolgimento gratuito della FPC

• Vigila sull’assolvimento dell’obbligo formativo degli iscritti

CASI DI RIDUZIONE/ESENZIONE DEI CREDITI DI FPC

Riduzione da 90 a 30 crediti nel triennio per

• Iscritti oltre i 65 anni

• Iscritti che non svolgono, nemmeno occasionalmente, attività professionale

Esenzione per

• Maternità

• Servizio civile volontario, malattia, infortunio, assenza dall’Italia che determinano interruzione

dell’attività professionale per almeno 6 mesi

• Malattia grave del coniuge, dei parenti e affini entro il 1°grado e dei componenti il nucleo

famigliare

• Altri casi di documentato impedimento derivante da cause di forza maggiore

Linee guida per gli Ordini territoriali per la valutazione dell’adempimento dell’obbligo formativo

da parte degli iscritti

Gli Ordini territoriali devono:

• Valutare l’adempimento dell’obbligo formativo al termine di ogni triennio

• Trasferire al Consiglio di Disciplina i nominativi degli iscritti inadempienti per l’eventuale

apertura del procedimento disciplinare

Regolamento per l’esercizio della funzione disciplinare territoriale procedura semplificata per

alcune fattispecie di illecito:

Scopo del regolamento -> introdurre un procedimento disciplinare snello

Fasi del procedimento:

• Attività pre-istruttoria

• Apertura procedimento disciplinare o archiviazione

• Dibattimento


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9 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Dispensa dettagliata e completa del programma di deontologia professionale per la preparazione all'Esame di stato per dottori commercialisti ed esperti contabili.
La dispensa analizza:
1. il codice deontologico
2. i doveri posti a capo del professionista
3. la funzione del professionista a tutela del cittadino e dell'interesse pubblico
4. gli ambiti della responsabilità professionale


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia aziendale
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Angila945 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Deontologia professionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Cattaneo - Liuc o del prof Werthhammer Ermanno.

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