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CONSIGLI DISTRETTUALI DI DISCIPLINA potere disciplinare

In passato giustizia disciplinare forense accusata di essere “giustizia domestica”, per la

 vicinanza tra decidenti ed incolpato (di regola, appartenenti allo = ordine).

Introduzione dei CONSIGLI DISTRETTUALI DI DISCIPLINA, i cui membri delle sezioni giudicanti

non possono appartenere al foro/ordine dell’incolpato

 allontanare la possibilità di una decisione di favore, a vantaggio di un collega.

Sulla loro attività vigila il CNF che può richiedere loro notizie relative all’attività disciplinare

svolta. CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

Ha sede presso il Ministero della Giustizia a Roma e dura in carica 4 anni.

 È composto da avvocati iscritti all’albo speciale per il patrocinio davanti alle

giurisdizioni superiori.

Ciascun distretto di Corte d’appello con n. di iscritti agli albi < a 10.000 elegge 1 componente; con n. =

.

o > a 10.000 elegge 2 componenti

Il CNF elegge:

 Presidente

 Due vicepresidenti

 Consiglio di Presidenza

Segretario

 Tesoriere

Funzioni:

 - cura la tenuta dell’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori;

- redige l’elenco nazionale degli avvocati;

- emana (ed aggiorna periodicamente) il codice deontologico;

ha la rappresentanza istituzionale dell’avvocatura a livello nazionale

- in via

esclusiva;

- propone al Ministro della Giustizia i parametri per la liquidazione dei compensi;

- esercita la funzione giurisdizionale;

Quanto alla competenza giurisdizionale: a) pronuncia sui recami vs. provv.

 disciplinari; b) esercita la funzione disciplinare nei cfr. dei propri componenti; c)

pronuncia sui ricorsi relativi alle elezioni dei Consigli dell’ordine.

CASSA FORENSE

- La Cassa forense è sottoposta alla vigilanza di vari Ministeri (Giustizia, Lavoro, Politiche

Sociali, dell’Economia e delle Finanze). Essa:

I. assicura un trattamento previdenziale agli avvocati che hanno esercitato la

professione con carattere di continuità;

II. eroga assistenza a favore degli iscritti;

III. gestisce forme di previdenza integrativa.

Oltre alle pensioni, la Cassa eroga prestazioni assistenziali (ex: indennità di maternità) ed offre una

serie di servizi agli iscritti (mutui ipotecari a tassi agevolati e convenzioni di vario tipo).

- L’iscrizione alla Cassa forense è obbligatoria per tutti gli avvocati e contestuale

all’iscrizione all’albo. Essa ha carattere esclusivo:

l’iscrizione ad altra forma di previdenza è ammessa solo su base volontaria e non

alternativa.

- Le entrate della Cassa sono essenzialmente costituite dalle contribuzioni degli iscritti

sono destinate a finanziare le prestazioni, ossia l’erogazione delle varie pensioni.

* Sono inoltre dettati minimi contributivi dovuti dai soggetti iscritti senza il raggiungimento dei

parametri reddituali, condizioni temporanee di esenzione o diminuzione dei contributi per

soggetti in particolari condizioni.

II) TENUTA DEGLI ALBI E INCOMPATIBILITÀ

ISCRIZIONE ALL’ALBO E REQUISITI

L’ISCRIZIONE ALL’ALBO è condizione necessaria per l’esercizio della professione di

avvocato.

- REQUISITI DI ISCRIZIONE (cittadino italiano o Stato UE)

possesso del diploma di laurea in giurisprudenza;

 superamento dell’Esame di Stato di abilitazione;

 domicilio professionale nel circondario del Tribunale ove ha sede il consiglio

 dell’ordine;

non trovarsi in una condizione di incompatibilità;

 godere del pieno esercizio dei diritti civili;

 non avere riportato condanne per det. reati (falsa testimonianza, frode

 processuale, intralcio alla giustizia, patrocinio o consulenza infedele, etc.);

non essere sottoposto ad esecuzione di pene detentive o misure cautelari

 personali;

essere di condotta irreprensibile secondo i canoni previsti dal Codice deontologico

 (assenza di sanzioni disciplinari, protesti per cambiali o assegni, condanne penali per delitti

dolosi).

- ACCERTAMENTO DEI REQUISITI

È compiuto dal Consiglio dell’ordine:

accertata la sussistenza dei requisiti, delibera l’iscrizione entro 30 giorni dalla

presentazione della domanda.

MA

Il Consiglio dell’ordine può procedere in ogni tempo al riesame della posizione degli

Iscritti: Quando accerta fatti ostativi, prima non conosciuti, risalenti al momento

 dell’iscrizione => revoca o annullamento della delibera di iscrizione;

Quando accerta fatti ostativi successivi al momento dell’iscrizione =>

 cancellazione dall’albo.

