Appunti di Fitore Feka rivisitati da Sara Romiti
Deontologia - Serafina Rametta
Periodo 09/11-21/12/2020
Etica e morale
Le parole “etica” e “morale” vengono tendenzialmente usate come sinonimi, ma in realtà vi sono delle differenze.
Etica
- È una parola di origine greca che significa “comportamento, condotta, modalità dell’attività dell’uomo” e fa riferimento anche al giudizio morale. Etica vuol dire riflessione, indagine, tentativo di sostenere e giustificare razionalmente i principi dell’agire umano, e può essere considerata lo studio delle norme di comportamento alla luce di ideali e valori universali.
Morale
- È una parola di origine latina che significa “costume, consuetudine, abitudine” e può essere considerato un atteggiamento etico fondato sui valori religiosi e sulla ragione. È l’insieme delle norme e degli ideali del comportamento di gruppi di persone in tempo e in uno spazio dato. La morale può cambiare nel tempo, invece l’etica no.
Etica e infermieristica
La disciplina infermieristica ha come oggetto di studio l’uomo, che porta con sé il suo bisogno di assistenza, dalla nascita al fine vita. Vi è una distinzione tra etica personale e professionale: l’etica rappresenta i valori morali individuali all’interno della propria comunità, ovvero ciò che l’individuo accetta in maniera totale o parziale, mentre l’etica professionale è l’insieme di standard e comportamenti concordati, descritti dal codice deontologico di una professione. Non sempre i due aspetti coincidono; infatti, quando si veste i panni del professionista, bisogna agire con etica professionale, a meno che l’atto non vada completamente contro la nostra etica personale. Bisogna essere individui e professionisti in tutte le nostre caratteristiche.
L'atto umano
- Sapere: insieme delle nozioni acquisite di carattere tecnico/teorico di ciascun atto da compiere.
- Saper fare: consiste nella traduzione dal sapere teorico all’azione. È la conoscenza precisa della giusta successione delle manovre, completata dalla padronanza del gesto e dalla sicurezza e abilità dell’atto da compiere.
- Saper essere: è la capacità dell’individuo di comunicare con l’altro, di rapportarsi, di capirlo. Quando si acquisisce la padronanza di una procedura, essa entrerà a far parte del nostro essere.
- Saper divenire: è la capacità di mettersi in gioco continuamente, sia sul piano umano che su quello formativo. Bisogna saper stare al passo, dunque l’infermiere è obbligato a seguire dei corsi di formazione.
Il giuramento “Florence Nightingale” per le infermiere (1893)
“Prometto davanti a Dio, in presenza di questa assemblea, di vivere degnamente e di esercitare fedelmente la mia professione. Mi asterrò da tutto ciò che può nuocere e non prenderò, né somministrerò consapevolmente alcuna droga nociva. Farò tutto ciò che è in mio potere per elevare il livello della mia professione e farò uso riservato di tutte le informazioni personali che mi verranno confidate, nonché di tutte le situazioni familiari di cui sarò venuta a conoscenza nell'esercizio della mia professione. Aiuterò lealmente il medico nel suo lavoro e mi dedicherò al servizio di coloro che mi verranno affidati per l'assistenza.”
I principi sono ancora la base dell’agire dell’infermiere. I termini usati sono significativi anche per noi, infatti, si parla di: professione, non nuocere, elevare il livello, privacy, lealtà, affidamento presa in carico dell’individuo.
Etica infermieristica secondo Johnstone
L’etica infermieristica è, secondo Johnstone, “l’analisi di tutti i tipi di argomentazione riguardanti l’etica e la bioetica dal punto di vista della teoria e della prassi infermieristica”.
In alcuni casi, le professioni sanitarie hanno degli ambiti specifici (es. le ostetriche si occupano di donne in gravidanza fisiologica; oppure il fisioterapista si occupa dell’individuo in determinate occasioni), mentre l’attività infermieristica è riconosciuta come la scienza che accoglie la persona in tutto il suo essere. L’attività dell’azione, cioè deve esercitare azioni confortanti per l’assistito: impone al professionista di pensare in maniera ottimale al fine di far star bene l’individuo. L’etica infermieristica consiste in un’applicazione dell’etica generale. Pertanto, è alla luce di quest’ultima e dei suoi specifici fondamenti, che si possono comprendere le particolari problematiche con cui l’infermiere deve rapportarsi. L’operato degli infermieri è orientato a riconoscere come valore assoluto la persona.