Nel caso di domanda di reiscrizione, il Consiglio deve accertare di nuovo la

sussistenza dei requisiti richiesti (da valutare ex novo).

LE ISCRIZIONI DI DIRITTO

Per alcuni soggetti è prevista iscrizione di diritto all’albo, pur senza aver sostenuto l’Esame

di Stato, in virtù della loro pregressa esperienza professionale.

a) coloro che hanno svolto la funzione di magistrato (ordinario, amministrativo,

contabile) o di avvocato dello Stato, e che hanno cessato la propria funzione

(senza essere incorsi in provvedimenti disciplinari).

n.b. nel secondo caso è prevista particolare cautela:

 nei primi 2 anni di iscrizione, non può esercitare nei circondari in cui ha svolto le

proprie funzioni negli ultimi 4 anni antecedenti alla cessazione;

b) professori universitari di ruolo, dopo 5 anni di insegnamento nelle materie giuridiche.

INCOMPATIBILITÀ DEGLI AVVOCATI

La professione di avvocato è incompatibile con:

qualsiasi attività di lavoro subordinato

o eccezione si pox. instaurare rapporti di lavoro subordinato aventi ad oggetto la

 consulenza e l’assistenza legale stragiudiziale nell’esclusivo interesse del

.

datore di lavoro in favore del quale l’opera è prestata

qualsiasi attività di lavoro autonomo svolta continuativam. o professionalm.

o (escluse

;

quelle di carattere scientifico, letterario, artistico e culturale)

qualsiasi attività di impresa commerciale;

o qualità di socio illimitatamente responsabile o amministratore di società

o di persone che esercitano attività commerciale;

amministratore unico, consigliere delegato di società di capitali;

 novità: tali qualità pox. essere assunte se l’oggetto dell’attività è limitato

esclusivamente all’amministrazione di beni personali o familiari.

Eccezioni

La professione di avvocato è compatibile con:

insegnamento o ricerca in mat. giuridiche nelle università e nelle scuole secondarie;

o avvocati che esercitano attività legale per conto di enti pubblici possono iscriversi

o nell’elenco speciale annesso all’albo ordinario (limitatamente alla trattazione degli

affari legali dell’ente).

CANCELLAZIONE DALL’ALBO

È pronunciata dal Consiglio dell’ordine

a richiesta dell’iscritto, in caso di rinuncia all’iscrizione;

d’ufficio o su richiesta del Procuratore Generale, quando:

A. l’iscritto, senza giustificato motivo, non ha prestato l’impegno solenne entro 60

gg. dalla notifica del provvedimento di iscrizione;

B. è accertato il venir meno di uno dei requisiti necessari per l’iscrizione;

C. è accertata la mancanza del requisito dell’esercizio effettivo, continuativo,

abituale e prevalente della professione.

In B. e C. il Consiglio, prima di deliberare la cancellazione, invita l’iscritto a

presentare eventuali osservazioni.

>>> Entro 60 gg. dalla notifica della delibera di cancellazione del Consiglio, l’interessato

può presentare ricorso al CNF (ricorso ha effetto sospensivo).

>>> Entro 30 giorni dalla notifica della decisione del CNF, l’interessato può presentare

ricorso per Cassazione.

CANCELLAZIONE PER MANCANZA DEL REQ. DELL’ESERCIZIO EFFETTIVO, CONTINUATIVO, ABITUALE E

PREVALENTE DELLA PROFESSIONE

Una delle novità apportate dalla Legge di Riforma.

La prova della effettività, continuità, abitualità e prevalenza non è richiesta per talune categorie di

soggetti (ex: donne avvocato in maternità, avvocati affetti da malattia che ne ha ridotto

grandemente la possibilità di lavoro; avvocati componenti di organi legislativi).

III) ACCESSO ALLA PROFESSIONE: FORMAZIONE

ISCRIZIONE ALLA PRATICA FORENSE

- Per l’ISCRIZIONE AL REGISTRO SPECIALE DEI PRATICANTI si richiedono i seguenti

REQUISITI DI ISCRIZIONE (cittadino italiano o Stato UE):

possesso del diploma di laurea in giurisprudenza;

 domicilio professionale nel circondario del Tribunale ove ha sede il consiglio

 dell’ordine;

non trovarsi in una condizione di incompatibilità;

 godere del pieno esercizio dei diritti civili;

 non avere riportato condanne per det. reati (falsa testimonianza, frode processuale,

 intralcio alla giustizia, patrocinio o consulenza infedele, etc.);

non essere sottoposto ad esecuzione di pene detentive o misure cautelari personali;

 essere di condotta irreprensibile secondo i canoni previsti dal Codice deontologico.

- La richiesta di iscrizione a tale registro deve essere accompagnata dalla

dichiarazione di disponibilità di un avvocato a far svolgere la pratica professionale

presso il proprio studio.

Qui il praticante è chiamato a svolgere una serie di attività sotto la guida del

dominus.

Di tali attività deve essere data attestazione nel libretto della pratica, da

esibirsi al Consiglio ogni semestre, con annotazione del dominus attestante la

veridicità delle indicazioni ivi contenute.

N.B. La frequenza dello studio può essere sostituita per un periodo max. di 1 anno

dalla frequenza delle scuole di specializzazione per le professioni legali

NOVITÀ PREVISTE DALLA LEGGE DI RIFORMA IN MAT. DI TIROCINIO PROFESSIONALE:

Tirocinio può essere anticipato e svolto, per un max. di 6 mesi, anche dagli studenti iscritti all’ultimo

o anno del corso di laurea in giurisprudenza, previa convenzione tra consiglio dell’ordine ed università;

Avv. ospitante deve avere un’anzianità di iscrizione all’albo di almeno 5 anni (contro i 2 attuali);

o Tirocinio può essere svolto anche presso due avvocati contemporaneamente;

o Attuale abilitazione al patrocinio viene sostituita dal cd. “patrocinio sostitutivo”:

o patrocinio sostitutivo può essere chiesto dopo 6 mesi (contro i 12 attuali); praticante può esercitare

attività professionale solo in sostituzione del dominus e, in ogni caso, sotto il suo controllo e la sua

responsabilità (praticante non può trattare affari in proprio);

Frequenza delle scuole forensi diventa obbligatoria e si affianca alla pratica.

o CERTIFICATO DI COMPIUTA PRATICA

Al termine dei 18 mesi di tirocinio, il praticante può richiedere il CERTIFICATO DI COMPIUTA

PRATICA: esso è rilasciato dal Consiglio dell’ordine ed è indispensabile per poter

sostenere l’Esame di Stato.

Il certificato individua la Corte d’Appello presso cui il praticante può sostenere l’Esame.

ESAME DI ABILITAZIONE

Il requisito del SUPERAMENTO DELL’ESAME DI STATO per l’iscrizione all’albo è sancito a liv.

costituzionale: l’art. 33 Cost. stabilisce che è prescritto un Esame di Stato per l’abilitazione

all’esercizio professionale.

NOVITÀ PREVISTE DALLA LEGGE DI RIFORMA IN MAT. DI ESAME DI ABILITAZIONE

prove scritte:

o si svolgono con il solo ausilio dei testi di legge, senza commenti giurisprudenziali;

commissione deve annotare le osservazioni a margine degli elaborati (costituiscono la motivazione

del voto)

prova orale:

o è incrementato il n. delle materie obbligatorie;

non è più prevista la possibilità di compensare le insufficienze.

c.d. “FORMAZIONE PROFESSIONALE CONTINUA”

L’AVVOCATO ha l’obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria

competenza professionale.

L’obbligo di aggiornamento è previsto anche x i PRATICANTI AVVOCATI DOPO IL CONSEGUIMENTO

.

DEL CERTIFICATO DI COMPIUTA PRATICA

Il concetto di “formazione continua” è ora declinato:

 può estrinsecarsi in attività di aggiornamento ( = adeguamento della formazione

iniziale) o attività di formazione ( = acquisizione di nuove competenze o di maggiore

specializzazione).

Il periodo di valutazione dell’obbligo formativo è di 3 anni, nei quali occorre

 accumulare 60 crediti formativi (di cui 9 in materia di ordinamento, previdenza e

deontologia).

Esenzione dall’obbligo di formazione continua:

 - avvocati sospesi dall’esercizio professionale, poiché chiamati a svolgere incarichi

- istituzionali (ex: avvocato eletto alla Camera dei Deputati);

- avvocati dopo 25 anni di iscrizione all’albo (o dopo il compimento di 60 anni

d’età);

- docenti e ricercatori delle università in mat. giuridiche.

IV) TIPI DI ISCRIZIONE ALL’ALBO

ALBO ORDINARIO DEGLI AVVOCATI

Una volta superato l’esame di abilitazione, si può chiedere l’iscrizione all’ALBO ORDINARIO

DEGLI AVVOCATI.

 consente di esercitare attività di difesa davanti a tutti gli organi giurisdizionali della

Repubblica.

Eccezione per esercitare attività di difesa davanti alle giurisdizioni superiori (Corte Cost.,

 Corte di Cassazione), è necessaria l’iscrizione all’ALBO SPECIALE DEGLI

AVVOCATI CASSAZIONISTI.

Sono previsti degli ELENCHI SPECIALI ANNESSI ALL’ALBO ORDINARIO, per:

1) AVVOCATI DEGLI ENTI PUBBLICI;

2) AVVOCATI SPECIALISTI (novità della Riforma):

Un futuro regolamento del Ministro della Giustizia stabilirà le modalità di conseguimento

del titolo di specialista, nel rispetto di alcuni criteri:

- Il titolo si può conseguire all'esito positivo di percorsi formativi biennali o per comprovata

esperienza professionale nel settore di specializzazione;

- I percorsi formativi sono organizzati presso le Facoltà di Giurisprudenza;

- Il titolo può essere attribuito e revocato esclusivamente dal CNF.