Profilo dell'infermiere (DM 739/94)
Nel decreto ministeriale 739 del 94 è individuata la figura professionale dell'infermiere, che è l'operatore sanitario responsabile dell'assistenza generale infermieristica. L'assistenza infermieristica (si trova all’interno dei distretti e delle strutture deputate alla prevenzione), curativa (ambito di intervento, in cui viene riconosciuta la cura, es. ospedale), palliativa (quando la persona ha la necessità di un supporto che gli allevi il dolore) e riabilitativa (quando l’infermiere rende l’individuo di nuovo in grado di svolgere delle attività, o perlomeno in grado di raggiungere il massimo livello di autonomia), è di natura tecnica (l’infermiere ha acquisito delle capacità e pertanto ha una responsabilità), relazionale (l’infermiere, prima di agire sulla persona, deve conoscerla) ed educativa. Le principali funzioni sono: la prevenzione delle malattie, l’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l'educazione sanitaria. Essendo l’infermiere un professionista, con la sua azione è in grado di acquisire un metodo, individuare una strada perseguibile per ogni caratteristica persona e chiarire le problematiche. Per fare tutto ciò, l’infermiere deve pensare, scegliere, decidere, fare.
Modelli etici di riferimento
Pragmatico-utilitaristico: Trova origine dall’utilitarismo sociale ed ha come valore il criterio costo/beneficio. Identifica l’azione etica con l’utile, che pone come fine ultimo della condotta umana. Il rapporto benessere/utilità è considerato il massimo valore, di conseguenza si ha un’attenzione molto attenta al rapporto costi/benefici, mirando alla minimizzazione del dolore, ottimizzazione per il maggior numero, massimizzazione del piacere.
Socio-biologista o naturalista: Si origina dall’evoluzionismo e dal materialismo, appoggiandosi sulla tesi che ritiene che l’evoluzione sociobiologica debba fornire indicazioni per l’azione. Il progresso è il valore chiave, quindi l’unica norma di riferimento etico è la conoscenza scientifica.
Religioso: Si basa sull’esistenza di un’entità superiore (Dio) che ha creato l’universo e ha dettato le sue leggi. L’azione etica riconosce Dio e il suo volere.
Personalistico: L’etica personalistica pone al centro della sua riflessione la persona umana che è un’unità psicofisica, ovvero una totalità unificata di corpo e spirito. Ne consegue che il bene di un’azione consiste nella promozione della persona e che è eticamente positivo tutto ciò che è finalizzato al suo benessere. Il modello a cui l’infermiere deve fare riferimento è quello personalista. Nell’etica personalistica, gli elementi caratteristici sono:
- Valore: ideale o realtà riconosciuta come tale. È caratterizzato da:
- Universalità, cioè la realtà riconosciuta è valida per tutti gli individui;
- Assenza di una gerarchia dei valori, infatti non è possibile fare una gerarchia dei valori, poiché essi devono tutti essere riconosciuti dall’individuo. Ognuno di noi deve determinare una propria personale scala gerarchica di valori, dunque, non esiste gerarchia dei valori assoluta ma personalizzata. (es. se una donna incinta, al momento del parto si trova a dover scegliere di far vivere il figlio a costo della propria vita oppure no, spesso accade che scelga di far vivere il figlio, perché a livello personale, nella sua gerarchia dei valori, la sua priorità è dare vita al figlio.)
- Orientamento positivo, possiamo dunque riconoscere valori positivi (es. la pace, la giustizia, l’autodeterminazione).
- Norma: è necessario avere leggi o norme perché esse aiutano l’individuo nell’azione.
- Richiama sempre un valore;
- È modificabile, poiché, se richiama sempre un valore, il cambiamento vi si deve necessariamente avvicinare, rimanendo pur sempre chiaro (es. votazione: nel 1861 votano solo gli uomini altolocati, poi è stato esteso agli uomini che hanno studiato, poi anche alle donne. La norma è cambiata nel tempo preservando sempre il valore dell’autodeterminazione).