PROFESSORI (docenti, ricercatori universitari)

A. Quelli che hanno optato per l’impegno accademico a tempo pieno

inclusi in un :

ELENCO SPECIALE ALL’ALBO ORDINARIO

 professore-avvocato non può svolgere qualsiasi attività professionale e di

consulenza esterna (ad eccezioni di perizie giudiziarie, partecipazione ad organi di

consulenza tecnico-scientifica).

B. Quelli che hanno optato per l’impegno accademico a tempo definito

inclusi nell’ :

ALBO ORDINARIO

 non vi è alcuna preclusione nell’esercizio dell’attività professionale.

ORGANIZZAZIONI TRA AVVOCATI

1) ASSOCIAZIONI TRA AVVOCATI

La professione forense può essere esercitata individualmente o con la partecipazione

ad associazioni tra avvocati.

iscritte in un tenuto presso il rispettivo Consiglio dell’ordine;

apposito elenco

incarico professionale è sempre conferito all’avvocato in via personale (è

possibile fatturare le prestazioni direttamente allo studio).

avvocati hanno domicilio professionale nella sede dell’associazione.

2) SOCIETÀ TRA AVVOCATI

È iscritta in una (ed anche nel registro delle imprese in una

sezione speciale dell’albo

sezione speciale relativa alle società tra professionisti).

Può essere costituita soltanto da avvocati ed ha per oggetto esclusivo

 l’esercizio in comune della professione dei propri soci.

Nei rapporti contrattuali con il cliente, società deve comunicargli che l’incarico

 professionale potrà essere eseguito da ciascun socio in possesso dei requisiti

per l’esercizio dell’attività richiesta;

MA cliente ha diritto di chiedere che l’esecuzione dell’incarico sia affidata

 ad un socio da lui scelto.

Il socio incaricato è personalmente ed illimitatamente responsabile per l’attività

 professionale svolta.

Tutti i soci sono personalmente e solidalmente responsabili per le obbligazioni

sociali non derivanti dall’attività professionale.

Per quanto riguarda la responsabilità disciplinare occorre distinguere:

 - se la violazione deontologica deriva da direttive impartite dalla società, la

responsabilità disciplinare del socio concorre con quella della società;

- se la violazione deontologica non deriva da direttive della società,

quest’ultima non risponde.

La società non è soggetta a fallimento.

 PRATICANTI

Risultano iscritti nel REGISTRO SPECIALE DEI PRATICANTI AVVOCATI tenuto dal Consiglio

dell’ordine.

Decorso 1 anno dalla delibera d’iscrizione, praticante può presentare domanda per

ottenere l’abilitazione all’esercizio del patrocinio.

Il praticante abilitato è iscritto nell’apposito ELENCO ANNESSO AL REGISTRO SPECIALE DEI

PRATICANTI, per un periodo max. di 6 anni.

IL NUOVO “PATROCINIO SOSTITUTIVO” PREVISTO DALLA RIFORMA

Attuale abilitazione al patrocinio viene sostituita dal cd. “PATROCINIO SOSTITUTIVO”:

Patrocinio sostitutivo può essere chiesto decorsi 6 mesi dalla delibera d’iscrizione.

Esso è ottenuto per un periodo max. di 5 anni: una volta trascorsi, viene cancellato sia dal registro speciale dei

praticanti sia dall’elenco annesso dei praticanti abilitati al patrocinio sostitutivo.

Praticante può esercitare attività professionale solo in sostituzione del dominus e, in ogni caso, sotto il suo

controllo e la sua responsabilità (praticante non può trattare affari in proprio):

- in ambito civile innanzi al Tribunale e al giudice di pace;

- in ambito penale nei procedimenti per reati di competenza del giudice di pace, reati contravvenzionali,

reati che rientravano nella competenza del pretore.

Corte Cost. praticanti abilitati non possono essere nominati difensori d’ufficio.

Decorsi 18 mesi dalla delibera d’iscrizione, praticante può richiedere il certificato di

compiuta pratica, indispensabile per poter sostenere l’esame di Stato.

ALBO SPECIALE DEI CASSAZIONISTI

Per esercitare attività di difesa davanti alle giurisdizioni superiori (Corte Cost.,

Corte di Cassazione), è necessaria l’iscrizione all’ALBO SPECIALE DEGLI AVVOCATI

CASSAZIONISTI, tenuto dal CNF.

Secondo la disciplina attuale, è previsto il mero requisito dell’anzianità professionale

(12 anni).