- Ha diverse codificazioni.
- Situazione: che va a valutare la natura dell’atto, ovvero cos’è in sé l’atto, e l’intenzione dell’atto, ovvero cosa si voleva raggiungere attraverso l’atto.
Coscienza e responsabilità
La coscienza consiste nella capacità dell’uomo di essere in grado di individuare i valori, conoscere le norme, valutare le situazioni, ed infine agire. Dunque, la coscienza dell’individuo deve essere libera, non costretta in certi percorsi già fatti. Con questi dati si riconosce la propria responsabilità, che è la premessa che permette l’analisi dell’eticità di un atto. Gli elementi sono:
- La conoscenza del valore, perché si è pensato e riflettuto;
- La volontà di compiere l’atto, che è personale e non appartiene a nessun altro;
- La libertà di attuarlo senza condizionamenti.
Dunque, la coscienza e la responsabilità sono quelle che vanno ad analizzare la situazione.
Criteri di discernimento e duplice effetto
Ci aiutano a decifrare l’azione da compiere e sono: il bene maggiore, il male minore e il bene presunto. Se siamo nella condizione di agire in una maniera che non garantisce il benessere massimo, dobbiamo stabilire quali azioni mettere in atto tra quelle possibili, ed individuare quella che riesca a dare almeno il bene maggiore, che è quello che vi si avvicina di più. Se tra queste nessuna mi garantisce il benessere maggiore, allora l’azione indicata sarà quella che farà il male minore. Si può dover attuare azioni di cui non conosciamo il risultato, e dunque ci si può orientare seguendo il bene presunto, cioè quel bene che, sulla base delle informazioni di cui sono a conoscenza, presumo che sia migliore per il paziente.
Ad un’azione, singola e isolata, corrispondono due effetti (duplice effetto):
- Effetto positivo = voluto;
- Effetto negativo = conseguenza associata del positivo, cioè non si può evitare che il paziente abbia anche effetti negativi correlati a quelli positivi. È certo che l’effetto positivo deve essere sempre superiore a quello negativo.
Esenzione dalla norma
È la situazione in cui, nonostante la presenza di una norma che regola un’azione, la coscienza della persona non riesce ad accettare l’atto. In condizioni specifiche si può quindi essere esentati dall’atto, e dunque non agire. Le condizioni si verificano quando vi è:
- Impossibilità materiale, ovvero quando non può essere messa in atto un’azione perché non ne abbiamo i requisiti (es. vedo una persona affogare, io non so nuotare, dunque non la posso salvare).
- Impossibilità morale, ovvero quando si giudica l’azione sulla base di proprie convinzioni. I soggetti in questo caso sono sottoposti a valutare oggettivamente situazioni che li mobilitano moralmente e/o emotivamente (es. chirurgo che deve operare un proprio familiare) dunque, vengono esentati dalla norma.
- Epicheia, termine greco che significa letteralmente “equità”. In questo caso l’osservanza della legge potrebbe mettere a rischio una situazione (es. un’ambulanza che passa con il rosso al semaforo: se seguisse la norma, comporterebbe un rischio all’individuo dentro l’ambulanza). Questo principio interpretativo non tiene conto di una legge quando, nel singolo caso, il suo adempiersi risulti immorale; consiste quindi nella possibilità di non osservare la legge.
- Obiezione di coscienza, è un diritto di ogni persona ed è prevista nella codificazione della norma, deve però essere inserita all’interno della legge principale.
Concetto di bioetica
Il termine significa “riflessione di tipo etico sul significato della vita”. La parola è stata coniata nel 1970, da Van Rensselaer Potter, il quale, afferma in Bioethics. Bridge of the future che il genere umano necessita urgentemente di una sapienza come guida per l’azione, cioè un sapere come usare la conoscenza per il bene e il futuro della condizione umana, e per promuovere la qualità della vita. Potter era un oncologo, e sosteneva che, così come le cellule tumorali si nutrono della salute dell’ospite fino a indurlo a morte, così gli uomini con le loro azioni rovinano la biosfera. La bioetica inizialmente era legata solo all’ambito sanitario, ma col tempo si capì che in realtà ha legame con tutti i tipi di ambiente.