NUOVA DISCIPLINA PREVISTA DALLA RIFORMA (scopo di limitare l’iscrizione)

Può richiedere l’iscrizione:

- chi è iscritto in un albo ordinario da almeno 5 anni ed ha superato l’apposito esame (che si svolge ogni

anno a Roma presso il Ministero della Giustizia);

- chi ha maturato un’anzianità di iscrizione all’albo di 8 anni e, successivamente, ha proficuamente

frequentato la Scuola Superiore dell’Avvocatura.

V) INFLUENZA DEL DIRITTO U.E. SULLA NORMATIVA

PROFESSIONALE

LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI

Tutti gli AVVOCATI CITTADINI DI UNO STATO MEMBRO U.E. hanno il diritto di prestare liberam.

I propri servizi professionali in qualsiasi altro Stato membro.

Requisiti:

devono esercitare con il titolo professionale dello Stato di origine; deve trattarsi di

prestazioni in via occasionale e saltuaria; le prestazioni devono essere svolte di concerto

con un avvocato iscritto all’albo nello Stato ospitante.

DIRITTO DI STABILIMENTO

Tutti gli AVVOCATI CITTADINI DI UNO STATO MEMBRO U.E. hanno il diritto di esercitare

stabilmente l’attività professionale in qualsiasi altro Stato membro.

deve esercitare con il titolo professionale dello Stato di origine; deve iscriversi presso

l’autorità competente dello Stato di stabilimento; viene iscritto in una SEZIONE SPECIALE

DELL’ALBO dedicata ai c.d. “AVVOCATI STABILITI”.

Fino a che risulta iscritto in tale sezione speciale:

 per lo svolgimento di attività giudiziale, deve agire d’intesa con un professionista

abilitato con il titolo di avvocato;

nello svolgimento di attività stragiudiziale, non soffre alcuna limitazione.

Dopo 3 anni di attività effettiva e regolare nello Stato di stabilimento, diventa

 AVVOCATO INTEGRATO: è totalmente assimilato agli avvocati dello Stato di

stabilimento.

Nell'esercizio dell'attività professionale, l'avv. stabilito è soggetto al potere disciplinare del

Consiglio Distrettuale di Disciplina prima di avviare procedimento disciplinare, deve

 darne immediata comunicazione alla competente

organizzazione professionale dello Stato di origine.

VI) ATTIVITÀ PROFESSIONALE E COMPENSO

ATTIVITÀ PROFESSIONALE

L’attività dell’avvocato consiste nell’offrire al cliente assistenza giudiziale e stragiudiziale.

= attività attinenti ad un procedimento giudiziario,

PRESTAZIONI GIUDIZIALI purché strettamente dipendenti da un mandato (relativo alla

difesa o rappresentanza in giudizio);

= attività di assistenza e consulenza non direttam. collegate

PRESTAZIONI STRAGIUDIZIALI ad un procedimento giudiziario.

PROCURA ALLE LITI

Quando la parte partecipa al giudizio con il ministero di un difensore, questo deve essere

munito di PROCURA ALLE LITI (o deve essere nominato difensore d’ufficio).

La procura alle liti può essere generale o speciale, e deve essere conferita con atto

pubblico o scrittura privata autenticata.

La procura speciale può essere anche apposta in calce o a margine della citazione, e in

genere di ogni altro atto introduttivo; in tal caso l’autografia della sottoscrizione viene

autenticata dal difensore.

Il difensore può sempre rinunciare alla procura alle liti e questa può essere sempre

revocata dalla parte. Tuttavia, rinuncia e revoca hanno effetto nei cfr. dell’altra parte

solo a partire dal momento in cui è avvenuta la sostituzione del difensore.

CLIENTE E PARTE ASSISTITA

“ ” = colui che rilascia il mandato di diritto sostanziale ed è tenuto al pagamento

CLIENTE del compenso;

“ ” = colui che rilascia la procura alle liti ed è assistito in giudizio.

PARTE ASSISTITA CONFERIMENTO DELL’INCARICO E COMPENSO

Il COMPENSO dell’avvocato è di regola pattuito per iscritto all’atto del conferimento

 dell’incarico.

PRINCIPIO DI LIBERTÀ

 La pattuizione dei compensi è libera (sono ammessi vari modi: pattuizione a tempo, in

misura forfettaria, per convenzione avente ad oggetto uno/più affari, a % sul valore

dell’affare). MA

divieto di “patto di quota lite”:

patto con cui l’avvocato percepisce come compenso (in tutto o in parte) una quota

del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa.

Altrimenti sospensione dall’esercizio dell’attività da 2 a 6 mesi.

PRINCIPIO DI TRASPARENZA

 L’avvocato è sempre tenuto a rendere noto al cliente il livello della complessità

dell’incarico.

Invece, solo su richiesta del cliente è tenuto a comunicare in forma scritta la

prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo tra oneri, spese e

compenso professionale (c.d. “preventivo”).

In caso di mancata pattuizione scritta o determinazione consensuale, è prevista la possibilità di applicare

per la determinazione del compenso i parametri stabiliti ogni due anni dal Ministro della Giustizia.

In ogni caso, all’avvocato è dovuto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e

 di tutti gli oneri e contributi anticipati nell’interesse del cliente,

+ rimborso delle spese forfetarie fissato nella misura del 15% del compenso totale per

la prestazione.

Quando richiede il compenso, l’avv. predispone la PARCELLA =

 richiesta di pagamento nei cfr. del cliente.

CASO DI MANCATO ACCORDO TRA AVV. E CLIENTE

Ciascuno si può rivolgere al Consiglio dell’ordine affinché esperisca un tentativo di

conciliazione (c.d. potere di opinamento delle parcelle).

Se ha esito negativo, il Consiglio, su richiesta dell’avvocato, può comunque rilasciare un

parere sulla congruità della pretesa in relazione all’opera prestata.

Tale parere può essere fatto valere intraprendendo una delle AZIONI PREVISTE PER IL

PAGAMENTO DEL COMPENSO:

RICORSO PER INGIUNZIONE

Quando si tratta di prestazioni in mat. civile, in caso di opposizione a d.i., giudizio

prosegue nelle forme del rito sommario di cognizione.

ex artt. 702 bis ss. c.p.c.;

RITO SOMMARIO DI COGNIZIONE

La competenza spetta al giudice di merito adito per il processo in cui l’avv. ha

prestato la propria opera (competenza funzionale ed inderogabile).

L’ordinanza che definisce il giudizio è inappellabile (solo ricorribile per Cassazione).

GRATUITO PATROCINIO A SPESE DELLO STATO

Possono richiedere il GRATUITO PATROCINIO A SPESE DELLO STATO cittadini italiani, apolidi,

stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale, enti o associazioni che non

perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.

* Con riferimento alla scelta del difensore:

- in mat. civile è sempre la parte che nomina liberam. il proprio legale;

- in mat. penale, talora, è il magistrato che designa il difensore, su istanza della parte che

intende avvalersi del beneficio.

REQUISITI pretesa non deve risultare manifestamente infondata;

capacità reddituale dell’istante: il tetto massimo indicato dalla legge è

attualmente di Euro ca. 11.370.

La condizione economico-reddituale legittimante deve persistere anche

in costanza di giudizio. Se si verifica un incremento in itinere , l’Erario ha

diritto di rivalsa per le spese sostenute.

AUTONOMIA DEL COMPENSO E SOLIDARIETÀ PROFESSIONALE

Di regola, l’avvocato può richiedere al cliente il compenso solo per l’opera effettivam.

prestata in suo favore.

TUTTAVIA È prevista, in via di eccezione, la c.d. solidarietà professionale.

 Se controversia giudiziale è stata definita con un qualsiasi accordo, le parti

sono solidalmente obbligate al pagamento dei compensi a tutti gli avvocati

costituiti

se hanno prestato attività professionale negli ultimi 3 anni e se risultino ancora

creditori, salvo espressa rinuncia al beneficio della solidarietà (c.d. clausola di

esclusione della solidarietà professionale).

Ratio garantire gli avv. contro l’eventualità che le parti si accordino

 direttamente al di fuori del procedimento (ponendo gli avv. nella

difficoltà di recuperare i rispettivi compensi).

PRESCRIZIONE DEL DIR. AL COMPENSO

L’art. 2956 c.c. stabilisce che il diritto dei professionisti per il compenso dell’opera prestata

e delle spese correlative si prescrive in 3 anni.

È questa una prescrizione presuntiva: decorsi 3 anni senza che il professionista abbia

sollecitato il pagamento, la legge presume che il debito sia stato effettivamente pagato

o sia comunque estinto per altra causa.

La prescrizione presuntiva differisce dalla prescrizione ordinaria per il fatto di non essere

assoluta, ammettendo prova contraria: il creditore può vincere la prescrizione presuntiva

o deferendo alla controparte il giuramento decisorio o ottenendone una confessione.

L’avvocato avrà dunque due strade per evitare la prescrizione presuntiva: sollecitare il

pagamento entro 3 anni o, se questi sono passati, farsi riconoscere dal cliente con uno

dei mezzi di prova citati l’esistenza del credito. In questi casi subentrerà l’applicazione

dell’ordinario termine di prescrizione decennale.

Quanto agli interessi, essi decorrono dalla data d’invio della parcella o del preventivo di

Parcella (elemento indispensabile per la costituzione in mora del cliente).

VII) RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE

= insieme delle conseguenze che si ripercuotono sull’avvocato a seguito della violazione

di particolari doveri, distinguendosi poi in responsabilità civile, penale o disciplinare in

relazione alle specifiche norme violate.

(A) RESPONSABILITÀ CIVILE

Con l’accettazione dell’incarico l’avvocato ne assume la responsabilità personale

Illimitata. L’assunzione dell’incarico può essere fonte di RESPONSABILITÀ CIVILE.