Secondo Potter, “bio” sta per vita o sapere biologico ed “etica” per i valori dell’uomo, dunque bioetica rappresenta il sistema dei valori umani. Potter fece questa riflessione a causa del fatto che nell’ambito sanitario ci si facevano domande che hanno acquisito risposta solo quando è nata la bioetica. Per questo la bioetica rappresenta il ponte tra le due culture scientifica, pragmatica e specifica, e umanistica, che riflette sui bisogni dell’uomo.
In contemporanea a Potter, Hellegers sviluppò una riflessione bioetica in maniera più medica: fondò un istituto di Etica, ovvero il Kennedy Institute, in cui si facevano riflessioni bioetiche riguardo a percorsi innovativi di tecnologia medica, e alla ricaduta di queste tecnologie sulla vita dell’uomo. Nel 1978 venne anche scritta anche un’enciclopedia di Bioetica (il primo fu W. Reich) in cui tutt’ora viene rinnovata la definizione di Bioetica.
- 1978 – prima edizione (Reich): prime definizioni di bioetica. La bioetica è definita “lo studio della condotta umana, nell’ambito delle scienze della vita e della salute, esaminata alla luce di valori e di principi morali”.
- 1995 e 2003 – seconda e terza edizione: la bioetica è ora definita “lo studio sistematico delle dimensioni morali (inclusa la visione morale, le decisioni, la condotta, le linee guida, ecc.) delle scienze della vita e della salute, con l’impiego di una varietà di metodologie etiche in una impostazione interdisciplinare”.
Gli ambiti che hanno preso ordine dalla Bioetica
- 1947 – Codice di Norimberga: condanna di ogni sperimentazione sull’uomo senza il suo consenso. Il documento, stipulato per il processo di Norimberga contro i crimini nazisti, ha 10 punti ed è diventato un testo imprescindibile nel sancire il principio del consenso informato nelle ricerche biomediche. Il Codice traccia una linea di divisione tra sperimentazione lecita e tortura, e condanna le sperimentazioni non regolate, prive di fondamenti etici. Dunque, il codice, obbliga a chiedere il consenso all’individuo, e a dargli la possibilità di potersi tirare indietro qualora cambiasse idea.
- 1948 – Dichiarazione di Ginevra: rivisitazione del Giuramento di Ippocrate in chiave deontologica.
- 1949 – London “International Code of Medical Ethics”: allarme suscitato dalla scoperta di alcune sperimentazioni “selvagge” negli USA:
- Anni ’30-’40 - Tuskegee, Alabama: viene condotto uno studio di confronto riguardo al farmaco anti-lue (anti-sifilide) confrontandolo con il placebo, testato senza consenso su popolazione di colore.
- 1963 - Jewish Chronic Disease Hospital, Brooklyn: cellule tumorali iniettate in pazienti anziani senza il loro consenso.
- 1965-71 – Willowbrook State Hospital, New York: virus dell’epatite inoculato in bambini handicappati, forzando il consenso dei genitori.
Dal 1970 in poi la riflessione bioetica ha sconvolto l’ambito scientifico, specialmente quello sanitario. Dagli anni ’80 in poi nascono anche in Europa i comitati di bioetica. In Italia nasce il Comitato Nazionale di Bioetica nel 1980: i pareri del Comitato non sono vincolanti poiché la responsabilità delle azioni è dell’individuo. Oltre al Comitato Nazionale abbiamo comitati regionali, provinciali e locali di bioetica.
Concetto di deontologia
Il termine fu coniato da Jeremy Bentham nel 1834, scienza della moralità. Il quale individua nella deontologia la scienza della moralità. Sostiene che “la deontologia sia il settore dell’arte e della scienza che ha per oggetto il fare in ogni occasione ciò che è giusto e conveniente fare” e precisa che “il compito della deontologia consiste principalmente nella distribuzione degli obblighi”. Con questo intende precisare che l’individuo deve essere libero di agire, e deve agire in maniera deontologica.