RESPONSABILITÀ intercorre soltanto nei rapporti con il cliente;

CONTRATTUALE è fondata sull’inadempimento dell’incarico professionale ricevuto;

trova il proprio rif. normativo spt. nel contratto di prestazione d’opera

intellettuale e nella legge professionale;

è determinata da violazione da parte dell’avv. di un dovere di

diligenza inerente alla natura dell’attività esercitata (c.d. diligenza

tecnica);

grado minimo di colpa richiesto per la resp. dell’avvocato è quello

della colpa lieve, con rif. al livello medio di diligenza e alla natura

dell’attività esercitata.

RESPONSABILITÀ può intercorrere sia nei rapporti col cliente sia nei rapporti con i terzi;

EXTRA- trova il proprio rif. normativo negli artt. 2043 ss. c.c.

CONTRATTUALE richiede la sussistenza di 4 requisiti: fatto, danno, nesso di causalità ed

elemento psicologico (dolo o colpa).

ASSICURAZIONE PER LA RESPONSABILITÀ CIVILE E ASSICURAZIONE

CONTRO GLI INFORTUNI

Secondo quanto previsto dalla Riforma, gli avvocati hanno l’obbligo di stipulare una

polizza assicurativa per la responsabilità civile (1) ed una assicurazione contro gli infortuni

(2). L’avvocato (l'associazione o la società fra professionisti) deve stipulare polizza

(1) assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall'esercizio della

professione compresa quella per la custodia di documenti, somme di denaro,

 .

titoli e valori ricevuti in deposito dai clienti

L'avvocato comunica al cliente gli estremi della propria polizza assicurativa.

L’avvocato (l’associazione o la società tra professionisti) deve stipulare polizza

(2) assicurativa a copertura degli infortuni derivanti a sé/ai propri collaboratori/

dipendenti/praticanti in conseguenza dell'attività svolta nell'esercizio della

professione anche fuori dei locali dello studio legale, anche in qualità di

 .

sostituto o di collaboratore esterno occasionale

Degli estremi della polizza assicurativa variazione è data comunicazione al cliente

e al Consiglio dell'ordine (altrimenti, la violazione costituisce illecito disciplinare).

(B) RESPONSABILITÀ PENALE

La commissione di un reato nell’esercizio della professione legale può configurare una

 circ. aggravante ex art. 61 c.p., quando ciò avviene con abuso di prestazione

d’opera.

La qualifica di “avvocato” rileva ai fini della integrazione di alcuni reati propri:

 - patrocinio o consulenza infedele;

- millantato credito del patrocinatore;

- rivelazione di segreto professionale.

Novità riforma: l’attività professionale di assistenza legale e di consulenza legale

 stragiudiziale è abusiva, se svolta in modo continuativo, sistematico

ed organizzato da soggetti non iscritti all’albo (in quanto di

competenza esclusiva degli avvocati).

(C) RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE

DEONTOLOGIA = Complesso delle regole di condotta che devono essere rispettate

 nell’attività professionale.

L’avv. deve esercitare la professione uniformandosi ai principi

contenuti nel Codice deontologico emanato dal CNF.

Il Codice individua le norme di disciplina, la cui violazione è fonte

di RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE con applicazione di sanzioni

giuridiche.

In generale, la RESPONSABILITÀ DISCIPLINARE discende dalla violazione di doveri e

regole di condotta dettati da Legge e Deontologia.

Competenti in via esclusiva per il procedimento disciplinare e titolari di potestà

disciplinare sono i CONSIGLI DISTRETTUALI DI DISCIPLINA

Volontarietà della condotta per essere sottoposto a procedimento è necessaria la

  coscienza e volontà dell’azione od omissione.

(C) RESPONSABILITÀ CIVILE E PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

1

Si riscontra piena ed assoluta autonomia tra il PROCESSO CIVILE ed il PROCEDIMENTO

DISCIPLINARE.

Distinzione:

“ERRORE PROFESSIONALE” =

Scelta di una soluzione tecnica che causa un danno, rispetto ad altra che avrebbe

consentito un esito diverso del giudizio.

di solito, non comporta responsabilità disciplinare; può invece esporre l’avvocato

 a responsabilità civile (cliente può chiedere il risarcimento del danno).

“MANCANZA PROFESSIONALE” =

Inosservanza ai generici doveri di diligenza o correttezza.

comporta responsabilità disciplinare, se la mancanza è accompagnata da

 particolare incuria, trascuratezza o negligenza (ex: avvocato si dimentica di

presentare un appello entro il termine stabilito).

(C) RESPONSABILITÀ PENALE E PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

2

Il PROCEDIMENTO DISCIPLINARE si svolge ed è definito con procedura e con valutazioni

autonome rispetto al PROCESSO PENALE avente per oggetto i medesimi fatti.

Deroghe alla regola generale dell’autonomia dei due giudizi:

procedimento disciplinare può essere sospeso a tempo determinato (2 anni) se,

agli effetti della decisione, è indispensabile acquisire atti e notizie appartenenti al

processo penale.

procedimento disciplinare conclusosi prima del processo penale con un

provvedimento definitivo può essere riaperto se:

- è stata inflitta una sanzione disciplinare, ma per gli stessi fatti l’A.G. ha emesso

sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste o perché l’incolpato non lo ha

commesso ;

deve essere pronunciato il proscioglimento anche in sede disciplinare

- è stato pronunciato il proscioglimento, ma per gli stessi fatti l’A.G. ha emesso

sentenza di condanna fondata su fatti che non sono stati valutati dal Consiglio

Distrettuale di Disciplina fatti nuovi sono liberamente valutati in sede disciplinare.

N.B. In entrambi i casi, il riesame dei fatti è affidato ad una sezione diversa del Consiglio

Distrettuale di Disciplina.

VIII) PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

Il vecchio procedimento disciplinare è stato criticato sia per la scarsa indipendenza del

giudicante (rapporto esistente tra l’incolpato ed i consiglieri dell’ordine giudicante che lo stesso

, sia per la sua scarsa terzietà (concentrazione dei poteri

incolpato concorreva a nominare)

nel consiglio).

RIFORMA

Ha istituito i nuovi CONSIGLI DISTRETTUALI DI DISCIPLINA, al fine di affidare il giudizio

disciplinare ad organi territoriali diversi dai Consigli dell’ordine.

CNF ha poteri ispettivi in relazione all’attività disciplinare.

Gli ispettori possono esaminare tutti gli atti ed inviano al CNF la relazione di quanto

riscontrato. Sulla base di quanto ricevuto, il CNF può disporre la decadenza dei

componenti dei consigli distrettuali di disciplina.

COMPETENZA

È competente il CONSIGLIO DISTRETTUALE DI DISCIPLINA del distretto in cui è iscritto

l'avvocato/il praticante oppure del distretto in cui è stato compiuto il fatto oggetto di

giudizio disciplinare.

princ. della prevenzione competenza si radica presso il Consiglio che ha provveduto

 per 1° all’iscrizione della notizia nell’apposito registro riservato.

Eventuali conflitti di competenza sono risolti dal CNF.

Il CONSIGLIO DISTRETTUALE DI DISCIPLINA svolge la propria opera con sezioni giudicanti

composte da 5 titolari e 3 supplenti no membri dell’ordine a cui è iscritto il professionista

contro cui si procede. FASI DEL PROCEDIMENTO

Il procedimento disciplinare (giurisdizionale) si articola in 1° grado in 3 fasi:

I. ;

FASE PRELIMINARE

II. ’ ;

FORMULAZIONE DEL CAPO D INCOLPAZIONE E CITAZIONE A GIUDIZIO

III. .

DIBATTIMENTO E DECISIONE I. FASE PRELIMINARE

Inizia con l’acquisizione della notizia dell’illecito e si conclude con il completamento

dell’istruttoria procedimentale.

ACQUISIZIONE DELLA NOTIZIA DELL’ILLECITO

La notizia dell’illecito può provenire da esposto/denuncia ad un CONSIGLIO DELL'ORDINE

o da A.G. (

essa deve darne immediata notizia al Consiglio dell’ordine quando è esercitata

l'azione penale; sono applicate misure cautelari; sono effettuati perquisizioni o sequestri; sono

).

emesse sentenze che definiscono il grado

il Consiglio dell'ordine deve darne notizia all'iscritto, invitandolo a presentare sue deduzioni

entro 20 gg. Poi deve trasmettere immediatamente gli atti al CCD.

ISCRIZIONE NEL REGISTRO

Ricevuti gli atti, il Presidente del CCD provvede senza ritardo a iscrivere in un apposito

registro la notizia di illecito disciplinare, indicando il nome dell'iscritto.

L'azione disciplinare si prescrive nel termine di 6 anni dal fatto.

Il termine della prescrizione è interrotto con la comunicazione all'iscritto della notizia

dell'illecito (anche con la notifica della decisione del CCD, con la notifica della sentenza

pronunciata dal CNF su ricorso). Da ogni interruzione decorre un nuovo termine della

durata di 5 anni.

ISTRUTTORIA PRE-PROCEDIMENTALE

Se non ritiene di disporre l'archiviazione, Presidente CCD designa la Commissione

giudicante e nomina il consigliere istruttore.

Egli è responsabile della fase istruttoria pre-procedimentale:

- comunica all'iscritto l'avvio di tale fase, invitandolo a formulare per iscritto le proprie

osservazioni;

- provvede a ogni accertamento di natura istruttoria nel termine di 6 mesi dalla

iscrizione della notizia di illecito disciplinare.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Avv. Gabriele Pellicioli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Deontologia Forense e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Scienze giuridiche Prof.

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